Mamme piedini e fiori

Nel Regno Unito la festa della mamma è l’ultima domenica di marzo, ma Meghan è americana, il che  le ha consentito di festeggiare oggi la recentissima maternità, e ha fatto bene, sennò avrebbe dovuto aspettare quasi un anno. archie feet

La fotografia per fare gli auguri alle mamme di tutti i paesi in cui si festeggia oggi, compresi gli USA, è un piccolo capolavoro: in primo piano i piedini di Archie sorretti dalla mano di mamma Meghan, e sullo sfondo un cespuglio di fiori azzurri, i non ti scordar di me (in inglese forget-me-not) che erano i preferiti di Diana.

Il tutto pubblicato sull’account Instagram dei Duchi di Sussex, con questo messaggio: “Paying tribute to all mothers today – past, present, mothers-to-be, and those lost but forever remembered. We honor and celebrate each and every one of you”.

Buckingham Palace ha confermato che la foto ritrae proprio i piedini di Archie, e i fan si sono scatenati all’idea che il post sia stato scritto direttamente dalla duchessa leggendo la parola honor scritta secondo lo spelling americano, visto che nel British English la corretta grafia sarebbe honour.

Da parte nostra osserviamo con piacere la bella copertina candida che avvolge il pupetto; naturalmente non è fatta a mano, ma certe raffinate sfumature ormai si vedono di rado. A tal proposito Lady Violet, che è un’avida tricoteuse, lenta ma accanita direbbe qualcuno, invita chiunque di voi, non solo le future mamme zie o nonne, a riprendere in mano ferri e gomitoli: la creatività segue molti fili!

La foto del giorno – 12 maggio

Oggi come ognun sa in molti paesi inclusa l’Italia è la giornata dedicata a festeggiare le mamme. queen windsor horse showDedicare la foto del giorno a lei, che oltre ad essere la decana e la più amata, almeno da noi, delle sovrane è anche quattro volte mamma, otto volte nonna e otto volte (per ora) bisnonna può sembrare scontato, ma ciò che ha determinato la scelta di questa immagine è un preciso dettaglio, la sua mise (indossata ieri al ricevimento del Royal Windsor Horse Show). Sì cari lettori, perché se la vostra mamma – o la vostra nonna – è di una generazione vicina a quella di Her Majesty, è cioè nata tra la fine degli anni ’20 e gli anni ’30, nel suo armadio c’è sicuramente stato, e forse c’è ancora, lui, lo Chanelino. Cioè un tailleur composto da gonna – o abitino, come in questo caso – e un giacchino che segue regole precise: modello a sacchetto, tessuto bouclé, profili a contrasto. E cosa distingueva lo Chanelino da ogni altro tailleur Chanel? Ovvio, il fatto che non venisse da Parigi, ma fosse scaturito dalle abili mani della sarta di famiglia (a volte la mamma stessa). Sì perché le nostre mamme, quelle che come la mia erano quasi coetanee di Her Majesty, erano passate per le rigide maglie della guerra e delle privazioni,  avevano col denaro un atteggiamento più cauto e rispettoso (se mi passate i termini) del nostro. E anche quelle che potevano permetterselo non è che chiamassero sempre Mademoiselle Coco, a volte telefonavano alla sarta di fiducia. E Coco, che era una donna anche lei, e anche lei con un passato di miseria e privazioni, queste cose le sapeva bene, e si inventò modelli dalle linee più semplici di quelle che erano andate in voga prima del suo arrivo, che rendevano chic le donne liberandole definitivamente da lacci corsetti e scomodità varie. Poi scoprì che questi modelli erano così belli e comodi e facili che li copiavano dappertutto. E si arrabbiò? Ma neanche per sogno, reagì dicendo più o meno così “Se mi copiano è meglio: copiare è un segno d’amore e l’amore è ciò che rende eterni”.  Anzi, a dirla tutta iniziò anche lei a far realizzare i suoi capi fuori dalla Maison. Uno dei suoi tailleur più famosi, quello rosa con dettagli blu indossato da Jackie Kennedy il giorno della tragedia di Dallas non era stato cucito a Parigi, ma a New York da Chez Ninon, con un procedimento detto line to line, messo appunto da Coco Chanel in persona, come abbiamo raccontato qui: Quel tailleur rosa.

Insomma, parafrasando un mio amico, potremmo dire che se uno Chanel è per sempre uno Chanelino è per tutte le mamme, regine comprese.

La foto del giorno – 11 maggio

Cari lettori calabresi, questa da voi non me l’aspettavo proprio. Ma come, Sua Altezza Serenissima Albert II de Monaco viene in visita da voi e non mi dite niente?  Allora ve lo dico io. albert di calabriaGiovedì scorso il sovrano monegasco ha raggiunto San Demetrio Corone, neanche 3500 abitanti sulla Sila cosentina. Ricevuto dal sindaco Salvatore Lamirata Albert ha ricevuto la cittadinanza onoraria e ha svelato la targa che riconosce il paesino Sito storico Grimaldi del Monaco,  E come mai, chiederete voi? Il fatto è che nel 1309 Ranieri I Grimaldi ottenne la baronia di San Demetrio dal Re di Napoli Roberto I d’Angiò; il titolo passò al figlio Vinciguerra e da qusti al fratello Carlo, signore di Monaco dal 1331, di Mentone nel 1346 e di Roquebrune nel 1355. Confiscato e riassegnato più volte, il territorio di San Demetrio fu restituito ai signori di Monaco nel 1421 da Luigi III d’Angiò in ringraziamento del sostegno ricevuto dalla loro flotta nelle lotte contro Alfonso d’Aragona per il trono di Napoli.

Durante la  giornata calabrese Albert ha visitato la chiesa principale del paese, incontrato la popolazione locale e assistito all’inevitabile spettacolo folcloristico, col garbo e l’amabilità che gli sono propri, e che non manca mai di dimostrare in questi appuntamenti così come in quelli più glamour o di alto profilo. Il che ce lo rende sempre simpatico.

La foto del giorno – 10 maggio

In tutto il tran tran di questi giorni del nonno di Archie in viaggio in Germania con la sua consorte interessa poco o nulla. Loro invece, as usual, hanno fatto il loro dovere fino in fondo, in questo caso fino all’ultima pinta. PrinceWalesDuchessCornwallVisitGermanygH4lOuPX_EWl-978x647E a Monaco non si sono sottratti al rito della birra, che lui affronta con fiero cipiglio, mentre direi che lei non ci pensa proprio.

Lady Violet – che non beve birra a causa di uno spiacevole episodio occorsole all’età di sette anni – è ancora delle vecchia scuola e pensa che per festeggiare una royal birth sia meglio lo champagne, ma i tempi cambiano, i gusti pure, i prìncipi non ne parliamo, e i sudditi notoriamente apprezzano (anche) questo tipo di bionda. Prosit!

Le foto del giorno – 9 maggio

Dopo la full immersion neonatale dei giorni scorsi oggi tiriamo finalmente il fiato con una coppia un po’ agée. Princess-Caroline-in-Giambattista-Valli-4Che poi non proprio di una coppia in senso stretto si tratta, essendo sorella e fratello, ma alzi la mano chi non li trova meglio assortiti – e affettuosamente complici – del principe regnante con la sua algida timida metà. Princess-Caroline-in-Giambattista-Valli-2Caroline de Monaco accompagna il fratello Albert alla premiazione del 51° Concours des Bouquets, uno di quegli appuntamenti un po’ fané così tipicamente monegaschi, e osa l’inosabile: il floreale longuette. Il risultato, complici quelle scarpette (rosa, ma per niente da Barbie) è a mio avviso delizioso, sostenuto da grazia e classe non comuni. Princess-Caroline-in-Giambattista-Valli-8Il resto lo fanno il sorriso e i modi di una signora che grazie a Dio non deve dimostrare più nulla, e si gode la famiglia e l’età.

P.S. Se foste tentate, l’abito è Giambattista Valli.

Le foto del giorno – 8 maggio

Eccolo! baby-sussexTra le braccia di papà, in uno dei suoi completini con scarpette scamosciate, ma al colmo della felicità, che poi è quello che conta.sussex-paMamma ancora un po’ provata ma giustamente felice e soddisfatta, pure lei sui tacchi alti che aveva criticato nella cognata (ragazze, andavano bene pure le ballerine stile Diana).

in bianco Givenchy, come il pupetto, tutto in bianco pure lui. Ora uscite il nome!sussexes-e

Le foto del giorno – 7 maggio

Lasciamo riposare per un giorno Baby Sussex, la sua mamma e anche il papà che ieri era (giustamente) over the moon, rimanendo in ansiosa attesa di foto e nome del pupetto. simposio cotecOggi ci spostiamo a Napoli, dove si tiene il XIII Simposio Cotec Europa, una fondazione che si occupa di ricerca e innovazione nei principali paesi del mediterraneo: Italia, Spagna, Portogallo. Confesso di non conoscere la fondazione, la cui sede a Roma è a Palazzo Corsini (quello dove abitò Cristina di Svezia, che è sede dell’Accademia dei Lincei, e il cui giardino ospita l’Orto Botanico, tanto per capire di che parliamo), ma che la sua importanza sia notevole è testimoniato dalla presenza dei quattro signori: il Presidente Mattarella, il suo omologo portoghese Marcelo Rebelo De Sousa più Felipe VI e Juan Carlos di Spagna. Da non perdere l’espressione del Rey emerito, che nel palco reale del Teatro San Carlo ha dovuto lasciare la prima fila al figlio.simposio cotec 2

Breaking News!

Tranquilli, non è nato un secondo pupetto, Baby Sussex è ancora figlio unico, ma iniziano a trapelare alcune notizie sul parto. Duchess of Sussex gives birth to baby boyQualche giornale britannico riferisce che la nascita sarebbe avvenuta “in un ospedale londinese” dove Meghan e Harry sarebbero stati accompagnati domenica sera dagli agenti della security. Manca al momento la conferma ufficiale (il che spiega l’abuso di congiuntivi) e non sono noti né l’ospedale prescelto, né le modalità del parto – se naturale, indotto o altro – dunque prendete la notizia con beneficio d’inventario.

La foto del giorno – 6 maggio

Alla fine di questa convulsa e lieta giornata mi sono detta, ma due fiori alla puerpera non usa più? E quale scelta migliore dei mughetti, che sono i fiori dei primi giorni di maggio? Vada per i mughetti allora, però certo, un mazzolino ora che arriva a Windsor sai come si concia? Insomma, gira e rigira, ed ecco che sbuca questa robina qui. fabergé mughettiIl cestino di mughetti, creato da Fabergé per la famiglia dello Zar nel 1896, ora al Metropolitan di New York. Il  Lilies-of-the-Valley Basket è parte della Matilda Geddings Gray Foundation Collection, che comprende il lascito di un’ereditiera della Louisiana con un certo talento artistico e un gran gusto, che iniziò ad acquistare creazioni di Fabergé nel 1933, quando negli Stati Uniti probabilmente non sapevano neanche chi fosse. Nel corso degli anni Matilda Geddings Gray accumulò una sontuosa collezione che alla sua morte, nel 1971, lasciò alla fondazione che porta il suo nome, con il legato che le opere fossero esposte al pubblico, cosa di cui le saremo eternamente grati.