Louis, a colori o bianco e nero?

In aggiunta alle quattro pubblicate (Le foto del giorno – Happy birthday Louis!) ecco un’altra deliziosa foto di Gigetto, che svela l’arcano di cosa abbia fatto dopo aver dipinto l’arcobaleno con le mani: le pitture di guerra! IMG_20200423_130653E dopo l’allegria arrivano gli occhi a cuoricino, col piccolo festeggiato affettuosamente abbracciato al nonno, nella dolcissima immagine postata dai Galles. IMG_20200423_131155Presa probabilmente nel giardino di una delle residenze reali, data l’informalita di nonno Charles, in camicia a maniche corte (con piegatura in bella vista) e cintura in stile etnico. Una fotografia che al Principe di Galles dev’essere molto cara, infatti la tiene esposta nel salottino di Birkhall che abbiamo visto quando venti giorni fa ha virtualmente inaugurato il Nightingale Hospital. charles-in-his-office--z(è sul pianoforte, proprio dietro la testa del principe, seconda da destra).

Guardando questi due, confesso, non ho potuto fare a meno di pensare a un altro nipotino di Charles, il più piccolo. Archie, che compirà un anno il 6 maggio e per ora non si gode la tenerezza del nonno né i giochi coi cuginetti; non sono fatti miei ma mi fa tristezza lo stesso.

4 pensieri su “Louis, a colori o bianco e nero?

  1. Tenerissimo nonno. Pare che giochi gattonando per terra coi nipoti. Dedico un pensiero a tutti quei nonni che sono mancati nella mia provincia martoriata. Non ci saranno più abbracci così per tanti bambini.

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  2. Io nacqui in un paesino di contadini nel basso Piemonte, e da noi i regali ai bambini non li portava la Befana ma i Re Magi, che venivano nella notte dell’Epifania sui loro cammelli.
    Mio nonno ed io mettevamo sul davanzale della finestra della cucina, al pianterreno, una scodella di fieno ed una scodella di acqua dolce per rifocillare i cammelli; la mattina dell’Epifania, prima ancora di aprire le varie calze, correvo a vedere se i cammelli avevano mangiato e bevuto e, viste le scodelle vuote, grande era la mia felicità.
    Nel 1956, all’età di 5 anni, dalla cascina di famiglia ci trasferimmo nel capoluogo, in un appartamento al 1^ piano, e dunque come avrebbero fatto i cammelli a mangiare e bere? E come mi avrebbero trovata, se avevamo cambiato città? Mia madre, sbrigativa come al solito, mi disse che i cammelli volavano, e quindi avrebbero mangiato lo stesso, ma io, testarda fin da piccola, non ci credevo, l’Epifania si avvicinava ed io ero sempre più disperata.
    Il mio meraviglioso nonno allora mi disse che sarebbe andato al paese a mettere un bigliettino sulla solita finestra per avvertire del nuovo indirizzo, e che le scodelle le avremmo messe nel garage, lasciando il portone socchiuso affinchè i cammelli potessero entrare; non c’era fieno, ma il mio nonnino mi disse che i cammelli mangiavano anche il pane secco tagliato a pezzettini, e così facemmo.
    La mattina dell’Epifania i cammelli, con annessi Re Magi, mi trovarono benissimo, si rifocillarono e mi lasciarono i doni, lasciandomi felice e soddisfatta.
    Questo è l’affetto di un nonno, contadino o principe che sia, e privarne un bambino significa togliergli un tesoro prezioso per tutta la vita.

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    • Che storia bella, grazie per averla condivisa! I nonni sono un tesoro inestimabile, e chi ha la fortuna di averli dovrebbe tenerseli cari. Se solo penso a quanti se ne sono andati in questi tragici giorni.

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