Qualche giorno fa mi è capitata una fotografia. Mostrava una donna anziana devastata dal dolore, seduta sul sedile posteriore di un’auto, mentre andava a visitare il marito in ospedale, o tornava a casa dopo averlo fatto. La donna era Sonja, regina consorte di Norvegia; il marito era re Harald V. Non ho pubblicato quella fotografia perché penso che il dolore privato tale debba restare. Ora il Re è morto, il dolore della Regina è diventato quello di un paese intero, e può essere mostrato pubblicamente, con quel garbato riserbo che ha costantemente contraddistinto la vita di Sonja.

Di cui Lady Violet ha sempre ammirato l’intelligenza, la cultura, il brio, la grazia, la solidità, la capacità di stare accanto al sovrano con forza discreta, il sostegno sempre offerto ai figli e alle loro scelte. Caratteristiche che quasi settant’anni fa probabilmente affascinarono il giovane Harald, scapolo ambitissimo tra le fanciulle di sangue blu, ma pure quelle di sangue rosso. Un amore contro le regole di palazzo e quelle della società, un lieto fine cercato con tenacia, voluto con determinazione e infine ottenuto con la benedizione del Re padre.

Oggi Harald e Sonja avrebbero festeggiato 58 anni di matrimonio; lui si è fermato a un soffio e chissà se lei oggi ripenserà al primo ballo fatto da moglie e marito, sulle note di un valzer scritto per loro.
Se volete ricordare questa bella storia d’amore potete andare a leggere qui: Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte prima) e qui: Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte seconda)