A Royal Calendar – 11 settembre 2001

Chi è nato quel giorno oggi compie 18 anni e festeggia la raggiunta maggiore età; gli altri  si fermeranno un attimo a pensare, con un dolore ancora venato d’incredulità, a ricordare cosa stavano facendo quel giorno, a quell’ora, dov’erano quando hanno saputo, quando hanno visto le immagini incredibili degli aerei schiantarsi contro le torri, prima uno, poi l’altro. E le torri crollare, prima una, poi l’altra. E tutta quella gente che cercava una via di fuga, trovando alla fine solo quella di un volo e una morte rapida. E qualcuno oggi ricorderà anche un’altra tragedia accaduta nello stesso giorno, 28 anni prima a Santiago del Cile, dove a morire era stato uno che rappresentava tutti: il presidente Salvador Allende.

9-11

(Ph. AP/Marty Lederhandler)

Quella di New York è probabilmente più grande tragedia dell’età contemporanea: 2974 morti, comprese le vittime del Pentagono e quelle sui quattro aerei di linea coinvolti, esclusi i 19 dirottatori; le guerre ai quatto angoli del globo ne fanno annualmente molti di più, ma nulla ha avuto lo stesso impatto per la modalità, le conseguenze nella nostra vita quotidiana, e anche il meccanismo di identificazione che scatta quando a morire sono donne e uomini simili a noi. 9-11 mychal judgeE forse qualcuno anche di qua dall’oceano conosceva qualcuno dei caduti: io ad esempio durante le vacanze americane ho spesso accompagnato una carissima amica a messa, nella St. Francis of Assisi Church sulla 31st St, e spesso ad officiare era Padre Mychal Judge, la vittima numero 0001; accorso per assistere i feriti e benedire i morti, fu colpito alla testa dai detriti causati dal crollo della prima torre.

In tanta tragedia – forse per esorcizzarla e ricondurre le cose sul binario di una leggera, rassicurante normalità – ricordo che una delle cose che mi aveva incuriosito all’epoca era la vicenda dei principi ereditari di Norvegia, Haakon e Mette-Marit, che si erano sposati il 25 agosto e si trovavano negli USA in viaggio di nozze. Dopo aver passato qualche giorno a New York, quella mattina si trovavano a Montauk, località di mare negli Hamptons. Haakon and Mette-Marit weddingPoche ore dopo la tragedia la Corte rese noto che i principi erano si trovavano in una località sicura, e rientrarono in patria domenica 16. Sarah Duchessa di York si salvò per miracolo: stava raggiungendo l’ufficio della sua associazione Chances for Children al 101° piano della Torre Nord ma era in ritardo di 20 minuti a causa del traffico. Il suo ex marito, il principe Andrew, e Re Abdallah di Giordania erano in volo verso gli Stati Uniti, ma i loro aerei tornarono indietro.

andrew abdallah

(Ph. PA Images via Getty Images)

Il principe Laurent era a Boston e riuscì a rientrare in Belgio sabato 15, lo stesso giorno in cui Sarah tornò a Londra.

L’eco dell’attacco fu fortissima in Europa, ovunque si tennero cerimonie di commemorazione cui parteciparono sovrani e capi di stato, e molte visite e occasioni festose furono annullate. Qualche giorno dopo in Olanda si celebrava il Prinsjesdag, con la riapertura del Parlamento; la carrozza su cui viaggiava la regina Beatrice con i figli fece una sosta davanti all’Ambasciata americana in segno di rispetto. Il 12 settembre davanti a Buckingham Palace si tenne un cambio della guardia speciale, in onore delle vittime, con l’esecuzione dell’inno nazionale statunitense; venerdì 14 la regina, tornata apposta da Balmoral, presenziò a una cerimonia nella cattedrale di St.Paul; ero appena arrivata a Londra con la mia nipote più grande, quando in televisione vedemmo Her Majesty in lacrime.9-11 london memorial

Abbiamo iniziato questo post pensando ai bimbi nati in quel giorno di settembre, che oggi compiono 18 anni. Probabilmente non lo sanno, e sicuramente non gli interesserebbe granché, ma dividono il compleanno con due royal ladies di primissimo piano: la principessa Kiko, moglie del principe Akishino, fratello minore dell’attuale Imperatore del Giappone e Principe Ereditario, nata nel 1966 a Tokio,

 

e Paola, Regina Emerita dei Belgi, nata Ruffo di Calabria a Forte dei Marmi nel 1937. A lei, che venerdì è diventata bisnonna per la seconda volta, auguri particolari.

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