L’inizio dell’autunno segna in molti Paesi la ripartenza dell’attività legislativa, e se si tratta di monarchie ciò di solito avviene alla presenza del monarca. Se martedì a riaprire i battenti è stato il Folketing, il parlamento danese, ho scoperto che domenica 1 ottobre la stesso è accaduto in Bhutan, con la ritualità che a quella cultura appartiene.
Si tratta dell’ultima sessione dell’attuale Parlamento prima delle nuove elezioni. Il sistema bhutanese prevede due camere, riunite per l’occasione: la camera bassa è l’Assemblea Nazionale composta da 47 membri, in rappresentanza dei 47 collegi in cui è diviso il Paese; la camera alta è invece il Consiglio Nazionale, composto da 25 membri di cui fa parte anche il sovrano; il Bhutan è dal 2008 una monarchia costituzionale; se il numero esiguo dei parlamentari vi colpisce, considerate che i bhutanesi sono meno di ottocentomila.
Immancabile la ricca e coloratissima coreografia che ha accompagnato il sovrano, come la processione dei Chipdrel, che affonda la sua origine nell’antica tradizione buddhista.
Col Re non c’era l’incantevole moglie, che ha partorito il terzo bebé – dopo due maschi una bimba che non vediamo l’ora di conoscere – meno di un mese fa; a riceverlo due sorelle e un fratello. La prima a destra, la Principessa Dechem, ha in comune col sovrano entrambi i genitori, essendo figli del Re Emerito e della sua terza moglie; gli altri due, la Principessa Kesang e il Principe Ugyen, sono figli invece della seconda moglie.
Se ricordate, il quarto Re Drago, padre dell’attuale sovrano, ha sposato quattro sorelle in un’unica cerimonia privata nel 1979; una cerimonia pubblica con le quattro consorti è stata tenuta nel 1988. La cosa interessante è che al momento del matrimonio tutte e quattro le sorelle hanno avuto il titolo di Regina, e ora hanno tutte e quattro quello di Regina Madre, che mi sembra una cosa fantastica. Il numero ordinale che le individua è relativo all’ordine di nascita, dalla maggiore alla minore. Da questo matrimonio multiplo sono nati in totale dieci figli, cinque femmine e cinque maschi.
In conclusione di questo breve post su un Paese che ci affascina sempre di più, dopo aver adeguatamente ammirato gli abiti delle principesse (e gli stivali del principe) Lady Violet avrebbe una domanda: sono vere quelle ciglia?
Oggi è il primo lunedì di ottobre, mese dedicato alla lotta ai tumori femminili.
Ce lo ricorda, come ha fatto negli ultimi quindici anni, la Principessa Ereditaria Victoria di Svezia, che ha appuntato il suo bel nastrino rosa su una camicia altrettanto rosa; magari si vede poco, ma il messaggio è forte e chiaro. Come probabilmente molti di voi, anche nella mia mente e nel mio cuore vive il ricordo di alcune amiche che sono morte per un tumore al seno, alcune anche molto giovani. Per fortuna la ricerca procede spedita, penso siamo fortunate a vivere in questo momento, e a poter accedere alle terapie adeguate. A noi è richiesto solo un piccolo impegno, occuparci della prevenzione; se non l’avete ancora fatto, prenotate una mammografia. So che è una scocciatura, avete altro da fare, o magari preferite non pensare alla (remota) possibilità di ammalarvi. Ma fatelo, per voi stesse, per chi amate e vi ama, per chi non ha avuto la stesa fortuna.
Questo post è in memoria di Paki. Non sei stata dimenticata.
Lo so, non è un royal, ma chi potremmo scegliere per chiudere il nostro breve menù estivo a base di gnocchi se non lui? Quello che tutti e tutte, con auspicata familiarità, chiamano Johnny, è Jonathan Thompson, recentemente promosso da Maggiore a Tenente Colonnello del 5th Battalion Royal Regiment of Scotland.
Ha abbracciato la vita militare nel 2006 dopo una laurea in economia, e iniziato ad attirare una certa attenzione dal 2018, quando è entrato al servizio di Sua Maestà come ufficiale addetto alla sicurezza (va detto che anche noi lo abbiamo notato presto Le foto del giorno – 6 agosto).
La sua popolarità è esplosa quando è diventato Equerry, e si è trovato presente e a gestire la scomparsa della sovrana e l’ascesa al trono di King Charles, che lo ha confermato nell’incarico. Benché sia molto apprezzato con indosso il kilt, che indossa con virile naturalezza, non è scozzese; è infatti nato a Morpeth, cittadina di neanche 15.000 abitanti nel Northumberland, che con la Scozia confina. Personalmente lo preferisco in uniforme, ma fa la sua figura anche in borghese. E comunque, avercene!
Comprensibilmente, data la delicatezza del suo ruolo, è molto difficile trovare informazioni sulla vita; dovrebbe essere nato nel 1984, per cui l’anno prossimo diventerà a pieno titolo uno splendido quarantenne. Purtroppo non è single, ma sposato da ben 13 anni con Caroline, già esperta di marketing e personal trainer, che oggi offre consulenze personalizzate (se vi incuriosisce, questo è il suo sito https://www.whiteheartcomms.co.uk/). La coppia ha avuto un bambino nel 2018, la cui privacy è custodita rigorosamente, tanto che non ne conosciamo neanche il nome.
Pur essendo uno di quegli uomini che secondo me migliorano con l’età era bellino pure da giovane (qui trentenne coi gradi da capitano).
Il fisico asciutto e muscoloso è naturalmente frutto dell’addestramento militare coniugato con l’attività sportiva, sempre di moda e purtroppo anche benefica.
Si dimostra essere un uomo per tutte le stagioni, eventualmente disponibile anche come portafiori. Mi si è giusto rotto un vaso… Il buon Dio ci conservi a lungo King Charles, e il Re ci conservi – e ci mostri il più possibile – il suo Equerry.
Se poi volete il bel Johnny sempre con voi, potete farlo; una cara amica del sofà di Lady Violet ci segnala questa shopper he contiene un piccolo gioco di parole: kilty per il kilt al posto di guilty; guilty pleasure vuol dire piacere proibito.
E se al posto del kilt mettessimo dei pantaloni? Vi dirò, non mi dispiace per niente, e pure più adatto all’autunno!
Oggi è il giorno dell’addio al Presidente Emerito Giorgio Napolitano. Sul sofà di Lady Violet si parla poco di politica, ma due cose ho trovato rimarchevoli. O meglio, una una è estremamente interessante: la celebrazione di un funerale laico davanti alle Camere riunite a Montecitorio; mai accaduto prima, dal poco he ho visto organizzato perfettamente con un cerimoniale impeccabile. La seconda è molto meno importante in generale, ma interessante per noi.
Scortata dall’Ambasciatore britannico in Italia, Ed Llewellyn, la Duchessa di Edimburgo partecipa al funerale in rappresentanza di Sua Maestà il Re. Non era affatto scontato, perché i capi di stato presenti, in carica o emeriti, provengono dai Paesi confinanti – Francia, Austria, Slovenia – o con i quali i legami sono tradizionalmente stretti, come l’Albania o il Portogallo. Più il Regno Unito, che ha inviato un a senior royal. I rapporti particolarmente cordiali del defunto presidente con la defunta sovrana sono stai ricordati dal messaggio di cordoglio inviato da King Charles al Presidente Mattarella, e durante la cerimonia funebre dalla stessa nipote Sofia, nel commovente ricordo del nonno.
Un’ultima, piccola nota: Sophie è in nero, ma a capo scoperto: evidentemente si è informata dell’uso del nostro Paese dove ormai in pochissime si coprono il capo ai funerali, e nel caso, a quelli religiosi. È una forma di attenzione e cortesia, due delle caratteristiche che dovrebbero sempre improntare il comportamento dei royals. E magari pure quello di noi commoner.
Napolitano riposerà nel Cimitero Acattolico, posto incantevole e assai caro agli Inglesi.
Se i primi momenti della visita possono aver suscitato qualche perplessità – Charles troppo stazzonato, Emmanuel troppo galletto, Camilla troppo pastellosa, Brigitte troppo rigida – lo state banquet è stato un trionfo. Le signore splendide, in blu notte Dior, splendidamente coordinate.
Anzi, Camilla e Brigitte erano così in armonia che nell’entrata a Versailles la Première Dame ha aiutato la Queen Consort ad aggiustarsi il mantello, agitato dal vento. Vento che ha segnato molti ingressi dei 160 ospiti, scelti tra coloro – artisti, sportivi, uomini e donne d’affari – la cui attività ha favorito le relazioni tra i due Paesi.
(Ph: Benoît Tessier/Reuters)
Arriva a passo di carica Charlotte Gainsbourg, che figlia del francese Serge e dell’inglese Jane Birkin, è l’incarnazione dell’entente cordiale francobritannica. L’attrice era in abito lungo, ma il vento giocando con i profondi spacchi lo ha trasformato in una mini, uno stile irriverente che sarebbe piaciuto ai suoi genitori.
(Ph: Rex)
Rischia di volare via l’immarcescibile e magrissimo Mick Jagger, in smoking e sneakers con sciarpa svolazzante ancora più della zazzera, in un improbabile color marron glacé. Molto bella (e giovane) la compagna Melanie Hamrick, madre del suo ottavo figlio.
(Ph: Benoît Tessier/Reuters)
Monumentale Carole Bouquet, in camicia bianca e ampia gonna nera, per la gioia di Lady Violet, che con le camicie – maschili, eredità paterna – ci dorme pure. Carole è suocera di Charlotte Casiraghi, dunque consuocera di Caroline. Lo chic che incanta, ovviamente Chanel.
(Ph: Benoît Tessier/Reuters)
Al momento mi sfuggono le ragioni della presenza di Hugh Grant, ma ci saranno senz’altro. Lo scapolo d’oro del cinema British, dopo aver passato una vita da bello e impossibile, compiuti i cinquant’anni ha avuto la classica crisi della mezza età, in 15 mesi ha avuto tre figli da due donne diverse, poi una l’ha anche sposata (e sono nate altre due bimbe). La moglie, la produttrice televisiva e imprenditrice svedese Anna Elisabet Eberstein lo ha accompagnato a Versailles: lei bellina un po’ banale, lui sulla via della mummificazione. Quel dommage.
(Ph: Benoît Tessier/Reuters)
Forse ricorderete Jack Lang, a lungo ministro della cultura con Mitterand; con lui la moglie Monique Buczynski, due cuori e una tintura per capelli (madame, quelles chaussures!).
(Ph: Instagram @pierrehermeofficial)
Accompagnati dalle note del giovanissimo violinista svedese Daniel Lozakovich gli ospiti si sono accomodati nella Galerie des glaces, la galleria degli specchi, dove la tavola è apparecchiata con le porcellane di Sèvres dell’Eliseo. Trovo elegantissimo il colore della tovaglia e molto raffinata la decorazione floreale, scenografica ma semplice (e soprattutto bassa!).
(Ph: Instagram @annesophiepic)
Ecco un dettaglio della mise en place: l’apparecchiatura alla francese vuole le forchette con il dorso in alto e i rebbi verso la tavola, e immagino avrete notato il tovagliolo a destra. Nonostante ciò che si sostiene diffusamente, il tovagliolo a sinistra non è un diktat; lo si può sistemare da uno dei due lati del piatto, o sopra (però piegato semplicemente, non trasformato in un origami) e ci sono alcune importanti case dove lo trovereste immancabilmente a destra. Diciamo che può essere giocato per armonizzare il posto a tavola: in questo caso, ad esempio, a sinistra c’è il menu. Tutto bello direte voi, ma alla fine cos’hanno mangiato?
(Ph: Instagram @annesophiepic)
Coordinato da Fabrice Desvignes, chef del presidente, è sceso in cucina un vero dream team. Anne Sophie Pic, tre stelle Michelin, ha preparato l’entrée: aragosta blu e granchio (ne ignoro il colore) con mandorle e gélée di menta e cocco. Yannik Alléno ha proposto pollo di Bresse marinato allo champagne con porcini. Bernard Antony, Maestro Affinatore, ha sorpreso abbinando al Comté – il primo formaggio francese a fregiarsi del marchio AOC, ossia dell’Appellation d’origine contrôlée, ricevuto addirittura nel 1958 – l’inglese Stichelton, un particolare arborinato fatto con latte crudo.
(Ph: Instagram @pierrehermeofficial)
Chiusura in bellezza con una creazione del sublime Pierre Hermé, che ha riletto il suo celebre macaron Ispahan trasformandolo in un dolce al cucchiaio: composta di lamponi cotti e crudi, litchi, sorbetto di litchi e rosa, sorbetto al lampone e biscotto macaroon. Date retta a Lady Violet, se capitate in Francia (Parigi ma non solo) a Londra, a Baden Baden, a Montecarlo o in vari paesi del Medio ed Estremo Oriente entrate e assaggiate, poi mi direte (tutti gli indirizzi sul sito https://www.pierreherme.com/)
(Ph: Instagram @pierrehermeofficial)
E lui, avrà gradito?
Edit: solo The Queen Consort indossa Dior, l’abito della Première Dame è firmato Vuitton.
A volte capita anche a uno spazio frivolo come il sofà di Lady Violet di assistere al momento in cui si fa la storia, ed è quello che è accaduto questa mattina.
Nel secondo giorno della visita ufficiale in Francia King Charles III ha tenuto un discorso in Senato davanti ai parlamentari delle due Camere riuniti nell’emiciclo e ai loro presidenti. È la prima volta per l’erede dei Re d’Inghilterra, nel Paese che il suo lo mandò al patibolo.
E alla fine del discorso, quei parlamentari hanno riservato al re una standing ovation, chi glielo avrebbe detto a Robespierre? Ma forse, se lo sapesse, l’Incorruptible sarebbe felice di aver contribuito a disegnare un mondo nuovo. Lady Violet confessa: queste cose colpiscono, e quasi commuovono. Non perdetevi questo momento davvero storico https://twitter.com/i/status/1704836324555940214
Nel suo discorso Charles ha ricordato la madre, cosa che sta facendo spesso; ieri sera al banchetto di stato il sovrano ha raccontato che i genitori visitarono la Francia nel 1948, pochi mesi dopo il matrimonio, con Elizabeth già incinta; i giovani sposi ballarono cullati dalla voce unica di Edith Piaf, e Charles ha confessato che La vie en rose è ancora una delle sue canzoni preferite; sarà per questo che ieri Camilla ha scelto quella rosea mise? Anyway, sempre in ricordo di The Queen, ieri il re e il presidente hanno piantato un albero, offerto da Macron, nel giardino dell’ambasciata britannica, tradizione iniziata dalla defunta sovrana. In fondo, come si dice: una società progredisce quando i vecchi piantano alberi della cui ombra sanno che non godranno mai.
Oggi si può dire davvero che il regno di King Charles III (e Queen Camilla) è iniziato: i sovrani hanno varcato la Manica per la loro prima visita ufficiale all’estero e sono andati a incontrare gli amici/nemici francesi.
Le prime foto raccontano di una grande cordialità tra i due capi di stato, della grandeur della prima tappa all’Arc de Triomphe, e dell’inevitabile bruttezza del cuscino di fiori nei colori delle bandiere, che poi sono gli stessi: blu bianco e rosso (la verità è che certa di farvi cosa gradita ho scelto questa foto per la presenza dello scudiero di Sua Maestà, il Tenente Colonnello Johnny Thompson).
Naturalmente seguiremo questa due giorni in terra gallica – oltre a Parigi gli ospiti visiteranno anche Bordeaux – naturalmente la cena di questa sera a Versailles si annuncia come uno degli eventi dell’anno; e ovviamente dedicheremo la dovuta attenzione alle differenti mise. Intanto ecco a voi les quatre mousquetaires, con Camilla tutta in rosa in stile Barbie zia d’Albione e la rigorosa Madame Macron in uno dei suoi asciutti completini da vendeuse delle Galeries Lafayette.
Il Prinsjesdag, che si è tenuto oggi nei Paesi Bassi, se tradotto alla lettera sarebbe il giorno del piccolo principe; è invece di fatto il Giorno del bilancio: il terzo martedì di settembre il monarca inaugura la nuova sessione del Parlamento, leggendo il discorso programmatico per l’anno entrante.
Il dress code prevede che i signori di Casa Reale – in questo caso il Re e il fratello minore – indossino il tight con gilet grigio, su cui Willem-Alexander porta le insegne dell’Ordine Militare dei Cavalieri di Guglielmo, mentre Constantijn il bottone della Gran Croce dell’Ordine del Leone dei Paesi Bassi.
Le signore sono – dovrebbero essere – in lungo da giorno con cappello (più nastro e stella dell’ordine cavalleresco) per cui negli anni ne abbiamo viste di ogni, ma stavolta si sono quasi superate, accaparrandosi tutta l’attenzione almeno di quanti non siano strettamente interessanti alla politica olandese (anche perché comunque si vota a breve, dunque poi si vedrà). Máxima parte col botto: una creazione di Claes Iversen: completo blusa e pantaloni ampi rosa – è o non è l’anno di Barbie? – sotto un soprabito smerlato, in seta, caratterizzato da una fantasia a grandi fiori dipinti a mano e poi stampati in digitale sul tessuto.
Per mantenere il low profile la regina si è piazzata in capo un fiore grande come un gran cavolfiore, in un marroncino coordinato al soprabito, realizzato appositamente per lei da Berry Rutjes. Capisco che sia il problema minore, ma oltre al non essere adeguatamente formali molti pantaloni se ci si siede fanno le grinze. Non ci resta che ridere.
La primogenita e futura regina Catharina-Amalia sceglie un abito Safiyaa in una tonalità di blu che le sta benissimo, ma il fitting è terribile. Il drappeggio obliquo dona alla principessa, ma la parte superiore non la abbraccia adeguatamente: le spalle sono troppo strette e la scollatura si apre col movimento, mettendo esageratamente in vista il florido décolleté. Interessante l’abbinamento con accessori beige: in testa un copricapo in seta già visto sulla madre. Si può fare meglio.Provaci ancora Cat.
Le figlie dei sovrani crescono, quest’anno partecipa anche la diciottenne Alexia, che spesso gioca a fare un po’ la diva: in questo caso grazie all’abito in jersey stretch color magenta di Zhivago con mantellina, un po’ troppo aderente sul popò e dalla lunghezza eccessiva. In testa un’acconciatura floreale presa dall’armadio materno e rimaneggiata per lei. Molto carina, molto giovane, un po’ pasticciata ma simpatica. Funny girl.
La grande sorpresa quest’anno è arrivata dalla principessa Laurentien, moglie di Constantijn, donna molto graziosa e piacevole, finora decisamente non nota per la propria eleganza. Ebbene, questa volta ha davvero indovinato: non male l’abito realizzato in cady elasticizzato di Hardies, maison che veste molte signore olandesi. I quattro bottoni sulle spalle costituiscono il punto focale, e accolgono pure a perfezione la fascia dell’Ordine della Casa d’Orange. In testa un fascinator realizzato espressamente a mano da Evelien Gentis-Smit di Eudia, utilizzando tessuto e bottone dell’abito. Avrei evitato la collana, lasciando emergere la linea del modello, e pure la pochette di paglia, però brava! Mai dire mai.
Come sapete non amo pubblicare foto di bambini, a meno che non siano state diffuse dai genitori, e comunque sempre con misura. Purtroppo i pupetti reali imparano presto che per alcune cose hanno meno libertà degli altri, e devono qualcosa ai loro concittadini. Poi certo, voi mi direte che ormai influencer (che parola ridicola) più o meno famosi inondano i social dei loro infanti, ripresi in momenti straordinari tipo dire nguè o mangiare una mela, ma sul sofà di Lady Violet preferiamo uno stile più old fashioned.
(Ph: Instagram @edomapellimozzi)
Oggi però non possiamo esimerci dal fare gli auguri – in ritardo! – a questa signorina, che ieri ha compiuto ben due anni. Sienna Elizabeth Mapelli Mozzi è nata la sera del 18 settembre 2021 al Chelsea and Westminster Hospital di Londra, prima e per ora unica figlia di Beatrice di York e del marito Edoardo, che ha un maschietto da una relazione precedente. Al suo arrivo Sienna era la seconda nipotina del Duca di York e della sua ex moglie Sarah, e dodicesima pronipote della Regina (il marito Philip era mancato cinque mesi prima). Questa foto deliziosa è stata postata sul suo account Instagram dall’orgoglioso papà con le parole Happy Birthday Baby Girl. You bring us so much love and joy every day (buon compleanno piccola, ogni giorno ci porti tanto amore e gioia) seguite dagli inevitabili cuoricini. C’è da dire che il romantico Edo spesso scrive messaggi grondanti amore&zucchero anche alla moglie: secondo me pure un po’ troppo, ma per ora va bene così. Alla piccola Sienna, che nasconde i capelli rossi di famiglia sotto il sombrero tutti i nostri auguri, conditi da un pizzico di soddisfazione nel sapere che nelle sue piccole vene scorre anche italico sangue; vederla crescere sarà una gioia. No, ma quei piedini?
Questa volta cominciamo dalla fine con le foto dell’ultima giornata dedicata al giubileo d’oro di Carl XVI Gustav di Svezia, che ieri ha festeggiato i suoi primi 50 anni sul trono, dove siede dalla morte del nonno Gustav VI Adolf avvenuta il 15 settembre 1973.
(Ph: Clément Morin/Kungl. Hovstaterna)
Le celebrazioni sono iniziate mercoledì 13, entrando nel vivo giovedì con concerto e cena privata alla presenza della famiglia reale e di altre teste coronate, per la gioia di Lady Violet e dei suoi ospiti accomodati sul sofà. Ieri due i momenti clou: il Te Deum nella cattedrale di Stoccolma e la cena di gala, con la partecipazione degli ospiti di cui sopra. Tutti questi eventi – o meglio, le mise indossate per i medesimi – saranno oggetto del prossimo Royal chic shock e boh, ma non possiamo lasciar passare senza una menzione questo importante anniversario.
Le celebrazioni si sono concluse oggi con la passeggiata dei sovrani in carrozza per le vie di Stoccolma, e visto che la città è costruita su un arcipelago la passeggiata è proseguita a bordo del battello reale. La regina Silvia era in giallo, colore che ha eletto a suo simbolo per questi festeggiamenti insieme all’azzurro – i colori della bandiera svedese – con una sola eccezione, che vedremo; oggi deliziosa nello stile Jackie che è uno dei suoi preferiti. Il re, in gioventù uno dei più bei royal giovanotti in circolazione, ha ormai sempre quell’espressione vaga da Raimondo Vianello che s’è scordato le battute, che è diventata il suo marchio di fabbrica.
Ieri, accanto al fasto, c’è stato un momento più intimo e privato: il re e la sua famiglia, la regina Margrethe di Danimarca con i principi ereditari e la (ex) regina Anne-Marie di Grecia hanno visitato la tomba del nonno, il defunto Re Gustav VI Adolf, nel cinquantesimo anniversario della morte. Il padre di Carl Gustav – deceduto in un incidente aereo quando il figlio aveva pochi mesi – e la madre di Margrethe e Anne-Marie erano fratello e sorella. Il sovrano riposa nel cimitero reale di Haga accanto alle sue due consorti: la prima, Margaret di Connaught, madre dei suoi cinque figli, e la seconda, lady Louise Mountbatten, zia paterna di Philip, il Duca di Edimburgo.
Oggi è andato in scena l’ultimo atto, il concerto offerto dalla città di Stoccolma. Cantanti e musicisti hanno ripercorso i momenti salienti della musica svedese degli ultimi cinquant’anni; protagoniste assolute, ovviamente, le hit degli ABBA. Quando dal palco è partita Dancing Queen in onore della regina la figlia Victoria e la nipote Estelle non hanno resistito a canticchiare pure loro.
La celebre canzone fu eseguita la prima volta la sera del 18 giugno 1976, al concerto prenuziale per Carl Gustav e Silvia, una dedica speciale alla ragazza che stava per diventare regina. Se non l’avete mai visto seguite il link e godetevi il video fino alla fine, così vedrete pure la sposa nella sua sfolgorante bellezza. https://www.youtube.com/watch?v=fmBM-qJpEz4