Celebriamo la regina di Svezia, Silvia, che oggi compie 79 anni. Per lei oggi 21 salve di cannone, per tutti quelli nati a ridosso del Natale la fatidica frase ti facciamo un regalo solo ma più grande, che poi non è vero quasi mai.
(Ph: Sarà Friberg/Kungl. Hovstaterna)
Va detto che la sovrana è in buona e regale compagnia: compie oggi 89 anni Akihito, Imperatore Emerito del Giappone, e forse El Rey – Emerito pure lui – Juan Carlos ricorderà sua madre Maria Mercedes, nata in questo giorno 112 anni fa. Per tacere della ex Premiere Dame Carla Bruni Sarkozy, che oggi fa 55.
Conoscendo l’amore per il fasto delle monarchie scandinave mi aspetto grandi cose dalle celebrazioni per gli ottanta il prossimo anno, intanto non posso fare a meno di ammirare Silvia in una mise color magenta, colore dell’anno che a dire il vero lei indossa spesso da tempi non sospetti.
Il passare del tempo non ha cancellato la sua bellezza ma l’ha come congelata, appannando quella natura passionale che a me ragazzina sembrò di cogliere in quella incantevole ragazza bruna che diventava regina in un abito Dior disegnato per lei da Marc Bohan.
Pos o cash? Carta di credito o moneta? Qualunque sia la vostra preferenza, in Albione il nuovo regno ha compiuto un altro passo, e anche se i Britannici di solito usano i sistemi elettronici, la Bank of England oggi ha presentato le prime banconote col volto di King Charles III.
Sono 4 tagli da 5, 10, 20 e 50 sterline e l’impianto, col re posto di 3/4 sul lato destro, è simile a quelle precedenti, contrassegnate del viso della defunta sovrana.
Vi ricordo, nel caso aveste ancora le vecchie banconote, che sono ancora in corso e spendibili. Nel caso invece ne abbiate di un tipo fuori corso (può capitare, soprattutto se mancate dal Regno Unito da qualche anno) potete cambiarle gratuitamente alla Bank of England, a Londra, dove c’è un ufficio apposito. È anche un bel posto in Threadneedle St, accanto al vecchio Stock Exchange, un edificio che porterà dritti nei film di Mary Poppins. Lady Violet non vede l’ora di vederle. E di spenderle, ovvio.
Se avete inviato i vostri auguri ai Principi di Galles, mi dispiace guastarvi la sorpresa.
Se invece come molti – a partire da Lady Violet – siete del team lo faccio domani mi rincresce dirvi che mancano soli dieci giorni a Natale. Siete dunque ancora in tempo per comprare i regali che mancano (tutti?), ma se pensavate di fare sentire la vostra vicinanza ai reali inglesi, che stanno attraversando cambiamenti e acque agitate, mi rincresce dirvi che probabilmente è troppo tardi. Grazie ai potenti mezzi della moderna comunicazione digitale, avete però la fortuna di godervi da subito la deliziosa foto con cui William Catherine e i tre figli quest’anno ringraziano per gli auguri ricevuti e/o li fanno a loro volta.
La fotografia è opera di Matt Porteous ed è stata realizzata qualche mese fa nel Norfolk, contea che ospita la casa di campagna della famiglia, e offre splendidi sfondi per le foto. Sorridenti, rilassati e in abiti casual – adoro i bambini in calzoncini – i futuri sovrani sembrano affrontare con serena determinazione questi mesi complicati, determinazione ottimamente rappresentata dal movimento verso chi guarda, che si sente raggiunto e in qualche modo compreso nella scena e invitato a partecipare. Molto rassicurante, bravi. A questo punto ci resta una sola domanda: ma quanto sono alti questi bambini?
Prima è arrivato il baby shower, che sarebbe un party pre nascita dove le amiche della puerpera la salutano portando regali per il nascituro, forse un po’ abusato cinematograficamente ma con l’indubbio vantaggio di non disturbare nelle prime settimane la neomamma col pupo. Ora, proveniente da non so dove, è giunto sulle rive del Mediterraneo il gender reveal cioè una sorta di happening dove il genere del bebè in arrivo viene rumorosamente rivelato. Se il baby shower è sicuramente di provenienza USA da dove venga questa nuova moda mi è ignoto, dato che il cattivo gusto è più diffuso della cellulite. Attenzione, per gender reveal non si intende un piccolo garbato ricevimento, dove magari alle persone invitate venga a un certo punto offerto un pasticcino con glassa azzurra o rosa. Il web è percorso da immagini di fuochi d’artificio, aerei che fanno acrobazie sputando fumo, accensione di luminarie sul palazzo dove vivono i futuri genitori precedute da un conto alla rovescia come quello per l’albero di Natale al Rockfeller Center. Addirittura in Brasile è stato versato del colorante in un fiume, genialata finita con gli autori denunciati per il danno ambientale.
Ora è il turno di Monsieur e Madame Ducruet: su Instagram hanno postato un breve filmato dove si vede un gruppetto di persone riunite all’esterno di una casa, deliziato dall’arrivo del cane della coppia, l’incolpevole Pancake che corre con dei palloncini legati al collare.
La notizia è dunque che a Montecarlo sta arrivando una bambina, una compagna di giochi da femmine per India Casiraghi, unica bimba tra i nipotini di Caroline che al momento, e ancora per poco, è l’unica dei tre figli di Rainier e Grace ad essere già nonna.
La futura grand-mère Stephanie mi sembra leggermente perplessa, ma credo che le passerà presto, avendone viste di ogni. Ora aspettiamo il nome!
Poteva Lady Violet mancare di raccontare la prima della Scala, evento supermondano che mischia politica, cultura, eleganza e milanesità? Domanda retorica, soprattutto davanti al quel palco reale affollato come un tram all’ora di punta.
(Ph: Filippo Attili/Ufficio Stampa/LaPresse)
Affollamento che rende impossibile vedere bene alcune mise, a partire da quella della First Daughter Laura Mattarella, in monospalla grigio piombo che sembra bello ed elegante, in una parola chic.
Ursula von der Leyen
(Ph: Pietro D’Aprano/Getty Images)
Padre ministro e imprenditore, marito barone, la Presidente della Commissione Europea anche vestita da sera non perde lo stile Burda tanto amato nella buona società teutonica. Abito blu – definito originalmente European blue in riferimento alla bandiera dell’unione – con corpetto luminoso di paillettes e gonna opaca in seta. Notate gli accorgimenti: vita alta e pannello incrociato sui fianchi rendono il tutto più donante; e vogliamo ricordare che la signora ha 64 anni e ben sette figli? Ma la borsa dove l’avrà lasciata? Boh.
Giorgia Meloni
L’aspettavano al varco – gli esami sociali sono assai più difficili da superare di quelli politici – e lei se l’è cavata cono onore. Consentitemi una digressione, la faccio oggi così non ci pensiamo più. La (il, lo) Presidente del Consiglio ha uno dei fisici più difficili da vestire, perché non è solo piccolina, è anche brevilinea, cioè gli arti sono leggermente più corti rispetto al tronco. Si può dimagrire o ingrassare, si possono spianare le rughe o gonfiare gli zigomi, si può perfino cambiare il colore degli occhi (citofonare Carlucci), ma sulla morfologia corporea non si può agire, così è e così resta, dunque eviterei di sottolineare ogni volta che non sembra Grace Kelly. Naturalmente si possono scegliere bene gli abiti, cosa che finora secondo me non le è riuscita appieno perché le giacche indossate, benché Armani, non donano alla sua struttura fisica. Poi si potrebbe intervenire sul portamento, ma temo non abbia tempo di camminare coi libri in testa per i corridoi di Palazzo Chigi.
(Ph: Pietro D’Aprano/Getty Images)
Per la prima alla Scala – per lei una prima assoluta – ha scelto ancora Armani, e non ha sbagliato: abito in velluto midnight blue con cappa en pendant e spalle scoperte. Scelta interessante in senso sia simbolico sia reale: lo sguardo che si concentra nella parte alta del corpo lo fa sembrare piùallungato. Ottima la scelta dei gioielli, piccoli e preziosi: mi sono piaciuti in particolare gli orecchini scuri; migliorabile, molto, la pettinatura e in generale i capelli, a partire dal colore. Chic di incoraggiamento. Belloccio ma grossie (termine che mia madre usava per evitare termini meno eleganti) il compagno Andrea Giambruno; quelli sotto lo smoking sono mocassini? Shock!
Laura La Russa
(Ph: Gian Mattia D’Alberto/LaPresse)
Di Laura De Cicco in La Russa so poco, a parte la passione per i nomi esotici appioppati ai figli: Kocis, Apache (il primo e più noto dei La Russa Boys, Geronimo, è figlio di moglie precedente). Ora scopro che oltre a non avere molto gusto per gli abiti, non ha neanche un pettine. Pronto il regalo di Natale! Sullo smoking di lui stendiamo un orbace. Shock.
Chiara Bazoli
(Ph: Pietro D’Aprano/Getty Images)
La compagna del Sindaco Sala (purtroppo non ho trovato una foto che li ritraesse insieme mostrando adeguatamente la sua mise), figlia del Presidente Emerito di Intesa San Paolo, è bresciana, ma ai miei occhi è la sintesi della milanesità. E per il rito che ogni anno celebra Milano sceglie il piacentino Giorgio Armani (Armani Privé per la precisione) che della città meneghina è diventato il re. Come per Laura Mattarella è un monospalla grigio piombo, ma l’effetto finale è piuttosto diverso. Bellissimo il tessuto sottilissimo con fitti ricami e cristalli che genera un vedo-non vedo (io vedo) elegante ma non necessario. Non la mia mise preferita, ma chic.
Federica Corsini
Giornalista RAI e consorte del neoministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, segue lo stile del capo di governo, e dunque in qualche modo capo del coniuge: abito blu notte con cappa abbinata. Di suo ci aggiunge la seta pesante e lucida, la cascata di cristalli in caduta libera dal collo, la manicona arricciata, che la rendono matronale. Purtroppo la smania di tenere per mano il marito accentua la differenza di altezza tra i due, e fa effetto BiancaFede e Gennarolo. Ma perché? Boh.
Cristina Parodi
La First Lady di Bergamo, già popolare giornalista televisiva, è giunta da sola. Di lei qualcuno – non ricordo chi, e mi dispiace – disse che segue la moda, ma non l’anticipa mai. A conferma di ciò, indossa un capedress, modello che imperversa da quattro anni buoni. Non è tutto, l’abito è del brand CRIDA Milano, dietro cui c’è, indovinate un po’? Lei stessa (CRI) e l’amica del cuore (DA Daniela Palazzi). Tra lei, la mise e l’operazione di marketing do boh, perché a Natale siamo tutti più buoni.
Alessandra Mastronardi
(Ph: IPA/Fotogramma)
Dimostrazione plastica del concetto di abito che indossa la donna. La graziosa attrice punta su Armani Privé; l’abito è favoloso, forse il più bello, ma portarlo ci vuole altro, e parlo non di fisico, ma di temperamento, così, francamente, boh.
Roberto Bolle
(Ph: IPA/Fotogramma)
Dimostrazione plastica del concetto opposto; come chi ha una grande personalità e il senso del teatro può indossare qualunque cosa, mantello compreso, senza sembrare ridicolo ma al contrario molto, molto chic. Dimenticavo, il fisico aiuta!
Alessandra Repini Artom
(Ph: Stefano Guindani)
Animatrice col marito del cenacolo Artom, la signora è reduce dalla presentazione negli USA di The Italian Lady opera che si propone quale “vademecum dello stile e il glamour delle donne italiane” nonché “guida perfetta per chi ama l’inconfondibile lifestyle”. Chissà a che pagina sarà scritto che dopo gli anta, almeno nelle occasioni formali, sarebbe il caso di limitare l’accesso al proprio décolleté? Anyway, la mise è firmata Curiel, e non saprei dire se il modello preveda proprio una spallina scesa, o se sia un incidente di percorso. Underwear, se presente, migliorabile. Il colore è splendido, il resto shock.
Liliana Segre
Menzione d’onore per lei, che sopra al completo Armani con quei bellissimi pantaloni fluidi sfida ogni scaramanzia infilandosi un piumino di velluto viola, che qualcuno si affrettato a definire aubergine melanzana. Bella, elegante, sorridente, sobria ma col tocco vezzoso della borsetta di perline. Eternamente chic.
La foto in effetti è di ieri, ma la polemica – molto spiacevole – di oggi. Partiamo dall’inizio: da quando è entrata a far parte della Royal Family, la Queen Consort Camilla si è dedicata con passione al sostegno di tematiche sociali e sanitarie di grande importanza, dall’infanzia in difficoltà all’osteoporosi che uccise sua nonna e sua madre, dalla promozione della lettura agli animali abbandonati. Molto attenta alla condizione femminile, ha colto l’occasione della giornata dedicata dalle Nazioni Unite al contrasto della violenza contro le donne, e riunito a Buckingham Palace un nutrito gruppo di ladies, più o meno royal. A partire dalle colleghe Rania di Giordania e Mathilde dei Belgi, più una principessa ereditaria (Mary di Danimarca) due First Ladies (Fatima Bio della Sierra Leone e l’ucraina Olena Zelenska) e la cognata Sophie di Wessex.
Lady Violet era pronta a scrivere un post leggero, magari sulle mise e sull’aspetto delle auguste invitate: Sophie scolaretta, Matilde madre della comunicanda, Camilla fornaretta, Rania vamp, Mary “di 3/4, mi si nota di più?” Fatima elegante, mentre Olena dimostra che la lunghezza sbagliata rovina qualunque gamba. Invece dobbiamo dare conto di un episodio spiacevole che riguarda Lady Susan Hussey, per 6 decenni affidabile lady-in-waiting di Queen Elizabeth II, appena riconfermata nello staff di supporto alla Queen Consort – che ha abolito le dame di compagnia – nonché tra le madrine di battesimo di William. Incontrando al ricevimento Ngozi Fulani, fondatrice di Sistah Space, la più importante associazione britannica a sostegno delle donne di origine africana, non avrebbe creduto che la signora è nata in UK e di cittadinanza britannica, insistendo a chiederle da quale parte dell’Africa arrivasse. Considerato un comportamento razzista perché non riconoscerebbe la possibilità che persone non caucasiche siano British, o più in generale europee. Francamente a me non sembra offensivo, ma naturalmente la Royal Family dove allontanare da sé anche la più impercettibile ombra di razzismo, dopo accuse e insinuazioni mosse dai Sussex, e infatti il Principe di Galles si è precipitato a diffondere una dichiarazione in merito. Risultato: Lady Hussey si è scusata in un comunicato e dimessa immediatamente, la signora Fulani in un’intervista esclusiva al quotidiano The Independent dice di non aver ricevuto ancora scuse personali, e parla di razzismo istituzionale mentre sui social infuria la discussione.
Ricordate quella deliziosa fotografia della Queen Consort circondata da tanti Paddington, lasciati davanti alle residenze reali in memoria di Queen Elizabeth? (La foto del giorno – 1000 Paddington) Bene, ora tutti gli orsacchiotti, dopo essere stati raccolti da mani amorevoli e lavati, igienizzati, pettinati, sono pronti per lasciare Buckingham Palace e Clarence House, e raggiungere finalmente la loro destinazione definitiva: una casa dove troveranno qualcuno che si prenderà cura di loro, cui potranno regalare tanta allegria e magari un po’ di felicità.
La prossima settimana, giovedì 24, Camilla li distribuirà durante uno speciale Paddington pic nic con i bambini seguiti da Barnardo’s, la più grande organizzazione britannica per l’infanzia in difficoltà.
La nuova regina è nonna, e ho l’impressione che quello sia uno dei ruoli che ama di più. I figli Tom e Laura le hanno dato cinque nipoti, nati tra il 2007 e il 2010: due ragazze, Lola Parker Bowles e Eliza Lopes – che nel 2011 fu una delle damigelle alle nozze dei Principi di Galles nel 2011 – e tre maschi: i gemelli Louis e Gus Lopes e Freddy Parker Bowles; le iniziali di tutti e cinque compaiono sul pendente di una collana che Camilla indossa quasi sempre.
La Queen Consort tratta sempre i bambini che incontra con un simpatico cameratismo, senza accondiscendenza né inutili smancerie; è poi notoriamente una grande appassionata di libri e la lettura è un altro modo molto efficace per entrare in relazione con i più piccoli.
Nell’attesa di vedere Camilla consegnare i Teddy bear, una piccola riflessione. Spesso ci si chiede perché la britannica sia tra tutte le famiglie reali la più conosciuta, la più popolare, la più – termine assai di moda – iconica. Le ragioni sono varie, a partire dalla ovvia considerazione che rappresenta uno dei Paesi di maggior peso nel mondo, anche se non so per quanto tempo ancora. Ma ciò che colpisce sempre Lady Violet è la capacità di capire l’importanza del simbolo, e l’abilità di costruirci sopra una narrazione. Prendiamo questo caso; i Paddington sono stati offerti in memoria della Regina e di quel suo video mentre prende l’afternoon tea col famoso e inglesissimo orsetto, in occasione del Platinum Jubilee. Operazione geniale diventata struggente, che fa il paio con quella che la trasformava in una Bond girl ottantaseienne per l’inaugurazione delle Olimpiadi del 2012. Ora intorno alla raccolta e alla successiva distribuzione degli orsacchiotti è stato creato un vero progetto, che ha la sua pagina sul sito della Royal Family (https://www.royal.uk/paddington); il video che accompagna questo progetto è una delizia, e mi sembra che confermi la mia impressione. Aspetto le vostre!
Tutto è pronto per i Mondiali di calcio in Qatar cui la nostra Nazionale non partecipa non essendo riuscita a qualificarsi, nonostante la vittoria agli ultimi Europei (festeggiata con qualche petulanza di troppo e improbabili lezioni di protocollo).
Tra le trentadue squadre in gara numerose quelle che rappresentano monarchie: oltre ai padroni di casa, Belgio Danimarca Inghilterra Giappone Marocco Olanda Spagna, e mettiamoci pure il Galles, che non è un regno a parte ma da due mesi ha un nuovo Principe appassionato di sport in generale, e di calcio in particolare.
Mentre dunque aspettiamo di scoprire qualche reale spettatore, a partire dalla bellissima Mozah bint Nasser al-Missned, moglie numero due dello Sceicco del Qatar, dal Belgio arriva l’incoraggiamento (e non solo quello) di Roi Philippe ai Diavoli Rossi. Il sovrano non è solito a queste operazioni simpatia, e mantiene una leggera goffaggine che rende il video delizioso. It’s Devil Time!
Come festeggiate il vostro compleanno? Molti scelgono qualcosa di semplicemente piacevole: una cenetta con amici, una giornata alla spa, un weekend in un’altra città. Qualcuno si regala qualcosa di speciale, come un giro in mongolfiera o su una Ferrari. Lady Violet, sempre a caccia di esperienze originali, quest’anno se n’è andata un paio di giorni al pronto soccorso, ma il prossimo preferirebbe qualcosa di meno shocking, magari Capri.
Qualunque siano i vostri progetti, difficilmente potrete emulare King Charles III che per il settantaquattresimo compleanno, il primo da sovrano, si è regalato una lettera al Parlamento. Nella quale chiede di poter ammettere tra i Counsellors of State la sorella Anne, The Princess Royal, e il fratello Edward, Earl of Wessex. Come ricorderete, oltre al coniuge del monarca, i Counsellors sono i primi quattro maggiorenni nell’ordine di successione; in questo caso il Principe di Galles, il Duca di Sussex, il Duca di York e sua figlia Beatrice. Però Harry non risiede nel Regno Unito, come sarebbe necessario, e su Andrew stendiamo un pietoso manto. Più volte anche qui sul sofà abbiamo convenuto che Anne ed Edward sarebbero perfetti per il ruolo: indiscutibili la loro fedeltà al sovrano e l’impegno per la Corona. Insomma, potrebbe essere uno di quei casi in cui è il festeggiato a fare il regalo ad altri; in questo caso, innanzitutto al proprio Paese.
(Ph: Chris Jackson/Getty Images)
Bellissima la foto pubblicata per celebrare il compleanno del nuovo re, appoggiato ad una delle querce secolari del Windsor Grand Park, in una immagine che evoca le atmosfere della pittura inglese del Settecento. Sin dai tempi di Romolo la quercia è l’albero simbolo del re, della sua forza, della sua solidità, della sua stabilità.
Alle 11.00 il Big Ben suona 11 rintocchi e la nazione intera si ferma per due minuti in memoria e in omaggio dei caduti al servizio del Paese.
When you go home Tell them of us and say For your tomorrow We gave our today
(quando sarai a casa, parla di noi e dì: per il vostro futuro noi abbiamo offerto il nostro presente)
La Royal Family ha scelto questa frase, nota come “l’epitaffio di Kohima” per le celebrazioni per il Remembrance; quest’anno particolarmente commovente per la ragione che sappiamo, l’assenza dell’amatissima Queen Elizabeth. Che a dire il vero non c’era neanche l’anno scorso, ma ora sappiamo che non tornerà.
Molto emozionato Charles ha guidato la celebrazione per la prima volta come sovrano, ripetendo i gesti compiuti prima di lui dalla madre Elizabeth II, il nonno George VI il prozio Edward VIII e il bisnonno George V, cui si deve la creazione del monumento e l’istituzione della cerimonia.
Due piccoli dettagli: sulla spallina del Re c’è ancora il monogramma della Regina, e lo stesso per William. La fotografia del re viene dal post dell’account twitter della Royal Family, e compare insieme con quelle dei sovrani precedenti tranne Edward VIII; dimenticanza, necessità di composizione delle immagini o intento preciso? Chissà.
Dal palazzo del Foreign Office hanno assistito alla cerimonia la Regina Consorte e la Principessa di Galles (balcone centrale), i Duchi di Gloucester e la Contessa di Wessex (a sinistra), il Duca di Kent e l’ammiraglio Tim Laurence (a destra); era annunciata anche la presenza della principessa Alexandra di Kent, che però non ho visto. Riflettevo sul fatto che i Duchi di Kent (1935) e Gloucester (1944) sono gli unici due nati prima della fine del secondo conflitto mondiale; anche questo un piccolo segno dei tempi.
Commossa la Queen Consort, forse anche per la corona deposta per la prima volta in suo nome. Camilla ha replicato il cappello con veletta indossato al funerale della suocera, e il soprabito che portava alla Veglia dei Principi a Londra. Alla sua sinistra Catherine con un nuovo cappotto di Catherine Walker e un cappello Philip Treacy, una sorta di sombrero da lutto che sembra pure troppo grande per lei. Esagerati anche gli orecchini, appartenuti a Diana ma troppo importanti per la mattina.
Sobria La Contessa di Wessex, secondo me la più elegante, che fa una scelta delicatamente significativa: il suo Catherine Walker è il soprabito prestato alla figlia Louise per la veglia degli otto nipoti alla salma della nonna. Al marito Prince Edward il compito di salutare alla fine della sfilata la Poppy Legion, il variopinto gruppo d veterani che non mancano mai. E se vi state chiedendo quali veterani, dato che i reduci della Seconda Guerra devono essere ormai pochini, non pensate solo a loro: il 2022 è anche il quarantesimo anniversario della guerra delle Falkland, che durò solo sei settimane ma causò 255 morti e 777 feriti tra i Britannici (e 649 morti e 1068 feriti tra gli Argentini).
Ieri sera come ogni anno la Royal Albert Hall ha ospitato il Festival of Remembrance. Eleganti le signore, tradizionalmente in nero; a me è piaciuta molto Camilla, mentre la mise di Catherine sarà oggetto del caffè di domattina.
A molti di coi non sarà sfuggita la presenza dell’aitantissimo equerry del re, il maggiore-promosso-tenente-colonnello Johnny Thompson. Anche di lui parleremo, spero presto.