Le foto del giorno – Un compleanno? Due!

Compie oggi 37 anni Stéphanie, Granduchessa Ereditaria del Lussemburgo.

Minore degli otto figli dei belgi Conti de Lannoy, è nata nella cittadina fiamminga di Ronse-Renaix, e cresciuta nella tenuta di famiglia nella provincia vallona di Hainaut. Si è laureata in Filologia Germanica all’università di Lovanio; oltre alla lingua madre, che è il francese, parla tedesco, inglese e lussemburghese, ma conosce anche il russo, dopo aver trascorso il suo anno sabbatico a Mosca. Ha sposato Guillaume, Granduca Ereditario del Lussemburgo, il 20 ottobre 2012, e da quel giorno – memorabile per varie ragioni, a partire da un certo cappello A Royal Calendar – 20 ottobre 2012 – abbiamo imparato a conoscerla: graziosa, a volte un po’ triste, spesso troppo sciatta. Poi il 10 maggio dello scorso anno è arrivato lui, Charles, con le sue guanciotte e le sue espressioni irresistibili, portando in famiglia una grande allegria.

Anche oggi, nelle fotografie per il compleanno della mamma, l’attenzione è tutta su di lui; e meno male, perché il contorno continua ad essere piuttosto triste; dalla mise di Stéphanie, pull bianco ricamato e pantaloni verdi – di modissima nel 1976 – al tessuto del divano, con sedia e frangia en pendant, dall’aria più vecchia che vintage. Per un rinnovamento, confidiamo negli scarabocchi del piccolo.

Sono giorni di festa alla Corte granducale: domenica i sovrani hanno celebrato le nozze di rubino (se ve lo siete perso, questo è il post Le foto del giorno – Quarant’anni insieme) e due giorni fa la cognata Alexandra, unica femmina e quarta dei cinque figli di Henri e Maria Teresa, ha compiuto trent’anni.

Nessun nuovo ritratto per lei, dunque Lady Violet ne ha selezionate due della principessa da piccola: appena nata, all’uscita dalla maternità, in braccio alla mamma felice, con la scorta del papà e dei tre fratelli maggiori: Guillaume, Félix e Louis.

O più grandicella al mare con papà; a LadyViolet piacerebbe vedere questa bella ragazza andare all’altare accompagnata da un padre così charmant, nella certezza che la brillante, colta, poliglotta Alexandra ci stupirà comunque.

Le foto del giorno – Quarant’anni insieme

Oggi è San Valentino, festa degli innamorati e di tutti quelli che si vogliono bene.

Per i sovrani lussemburghesi è un giorno speciale, e quest’anno lo è un po’ di più: oggi festeggiano le nozze di rubino (di smeraldo nei paesi francofoni), essendo andati all’altare il 14 febbraio 1981. Un amore nato, secondo quanto si racconta, all’uscita della messa un giorno del 1976 a  Cologny, paesino nei pressi di Ginevra.

All’epoca Henri ha 21 anni e studia all’Institut des Hautes Etudes Internationales, Maria Teresa di anni ne ha 20, studia nello stesso istituto e vive a Ginevra con la famiglia, che ha abbandonato la natia Cuba all’arrivo di Fidel Castro. Dal giorno di quel coup de foudre di anni ne sono passati 45, in cui la coppia non si è fatta mancare nulla: cinque figli, cinque nipoti, l’ostilità della madre di lui, il caratteraccio di lei, qualche scivolone di entrambi.

Oggi sono due splendidi sessantenni, lui mantiene la bella figura e il fascino un po’ ingessato di sempre, lei ha riacquistato (pure troppo) quella freschezza che negli anni si era un po’ appannata. Per celebrare l’importante data, ecco i loro nuovi ritratti; la storia del loro bel matrimonio la trovate qui A Royal Calendar – 14 febbraio 1981

Buon San Valentino a tutti, e se siete soli ricordate le parole del divino Oscar: innamorarsi di se stessi è l’inizio di un idillio che dura tutta la vita.

Republican chic shock e boh – Governo Draghi special edition

Alle 11:57 di sabato 13 febbraio 2021 il Professor Mario Draghi ha giurato fedeltà alla Repubblica, divenendo così il Primo Ministro del sessantasettesimo Governo repubblicano. Lady Violet, pronta da tempo ad esaminare le mise scelte, è rimasta profondamente delusa dall’omologazione mostrata; ma siccome bisogna cucinare con gli ingredienti che si hanno noi ci proviamo lo stesso. Anche le fotografie sono poche, perciò vi invito a guardare il video in calce al post.

Mario Draghi Presidente del Consiglio ovvero l’uomo senza loden. Accomunato a volte al suo omonimo a capo di un altro Governo tecnico, noto portatore sano del classico cappotto tirolese, Draghi si distingue per l’abitudine a girare sempre col solo completo, a ogni latitudine e temperatura, incurante delle intemperie, il che potrebbe essergli utile nella nuova esperienza. Tale cambio di stile si è già apprezzato in vari ministri che sono stati visti entrare al Quirinale a passo di carica e senza cappotto nonostante le temperature rigide. Per il giuramento il Professore è andato sul sicuro, abito blu scuro e cravatta a mcrofantasia argento e bordeaux. Istituzionalmente chic.

(Ph: Antonio Masiello via Getty Images)

Les cinq Draguettes indecise tra citare il numero caro a mademoiselle Coco o una squadra di calcetto, ben cinque delle otto ministre erano vestite uguali: completo pantaloni nero e sottogiacca bianco. Per carità, si apprezza lo sfoggio di sobrietà in tempi delicati, ma una noia mortale, e il rischio di confondersi ed essere confuse.

Poche le differenze: banale as usual Mariastella Gelmini, Ministra Affari Regionali, che ha cercato di recitare la formula di rito ma si è bloccata a metà; austera Elena Bonetti, Ministra Famiglia e Pari Opportunità, che però all’arrivo aveva rallegrato la sua mise con un foulard colorato; lei il giuramento l’ha detto a memoria, brava! Ancor più austera Marta Cartabia, Ministra della Giustizia, ma la blusa bianca che spara fuori dalla giacca a un bottone anche no. Bella la giacca della neomamma Mara Carfagna, Ministra per il Sud, ma per l’occasione avrei evitato quei pantaloni stile acqua in casa. Insomma, boh.

Mi è piaciuta Maria Cristina Messa, Ministra per Università e Ricerca; (a sinistra): bella la giacca, e anche i pantaloni, e il dettaglio che ha messo in mostra firmando: il classico Square Tiffany. Piuttosto chic.

Sarà stata la fretta, o il timore dell’effetto Bellanova – lì però era proprio sbagliato il vestito, più adatto alla gioiosa leggerezza di un matrimonio che alla solennità di un giuramento al Quirinale – ma di fatto le già sparute quote rosa si sono vestite da uomo. Un giorno faremo un discorso sulla necessità delle donne di vestire in foggia maschile per farsi prendere sul serio, ma oggi vederle spiccare così poco mi ha un po’ intristita, confesso.

Luciana Lamorgese, Ministra dell’Interno è davvero una delle poche donne della sua generazione ad aver conquistato un ruolo solitamente considerato maschile; anche lei ha scelto blusa bianca e pantaloni neri, cui ha abbinato un soprabito ugualmente nero ma di velluto, tessuto pericolosissimo. E infatti, purtroppo, il risultato è uno shock.

Fabiana Dadone, Ministra Politiche Giovanili una delle due signore che hanno scelto la gonna; la palette è simile a quella delle altre ma ha osato di più: tailleur nero, blusa beige a ramages stilizzati neri, borsa superchic e scarpe con tacco assassino come lo spacco, un po’ troppo alto, anche perché lei non è altissima. Poi ho visto la ministra con la mise completa di pardessous. Shock.

Erika Stefani, Ministra per le Disabilità ha altezza e capigliatura degne di una valchiria; anche lei sceglie il bianco/nero: giacchino in tweed similChanel su total black: collo alto, gonna al ginocchio e calze opache (finalmente). Più segretaria spettinata ma efficiente che impeccabile ministra. Boh.

Veniamo ai signori, che hanno dato un grande dispiacere a Lady Violet: nessuno, nessuno col doppio polsino fermato da gemelli. Si va dalla giacca sbottonata su panza in bella vista dei ministri leghisti Giancarlo Giorgetti, Sviluppo Economico e Massimo Garavaglia, Turismo, al brutto completo grigio medio di Roberto Cingolani, Ambiente e Transizione Ecologica, maniche troppo lunghe e camminata alla romoletto. Leggendario Patrizio Bianchi, Istruzione: abito sformato grigio su pullover di lana blu; mi ha ricordato un suo famoso conterraneo, così distratto da mettersi in tasca la pipa accesa. Il Ministro Brunetta, Pubblica Amministrazione, probabilmente si serve da un sarto, ma temo debba cambiarlo. Shock.

Quanto agli altri, si è capito che ormai l’abito si compra già fatto, e si vede: giacche troppo corte, troppo strette, o entrambe (D’Incà, Rapporti col Parlamento, Guerini, Difesa, Franco, Economia) o con qualche difetto di troppo (Giovannini, Infrastrutture, e Patuanelli, Agricoltura, anche per lui il giuramento a memoria). Un po’ insaccato Dario Franceschini, Ministro della Cultura di lungo corso. Avrà giurato sempre con lo stesso vestito? Boh.

Ordinati Di Maio, Esteri; Orlando, Lavoro; Speranza, Salute; gli ultimi due con beneaugurante cravatta rossa. Speranza è il terzo – e ultimo – ministro a pronunciare il giuramento a memoria; lode a lui, elegantini tutti e tre.

Chic l’altissimo Vittorio Colao, Transazione Digitale, che è uomo di mondo e si vede; per lui un bel blu, peccato per il primo bottone sbottonato. Ma si sa, il diavolo si annida sempre nei dettagli.

Qui trovate il video della cerimonia https://www.youtube.com/watch?v=PflPfseaqas

Le foto del giorno – Baby B va a casa

Il nome ancora non c’è, e mentre noi tutti aspettiamo con una certa impazienza di scoprire come si chiamerà il nono pronipotino della Regina e del Principe Philip – che è anche undicesimo in linea di successione – a tre giorni di vita il piccolo Baby Brooksbank ha lasciato il Portland Hospital nel centro di Londra ed è andato a casa con mamma e papà.

Jack Brooksbank alla guida dell’auto mostra quell’espressione di stordita felicità comune a molti neo padri, sottolineata nel suo caso dagli occhiali stile Harry Potter. Eugenie, in abito tartan e cappotto di cammello, siede dietro accanto al piccolo, al sicuro nel suo port-enfant (lo so che non si chiama più così, ma Lady Violet è vintage, e ignora i modelli dei più moderni trasportini per neonati: ovetto? trio?).

La neomamma mostra ancora i segni della gravidanza e del parto, anche perché un bimbo di quasi quattro chili dev’essere stato piuttosto impegnativo, stanca ma beata. Ora potrà riposare, farsi coccolare dalla sua famiglia e iniziare la sua nuova vita.

Pensavo che il piccolo è nato nello stesso giorno in cui nel 2002 morì la principessa Margaret; un bel regalo alla bisnonna per stemperare ricordi dolorosi. Ora però tirate fuori il nome!

Le foto del giorno – È Carnevale

Siamo probabilmente tutti concentrati in altro, e probabilmente chi non ha bambini se lo ricorda solo davanti a un vassoio di chiacchiere (non quelle di Lady Violet, ma le frappe, bugie, o crostoli) ma questi sono i giorni clou del Carnevale, che mai come quest’anno rischia di passare inosservato. Quale occasione migliore per una piccolissima rassegna di mise reali che replicano, o solamente citano il costume del personaggio della Commedia dell’Arte che Lady Violet ha sempre amato sopra ogni altro: Arlecchino.

Si inizia con un grande classico, che in effetti vi ho già mostrato (Happy Halloween!): Her Majesty Queen Elizabeth II, che il 1 dicembre 1999 partecipa alla Royal Variety Performance in scena al Birmingham Hippodrome con un incredibile abito da sera composto da gonna in squillante seta gialla (il colore varia un po’ a seconda della luce) e blusa in stampa ad arlecchineschi rombi; non è in maschera, ma lei è fuor di dubbio The Arlequeen. Questa mise fece un tale effetto da essere scelto, insieme con quello dell’incoronazione e altri cinque, per vestire una bambola simil-Barbie, ovviamente battezzata Lizzie.

L’origine di Arlecchino è antichissima, incarna lo spirito demoniaco che guida la processione dei dannati, diffuso in buona parte d’Europa; se ne può ritrovare traccia fino al diavolo Alichino, uno dei Malebranche protagonisti di un episodio dai toni comici nei canti XXI, XXII e XIII dell’Inferno. Non c’è però dubbio che quello più noto è il personaggio della Commedia dell’Arte, vestito del classico abito a losanghe colorate: è il servo ignorante ma furbo, il vero antagonista del potere costituito rappresentato in primis dal sovrano, dunque scelta perfetta nel giorno in cui si ribaltano i ruoli, come è il Carnevale che precede la sobrietà quaresimale, la notte di Halloween quando il mondo dei vivi e quello dei morti si rovesciano, o la Festa dei Folli, derivata dai Saturnalia romani, che si svolgeva a fine anno. Feste invernali, in attesa del ritorno della luce.

Questa fascinazione dei sovrani per il costume arlecchinesco, non necessariamente in veste di maschera, è davvero interessante; può dunque stupire che l’abbia indossato una delle sovrane più colte e legate al mondo teatrale?

Margrethe II deliziosa Arlecchina festeggia il nuovo anno, come da tradizione, insieme agli amici più cari: qui è al party di capodanno 2018 a tema The Nutcracker, lo Schiaccianoci, a casa della celebre star del balletto Susanne Heering. Accanto a lei il suo Arlecchino, il Principe Consorte Henrik, che morirà sei settimane dopo. Sicuramente meno impeccabile della moglie, ma in fondo altrettanto sicuramente fedele al suo stile.

Vederli – o piuttosto sbirciarli attraverso la porta – così sorridenti e complici, alla luce di ciò che sarebbe successo di lì a poco, stempera la tristezza in allegra tenerezza.

Ben prima delle due grandi regine, un’altra sovrana subì il fascino di Arlecchino: un abito ispirato al suo costume fu indossato da Ulrika Eleonora, Regina regnante di Svezia dal 1718 a1720, che abdicò poi in favore del marito Frederik von Hessen; questi salì al trono come Frederik I, con la moglie sua Regina Consorte. Non sappiamo quando quest’abito fu indossato, ma certo che è di eleganza e raffinatezza uniche.

Ne ha fatta di strada il goffo servitore, così povero da vestire di ritagli di stoffa!

Se volete vedere altri royals in costume, seguite il link Carnevale, ogni royal fancy dress vale

La prima foto!

L’amore in un’immagine.

La mano del piccolino tra quelle di mamma e papà, e non c’è veramente bisogno di aggiungere altro.

Eugenie di York e il marito Jack Brooksbank hanno dato oggi il benvenuto al loro primo figlio, un maschietto di quasi quattro chili. Sarah Ferguson e quello sciagurato del Duca di York sono diventati nonni, mentre per la Regina e il Principe Philip si tratta del nono pronipotino. Ora aspettiamo il nome!

Quel giorno di tanti anni fa

Un breve post per ricordare quel giorno di tanti anni fa in cui una ragazza di neanche 26 anni salì su una casa sull’albero da principessa e ne discese regina, pur se con la morte nel cuore. Da quel giorno lontano sono passati 69 anni oggi, la giovane principessa è ancora sul trono, regina delle regine, icona stessa della regalità, al culmine del regno più lungo nella storia del suo Paese, uno dei più lunghi di tutti i tempi.

La sovrana è solita dedicare questa giornata al ricordo del padre tanto amato più che alla celebrazione della sua ascesa al trono; giornata negli ultimi trent’anni trascorsa a Sandringham, dove King George VI morì nel sonno nelle prime ore del 6 febbraio 1952. Come sapete quest’anno Sua Maestà a causa della pandemia non ha trascorso la pausa natalizia nella tenuta del Norfolk ma è rimasta col marito a Windsor Castle, e magari visiterà la tomba del padre, nella St. George’s Chapel. In attesa delle grandi celebrazioni pubbliche già previste l’anno prossimo, per uno straordinario Giubileo di Platino, oggi resta il giorno del ricordo privato.

Lady Violet vi propone invece un piccolo aneddoto, utile a spiegare il legame quasi familiare che i cittadini di una monarchia sentono per il proprio sovrano. La celebre cantante e attrice inglese Gracie Fields si è innamorata di Capri la prima volta che c’è stata in visita, e qualche anno dopo ha potuto esaudire il suo desiderio, comprare una casa sull’isola. Sono gli anni ’30 e con l’alzarsi di venti di guerra per l’artista britannica è più prudente rientrare in patria. Torna a guerra finita, e trasforma quella casa affacciata sul mare di Marina Piccola, di fronte ai Faraglioni, in uno dei posti (Lady Violet non pronuncerà né scriverà mai la parola location) più famosi e chic dell’isola, se non del mondo intero: La Canzone del Mare. Nel 1952 Gracie, stabilmente insediata a Capri, ha 54 anni ed è pronta per il terzo matrimonio; lui è Boris Alperovici, radiotecnico di origine rumena. Le nozze sono fissate il 18 febbraio, e la sposa va all’altare – quello di Santo Stefano, la chiesa madre dell’isola – in viola, stemperando la sobrietà del lutto nella gioia nuziale.

Un omaggio per il suo Re. E per la sua Regina.

Qui trovate i post dedicati a questo giorno, l’Ascension Day di Elizabeth II:

A Royal Calendar – 6 febbraio 1952

La foto del giorno – 6 febbraio

Le foto del giorno – Happy birthday Mary!

Giorno di festa oggi per la famiglia reale danese: oggi Mary, moglie del Principe Consorte Frederik, copie 49 anni. Per singolare coincidenza anche domani si festeggia, dato che anche Marie – cognata di Mary in quanto moglie del cadetto Principe Joachim – compie gli anni: per lei saranno 46. Circostanza che può essere divertente oppure seccante, a seconda. Noi però oggi diamo a Mary quel che è di Mary: ecco il ritratto che è stato diffuso per l’occasione.

La futura regina – anche per lei si prospettano tempi lunghi per il trono, dato che la suocera Margrethe II sembra contraria all’abdicazione quanto la cugina Elizabeth II – è bella e sorridente come sempre; a me piace molto, anche se colgo una sfumatura di freddezza di fondo, che comunque non disturba, anzi. Mi dà l’impressione di una persona che lavora e si impegna, non solo a favore della Corona e del popolo danese, ma anche su di sé, il che le ha consentito di diventare una delle reali più chic, pur partendo dall’Australia, che non è esattamente il regno del fashion, nonché di migliorare ed esaltare le sue caratteristiche fisiche. Un lavoro intenso e costante, iniziato dal giorno in cui conobbe Frederik a un party organizzato in un locale di Sidney in occasione delle Olimpiadi 2000; una delle tante coppie reali battezzate dai Giochi Olimpici – pima o poi ci scriveremo un post – inequivocabile dimostrazione degli effetti benefici dello sport sulle fanciulle da marito di ogni età. Speriamo che l’anno prossimo le condizioni siano tali da consentire a Mary di festeggiare i 50 comme il faut; per questo compleanno, diciamo così, di vigilia, la bruna principessa ha scelto l’understatement: abito a piccoli pois di Carolina Herrera, e una ponytail che tiene in ordine i capelli e ringiovanisce pure.

L’abito era stato indossato anche alcune settimane fa per accompagnare il messaggio di fine anno di WHO/Europe, la branca europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di cui ha il patronage, uno dei tanti per cui non manca di impegnarsi. Sicuramente il ritratto di oggi (del fotografo Stine Heilmann) è stato preso nella stessa seduta; nella seconda fotografia, diffusa il 30 dicembre, si apprezza il brillare discreto di alcuni braccialetti Cartier. Semplice e chic.

Le foto del giorno – Farewell, Sir

Ieri il Regno Unito ha dato l’ultimo addio al Capitano Sir Tom Moore con un lungo applauso, che alle 18:00 si è levato da ogni strada e ogni casa, dai palazzi del potere ai cottage più sperduti. Noi lo facciamo con questa foto, troppo bella per non mostrarvela.

È innegabile che quest’uomo abbia colpito quasi tutti – Britannici e no – e raggiunto molti cuori; a Lady Violet, oltre alla commozione, restano due piccole riflessioni: la prima è la considerazione che veramente tutto è possibile. Forse non è un caso che in questo tempo complesso e doloroso siano le persone più anziane a insegnarcelo (vi ricordate della novantenne Margaret Payne, che a sua volta ha raccolto fondi per il NHS salendo le scale di casa? qui la sua storia Margaret on top of the world), ed è un lascito importante, un grande dono. La seconda è la forza del simbolo, e la capacità tutta inglese di comprenderla ed esaltarla; è una delle cose che trasformano un popolo in una Nazione, e noi troppo spesso la trascuriamo. Forse c’entra anche il fatto di essere una monarchia, che di simboli vive, e certo la Regina incarna alla perfezione questa capacità.

Guardando la bandiera sventolare a mezz’asta su Westminster Abbey in onore dell’eroe scomparso (grazie Sabrina!) un pensiero è andato anche a lei, alla donna più che alla sovrana. Perché se invecchiare così bene, lucidi e in salute, è un privilegio, vedere pian piano scomparire i parenti, gli amici, la propria generazione e i punti di riferimenti, quelli che ti hanno accompagnato per tratti lunghi o brevi, deve essere molto doloroso. Oggi è stata annunciata la morte di un suo caro amico, il settantanovenne Lord Vestey, terzo Baron Vestey; uno degli uomini più ricchi del Paese, appassionato di cavalli quanto Sua Maestà, già a capo di Cheltenham Racecourse. Sua moglie, scomparsa qualche mese fa, era stata madrina di battesimo del Principe Harry.

Per fortuna in casa Windsor stanno arrivando col loro carico di gioia e allegria altri due babies – più o meno royal – e non vediamo l’ora di conoscerli!