Il 6 gennaio a Madrid si celebra la Pascua Militar, prima cerimonia ufficiale dell’anno alla presenza dei sovrani, del capo del Governo e dei vertici delle tre Armi.
Il Ministro della Difesa solitamente tiene un discorso in cui sintetizza le attività dell’anno precedente, traccia un disegno della situazione attuale e presenta gli impegni che attendono i militari iberici nei prossimi mesi.
Per tradizione le signore indossano un abito lungo da giorno, e la Reina Letizia ha accompagnato un Felipe piuttosto imbronciato indossando un lungo robe manteau blu cobalto. Bello nelle sue linee pulite e ben strutturato, con l’unico dettaglio di un solo bottone gioiello.
Avrei evitato in un’occasione cosi formale il messy bun (leggi: chignon spettinato), e devo ammettere che quando ho visto il colore ho avuto un brivido. Perché temo che – complice la scelta di Pantone, di rendere il classic blue colore del 2020 – i prossimi mesi annegheranno nella rassicurante banalità di tale colore, che sarà esibito come se avesse la forza della rivoluzione piuttosto che la tranquillità della tradizione.
Mentre commentavo la circostanza con un’amica, mi sono tornati in mente gli studi sulla complessità del mondo simbolico del colore fatti dalla maggiore autorità in materia, Michel Pastoureau. Se vi fa piacere potremmo chiacchierarne un po’ insieme, magari recupero e rimaneggio le lezioni di un breve corso monografico tenuto all’università.
Fatemi sapere che ne pensate e qual è il vostro colore preferito (e per favore, non rispondete tutti: BLU!)
Padre e figlia mimetizzati tra la folla – per quanto possa mimetizzarsi un signore alto quasi due metri – in una versione casual che dona assai a entrambi, soprattutto a Leonor, per una volta senza uno di quei vestitucci da petite fille aux allumette. E finalmente papà non la tiene per mano. Cambiamenti in vista alla Corte de España?
Nella suggestiva location (come direbbero gli enzomicci) della sala del trono di Buckingham Palace, ecco riuniti per il benvenuto agli anni venti Her Majesty Queen Elizabeth II e la sua successione: figlio Charles, nipote William, pronipote George. Che a sei anni ha conquistato i pantaloni lunghi – in un tartan piuttosto “plebeo” (sembra il Black Watch, dell’omonimo reggimento di fanteria delle Highlands) – ma ha ancora la camicia da piccolo lord e quel po’ di lordosi infantile che gli fa sporgere il pancino. Molto bella la composizione della fotografia (di Ranald Mackechnie) che mettendo sul gradino nonno e nipote pone Charles in piacevole risalto. Dagli abiti indossati direi che l’immagine è stata presa lo stesso giorno della preparazione del Christmas pudding per la Royal British Legion (
Il colore in cui ho scelto la mia è il berry un bellissimo rosso lampone, cui ho abbinato un cappello di feltro color crema di Philip Treacy, decorato con un ramo di foglie, appartenente a una collezione in cui anche la duchessa ha scelto alcuni pezzi.
Ho scelto la soluzione più banale, le mie iniziali, perché nel frattempo m’è tornata in mente una storia.
Sistemata la questione iniziali sulle borse vi prometto che il 2020 sarà pieno di royals, storie, storia, arte, stile e soprattutto leggerezza, che di gente che si prende assai sul serio ce n’è in giro a iosa.
Vestito pesante che lassù fa freddo, dotato di cappello con doppio pompon stile Topolino (o principessa Leia di Star Wars), sempre più somigliante a mamma e al sicuro tra le braccia di papà, arriva Archie delizioso come non mai a farci gli auguri.
Anche i principini hanno partecipato al rito dei saluti alle persone in attesa fuori dalla chiesa, ma Charlotte ha fatto di più: ha risposto con tenero trasporto all’abbraccio di una signora in sedia a rotelle.
Simpatica (ma per qualcuno vagamente inquietante) la foto, probabilmente presa nel luogo dove i duchi stanno trascorrendo le sei settimane di riposo – la cui segretezza è seconda solo al covo di Messina Denaro – col piccolo Archie in primo piano e i genitori sullo sfondo. Il delizioso pupetto ha un’espressione buffissima, anche se l’inquadratura ne mette in risalto la fronte, come dire, ampia. Personalmente trovo l’uso del bianco e nero in questo caso poco adatto ma penso che a loro il mio parere interessi il giusto, cioè niente. Dunque cari Sussex, ovunque voi siate, Merry Christmas!
Akihito, Imperatore Emerito del Giappone, compie 86 anni, e l’Agenzia Imperiale ha diffuso alcune immagini degli ex sovrani nei giardini di Palazzo. È una gioia vedere Akihito in buona forma – considerando che l’abdicazione è stata decisa principalmente per motivi di salute – ed è impossibile non restare incantati dalla grazia, l’eleganza, la tenerezza dei due coniugi. Incantevoli.
Oggi è stata festeggiata ufficialmente con 21 salve di cannone, e la Casa Reale ha diffuso una fotografia inedita, scattata nella sua città natale lo scorso autunno.
Presente e futuro della monarchia britannica riuniti nella Music Room di Buckingham Palace, con le mani in pasta per preparare 99 Christmas pudding, che verranno donati il prossimo anno dalla Royal British Legion, per marcare i 99 anni di vita dell’associazione, che è dunque coetanea del Principe Philip.
Alcune scene della giornata dovrebbero comparire nel messaggio di Natale della sovrana, intanto godiamoci l’espressione del seienne George, che in posa con la delegazione della RBL ha proprio la faccia di quello che pensa uff, che pudding!
Niente bambini, niente sorrisi ammiccanti, niente abiti di velluto. Solo loro due, a bordo di un’auto d’epoca, una MG del 1953 – anno dell’incoronazione della madre di lui – mentre percorrono le vie dell’Havana, nel paese più antimonarchico che c’è. Pura classe, con quel tocco pop che a Natale scarseggia, annegato nel miele dei buoni sentimenti.
Game, set, match.