Questa volta è una buona notizia: i genitori orgogliosi presentano al mondo August Philip Hawke Brooksbank.

Almeno Philip c’è, e Lady Violet adora August.
Tutti i dettagli nel nuovo post It’s August!
Questa volta è una buona notizia: i genitori orgogliosi presentano al mondo August Philip Hawke Brooksbank.

Almeno Philip c’è, e Lady Violet adora August.
Tutti i dettagli nel nuovo post It’s August!
Pensavate che il discorso fosse chiuso? E invece no. Poco dopo la dichiarazione ufficiale di Buckingham Palace sui Duchi di Sussex, questi hanno affidati a canali amici la loro risposta, che vale la pena essere letta in originale (l’immagine è tratta dal Mail Online).

Il testo recita: “Come testimoniato dal lavoro svolto durante lo scorso anno, il Duca e la Duchessa di Sussex continuano il loro impegno e il loro servizio per il Regno Unito e il mondo intero, e hanno offerto il loro costante supporto alle organizzazioni da loro rappresentate incuranti dell’ufficialità del loro ruolo. Tutti noi possiamo vivere una vita al servizio degli altri. Servire è universale.”
Commenterei con le parole della mia prozia Marinella: una caduta di stile avviene solo quando c’è lo stile.
Non mi sembra questo il caso.
Oggi è ufficiale e definitivo: i Duchi di Sussex hanno confermato a Sua Maestà La Regina che non torneranno ad essere membri attivi della Royal Family.

Facendo seguito ad una conversazione col duca, la sovrana ha rimarcato come non sia possibile in queste condizioni continuare ad avere un ruolo pubblico, quando questo non sia correlato alla partecipazione attiva; dunque, pur manifestando dispiacere e immutato affetto, vengono ritirati i patronage della coppia, che verranno ridistribuiti nella Royal Family.
Harry dovrà dunque rinunciare ai titoli militari che finora aveva mantenuto nei seguenti corpi; The Royal Marines, RAF Honington, Royal Navy Small Ships and Diving.
Tornano poi nella disponibilità di Sua Maestà i patronage assunti da Harry o Meghan per: The Queen’s Commonwealth Trust, The Rugby Football Union, The Rugby Football League, The Royal National Theatre and The Association of Commonwealth Universities.
La decisione odierna dovrebbe chiudere in anticipo l’anno sabbatico concesso ai Duchi, per eventualmente ridefinire il loro ruolo.
Oggi è il Mercoledì delle Ceneri, è passato il carnevale, e Lady Violet può scrivere un post non particolarmente allegro, per mettervi al corrente dei problemi di salute di alcuni royals. La notizia di oggi riguarda il Principe Philip, che a quattro mesi dal compiere i cento anni è stato ricoverato in ospedale: una “misura precauzionale”. Il principe è arrivato ieri al King Edward VII Hospital su raccomandazione medica, dopo un malessere sofferto negli ultimi giorni; malessere che, va specificato, non è correlato al covid. A quanto si sa non si è trattato di un’urgenza, il marito della sovrana ha raggiunto l’ospedale in auto ed è entrato da sé nel nosocomio, dove peraltro era stato ricoverato altre volte, per accertamenti riguardo a patologie preesistenti. Anche in questo caso dovrebbe trattarsi di un breve ricovero, mentre la regina è rimasta a Windsor.

Gli incidenti domestici sono frequenti e pericolosi, e questa volta è toccato a Silvia di Svezia, che lunedì mattina è scivolata in casa, al castello di Drottningholm procurandosi alcune fratture al polso destro. Dopo aver ricevuto le opportune terapie all’ospedale Danderyd la regina è rientrata nella sua residenza e ora non può fare altro che riposare, aspettando la guarigione.

Impensierisce da un po’ la salute di Harald V di Norvegia, anche lui ricoverato di tanto in tanto per accertamenti negli ultimi anni. A fine gennaio si è preso qualche giorno di licenza per malattia, sostituito dal figlio Haakon, per un insistente dolore a una gamba; la patologia non è stata resa nota, ma dovrebbe aver richiesto un intervento a un ginocchio, che ha allungato un po’ la convalescenza del re; va ricordato che l’ottantatreenne sovrano cammina con l’ausilio di un bastone dallo scorso autunno.

L’ultima notizia è anche la più delicata, e riguarda el Rey Emérito Juan Carlos. Lunedì la giornalista catalana Pilar Eyre ha annunciato via twitter che l’ex sovrano sarebbe in gravi condizioni ad Abu Dhabi, dove sarebbe stato raggiunto dalle figlie Elena e Cristina; data la situazione, si starebbe pensando a un suo rimpatrio. Vi dò questa notizia col beneficio d’inventario, perché personalmente non sono in gradi di fare alcuna verifica; Eyre ha di recente pubblicato una biografia di JC, Yo, el rey, ma francamente conoscendo poco la stampa spagnola non saprei dire quanto sia seria e affidabile. La notizia è stata smentita ufficialmente, e non mi sarei aspettata nulla di diverso data la delicata situazione in cui si trova el Rey Emérito; non penso a comunicati della Casa Real, ma è evidente che se ci fosse una crisi sarebbe più opportuno gestirla in patria. Noi per ora stendiamo un velo di rispettoso riserbo, sperando che se notizia ci dovessero essere, siano buone.
Quaresima o no, spero di non avervi intristito troppo, e mai come oggi vale la regola di Scarlett O’Hara: domani è un altro giorno.
La notizia è appena arrivata, e non compare ancora sui media britannici. Di solito aspetterei qualche minuto per la conferma, ma direi che la fotografia è inequivocabile. Meghan e Harry daranno presto una sorellina o un fratellino a Archie!

Speriamo a breve di potere sapere qualcosa di più, intanto Charles diventa nonno per la quinta volta, e la Regina e il Principe Philip accoglieranno l’undicesimo pronipotino (o pronipotina).
Alle 11:57 di sabato 13 febbraio 2021 il Professor Mario Draghi ha giurato fedeltà alla Repubblica, divenendo così il Primo Ministro del sessantasettesimo Governo repubblicano. Lady Violet, pronta da tempo ad esaminare le mise scelte, è rimasta profondamente delusa dall’omologazione mostrata; ma siccome bisogna cucinare con gli ingredienti che si hanno noi ci proviamo lo stesso. Anche le fotografie sono poche, perciò vi invito a guardare il video in calce al post.

Mario Draghi Presidente del Consiglio ovvero l’uomo senza loden. Accomunato a volte al suo omonimo a capo di un altro Governo tecnico, noto portatore sano del classico cappotto tirolese, Draghi si distingue per l’abitudine a girare sempre col solo completo, a ogni latitudine e temperatura, incurante delle intemperie, il che potrebbe essergli utile nella nuova esperienza. Tale cambio di stile si è già apprezzato in vari ministri che sono stati visti entrare al Quirinale a passo di carica e senza cappotto nonostante le temperature rigide. Per il giuramento il Professore è andato sul sicuro, abito blu scuro e cravatta a mcrofantasia argento e bordeaux. Istituzionalmente chic.

Les cinq Draguettes indecise tra citare il numero caro a mademoiselle Coco o una squadra di calcetto, ben cinque delle otto ministre erano vestite uguali: completo pantaloni nero e sottogiacca bianco. Per carità, si apprezza lo sfoggio di sobrietà in tempi delicati, ma una noia mortale, e il rischio di confondersi ed essere confuse.

Poche le differenze: banale as usual Mariastella Gelmini, Ministra Affari Regionali, che ha cercato di recitare la formula di rito ma si è bloccata a metà; austera Elena Bonetti, Ministra Famiglia e Pari Opportunità, che però all’arrivo aveva rallegrato la sua mise con un foulard colorato; lei il giuramento l’ha detto a memoria, brava! Ancor più austera Marta Cartabia, Ministra della Giustizia, ma la blusa bianca che spara fuori dalla giacca a un bottone anche no. Bella la giacca della neomamma Mara Carfagna, Ministra per il Sud, ma per l’occasione avrei evitato quei pantaloni stile acqua in casa. Insomma, boh.

Mi è piaciuta Maria Cristina Messa, Ministra per Università e Ricerca; (a sinistra): bella la giacca, e anche i pantaloni, e il dettaglio che ha messo in mostra firmando: il classico Square Tiffany. Piuttosto chic.
Sarà stata la fretta, o il timore dell’effetto Bellanova – lì però era proprio sbagliato il vestito, più adatto alla gioiosa leggerezza di un matrimonio che alla solennità di un giuramento al Quirinale – ma di fatto le già sparute quote rosa si sono vestite da uomo. Un giorno faremo un discorso sulla necessità delle donne di vestire in foggia maschile per farsi prendere sul serio, ma oggi vederle spiccare così poco mi ha un po’ intristita, confesso.
Luciana Lamorgese, Ministra dell’Interno è davvero una delle poche donne della sua generazione ad aver conquistato un ruolo solitamente considerato maschile; anche lei ha scelto blusa bianca e pantaloni neri, cui ha abbinato un soprabito ugualmente nero ma di velluto, tessuto pericolosissimo. E infatti, purtroppo, il risultato è uno shock.

Fabiana Dadone, Ministra Politiche Giovanili una delle due signore che hanno scelto la gonna; la palette è simile a quella delle altre ma ha osato di più: tailleur nero, blusa beige a ramages stilizzati neri, borsa superchic e scarpe con tacco assassino come lo spacco, un po’ troppo alto, anche perché lei non è altissima. Poi ho visto la ministra con la mise completa di pardessous. Shock.

Erika Stefani, Ministra per le Disabilità ha altezza e capigliatura degne di una valchiria; anche lei sceglie il bianco/nero: giacchino in tweed similChanel su total black: collo alto, gonna al ginocchio e calze opache (finalmente). Più segretaria spettinata ma efficiente che impeccabile ministra. Boh.

Veniamo ai signori, che hanno dato un grande dispiacere a Lady Violet: nessuno, nessuno col doppio polsino fermato da gemelli. Si va dalla giacca sbottonata su panza in bella vista dei ministri leghisti Giancarlo Giorgetti, Sviluppo Economico e Massimo Garavaglia, Turismo, al brutto completo grigio medio di Roberto Cingolani, Ambiente e Transizione Ecologica, maniche troppo lunghe e camminata alla romoletto. Leggendario Patrizio Bianchi, Istruzione: abito sformato grigio su pullover di lana blu; mi ha ricordato un suo famoso conterraneo, così distratto da mettersi in tasca la pipa accesa. Il Ministro Brunetta, Pubblica Amministrazione, probabilmente si serve da un sarto, ma temo debba cambiarlo. Shock.
Quanto agli altri, si è capito che ormai l’abito si compra già fatto, e si vede: giacche troppo corte, troppo strette, o entrambe (D’Incà, Rapporti col Parlamento, Guerini, Difesa, Franco, Economia) o con qualche difetto di troppo (Giovannini, Infrastrutture, e Patuanelli, Agricoltura, anche per lui il giuramento a memoria). Un po’ insaccato Dario Franceschini, Ministro della Cultura di lungo corso. Avrà giurato sempre con lo stesso vestito? Boh.
Ordinati Di Maio, Esteri; Orlando, Lavoro; Speranza, Salute; gli ultimi due con beneaugurante cravatta rossa. Speranza è il terzo – e ultimo – ministro a pronunciare il giuramento a memoria; lode a lui, elegantini tutti e tre.
Chic l’altissimo Vittorio Colao, Transazione Digitale, che è uomo di mondo e si vede; per lui un bel blu, peccato per il primo bottone sbottonato. Ma si sa, il diavolo si annida sempre nei dettagli.
Qui trovate il video della cerimonia https://www.youtube.com/watch?v=PflPfseaqas
Il nome ancora non c’è, e mentre noi tutti aspettiamo con una certa impazienza di scoprire come si chiamerà il nono pronipotino della Regina e del Principe Philip – che è anche undicesimo in linea di successione – a tre giorni di vita il piccolo Baby Brooksbank ha lasciato il Portland Hospital nel centro di Londra ed è andato a casa con mamma e papà.

Jack Brooksbank alla guida dell’auto mostra quell’espressione di stordita felicità comune a molti neo padri, sottolineata nel suo caso dagli occhiali stile Harry Potter. Eugenie, in abito tartan e cappotto di cammello, siede dietro accanto al piccolo, al sicuro nel suo port-enfant (lo so che non si chiama più così, ma Lady Violet è vintage, e ignora i modelli dei più moderni trasportini per neonati: ovetto? trio?).

La neomamma mostra ancora i segni della gravidanza e del parto, anche perché un bimbo di quasi quattro chili dev’essere stato piuttosto impegnativo, stanca ma beata. Ora potrà riposare, farsi coccolare dalla sua famiglia e iniziare la sua nuova vita.
Pensavo che il piccolo è nato nello stesso giorno in cui nel 2002 morì la principessa Margaret; un bel regalo alla bisnonna per stemperare ricordi dolorosi. Ora però tirate fuori il nome!
L’amore in un’immagine.

La mano del piccolino tra quelle di mamma e papà, e non c’è veramente bisogno di aggiungere altro.
Eugenie di York e il marito Jack Brooksbank hanno dato oggi il benvenuto al loro primo figlio, un maschietto di quasi quattro chili. Sarah Ferguson e quello sciagurato del Duca di York sono diventati nonni, mentre per la Regina e il Principe Philip si tratta del nono pronipotino. Ora aspettiamo il nome!
La notizia che aspettavamo è arrivata!

Oggi è nato il royal baby di Eugenie di York, un bel maschietto in perfetta salute dal ragguardevole peso di 8lbs 1oz, che sarebbero quasi quattro chili.
Il piccolo è venuto alla luce alle 8:55 di questa mattina al Portland Hospital, dov’è nata anche la sua mamma, la zia Bea, il cuginetto Archie e vari altri baby Windsor. Il padre Jack Brooksbank ha assistito al parto.
Andrew e Sarah sono dunque diventati nonni, e insieme con i consuoceri George e Nicola sono al settimo cielo.
Anche Lady Violet è felicissima, se poi il pupetto si chiamasse Philip arriverebbe direttamente over the moon.
È morto oggi Sir Tom Moore, l’eroe della II Guerra Mondiale cui la Regina conferì il cavalierato il 17 luglio scorso, giorno in cui la nipote Beatrice sposò Edoardo Mapelli Mozzi (25.000 days, venticinquemila giorni).

Nato nel 1920, Sir Tom è assurto lo scorso anno agli onori delle cronache per aver raccolto una somma enorme – oltre 32 milioni di sterline – per combattere la pandemia. E lo fece camminando col suo carrellino intorno al suo giardino per 100 laps, 40 chilometri, e festeggiare così il secolo di vita. Il 31 gennaio era stato ricoverato in ospedale dopo aver a sua volta contratto il covid; è caduto combattendo la sua ultima battaglia, la buona battaglia.