Volendo mantenere il tono elegante che ci contraddistingue, per questo post abbiamo scelto un titolo abbastanza neutro. Ma diciamolo, visto che oggi è pure giovedì, un bel giovedì gnocco ci stava tutto!
(Ph: Lise Åserud, NTB)
Compie oggi cinquant’anni Haakon, Principe Ereditario di Norvegia, nato a Oslo il 20 luglio 1973, ventidue mesi dopo la sorella Märtha Louise, che però ha scavalcato nell’ordine di successione grazie alla legge allora in vigore nel Paese, che dava la precedenza ai maschi. Poi la legge è stata (giustamente) cambiata, e in giorno lontano dopo Haakon siederà sul trono Ingrid Alexandra, la maggiore dei due figli – l’altro è Sverre Magnus – nati dalle nozze con Mette-Marit Tjessem Høiby, che in dote portò al suo principe un bimbo nato da una precedente relazione.
Un matrimonio, il loro, che all’inizio fece storcere molti nasi, reali, nobili e pure plebei, e invece si sta rivelando solido e felice. La bionda principessa ereditaria, coetanea del marito, compie 50 anni il 19 agosto; per questo Haakon oggi passerà il compleanno in famiglia, mentre una celebrazione pubblica è fissata per venerdì 25 agosto – ventiduesimo anniversario del loro matrimonio – quando i principi festeggeranno insieme i loro primi cinquant’anni nel cortile di Palazzo con ospiti provenienti da tutta la Norvegia.
Nel ritratto che marca questo passaggio, il futuro re compare insieme al suo cane, che dovrebbe essere Molly Fiskebolle, cagnetta di razza labradoodle arrivata in famiglia un anno e mezzo fa, dopo la morte dell’amatissimo Muffin.
A proposito di giovedì e (soprattutto) di gnocchi: giovedì gnocchi fu una delle prime piccole rubriche del blog, che uscì ogni giovedì nell’estate 2018, la prima dell’esistenza di Lady Violet. Questo è il post dedicato ad Haakon La foto del giorno limited edition – giovedì gnocchi!
Gratulere med dagen a Haakon, e buon giovedì a tutti!
Si sa che la Regina Margrethe II ha sempre avuto un legame speciale con Queen Elizabeth II (immagino ricambiato, non so se con uguale passione) e che l’ha sempre considerata il suo modello. È nota anche l’autostima della sovrana danese, accompagnata da un certo autocompiacimento, entrambi naturalmente sostenuti dei regali natali, e il secondo immagino anche dal fatto di essere al momento l’unica donna titolare di trono.
Bene, esaurita la premessa, in cui Lady Violet ha elegantemente (spero) accarezzato l’augusta regina, passiamo alla notizia. Oggi Margrethe è arrivata al porto di Sønderborg, da cui ha raggiunto il castello di Graasten, per le vacanze estive. L’occasione, di per sé certo non memorabile, serve per introdurre la notizia vera e propria: questa settimana la regina supera i 51 anni e 6 mesi sul trono, essendo divenuta sovrana alla morte del padre Frederik IX il 14 gennaio 1972. D’ora in poi è ufficialmente il monarca danese dal regno più lungo, avendo superato Christian IV, che regnò dall’agosto 1596 al febbraio 1648; dunque 51 anni e 6 mesi. Siccome però le date non sono precisissime, si va così, un po’ a occhio. Non vorrei essere (troppo) acida, ma corre l’obbligo di ricordare che la grande Elizabeth ha regnato per 70 anni e 214 giorni, il che la mette al secondo posto nella speciale graduatoria dei sovrani che hanno regnato più a lungo; davanti a lei solo Le Roi Soleil, Louis XIV di Francia, che divenne re nel 1643, quando non aveva ancora compiuto cinque anni. E non vorrei essere ancora più acida con la rosea Margrethe, ma per essere considerati in questo speciale elenco bisogna aver regnato per almeno 60 anni; le mancano dunque otto anni e mezzo, che non abbiamo dubbi ella sia decisa a trascorrere saldamente seduta sul trono, relegando figlio e nuora al museo delle cere.
Siccome però la regina quando si tratta di festeggiare non si tira indietro, il 15 luglio, cioè dopo 51 anni 6 mesi e 1 giorno sul trono, ha offerto una cena nella sala dei cavalieri del castello di Koldinghus. Scelto probabilmente perché proprio Christian IV fece erigere la poderosa Torre dei Giganti, la seconda più grande della Scandinavia, che prese il nome dalle statue di 4 personaggi della mitologia grecoromana, di cui solo Ercole è sopravvissuto all’incendio che danneggiò gravemente l’edificio nel 1808.
E siccome una certa passione per la grandeur da queste parti imperversa, come centrotavola è stato usato un pezzo in argento da 190 (centonovanta) chili, donato a re Christian IX e alla consorte Louise von Hessen-Kassel (trisavoli della sovrana) per le loro nozze d’oro. Sulla parete in fondo, il ritratto di Christian IV, appena battuto da Margrethe nella gara al regno più lungo di Danimarca, e invitato ad assistere alla celebrazione della sua sconfitta.
Però ve lo dico, quanto invidio il clima danese in questi giorni.
No, non so se qualcuno la chiami Milla, o Cami, o in qualche altro modo. La storia racconta che all’epoca in cui Charles era ancora sposato i due tra di loro si chiamassero Fred e Gladys. Questa mattina, quando ho visto la foto con cui la Royal Family celebra sui social il compleanno di Camilla, il primo da Regina Consorte, a me è venuto in mente Norma.
Non nel senso della sacerdotessa protagonista dell’opera di Bellini, ma nel senso di normale. Se infatti la Norma belliniana è la casta diva, Camilla probabilmente non è casta – all’inizio della sua storia col Principe di Galles non fu ritenuta idonea proprio perché non era illibata – e sicuramente non è diva. Ma sicuramente è normale, una donna di 76 anni che non ha paura di mostrarsi ciò che è, rughe comprese. Chi legge questo blog sa che Lady Violet ha simpatia per questa signora, costretta a confrontarsi in eterno con un ideale di bellezza irresistibile e perfetta (che, a proposito di soprannomi, la chiamava rottweiler). Inutile nasconderselo, la storia del loro lungo, contrastato amore peserà un po’ sul regno dei nuovi sovrani, e ciascuno di noi ha la sua opinione, basata sulla propria natura, sul proprio vissuto e anche sulle notizie lette negli anni, non sempre corrette, va detto. Negli anni Camilla ha smesso di fumare, ha lasciato perdere la caccia alla volpe, ha portato avanti la passione per la lettura e si è impegnata nelle opere pie, guadagnandosi alfine la stima – assolutamente non scontata – della suocera, che ha voluto le fosse attribuito il titolo di Queen Consort. Per molti rimane l’altra, per altri l’altra è Diana, in una dicotomia da cui non si riesce a uscire. Con la lunga pausa di Queen Elizabeth, oggettivamente un unicum, il vizio di raccontare le donne mettendole in antagonismo le une con le altre è duro a morire: ieri Camilla e Diana, l’altro ieri la Queen Mom e Wallis Simpson, oggi Catherine e Meghan. Ciascuna obbligata ad essere perfetta, ad essere straordinaria, ad essere meglio, nessuna libera di essere sé stessa; più o meno bella, non necessariamente elegante, non per forza simpatica, perfettamente imperfetta. Magari con le rughe.
È il 14 luglio, data che evoca presa della Bastiglia, rivoluzione, reali decapitati, festa nazionale della Francia e del suo orgoglio repubblicano. Per una di quelle coincidenze con cui la Storia si diverte, oggi non è solo la grande festa della repubblica, ma anche il compleanno di Victoria di Svezia; per ora solo erede al trono, un giorno sarà regina. Che poi il suo casato – Bernadotte – discenda da un generale napoleonico che raggiunse fama fortuna e trono proprio in conseguenza della rivoluzione è un’altra di quelle burle della Storia cui accennavamo. Questa mattina dunque apro la pagina della Casa Reale svedese e trovo l’immancabile post di auguri alla festeggiata, con una foto in cui Victoria indossa un abito rosa di adeguata bruttezza (del brand svedese By Malina). La foto mi ricorda qualcosa; una breve ricerca, et voila! È la stessa usata lo scorso anno nella stessa occasione, allora con la povera Vic tagliata a mezza coscia, chissà perché. Agli abiti riciclati ci stavamo abituando, ma mo pure le foto…
(Ph: Linda Broström/Kungl. Hovstaterna)
In materia di sense of humour però i Britannici non li batte nessuno, ed ecco che loro, storici antagonisti dei Francesi, reali imperiali o repubblicani, scelgono proprio questo giorno per celebrare la presa della… Bastiglia? no della Corona! Apre oggi al pubblico per 10 settimane Buckingham Palace, con una mostra d’eccezione, che espone gli abiti usati nella recente incoronazione da King Charles III e Queen Camilla (fino al 24 settembre). Quando si dice l’evento giusto al momento giusto.
Non temete però, al di qua della Manica la giornata è stata festeggiata comme il faut, anche se in tono minore data la situazione complicata seguita all’uccisione di un giovane da parte di un gendarme. Guest star della tradizionale sfilata sugli Champs-Élysées quest’anno è l’India: sul palco il premier Narendra Modi ha osservato sfilare anche soldati indiani, che probabilmente hanno sopportato meglio dei locali il clima afoso. Brigitte Macron questa volta ha scelto un colore tra il giallo chiaro e il crema. Un modello che la Première Dame indossa spesso: tubino aderente al ginocchio (meno male!) e bolerino, in questo caso a maniche lunghe. Una mise che Lady Violet, nell’assai improbabile caso riuscisse a entrarci, indosserebbe a novembre.
Con 24 ore di ritardo sul Palazzo pubblichiamo anche noi i nuovi ritratti ufficiali dei sovrani belgi, che il 21 celebreranno il decimo anniversario di regno.
(Ph: Michel Gronemberger)
Se Philippe ha, per ovvie ragioni, meno possibilità di manovra, le scelte di Mathilde sono piuttosto interessanti.
(Ph: Michel Gronemberger)(Ph: Michel Gronemberger)
Partiamo dall’abito da sera: la Reine sceglie un abito che ha già indossato durante una visita ufficiale in Lussemburgo (potete vederlo in questo post, anche se non si parla esattamente di lei Royal chic shock e boh – Disney edition). Una creazione Armani Privé con corpino ricamato di cristalli e gonna plissé che si apprezza bene nell’immagine in cui la sovrana è seduta.
(Ph: Michel Gronemberger)
Naturalmente adoro il colore, ma apprezzo soprattutto la raffinatezza del perfetto abbinamento il viola della fascia dell’Ordre de Léopold, definito violet amarant, anche se a me sembra più ametista/ciclamino. Sul capo Mathilde porta la tiara delle Nove Province nella versione completa, la più importante del forziere belga (che non è ricchissimo, va detto), alle orecchie gli orecchini di diamanti che la regina indossa spesso nelle occasioni più importanti, di cui vi posto una fotografia scattata in altra occasione.
Oltre all’abito di gala i sovrani compaiono anche in abito da giorno. Glisserò sull’orlo dei pantaloni di Philippe per fermarmi sull’abito Mathilde: Natan (come poteva mancare?), bianco, in crêpe, anche questo già visto (La foto del giorno – Women).
(Ph: Michel Gronemberger)
Al bianco Mathilde abbina orecchini in diamanti e perle, lunghi ed eleganti. ma non fa l’errore delle scarpe bianche: queste nude (Dior) anche se troppo chiare per le sue gambe, sono un’ottima scelta.
(Ph: Michel Gronemberger)(Ph: Michel Gronemberger)
Mi sono fatta l’idea che la Reine abbia voluto ricordare la mise indossata il giorno dell’ascesa al trono: anche in quel caso bianco, sempre firmato Natan ma è solo il mio pensiero,
In generale direi che questa coppia abbia trovato la chiave per presentarsi, rappresentarsi e farsi apprezzare. Aspettiamo il 21!
Venerdì 21 Roi Philippe dei Belgi festeggerà i 10 anni sul trono, nel dì in cui il Paese celebra la sua festa nazionale: ci aspetta una due giorni ricca di appuntamenti, secondo il programma appena annunciato dal Palazzo.
(Ph: Nicolas Lambert/AFP)
La sera di giovedì 20 i sovrani, accompagnati dai fratelli del re, Astrid e Laurent, assisteranno a un concerto a Flagey, importante istituzione culturale della capitale situata nella zona di Ixelles. In seguito Philippe e Mathilde raggiungeranno la Place du Jeu de Balle – sede tutti i giorni di un famoso mercatino – per il Ballo Nazionale, com’era già accaduto nel 2013. Il giorno seguente il re e la regina presiederanno il Te Deum nella Cattedrale di Bruxelles dedicata ai Santi Michel e Gudule. Alla funzione religiosa è annunciata la presenza del sovrani emeriti Albert e Paola, il che testimonia un buon recupero dell’ex re, recentemente ricoverato in ospedale per disidratazione. La principessa Astrid col marito Lorenz presenzieranno al Te Deum nella città di Wavre, il principe Laurent con la moglie Claire saranno invece a Lovanio. La famiglia reale al completo, con l’esclusione degli ex sovrani, si ritroverà sulla Place des Palais per la parata militare, cui parteciperanno l’erede al trono Elisabeth e il fratello Gabriel, allievo della Scuola Militare Reale. Prevista anche la presenza della principessa Délphine con il suo compagno Jim O’Hare. Dopo il saluto dei sovrani al Parc Royal – con loro Astrid e Lorenz – la festa si concluderà al Parc du Cinquantenaire con uno spettacolo di fuochi d’artificio.
Insomma, una festa sobria ma con parecchie occasioni di contatto con la famiglia reale. Signore, vestitevi come volete, perfino Natan, ma fateci sognare!
Chiedo venia, arrivo quasi fuori tempo massimo, ma un piccolo augurio ad un futuro re va fatto.
A soli 27 giorni dalle sue nozze il festeggiato è ancora lui: Hussein, Principe Ereditario di Giordania, che compie oggi 29 anni e raggiunge così la dolce metà Rajwa, che ha celebrato lo stesso compleanno esattamente due mesi fa.
I più attenti royal watcher hanno notato che il principe non si vede da qualche giorno, il che potrebbe indicare che gli sposi sono finalmente in viaggio di nozze. Intanto oggi la madre e regina, Rania, ha pubblicato questa interessante foto del suo primogenito. Che mostra un certo fascinoso aplomb indossando l’abito tipico degli uomini mediorientali – si chiama dishdasha – in una elegante tonalità di blu, completando il look con un bel paio di ciabattoni tipo crocs arricchiti da calzini. Confesso, a me i giovani principi hashemiti piacciono, e riconosco al futuro sovrano un certo charme, che emerge anche qui, nonostante l’audacia dimostrata nella scelta delle calzature.
Anche nella fotografia con cui la casa reale porge gli auguri al principe, questi compare in costume tipico col capo coperto dalla tradizionale kefiah rossa e bianca. Mi chiedo se la scelta di sottolineare l’aspetto arabo abbia una qualche relazione col fatto che questo compleanno praticamente combacia con l’importante festa di Eid Al-Adha, la festa del sacrificio, che ricorda l’episodio di Ibrahim (Abramo) che sta per offrire in sacrificio il figlio, Ishmael nella tradizione islamica, Isacco in quella giudaico cristiana.
Personalmente preferisco la prima foto, perché trovo la commistione tra Oriente e Occidente molto affascinante (ora che ci penso alla fine era anche l’argomento della mia tesi di laurea, discussa quando Hussein non era ancora nato, ed era ancora in piedi il muro di Berlino!). Al di là delle preferenze personali, sarà interessante nei prossimi anni vedere come la piccola, occidentalizzata Giordania, si muoverà sullo scenario geopolitico del Medio Oriente, e il peso che avrà una futura regina saudita.
Ma già che stiamo festeggiando un futuro re, non possiamo non ricordare un altro, rilevantissimo sovrano, nato in questo stesso giorno 532 anni fa: Henry Tudor, salito diciottenne al trono inglese come Henry VIII. Rajwa, dai retta, non fare colpi di testa!
Oggi, 21 giugno, il Principe di Galles compie 41 anni. Nato nella Lindo Wing del St Mary’s Hospital alle 21.03, non essendoci ancora i social la notizia arrivò in Italia il giorno dopo. Sempre il giorno dopo, il pupo fu presentato al mondo tra le braccia della giovanissima madre che – pensate come sono cambiati i tempi – indossava un paio di gambaletti bianchi.
(Ph: REX)
E francamente, al di là della imperdonabile bruttezza, mi sembrano più teneri e meno “forzati” dei tacchi indossati da Catherine in analoghe situazioni.
(Ph: Chris Jackson)
Unica foto diffusa dai social ufficiali questa che mostra il festeggiato con suo padre durante le prove per l’incoronazione. Diciamolo, William che giura fedeltà al Re e lo bacia sulla guancia durante la cerimonia è stato uno dei momenti più belli e preziosi, anche per averci ricordato lo stesso gesto compiuto dal nonno Philip settant’anni prima.
A me piace tanto questa fotografia, pubblicata ieri in occasione della visita che il principe ha fatto alle Lionesses, le giocatrici della nazionale di calcio che parteciperà ai mondiali il mese prossimo. Non è solo che amo il biliardino (anche se non ci gioco da decenni), è che la foto rappresenta bene il processo di volgarizzazione, di semplificazione e di avvicinamento al popolo, messo in atto dalla Royal Family. Vi ricordate quando li vedevamo solo giocare a polo? Happy birthday Wills.
In questo lustro è successo di tutto, allegria e gioie, tristezza e dolori, problemi e speranze. Siamo andati in giro mascherati, abbiamo raccontato storie e criticato abiti. A volte abbiamo dovuto dire addio; qualcuno affrontato insieme, qualcun altro più personale vissuto in privato.
Siete venuti a sedervi in tanti sul sofà, ormai quasi un milione. Per me sono stati tutti incontri belli, piacevoli, divertenti, a volte anche impegnativi. Grazie a quelli che vengono sempre a far visita a Lady Violet, a chi passa spesso, a chi è capitato qualche volta, oggi si festeggia!
Chiedo venia, ma questa volta stavo dimenticando una data importante. Presa dalla frenesia per le nozze di Amman, che hanno acceso i riflettori anche sul matrimonio dei sovrani – sabato 10 festeggiano il trentesimo anniversario – rallegrata dalla presenza crescente sulla scena royal dei Principi Ereditari (e ormai facenti funzione, lui ha la reggenza, lei ha avuto un upgrade dopo la morte della suocera) del Liechtenstein, che celebreranno lo stesso anniversario il 3 luglio, mi ero dimenticata degli Imperatori del Giappone, anche loro sposati nel 1993, ed esattamente il 9 giugno.
(Ph: Imperial Household Agency/Getty Images)
Peccato non ci fosse il blog, perché quello è stato veramente un anno ricco, tre royal wedding in meno di un mese! Va detto che il matrimonio che all’epoca attrasse di più l’attenzione della giovane Lady Violet – che quell’estate fece da testimone per due carissime amiche – fu quello del Liechtenstein, che riunì la meglio royal gioventù. Quello giordano non passò sotto silenzio ma quasi, dato che all’epoca il ruolo di erede al trono hashemita era del principe Hassan bin Talal, fratello minore di re Hussein; Abdullah era solo un ufficiale di sangue reale, e pure Rania solo una bella giovanissima fanciulla, lontanuccia dalla clamorosa e glamourosa bellezza che poi è diventata. Il royal wedding giapponese invece sulla carta si presentava come il matrimonio dell’anno ma in verità aveva appassionato poco. Lo sposo, futuro imperatore, mancava di quel fascino da principe azzurro – anche alla lontana – che ogni fanciulla, pur se semplice spettatrice, desidererebbe. La sposa era una giovane brillante, cosmopolita, poliglotta; figlia di un diplomatico, Hisashi Owada, che tra i molti incarichi poteva vantare quello di membro del Tribunale Internazionale dell’Aja e di ambasciatore negli USA. Entrare in diplomazia era l’obiettivo della giovane Masako, con studi ad Harvard e a Oxford. Nel 1986 incontra l’erede al trono a Tokio, a un ricevimento per l’Infanta Elena di Spagna; lui resta subito colpito e inizia una corte discreta ma serrata che lei discretamente respinge. Lui si propone due volte lei due volte rifiuta, non volendo abbandonare aspirazioni professionali e libertà personale.
(Ph: POOL/Getty Images)
Capitola il 9 dicembre 1992, giorno del suo ventinovesimo compleanno; lui l’ha convinta sottolineando che rappresentare il Paese come membro della famiglia imperiale è un’altra, alta forma di diplomazia, e promettendole di proteggerla per tutta la vita. Bisogna ammettere che è stato di parola. Una conferenza stampa il 29 gennaio 1993 presenta al mondo gli sposi. La formale cerimonia di fidanzamento (Nosai-no-Gi) si svolge il successivo 12 aprile, e sembra fatta apposta per gelare ogni entusiasmo; al posto di un giovanotto inginocchiato che tira fuori il brillante, a casa della sposa giunge il Gran Maestro di corte portando i seguenti doni: due grandi pesci che verranno aperti con un artistico taglio evocante il numero 8, apportatore di buona fortuna; cinque pezze di seta per confezionare abiti da sera per la sposa, e sei bottiglie di sake. Cin cin! L’alto funzionario offre i regali con la formula ufficiale, che recita più o meno: “Oggi il Principe Ereditario Naruhito presenta gli imperiali doni di fidanzamento per confermare il suo impegno per le nozze, col consenso dell’Imperatore e dell’Imperatrice”. Posso solo immaginare l’entusiasmo con cui Masako risponde “umilmente accetto”. Due mesi dopo, alle dieci del mattino di mercoledì 9 giugno, inizia la complessa cerimonia nuziale. In Italia è notte fonda, e il tutto viene trasmesso, se non ricordo male, da CNN. Le nozze vengono celebrate presso il santuario di Amaterasu, divinità solare e Dea madre del Giappone, all’interno del complesso imperiale. Purtroppo nulla si vede del rito, che resta celato agli occhi di chiunque. Ciò che ricordo sono gli sposi che uno alla volta raggiungono il luogo della cerimonia, vestiti con gli abiti tradizionali.
(Ph: Imperial Household Agency/Getty Images)
Masako indossa uno sull’altro una dozzina di abiti di seta pesante (pesante davvero: si parla di una quindicina di chili), la pettinatura rigida e il viso truccato di bianco non evocano troppo l’idea di una sposa felice. Gli invitati, a partire dalle famiglie, aspettano in giardino, muti spettatori di niente. Ricordò mi colpì molto che le persone presenti erano quasi tutte vestite all’occidentale; le due sorelle gemelle della sposa, età 26 anni circa, indossavano due abiti da bambola, uguali, uno rosa e uno giallo. Brutti brutti. La signora Owada invece era in kimono, e pur se di fatto non aveva assistito a nulla, si era commossa come tutte le madri delle spose (insomma, quasi tutte).
(Ph: Getty images)
Gli imperatori non sono presenti, e ricevono gli sposi a Palazzo; anche qui in abiti occidentali.
La vita matrimoniale non è stata facile per Masako, che ha sofferto moltissimo le regole imposte dalla tremenda Agenzia Imperiale, che sovrintende ogni dettaglio della loro attività ma anche la loro stessa esistenza. Ha sofferto ancora di più la pressione per fornire l’erede maschio, che non è arrivato. La coppia ha avuto una femmina, Aiko, che secondo le regole della successione non erediterà il trono. Naruhito come aveva promesso ha sempre protetto la moglie nell’inferno della depressione e l’ha sostenuta nel lungo percorso verso la guarigione. Da quando sono saliti al trono, nel 2019 compaiono spesso insieme e lei sostiene il suo ruolo con diligenza e quell’eleganza un po’ fané che è una sua caratteristica.
(Ph: Courtesy of Imperial Household Agency)
Nelle foto pubblicate per celebrare l’anniversario sono due sessantenni che dimostrano qualche anno in più, impegnati con i bachi da seta nel Momijiyama Imperial Cocoonery all’interno del Palazzo Imperiale.
In occasione dell’anniversario hanno rilasciato una breve dichiarazione: “Siamo profondamente grati di aver potuto condividere le gioie e talvolta i dolori del passato”.
Alla fine, a me sembra un matrimonio più riuscito di tanti altri.