20 gennaio, un giorno regale

La protagonista della giornata è lei: Mathilde, Regina dei Belgi, che oggi compie cinquant’anni. Come accadde anche per i 40, viene festeggiata con un francobollo dove compare da sola; già disponibile su bpost e da lunedì nei principali uffici postali del Paese.

La Regina ha scelto personalmente uno scatto di Michel Gronemberger che la ritrae davanti a una delle serre reali nel giardino d’inverno del Castello di Laeken. A tal proposito mi stupisce un po’ un ritratto in maniche di camicia nei giorni più freddi dell’inverno, ma tant’è. La mise scelta – blusa bianca e gonna a strisce bianche e nere – è riciclata e naturalmente firmata Natan, così come il completo pantaloni che indossa nell’altro ritratto diffuso per celebrare l’evento.

(Ph: Michel Gronemberger)

Nata a Uccle, Mathilde è la maggiore dei cinque figli del barone Patrick d’Udekem d’Acoz, che viene elevato a conte in seguito al matrimonio della figlia. Sua madre è un’aristocratica polacca, discendente dall’importante famiglia baltica dei Sapieha; al contrario di altre spose reali della sua generazioni dunque non nasce borghese, ma non porta certo un titolo di particolare prestigio. Prima di sposare, abbastanza a sorpresa, Philippe il 4 dicembre 1999 (A Royal Calendar – Philippe e Mathilde, due cuori e un abito) Mathilde lavora come logopedista; si laureerà in psicologia tre anni dopo, quando è già madre dell’erede al trono. A volte penso che tra i sovrani belgi c’è praticamente la stessa differenza d’età che c’era tra Charles e Diana – tredici anni meno qualche mese – ma nonostante questo, e la perplessità con cui il loro matrimonio fu accolto, i sovrani belgi mi sembrano una coppia ben assortita e il loro un matrimonio solido. Soprattutto grazie a lei; la sua delicata e dolce bellezza cela una tempra d’acciaio, il classico guanto di ferro in guanto di velluto. Firmato Natan, ça va sans dire.

Altro compleanno eccellente di oggi, i cinquantotto anni della Contessa di Wessex, festeggiata ieri con una bella torta dagli allievi della Connaught School, dov’è stata in visita. Moglie dell’ultimo figlio della scomparsa Regina, dotata del titolo minore tra i senior members della Royal Family, ha accolto con grazia un suo ruolo di secondo piano, ma con lavoro è impegno è riuscita a diventare indispensabile, nonché amatissima dalla suocera. All’inizio anche lei si è resa protagonista di qualche scivolone, ma ha saputo recuperare ed emendarsi. E se state pensando che stia alludendo a qualcuno e a qualcosa, avete ragione. Vedremo se prima o poi – magari a maggio, in occasione dell’incoronazione di King Charles III – arriverà l’agognato (da noi sicuramente) titolo di Duchessa di Edimburgo, ma non credo cambierà molto nella vita di Sophie.

Questa la cronaca, cui vorrei aggiungere un po’ di storia. È il 20 gennaio 1936 quando, poco prima di mezzanotte, nella residenza di Sandringham nel Norfolk muore Re George V. Il sovrano ha settant’anni e soffre da anni di un’infezione polmonare; nelle ultime settimane le sue condizioni sono peggiorate, e la sua morte certo non arriva inattesa, ma nel 1986 viene pubblicato il diario del medico curante, Lord Bertrand Dawson, che afferma di aver abbreviato l’agonia del sovrano con iniettando morfina e cocaina.

Nello stesso giorno a poche centinaia di metri Ruth Roche, moglie del Barone Firmoy, dà alla luce alla terza figlia della coppia. La bambina nasce a Park House all’interno della tenuta reale di Sandringham, e viene chiamata Frances Ruth. Diciotto anni e tre sovrani dopo – sul trono siede la nipote di George V, Elizabeth II; lo zio Edward VIII diventato re quel 20 gennaio 1936 ha abdicato in favore del fratello undici mesi dopo; il padre George VI è scomparso il 6 febbraio 1952 – la bambina nata nel giorno della morte del re si sposa. È il 1 giugno 1954; lo sposo è il Visconte Althorp, John Spencer. Sono i genitori di Diana, Principessa del Galles.

Il caffè del lunedì – De-Spare-to

Cari lettori, al momento questo blog è deSPAREto. Sicuramente non acquisterò il libro autobiografico (per procura) del Duca di Sussex, quindi probabilmente non lo leggerò. E dunque non lo commenterò, men che meno sulla base degli stralci pubblicati dai vari giornali che hanno già, naturalmente, una posizione precostituita e dunque li usano per sostenere le proprie tesi. Per tacere della versione spagnola uscita per errore nel paese iberico, e in qualche caso perfino ritradotta in inglese. Non temano gli appassionati alla vicenda, immagino che della materia parleremo ancora a lungo, per ora dedico al protagonista della vicenda una frase di Flaiano, mio illustre conterraneo e nume tutelare: afflitto da un complesso di parità. Non si sente inferiore a nessuno.

Cogliamo l’occasione per fare gli auguri a Catherine, nel suo primo compleanno come Principessa di Galles. La ricorrenza giunge in un momento diciamo così turbolento, e non è nemmeno il primo; se ricordate tre anni fa il gran rifiuto dei Sussex con l’annuncio a sorpresa del loro passo indietro avvenne negli stessi giorni, esattamente l’otto gennaio. Evidentemente questi sono giorni propizi per loro, e pazienza se si oscurerà qualche compleanno, in fondo l’annuncio della prima gravidanza della duchessa non fu annunciata al matrimonio della cugina Eugenie di York? In fondo, prendendo a prestito altre parole da Flaiano, certi vizi sono più noiosi della stessa virtù. Soltanto per questo la virtù spesso trionfa.

Buona giornata, è l’ora del caffè.

La foto del giorno – Grattis!

Celebriamo la regina di Svezia, Silvia, che oggi compie 79 anni. Per lei oggi 21 salve di cannone, per tutti quelli nati a ridosso del Natale la fatidica frase ti facciamo un regalo solo ma più grande, che poi non è vero quasi mai.

(Ph: Sarà Friberg/Kungl. Hovstaterna)

Va detto che la sovrana è in buona e regale compagnia: compie oggi 89 anni Akihito, Imperatore Emerito del Giappone, e forse El Rey – Emerito pure lui – Juan Carlos ricorderà sua madre Maria Mercedes, nata in questo giorno 112 anni fa. Per tacere della ex Premiere Dame Carla Bruni Sarkozy, che oggi fa 55.

Conoscendo l’amore per il fasto delle monarchie scandinave mi aspetto grandi cose dalle celebrazioni per gli ottanta il prossimo anno, intanto non posso fare a meno di ammirare Silvia in una mise color magenta, colore dell’anno che a dire il vero lei indossa spesso da tempi non sospetti.

Il passare del tempo non ha cancellato la sua bellezza ma l’ha come congelata, appannando quella natura passionale che a me ragazzina sembrò di cogliere in quella incantevole ragazza bruna che diventava regina in un abito Dior disegnato per lei da Marc Bohan.

A Royal Calendar – 17 dicembre 2007

Nasce a Frimley, nel Surrey, James Alexander Philip Theo Mountbatten-Windsor Viscount Severn.

È il figlio minore e l’unico maschio di Edward, ultimo dei quattro figli della defunta Regina, e di sua moglie Sophie. È dunque il più giovane degli otto nipoti di Elizabeth e Philip, e quattordicesimo in linea di successione al trono britannico, dopo suo padre e prima della sorella Louise.

È anche il meno noto; i più lo hanno conosciuto quando, tenero e determinato, ha partecipato con sorella e cugini alla veglia con cui i nipoti hanno reso omaggio alla nonna scomparsa, e a molti non è sfuggito il gesto affettuoso con cui il marito di sua cugina Zara, Mike Tindall, lo ha consolato durante il funerale.

È dai gesti che lo conosciamo meglio, data la giovane età e la limitata biografia; io ad esempio rimasi deliziata dall’abbraccio riservato alla madre che aveva completato la bike challenge coprendo le 445 miglia (circa 700 chilometri) che separano Edimburgo da Londra per raccogliere fondi.

Ulteriore prova della famiglia serena e “normale” che i suoi genitori hanno saputo formare. Quando si sposarono il principe schivo e la bionda PR di origine gallese ebbero il titolo di Conti di Wessex e decisero che da figli di conti sarebbero stati trattati James e Louise, lasciando ai figli la facoltà di utilizzare HRH alla maggiore età. James porta il titolo di Visconte Severn, titolo sussidiario del padre, che allude alle origini della madre: il Severn è il fiume più lungo del Regno Unito, che nasce nel Galles e sbocca in Inghilterra.

Come la sorella, James ha un lago che porta il suo nome nella regione canadese di Manitoba. Come molti suoi coetanei ama la vita all’aria aperta ed è particolarmente abile nella pesca con la mosca. Una passione che divide con la madre – il padre non ha abbastanza pazienza – per la delizia della nonna regina che ricordava le performance di sua madre, la Queen Mom.

Al visconte pescatore gli auguri di Lady Violet; non ci deluderà.

75 years ago

75 years ago, settantacinque anni fa, a Londra suonavano campane a festa: la figlia maggiore del Re, la ventunenne Elizabeth, sposava il suo Philip.

Settantacinque anni fa Philip, nato principe e diventato poi semplicemente Lieutenant Philip Mountbatten, veniva creato dall’imminente suocero His Royal Highness The Duke of Edinburgh. Lui sarebbe stato consorte reale più a lungo di chiunque altro nella storia, e il suo titolo uno dei più popolari per quasi tre quarti di secolo.

Philip nasce Φίλιππος, Principe di Grecia e Danimarca, il 10 giugno 1921 a Corfù, nella villa Mon Repos.

In esilio a otto mesi, dopo aver frequentato le scuole in Francia e Germania arriva nel Regno Unito dove a diciotto anni, nel 1939, entra nella Royal Navy. A luglio dello stesso anno incontra di nuovo la tredicenne Elizabeth che aveva conosciuto bambina alle nozze di sua cugina Marina con lo zio di lei, il Duca di Kent. Tra i due inizia una corrispondenza che prosegue nei lunghi anni della guerra, dove lui si distingue combattendo nel Mediterraneo e nel Pacifico; la guerra finisce e George VI dà il consenso alle nozze. Il fidanzamento viene annunciato nel luglio 1947; alcuni mesi prima Philip aveva rinunciato ai titoli di nascita, diventando cittadino britannico col nome anglicizzato della famiglia della materna: Philip Mountbatten. Il giorno prima del matrimonio il Re emette lettere patenti per attribuirgli lo status di HRH; The KING has been pleased by Letters Patent under the Great Seal of the Realm, bearing date the 19th instant, to declare that Lieutenant Sir Philip Mountbatten, K.G., R.N., shall be entitled to hold and enjoy the style, title and attribute of Royal Highness.

Il giorno dopo, giovedì 20 novembre, altre Lettere Patenti attribuiscono al Lieutenant His Royal Highness Philip Mountbatten la dignità ducale e lo creano ”Baron Greenwich of Greenwich in the County of London, Earl of Merioneth and Duke of Edinburgh”.

La formula reca l’espressione “and the heirs male of his body lawfully begotten” che attesta la trasmissibilità dei titoli agli eredi maschi legittimamente generati dal suo corpo.

Il 9 aprile 2021, alla morte di Philip, i suoi titoli passano al primogenito, l’allora Prince of Wales oggi King Charles III. In molti si aspettano che il figlio minore Edward diventi il nuovo Duke of Edinburgh ma non accade, e potrebbe non accadere. Tradizionalmente i figli del sovrano britannico sposandosi diventano titolari di uno dei ducati che appartengono alla Corona. Il 19 giugno 1999, quando Edward sposa Sophie Rhys-Jones, tutti si aspettano che gli sposi diventino Duchi di Cambridge o di Sussex, invece il Palazzo annuncia per loro il titolo di Conti di Wessex, e un futuro da Duchi di Edimburgo. L’assunzione del titolo non è però automatica: intanto ovviamente deve venire a mancare il titolare, alla cui morte però l’erede è il primogenito; bisogna dunque aspettare che Charles diventi Re e il titolo di Duke of Edinburgh rientri nella disponibilità della Corona. Ora le condizioni ci sono, ma King Charles III non ha ancora deciso la concessione del Ducato di Edimburgo al fratello, e voci di questi giorni (dei soliti bene informati, dunque da prendere con cautela) sostengono che non voglia farlo, sempre nell’ottica di ridurre al minimo il numero di royals più o meno working in circolazione; Edward e Sophie hanno un figlio maschio – il delizioso James – che alla morte del padre ovviamente ne erediterebbe il titolo.

(Ph: Are Media Pty Ltd)

Lady Violet confessa la sua perplessità: visto che i Duchi di Gloucester e di Kent, cugini della defunta Regina, hanno discendenza maschile per almeno due generazioni, finirebbe che cugini di secondo/terzo grado del Re sono duchi, mentre il nipote diretto e addirittura il fratello non lo sono.

Quanto alla domanda che spesso ritorna, perché Edward sia solo Conte, la risposta è: non si sa. Qualche fonte sostiene che sia stato lui stesso a chiedere un titolo inferiore, così come ha deciso che i figli avessero il trattamento che spetta alla prole di ogni conte britannico, ma non esiste alcuna versione ufficiale. Con sommo rispetto mi permetto: sembra che i Wessex abbiano ricevuto come dono di nozze da Queen Elizabeth la promessa di diventare Duchi di Edimburgo, ma se così è, la sovrana ha promesso qualcosa di cui non disponeva, perché l’unico a poter decidere è Charles.

Va detto però che nonostante quello di Earl of Wessex sia un titolo minore, ha una notevole importanza storica. essendo l’antico regno di Wessex all’origine dello stesso regno inglese. Storia a parte, Edward, appassionato di spettacolo, potrebbe averlo scelto anche perché compare in uno dei suoi film preferiti, Ricordate il personaggio interpretato da Colin Firth in Shakespeare in love? Era l’odioso Lord Wessex.

Mentre aspettiamo ulteriori sviluppi, il prossimo 1 dicembre Edward e Sophie rappresenteranno la Corona alla Royal Variety Performance. Per loro è la prima volta.

(Ph: Jane Barlow/Getty Images)

Intanto in Parlamento prosegue l’iter per ammettere Edward e sua sorella Anne tra i Counsellors of State; il loro coinvolgimento potrebbe essere ad personam sfruttando un precedente: nel 1953 la Queen Mother, che non ne faceva più parte in quanto non più consorte del sovrano regnante – il marito era deceduto l’anno prima – fu riammessa a titolo personale.

Se volete ricordare il royal wedding di Elizabeth e Philip questo è il link Something old, something new, something borrowed, something blue

Un compleanno da re

Come festeggiate il vostro compleanno? Molti scelgono qualcosa di semplicemente piacevole: una cenetta con amici, una giornata alla spa, un weekend in un’altra città. Qualcuno si regala qualcosa di speciale, come un giro in mongolfiera o su una Ferrari. Lady Violet, sempre a caccia di esperienze originali, quest’anno se n’è andata un paio di giorni al pronto soccorso, ma il prossimo preferirebbe qualcosa di meno shocking, magari Capri.

Qualunque siano i vostri progetti, difficilmente potrete emulare King Charles III che per il settantaquattresimo compleanno, il primo da sovrano, si è regalato una lettera al Parlamento. Nella quale chiede di poter ammettere tra i Counsellors of State la sorella Anne, The Princess Royal, e il fratello Edward, Earl of Wessex. Come ricorderete, oltre al coniuge del monarca, i Counsellors sono i primi quattro maggiorenni nell’ordine di successione; in questo caso il Principe di Galles, il Duca di Sussex, il Duca di York e sua figlia Beatrice. Però Harry non risiede nel Regno Unito, come sarebbe necessario, e su Andrew stendiamo un pietoso manto. Più volte anche qui sul sofà abbiamo convenuto che Anne ed Edward sarebbero perfetti per il ruolo: indiscutibili la loro fedeltà al sovrano e l’impegno per la Corona. Insomma, potrebbe essere uno di quei casi in cui è il festeggiato a fare il regalo ad altri; in questo caso, innanzitutto al proprio Paese.

(Ph: Chris Jackson/Getty Images)

Bellissima la foto pubblicata per celebrare il compleanno del nuovo re, appoggiato ad una delle querce secolari del Windsor Grand Park, in una immagine che evoca le atmosfere della pittura inglese del Settecento. Sin dai tempi di Romolo la quercia è l’albero simbolo del re, della sua forza, della sua solidità, della sua stabilità.

Happy birthday, Your Majesty.

Remembrance Sunday, la prima volta senza di Lei

Alle 11.00 il Big Ben suona 11 rintocchi e la nazione intera si ferma per due minuti in memoria e in omaggio dei caduti al servizio del Paese.

When you go home
Tell them of us and say
For your tomorrow
We gave our today

(quando sarai a casa, parla di noi e dì: per il vostro futuro noi abbiamo offerto il nostro presente)

La Royal Family ha scelto questa frase, nota come “l’epitaffio di Kohima” per le celebrazioni per il Remembrance; quest’anno particolarmente commovente per la ragione che sappiamo, l’assenza dell’amatissima Queen Elizabeth. Che a dire il vero non c’era neanche l’anno scorso, ma ora sappiamo che non tornerà.

Molto emozionato Charles ha guidato la celebrazione per la prima volta come sovrano, ripetendo i gesti compiuti prima di lui dalla madre Elizabeth II, il nonno George VI il prozio Edward VIII e il bisnonno George V, cui si deve la creazione del monumento e l’istituzione della cerimonia.

Due piccoli dettagli: sulla spallina del Re c’è ancora il monogramma della Regina, e lo stesso per William. La fotografia del re viene dal post dell’account twitter della Royal Family, e compare insieme con quelle dei sovrani precedenti tranne Edward VIII; dimenticanza, necessità di composizione delle immagini o intento preciso? Chissà.

Dal palazzo del Foreign Office hanno assistito alla cerimonia la Regina Consorte e la Principessa di Galles (balcone centrale), i Duchi di Gloucester e la Contessa di Wessex (a sinistra), il Duca di Kent e l’ammiraglio Tim Laurence (a destra); era annunciata anche la presenza della principessa Alexandra di Kent, che però non ho visto. Riflettevo sul fatto che i Duchi di Kent (1935) e Gloucester (1944) sono gli unici due nati prima della fine del secondo conflitto mondiale; anche questo un piccolo segno dei tempi.

Commossa la Queen Consort, forse anche per la corona deposta per la prima volta in suo nome. Camilla ha replicato il cappello con veletta indossato al funerale della suocera, e il soprabito che portava alla Veglia dei Principi a Londra. Alla sua sinistra Catherine con un nuovo cappotto di Catherine Walker e un cappello Philip Treacy, una sorta di sombrero da lutto che sembra pure troppo grande per lei. Esagerati anche gli orecchini, appartenuti a Diana ma troppo importanti per la mattina.

Sobria La Contessa di Wessex, secondo me la più elegante, che fa una scelta delicatamente significativa: il suo Catherine Walker è il soprabito prestato alla figlia Louise per la veglia degli otto nipoti alla salma della nonna. Al marito Prince Edward il compito di salutare alla fine della sfilata la Poppy Legion, il variopinto gruppo d veterani che non mancano mai. E se vi state chiedendo quali veterani, dato che i reduci della Seconda Guerra devono essere ormai pochini, non pensate solo a loro: il 2022 è anche il quarantesimo anniversario della guerra delle Falkland, che durò solo sei settimane ma causò 255 morti e 777 feriti tra i Britannici (e 649 morti e 1068 feriti tra gli Argentini).

Ieri sera come ogni anno la Royal Albert Hall ha ospitato il Festival of Remembrance. Eleganti le signore, tradizionalmente in nero; a me è piaciuta molto Camilla, mentre la mise di Catherine sarà oggetto del caffè di domattina.

A molti di coi non sarà sfuggita la presenza dell’aitantissimo equerry del re, il maggiore-promosso-tenente-colonnello Johnny Thompson. Anche di lui parleremo, spero presto.

Le foto del giorno – La bella gioventù

Compie oggi 21 Elisabeth, Duchessa di Brabante e futura regina dei Belgio, e la Casa reale pubblica in suo onore due fotografie scattate a metà settembre nel castello di Laeken, quando la fanciulla era ancora in patria; oggi festeggia a Oxford, dove segue i corsi di Storia e Politica al Lincoln College.

(Ph: Bas Bogaerts)

Anche i genitori in questi giorni sono all’estero, impegnati in una visita di stato in Lituania (oggi nella capitale Vilnius hanno visitato la chiesa di San Michele, che ospita le tombe di molti membri della famiglia Sapieha, cui apparteneva la nonna materna della Reine).

(Ph: Bas Bogaerts)

Un compleanno festeggiato sul filo della lontananza, la forza degli affetti e l’unità della famiglia: per questi ritratti Elisabeth ha saccheggiato l’armadio materno scegliendo oltre a un paio di orecchini un top firmato Natan che l’allora principessa Matilde aveva indossato nel 2009.

Guardando gli scatti, a Lady Violet sono tornate in mente immagini simili, i ritratti per il quarantesimo compleanno della madre Mathilde, allora anche lei Duchessa di Brabante, in quanto moglie dell’erede al trono belga; sarebbe divenuta Regina Consorte sei mesi dopo

Somigliano madre e figlia? Nei tratti della deliziosa Elisabeth a me sembra di vedere incrociarsi la dolcezza di Mathilde, la delicatezza della bisnonna Astrid, ma anche il brio di nonna Paola; il risultato è una bellezza moderna, una ragazza che sembra intelligente, brillante, volitiva, e mi piace sempre di più. Ci attendono lunghi anni soddisfatti da royal watcher; è una promessa e anche un po’ una minaccia.

Le foto del giorno – Dieci anni dopo

Era un sabato di sole quel 20 ottobre di dieci anni fa, quando l’erede al trono lussemburghese, Guillaume, portava all’altare la contessa belga Stéphanie de Lannoy.

(Ph: Maison du Grand-Duc/Sophie Margue)

L’allegria di quel giorno era venata da una leggera malinconia per l’assenza della madre della sposa, scomparsa solo otto settimane prima. E una certa malinconia sembrava avvolgere questa coppia, spesso un po’ a disagio negli eventi pubblici, lui goffo, lei trascurata (come dimenticare i capelli fermati coi mollettoni di plastica, o i tristi completini sintetici?). E la domanda sempre sussurrata: perché non hanno figli?

Poi è arrivato il piccolo Charles a riempire di felicità i genitori e di allegria tutti quelli che si imbattono in loro. Sono passati dieci anni da quello che fu l’ultimo matrimonio di un principe ereditario – il prossimo si svolgerà in Giordania – e la gioia sembra essere diventata la cifra di questa coppia, che oggi festeggia le nozze d’alluminio aspettando il secondo figlio. Nelle fotografie diffuse dalla Corte Guillaume e Stéphanie sono ripresi nelle strade del Lussemburgo, lui con le tempie ingrigite, lei col pancino arrotondato per l’incipiente gravidanza (il bebè è atteso per aprile), mostrando una gloriosa normalità non priva di fascino.

(Ph: Maison du Grand-Duc/Sophie Margue)

E poi, come dimenticare che le loro nozze sono passate alla storia come il royal wedding col fagiano? Correte a riguardare le immagini (e le mise) di quel giorno: A Royal Calendar – 20 ottobre 2012

Le foto del giorno – Compleanni

Compie oggi 63 anni Sarah Duchessa di York, e di verde vestita – il suo colore feticcio – posta sui suoi social delle foto furbette che la ritraggono con Sandy e Muick, i corgi appartenuti alla regina che ha adottato insieme all’ex marito Andrew. Così, tanto per ricordarci che lei, anche se di sguincio, ha sempre un ruolo nella Royal Family.

Le foto sono corredate da una didascalia altrettanto furbetta: “the presents that keep giving…” i regali che sono un dono continuo.

Va detto che queste foto, oltre a tranquillizzare noi corgi lovers sulla sorte degli amati quadrupedi, hanno il pregio di diversificare la comunicazione della rossa duchessa, al momento concentrata nella promozione del suo nuovo libro A most intriguing Lady che dovrebbe uscire nei primi mesi dell’anno prossimo. Ambientato nell’età vittoriana, racconta le vicende di Lady Mary Montague Douglas Scott, figlia dei Duchi di Buccleuch e, se non erro, sorella di quella Lady Margaret che era protagonista del romanzo precedente (ne avevamo parlato qui I Viceré). Entrambe antenate di Sarah, e prozie di Alice, che divenne Duchessa di Gloucester sposando il principe Henry, fratello di Edward VIII e George VI e zio della regina appena scomparsa. Insomma, sono sempre affari di famiglia.

Compleanno oggi anche per Christian di Danimarca – per lui sono 17 – e probabilmente anche nel suo caso hanno pesato un po’ gli affari di famiglia.

Almeno per la celebrazione pubblica del suo gran giorno, festeggiato con una sola foto per di più scattata da un amico e non dalla madre Mary, altra appassionata di fotografia come la Principessa di Galles. Foto in bianco e nero, a suggerire un certo understatement; considerate le recenti polemiche tutto sommato meglio tenere un profilo basso. Uno dei pochi casi in cui si possa usare l’aggettivo “basso” per il giovane principe, che ha raggiunto il metro e 90. L’anno prossimo Christian diventerà maggiorenne, chissà cosa si inventeranno a corte per lui!