A Royal Calendar – 29 novembre 1832

Alcuni anni fa uscì un delizioso libro, La Sovrana Lettrice (Alan Bennett, ed. Adelphi);  quella di cui noi oggi celebriamo la nascita fu invece una sovrana scrittrice. louisa-may-alcott1 Louisa May Alcott ha raccontato il mondo femminile come poche altre, ha insegnato a ogni donna ad amare la propria unicità, e se noi ragazze moderne siamo così un po’ lo dobbiamo anche a lei, che fu modernissima. Naturalmente scriveva benissimo, e per raccontarla ci vuole qualcuno che scriva altrettanto bene, per cui oggi Lady Violet chiede aiuto alla sua amica Meri Pop, perché perdersi la delizia di questo ricordo sarebbe un peccato.

Buona lettura!

http://www.supercalifragili.com/?p=19470&fbclid=IwAR2cb6YHVyWQCrn1DnQnUKN586GENsFowb6jJlgH1iJwj9fuzj0S6UYrdPA

A Royal Calendar – 27 novembre 2017

Ricordate queste foto? Era solo un anno fa. Durante questi dodici mesi… harry meghan engagement announcement … Prince Charles ha avuto un sacco da fare, annunciare, festeggiare… harry meghan engagement 2 … noi abbiamo commentato (soprattutto Lady Violet) la scelta non sempre felice delle mise… harry meghan engagement 1 … criticato quasi sempre l’hairstyling o meglio, la sua assenza (ancora Lady Violet)… harry meghan engagement ring … ammirato l’anello di diamanti, quanto mai ricco di significati romantici (il diamante centrale che viene dal Botswana, luogo del primo viaggio insieme) e simbolici (le due pietre laterali appartenute a mamma Diana)… harry meghan engagement 3 … e soprattutto sperato che il bambino annichilito dal dolore dietro il feretro della madre abbia finalmente trovato la felicità. E come si dice in questi casi the best is yet to come!

(Ph. Getty Images; dal web)

Quel tailleur rosa

Quest’anno, il 2019, Jackie avrebbe compiuto novant’anni. Dalla sua morte ne sono passati già venticinque, e venti da quella del figlio John, il principe ereditario d’America. Il ricordo dei Kennedy pian piano si allontana, ma quel tailleur rosa resta nella memoria.

La First Lady non può saperlo quando lo indossa la mattina di quel venerdì 22 novembre, ma nel giro di qualche ora lei sarà una giovane vedova con due bambini piccoli, il sogno di Camelot svanito per sempre, e il suo tailleur rosa consegnato alla storia. jackie dallas arrival Jackie chiedeva spesso l’approvazione di Jack per le sue mise; le sorelle Fontana raccontavano che una volta, quando lui era solo un senatore di belle speranze in trasferta a Roma con la deliziosa giovane moglie, lei volle che fosse il marito a decidere quale tra gli abiti selezionati in atelier avrebbe dovuto acquistare. In una intervista dopo la tragedia lei rivelò che lui le aveva detto: pranzeremo con tutte queste ricche signore repubblicane, con pellicce di visone e braccialetti di diamanti, e tu sarai meravigliosa quanto loro. Sii semplice, mostra a queste Texane cosa sia davvero il buon gusto. jackie pink suit india E Jackie, la giovane First Lady che all’insediamento del marito si fa notare per essere l’unica signora a indossare un cappotto (color crema, creato per lei da Oleg Cassini) e non il visone, accontenta Jack.  La scelta cade su un tailleur rosa, o meglio raspberry pink, cioè lampone, già indossato in altre occasioni. Uno Chanel in tessuto bouclé, gonna dritta e giacca a scatoletta con colletto di seta blu. Stessa seta per la blusa senza maniche e per bordare i polsi e le quattro taschine; profili in smalto blu per i sei bottoni dorati che chiudono il doppio petto, e per i due su ciascuna manica. chanel fall winter 1961 Il tailleur (il primo a sinistra nella foto) è un modello della collezione Autunno Inverno 1961, ma a lungo si è discusso se quello indossato da Jackie fosse uno Chanel originale o una copia. Il dubbio è stato risolto definitivamente nel 2010 da Justine Picardie nella biografia Coco Chanel: The Legend and the Life. Kennedy padre aveva consigliato alla nuora – lei che era così europea, così francese per aspetto, modi, cultura, e pure per il cognome, Bouvier – di indossare abiti made in USA per evitarsi critiche dalle patriottiche massaie americane. JFK & Jackie At Love Field (11-22-63) E dunque il tailleur fu effettivamente cucito negli USA da Chez Ninon, sartoria specializzata nelle repliche di capi Haute Couture ma con materiali – tessuti, bottoni, anche la catenella cucita all’interno della giacca secondo l’uso della Maison francese –  arrivati direttamente da Rue Cambon. Il completo fu realizzato seguendo il procedimento “line to line” messo a punto da Chanel, e completato da un pillbox dello stesso tessuto bouclé più scarpe e borsa blu e guanti bianchi al polso.

jackie dallasI Kennedy a bordo dell’Air Force One atterrano a Dallas alle 11.40 e salgono su una  Lincoln Continental con il Governatore John Connally e sua moglie Nellie; l’auto sta attraversando Dealey Plaza quando si sentono degli spari. Il Presidente è colpito alla testa, anche il governatore viene colpito ma meno gravemente. Nel caos generale l’auto raggiunge rapidamente l’ospedale Parkland Memorial, dove alcuni giornalisti riferiscono di aver visto la First Lady stringere a sé la testa del marito, come a proteggerlo; altri riferiscono che Jackie ha tra le mani materia cerebrale di Jack, che vuole consegnare ai medici. Il Presidente viene dichiarato morto alle 13.00. jackie johnsons Un’ora dopo la salma viene imbarcata sull’aereo presidenziale, salgono a bordo anche Jackie e il nuovo presidente, Lyndon B. Johnson, che alle 14.38 giura fedeltà alla Costituzione nelle mani di Sarah Hughes, un giudice donna nominata da Kennedy. Al suo fianco la moglie Lady Bird e una sconvolta Jackie, l’abito e le gambe imbrattate del sangue del marito. Il cappello indossato dalla First Lady, che era tenuto fermo da uno spillone, è scomparso. jackie stained suit Jackie si terrà addosso il tailleur insanguinato fino al giorno dal dopo quando la sua cameriera personale, Providencia Paredes infila tutto in una scatola – comprese calze scarpe e borsa – che invia alla made di Jackie, Janet Auchincloss perché la conservi. Il tailleur, mai ripulito dal sangue del presidente, è stato in seguito donato ai National Archives in Maryland, dove è conservato in una teca sottovuoto, di cui non si conosce l’esatta ubicazione. Per desiderio degli eredi, cioè della figlia Caroline, non sarà mostrato in pubblico prima del 2103. Una scelta opposta a quella di Jackie, che a chi cercava di persuaderla a togliersi quell’abito così tragicamente rovinato, rispose Oh, no … I want them to see what they have done to Jack.

 

 

Something old, something new, something borrowed, something blue

Giovedì 20 novembre 1947, alle 11.30, le campane di Westminster Abbey suonano a festa: si sposa Elizabeth, figlia del re ed erede al trono. Lo sposo ha anche lui sangue reale, ma per una complicata situazione politica e familiare è noto solo come Tenente Philip Mountbatten, della Royal Navy; in occasione delle nozze però il re lo crea The Duke of Edinburgh, Earl of Merioneth e Baron Greenwich of Greenwich in the County of London.

Gli sposi si sono conosciuti da bambini, a un altro matrimonio celebrato a Westminster; il 29 novembre 1934 lo zio di lei, George Duca di Kent aveva sposato Marina di Grecia, cugina di lui. Philip aveva 13 anni, Elizabeth ne aveva otto ed era tra le damigelle della sposa. duke kent wedding Si rincontrano tre anni dopo, nel 1937, all’incoronazione del padre di lei, ma la regina confesserà poi di non averlo notato né nella prima né nella seconda occasione. La terza è quella giusta: nel luglio del ’39, poco prima che scoppi la guerra, Lord Mountbatten, zio di lui e ufficiale della Royal Navy organizza la visita dei sovrani al collegio navale di Dartmouth, e il cadetto Philip Mountbatten è incaricato di scortare le principesse. È l’incontro fatale.Phil&Lilibet first meetingScoppia la guerra, i rapporti tra i due sono principalmente epistolari; poi la guerra finisce, Elizabeth compie 21 anni e il re dà il suo consenso: il 9 luglio 1947 viene annunciato il fidanzamento. Per l’abito ci sirivolge a Sir Norman Hartnell, sarto di fiducia della regina consorte, che propone vari modelli; quello definitivo si decide a metà agosto, e dunque ci sono solo tre mesi per realizzarlo. Hartnell confida di essersi ispirato alla Primavera di Botticelli; Lady Violet confessa a sua volta che grandi somiglianze non ne vede, ma il significato simbolico del ritorno della primavera è particolarmente adatto al momento postbellico.

Il risultato è un abito con corpino aderente, scollatura a cuore, vita naturale definita da un triangolo rovesciato e gonna a pannelli, con un piccolo strascico che parte dalle spalle; lo completa un velo ricamato di quattro metri e mezzo. Ma la sposa avrà rispettato la tradizione del vecchio nuovo blu prestato?

Something old queen wedding pearls Il giorno del matrimonio al collo della giovane Elizabeth splendono due fili di perle. Si tratta di due collane distinte, la Queen Anne e la Queen Caroline, e sono il dono di nozze dei genitori. La più corta, di 46 perle, si ritiene sia appartenuta alla Regina Anne, l’ultima sovrana Stuart; l’altra è composta da 50 perle provenienti probabilmente dai gioielli della consorte di re George II. La prima collana dovrebbe dunque risalire all’inizio del ‘700, l’altra al secolo seguente; sicuramente old.

Something new queen wedding dress A causa del razionamento i tessuti necessari per la realizzazione dell’abito dell’abito vengono acquistati con le tessere annonarie. Moltissime persone dai quattro angoli del regno inviano alla giovane principessa le loro tessere per aiutarla, ma essendo tale pratica illegale viene rispedito tutto indietro. La seta duchesse egli altri materiali sono espressamente realizzati da manifatture britanniche, mentre le 10.000 perline e i cristalli usati nei ricami arrivano dagli Stati Uniti.

Something borrowed queen wedding tiara Il velo in tulle ricamato, che Elizabeth preferisce al più classico pizzo, è tenuto fermo dalla Fringe Tiara, avuta in prestito dalla madre, che l’aveva ricevuta in dono dalla suocera nel 1936. La tiara era stata creata dal gioielliere Garrand nel 1919, ispirandosi all’imperante stile russo, allora molto di moda. Gran parte dei diamanti utilizzati veniva dalla tiara/collier acquistata dalla regina Victoria come dono di nozze per Mary, che la indossò nel giorno del suo matrimonio col futuro George V il 6 luglio 1893. Sua Maestà ha ereditato la tiara alla morte della Regina Madre, nel 2002. Le cronache raccontano che il giorno delle nozze con Philip la tiara, maneggiata male, si spezzò e fu risaldata sul momento: bisognerebbe avere sempre un gioielliere a portata di mano!

Something blue elizabeth philip wedding Sir Norman Hartnell dichiarò di avere inserito per buona fortuna, nella ricca decorazione dell’abito, un piccolo quadrifoglio sul lato sinistro della gonna, così che la sposa potesse sfiorarlo con la mano durante la cerimonia. Per il resto, non è mai stato reso noto se la giovane Elizabeth indossasse qualcosa di blu; magari le bastava il blu profondo dell’uniforme dello sposo.

 

Se vi interessa la figura di Sir Norman Hartnell: A Royal Calendar – 12 giugno 1901

 

 

 

 

 

Charles at 70 – A Royal Alphabet (parte seconda)

N come Nipoti Nonno orgoglioso di tre nipoti e mezzo (come tutti sanno il quarto è sulla strada, e arriverà in primavera a rallegrare la casa dei Duchi di Sussex), è stato da poco rivelato che i piccoli Cambridge – George e Charlotte, che Louis ovviamente ancora tace – lo chiamano Grandpa Wales. nonno charles Cosa che probabilmente intenerisce la regina, che da piccola chiamava il nonno George V Grandpa England. Oltre ai suoi, Charles fa da nonno aggiunto anche ai cinque nipotini di sua moglie, che racconta come i pupetti lo adorino perché gioca con loro per ore mettendosi in ginocchio e facendo versi buffi. Molto apprezzata anche la lettura di Harry Potter cambiando voce per ogni personaggio.

O come Olio Nelle intenzioni originarie questa voce avrebbe dovuto riguardare l’Opera, di cui Charles è appassionato, della mancanza di sintonia con Diana sull’argomento nonostante le loro nozze fossero state allietate dalla voce celestiale di Dame Kiri Te Kanawa. Poi ho letto questa notizia sul sito ufficiale del  Principe di Galles, e non ho resistito. È accaduto che dall’Italia qualcuno abbia inviato alla residenza di campagna di  Highgrove (comune di Tetbury, contea di Gloucestershire) una cassa contenente quattro grandi giare di terracotta piene di olio d’oliva. L’indirizzo sulla cassa era The Prince of Wales, Tetbury. La cassa è stata perciò recapitata, con stringente logica britannica, presso il pub locale, che si chiama proprio The Prince of Wales. Non è dato sapere se alla fine l’olio sia arrivato a condire le principesche insalate.

P come Polo Grande appassionato di polo, Charles ha giocato per vari decenni (secondo voci malevole, meno bene di quanto pensasse). Ha smesso in concomitanza con le seconde nozze, ritenendosi ormai troppo vecchio per uno sport così faticoso, e sofferente per gli esiti delle varie fratture che si era procurato nel corso degli anni. young charles camilla Paradossalmente, la sua fotografia più famosa in tenuta da polo non è stata scattata durante una partita, o mentre riceve un premio, ma è la prima immagine nota che lo ritrae con l’amore della sua vita, Camilla.

Q come Queen mom Il 6 febbraio 1952 re George VI muore, Elizabeth sale al trono, la regina consorte diventa regina madre per la nazione e una vice madre per i due nipotini. charles and grandmaCharles ha appena tre anni, Anne uno e mezzo. Con la giovane sovrana assorbita dal complesso ruolo e dagli affari di stato è l’altra Elizabeth ad assicurare ai bambini amore, sostegno e calore. Alla sua morte nel 2002 il principe dirà “Era semplicemente la più magica delle nonne che si possa avere e il mio affetto per lei era totale”. Oggi il principe e sua moglie vivono nelle residenze dove visse la nonna, Clarence House a Londra e Birkhall in Scozia, nella tenuta reale di Balmoral (dopo averle dotati di pannelli solari, in ossequio alla filosofia green del padrone di casa). La coppia passa inoltre una decina di giorni in estate a Mey Castle, nell’estremo nord delle Highlands, che la regina madre aveva acquistato e restaurato. Camilla Queen Mom diamond ring Anche l’anello che Charles ha dato a Camilla per il fidanzamento – un grande diamante taglio smeraldo con baguettes ai due lati –  era appartenuto alla nonna.

R come Rana Esiste una rana che è stata battezzata in onore di Charles Hyloscirtus Princecherlesi, volgarmente nota come  Prince Charles Magnificent Tree Frog. Il che mina alla base tutte le nostre certezze sulla stretta relazione rospo-principe. Che succederà dopo un bacio?

S come Savile Row Considerato da Esquire (e da lady Violet) l’uomo più chic della terra, il principe è il miglior testimonial del stile britannico che ha il suo tempio a Savile Row, la strada di Mayfair dove hanno sede i sarti più acclamati. Charles taylor Nel numero di Country Life ora in edicola, curato direttamente dal principe, vengono rivelati i nomi di chi sta dietro a quei completi impeccabili: Ede & Ravenscroft e Anderson & Sheppard.

T come TV A parte ovviamente le trasmissioni che hanno come oggetto la Royal Family, Charles è comparso spesso in televisione, solitamente in piccoli cameo, come accadde per Coronation Street, celebre soap opera in onda dal 1960. Alcuni anni fa, visitando la BBC Scotland, si prestò anche con grande humour a condurre il meteo (lo trovate qui https://www.youtube.com/watch?v=ZQTPdEKGEBs ). Come spettatore invece ha di recente rivelato la sua predilezione per Poldark cosa che non può che deliziare Lady Violet, appassionata alle vicende dell’affascinante Ross sin dalla versione del 1975.

U Uncle Dickie Il principe non ha mai conosciuto il nonno paterno, morto quattro anni prima della sua nascita, e ha perso quello materno a tre anni, perciò ha sempre considerato un nonno il prozio paterno, Lord Mountbatten, chiamato Dickie in famiglia. mountbatten windsorLo zio fu determinante in molti aspetti della vita del giovane principe, non ultima quella amorosa. Dopo aver agito da cupido per i genitori Elizabeth e Philip, Lord Mountbatten fu sempre prodigo di consigli al pronipote, compreso quello di “sowing some wild oats” prima del matrimonio. Grazie al suo ruolo nella Royal Navy contribuì ad allontanare Charles da Camilla spedendolo in una lunga missione intorno al mondo, e poi suggerì come fidanzata la propria nipote Amanda Knatchbull (che però rifiutò la proposta). Ucciso da un attentato dell’IRA nel 1979 non vide il matrimonio del suo pupillo con Diana Spencer, ma suo malgrado ebbe un ruolo anche in quell’episodio. Sembra infatti che la giovanissima Di abbia attratto l’attenzione del principe mostrando partecipazione al suo dolore e ammirazione per il suo comportamento durante i funerali.

V come Violoncello L’educazione musicale del giovane Charles comprendeva anche lo studio di alcuni strumenti musicali: pianoforte tromba e violoncello, il preferito. charles cello Da studente, a Cambridge, suonò il violoncello in un concerto sinfonico tenuto il 4 dicembre 1967 dalla Trinity College Orchestra.

W come Whisky il Principe di Galles ha il suo whisky personale, il Barrogill, prodotto nelle distillerie delle North Highlands, la zona più settentrionale e remota della Scozia, dove sorge il Mey Castle. Il distillato è nato proprio in occasione dell’apertura al pubblico della sala da tè nel castello, che fa bella mostra di sé sull’etichetta della bottiglia, in un acquerello del principe.

X come X Factor Non sappiamo ancora se Charles abbia l’X Factor come sovrano, ma qualche chance come showman ce l’avrebbe: nel 1975 è diventato membro del Magic Circle, società di prestigiatori fondata a Londra nel 1905, dopo aver superato un provino presentando il gioco cup and balls.

Y come Yacht Il Royal Yacht Britannia ha accompagnato a lungo la vita del principe sin da quando, bambino, si mise a scuotere l’amaca su cui era sdraiato un marinaio e quello gli urlò: fallo ancora e non sarai mai re!  Lo yacht ospitò anche la luna di miele con Diana e in quel caso fu incidente diplomatico con re Juan Carlos, visto che gli sposi salparono da Gibilterra, territorio britannico d’oltremare nella penisola iberica, la cui proprietà è rivendicata dalla Spagna. charles diana britannia venice Lo yacht è anche lo scenario della fotografia con Diana e i bambini – scattata a Venezia nel 1985 al termine del viaggio ufficiale in Italia dei Principi di Galles – inserita da Clarence House tra quelle che celebrano il settantesimo compleanno di Charles.

Z come Zara Zara+Phillips+Prince+Charles+mVjwEZpvnOumLa figlia della Princess Royal deve proprio a suo zio l’originale nome. In un’intervista al magazine Hello la principessa Anne ha raccontato che il nome della figlia fu scelto dal fratello, affascinato dal suo significato in greco: luminosa come l’alba.

 

(la prima parte del Royal Alphabet la trovate qui Charles at 70 – A Royal Alphabet (parte prima) )

Charles at 70 – A Royal Alphabet (parte prima)

A come Acquerelli La visita compiuta da Lady Violet a Clarence House nello scorso agosto si è conclusa con un flûte di bollicine in una saletta con le pareti decorate dagli acquerelli dipinti dal padrone di casa. watercolour prince charles Charles dipinge da quando aveva vent’anni – principalmente paesaggi – seguendo una tradizione consolidata tra i gentlemen britannici in campagna. Ha studiato con Edward Seago, pittore convenzionale amato da padre e nonna ma di non grande reputazione tra i critici, che naturalmente non apprezzano la produzione artistica dell’erede al trono. Lui però una piccola soddisfazione se l’è presa nel 1987 quando le sue opere, presentate anonimamente, furono esposte nella mostra estiva della  Royal Academy’s. Una soddisfazione anche più grande devono essere stati gli svariati milioni di sterline, sei fino al 2016, che secondo un articolo del Corriere della Sera di quell’anno avrebbe fruttato la vendita online delle opere. Tutto denaro ovviamente andato in beneficenza, che però lo ha reso uno degli artisti viventi più pagati.

B come Buckingham Palace Il Principe è venuto al mondo nella residenza reale alle 21.14 di domenica 14 novembre 1948; la nascita fu annunciata da un messaggio affisso alla cancellata del palazzo poco prima di mezzanotte. E sempre qui, nella Music Room, fu battezzato un mese dopo, il 15 dicembre. Sembra però che quando sarà re Charles utilizzerà il grande palazzo solo per rappresentanza, preferendo rimanere a vivere e lavorare dov’è ora, a Clarence House; con le sue 775 stanze lo ritiene infatti troppo grande e costoso per abitarci. Potrebbe invece essere trasformato in un museo, aperto al pubblico per un periodo assai più lungo dei due mesi in cui è attualmente visitabile, mentre la royal family è in Scozia per le vacanze estive.

C come Cambridge Quando salirà sul trono sarà il primo sovrano britannico con una laurea, presa a Cambridge dopo un corso di  studi in archeologia, antropologia e storia al Trinity College. charles cambridge Enzo Biagi raccontava che i suoi insegnanti lo avevano definito uno studente “lento ma accanito”, il voto di diploma non è brillantissimo ma è comunque la conquista di un primato. Il giovane Charles vive al campus come uno studente qualunque, e come una madre qualunque la regina ispeziona la camera destinata a lui prima di dare la sua approvazione.

D come Darjeeling È la qualità preferita, un tè nero dall’aroma floreale proveniente dall’omonima regione del Bengala occidentale, considerato il migliore e per questo definito “lo champagne dei tè”. Il principe lo beve col latte, of course, ma per dolcificarlo non usa zucchero, bensì miele.

E come Ecologia All’impegno per l’ambiente il Principe di Galles ha dedicato gran parte della vita, fedele al principio che lo sviluppo, anche economico, abbia maggiori possibilità di successo in armonia piuttosto che in contrasto con la natura. Nel corso degli anni Charles ha lanciato molte campagne per uno sviluppo sostenibile e contro lo sfruttamento indiscriminato, con una particolare attenzione all’inquinamento e ai cambiamenti climatici. La sua autorevolezza nel campo è riconosciuta a livello mondiale; nel 2012 è stato acclamato come Lifetime Achievement Winner ai 7th International Green Awards, nel maggio 2017 ha ricevuto il GCC Global Leader of Change Award, e nel novembre dello stesso anno ha tenuto un intervento a Malta nell’ambito di Our Ocean Conference.

F come Figli William e Harry, 36 e 34 anni, nati dall’infelice matrimonio con Diana e cresciuti principalmente con la madre, che si era impegnata a rendere la loro vita il più possibile simile a quella dei coetanei. charles sons All’alba del 31 agosto 1997 Charles deve informare i ragazzi della morte dell’adorata mamma, e in quel momento nasce una nuova famiglia, composta da loro tre, e il primo atto che si trovano ad affrontare è la straziante camminata dietro al feretro, col dolore esposto agli occhi famelici di milioni di persone scioccate. In quella occasione mi colpì un goffo buffetto del padre sulla spalla del figlio minore, quasi fosse incapace di consolare e rassicurare quel bambino disperato, il suo bambino. Invece quel dolore è stato affrontato e superato, non senza sofferenza, il padre distratto dal suo ruolo ha anteposto i figli ad ogni altra cosa, i ragazzi sono diventati uomini e sembrano sereni ed equilibrati. Una storia nata male forse questa volta ha avuto un lieto fine.

G come Gordonstoun a 13 anni Charles fu iscritto Gordonstoun, una scuola superiore fondata negli anni ’30 in Scozia dal tedesco dr Kurt Hahn, che tra i primi allievi aveva avuto il Duca di Edimburgo. Il dottor Hahn credeva nella necessità di educare i ragazzi delle classi privilegiate all’uguaglianza e al servizio agli altri. La giornata degli allievi iniziava con una corsa all’aperto a torso nudo, con qualunque tempo, seguita da una doccia fredda, e a turno ogni allievo doveva servire a tavola i compagni. Sarà un caso che quando si è trattato di decidere la scuola per i figli il principe li abbia invece mandati a Eton? charles gordonstoun Tra tanto rigore, uno dei piaceri del giovanotto è il teatro; resta memorabile una versione del dramma scozzese in cui interpreta il protagonista.

H come Highrove Nel 1980 Charles compra una tenuta nel Gloucester, e nel corso degli anni diventa la sua amata residenza privata, la sua family home. Sin dall’inizio nelle sue intenzioni  Highgrove avrebbe dovuto essere sinonimo di giardinaggio e agricoltura biologiche. highgrove Il giardino però non esisteva proprio e il nuovo proprietario non sapeva da dove cominciare, né aveva nozioni pratiche di giardinaggio. Con l’aiuto dell’amica Lady Salisbury, esperta di giardini coltivati secondo natura, la casa fu circondata di piante odorose: timo, caprifoglio, glicine, gelsomino; su suggerimento di Miriam Rotschild, altra grande esperta di giardinaggio e sostenitrice della biodiversità, nacque un prato di fiori selvatici, assecondando il desiderio del principe di proteggere la flora spontanea tipica del paese, insidiata dalle colture intensive. Oggi la tenuta è aperta al pubblico per offrire la bellezza incantevole dei suoi giardini, e la fattoria fornisce la materia prima per una linea di prodotti biologici in vendita nello shop (ma anche altrove, ad esempio da Fortnum&Mason): naturalmente tutti i proventi vanno a finanziare le attività di charity dell’erede al trono.

I come Isola Al largo del Canada, nella Baia Baffin, c’è la Prince Charles Island. Con i suoi  9,521 kmè la settantasettesima in ordine di grandezza nel mondo, e la diciannovesima in territorio canadese. Disabitata ed estremamente fredda con incursioni termiche estreme, fu avvistata per la prima volta nel 1932, e scoperta definitivamente da Albert-Ernest Tomkinson, pilota della Royal Canadian Air Force nel 1948, anno in cui compare negli annali. Fu dedicata al figlio della principessa Elizabeth, appena nato.

J come Jaguar In ossequio alla sua attenzione all’ambiente, il principe a Londra si muove esclusivamente a bordo di una Jaguar completamente elettrica, modello I-Pace, e una stazione di ricarica rapida sta per essere installata a Clarence House. La famosa Aston Martin DB6 Mark 2 Volante acquistata nel novembre 1970 (l’auto con cui i neo Duchi di Cambridge lasciarono Buckingham Palace dopo il matrimonio) è stata invece riconvertita nel 2008 e ora come combustibile usa il bioetanolo.

K come Kilt Uomo di rara eleganza, quando è nelle Highglands e porta il titolo scozzese di Duke of Rothesay, charles philip kiltl’erede al trono indossa spesso e volentieri il kilt, senza perdere un grammo del suo chic, anzi. Di solito lo si vede nella versione da giorno dell’outfit, completo in ogni dettaglio: giacca, gilet, camicia con doppio polsino e gemelli (le camicie le porta sempre così), cravatta, naturalmente il kilt – il cui tartan risponde a delle regole a me sconosciute – scarpe modello brogue, calzettoni di lana con garter ties (le giarrettiere che vengono coperte dal risvolto), sgian dubh (il piccolo pugnale infilato nel calzettone destro), sporran (la borsa che pende sul davanti del kilt). Abitudine – e attitudine – ereditata dal padre altro maestro del campo, che però non sembra sia riuscito a passare ai figli, ritratti col kilt solo da bambini. D’altra parte per imparare a vestirsi così è necessario iniziare da piccoli!

L come Londra spesso Charles ha manifestato il suo dissenso nei confronti della moderna architettura, soprattutto quella che ha trasformato aree intere della capitale britannica, secondo lui con interventi ad impatto troppo alto, che hanno finito per stravolgere l’immagine della città. Ma è davvero così tradizionalista, tanto da detestare in blocco l’architettura contemporanea? No, in effetti ha sostenuto progetti e giovani architetti attraverso The Prince’s Foundation for Building Community; ma pensa che “gli edifici debbano essere disegnati su scala umana ed essere sostenibili, dovrebbero rispettare il carattere delle aree circostanti ed essere in grado di far fronte a utilizzi diversi per la durata della loro vita” (dal sito ufficiale del principe).

M come Mogli Nelle ricerche per questo post ho riletto le pagine di un vecchio libro, il volume Inghilterra della Geografia di Enzo Biagi, che cita un’intervista a Charles quando era ancora giovane e scapolo. “Vorrei sposare una che abbia interessi che io capisco e posso condividere. Se debbo decidere con chi dovrò vivere per cinquant’anni, è una scelta in cui vorrei che la mia testa non fosse guidata soltanto dal cuore. Non c’entrano le classi sociali, si tratta semplicemente di compatibilità. Il matrimonio non è mai un “su” o un “giù” ma un fianco a fianco”. Col senno di poi si chiariscono molte cose, ed è evidente che la compagna perfetta per lui l’avesse già trovata, mente l’altra non avrebbe potuto essere una scelta peggiore.

Il royal alphabet dedicato al Principe di Galles continua qui: Charles at 70 – A Royal Alphabet (parte seconda)

A Royal Calendar – 8 novembre 2003

Chiedo venia per il giorno di ritardo, ma un post per celebrare il quindicesimo compleanno di questa fanciulla che fiorisce tenevo proprio a farlo. louise-windsor-baby- Lady Louise Alice Elizabeth Mary Mountbatten-Windsor nasce in un ospedale del Surrey, Frimley Park, e il suo arrivo è segnato dal dramma: la madre Sophie soffre per un distacco di placenta quando è all’ottavo mese di gravidanza, e viene sottoposta a un cesareo d’urgenza a causa di un’importante emorragia. Il padre Edward in quel momento è lontano, in visita ufficiale a Mauritius. Nata prematura la bimba pesa due chili scarsi, e viene trasferita a Londra in un reparto di terapia intensiva neonatale, da cui viene dimessa dopo 15 giorni. Il 27 novembre l’annuncio del nome, che contiene un omaggio ad entrambe le nonne, Elizabeth II e Mary Rhys-Jones, il 24 aprile dell’anno seguente il battesimo nella cappella privata a Windsor. louise christening Da piccola Louise soffre di esotropia, una patologia oculare probabile conseguenza della nascita prematura; alcuni interventi nel corso degli anni permettono di correggere il problema in maniera soddisfacente mentre sua madre traendo ispirazione da questa sofferenza, diventa patronessa della International Agency for the Prevention of Blindness, e ambasciatrice di Vision 2020, un progetto mondiale per eliminare entro il 2020 la cecità evitabile. louise james Louise e suo fratello James, di quattro anni più giovane,  per desiderio dei genitori non portano il titolo di Altezza Reale ma solo quello che spetta loro come figli di un conte. I due ragazzi, benché siano dodicesima e undicesimo nella linea di successione, sono cresciuti relativamente lontani dai riflettori puntati sulla Royal Family, tanto che la madre ha raccontato divertita come la bambina non avesse realizzato che sua nonna e la Regina fossero la stessa persona, e la rivelazione l’aveva piuttosto confusa. E dire che Louise è inequivocabilmente nipote dei suoi nonni: somiglia molto a Her Majesty quando aveva la stessa età, e come nonno Philip è appassionata di Attacchi, la disciplina sportiva di conduzione di carrozze trainate da cavalli. louise carriage Da qualche anno la vediamo più spesso: quando sperimenta cappellini e fascinator negli appuntamenti della Royal Family, o quando partecipa al matrimonio di qualche cugino: era una delle damigelle di William e Catherine, e ha accompagnato il corteo di paggetti e damigelle di Eugenie e Jack.

Qui, complice il forte vento, è incorsa in uno di quei momenti Marilyn che imbarazzano un po’ signore e signorine. Ma scommetto che con tutte le difficoltà che ha saputo superare finora, si sarà fatta una bella risata.

La Reina Sofía, 80 anni in 8 decadi (parte seconda)

 1978 costituzione spagnola Dopo l’incoronazione ha inizio un periodo di transizione guidata dal re; il 6 dicembre 1978 viene approvata la nuova Costituzione, che Juan Carlos controfirma; al suo fianco c’è sempre Sofía, Regina Consorte con diritto alla reggenza. Il ’78 è anche l’anno dei tre papi: il 6 agosto muore a Castel Gandolfo Paolo VI, il 26 sale al soglio Albino Luciani, col nome di Giovanni Paolo I. Il pontificato dura 33 giorni, la mattina del 29 settembre il pontefice viene trovato morto nel suo letto; il 16 ottobre è eletto papa il polacco Karol Wojtyla, che diventa Giovanni Paolo II. Sofía partecipa ad entrambe le inaugurazioni in abiti candidi: gode infatti del privilège du blanc, che spetta alle sovrane di paesi cattolici (e in origine nemmeno a tutte).

I sovrani spagnoli sono giovani, belli, affascinanti forse però non hanno convinto appieno; ma l’appuntamento con la storia sta arrivando, ed è noto con una sigla: 23-F. Lunedì 23 febbraio 1981 il Tenente Colonnello Tejero entra, pistola alla mano, nel palazzo del Parlamento dove i deputati sono impegnati a votare il Governo Calvo Sotelo; i militi della Guardia Civil che lo accompagnano sequestrano i parlamentari. Un operatore della TVE riesce a riprendere tutta la scena, e gli spettatori di tutto il mondo (compresa una giovanissima Lady Violet) assistono scioccati. La pronta e decisa reazione del sovrano sventa rapidamente il golpe, Juan Carlos parla alla nazione poco dopo l’una di notte con un breve messaggio trasmesso dalla televisione: con l’uniforme di capo delle forze armate chiarisce la sua posizione in difesa della legalità e della Costituzione. Il golpe è fallito, la democrazia è salva, e il mondo si sveglia juancarlista. pertini mondialiUno dei più entusiasti è l’anziano presidente Pertini, protagonista col sovrano di un fantastico show sugli spalti della finale dei Mondiali di calcio l’anno seguente, sotto lo sguardo perplesso dell’impeccabile Reina. Sofia è la compagna perfetta, moglie, madre, regina – “l’unica ragazza degna di portare una corona” come l’aveva definita il marito appena conosciuta – sia che si tratti di accompagnare l’adorato figlio Felipe nel primo atto ufficiale come principe delle Asturie, sia nei viaggi ufficiali dove rappresenta con grazia regale il suo paese.

All’indomani del tentato golpe spagnolo da Londra giunge una notizia che contribuisce ad allentare la tensione: il Principe di Galles si è fidanzato con la giovanissima Diana, figlia del Conte Spencer. Le nozze saranno un evento planetario, ma i sovrani di Spagna rifiutano l’invito: per il viaggio di nozze è prevista una crociera nel mediterraneo a bordo dello Yacht Britannia, e gli sposi si imbarcheranno a Gibilterra. La rocca è oggetto di una contesa secolare tra Inglesi e Spagnoli, e Juan Carlos considera questo un affronto personale. Anche questo piccolo episodio contribuisce a spiegare la personalità del re.

1988 sofia palma 1986 Ci vorrà qualche anno per ristabilire l’armonia tra le corone spagnola e inglese; i principi di Galles con i figli vanno un paio di volte in vacanza a Palma de Mallorca – in seguito si sussurrerà di un’attrazione particolare tra il fascinoso monarca e la giovane e bella principessa – finché Her Majesty compie il primo viaggio di un monarca britannico in terra di Spagna. sofia 1988La parola d’ordine di Sofía è trabajo, lavoro, e non si risparmia nel servizio al suo paese;  arrivano anche importanti riconoscimenti:  le viene intitolato il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, una delle principali istituzioni museali del paese, in omaggio al suo amore – e al suo lavoro – per la cultura; oggi la sovrana è Académica de Honor della Real Academia de Bellas Artes de San Fernando e della Real Academia de la Historia. Negli anni ha ricevuto il Dottorato Honoris Causa dalle Università di Rosario (Bogotá), Valladolid, Cambridge, Oxford, Georgetown, Évora, New York e Seisen (Tokio).

La famiglia resta sempre al primo posto, i figli sono cresciuti e ci si aspetta prima poi – se non l’annuncio di un fidanzamento – almeno qualche voce, soprattutto sull’erede al trono, il ventenne Felipe. E la voce arriva, sembra che il principe sia innamorato. felipe isabelLei è Isabel Sartorius, ha tre anni più di lui, è bella, bionda, beneducata, di famiglia aristocratica ma – c’è un ma – i genitori sono divorziati. Il padre Vicente, quarto marchese de Mariño, dopo il divorzio impalma la principessa Nora del Liechtenstein; la madre, l’argentina Isabel Zorraquín, invece si risposa con Manuel Ulloa, che sarà per un paio d’anni il primo ministro del Perù, un uomo violento e abusivo, che aggrava la tossicodipendenza della moglie. Divorzio, cocaina, è chiaro che il curriculum familiare di Isabel è incompatibile col profilo di una principessa delle Asturie, e la storia finisce. La  strada del principe verso l’altare è ancora lunga.

1998Sin título-8.jpg Le campane a nozze suonano intanto per la primogenita Elena, che il 18 marzo 1995 sposa a Siviglia Jaime de Marichalar, figlio del conte di Ripalda; il 17 luglio di tre anni dopo Juan e Sofía diventano nonni: nasce Felipe Juan Froilán. Anche l’altra figlia, Cristina, si è sposata; il 4 ottobre è andata all’altare nella cattedrale di Barcellona con Iñaki Urdangarin. Nessuno all’epoca può neanche immaginarlo, ma quella bella coppia sarà travolta da uno scandalo devastante che metterà a repentaglio la sopravvivenza stessa della monarchia. boda cristina Felipe, oggetto delle grandi speranze materne, ha intanto perso la testa per Eva Sannum, modella norvegese di gran bell’aspetto ma di ancor maggiore inadeguatezza. Possiamo solo immaginare Sofía che fa il diavolo a quattro per spingere il figlio a mettere fine alla relazione, finché è la ragazza stessa a compiere l’errore definitivo: si presenta alle nozze di Haakon di Norvegia – che li aveva presentati – con un abito troppo osé, francamente eccessivo (e pure brutto). Risultato: fine della storia. Il matrimonio che però è davvero al capolinea è quello dei sovrani. Ormai si parla sempre più apertamente delle numerose infedeltà di Juan Carlos, senza remore si fanno i nomi delle sue accompagnatrici, insomma si squarcia il velo del riserbo su ciò che tutti sospettavano e qualcuno sapeva per certo: il re ha smesso da un pezzo di essere un buon marito, e sottopone la moglie ad una continua serie di umiliazioni, che lei incassa con classe veramente regale, dimostrando in fondo un carattere più forte di quello di lui. sofia gabriella corinna martagaya barbararey olghina Il prestigio internazionale di cui gode il re invece resta immutato; il 29 settembre, primo sovrano e primo capo di stato straniero nella storia della Repubblica parla, in italiano, alle Camere: prima al Senato e poi a Montecitorio. Standing ovation per el Rey, ma la Reina resta seduta.

2008 Casa_Real-Reina_Letizia-Felipe_VI-Reina_Sofia-Reportajes_297734475_72751747_1024x576 Alla fine anche Felipe ha trovato moglie, nell’algida e non simpaticissima Letizia (si scrive proprio così, con la zeta) Ortiz Rocasolano, giornalista televisiva. Le fastose nozze madrilene nella Cattedrale dell’Almudena, il 22 maggio 2004, potrebbero avere come sottotitolo botte da orbi: prima Vittorio Emanuele di Savoia prende a pugni il cugino Amedeo che, in quanto cugino anche della madre dello sposo era stato piazzato in un posto di maggior prestigio, poi il nipote paggetto Felipe de Marichalar assesta alcuni calci a un collega. Un segno di ciò che aspetta la famiglia reale? Certo sembra la legge del contrappasso: dopo aver rifiutato una figlia di divorziati, i sovrani devono accettare una nuora con un divorzio alle spalle (e sono stati pure fortunati, perché il primo marito di Letizia è un gran signore e non ha mai aperto bocca). Ma dopo aver subito le intromissioni materne nelle relazioni con Isabel ed Eva (e sembra pure in quella con Gigi Howard, girlfriend americana del principe durante gli anni di studio alla Georgetown University) questa volta Felipe è stato irremovibile: o lei o mollo il trono. Letizia diventa Princesa de Asturias. 2011-royal-family-spain Un matrimonio comincia, uno finisce: Elena e Jaime divorziano a novembre del 2009. I nipoti dei sovrani intanto raggiungono quota otto, quattro maschi e quattro femmine; Juan Carlos e Sofía ormai settantenni potrebbero godersi la famiglia e un’operosa maturità, ma nuvole dense appaiono all’orizzonte, e le nuvole hanno un nome e un cognome: Iñaki Urdangarin genero e Duca di Palma. Nel 2008 le spese per la costruzione dello stadio di Palma erano lievitate dagli iniziali 48 milioni a 110; è la genesi del caso Nóos, istituto di consulenza senza fini di lucro fondato nel 1999, che invece comincia a lucrare abbondantemente quando Urdangarin ne diventa amministratore. Con il trasferimento a Washington probabilmente il duca pensa di averla fatta franca, ma i giudici non si fermano e nel giro di qualche anno arrivano accuse molto pesanti non solo per lui ma anche per l’Infanta, portata in tribunale e infine scagionata. La soluzione migliore per alleggerire il peso dello scandalo che grava sulla famiglia reale sarebbe che Cristina divorziasse, ma lei resta ostinatamente accanto al marito.E Sofía risolutamente accanto alla figlia e ai nipoti.

2018 coronacion felipe Il 18 giugno Urdangarin varca i cancelli del carcere dove rimarrà per cinque anni e dieci mesi. Non è più Duca di Palma, il nuovo re ha privato Infanta e marito del titolo e li ha allontanati dalla Corte. Sì. perché dal 19 giugno 2014 la Spagna ha un nuovo Rey e una nuova Reina: Felipe VI e Letizia. Juan Carlos si è deciso ad abdicare dopo essere a sua volta stato protagonista di uno scandalo impossibile da nascondere: con lo spettro del caso Nóos aleggiante sul Palacio – e gli Spagnoli sfibrati da una pesantissima crisi economica – ha pensato bene di andarsene in Botswana a caccia di elefanti. Lì si è fratturato un’anca e il rientro d’urgenza per essere operato ha rivelato la presenza dell’ennesima accompagnatrice, la ben nota Corinna zu Sayn-Wittgenstein, bionda e ben maritata (poi divorziata) Barbie tedesca cui alcuni attribuiscono addirittura un ruolo da regina-ombra, che ogni tanto fa cadere contro il re emerito accuse assai più gravi del bracconaggio. sofia felipe Alla fine Sofía vede il figlio sul trono, come tanto desiderava, e non essendo più la regina in carica non ha neanche più l’obbligo di sopportare il marito per il bene della Nazione, ma ora ci pensa Letizia a complicare le cose. Nonostante certa prensa del corazón si  ostini a rappresentare i rapporti tra le due come idilliaci, la realtà è quella che è emersa in tutta la sua tragicomicità alla messa di Pasqua di quest’anno, quando la nonna voleva fare una fotografia con le nipoti e la madre, con sprezzo del ridicolo, è platealmente intervenuta per impedirlo. D’altra parte Letizia è la signora dei no: no alle vacanze a Palma de Mallorca (ridotte allo stretto indispensabile), no alle cognate, no ai cugini greci (Felipe spesso partecipa da solo alle riunioni familiari), no perfino alle caramelle di menta (si racconta di una scenata contro la suocera, rea di aver interferito con la dieta delle bambine offrendo loro addirittura delle mentine).

Nonostante tutto, la Reina emerita ha compiuto 80 anni sempre col sorriso, ogni dolore, ogni umiliazione celata dietro l’aspetto sereno e grazioso richiesto dal ruolo e imparato quando era una delle poche ragazze degne di portare una corona. Il 5 gennaio ha girato la boa degli 80 anche il marito, e le fotografie dei compleanni non potrebbero essere più diverse; al chiuso, un po’ intruppati in una piccola stanza, davanti all’albero di natale in procinto di essere smontato la prima, dove brilla l’assenza dell’Infanta Cristina e dei suoi figli. Tutti insieme invece per Sofía, schierati sui gradini della Zarzuela.

La Reina ha attraversato la vita rimanendo fedele a se stessa, in un’intervista concessa per il settantesimo compleanno aveva dichiarato che nella vita ha sempre avuto a cuore due cose: la famiglia, e il poter essere utile al paese. Trabajando.

(se vi siete persi la prima parte del post la trovate qui La Reina Sofía, 80 anni in 8 decadi (parte prima) )

La Reina Sofía, 80 anni in 8 decadi (parte prima)

1938 sofia 1938 Sofia Margherita Vittoria Federica di Grecia e Danimarca nasce ad Atene il 2 novembre 1938. È la primogenita del principe Paolo – fratello di Re Giorgio II ed erede al trono – e di sua moglie Frederika di Brunswick. La monarchia greca è giovane ma ha avuto vita travagliata: dopo il dissolvimento dell’impero ottomano, dopo un breve periodo repubblicano, dopo una prima fase monarchica che vede sul trono Ottone di Wittelsbach, l’Assemblea Nazionale vota per assegnare la corona a un principe di Danimarca. Il principe Vilhelm diventa così Re Giorgio I di Grecia nel 1863, regna per cinquant’anni e muore per un attentato a Salonicco nel 1913. Gli succede il figlio Costantino I che, accusato dagli alleati durante la Prima Guerra Mondiale di essere filogermanico, va in esilio con il figlio maggiore Giorgio. Tocca allora al secondo figlio Alessandro, che nel 1920 muore improvvisamente (e incredibilmente) per la setticemia causata dal morso di una scimmia che teneva in giardino. Un referendum richiama sul trono Costantino I, che in seguito alla sconfitta contro la Turchia di Kemal Atatürk e la crisi politica conseguente abdica in favore del figlio Giorgio II, il quale regna per pochi mesi, fino alla proclamazione della seconda repubblica nel 1924. Nel 1935 altro referendum, torna la monarchia e con essa Giorgio II, che finisce con l’appoggiare la dittatura di Ioannis Metaxas. Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale complica ulteriormente la situazione. La famiglia reale – nel frattempo a Sofia è nato il fratellino Costantino – è costretta ad abbandonare il Paese e ad andare in esilio prima in Egitto poi in Sud Africa dove nel 1942 nasce la terza figlia degli eredi al trono, la principessa Irene.

1948 sofia 1948 2Alla fine della guerra l’ennesimo referendum rimette Giorgio II sul trono, ma il monarca muore il 1° aprile 1947; gli succede il fratello Paolo. Anche se ora Sofia è la figlia del re la sua vita non è diversa da quella di altre bambine della buona società: inizia la propria istruzione in casa, poi frequenta una scuola ad Atene e completa gli studi in Germania, allo Schloss Salem. Rientrata in patria si dedica alle sue passioni: filosofia musica e archeologia (con tanto di pubblicazione delle campagne di scavo). La principessa ha un profondo legame con il padre, da cui ha ereditato molti aspetti del carattere. Tanto Paolo è riflessivo e rigoroso quanto sua moglie intrigante e vendicativa; è francamente detestata e lascerà un pessimo ricordo di sé. Sofia è senz’altro una ragazza brillante e vivace ma anche molto equilibrata; come suo padre ama lo studio, la lettura e la musica. Alla sua morte nel 1964 la giovane Sofia porterà con sé a Madrid il pianoforte che il re amava suonare, e in un estremo affettuoso omaggio al padre tanto amato diventerà vegetariana.

1958

 

La ventenne principessa è una ragazza studiosa e sportiva; prende un diploma da puericultrice e partecipa alle Olimpiadi di Roma come riserva della squadra greca di vela, con cui il fratello Costantino vince la medaglia d’oro. Partecipa alle attività ufficiali della Corona e accompagna i genitori in alcuni viaggi ufficiali come quello negli Stati Uniti. Ha già incontrato un giovanotto che le piace, Juan Carlos di Borbone; lo ha conosciuto a bordo del panfilo Agamemnon durante la Crociera dei Re, organizzata dalla madre col pretesto di incrementare il turismo in Grecia, ma con lo scopo reale di favorire incontri tra giovani teste coronate, lo rivede proprio quell’anno, poi di nuovo a Roma per le Olimpiadi, lui però sembra invaghito di Maria Gabriella di Savoia e/o di Olghina di Robilant, mentre il nome di lei viene avvicinato a quello di Harald di Norvegia. La situazione si sblocca nel giugno del 1961 a Londra, quando entrambi partecipano alle nozze del Duca di Kent; i due si trovano (casualmente?) sempre vicini, e finalmente Cupido – probabilmente nelle vesti di Lord Mountbatten, cugino della nonna di lui – porta a termine il suo incarico. Al primo ballo al Dorchester, hotel ultrachic a Mayfair, segue l’invito dei sovrani greci a passare qualche giorno a Mon Repos, la residenza estiva sull’isola di Corfù. È fatta, il fidanzamento viene annunciato a Losanna il 13 settembre 1961. sofia fidanzamento Il 14 maggio 1962 ad Atene vengono finalmente celebrate le nozze con doppio rito, ortodosso e cattolico, concesso da Papa Giovanni XXIII per superare l’opposizione del primate della chiesa ortodossa, contrario alle sole nozze cattoliche. sofia matrimonioJuan Carlos, come pretendente al trono di Spagna, deve osservare la Prammatica Sanzione del 1759, in cui Carlo III regolava la successione ai troni di Spagna, Napoli e Sicilia, e la sua consorte oltre che di sangue reale deve essere cattolica, dunque l’ortodossa Sofia si convertirà, ma dopo le nozze. La sposa indossa un abito di Jean Dessès, couturier di origine greca nato ad Alessandria d’Egitto, che nel suo atelier a Parigi veste molte teste coronate (e ha insegnato il mestiere pure a Valentino). Il modello relativamente semplice è composto da una gran quantità di pizzo su una base di lamé bianco argento, realizzato in Grecia dalle abili manine di artigiane greche, come da espressa richiesta di Sofia. Grace-kelly-e-ranieri-alle-nozze-di-Juan-Carlos-1962 Il velo lungo cinque metri è quello che aveva completato l’abito da sposa della madre, ed è fermato dalla Prussian Diamond Tiara, indossata da sua mamma e nonna prima di lei; Sofia la presterà a Letizia il giorno delle nozze con Felipe, dando il via anche il Spagna a una tradizione presente in molte famiglie reali.

Ad Atene arrivano tanti re e regine e principi e principesse come non si vedevano da anni tutti insieme, circa 150 portatori sani di sangue blu. Ammiratissima Grace de Monaco: al ballo offerto dai padroni di casa la sera prima delle nozze re Paolo apre le danze con lei, che incanta anche il giorno dopo partecipando alla cerimonia in una mise azzurro cielo.

1968 sofia 1968 Il 30 gennaio nasce Felipe, il desiderato figlio maschio; arriva dopo due femmine: Elena, nata il 20 dicembre 1963 e Cristina, il 13 giugno 1965. Se davvero Juan Carlos salirà sul trono, la successione è assicurata. Ma la situazione è complessa: la monarchia è congelata nelle mani di Franco, che ha prima esautorato il re Alfonso XIII (morto comunque nel 1941) e dal 1947 è di fatto il reggente. Alfonso ha lasciato 4 figli maschi ma il principe delle Asturie, emofiliaco, è morto nel 1938 dopo essersi sposato due volte con due donne di sangue non reale, rinunciando a ogni pretesa sul trono. Il secondo, Jaime, ha una moglie aristocratica ma non reale, e alla fine rinuncia pure lui. Il terzo, Juan Conte di Barcellona, ha invece sposato una lontana cugina, Maria Mercedes di Borbone-Due Sicilie e corrisponde perfettamente ai dettami della Prammatica Sanzione; ma Franco non si fida, teme che non manterrà l’assetto franchista del paese, decide che alla sua morte l’erede della corona sarà il figlio Juan Carlos e lo designa ufficialmente il 22 luglio 1969. sucesion 1969 Per fortuna della Spagna il re sarà invece il più attivo sostenitore della democratizzazione del paese. Inizia il lento declino del dittatore, l’ETA intanto fa sentire forte la sua voce uccidendo il Primo Ministro Carrero Blanco che aveva sostituito l’anziano e malato Franco. Il Caudillo muore il 20 novembre 1975, due giorni dopo Juan Carlos viene nominato Re dalle Cortes.

(qui la seconda parte del post La Reina Sofía, 80 anni in 8 decadi (parte seconda) )

A Royal Calendar – 30 ottobre 1954

Nasce a Lima Mario Testino; se Diana è ancora un’icona glamour, è anche merito suo. Mario-and-Diana- Padre italiano e madre irlandese, Mario è il maggiore di sei figli, e da piccolo pensa di farsi prete. Poi si dedica agli studi di Economia, ma il Perù gli va un po’ stretto, lascia l’università e le Ande alla volta, se non degli Appennini, almeno dei Pennines, e nel ’76 sbarca a Londra per studiare fotografia. Mentre lavora come cameriere, i capelli tinti di rosa, muove i primi passi ispirandosi ai maestri inglesi dell’immagine, come Cecil Beaton. Saranno stati proprio quei capelli a procurargli il primo incarico importante, la foto di un moderno haircut per l’edizione britannica di Vogue?Non lo sappiamo, ma sappiamo che la modella era Lucinda Chambers – che della rivista sarà fashion director per oltre un ventennio – e quella foto segna l’inizio di un’amicizia che dura tuttora. Negli anni Testino si crea una grande reputazione e una solida carriera come fotografo di moda creando uno stile unico, per il quale confessa di ispirarsi agli anni della giovinezza sulle spiagge brasiliane: un mix di femminilità e mascolinità, una sensualità spesso fluida, sempre glamour. Ritrae tutte le supertop, da Naomi a Kate Moss, vestite dagli stilisti più in voga, Chanel Vuitton Armani Valentino Dolce&Gabbana Gucci Givenchy Saint Laurent Burberry, e le sue foto compaiono sulle varie edizioni di Vogue, GQ, Elle, Vanity Fair.

Proprio VF gli dà un incarico che forse non cambierà la sua vita, ma certo la arricchirà parecchio; per celebrarne il trentaseiesimo compleanno, e il primo anno di divorzio da Charles, ritrarrà Diana come ora vuole essere vista, non più HRH ma una donna moderna, che si muove attivamente sul palcoscenico del mondo ”vivid, energetic, and fascinating”. Il risultato è una serie di scatti che ritrae la splendida principessa come una creatura contemporanea, estremamente elegante, lontana dalle rigidità di Corte, consapevole ma anche divertita dal proprio fascino. La tragedia di poche settimane dopo trasforma Diana in un’icona senza tempo, e quelle fotografie diventano il sigillo a questa consacrazione.

Per Testino si spalancano le porte della regalità, da quel momento diventa uno dei più richiesti ritrattisti delle teste coronate di mezzo mondo: Rania di Giordania, Willem e Máxima d’Olanda, i principi ereditari di Danimarca e naturalmente la Royal Family.  Sue le fotografie ufficiali del fidanzamento tra William e Catherine, sue quelle dei battesimi dei piccoli Cambridge, sue quelle – bellissime – di Charles con i figli. Un rapporto che dura e si rafforza nel tempo, una fiducia sempre confermata segno evidente di una grande apprezzamento del suo lavoro (nonostante – o forse proprio per – l’abbondante, a volte eccessivo, uso di photoshop).

Intenso anche il rapporto con il mondo dell’arte, sia come collezionista sia come collaboratore di artisti quali Keith Haring e Julian Schnabel; molte le mostre dei suoi lavori, alcuni dei quali fanno parte della collezione del Victoria and Albert Museum. Porta il suo nome il MATE – Museo Mario Testino – istituito da lui stesso nella natia Lima con l’obiettivo di contribuire alla vita culturale del Paese attraverso la promozione del patrimonio artistico. ma te wales Testino ha ricevuto numerose onorificenze internazionali, dalla Legion d’Honneur all’Order of the British Empire, per i meriti culturali e l’intensa attività filantropica, ma di recente il suo nome è stato coinvolto in una serie di denunce per abusi sessuali, presentate da modelli ed ex collaboratori; in conseguenza di ciò, la Condé Nast ha sospeso la collaborazione con il fotografo. La giustizia farà il suo corso, l’auspicio è che sia innocente delle accuse rivoltegli, altrimenti – oltre ad altre spiacevoli conseguenze – neanche essere un mago dell’immagine  lo aiuterà a salvare la sua.