A Royal Calendar – 28/29 giugno 1978

Va a nozze la principessa più bella e famosa, sua Altezza Serenissima Caroline Louise Marguerite de Monaco.

caroline junot balcone

caroline charles

Caroline è giovanissima, libera, spensierata. Non ha la bellezza algida di sua madre, ma una più carnale e mediterranea. Per lei i genitori non hanno mai fatto mistero di desiderare un matrimonio importante, e nel 1977 i giornali di mezzo mondo impazziscono davanti alle foto che la ritraggono con lo scapolo d’oro del Gotha: il Principe di Galles. Charles probabilmente non resta indifferente davanti a cotanta grazia ma lei, già insofferente delle regole di casa Grimaldi, non ci pensa proprio a diventare una Windsor. E poi ha il cuore già impegnato. Si è infatti innamorata alla follia di un uomo d’affari parigino che ha quasi il doppio dei suoi anni e tracce impercettibili di sangue blu: Philippe Junot. Ranieri e Grace dapprima negano loro consenso, ma nel pieno dell’estate una provvidenziale paparazzo si trova a passare vicino allo yacht  dove la giovane principessa amoreggia in topless col maturo innamorato.

caroline junot fidanzamentoPer stroncare ogni possibile scandalo il fidanzamento ufficiale viene annunciato il 25 agosto. Caroline è deliziosa, il viso ancora tondo dell’adolescenza, e sembra una bambina accanto al fidanzato e alla splendida mamma (che per la cronaca indossa un abito Yves Saint Laurent, uno dei capi di punta di quell’anno).

 

 

caroline junot civilePreceduto da una serata di gala con gli immancabili fuochi pirotecnici, il matrimonio civile si tiene il mercoledì 28 nel Palazzo del Principe. La sposa e sua madre si sono affidate alla Maison Dior, all’epoca retta saldamente dalle mani classiche ed eleganti di Marc Bohan. Per le nozze civili la sposa indossa un semplicissimo abito color azzurro ghiaccio con pillbox coordinato.

Il giorno dopo nella Cattedrale di Notre-Dame-Immaculée le nozze religiose.

 

La sposa arriva dal vicino Palazzo al braccio del padre; l’abito bianco, accollato e virginale, ha maniche al polso e una ricca gonna in pizzo. Un velo leggero nasconde il viso della giovane sposa, una volta sollevato rivelerà l’elemento che è rimasto nella memoria generale: un’acconciatura di fiori (opera del mitico Alexandre) che ci porta dritti dritti nella saga di Star Trek in compagnia della principessa Leia.

caroline junot grace

La Principessa Sovrana Grace, una delle donne più chic della sua epoca, appare un po’ ingoffata da un abito giallo canarino con cappellone, inutile sciarpa, e una lunghezza che ammazzerebbe qualunque caviglia.

Il matrimonio, come forse ricorderete, durò pochissimo. Nel giro di due anni la coppia era già scoppiata e il divorzio arrivò rapido, sull’onda di un’altra paparazzata che ritraeva Junot a bordo piscina con la it-girl del momento, la costaricana Gianina Facio, oggi signora Ridley Scott.

Altri due anni e la luce di Grace si spegne sul principato, poi per Caroline verrà Casiraghi, la felicità e tragedia, ma questa è un’altra storia. Anzi, molte.

Nipotine royal o giù di lì

Va bene che la settimana scorsa c’era il Royal Ascot, va bene che non volevamo perderci nemmeno uno dei royal cappelli, ma questa a Londra è la fase più intensa della stagione mondana, la famosa Season.

serpentine pavillon

E lo scorso 19 giugno è andato in scena uno degli appuntamenti più cool del mese, il Serpentine Summer Party, dove i mondi di moda cultura cinema e design si incontrano per festeggiare l’inaugurazione del Serpentine Pavillon, all’interno dei Kensington Gardens, progettato quest’anno dalla messicana Frida Escobedo.

All’appuntamento non mancano mai le principesse di York, ed ecco che anche quest’anno le due sorelle hanno aggiunto un tocco royal allo scicchissimo parterre (il party era sponsorizzato da Chanel, non so se mi spiego).

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Beatrice è comparsa tutta impavonata in un abito della stilista greca Mary Katrantzou che ve lo dico subito, a me è piaciuto. La stampa è divertente e pure strategica; l’effetto ottico delle piume di pavone – che partono piccolissime e poi si allargano sul fondo – combinato col taglio alto della vita slancia parecchio la Bea, che abbiamo già visto come dia il meglio di sé con gli abiti anni ’50. Poi certo il chiodo di pelle appoggiato sulle spalle è un po’ meno rock, ma per questa volta passi. Segnalo agli appassionati il bauletto con scritta antibullismo: è la versione nera di quello rosa sfoggiato ad Ascot.

eugenie serpentine party

Accompagnata dal fidanzato Jack l’altra party sister e futura sposa Eugenie ha optato per un top asimmetrico (troppo) di Roland Mouret, con pantaloni in pelle e stivaletti Gianvito Rossi. Per il commento di Lady Violet basta una parola sola. No. L’insieme la ingoffa e il monospalla schiaccia il décolleté invece di esaltarlo. Il make up lo prendiamo come una citazione degli anni ’80.

Menzione speciale per i due giovanotti di peonie vestiti, che hanno evidentemente interpretato alla lettera il concetto di garden party.

 

 

kitty serpentine party

Poteva mancare la leggiadra Lady Kitty Spencer, nipote dell’indimenticata Principessa del Galles? Ovviamente no. Vestita Dolce e Gabbana as usual – è testimonial della griffe siculomeneghina – risultava assai botticelliana con un abito lungo tutto tempestato di fiori in rilievo.

L’abito sembra bello, e lei è abbastanza giovane e bionda da indossarlo; dal canto suo Lady Violet è lieta di non avere più l’età per vestirsi da aiuola.

 

 

Inutile negarlo, la nipote, benché acquisita, di cui si parla oggi è però la neo Duchessa di Sussex, che con marito e nonna acquisita ha partecipato a Buckingham Palace al ricevimento per gli Young Leaders Awards.

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Meghan era in Prada rosa cipria, un colore che indossa spesso e le dona. Bello il corpino, inutile il falpalà sul lato destro della gonna; brutte le calze, ma immagino che debba ancora trovare la tonalità adatta a lei, per cui suggerisco visita da Fogal.

Cosa pensa Lady Violet? la scelta di uno stile minimal può essere quella giusta, mi perplime un po’ la scelta di temi simili: colori chiari, scollatura a barca, bottoni, forme pulite ma spesso oversize; non è la ripetizione ossessiva degli stessi elementi che fa lo stile. E devo dire che un po’ poco convinta mi sembra pure la bella Duchessa. Cui consiglierei di far pace coi capelli – se li vuol tenere lunghi e sciolti benissimo, ma eviti di toccarli in continuazione – e, please, il contouring così marcato lasciamolo alle Kardashian.

Un ultimo consiglio: eviti se possibile, in presenza di Her Majesty, di accavallare le gambe. E’ vero che è un gesto che abbiamo visto fare anche a Diana, ma se non ricordo male la Principessa di Galles non era più un’Altezza Reale. Ora che è duchessa è meglio adottare il Duchess slant, cioè incrociare solo le caviglie. Anche perché lei non puoi saperlo, ma per i 60 milioni di cittadini di una Repubblica del Mediterraneo, le gambe incrociate così fanno tanto Sophia (Loren) o Daniela (Santanché).

News – Visita del Presidente Macron e della Première Dame in Vaticano

Oggi la Première Dame Brigitte ha accompagnato il marito Monsieur le President en marche fino in Vaticano, a incontrare per la prima volta Papa Francesco.

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Madame indossava un abito nero carbone che più sobrio non si può: accollatissimo, maniche al polso, lunghezza a coprire il ginocchio. Molto bene. Ai piedini delle semplici pump nere dal tacco altissimo. Un po’ femme fatale, ma esaltano con grazie le sue caviglie. Bene.

Le famose gambe, ancora belle e di solito ancor più generosamente esibite erano inguainate in calze color carne. Male.

Brigitte non ha ritenuto di indossare una mantiglia, e si è presentata a capo scoperto. Malissimo. Apprezzo l’idea dello chignon, ma poteva essere realizzato meglio.

Coerentemente con la scelta di una mise formale-ma-non-troppo non c’era ombra di guanti. Male, ma ormai è una battaglia persa.

Riassumendo: è senz’altro una delle occasioni in cui la Première Dame è sembrata più elegante, ma la forma è forma e va rispettata alla lettera, altrimenti passare da “udienza privata in Vaticano” a “cocktail in prefettura” è un attimo.

P.S. Lady Violet si permette di consigliare a Madame orli di questa lunghezza: le gambe ne risultano assai valorizzate.

P.S. 2 nell’occasione, Monsieur le President ha ricevuto il titolo di Canonico del Laterano, un onore dei Re di Francia che risale a Enrico IV, quello per cui Parigi valeva una messa.

Royal Ascot 2018, Ultimo giorno – The Queen & Nipoti

Sabato è (finalmente?) finita la settimana di Ascot.

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Chiusura in tono minore; anche Sua Maestà, abbandonate le mise indossate nei giorni precedenti – abito a fiori + soprabito e cappello coordinato in colori brillanti – si è presentata con un tailleurino in tessuto operato e copricapo con piumette svolazzanti.

Abbiamo visto di meglio, direi.

Per la prima volta quest’anno è comparsa Lady Sarah Chatto, figlia della defunta sorella Margaret. Sarah ha elaborato un suo stile che ripete sempre uguale: cappello a pagoda di Stephen Jones, gonna a pieghe e golfino.

 

La fanciulla in rosso è l’abbiamo già conosciuta; è Autumn Phillips, nuora della principessa Anne, che migliora ad ogni uscita. E con quel bel viso, bisogna dirlo, i cappelli le stanno bene tutti.

Chiudiamo davvero in bellezza, con i due giovani cavalieri che hanno scortato la Regina. Sono due pronipoti, Arthur Chatto, figlio di Sarah, e suo cugino il Viscount Linley, figlio di David Armostrong Jones, Conte di Snowdon, primogenito di Margaret.

Che, scommetto, sarebbe stata una nonna orgogliosa di tale progenie.

 

 

 

Royal Ascot 2018, Giorno 4 – The Queen & Guests

La settimana del Royal Ascot volge al termine ma ci consegna alcune certezze. La prima è che pochi colori donano a the Queen come il verde lime, che deve piacerle tanto perché lo indossa sempre più spesso.

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E la decorazione a rose rosa del cappello è persino più bella di quella in viola del royal wedding. Che detto da Lady Violet…

A sorpresa il duca di York era in compagnia non solo della figlia maggiore Beatrice, ma anche della ex moglie Sarah.

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Il riavvicinamento della fulva signora alla Royal Family sembra lento ma inarrestabile. Invitata ad Ascot lo scorso anno, invitata al matrimonio di Harry e Meghan, invitata ad Ascot ieri. E ovviamente presenzierà alle prossime nozze reali essendo la madre della sposa.

Il perfetto curtsy con cui ha omaggiato la sovrana ed ex suocera era veramente degno di una duchessa, ma niente paura! Le altre foto ci hanno restituito la Sarah di sempre, la ragazzaccia che faceva le smorfie al balcone di Buckingham Palace il giorno delle nozze.

Bello l’abito blu Roland Mouret, bellissimo il cappello Philip Treacy, ma come chiunque sa l’abito non fa la duchessa, e manco il cappello.

Beatrice sdogana il marchio The Fold (già indossato da Pippa al royal wedding di maggio) e proprio non se ne sentiva il bisogno, e lo completa con un grande cappello – molto grande – che le sarebbe stato meglio inclinato in avanti. E dire che lunedì era partita così bene!

Una delusione inattesa ci viene da Haya, che per una volta abbandona Philip Treacy e opta per un inutile cappellino nero. Non lo fare più!

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A Royal Calendar – 22 giugno 1911

A Londra, nell’Abbazia di Westminster, viene incoronato Giorgio V.

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Nato nel 1865, secondo maschio – dopo Alberto Vittorio – dei principi di Galles Edoardo e Alessandra, diventa erede al trono dopo l’improvvisa morte del primogenito. L’anno seguente sposa la cugina Mary di Teck, che era stata promessa al fratello maggiore. Nonostante l’unione possa apparire forzata, il matrimonio si rivelerà felice, e Mary viene incoronata regina insieme con il marito.

L’abito della regina, conservato dal Royal Collection Trust, riprende le linee pulite ed eleganti di moda nel primo ‘900.

È in seta avorio con splendidi ricami allegorici realizzati in oro puro, creati per brillare sotto il sole di giugno.

 

 

Royal Ascot 2018, Giorno 3 – La Royal Family

Oggi è il Ladies Day!

E la palma dello chic va senza esitazioni a Sophie Wessex, in total lilac con copricapo di piume in tinta per il quale Lady Violet commetterebbe una discreta quantità di reati.

 

 

Confesso, un brivido di piacere mi è passato lungo la schiena quando ho visto la clutch della Contessa, perché indovinate chi si è recentemente procurata una favolosa bag in pelle stampata pitone lavanda?

 

ascot 2018 the queenDopo il giallo, dopo il celeste, ecco Sua Maestà in un bel fucsia vibrante. Perfetta la scelta di abbinare a soprabiti monocolore abiti a fantasia floreale che in un gioco di richiami viene ripresa dalla decorazione del cappello. Uno stile che porta la firma di Stuart Parvin per le mise e Rachel Trevor Morgan per i copricapi en pendant.

 

 

 

 

 

 

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Anne, the Princess Royal, sceglie il turchese con accessori blu e una compagnia interessante: il signore che le è accanto altri non è che Andrew Parker Bowles, primo marito della di lei attuale cognata Camilla Duchessa di Cornovaglia. Prima che iniziasse il valzer dei matrimoni tra i due ci fu un flirt finito in nulla, ma evidentemente era destino che un Mountbatten-Windsor sposasse un membro della famiglia Parker Bowles, ancorché acquisito.

 

 

 

 

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Presente anche la Duchessa di Gloucester, una simpatica signora di origine danese che quando indovina un outfit suonano a festa le campane di St Clement Danes. Oggi osa con un abito arancione scuro che non sarebbe male – abbiamo capito che in queste occasioni lo stile anni ’50 funziona – ma lo completa con un cappello da tanguero verde bosco, scelta comprensibile solo per un daltonico.

 

 

 

 

 

E le principessine York ci sono? Certo che sì. Ma mentre la futura sposa Eugenie sembra aver trovato un suo stile ed è sempre gradevole – oggi in Erdem con clutch YSL e un cappello nero con fiori bianchi che le sta d’incanto – Beatrice, sulla carta la più fashionsta delle due, compie un terribile faux pas. Ma benedetta ragazza, è vero che i blocchi di colore possono essere un’arma potentissima per allungare una silhouette e e sfinare un fiancotto, ma li devi usare al contrario: lo scuro fuori, il chiaro all’interno. Colori invertiti, effetto invertito. E poi chi è questo Jonathan Simkai? Perché quando hai gli occhi del mondo addosso ricorri a lui? Su, prometti di non farlo più.

 

 

 

Royal Ascot 2018, Giorno 2 – La Royal Family

Secondo giorno ad Ascot col drappello reale guidato da Elisabetta II in una fresca tonalità di celeste, accesa dai fiori rosa intenso sul cappello di Rachel Trevor Morgan.

Camilla sfodera una mise di un verde improbabile, inutilmente ornata di pizzo bianco. Incredibili le maniche con arricciatura rivolta verso il cielo. Non l’aiuta nemmeno il cappello Philip Treacy  le cui linee acuminate contrastano con l’aria vagamente romantica del soprabito. Peccato, ieri era andata così bene!

 

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Minimalista as usual la principessa Anna, in compagnia della nuora Autumn. La fanciulla, di origine canadese, non sarà particolarmente elegante ma ha un viso molto bello e interessante, e osa spesso copricapi originali che le stanno benissimo. Oggi è in azzurro scuro, con un divertente cappellino che le dona assai.

Le dolenti note arrivano con la Contessa di Wessex. Sophie sdogana la jumpsuit, permessa nel royal enclosure solo da un anno. Ne indossa una dell’amata Emilia Wickstead, e la abbina ad un gran cappello ton sur ton di Jane Taylor. Immagino che nelle intenzioni volesse sembrare una dI quelle scicchissime femmes fatales che popolano i romanzi di Agatha Christie. Ma non c’è bisogno di scomodare Poirot, qui il morto è lo stile, e l’ha ammazzato lei.

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Royal Ascot 2018, Giorno 1 – Ospiti

Come previsto da Lady Violet, la principessa Haya non ci ha delusi. E per l’Opening Day del Royal Ascot ha scelto un Roland Mouret azzurro con Chanel abbinata (ahimé pure le scarpe erano in tinta, ma per fortuna nella foto non si vedono) e il Philip Treacy d’ordinanza. A fare la differenza questa volta è il suo bambino, Zayed, un piccolo lord perfetto con tanto di cappello a cilindro.

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Marie Christine, che quest’anno festeggia i quarant’anni di matrimonio col principe Michael di Kent, cugino della regina, ha riciclato un cappello a forma di sella (ispirato dal tema della giornata?) in color avorio con grande rosa nera. Penso solo io che avrebbe fatto meglio a lasciarlo nell’armadio? Quanto all’abito, il solito esercizio nel bianco e nero, ma con modesta fortuna, direi. Noto poi con un certo disappunto che anche lei si sta convertendo allo spettinato, il che ahimé non aiuta all’insieme.

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Tra le ospiti più originali e pirotecniche, quelle che trasformano le corse di Ascot in leggenda, ho deciso di sottoporvi le mie preferite.

La prima indossa un classico campo di calcio – un modello che in un modo o nell’altro è presente tutti gli anni – e grande bandiera inglese (non la Union Jack, quella della sola Inghilterra), con cui celebrare la prima vittoria della squadra ai Mondiali.

La seconda farà la gioia di tutte noi che dalla cultura latina discendiamo: sì signore, qui abbiamo addirittura la dea Cerere, con tanto di copricapo di spighe e abito cosparso di panini.

 

Sempre gloria a chi ha inventato le corse di Ascot, e i cappelli.

News – Martedi 19 giugno

Se tutta l’attenzione di Lady Violet è rivolta al Berkshire, alle corse di Ascot e ai favolosi cappelli indossati dalle signore, non possiamo mandare sotto silenzio alcuni importanti momenti royal di ieri, martedi 19.

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Auguri a Zara Phillips e a suo marito Mike Tindall che, già genitori della deliziosa Mia, ieri hanno dato il benvenuto a un’altra bambina.

Essendo Zara figlia della Princess Royal, Anne, Sua Maestà diventa così bisnonna per la settima volta.

La bimba, di cui ancora non si conosce il nome, gode di ottima salute e alla nascita pesava kg 4,150, esattamente come Lady Violet!

 

 

Dall’altro lato dell’Atlantico si è registrato l’arrivo a Washington dei Sovrani di Spagna  Felipe e Letizia. Incontrando la coppia presidenziale la Reina indossava un Michael Kors rosa intenso, con gli accessori baby pink già visti qualche giorno fa; evidentemente anche lei fa la valigia intelligente.

Interessante notare come la First Lady – ieri in Valentino – avesse già indossato lo stesso abito di Letizia, in azzurro cielo, per incontrare il Presidente e la Prima Signora di Panama. Omaggio alla padrona di casa o semplice svista? E la bella Melania avrà messo il broncio all’idea del confronto?

 

 

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Omaggi tra signore a parte, confesso che Letizia mi piaceva di più con l’abito bianco a grossi pois neri – firmato Matilde Cano –  indossato all’arrivo nella capitale statunitense. E fingerò di non aver notato la fascia in pvc trasparente che àncora le scarpette nere al regal piedino, che evoca un paio sciaguratissime scarpe trasparenti di cui vi parlerò in separata sede.

 

 

 

 

 

 

 

Questo era ieri, ma oggi il Royal Ascot entra nel pieno, see you soon!