Secondo alcuni rumors, oggi i Duchi di Cambridge dovrebbero essere andati a conoscere il nipotino Archie a Windsor, ma dell’incontro non ci sono foto, solo voci. Ci sono invece le immagini di Catherine in tutto il suo splendore in visita a Bletchey Park, dov’è allestita una mostra nell’ambito delle celebrazioni per i 75 anni dal D Day.
Bletchey Park è la tenuta di campagna, a una settantina di chilometri da Londra, dove un gruppo di cervelli coordinati da Alan Turing riuscì a scoprire il segreto della macchina Enigma, con cui i tedeschi si scambiavano messaggi cifrati (e indecifrabili) durante la Seconda Guerra Mondiale.
La visita di Catherine ha un significato particolare, perché di quel gruppo faceva parte anche la nonna paterna, Valerie Glassborow, notizia che devo dire mi ha piuttosto sorpresa. Nessuna sorpresa invece per la mise della duchessa, che ricicla alla grande: l’abito a pois di Alessandra Rich è stato già indossato nelle fotografie per i 70 anni del Prinicipe di Galles, e a dirla tutta è stato anche protagonista del nostro (per ora unico) dress like a princess (ricordate? Dress like a Princess ). E voi avete seguito il nostro consiglio? Vi siete dotate di un abito a pois per la primavera, anche se il meteo continua a consigliare piuttosto maglioni norvegesi? Per parte mia ho notato con piacere quanto oggi le mie gambe somiglino a quelle di Catherine: ho proprio lo stesso cerotto sullo stesso punto della caviglia sinistra!
Abbiamo parlato brevemente di Alan Turing qui La foto del giorno – 16 febbraio
Poi ho scoperto che non è recente, ma ormai era scoccato il colpo di fulmine, e non potevo tornare indietro. Il Principe Philip qui è ritratto all’ultimo appuntamento dei Duke of Edinburgh Awards cui ha partecipato, nel 2017, poco prima del suo ritiro dagli impegni ufficiali.
Sentebale è un charity fondato proprio da Harry col Principe Seeiso del Lesotho, dedicato alla memoria delle loro madri (Sentebale significa “non dimenticarmi”), che si occupa dei bambini in difficoltà in Lesotho, Botswana e Malawi, con particolare attenzione alle piccole vittime dell’AIDS, malati o orfani di genitori deceduti per la malattia. I tornei di polo sono uno dei molti eventi organizzati per la raccolta fondi, e noi siamo entusiasti di poter ospitare Harry nella Città Eterna. See you soon!
Dedicare la foto del giorno a lei, che oltre ad essere la decana e la più amata, almeno da noi, delle sovrane è anche quattro volte mamma, otto volte nonna e otto volte (per ora) bisnonna può sembrare scontato, ma ciò che ha determinato la scelta di questa immagine è un preciso dettaglio, la sua mise (indossata ieri al ricevimento del Royal Windsor Horse Show). Sì cari lettori, perché se la vostra mamma – o la vostra nonna – è di una generazione vicina a quella di Her Majesty, è cioè nata tra la fine degli anni ’20 e gli anni ’30, nel suo armadio c’è sicuramente stato, e forse c’è ancora, lui, lo Chanelino. Cioè un tailleur composto da gonna – o abitino, come in questo caso – e un giacchino che segue regole precise: modello a sacchetto, tessuto bouclé, profili a contrasto. E cosa distingueva lo Chanelino da ogni altro tailleur Chanel? Ovvio, il fatto che non venisse da Parigi, ma fosse scaturito dalle abili mani della sarta di famiglia (a volte la mamma stessa). Sì perché le nostre mamme, quelle che come la mia erano quasi coetanee di Her Majesty, erano passate per le rigide maglie della guerra e delle privazioni, avevano col denaro un atteggiamento più cauto e rispettoso (se mi passate i termini) del nostro. E anche quelle che potevano permetterselo non è che chiamassero sempre Mademoiselle Coco, a volte telefonavano alla sarta di fiducia. E Coco, che era una donna anche lei, e anche lei con un passato di miseria e privazioni, queste cose le sapeva bene, e si inventò modelli dalle linee più semplici di quelle che erano andate in voga prima del suo arrivo, che rendevano chic le donne liberandole definitivamente da lacci corsetti e scomodità varie. Poi scoprì che questi modelli erano così belli e comodi e facili che li copiavano dappertutto. E si arrabbiò? Ma neanche per sogno, reagì dicendo più o meno così “Se mi copiano è meglio: copiare è un segno d’amore e l’amore è ciò che rende eterni”. Anzi, a dirla tutta iniziò anche lei a far realizzare i suoi capi fuori dalla Maison. Uno dei suoi tailleur più famosi, quello rosa con dettagli blu indossato da Jackie Kennedy il giorno della tragedia di Dallas non era stato cucito a Parigi, ma a New York da Chez Ninon, con un procedimento detto line to line, messo appunto da Coco Chanel in persona, come abbiamo raccontato qui:
Giovedì scorso il sovrano monegasco ha raggiunto San Demetrio Corone, neanche 3500 abitanti sulla Sila cosentina. Ricevuto dal sindaco Salvatore Lamirata Albert ha ricevuto la cittadinanza onoraria e ha svelato la targa che riconosce il paesino Sito storico Grimaldi del Monaco, E come mai, chiederete voi? Il fatto è che nel 1309 Ranieri I Grimaldi ottenne la baronia di San Demetrio dal Re di Napoli Roberto I d’Angiò; il titolo passò al figlio Vinciguerra e da qusti al fratello Carlo, signore di Monaco dal 1331, di Mentone nel 1346 e di Roquebrune nel 1355. Confiscato e riassegnato più volte, il territorio di San Demetrio fu restituito ai signori di Monaco nel 1421 da Luigi III d’Angiò in ringraziamento del sostegno ricevuto dalla loro flotta nelle lotte contro Alfonso d’Aragona per il trono di Napoli.
E a Monaco non si sono sottratti al rito della birra, che lui affronta con fiero cipiglio, mentre direi che lei non ci pensa proprio.
Che poi non proprio di una coppia in senso stretto si tratta, essendo sorella e fratello, ma alzi la mano chi non li trova meglio assortiti – e affettuosamente complici – del principe regnante con la sua algida timida metà.
Caroline de Monaco accompagna il fratello Albert alla premiazione del 51° Concours des Bouquets, uno di quegli appuntamenti un po’ fané così tipicamente monegaschi, e osa l’inosabile: il floreale longuette. Il risultato, complici quelle scarpette (rosa, ma per niente da Barbie) è a mio avviso delizioso, sostenuto da grazia e classe non comuni.
Il resto lo fanno il sorriso e i modi di una signora che grazie a Dio non deve dimostrare più nulla, e si gode la famiglia e l’età.

Mamma ancora un po’ provata ma giustamente felice e soddisfatta, pure lei sui tacchi alti che aveva criticato nella cognata (ragazze, andavano bene pure le ballerine stile Diana).
