Ecco la prima foto!

Catherine in bianco (anche Camilla), Meghan in verde oliva.
Stay tuned!
Ecco la prima foto!

Catherine in bianco (anche Camilla), Meghan in verde oliva.
Stay tuned!
È stata pubblicata la lista dei padrini e degli ospiti al battesimo, e né la Regina né il suo consorte presenzieranno. Sembra si tratti di una decisione già concordata con i Duchi di Cambridge, a causa dei numerosi e faticosi impegni di Sua Maestà.
Saranno presenti i nonni, gli zii Sussex e Middleton, e i coniugi dei padrini.
(Lady Violet ringrazia l’affezionata lettrice Alessia Corradu per l’aggiornamento)
Oggi verrà battezzato il piccolo Louis! Per Lady Violet è una giornata un po’ complicata, ma farà del suo meglio per assicurarvi una cronaca adeguata, nel frattempo ecco una piccola rassegna dei battesimi di famiglia, andando a ritroso nel tempo.
5 luglio 2015 Battesimo di Charlotte
Charlotte Elizabeth Diana è stata battezzata nella St. Mary Magdalene Church a Sandringham. Vi suona familiare? Continuate a leggere!

La fotografia ufficiale è stata scattata nella Drawing Room di Sandringham House. George è evidentemente abbastanza scocciato e pronto a lanciarsi giù dal divano, per cui il padre l’ha arpionato e lo trattiene fermamente. Catherine indossa l’abito che forse ha riciclato per il matrimonio di Harry&Meghan, attirandosi tutte le critiche che sappiamo.
23 ottobre 2013 battesimo di George
George Alexander Louis, terzo in linea di successione al trono britannico dopo il nonno Charles e il padre William viene battezzato nella Cappella Reale del Palazzo di St. James, stesso luogo scelto per il fratellino Louis.

La foto ufficiale è stata scattata nella Morning Room a Clarence House, residenza del nonno Principe di Galles. È l’occasione per replicare un’immagine storica, quella che ritraeva quattro generazioni di sovrani britannici: Victoria, Edward VII, George V e Edward VIII l’abdicante.
21 dicembre 1984 Battesimo di zio Harry
Il battesimo di Henry Charles Albert David si tenne nella St George’s Chapel del Castello di Windsor, dove ha appena sposato la sua Meghan.

Ci pensò il fratellino duenne William a tenere allegra la numerosa compagnia.
4 agosto 1982 Battesimo di papà William
Il battesimo di William Arthur Philip Louis, primogenito dei principi di Galles e secondo nella linea di successione si tiene nella Music Room di Buckingham Palace, come era stato per suo padre.

È una cerimonia affollata di ospiti illustri – a partire da Costantino, ex re di Grecia e padrino – come si conviene al secondo in linea di successione; in più, quel giorno si festeggia anche l’ottantaduesimo compleanno della Regina Madre. Di tanta giornata, l’immagine che forse resterà più nella memoria è quella della giovanissima Diana che calma il pianto del bimbo dandogli da succhiare il proprio mignolo, un gesto che allora sembrò rivoluzionario nella sua naturalezza.
30 agosto 1961 Battesimo di nonna Diana
Diana Frances Spencer fu battezzata nella St. Mary Magdalene Church, a Sandringham.

Terzogenita e terza figlia femmina che dei Visconti Althorp, che probabilmente avrebbero desiderato un maschio che ereditasse il titolo, la bimba nacque all’interno della tenuta reale di Sandringham, e il battesimo fu celebrato nella chiesetta nota perché a Natale la Royal Family viene a messa qui. Anche la nipotina Charlotte è stata battezzata in questa chiesa, probabilmente in onore della nonna mai conosciuta.
15 dicembre 1948 Battesimo di nonno Charles
Charles Philip Arthur George viene battezzato a Buckingham Palace dove è nato, nella Music Room.

Benché si tratti di un futuro re è una cerimonia intima, con una cinquantina di invitati, per lo più familiari. Tra i padrini, la giovane donna prima a sinistra, accanto al neopapà Philip è sua cugina Patricia, figlia di Lord Mountbatten, ne abbiamo parlato qui A Royal Calendar – 25 giugno 1900 (parte prima)
e qui A Royal Calendar – 25 giugno 1900 (parte seconda)
29 maggio 1926 Battesimo della bisnonna Elizabeth
Elizabeth Alexandra Mary è battezzata nella cappella privata di Buckingham Palace.

La bimba è la prima nipote dei sovrani George e Mary; quando nasce è solo la figlia dei Duchi di York e nessuno pensa che salirà al trono. Ma il destino ha in serbo per lei la più straordinaria delle sorprese…
Un’altra settimana è passata, ed è giunta l’ora dei nuovi chic shock e boh, siete pronti?
Lo aspettavamo, e finalmente il momento è arrivato! A una partita di polo ad Ascot la neo Duchessa di Sussex ha offerto un’ottima performance: prendisole a quadretti con scollo all’americana, cappello borsalino in paglia, sandali di cuoio che si arrampicano sulle esilissime caviglie. Brava, très chic.

Giovedì sera, al party estivo de l’Occitane, Beatrice di York si è presentata con un abitino molto girly di Needle & Thread, con scarpette dorate e clutch arcobaleno. Va bene, l’abito è un po’ troppo sdolcinato, il modello e il tulle la ingoffano un po’, ma il colore le dona, trucco e capelli sono perfetti, e l’aspetto della principessa è grazioso e fresco. Lady Violet l’ha trovata chic.
Lo so, non è esattamente royal, lo so, in simpatia ormai può competere con la Reina Letizia, ma la sorellina Pippa, che aspetta un cuginetto per George Charlotte e Louis, per una calda giornata di sole a Wimbledon era perfetta. Abito di sangallo, clutch in midollino, borsalino di paglia (anche lei, batte forte il sole in Albione!). Lady Violet è assai impressionata dalle espadrillas con lacci alla caviglia, in gravidanza non è da tutte! Decisamente chic.
La Contessa di Wessex è senz’altro una di quelle donne per cui si può usare l’espressione invecchiare con grazia, e nei quasi vent’anni passati nella Royal Family ha affinato il suo gusto e perfezionato il suo stile. Da qualche tempo però si è innamorata di Emilia Wickstead, giovanissima stilista di origine neozelandese, e purtroppo indovina una mise su tre. Difficile immaginare qualcosa di più unflattering di questo abito verde, indossato per una cerimonia a Westminster Abbey, che le regala almeno due taglie. Inutile la bella spilla appuntata in quel punto. La domanda è: perché? La risposta non può essere che boh.
La regina dei Belgi Mathilde è bella bionda alta e magra. Potrebbe dunque indossare praticamente tutto e invece che ti sceglie? un pantalone palazzo a righe irregolari, orizzontali, e soprattutto in un tessuto rigido. Effetto finale: due tubi della stufa. Dite la verità care amiche, quante volte avete pensato che un certo capo potrebbe donarvi se solo foste più alte e sottili? Errore, certi capi senza logica stanno male a chiunque. boh.

Appassionata di tennis come tutta la famiglia, a Wimbledon non manca mai mamma Carole Middleton, che non resiste alla tentazione di mostrare il fisico tonico e in gran forma, notevole per i suoi 63 anni. Ma sorry Carole, l’abito è troppo corto per una signora. Ricorda, questi abitini devono essere impeccabili, il che comporta una stiratura perfetta, altrimenti il rischio camicia da notte è dietro l’angolo. E via quelle zeppe per carità, che l’attaccatura delle dita si vede da qui. Insomma, due Middleton, due abiti di sangallo, ma se uno è chic, l’altro ahimé è shock.
Era un po’ che non si vedeva Stéphanie de Monaco, la terzogenita ribelle di Ranier e Grace, ed eccola a Carpentras festeggiare l’ottavo anniversario della Maison de Vie, che assicura varie forme di assistenza alle famiglie di malati di AIDS o positivo all’HIV.
La principessa è semplice ai limiti del trasandato, con una vestaglietta di cotone, zaino in spalla e capelli malamente raccolti in una pony tail. Stéphanie sembra quasi sofferente, e Lady Violet non nega una certa preoccupazione, poi fugata da altre immagini che la ritraggono rilassata e in forma. Comunque uno shock.
Quante di noi hanno sognato un matrimonio da principessa? Eppure la realtà può essere diversa da come la si immagina. Si è appena sposata nel castello avito di Friedenstein – che non vedeva un royal wedding da due secoli – la principessa Stephanie von Sachsen-Coburg und Gotha. Capisco che a 46 anni la sposa non volesse presentarsi aureolata di veli, capisco che un matrimonio solo civile consigli il low profile, ma qui si esagera! Comprensibili le ballerine dato il simpatico ma brevilineo fidanzato, ma il tailleur è veramente incommentabile, e terribile pure il bouquet, accettabile solo per tifose della Roma. shock.
Lady Violet oggi non può nascondere la sua soddisfazione dopo aver visto i Three Lions, la sua seconda nazionale del cuore – la prima com’è noto non si è qualificata – guadagnarsi la semifinale nel campionato del mondo di calcio, dopo aver sconfitto i vichinghi svedesi.
E voi, tra un gol e un commento, vi siete mai chiesti quali squadre – a parte le nazionali ovviamente – possono contare su royal supporters? Se avete risposto sì siete nel posto giusto, se avete risposto no restate lo stesso, potremmo stupirvi.

Il principe Carl Philip di Svezia, che sicuramente starà annegando nella birra la delusione per la sconfitta, è fan di una squadra di Stoccolma, Djurgårdens, che Lady Violet confessa di non aver mai sentito nominare. Ovviamente il sovrano monegasco Albert II è un accanito supporter del Monaco, e manca di rado alle partite allo stadio Louis II.
Il re dei Paesi Bassi Willem Alexander tifa Ajax, il celebre team di Amsterdam (lo conosce persino Lady Violet!), mentre sua moglie, la regina Máxima, sembra preferisca il Feyernoord di Rotterdam. La regina è di origine argentina, e nella madrepadria sostiene La Academia, il Racing Avellaneda, club che non mancò di inviarle gli auguri il giorno in cui da principessa divenne regina consorte.
Nella casa reale di Borbone si gioca il derby: re Felipe VI è notoriamente un gran tifoso dell’Atletico Madrid, mentre il re emerito Juan Carlos sostiene il Real. E un derby si gioca pure a cavallo del Mare del Nord, dato che il cuore del re di Norvegia Harald V non batte per una squadra del suo paese, ma per uno dei club londinesi, il Tottenham, avversario storico dell’Arsenal. E chi è il più prestigioso supporter dell’Arsenal? Esattamente, Sua Maestà la regina (e cugina di Harald) Elizabeth II!
Nella Royal Family l’Arsenal va forte, essendo il club del cuore anche del neo Duca di Sussex, Harry.
Suo fratello William è invece un accanito tifoso dell’Aston Villa, la squadra di Birmingham, che ha già omaggiato i primi due royal babies della maglia (non oso immaginare cosa abbiano in servo per il royal battesimo di lunedì), mentre sua moglie Catherine da brava Sloane ranger è per il Chelsea (a scanso di equivoci, gli Sloane rangers non hanno niente a che vedere col calcio, si chiamano così i londinesi cool che vivono, o almeno fanno shopping, in Sloane Street).

Il Principe di Galles, appassionato più al polo che al calcio, si è dichiarato per il Burnley (no, non mi chiedete nulla) e ne ha prontamente ricevuta la maglia. Il Duca di York invece è tifoso del Norwich.
Le competenze calcistiche di Lady Violet finiscono qui, ma il viaggio dei Three Lions alla conquista della coppa del mondo continua.
It’s coming home, it’s coming home, it’s coming
Football’s coming home!
Re George V e la Regina Mary festeggiano le nozze d’argento.

Nel ritratto ufficiale i sovrani sono circondati da quattro dei loro sei figli: Albert – il futuro George VI, padre di Elizabeth – David, futuro Duca di Kent, Henry, futuro Duca di Gloucester e l’unica femmina Mary. Assenti il primogenito Edward e il figlio minore, John, che morì l’anno seguente, dopo una vita trascorsa lontano dalla Corte. Affetto da una grave forma di epilessia e forse anche da altre patologie neurologiche, il bambino fu tenuto lontano dall’occhio curioso del pubblico, e visse la sua breve esistenza nella tenuta reale di Sandringham, accudito dall’amorevole tata Lala Bill e godendo dell’amicizia dei bambini del villaggio.
L’anniversario cade durante la prima guerra mondiale, per cui il re si fa ritrarre in uniforme così come i suoi figli, con l’eccezione del quindicenne David. Notevolissimo il pennacchio sul cappello della Regina. (e pure un po’ crudele, visto che era più alta del marito).
I due si erano sposati quando regnava ancora la nonna di lui, la grande Victoria, e il padre era ancora Principe di Galles. George era solo Duca di York, in quanto secondo figlio di maschio dell’erede al trono, e Mary era stata promessa al fratello maggiore. Poi quello morì, lui divenne il futuro re e lei sua moglie.
Sull’invito al matrimonio, celebrato nel Palazzo di St. James, vi invito a leggere il dress code. Per le signore è richiesto l’abito da giorno (ma il matrimonio che ora era? non c’è scritto!) per gli uomini il Levée Dress, cioè l’abito di corte. Il nome deriva dal Levée, cioè quell’antico uso del sovrano di ricevere i più intimi tra i suoi cortigiani appena alzato, preparandosi per la giornata. Quella che prima era una semplice pratica, divenne con Louis XIV una vera cerimonia, e arrivò in Gran Bretagna nella seconda parte del Seicento, durante il regno di Charles II. Dal mattino, la cerimonia del Court Levé scivolò lentamente verso il mezzogiorno, fino a identificare i ricevimenti formali tenuti durante il giorno nel Palazzo di St. James, appunto.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale la cerimonia fu abbandonata, e con essa il Levée Dress, in favore del morning suit, che noi chiamiamo, quelle poche volte che qualcuno se lo mette, tight.
Adorate lettrici, cari lettori, scorrendo le immagini dei numerosi royal engagements di questi giorni il mio cuore ha avuto un tuffo, e un delizioso dubbio si è insinuato nella mia mente: ma non sarà che qualcuno della Royal Family più importante che ci sia ci legge?
Ragioniamo. Può essere un caso che il principe Charles in viaggio in Galles – per di più nella contea di Pembrokeshire, patria d’origine di Purple, la cagnetta di Lady Violet – indossasse una boutonnière viola.

Può essere un caso – il secondo, e vi ricordo che tre indizi fanno una prova – che egli abbia svelato che il peccato di gola di sua moglie Camilla (ma quanto le dona il bianco?) è la cioccolata, esattamente come la vostra Violet. D’accordo, in questo campo la Duchessa di Cornovaglia ed io non abbiamo l’esclusiva.
Ma cosa dobbiamo pensare del fatto che la neo Duchessa di Sussex abbia accompagnato il marito alla Marlborough House per la Your Commonwealth Youth Challenge, e si sia presentata perfettamente pettinata? E stiamo parlando di uno chignon senza neanche una ciocca volante né una forcina allentata; no, questo non può essere un caso!
E il fatto che abbia abbandonato le cinquanta sfumature di rosa cipria e i bottoni che non abbottonano può essere solo un caso? Anyway, Meghan in giallo sta benissimo, bello lo scollo dritto, qualche dubbio su forma e lunghezza dell’abito (di Brandon Maxwell) considerando la sua magrezza e l’assenza di punto vita, ma per stavolta bando alla pignoleria. Il colore delle décolleté in suede Manolo Blahnik è perfetto per lei (anche se Lady Violet non avrebbe scelto il camoscio), e ci complimentiamo con Meg che ormai di questo modello comincia ad avere una collezione. Ni la tonalità di rosa (perlato?) del rossetto, proprio no le sopracciglia rifinite a matita, ma oggi non farò la zia acida. Però un piccolo consiglio sì dai. Your Highness, non lasci la borsa a casa, va bene anche una piccola clutch, almeno così saprà dove tenere le mani.
Lo so, ora voi mi direte che l’abito mostra i segni delle pieghe da seduta, che sembra essere davvero uno degli elementi dello stile di Meghan, ma diamole un altro po’ di tempo, in fondo è duchessa solo da sette settimane!
Se siamo alla ricerca dell’impeccabilità in questi giorni non a Londra bisogna guardare, ma a Edimburgo. Quanto ci era piaciuta Her Majest con l’abito cerimoniale dell’Order of the Garter? Bene, in Scozia ha replicato con quello del Most Ancient and Most Noble Order of the Thistle, l’Ordine del cardo scozzese, secondo per importanza appunto solo all’Ordine della Giarrettiera. La sovrana, scarpette e borsetta in pelle silver come ci ha abituati nelle occasioni più importanti, era accompagnata dal nipote William – che in Scozia usa il titolo di Earl of Strathearn – e dalla figlia Anne.
E diciamolo, the Princess Royal non sarà una fashion icon, ma sa senz’altro come si indossa un abito da cerimonia.
Ieri era il 4 luglio, Independence Day, festa nazionale negli USA.
L’indipendenza celebrata è quella dalla odiata Corona inglese e dal re Giorgio III.
La tradizione prevede feste in giardino con tanto di barbecue, e anche gli inquilini della White House fanno il loro dovere.
Quest’anno la first lady Melania è comparsa abbigliata con un abbondante chemisier, chiamiamolo così, a quadretti bianchi e blu con cinturone rosso, in un commovente omaggio alla bandiera. L’abito è addirittura dotato di strascico, che dev’essere comodissimo per camminare sul prato.

Considerando la mise sfoggiata l’anno scorso, Lady Violet è ragionevolmente sicura che quando si fa il picnic e ognuno porta qualcosa Melania porta la tovaglia.
Su questo lato dell’Atlantico – e più precisamente in Scozia, terra degli antenati dell’attuale Presidente, nipote di immigrati anche lui, ohibò – la discendente più illustre di re Giorgio era a sua volta impegnata in un garden party. Dall’espressione direi che la celebrazione americana dell’antica sconfitta non la disturbi più di tanto, impegnata com’è a trovare qualcuno che sia alla sua altezza.
E non porta nemmeno il plateau, lei.
Good morning baulady.
Good morning Purple dearest, ti vedo più contenta del solito. Una bella sgambata sul lawn di Wimbledon?
Oh no baulady molto di più. Ieri il Principe di Galles e sua moglie, che non è la Principessa di Galles ma come se, hanno fatto una delle loro royal visit. E indovini dove sono andati?
Non saprei darling, non ho letto le Court Circulars. Provo a indovinare, in Galles?
Di più baulady, di più. Non solo in Galles, ma nella contea del Pembrokeshire! Do you understand baulady? A casa mia!
Casa? Cuccia vorrai dire!
Her Royal Highness è sempre piacevole baulady, ma che ne pensiamo dell’abito?
Non mi esprimo Purple dearest, temo sarebbe lesa maestà.
A proposito di Maestà, baulady, ha visto come sta bene Her Majesty? A Holyroodhouse era splendida in turchese. Alla faccia dei ministri che si stavano preparando alla sua dipartita. Se me ne capita uno lo attacco alle caviglie!
Well said my dearest little corgi, well said.
Suonano campane a nozze nel Sol Levante! L’Agenzia della Casa Imperiale ha annunciato il fidanzamento “informale” della principessa Ayako di Takamado, figlia di un defunto cugino dell’imperatore Akihito, col signor Kei Moryia.

Il fidanzamento sarà ufficializzato il prossimo 12 agosto, e le nozze si terranno a Tokio il 29 ottobre. Come da tradizione, prima del matrimonio Ayako lascerà la Casa Imperiale e perderà il titolo di Principessa. Assai divertito il fidanzato, che non è sfuggito all’uso – questo sì davvero imperante – di coordinare la propria cravatta alla mise della compagna cui, se a Lady Violet è concesso esprimersi, quel rosa antico non dona molto.
Un’altra coppia, ormai solida, festeggia oggi le nozze d’argento.

Sono i principi ereditari del Liechtenstein, Alois e Sophie, che si sposarono il 3 luglio 1993 nella Cattedrale di St. Florin, nel minuscolo Principato. E’ stato questo l’ultimo matrimonio tra pari rango, essendo Sophie figlia dell’erede trono di Baviera (se ci fosse ancora). E anzi, per dirla tutta, a lei spetta il trattamento di Altezza Reale, mentre ad Alois solo quello di Altezza Serenissima. Sposa très chic, a parere di Lady Violet.
Intanto Her Majesty ha raggiunto Edimburgo per la tradizionale settimana che a inizio luglio passa nel Palazzo Reale di Holyroodhouse.
Dalla Scozia però arriva una notizia che dispiacerà al consorte Philip: dato l’alto rischio di incendi sono proibiti i barbecue nella tenuta di Balmoral, dunque il Duca dovrà rinunciare ad una delle sue attività estive preferite. Si consolerà mangiando sandwich con Marmite?
D’all’altro capo dell’oceano un’altra regina rifulge in tutto il suo splendore. E’ Máxima, consorte del sovrano olandese, in visita col marito a Curaçao. Ed è un gran piacere vedere la regina di nuovo col sorriso sulle labbra dopo il tragico suicidio della sorella minore.
Scesa dall’aereo Máxima si è trovata in quella irritante, odiosa situazione che prima o poi capita a tutte: esci coi sandali e si mette a piovere. Máxima una di noi! E che le sarà mai successo un seguito? Un ragno sulla schiena, una lucertola in borsa, una freddura del signore a fianco?