News – C’è un fidanzamento!

Suonano campane a nozze nel Sol Levante! L’Agenzia della Casa Imperiale ha annunciato il fidanzamento “informale” della principessa Ayako di Takamado, figlia di un defunto cugino dell’imperatore Akihito, col signor Kei Moryia.

fidanzamnto giapponese

Il fidanzamento sarà ufficializzato il prossimo 12 agosto, e le nozze si terranno a Tokio il 29 ottobre. Come da tradizione, prima del matrimonio Ayako lascerà la Casa Imperiale e perderà il titolo di Principessa. Assai divertito il fidanzato, che non è sfuggito all’uso – questo sì davvero imperante – di coordinare la propria cravatta alla mise della compagna cui, se a Lady Violet è concesso esprimersi, quel rosa antico non dona molto.

Un’altra coppia, ormai solida, festeggia oggi le nozze d’argento.

alois sophie matrimonio

Sono i principi ereditari del Liechtenstein, Alois e Sophie, che si sposarono il 3 luglio 1993 nella Cattedrale di St. Florin, nel minuscolo Principato. E’ stato questo l’ultimo matrimonio tra pari rango, essendo Sophie figlia dell’erede trono di Baviera (se ci fosse ancora). E anzi, per dirla tutta, a lei spetta il trattamento di Altezza Reale, mentre ad Alois solo quello di Altezza Serenissima. Sposa très chic, a parere di Lady Violet.

Intanto Her Majesty ha raggiunto Edimburgo per la tradizionale settimana che a inizio luglio passa nel Palazzo Reale di Holyroodhouse.

Dalla Scozia però arriva una notizia che dispiacerà al consorte Philip: dato l’alto rischio di incendi sono proibiti i barbecue nella tenuta di Balmoral, dunque il Duca dovrà rinunciare ad una delle sue attività estive preferite. Si consolerà mangiando sandwich con Marmite?

D’all’altro capo dell’oceano un’altra regina rifulge in tutto il suo splendore. E’ Máxima, consorte del sovrano olandese, in visita col marito a Curaçao. Ed è un gran piacere vedere la regina di nuovo col sorriso sulle labbra dopo il tragico suicidio della sorella minore.

Scesa dall’aereo Máxima si è trovata in quella irritante, odiosa situazione che prima o poi capita a tutte: esci coi sandali e si mette a piovere. Máxima una di noi! E che le sarà mai successo un seguito? Un ragno sulla schiena, una lucertola in borsa, una freddura del signore a fianco?

Style file: Diana Principessa di Galles (seconda parte)

Il tempo passa, Diana diventa sempre più bella, sicura (almeno all’apparenza) e sofisticata. Il suo stile evolve introducendo elementi diversi, ma qualcosa rimane costante.

Indovinate? La marinaretta!

Sarà perché lo stile nautical è classico ed elegante, sarà perché l’Inghilterra deve molta della sua ricchezza al dominio dei mari, sarà perché la Royal Navy è l’arma, come dire, di famiglia, ma la principessa continua spesso e volentieri a vestire alla marinara (o alla ussara?). Contagiando ahimé anche l’incintissima cognata.

E quando non è l’intero outfit, è un dettaglio, che sia il cappello o il pullover.

Il momento più impressive? La visita al Collegio Navale di Dartmouth, nel 1989 (pregasi notare il nastro che pende dal retro del copricapo). Quando si dice dress to impress.

Come Grace

La Principessa di Monaco è la prima sovrana al di fuori della Royal Family che Diana incontra appena fidanzata, e da cui riceve un sostegno affettuoso materno e non scontato. Lady Violet si è chiesta a volte se la relazione tra le due avrebbe potuto avere sviluppi di qualche sorta, ma purtroppo se questa storia fosse un film si intitolerebbe Un Matrimonio e Un Funerale. O Due Funerali.

Grace, accompagnata dal figlio Albert – probabilmente in cerca di una sposa di sangue blu per lui, ma sappiamo com’è andata a finire – è di nuovo a Londra il 29 luglio 1981, e partecipa al matrimonio tra Charles e Diana (la vedete a sinistra, con l’abito glicine).

Purtroppo poco più di un anno dopo è Diana ad andare a Monaco, e rappresenta la famiglia reale britannica ai funerali dell’incantevole ragazza di Filadelfia che diventò star a Hollywood, poi sovrana a Montecarlo, e ha concluso la sua vita sui tornanti della Turbie.

 

 

Nel 1987 i Principi di Galles sono ospiti al Festival del Cinema di Cannes, e Diana omaggia la principessa scomparsa con un abito di Catherine Walker ispirato a quella di meraviglia di chiffon azzurro che Grace, ancora Kelly, indossava in Caccia Al Ladro.

Entrambe belle, entrambe bionde, entrambe spose reali, entrambe icone del loro tempo, le due principesse saranno accomunate anche dalla fine improvvisa che arriva per entrambe a causa di un incidente stradale.

Ma la tragedia è ancora lontana, e quella che affronta la Croisette è ormai una giovane donna bella ed elegante come una diva del cinema. Forse è stata l’influenza postuma di Grace, certo è che Diana d’ora in poi errori di stile ne farà sempre meno.

Le perle

Diana e le perle, un binomio inscindibile. Che le scegliesse perché sono la gemma del suo segno zodiacale, il Cancro, perché donano luce all’incarnato o semplicemente perché le piacevano, sono rare le occasioni in cui non ne indossa.

diana perle

diana choker

Il pezzo più famoso è sicuramente il choker – o collier de chien – composto da sette fili e fermato da un centrale favoloso: un enorme zaffiro circondato di diamanti, in origine una spilla – che per forma e materiali riprende l’anello di fidanzamento – ricevuta in dono dalla Queen Mother per le nozze.

Altro gioiello da favola è la la Cambridge Lover’s Knot Tiara. La struttura è composta da 19 archi sormontati da diamanti; all’interno di ogni arco un fiocco, o meglio un nodo d’amore, cui è sospesa una grossa perla barocca che ondeggia col movimento. La tiara era stata ordinata nel 1913 al gioielliere londinese Garrand, che serve spesso la Royal Family, dalla Queen Mary. Il modello è quello di un diadema di proprietà di sua nonna Augusta di Hesse moglie di Adolfo duca di Cambridge, da cui il nome.

The Queen offrì la tiara alla nuora, che pare non la amasse molto a causa del peso, in occasione delle sue nozze con Charles. Mai più vista dopo la morte della principessa di recente è ricomparsa sul capo di Catherine, scelta quanto mai opportuna essendo la fanciulla la nuova Duchessa di Cambridge, oltre che moglie di William.

Se arrivate a questo punto voi, care amiche, state pensando che le perle siano belle ma un po’ noiose, e che non avendo lo scrigno della Principessa di Galles siano in definitiva più adatte a vostra madre – o a vostra nonna – che a voi, la vostra Lady Violet è qui per convincervi che siete in errore. E allora su, correte a recuperare quella collana lunga lunga che tenete nel cassetto, un giro – o due – intorno al collo e via.

diana perle lunghe

Troppo banale? Allora questa è la soluzione, abito di un tessuto pesante, tipo il velluto, profonda scollatura sulla schiena e una cascata di perle. Anche se Lady Violet eviterebbe di infiocchettarsi il derrière.

diana perle sulla schiena

Ma alla fine della fiera, gioielli royal a parte, le perle più clamorose mai indossate da Diana sono quelle che punteggiano l’Elvis Dress.

diana elvis dress

Nel 1989 la principessa ordina a Catherine Walker una mise per il viaggio ufficiale a Hong Kong. Il risultato è un lungo abito lineare in seta bianca, senza spalline, completato da un bolero dal collo rialzato, che è il motivo per cui la principessa lo chiamava Elvis (in confidenza, quando Lady Violet ha visto l’abito – in una mostra al Victoria&Albert Museum – si è chiesta come facesse Diana a sedersi). Anyway, la principessa appare così abbigliata ai British Fashion Awards dove è guest star; il successo è immediato e planetario.

Alla soglia degli anni Novanta il matrimonio reale è finito, ma è nata una stella, e sta meditando vendetta…

Il resto lo scoprirete nell’ultima parte Style file: Diana Principessa di Galles (terza parte)

Qui la prima parte del post Style file: Diana Principessa di Galles (prima parte)

Style file: Diana Principessa di Galles (prima parte)

Oggi, 1 luglio, Diana avrebbe compiuto 57 anni. Senza raccontare per la milionesima volta la sua vita, senza scavarne gli aspetti più intimi e privati, senza partecipare alle polemiche che accompagneranno questa storia per le prossime tre generazioni, Lady Violet propone un’analisi del suo stile, da goffo e giovanissimo anatroccolo a cigno pieno di glamour.

Ecco la fidanzata!

diana fidanzamento

Il mondo conosce la futura principessa di Galles il 24 febbraio 1981. La diciannovenne fanciulla indossa un tailleur azzurro scuro, comprato in fretta e furia da Harrods, camicia con fiocco a piccoli disegni e accessori neri; un insieme un po’ troppo severo per una ragazza così giovane, ulteriormente intristito dalla lunghezza della gonna e dall’assenza di tacchi, evitati per non torreggiare sul fidanzato. Ciò che all’epoca (Lady Violet c’era) destò più sensazione fu il taglio di capelli, bello e innovativo, che caratterizzò Diana fin da subito e al quale, con minime variazioni, resterà fedele tutta la vita.

Per la prima uscita ufficiale due settimane dopo la scelta va nel senso inverso, e Diana si presenta in compagnia di Charles a una serata a Goldsmiths’ Hall, a supporto della Royal Opera House, con un abito da ballo in taffetà nero firmato dagli Emmanuel, poco adatto all’occasione, e adatto ancor meno al suo abbondante décolleté, che il progressivo crollo del vestito rivela maliziosamente. Le cronache raccontano che a un certo punto la fanciulla, incapace di gestire tutta la situazione, scoppiò in lacrime e fu prontamente soccorsa da Grace de Monaco che la portò alla toilette, le asciugò gli occhi e le disse: non temere cara, d’ora in poi può solo peggiorare.

Principessa di Galles

Lady Violet confessa: non ha mai amato quell’abito, nemmeno all’epoca. Diana voleva essere una principessa delle fiabe, il suo modello era Cenerentola e a Cenerentola si ispirò.

Sketch of Lady Diana's Wedding Dress

Metri e metri e metri di taffetà avorio, pizzo antico, gonna voluminosa, corpino aderente (sempre più aderente, la ragazza dimagriva a vista d’occhio) con scollatura a V arricchita da un abbondante volant in pizzo doppiato fermato da un fiocco, maniche super gonfie – troppo pure per gli anni ’80 – che finiscono in un ulteriore fiocco che trattiene un volant da cui sbuca una cascata di pizzo. E non è finita, c’è anche un lunghissimo strascico, almeno sette metri. Purtroppo né gli stilisti, David & Elizabeth Emmanuel, né Diana che contribuisce alla creazione, né nessuna delle persone dell’entourage si preoccupano di tener presenti gli spazi della Glass Coach su cui la sposa raggiungerà la Cattedrale di Saint Paul, per cui l’abito e relativo strascico risultano troppo voluminosi e devono essere spinti dentro a forza.

diana strascico

Lady Violet ricorda ancora il momento in cui la sposa scese dalla carrozza e iniziò a salire le scale della chiesa, mentre dietro di lei le damigelle continuavano a srotolare metri e metri di tessuto bianco, come un enorme rotolo di carta da cucina, per non dir di peggio.

 

L’effetto finale fu l’abito da sposa più stropicciato della storia. Il velo, ottimo e abbondante pure quello, era tenuto fermo dalla Spencer Tiara, bellissimo diadema floreale di famiglia che no, nonostante le certezze della stampa italiana non è stato prestato a Meghan per il suo matrimonio.

diana sposa

Il bouquet oggi può sembrare esagerato, ma seguiva la regola in uso all’epoca, per cui se l’abito aveva lo strascico il bouquet doveva avere la forma a cascata.

In definitiva quello di Diana è un abito bello? Secondo Lady Violet no. E’ un abito iconico? Sicuramente sì. Non solo perché è l’abito da fiaba per eccellenza – e il destino tragico della sposa lo ammanta di fascino struggente – ma anche perché è un abito che ha fatto la storia, un punto fisso da cui comunque non si può prescindere.

Il primo passo del percorso che trasformerà Diana in uno dei personaggi più iconici del nostro tempo è compiuto.

Cappellini e collettoni

La mise indossata nel going away, cioè il momento finale del giorno delle nozze, quando gli sposi partono per la luna di miele, è il manifesto del Diana-style dei primi anni.

diana going away

Colori vivaci, in questo caso salmone, collettone alla marinara, cappellino con piume stile Robin Hood, choker di perle.

Questo modello verrà abbondantemente replicato, soprattutto in occasione delle maternità della giovane principessa, e l’insano binomio collettone (alla marinara o a volant) più cappellino solitamente addobbato con piume, o velette, o fiocchi o tutto insieme diviene una costante. E sbaglierebbe chi volesse attribuire la colpa di tali orrori alla sciagurata moda in voga negli anni ’80. Questi outfit erano brutti pure all’epoca, credetemi.

La giovane Diana anche abbigliata così non perde la sua grazia, ma è evidente che spesso gli abbinamenti risultino squilibrati, oltre che francamente eccessivi e inutili. La marinaretta, perché? La vostra Lady, che appartiene alla stessa generazione della Principessa, non ricorda di aver mai vestito alla marinara oltre i quattro anni.

Si balla!

Dopo la nascita dei figli lo stile di Diana comincia a farsi più maturo, la principessa nonostante i disturbi alimentari e psicologici che la tormentano sembra acquistare maggiore sicurezza e sceglie abiti più femminili che esaltano la sua figura alta e slanciata.

diana e travolta

A novembre 1985, durante un viaggio a Washington, si scatena alla Casa Bianca con John Travolta in versione Tony Manero che ce l’ha fatta. Niente cappellino (of course data l’occasione), niente collaretta, niente colori pastello, ma un abito di velluto blu notte firmato Victor Edelstein che la giornalista Jackie Modlinger definì “dramatic in style” e “regal in fabric”. Della Diana delle origini resta solo il choker di perle, stavolta fermato da un centrale creato da un enorme zaffiro circondato di brillanti, in origine una spilla dono di nozze della Queen Mother.

L’abito fu venduto all’asta per centomila sterline nel giugno 1997, parte di uno stock donato da Diana per un charity. L’acquirente, l’americana Maureen Dunkel, a un certo punto dichiarò bancarotta, e l’abito fu di nuovo protagonista di un’asta a Londra nel 2013, dove fu acquistato da un anonimo gentleman inglese per farne dono alla moglie, Il costo? 240.000 sterline, il più alto di sempre.

Il brutto anatroccolo si è definitivamente trasformato in cigno? Lo scopriremo nella seconda parte Style file: Diana Principessa di Galles (seconda parte)

e nella terza Style file: Diana Principessa di Galles (terza parte)

Royal chic shock & boh

In questo lungo (per i romani) pigro (bene) e caldo (meno bene) weekend di fine giugno cosa c’è di meglio che deliziarsi con una piccola galleria di royal&vip fashion? Ecco dunque la selezione di chic shock & boh by Lady Violet.

chic maria teresa boh claire

Sabato 23 giugno il Lussemburgo ha celebrato la festa nazionale col tradizionale Te Deum in cattedrale. Ci è piaciuta la granduchessa Maria Teresa in tailleur lavanda e cappellino in tinta; la sovrana è comparsa più sottile, un taglio di capelli più corto e un viso più fresco (con l’aiuto del chirurgo?) l’effetto finale è comunque piacevole. chic. Dietro di lei Claire, moglie del secondogenito Felix. Claire è una ragazzona con un bel viso, che si ostina a mettersi questi vestitoni, col risultato di sembrare una di quelle bambole che negli anni ’50 si tenevano sul letto o sul comò. boh.

shock stéphanie

Fedele al suo stile – o meglio, mancanza di – la granduchessa ereditaria si presenta in chiesa (e passa in rassegna il picchetto d’onore) con un vestitino smanicato color carne che più che altro pare una brutta sottoveste. Completa il look una pamela con frutta piazzata in testa alla come viene. shock.

Lunedi 25 i sovrani di Giordania, in visita negli Stati Uniti, sono stati ricevuti alla Casa Bianca,

chic rania boh melania

Bellissima la Regina Rania – una che sa veramente come sublimare la propria magrezza – in blusa e pantaloni palazzo rosa cipria firmati Adeam, Perfetta la borsetta di un rosa leggermente più carico. chic. La bella First Lady Melania è in rosa anche lei, e indossa un abito Proenza Schouler con gonna a portafoglio, conseguente orlo incerto e – soprattutto – girocollo pasticciato. Perché una donna che avrebbe tutto per sfolgorare – bellezza, fisico e pure soldi – continui a fare scelte così incerte è un mistero. boh.

Mercoledì 27 la Duchessa di Cornovaglia ha partecipato a un evento letterario della Royal Society of Literature alla British Library, a Londra.

shock camilla

Camilla era amabile e affabile come sempre, ma ha pensato bene di presentarsi con una blusa che pare tanto una t shirt – una scelta già troppo easy – e purtroppo l’ha completata con quella che sembra una gonnellona di cotone indiano. Il colore è bello e le dona molto, ma il combinato disposto tra forma, lunghezza e balza finale le regala almeno una taglia. E le scarpette bon ton con tanto di calze, come regola vuole per le royal ladies fanno il resto. shock.

 

 

 

 

Premio chic della settimana:

chic Mathilde visita del governatore australia

La Regina Mathilde dei Belgi partecipa alla cena di gala in onore del Governatore dell’Australia e signora, in visita ufficiale a Bruxelles, con un abito da sera Armani Privé. Bellissimo il modello, splendido il colore, elegantissimo l’abbinamento con la fascia viola intenso dell’Ordine di Leopoldo. Perfetta.

Premio boh della settimana:

boh rania visita al senato usa

Nel corso della visita negli USA i sovrani di Giordania hanno partecipato a un incontro con Senatori e politici a Capitol Hill, Washington. Per l’occasione Rania ha scelto una gonna Fendi a righe azzurre e marroni. Il modello a portafoglio è un po’ confuso, ma passi. Accessori marroni senza infamia e senza lode, ma passino pure loro. Però che ci azzecca quella camicia bianca?

Premio shock della settimana:

shock alexandra

Nikolai di Danimarca ha concluso gli studi liceali. Il bel giovanotto, che ha già sfilato per Burberry’s, è il primo figlio di Joachim, principe cadetto di Danimarca, e della sua prima moglie Alexandra Manley, dopo il divorzio Contessa di Frederiksborg. Alla cerimonia di diploma il padre si è presentato con la seconda moglie principessa Marie, la madre invece con un abito da serata a Mykonos, che metteva generosamente in evidenza un florido décolleté, che ha tutta l’aria di essere nuovo di zecca. Che dire? scenda l’oblio.

A Royal Calendar – 29 giugno 1967

Nel giorno del Santo di cui porta il nome viene battezzato nella Cattedrale di Atene Pavlos, secondogenito e primo figlio maschio dei giovani sovrani degli Elleni, Costantino e Anne Marie.

battesimo pavlos

La Famiglia Reale greca al completo: da sinistra la Regina Madre Federica, la principessa Sofia, moglie di Juan Carlos e futura regina di Spagna, la regina Anne Marie, Pavlos, la principessa Irene, davanti a lei suo fratello il re Costantino II che tiene per mano la primogenita Alexia.

Il bimbo, nato il 20 maggio nella residenza reale di Tatoi, oltre ad essere l’erede al trono porta i titoli di Principe di Danimarca (sua madre è la figlia minore del re Federico IX) e Duca di Sparta. E’ ufficialmente il Diadochos, dal greco antico διάδοχος, successore, ma la sua successione è già compromessa. Un mese prima della sua nascita, il 21 aprile, i colonnelli hanno preso il potere ad Atene.

 

Sono le ultime immagini felici in patria, poco dopo la Famiglia Reale è costretta all’esilio. Prima a Roma, dove nel 1969 nasce il terzo figlio Nikolaos, poi brevemente in Danimarca, paese d’origine della Regina, e infine a Londra. Solo da pochi anni i sovrani sono rientrati in Grecia, e vivono per lunghi periodi in una villa dell’elegante Porto Heli, nel Peloponneso.

Pavlos, come molti principi senza più regno, fa carriera nella finanza. Conosce e sposa Marie-Chantal Miller, che non ha un titolo nobiliare, e in effetti nemmeno uno accademico, ma ha un padre che si chiama Robert e nel mondo del business è noto per aver creato i Duty Free Shop negli aeroporti. Il che vuol dire che se mai avete fatto shopping in un duty free aspettando il vostro volo, di fatto avete contribuito anche voi alle spese per il matrimonio di Marie-Chantal e delle sue due sorelle.

matrimonio pavlos

La cerimonia si tiene a Londra, nella Cattedrale Ortodossa di Hagia Sofia, il 1 luglio 1995, alla presenza di una pletora di teste coronate, capitanate da Her Majesty the Queen.

matrimonio pavlos 2

La graziosa sposa indossa un abito di Valentino Couture, che Lady Violet ha visto dal vivo senza trovarlo entusiasmante. Da allora Marie-Chantal recita con convinzione il ruolo di moglie&principessa perfetta, scodella ben cinque pupi, tutti belli e biondi, e presenzia adeguatamente abbigliata incappellata e supergriffata ai numerosi eventi royal che i legami familiari del marito le assicurano. In tanta perfezione simpatia ahimé non pervenuta, e invero qualche mese fa la principessa è stata protagonista di una gaffe incresciosa. Ha infatti commentato pesantemente il comportamento che la Reina (e cugina acquisita) Letizia ha tenuto con la suocera Sofia nell’ormai famigerata messa di Pasqua a Palma de Mallorca; contravvenendo così a una delle regole d’oro di Lady Violet: la famiglia non deve essere oggetto di conversazione.

Imperdonabile. Ma in fondo sua cognata Theodora recita in Beautiful.

A Royal Calendar – 28/29 giugno 1978

Va a nozze la principessa più bella e famosa, sua Altezza Serenissima Caroline Louise Marguerite de Monaco.

caroline junot balcone

caroline charles

Caroline è giovanissima, libera, spensierata. Non ha la bellezza algida di sua madre, ma una più carnale e mediterranea. Per lei i genitori non hanno mai fatto mistero di desiderare un matrimonio importante, e nel 1977 i giornali di mezzo mondo impazziscono davanti alle foto che la ritraggono con lo scapolo d’oro del Gotha: il Principe di Galles. Charles probabilmente non resta indifferente davanti a cotanta grazia ma lei, già insofferente delle regole di casa Grimaldi, non ci pensa proprio a diventare una Windsor. E poi ha il cuore già impegnato. Si è infatti innamorata alla follia di un uomo d’affari parigino che ha quasi il doppio dei suoi anni e tracce impercettibili di sangue blu: Philippe Junot. Ranieri e Grace dapprima negano loro consenso, ma nel pieno dell’estate una provvidenziale paparazzo si trova a passare vicino allo yacht  dove la giovane principessa amoreggia in topless col maturo innamorato.

caroline junot fidanzamentoPer stroncare ogni possibile scandalo il fidanzamento ufficiale viene annunciato il 25 agosto. Caroline è deliziosa, il viso ancora tondo dell’adolescenza, e sembra una bambina accanto al fidanzato e alla splendida mamma (che per la cronaca indossa un abito Yves Saint Laurent, uno dei capi di punta di quell’anno).

 

 

caroline junot civilePreceduto da una serata di gala con gli immancabili fuochi pirotecnici, il matrimonio civile si tiene il mercoledì 28 nel Palazzo del Principe. La sposa e sua madre si sono affidate alla Maison Dior, all’epoca retta saldamente dalle mani classiche ed eleganti di Marc Bohan. Per le nozze civili la sposa indossa un semplicissimo abito color azzurro ghiaccio con pillbox coordinato.

Il giorno dopo nella Cattedrale di Notre-Dame-Immaculée le nozze religiose.

 

La sposa arriva dal vicino Palazzo al braccio del padre; l’abito bianco, accollato e virginale, ha maniche al polso e una ricca gonna in pizzo. Un velo leggero nasconde il viso della giovane sposa, una volta sollevato rivelerà l’elemento che è rimasto nella memoria generale: un’acconciatura di fiori (opera del mitico Alexandre) che ci porta dritti dritti nella saga di Star Trek in compagnia della principessa Leia.

caroline junot grace

La Principessa Sovrana Grace, una delle donne più chic della sua epoca, appare un po’ ingoffata da un abito giallo canarino con cappellone, inutile sciarpa, e una lunghezza che ammazzerebbe qualunque caviglia.

Il matrimonio, come forse ricorderete, durò pochissimo. Nel giro di due anni la coppia era già scoppiata e il divorzio arrivò rapido, sull’onda di un’altra paparazzata che ritraeva Junot a bordo piscina con la it-girl del momento, la costaricana Gianina Facio, oggi signora Ridley Scott.

Altri due anni e la luce di Grace si spegne sul principato, poi per Caroline verrà Casiraghi, la felicità e tragedia, ma questa è un’altra storia. Anzi, molte.

Nipotine royal o giù di lì

Va bene che la settimana scorsa c’era il Royal Ascot, va bene che non volevamo perderci nemmeno uno dei royal cappelli, ma questa a Londra è la fase più intensa della stagione mondana, la famosa Season.

serpentine pavillon

E lo scorso 19 giugno è andato in scena uno degli appuntamenti più cool del mese, il Serpentine Summer Party, dove i mondi di moda cultura cinema e design si incontrano per festeggiare l’inaugurazione del Serpentine Pavillon, all’interno dei Kensington Gardens, progettato quest’anno dalla messicana Frida Escobedo.

All’appuntamento non mancano mai le principesse di York, ed ecco che anche quest’anno le due sorelle hanno aggiunto un tocco royal allo scicchissimo parterre (il party era sponsorizzato da Chanel, non so se mi spiego).

Princess-Beatrice serpentine summer party

Beatrice è comparsa tutta impavonata in un abito della stilista greca Mary Katrantzou che ve lo dico subito, a me è piaciuto. La stampa è divertente e pure strategica; l’effetto ottico delle piume di pavone – che partono piccolissime e poi si allargano sul fondo – combinato col taglio alto della vita slancia parecchio la Bea, che abbiamo già visto come dia il meglio di sé con gli abiti anni ’50. Poi certo il chiodo di pelle appoggiato sulle spalle è un po’ meno rock, ma per questa volta passi. Segnalo agli appassionati il bauletto con scritta antibullismo: è la versione nera di quello rosa sfoggiato ad Ascot.

eugenie serpentine party

Accompagnata dal fidanzato Jack l’altra party sister e futura sposa Eugenie ha optato per un top asimmetrico (troppo) di Roland Mouret, con pantaloni in pelle e stivaletti Gianvito Rossi. Per il commento di Lady Violet basta una parola sola. No. L’insieme la ingoffa e il monospalla schiaccia il décolleté invece di esaltarlo. Il make up lo prendiamo come una citazione degli anni ’80.

Menzione speciale per i due giovanotti di peonie vestiti, che hanno evidentemente interpretato alla lettera il concetto di garden party.

 

 

kitty serpentine party

Poteva mancare la leggiadra Lady Kitty Spencer, nipote dell’indimenticata Principessa del Galles? Ovviamente no. Vestita Dolce e Gabbana as usual – è testimonial della griffe siculomeneghina – risultava assai botticelliana con un abito lungo tutto tempestato di fiori in rilievo.

L’abito sembra bello, e lei è abbastanza giovane e bionda da indossarlo; dal canto suo Lady Violet è lieta di non avere più l’età per vestirsi da aiuola.

 

 

Inutile negarlo, la nipote, benché acquisita, di cui si parla oggi è però la neo Duchessa di Sussex, che con marito e nonna acquisita ha partecipato a Buckingham Palace al ricevimento per gli Young Leaders Awards.

maghan in prada

Meghan era in Prada rosa cipria, un colore che indossa spesso e le dona. Bello il corpino, inutile il falpalà sul lato destro della gonna; brutte le calze, ma immagino che debba ancora trovare la tonalità adatta a lei, per cui suggerisco visita da Fogal.

Cosa pensa Lady Violet? la scelta di uno stile minimal può essere quella giusta, mi perplime un po’ la scelta di temi simili: colori chiari, scollatura a barca, bottoni, forme pulite ma spesso oversize; non è la ripetizione ossessiva degli stessi elementi che fa lo stile. E devo dire che un po’ poco convinta mi sembra pure la bella Duchessa. Cui consiglierei di far pace coi capelli – se li vuol tenere lunghi e sciolti benissimo, ma eviti di toccarli in continuazione – e, please, il contouring così marcato lasciamolo alle Kardashian.

Un ultimo consiglio: eviti se possibile, in presenza di Her Majesty, di accavallare le gambe. E’ vero che è un gesto che abbiamo visto fare anche a Diana, ma se non ricordo male la Principessa di Galles non era più un’Altezza Reale. Ora che è duchessa è meglio adottare il Duchess slant, cioè incrociare solo le caviglie. Anche perché lei non puoi saperlo, ma per i 60 milioni di cittadini di una Repubblica del Mediterraneo, le gambe incrociate così fanno tanto Sophia (Loren) o Daniela (Santanché).

News – Visita del Presidente Macron e della Première Dame in Vaticano

Oggi la Première Dame Brigitte ha accompagnato il marito Monsieur le President en marche fino in Vaticano, a incontrare per la prima volta Papa Francesco.

macron vaticano

Madame indossava un abito nero carbone che più sobrio non si può: accollatissimo, maniche al polso, lunghezza a coprire il ginocchio. Molto bene. Ai piedini delle semplici pump nere dal tacco altissimo. Un po’ femme fatale, ma esaltano con grazie le sue caviglie. Bene.

Le famose gambe, ancora belle e di solito ancor più generosamente esibite erano inguainate in calze color carne. Male.

Brigitte non ha ritenuto di indossare una mantiglia, e si è presentata a capo scoperto. Malissimo. Apprezzo l’idea dello chignon, ma poteva essere realizzato meglio.

Coerentemente con la scelta di una mise formale-ma-non-troppo non c’era ombra di guanti. Male, ma ormai è una battaglia persa.

Riassumendo: è senz’altro una delle occasioni in cui la Première Dame è sembrata più elegante, ma la forma è forma e va rispettata alla lettera, altrimenti passare da “udienza privata in Vaticano” a “cocktail in prefettura” è un attimo.

P.S. Lady Violet si permette di consigliare a Madame orli di questa lunghezza: le gambe ne risultano assai valorizzate.

P.S. 2 nell’occasione, Monsieur le President ha ricevuto il titolo di Canonico del Laterano, un onore dei Re di Francia che risale a Enrico IV, quello per cui Parigi valeva una messa.

A Royal Calendar – 25 giugno 1900 (parte seconda)

La crisi politica indiana provoca un’emergenza umanitaria, e Lady Edwina percorre il paese in lungo e in largo per portare aiuto alle popolazioni sconvolte dalla guerra civile. Lo fa contando su una nuova forza: alle soglie dei cinquant’anni la viceregina è di nuovo innamorata.

mountbatten nehru

Lui è Jawaharlal Nehru, il capo del Partito del Congresso, una figura chiave. La relazione, forse solo platonica, è a conoscenza di molti, a partire dal marito di lei, che però continua a considerare preziosa l’opera della moglie, e continua a stimare e a fidarsi di Nehru e del suo mentore Gandhi. I rapporti peggiorano invece con Jinnah, che alle naturali freddezza e arroganza somma ora i sospetti sui reali rapporti tra i vicesovrani e il Partito del Congresso. Mountbatten si convince che è necessario fare presto, ma neanche la concessione dell’indipendenza serve a  calmare gli animi.

mountbatten gandhi

La situazione, già disperata, raggiunge il punto più grave il 30 gennaio 1948, con l’uccisione di Gandhi. Il vicerè è tra i primi ad arrivare sul luogo della tragedia e riesce a calmare la rabbia montante contro i musulmani, incolpati dell’assassinio, affermando che l’omicida non è un islamico ma un indù. Rivelerà poi di avere inventato lì per lì una cosa che poi si scoprirà incredibilmente vera.

Lord Mountbatten resta in India fino al 1950, non più vicerè ma governatore, per assicurare che la transizione sia il meno cruenta possibile, ma con scarso successo. Tutta l’operazione in patria viene considerata un fallimento, e a lui viene imputato di non essere stato in grado di mediare ma anzi di aver  spinto per una soluzione rapida che – peraltro – era stata favorita dallo stesso Primo Ministro Attlee.

Chiusa la parentesi indiana Mountbatten, che è stato creato Earl of Burma, torna in Inghilterra.  Riprende il suo posto nella Royal Navy e nel 1955 diventa Primo Lord dell’Ammiragliato, lo stesso ruolo raggiunto da suo padre, lo stesso ruolo cui il padre aveva dovuto rinunciare. Dickie non deve rinunciare a nulla, anzi si gode la definitiva consacrazione della sua famiglia: l’amato nipote Philip, il figlio maschio che lui non ha avuto e che ha seguito i suoi passi nella Royal Navy, ha sposato l’erede al trono Elisabetta (e si dice sia stato proprio Lord Louis a favorire il primo incontro tra i due, durante una visita della Royal Family alla scuola navale di Darthmout).

lilibet phil primo incontro

La prima foto che ritrae insieme l’adolescente Elizabeth col giovane Philip, cadetto di Marina

Elisabetta sale al trono alla morte del padre nel 1952, e considera lo zio Dickie, dal 1953 suo aiutante di campo, un punto di riferimento e un prezioso consigliere per gli affari di stato e per la vita coniugale, appesantita dalla complessità del ruolo di lei e dalle infedeltà di lui.

La carriera di Lord Mountbatten raggiunge il vertice: a luglio del 1958 è Capo si Stato Maggiore della Difesa e poco tempo dopo Comandante in Capo delle Forze Armate, ma la vita personale subisce una grave perdita: Edwina muore nel 1960 per una crisi cardiaca durante uno dei suoi  viaggi in Oriente. Il loro era stato un matrimonio non felice, ma un sodalizio efficace.

mountbatten grace

Dickie non è solo, ha due figlie che gli hanno dato ben dieci nipoti; a loro se ne aggiunge un altro diciamo “adottivo” è il giovane Charles, futuro principe di Galles, che lo considera il nonno che non ha mai avuto (il nonno paterno era morto prima della sua nascita, e quello materno quando aveva solo tre anni).

Il pensionamento dalla marina avviene nel 1965, Dickie si divide tra i nipoti, gli amici scelti soprattutto tra le teste coronate, alcuni patronati di cui assume la presidenza, il ruolo di consigliere discreto per la Royal Family.

Incontra il suo destino il 27 agosto 1979. Alle 11.45 nello specchio d’acqua antistante Mullaghmore, villaggio sulla costa atlantica dell’Irlanda, l’Esercito Indipendentista Irlandese fa esplodere lo Shadow V. E’ il battello da pesca di Lord Mountbatten,  con lui a bordo ci sono la figlia Patricia, suo marito, la suocera, i due figli minori della coppia, gemelli, e un giovane marinaio. Nell’attentato muoiono sul colpo il vecchio Lord, uno dei gemelli e il marinaio; la suocera di Patricia morirà il giorno. Pur gravemente feriti, gli altri tre sopravviveranno.

mountbatten funerali

Il giorno dei solenni funerali dinnanzi alla Famiglia Reale il principe del Galles è pietrificato dal dolore. Lo nota la giovanissima figlia di un conte, che quando incontrerà il principe avrà per lui parole di ammirazione e tenerezza. La fanciulla si chiama Diana, e Charles, colpito da tanta premura, penserà di aver forse trovato la donna della sua vita. La seconda, perché la prima, grazie anche ai discreti uffici di zio Dickie, apparentemente l’ha persa. Ma questa è un’altra storia.

Lord Mountbatten viene sepolto nell’Abbazia di Romsey nello Hampshire, non lontano dalla sua residenza di Broadlands con la splendida dimora palladiana e le tante memorie familiari.

mountbatten tomba

A Royal Calendar – 25 giugno 1900 (parte prima)

Nasce a Frogmore House, nel castello di Windsor, Louis Francis Albert Victor Nicholas Mountbatten.

lord-mountbatten-866169

Sua nonna materna è Alice, terza figlia della regina Victoria, e il piccolo è l’ultimo pronipote che l’anziana sovrana riesce a conoscere prima della morte.  Il padre è Louis di Battenberg, principe tedesco che ha scelto di vivere in Inghilterra e di arruolarsi nella Royal Navy dove fa una splendida carriera coronata nel 1912 col grado più alto: Lord dell’Ammiragliato.

mountbatten family

La prima guerra mondiale oppone però il Regno Unito alla Germania, e Louis è costretto ad abbandonare il suo ruolo a causa delle origini tedesche.  Il colpo è così forte da fargli decidere di recidere ogni legame col paese d’origine e di diventare completamente inglese;  come Re Giorgio V, che abbandona il casato Sassonia Coburgo Gotha e assume per sé e i suoi discendenti il nome di Windsor, Louis trasforma Battenberg in Mountbatten, e si ritira in campagna col titolo di marchese di Milford Haven.

Il figlio Louis, chiamato Dickie per distinguerlo dal padre, è bello, intelligente, spiritoso, affascinante, e dotato di una volontà di ferro veramente teutonica. È anche vanitoso, ama la bella vita, e coltiva assiduamente l’intricata serie di connessioni reali della sua famiglia; la sorella maggiore Alice sposa Andrea di Grecia (saranno i genitori di Filippo di Edimburgo), Louise il futuro re di Svezia, Gustavo Adolfo, già vedovo e padre. Una zia materna è la zarina, e cugini di primo grado lo zaveric e e le quattro sorelle che moriranno a Ekaterinburg.

Dickie accompagna il principe di Galles nei suoi viaggi alla scoperte delle colonie, e in uno di questi, a Dheli, conosce Edwina Ashley, nipote di un ricchissimo banchiere. Si sposano il 18 luglio 1922, lui diventa ricco, lei diventa royal; per loro inizia una vita fatta di case lussuose, grandi viaggi, amici importanti, come la coppia d’oro di Hollywood, Mary Pickford e Douglas Fairbanks, e il genio Charlie Chaplin. Nascono due figlie Patricia e Pamela, ma il matrimonio non è felice; lui rigido e autoritario è totalmente concentrato sulla sua carriera nella Royal Navy, dove è entrato sulle orme del  padre; lei fragile e irrequieta, sessualmente vorace e attratta da entrambi i sessi, non ama il ruolo di moglie e madre e parte spesso per lunghe fughe ai quattro angoli del globo. I ripetuti tradimenti della moglie umiliano Dickie ma in qualche modo lo affascinano e finiscono per soddisfarne l’intima natura da voyeur; i Mountbatten sono una coppia aperta, che vive in un mondo dorato dove ogni eccesso è tollerato.

mountbatten wedding

Se il matrimonio è un fallimento, la carriera militare è un successo, e grande; a quarantun anni è ammiraglio, e segue i primi passi nella Royal Navy del nipote Philip che, trascurato dai genitori, trova nello zio un solido punto di riferimento.

Scoppia la seconda guerra mondiale. Edwina abbandona ogni frivolezza e si dedica anima e corpo alla Saint John’s Ambulance Brigade, Dickie diventa comandante delle operazioni in Europa. Coraggioso ai limiti dell’eroismo, amatissimo dai suoi uomini, Churchill lo nomina capo supremo delle forze alleate nel Sud Est asiatico; ed è nelle sue mani che a Singapore il 12 agosto 1945 il Giappone consegna la resa.

Finita la guerra, un altro incarico attende Lord Mountbatten in un altro paese asiatico: dopo 25 anni torna a Dheli come vicerè dell’India. Il paese reclama l’indipendenza – che verrà concessa il 15 agosto 1947 – e bisogna sovrintendere alle operazioni di passaggio dei poteri. Quello che sulla carta potrebbe sembrare un ruolo formale, quasi notarile, si rivelerà la più difficile delle sue battaglie. L’India è una polveriera pronta ad esplodere: Jawaharlal Nehru e il Mahatma Gandhi, fautori col Partito del Congresso dell’unità del paese,  si scontrano con le intenzioni della numerosa comunità islamica guidata da Muhammad Ali Jinnah, che reclama uno stato indipendente formato da sei regioni: Punjab, Afghania, Kashmir, Indis, Sind e Balouchistan. Le iniziali dei primi cinque nomi e la desinenza del sesto formeranno il nome del nuovo stato: Pakistan.

mountbatten vicere

Il 24 marzo 1947 avviene la fastosa  cerimonia di intronizzazione; il vicerè ottiene il via libera dai maharaja, che danno il loro assenso alla trasformazione del paese in repubblica indipendente, ma Jinnah non molla. Le sommosse degenerano in scontri cruenti, è la guerra civile; si avverano i timori di re Giorgio VI e del primo ministro Attlee. Saprà Mountbatten che è un soldato ma non un politico né diplomatico, governare la situazione?

(fine prima parte)