Molti di voi mi hanno segnalato l’abito indossato ieri da Meghan, alla serata di apertura del Summit OYW2019 (One Young World), alla Royal Albert Hall di Londra. E hanno colto l’occasione per chiedere il mio parere sull’intervista dei Duchi di Sussex, concomitante al viaggio in Africa, in cui parlano chiaramente delle difficoltà che stanno affrontando.
Andiamo con ordine: il colore dell’abito mi fa impazzire, il modello – questo è il Maxwell Dress, dalla linea Babaton del brand Aritzia – non particolarmente, i capelli invece li trovo francamente tremendi.
Rispetto alle esternazioni, partendo dal presupposto che comunque bisogna avere rispetto del dolore altrui, e che sicuramente nei confronti della duchessa molti tabloid sono veramente vessatori, e per ragioni non particolarmente nobili (leggi: il sangue black che le scorre nelle vene), personalmente penso che finora la coppia abbia fatto molti errori, forse troppi. Lei dimostra di non avere chiarissimo il suo ruolo, e purtroppo lui non è in grado di aiutarla, ma anzi le va dietro, dimostrando una fragilità emotiva che non immaginavo così grande, e potrebbe essere un problema. Confesso che la cosa che mi ha colpito di più in questo caso è che in visita nelle aree più povere e disagiate del pianeta, i cui abitanti affrontano enormi sofferenze, loro si siano piuttosto concentrati sul proprio dolore.
Uscendo dalla situazione attuale, l’ingresso a Corte di un personaggio così diverso e per molti aspetti notevole mi era sembrato interessante; ma ho sempre pensato che il grande problema di Harry fosse la complessità delle famiglie d’origine – la materna non meno di quella paterna – e che una compagna con alle spalle una famiglia altrettanto disfunzionale potesse non essere la scelta migliore.
Conoscete l’ammirazione che ho per Charles e Camilla; bene, nonostante la loro situazione fosse oggettivamente molto più complicata, il comportamento di entrambi è stato assai intelligente: lui non è partito lancia in resta a difendere l’amata ma ha lasciato che fosse lei a farlo, dandole così l’opportunità di farsi conoscere ed apprezzare. E lei ha svolto il suo compito sempre seriamente e soprattutto nella più grande discrezione.
Naturalmente invece c’è sempre la possibilità che i Duchi di Sussex stanno forzando un po’ la mano e ponendo le basi per un esilio dorato che consenta loro lo stile di vita che preferiscono.
Tutto ciò premesso, eviterei ove possibile gesti fintamente quanto ostentatamente democratici come quello del video: la signora accenna un curtsy non a Meghan Markle, ma alla Duchessa di Sussex, in rappresentanza della Royal Family, e non tocca dunque a lei non accettarlo. Ma poi che è questa abitudine di abbracciare tutti? Ognuno al proprio posto, please. https://www.hellomagazine.com/royalty/2019102379554/meghan-markle-stops-curtsy-one-young-world-summit/
E da solo, come aveva fatto sua madre, si è seduto sotto il grande albero dedicato alla memoria di Diana che qui, pochi mesi della morte, compì una delle sue più iconiche battaglie, quella contro le mine antiuomo. Che probabilmente, se anche non fu determinante, contribuì al bando sancito da una risoluzione dell’ONU e in seguito dal Trattato di Ottawa, sottoscritto finora da 164 paesi.
In uno scenario molto diverso – la guerra civile in Angola è finita nel 2002, e ora al posto del terreno selvaggio ci sono comunità vive, con scuole e attività commerciali – Harry ha ripercorso i passi di sua madre, il cui ricordo è ancora vivo molto nel Paese africano. Questa camminata mi ha innescato una riflessione, rispetto alla quale il vostro parere sarà prezioso.
Al di là della simpatia personale e del carisma, mi sembra che l’impegno di Harry in campo sociale e solidale sia molto lontano dall’avere la carica rivoluzionaria della madre; ad oggi, l’unica iniziativa forte è rappresentata dagli Invictus Games, il resto, compreso questo tour in Africa, mi sembra più un esercizio di stile – e un’operazione di marketing non particolarmente innovativa – che altro.
Scelta perfetta, dato che Tutu è anglicano come la famiglia di lui e black come (parte di) quella di lei.
Questa occasione dà a noi poveri royal watcher e simpatizzanti l’occasione di goderci finalmente il pupetto in tutto il suo splendore e la sua simpatia.
Secondo me somiglia alla mamma, coi colori di papà, ma sono certa che ciascuno di voi troverà le sue somiglianze, inclusa quella col terzo cugino Guido da piccolo. Il vescovo, deliziato, ha già predetto che Archie sarà un ladies’ man, un rubacuori.
Intanto siamo stati solertemente informati che il pupo indossa un completino H&M, sul sito italiano al momento in saldo a € 9,99. Avete un principino da vestire?
Il piccolo Archie ha seguito i genitori, ed eccolo nello splendore dei suoi quattro mesi e mezzo in braccio alla mamma.
Le foto non sono particolarmente nitide, ma sono quelle in cui il pupetto si vede meglio; magari nel corso del viaggio riusciremo ad avere qualche immagine migliore, sempre mantenendo la privacy necessaria a un bimbo così piccolo.
La sposa, semplicissima in bianco, è arrivata in compagnia di Eugenie di York, in nero, a bordo di quello che sembra un golf cart.
Data la cura con cui è stato portato all’interno della villa un altro abito, scommettiamo che nel corso della serata la sposa si cambierà almeno una volta. O saranno di più?
È il secondo matrimonio romano per Bea, che cinque anni fa partecipò a quello di Amedeo de Elisabetta del Belgio, celebrato nella Basilica di Santa aria in Trastevere.
Anche Meghan è in nero, la parte visibile in organza, come l’abito di Jason Wu indossato in luglio per la prima di The Lion King. Ma state tranquilli, non ha riciclato; se date un’occhiata a questo post



Qui ha incontrato una sessantina di ragazzi provenienti da cinque scuole dell’area, con cui ha parlato – con lo stile spontaneo e amichevole che gli è tipico – del ruolo che uno sport come il rugby può avere sotto l’aspetto fisico, sociale ed emotivo.

Auguriamo buon compleanno alla moglie di Pierre, Beatrice Borromeo, che oggi ne compie 34, e raggiungiamo finalmente Thimphu, capitale del piccolo regno himalayano del Bhutan, dove sono in visita privata, su invito del sovrano, i principi ereditari del Giappone accompagnati dal figlio. Benché non si tratti di un tour ufficiale, la famiglia incontrerà comunque King Jigme, e all’arrivo all’aeroporto di Paro – che padre e figlio hanno raggiunto su voli diversi, in ossequio alle regole di sicurezza imposte agli eredi al trono – è stata accolta da tre delle sorelle del re.
Se come me siete affascinati dall’Oriente, il 22 e 23 ottobre non prendete impegni, c’è l’intronizzazione ufficiale dell’Imperatore Naruhito. Il Principe Charles ci sarà, e voi?
In copertina quattro file con quattro riquadri ciascuna: ci sono Greta Thumberg, Jacinda Ardern – giovane ed energica premier neozelandese – e altre signore brillanti e impegnate, tra cui le attrici Jane Fonda e Salma Hayek. Le donne ritratte però sono solo quindici, nel sedicesimo riquadro c’è uno specchio, in modo che anche chi acquista il magazine possa vedere il suo viso tra gli altri; insomma un modo per dire che chiunque può essere parte del cambiamento. La trovata è carina, ma certamente non nuova, è stata già usata varie volte su copertine di libri e riviste. E se a questo punto foste interessati a sapere chi per primo ha avuto l’idea, siete nel posto giusto.
