Dalla cronaca alla storia (dell’arte)

Sapevamo già che la Duchessa di Sussex sarebbe stata la protagonista della September Issue di Vogue UK; è tradizionalmente il numero più importante dell’anno, quello che presenta la linea editoriale per i 12 mesi seguenti. Confesso di aver pensato alla copertina, come accaduto in passato con Catherine, e prima ancora con Diana. Invece ho scoperto che quando Meghan ha ricevuto l’invito ha rilanciato proponendosi come guest editor, direttore ospite, per quel numero. Accettata la proposta, la decisione sui temi da trattare non vi sorprenderà troppo: persone in grado di generare un cambiamento nella società. All’interno due interviste della duchessa, l’una a Michelle Obama, l’altra a suo marito il duca. Il quale, secondo l’inevitabile spoiler, avrebbe dichiarato di volere solo due figli, come contributo all’equilibrio del pianeta. E speriamo che con la moglie ne avessero già parlato, e che non sia stata una sorpresa anche per lei. vogueuk sept issueIn copertina quattro file con quattro riquadri ciascuna: ci sono Greta Thumberg, Jacinda Ardern – giovane ed energica premier neozelandese – e altre signore brillanti e impegnate, tra cui le attrici Jane Fonda e Salma Hayek. Le donne ritratte però sono solo quindici, nel sedicesimo riquadro c’è uno specchio, in modo che anche chi acquista il magazine possa vedere il suo viso tra gli altri; insomma un modo per dire che chiunque può essere parte del cambiamento. La trovata è carina, ma certamente non nuova, è stata già usata varie volte su copertine di libri e riviste. E se a questo punto foste interessati a sapere chi per primo ha avuto l’idea, siete nel posto giusto.

Dobbiamo tornare indietro di oltre un secolo, nella Parigi del primo Novecento, dove un gruppo di giovani artisti sta rivoluzionando la pittura. Si chiamano Braque, Delaunay, Modigliani, Duchamp, Picabia, e naturalmente Picasso, che cinque anni prima ha scomposto in forme geometriche le figure di cinque fanciulle, prostitute a Barcellona nella calle Avignon. Sono Les demoiselles d’Avignon, con loro è nato il cubismo. Nel 1912 Picasso viene ritratto – ovviamente in stile cubista – da un giovanissimo pittore madrileno, Juan Gris; nello stesso anno Gris realizza Le lavabo, un olio su tela cui vengono aggiunti, con la tecnica del collage, frammenti di carta e di specchio.

juan gris-le lavabo

Juan Gris. Le lavabo, 1912. Olio e collage su tela. Collezione privata

L’idea di rendere chi guarda parte dell’opera la si deve a lui.

Sicuramente Gris conosce bene il museo più importante della sua città d’origine, il Prado, e probabilmente si è ispirato a uno dei capolavori dell’arte spagnola – e mondiale – che il museo custodisce: Las Meninas, di Diego Velázquez.

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Diego Velázquez. Las Meninas, 1656. Madrid, Museo Nacional del Prado

Nell’opera – ambientata nello studio del pittore all’interno del Real Alcázar di Madrid – sopra la testa dell’Infanta Margarita c’è uno specchio, in cui si vedono i sovrani genitori della bambina: Felipe IV e la sua seconda moglie Maria Anna d’Austria. Molti studiosi ritengono che proprio lo specchio sia il punto centrale del quadro: per la presenza del re, o per il tentativo di rendere protagonista l’osservatore, esercitato anche attraverso un complesso gioco di scorci prospettici.

All’inizio di questo post parlavamo di generare il cambiamento; è una riflessione che facciamo raramente, ma in ogni società è la cultura per prima a farlo. E l’arte, che è il suo braccio armato, influenza le nostre vite e le nostre scelte più di quanto pensiamo.

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