Con la fine dell’estate si riprendono le vecchie buone abitudini, e torna la rubrica domenicale che analizza – ok, diciamola tutta, che giudica – le mise più notevoli della settimana indossate da signore più o meno royal.
Le ripetenti
In questi giorni ben tre sovrane hanno riciclato abiti già visti; e dato che oggi è il suo compleanno iniziamo da lei, Letizia di Spagna, che giovedì era a Siviglia con l’augusto consorte per le celebrazioni dei cinquecento anni dalla prima circumnavigazione del globo, guidata dal portoghese Magellano, ma portata a compimento dallo spagnolo Juan Sebastián de Elcano. La Reina ha affrontato il caldo andaluso con un abito crema di Pedro del Hierro che le avevamo visto durante la visita in Argentina lo scorso marzo. Il taglio interessante del vestito si apprezza più se visto lateralmente, perché rivela il movimento delle (troppo?) ricche pieghe. Gli accessori sono Carolina Herrera: belle le scarpe slingback, meno la borsa da sciura che abbina pedantemente il colore dell’abito a quello delle scarpe. Chic, ma noiosetta.
Venerdì, per il centenario dell’ONE (Oeuvre Nationale de l’Enfance), Mathilde dei Belgi ha tirato fuori dall’armadio un abito in madras di Dries Van Noten, già citato in uno Royal chic shock e boh di aprile. Ribadisco la mia passione per ogni tessuto scozzese, ma devo ribadire anche l’impressione che all’epoca mi fece, quasi un grembiulino da casa. E non avevo visto le scarpine en pendant. Boh.
La travolgente Máxima d’Olanda lunedì ha rispolverato le competenze bancarie partecipando a Utrecht a una iniziativa destinata alle persone in difficoltà perché indebitate. E ha rispolverato pure un abito optical bianco e blu, già visto in varie occasioni. L’abito non è perfetto – su quell’orlo ce ne sarebbero da dire – Natan non ha potuto evitare le solite maniche a campana, ma a me piace, la lunghezza e le scarpe esaltano le gambe, e l’abbronzatura fa il resto. Chic (di incoraggiamento), ma in altre occasioni m’era piaciuto di più.
La temeraria
E niente, non fai in tempo a tirare il fiato che ha segnato un altro punto. Due giorni dopo il precedente impegno, l’attivissima regina d’Olanda ha partecipato a un evento della Banca di Sviluppo olandese (FMO) dedicato alle donne che fanno impresa, o vorrebbero farla. In questo caso sceglie ancora Natan, una tuta in crêpe (già vista anche questa). Bella lei, meglio i capelli, discreta la mise, che non la valorizza al massimo, ma accontentiamoci. Però perché quei brutti sandali da Minnie, con zeppa monstre (e dita di fuori), quando la regina è già altissima di suo? Boh.
L’incidentata
Mercoledì era 11 settembre: la tragedia delle Twin Towers è stata ricordata in tutto il mondo e con particolare emozione negli USA, dove il Presidente Trump e la First Lady hanno partecipato alla cerimonia in Pennsylvania, al Flight 93 National Memorial. E che ci crediate o no, il web è impazzito osservando il trench di Herve Pierre indossato da Melania, e notando come l’impuntura dell’asola del bottone che trattiene lo spacco evochi l’immagine dell’aereo che colpisce la torre. Shock. Mica per lei poveraccia, ma per la stupidità umana, che in internet ha il suo regno.
The Queen
Dame Helen Mirren oggi, alla sfilata di Victoria Beckham nell’ambito della London Fashion Week, con una mise pitonata (creazione della stilista, of course). Non mi piace l’abito – soprattutto quella cinturina lilla che segna la vita – non mi piacciono i tronchetti, ma lei è assolutamente sublime. A dimostrazione, nel caso ce ne fosse ancora bisogno, che lo chic non è (solo) questione di abiti.

Qui ha incontrato una sessantina di ragazzi provenienti da cinque scuole dell’area, con cui ha parlato – con lo stile spontaneo e amichevole che gli è tipico – del ruolo che uno sport come il rugby può avere sotto l’aspetto fisico, sociale ed emotivo.
Il trionfatore degli ultimi due Gran Premi di Formula 1 – Spa e Monza – sta facendo alla Ferrari (e a tutti noi) il regalo di un novantesimo anniversario celebrato degnamente, e non era scontato.
Con lui la bella mamma Pascale, i fratelli Arthur e Lorenzo, più gli zii Thierry et Stéphanie Manni che giustamente hanno colto l’occasione: quando gli ricapita di andare a casa di un sovrano? Charles Leclerc è figlio d’arte, il padre Hervé correva in Formula 3 negli anni ’80, ed è mancato nel 2017 a soli 54 anni.
Charles naturalmente è di fede anglicana, e da sovrano sarà a capo di quella Chiesa, per cui la sua presenza a una cerimonia centrale per la Chiesa Cattolica è un segno davvero di grande importanza, ma chi lo segue un po’ sa quanto si sia sempre impegnato nell’incoraggiare la libertà religiosa, la comprensione e il dialogo tra le fedi.
È un’organizzazione che si occupa di donne in difficoltà che si preparano a entrare, o rientrare, nel mondo del lavoro, offrendo loro una serie di servizi che vanno dal preparare le candidate a sostenere i colloqui con successo, al fornire loro un abbigliamento adeguato; si tratta di donne che vengono segnalate da assistenti sociali, prigioni, ricoveri per homeless, altre associazioni, e spesso hanno sostenuto decine di colloqui senza successo, con costante perdita di autostima e fiducia. Smart Works riceve molte donazioni di abiti e accessori di seconda mano, ma ora può contare su una piccola collezione, The Smart Set, i cui pezzi sono in vendita in diversi department stores; per ogni capo acquistato, ne verrà donato uno all’associazione, che lo metterà a disposizione di chi ha bisogno. Una iniziativa interessante, che vale la pena di conoscere in dettaglio.
La borsa, realizzata da John Lewis e venduta nei loro store a 109 sterline è già sold out in entrambe le versioni, nera e marrone.
Jigsaw ha prodotto il completo: la giacca costa 199 sterline i pantaloni 120.
Da Marks&Spencer si trova il capo più economico, un abito da meno di venti sterline: per l’esattezza 19,95.
La stilista e amica Misha Nonoo ha realizzato la camicia bianca, costa 125 sterline.
In braccio alla mamma – che tradisce ancora un po’ di comprensibile stanchezza – la sorella maggiore Anna Astrid, graziosissima nonostante i capelli alla paggetta (come si diceva ai miei tempi), versione elegante del classico taglio con la scodella, probabilmente un po’ perplessa dall’arrivo dell’intruso. Il quale, tra le braccia di papà, non sembra particolarmente interessato alla suo primo momento ufficiale e se la dorme della grossa, che se fosse la sua attività preferita sarebbe una vera benedizione per i genitori. Un giorno il pupetto sarà a capo degli Asburgo Este, ramo cadetto della casata Asburgo Lorena, per ora sogni d’oro!
Completo azzurro da giovane yuppie per l’erede al trono, in blu scuro la sorella, con gonna a pieghe e abbondante polo. In tinta con i figli Charlène, con caftano dalle spalle cut-out, parzialmente foderato a mitigarne la trasparenza; una scelta bizzarra per un primo giorno di scuola, a meno che non sia una scuola di salsa, claro. Non vi sorprenderà sapere che il viso gonfio e un vago arrotondamento della figura stanno già facendo parlare di una nuova gravidanza, o di qualche chilo in più con eccesso di botox. Giacca che tira e pantalone appeso per Albert, ma con lui si va sul sicuro.
Leonor e Sofía con l’uniforme del loro istituto sembrano ancora più giovani di quanto siano (la Princesa de Asturias, a sinistra, compie 14 anni a fine ottobre); le trovo graziosissime e approvo incondizionatamente i capelli legati in una pony tail ma ve lo dico, sui miei polpacciotti quei calzettoni a 3/4 non sarebbero stati mai su. Mi piace molto anche la Reina in versione casual, poco trucco, sneakers e pantaloni skinny; avesse evitato quella giacca avrebbe sfiorato la perfezione che però, si sa, non è di questa terra.

E forse qualcuno anche di qua dall’oceano conosceva qualcuno dei caduti: io ad esempio durante le vacanze americane ho spesso accompagnato una carissima amica a messa, nella St. Francis of Assisi Church sulla 31st St, e spesso ad officiare era Padre Mychal Judge, la vittima numero 0001; accorso per assistere i feriti e benedire i morti, fu colpito alla testa dai detriti causati dal crollo della prima torre.
Poche ore dopo la tragedia la Corte rese noto che i principi erano si trovavano in una località sicura, e rientrarono in patria domenica 16. Sarah Duchessa di York si salvò per miracolo: stava raggiungendo l’ufficio della sua associazione Chances for Children al 101° piano della Torre Nord ma era in ritardo di 20 minuti a causa del traffico. Il suo ex marito, il principe Andrew, e Re Abdallah di Giordania erano in volo verso gli Stati Uniti, ma i loro aerei tornarono indietro.

La Duchessa di Cambridge continua con la sua attività green, quella che l’ha vista progettare un apprezzatissimo giardino per il Chelsea Flower Show lo scorso maggio, ed eccola oggi a Wisley, nel Surrey, per il festival Back To Nature organizzato dalla Royal Horticultural Society.
Per completare l’opera s’è vestita da giardino fiorito pure lei, con un abitino azzurro chiaro cosparso di mazzi di roselline (di Emilia Wickstead); in fondo è o non è la regina delle rose inglesi?
Con lei Mary Berry, cioè la controparte britannica di Clelia D’Onofrio, giudice garbato ma inflessibile di Bake Off.
Tutto bello bellissimo, ma le calze con quel vestito e quelle scarpe no dai, veramente troppo nonnesche. O granny, che fa più chic.