Ladycameron giorno 5 – Il giglio di Francia (e di Firenze)

iris biancoIeri, parlando di ginestre, abbiamo sfiorato una delle personalità più affascinanti e complesse dell’epoca: quella Éléonoire d’Aquitaine il cui secondo marito Henry II fondò la dinastia dei Plantageneti sul suolo inglese. Oggi si replica, e tocca al primo marito, Louis VII di Francia. Secondo la leggenda il re, impegnato in battaglia, stava per essere sconfitto e sospinto dagli avversari verso un fiume, quando vide sulla riva un campo di iris fioriti che si spingevano nell’acqua. Comprese dunque che il fiume poteva essere guadato e vi si lanciò coi suoi soldati riuscendo a salvarsi; in ricordo dello scampato pericolo scelse il fiore come suo emblema. Louis VIIL’iris divenne allora noto come fleur-de-Louis ma finì per l’essere confuso col fleur-de-lys, il giglio, per cui nel corso del Medio Evo il giglio prese il posto dell’iris come fiore simbolo del re di Francia. La forma stilizzata del giglio, com’è usata in araldica, rimanda a un’arma, una lancia usata dai Franchi, simile allo scettro gigliato che compare nello stemma di Trieste. Un’altra tradizione risale fino al VII secolo, a Dagoberto, il federatore dei tre regni di Austrasia Borgogna e Neustria, il cui sigillo accorpava tre scettri in una sorta di iris stilizzato, antenato del fiore araldico. giglio firenzeSorte analoga è toccata al fiore simbolo di Firenze: l’iris delle origini – il cui nome botanico è proprio Iris florentina – si è col tempo trasformato nel giglio. È interessante che anche in questo caso il fiore è assimilato a un’arma: i romani lo chiamavano gladiolus, per la forma allungata delle foglie che ricordano una spada, in latino gladius, il nostro giaggiolo.

Dimenticate dunque i significati di solito attribuiti al giglio: fecondità, come quello dell’Antico Testamento, o la purezza attribuita ai santi cristiani; l’elegante iris/giglio rappresenta la regalità, l’aspetto nobile della forza.

 

La foto del giorno – Namasté!

È indubbio che le notizie che arrivano dal Regno Unito sul modo in cui il governo guidato da Boris Johnson si appresta a gestire la crisi da coronavirus ci stiano lasciando assai perplessi, per usare un eufemismo. Molti di voi mi stanno chiedendo se la Regina avrebbe la possibilità di intervenire, argomento assai delicato visto che la prassi vuole che non invada il terreno governativo. Più semplice rispondere alla domanda sul comportamento della Royal Family; vanno ancora in giro? Sì e no, al momento i royal engagements in patria non hanno subito variazioni, mentre è rinviato sine die il viaggio che il Principe di Galles e la Duchessa di Cornovaglia avevano in programma in Bosnia, Cipro e Giordania a partire dal 17 marzo. Quanto ai saluti, se una decina di giorni fa l’unica precauzione presa da Her Majesty erano i guanti indossati anche durante le investiture a Buckingham Palace ( Le foto del giorno – Times change ) il precipitare degli eventi ha spinto Prince Charles a recuperare rapidamente gli antichi legami con l’India, per cui ormai si saluta così. prince charles namastèNamasté!

(e non perdete il video, con una sfilata di star che non rispettano la distanza di sicurezza) https://www.youtube.com/watch?v=usBfrW6yLs8