Le foto del giorno – Un trono per due

Non ho resistito al gioco di parole col titolo di un celebre film, sempre presente nei palinsesti natalizi, a causa di una suggestiva coincidenza.

Oggi in Giappone festeggia il diciannovesimo compleanno la Principessa Aiko, unica figlia dei sovrani Naruhito e Masako. Ieri invece ne ha compiuti 55 il principe Akishino, che dell’Imperatore è il fratello minore.

La prima quest’anno si è fatta fotografare da sola, senza genitori, a sottolineare l’età ormai adulta e direi l’autonomia che ne consegue, anche se mi rendo conto che per una principessa imperiale giapponese la parola “autonomia” azzardata. Con lei Yuri, l’amato cane di famiglia, una meticcia di undici anni adottata da cucciola in un canile.

Due possibili eredi al trono, in cui quello che – secondo le nostre logica e sensibilità – viene per secondo ha definitivamente e ufficialmente preso il posto della prima. E dunque per il suo compleanno si fa ritrarre in giardino con tutta la famiglia, scelta assolutamente non casuale perché anche il figlio minore e unico maschio, il quattordicenne Hisohito, avrà un ruolo nella successione. Poi l’estetica delle immagini è sempre interessante, e a parte la piuttosto tetra palette scelta dalla famiglia, le tre signore sedute a terra con in mano una foglia secca sono veramente notevole, anche se personalmente non troverei la posa troppo benaugurante.

Piuttosto soddisfatto il festeggiato, che domenica 8 novembre è stato ufficialmente proclamato Principe Ereditario, mettendo fine alle speranze, forse solo nostre, di vedere un giorno Aiko – unica erede diretta dell’Imperatore Naruhito – regnare sul Paese. Diamo questa notizia on una certa delusione, considerando che la principessa imperiale è considerata unfit a causa del suo sesso e null’altro. Inevitabile però considerare che le situazioni, anche le più antipatiche, vanno sempre considerate nel loro contesto; le regole della successione in ogni monarchia rispecchiano la civiltà, la cultura, le credenze del popolo e non ha senso estrapolarle né, peggio, credere in improbabili modernizzazioni. Basandosi anche su considerazioni storico religiose, la Costiuzione Meiji nel diciannovesimo definì la successione secondo la legge salica, e la norma è stata confermata nella moderna Costituzione del 1947. La nascita di Aiko aveva riposto la questione, ma l’arrivo del cugino Hsohito cinque anni dopo ha assicurato due eredi maschi, dunque così è così rimarrà ancora per qualche decennio, a meno di imprevedibili sorprese.

Tutto ciò premesso, deponiamo le armi (per ora) e godiamoci lo spettacolo. Perché se è vero che Lady Violet ha una passione speciale per le monarchie orientali, è anche vero che le cerimonie nipponiche sono tanto complesse e oscure, quanto scenografiche. E quella che è andata in scena nel Palazzo Imperiale qualche settimana fa non ha certo deluso.

(Ph. Sankei News)

Rikkoshi-Senmei-no-gi, è il suo nome, “Cerimonia di Proclamazione del Principe Ereditario”; un trionfo della giapponesità (la parola esiste, ho controllato), a partire degli splendidi abiti tradizionali. Marrone, come vuole il protocollo, per l’Imperatore, arancio per il nuovo Principe Ereditario.

La parola d’ordine in questi casi per le signore è stratificazione, ma naturalmente noi riusciamo ad apprezzare solo il kimono che copre tutto il resto; molto elegante quello in bianco e verde salvia indossato dalla Principessa Ereditaria Kiko, ma naturalmente Lady Violet è impazzita per quello dall’Imperatrice Masako, bianco con dettagli glicine (se ci fate caso, nel suo caso la sovrapposizione degli abiti è più complessa, e si apprezza meglio).

In abito di corte all’occidentale per il resto della famiglia reale – in prima fila le due figlie degli Principi Ereditari, le Principesse Mako e Kako (considerando che lo loro madre si chiama Kiko, mi fanno pensare sempre alle nipoti di Paperina). Tutte signore – con la nobile eccezione del Principe Masahito, zio dell’Imperatore – che viste così in gruppo sembrano una deliziosa collezione di bamboline di biscuit.

12 pensieri su “Le foto del giorno – Un trono per due

  1. Avrei una domanda da porti a proposito di Aiko: perché non partecipa ancora alle cerimonie ufficiali pur avendo già raggiunto la maggiore età?
    Mi sbaglio, o le sue cugine Mako e Kako hanno iniziato a 18 anni, lei ne ha già 19…

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    • In effetti la maggiore età in Giappone è ancora a 20 anni, credo sia stata approvata una legge che la abbassa a 18 ma dovrebbe entrare in vigore nel 2022 dunque Aiko non ci rientrerebbe comunque. Leggevo proprio ieri su una pagina giapponese che Aiko l’anno prossimo riceverà la sua parure personale, e inizierà a partecipare agli aventi ufficiali. Poi ti confesso che anche a me sembra di vedere da parecchio Mako e Kako ma francamente non ricordo a quanti anni abbiano fatto il loro debutto (e a dirla tutta la loro famiglia mi è sempre sembrata piuttosto “pushing”).

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  2. Dear Lady Violet, leggendo ho focalizzato un pensiero che avevo da un po’ …. tutte queste principesse di pastello vestite ,che sembrano far tappezzeria sullo sfondo di cerimonie ufficiali;,son tutte “signorine”,non sposate ,o forse lo sono con dei mobili ?(ma questa notizia non mi è pervenuta)…. perché sappiamo ampiamente che qualora convolino a nozze con un borghese non avrebbero più il diritto di star lì,a far da sfondo colorato…Mako forse non la vedremo più 😏…e sarà un vero peccato non veder più la sua grazia ,anche se Kako lo è altrettanto … E aldilà di questa regola che è la legge salica e in Giappone mi sembra particolarmente rigida ….gli uomini si al matrimonio con una borghese ,le donne sappiamo cosa succede ….,per non parlare di Aiko…
    Mi vien spontanea una domanda “terra terra”:
    Ma in Giappone non ci sono nobili papabili per tutte queste giovani ragazze così che non siano destinate a una vita futura da borghesi ?!
    L’unico maschio e il piccolo Hisohito,che poi è fratello e cugino …

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    • Nel gruppo in prima fila ci sono ovviamente Mako e Kako. Dietro di loro, l’unico signore (in sedia a rotelle) è Masahito, il principe Hitachi, fratello minore dell’Imperatore emerito e zio del regnante; la signora accanto a lui, in color chartreuse, è sua moglie Hanako. Poi si vedono altre due signore agée: quella in royal blue è la principessa Nobuko, e la ragazza in color crema, prima a sinistra in terza fila sua figlia Akiko. La signora in fondo, in abito verde, è la principessa Hisako, cognata di Nobuko, e le ragazze le sue figlie. Nobuko e Hisako sono entrambe vedove, e i loro mariti erano figli del principe Mikasa, fratello minore dell’Imperatore Hirohito, dunque zio dell’Imperatore emerito e prozio del regnante; le due ragazze in fondo sono figlie di Hisako. Ne manca una, che è appunto sposata a un borghese. Così come manca Sayako, sorella dell’imperatore e del principe ereditario, che a sua volta ha sposato un borghese (ma è gran sacerdotessa del tempio di Ise, e partecipava lì a una cerimonia propiziatoria). Spero di non averti confusa con nomi e parentele (non preoccuparti, non li so tutti a memoria!) ma il sunto è questo: quelle che sposano uomini borghesi sono fuori. Il problema è che il concetto di aristocrazia in Giappone è diverso dal nostro, e di fatto non ci sono tante famiglie che possono essere considerate tali: giusto i rami cadetti della famiglia imperiale, via via sempre più lontani dalla linea principale, eredi di qualche shogun e pochi altri. Però leggevo proprio oggi che il Parlamento sta studiando la possibilità di mantenere a queste fanciulle un titolo imperiale particolare, che tra l’altro consenta loro di continuare a sostenere attivamente la casa imperiale; nella prossima generazione c’è un solo maschio e tre femmine, se sposassero tutte e tre dei borghesi – e Mako è già più o meno fidanzata – il futuro imperatore rimarrebbe da solo. Spero di essere stata chiara!

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      • Ho sempre pensato che in questo modo, che hai descritto in maniera chiarissima, la Casa Imperiale elimina le principesse “vere” e accoglie quelle borghesi e divenute tali “solo” per matrimonio.
        Le ultime due imperatrici e anche la moglie dell’erede sono tali.
        Che cosa tristissima: se sei donna giapponese vali solo in virtù del “valore” di tuo marito, l’unico modo che hai di elevarti socialmente è tramite il matrimonio. Sembra la favola di Cenerentola.

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      • Temo che la società giapponese sia ancora molto maschilista, ma penso che alla fine saranno costretti obtorto collo ad evolvere un po’, pena l’estinzione.

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  3. Grazie per le delucidazioni.
    Allora sicuramente anche Mako e Kako avranno avuto 20 anni quando debuttarono, e non 18 come pensavo.
    Comunque questi nomi tutti “assonanti” per noi occidentali sono un po’ … strani! Chissà che significato hanno.

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    • Ricordo che quando nacque Aiko, che era stata tanto desiderata, le fu dato quel nome perché vuole dire “figlia dell’amore”. Altri evocano elementi della natura: rugiada, arcobaleno…

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  4. L’imperatore ha un copricapo con una striscia dritta e svettante, gli altri ce l’hanno abbassata, non sarà un caso.
    Scusa l’irriverenza ma mi sono venuti in mente paragoni animaleschi sui palchi o creste o altri arnesi che in natura stabiliscono le gerarchie. I vestiti occidentali giapponesizzati delle signore non mi hanno mai convinto, troppo banali e ripetitivi, come se la forza creativa delle loro stoffe e delle loro fogge(che sono degli autentici capolavori) si spegnesse di colpo. Certi kimono andrebbero incorniciati e appesi alle pareti.

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    • Ahahahah il paragone mica è così peregrino! D’altra parte i costumi antichi sicuramente prendono spunto dalla natura, pensa alle penne sugli elmi classici, la cui eco permane in molti cappelli militari moderni. Il significato dei dettagli di costumi e cerimonie mi affascinano molto, ma non sempre trovo spiegazioni alle mie curiosità. Gli abiti di corte delle signore, ispirati all’occidente, sono francamenti brutti, ma alla fine rappresentano un linguaggio originale, proprio perché così lontani dal nostro gusto. Penso che abbiano voluto trovare un sistema che eviti loro di indossare i costumi tradizionale, costosi pesanti e molto scomodi.

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  5. Buonasera. In effetti il governo giapponese sembra volersi arrampicare sugli specchi pur di non cambiare la famigerata legge salica. Tempo fa avevo letto che una delle ipotesi era perfino quella di andare a pescare eredi maschi nei rami cadetti più esterni, nel caso malaugurato che non fossero disponibili nella discendenza più stretta. Adesso parlano di creare un nuovo titolo appunto per consentire alle giovani donne della famiglia di continuare a lavorare per la casa imperiale anche dopo sposate. E il bello – si fa per dire…- è che la popolazione non sarebbe poi così contraria all’idea di modificare regole e successioni per rendere più attuale la loro monarchia. In particolare tra i giovani. Ma da quello che capisco c’è ancora una netta prevalenza tradizionalista nei piani alti delle istituzioni e quindi niente, preferiscono cercare soluzioni extra. Speriamo che vada bene almeno questa ipotesi del titolo nuovo, sarebbe già qualcosa.

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    • Sono assolutamente d’accordo, e penso che l’ossessione per il mantenimento dell’ortodossia imperiale sia ormai anacronistica, col rischio di allontanare i cittadini. Perché è vero che la regalità deve mantenersi all’interno di canoni precisi che ne giustifichino l’esistenza, ma il rischio è poi non essere più accettata nelle società in movimento. Alla fine questa è la vera sfida, ammodernare senza perdere la propria peculiarità.

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