Le foto del giorno – La Fête de Sainte Dévote

Il 27 gennaio si ricorda Sainte Dévote, martire di origine corsa e patrona della Corsica e del Principato, nonché protettrice della Famille Princière.

Il martirologio narra che la fanciulla si era votata a Dio, ma erano i primi anni del IV secolo, quelli della tremenda persecuzione di Diocleziano: Dévote fu arrestata in seguito a una delazione e torturata a morte. Il governatore romano della provincia diede ordine che il suo corpo fosse bruciato, ma fu trafugato dal prete Benenato, che con l’aiuto di Graziano a bordo di una barca fece rotta verso l’Africa con l’intento di dare alla martire una cristiana sepoltura. Una colomba, uscita dalla bocca della salma, indicò un’altra meta, la piccola valle di Les Gaumates, che ora è parte del Principato. La barca cambiò rotta, e finì per incagliarsi sulla riva contro un cespuglio di rose fiorito fuori stagione. Ricoverato in una piccola cappella costruita sul luogo dell’approdo, il corpo della martire iniziò presto a elargire miracoli. Passarono i secoli e una notte del 1070 un pirata rubò la cassa coi resti di Dévote con l’intento di chiedere un riscatto, ma si alzò un forte vento che impedì alla sua barca di prendere il largo; dopo il recupero della salma e la punizione del colpevole, la barca fu bruciata sulla spiaggia quale sacrificio di espiazione.

È per questo che il momento clou della festa di Sainte Dévote ogni anno la sera del 26 gennaio è l’incendio di una barca sulla spiaggia. Rito assai suggestivo che si collega idealmente a tutti i falò accesi nelle notti d’inverno per celebrare vari Santi (come le Farchie di Fara Filiorum Petri, in Abruzzo, per Sant’Antonio Abate), che ricalcano riti arcaici di evocazione della luce.

Una festa molto amata dai bambini, e i gemellini Grimaldi non fanno eccezione; come sempre la protagonista è Gabriella, estasiata davanti al fuoco, dopo aver contribuito ad accenderlo (il fratello Jacques invece se ne è restato a distanza di sicurezza). La piccola principessa era in total Dior: giaccone 3/4 più gonnellina più cappellino a quadretti di Vichy bianchi e rosa; completino delizioso, se non fosse per lo scivolone sugli accessori, sempre Dior: converse griffate e versione mini dell’iconica Lady Dior bag. Sorry, ma sono contrarissima ai bambini col logo in bella vista, e mi fanno pure una certa tristezza.

Converse griffate Dior pure per Jacques, che sembra aver imboccato la strada paterna per quanto riguarda l’orlo dei pantaloni, ma magari i suoi sono, come si diceva una volta, in crescenza. Su quelli Albert non diciamo più nulla, giusto? Dunque passiamo alla sua consorte. Charlène per l’occasione ha indossato uno di quei cappotti che sembrano fatti con i plaid per cavalli (non è una battuta ma una semplice osservazione). A me piacciono poco, ma trovo che questo firmato Akris, color amaranto con dettagli in pelle, a lei stia davvero bene. Mi piace molto anche il basco ben calcato in testa; una mise, compresi gli stivali, adatta anche all’occasione, mi compiaccio.

La mattina seguente cerimonia in Cattedrale – che custodisce altre reliquie della Santa – riservata ai sovrani, senza bambini, con la Princesse in total black Prada e basco magenta piazzato troppo indietro. La mise sarebbe anche bella – magari un po’ cupa per la mattina, complici anche gli occhialoni neri – ma il cappotto è veramente troppo over.

Inoltre l’abbinamento nero-magenta sembra eccessivamente vescovile, impressione aggravata dalla grossa croce indossata da Charlène. Che sta diventando piuttosto solita a questi look curiali; mi sa che quando si è convertita alla Chiesa di Roma ha fatto un po’ di confusione sui dettagli.

12 pensieri su “Le foto del giorno – La Fête de Sainte Dévote

  1. Un’altra papessa?! Povere noi! 😂 Suggestiva la storia della martire, non sapevo perché bruciavano la barca. Queste storie – leggende antiche – hanno un qualcosa di mistico a prescindere dalle credenze di ognuno. È proprio il loro essere parte della Storia di una Nazione o di un Popolo che le rende tali.

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  2. Dimenticavo! Non amo vedere i bambini vestiti griffati con le firme d’alta moda, tranne magari in occasioni assolutamente speciali, tipo Natale. Ci sono decine di marchi per bimbi con pezzi bellissimi e attuali che sono di qualità senza copiare i grandi. Perché anticipare troppo i tempi? Oppure si potrebbe ridurre la firma lussuosa ad un unico pezzo, giusto per dare un guizzo all’insieme. Sui pantaloni di Alberto non c’è più nulla da dire, con tutta la buonissima volontà, però dobbiamo dargli un merito: lui indossa sempre scarpe eleganti (almeno a memoria) e non mescola completi e cappotti con polacchine o scarponcini vari come capita ad Haakon di Norvegia o William del Regno Unito, per esempio. È già qualcosa. 😏

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    • Polacchini no, ma ricordo qualche occasione in cui da pantaloni formali – uno smoking, mi pare – sbucava delle sneakers. Sui bambini quello che a me veramente non piace è il logo; il completino indossato da Gabriela è ugualmente Dior, ma non è nella griffe che risiede il suo valore. Il logo sulle converse invece per me non ha senso, perché non aggiunge nulla alle scarpe. La borsetta a me piace moltissimo, perché mi piace proprio il modello, però secondo me una bambina così piccola non può apprezzarla, probabilmente le piacerebbe lo stesso qualcosa con su i personaggi dei cartoni che preferisce, o nel colore che ama. In questi casi mi torna in mente in ma madre, che quando diventarono di moda le borse in tessuto logato, sosteneva che se Fendi o Gucci volevano che lei le indossasse, di fatto facendo loro pubblicità, avrebbe dovuto essere lei a ricevere dei soldi. Altri tempi!

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    • Non ti conosco ma in generale concordo, un capo molto interessante e anche ben fatto, ma riservato a poche. Addosso a lei mi piace molto, perché ne sottolinea sia il fisico sia la natura di sportiva.

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  3. E anche in questo caso i Cambridge sono i migliori, anche in tema di abbigliamento bimbi, la giusta via di mezzo tra “le piccole fiammiferaie spagnole” (cit. Lady Violet) e questa ostentazione. I bambini griffati rappresentano un volgare schiaffo alla miseria, accettabile solo sui figli degli influencer che, giustamente, con l’ostentazione ci lavorano.

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    • Non potrei essere più d’accordo, un’ostentazione volgarotta e in questo caso francamente non necessaria, dato che la situazione patrimoniale della famiglia non è certo in discussione. E grazie per la citazione!

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  4. I parvenu, si chiamano così, quelli che ostentano. Secondo me neanche se ne rendono conto, non credo che facciano un’analisi così sofisticata. Pensano semplicemente di svolgere il loro ruolo di rappresentanza in maniera schizofrenica, dalle ciabatte alle griffe, dalle teste rasate ai gioielli ingombranti, senza prendere le giuste misure. Però il mondo va così in generale, leggo spesso che lei è “regale”, non è più tempo di raffinatezza.

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    • Per carità, regale poi no davvero. Lei sembra sempre arrivata per errore un attimo prima, e i bambini sembrano spesso un po’ paesani, più figli di influencer che principi.

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