Senza Charlène

Quando Lady Violet era una ragazzina, le lunghe pigre estati adriatiche subivano un’impennata glamour all’inizio di agosto, con le riviste che si riempivano delle immagini del ballo della Croce Rossa monegasca. Abiti sontuosi, gioielli da favola, lusso e opulenza raccontavano una serata fiabesca, su cui regnava prima l’eleganza un po’ barocca della Grace degli ultimi anni, poi lo chic più contemporaneo della figlia Caroline.

Nei saloni dello Sporting passava di tutto: attori hollywoodiani e imprenditori brianzoli, bei ragazzi in cerca di fortuna, belle ragazze in cerca di contatti, vecchie glorie in cerca di un altro red carpet, come la Norma Desmond di Viale del tramonto. Crescendo, i ragazzi Casiraghi hanno portato un po’ di freschezza, poca, perché il Bal de la Croix Rouge è un rito più che un party per giovani, celebrato dal Principe Sovrano: prima il vecchio, ieratico Rainier III, poi Albert II, più giovane e easy, ma manco tanto.

Negli ultimi decenni entrambi hanno potuto contare sull’allure regale di Caroline, che tra grandi felicità e altrettanto grandi tragedie ha smesso i ridotti abiti della principessa ribelle che era in gioventù, per abbracciare quella dedizione alla causa ereditata dalla madre americana e svolta con impeccabile professionalità. Poi è arrivata Charlène, la nuotatrice olimpica che veniva dal Sudafrica, la cui vaghissima somiglianza con Grace aveva fatto sperare qualcuno in un ritorno ai giorni gloriosi del tempo che fu. Caroline abbandonò dunque il ruolo fino allora esercitato di first lady – e alla nascita del piccolo Jacques, erede del padre, anche l’idea di vedere un giorno sul trono il figlio Andrea – ma a dirla tutta Charlène non ha mai assunto fino in fondo il suo. Comunque le due cognate – i cui rapporti si dice non siano particolarmente stretti – avevano raggiunto un accordo sui due principali appuntamenti benefici, e mondani, del Principato: a Caroline il Bal de la Rose, a Charlène quello della Croix Rouge.

Nel 2020 è andata com’è andata, ma quest’anno si cerca di tornare timidamente alla normalità, e Monaco non fa eccezione. Per cui si è pensato di organizzare ugualmente una manifestazione per la Croix Rouge; non il tradizionale ballo, ma un concerto, più sobrio e più facile da gestire.

Ed ecco che venerdì sera la piazza del Casinò si è riempita di ospiti per ascoltare il jazz di Jamie Cullum. Un evento un po’ ibrido, in cui ognuno si è vestito come voleva: uomini in abito scuro, ad eccezione del sovrano che ha preferito una tenuta ispirata ai colori dell’ente: camicia e pantaloni bianchi più cravatta rossa. Completati da una giacca nera, in un look da yachtman anni settanta. Elegantissima, pure troppo, Caroline, con una mise nei toni del marrone disegnata dal mai troppo rimpianto amico Karl Lagerfeld per la collezione Chanel Primavera Estate 2016. Sicuramente chic, ma Lady Violet ha l’impressione che la principessa non abbia ancora chiarissimo quali colori donino di più ai capelli grigi che ha adottato da poco. Chanel anche per Charlotte Casiraghi – che della maison è testimonial – senza il marito Dimitri Rassam. Per lei un abito corto molto rock; d’altronde la fanciulla, nonostante i due figli e i quasi trentacinque anni, sembra un’adolescente.

Tatiana, moglie di Andrea Casiraghi, ha riproposto il suo classico stile boho chic, in un abito lungo e fluttuante nella fantasia ramage rose di Giambattista Valli, e sandali flat Gianvito Rossi. Una mise che può sembrare troppo semplice, ma lo spezzato del marito non consentiva troppo di più

Al contrario la cognata Beatrice Borromeo, moglie di Pierre, il minore dei fratelli Casiraghi, apparecchiatissima in Dior, sempre bella ed elegante. L’abito è forse eccessivo per l’occasione, tutto tempestato di elementi brillanti e ulteriormente arricchito dal collier Buccellati, ma lei è talmente un bel vedere che la perdoniamo (purtroppo però le foto che la ritraggono non sono granché).

Tutto ciò premesso, arriviamo al clou: Charlène. Che naturalmente non c’era, essendo ancora in Sudafrica Ma il punto è: tornerà a Monaco? E nel caso, quando? Per rispondere dovremmo naturalmente sapere con certezza perché la principessa riluttante sia tornata in patria. Le ipotesi sono principalmente tre: una malattia preesintente che possa essere trattata con successo in Sudafrica, godendo di assistenza e vicinanza della famiglia d’origine. Oppure la famosa infezione otorinilaringoiatrica di cui si parla senza approfondire, evento sempre possibile, anche se questa missione per il salvataggio dei rinoceronti cominciata addirittura a marzo, ben prima che si parlasse di infezione, sembra piuttosto lunghetta. O infine quello che ormai pensa la maggioranza, che si tratti cioè di prove tecniche di separazione; o come si dice tra comuni mortali, una pausa di riflessione. Confesso che pur non essendo madre mi chiedo quanto sia difficile vivere lontano dai propri figli, per giunta così piccoli, e quanto grandi debbano essere la sofferenza e il disagio se portano a un gesto del genere, ove questa si rivelasse la verità. Certo, Charlène non è mai sembrata troppo a proprio agio nei panni principeschi, né nei confini angusti del Principato; basti pensare che dopo tanti anni si esprime ancora con difficoltà in francese. E d’altra parte è noto che la corte monegasca – nonostante le dimensioni ridotte, o forse proprio per quello – non sia un luogo semplice. La stessa Grace ebbe i suoi problemi, nonostante avesse altro temperamento e altro uso di mondo della nuora che non ha mai conosciuto. Alle critiche montanti – e sempre odiose – sul non essere una buona madre, Charlène ha risposto qualche giorno fa postando su Instagram delle foto in videochiamata con i figli, senza che questo ovviamente abbia risolto alcunché.

Ora poi gira – anche in Italia, su Oggi, ripresa da vari siti – l’intervista di Christa Mayrhofer-Dukor, un’aristocratica austriaca che afferma di essere cugina della compianta Grace, e in effetti le somiglia un po’, anche se francamente non sono riuscita a trovare la linea di tale parentela. La signora, che in altre occasioni ha avuto per Charlène parole sia belle sia meno, afferma che la principessa per ora non intende tornare, e non è detto che lo faccia in futuro, avendo ormai compiuto il principale dei suoi obblighi: partorire l’erede. Ora, è vero che questo è pensiero diffuso, ma non potendo verificare vi invito a prendere con cautela questo genere di dichiarazioni; il mondo è pieno di millantatori.

Fermo restando il rispetto per condizioni di salute che possono non essere buone, Lady Violet pensa che al momento tutto sia in divenire, e la presenza al concerto, insieme alla famille princière, di Gareth Wittstock e moglie – la signora in abito verde petrolio, che poco educatamente, mostra un po’ di spalle a Caroline – indichi che al momento la versione ufficiale resta quella della malattia, negando ogni ipotesi di rottura. Vedremo il futuro cosa ci porterà.

9 pensieri su “Senza Charlène

  1. Sugli abiti delle signore, ed anche dei signori, tra camicie da notte e sottovesti, passando per un caffettano ed un vestito della Barbie,francamente non penso altro che una parola: orribili tutti quanti, nonostante le grandi firme ed i preziosi gioielli.
    Su Charlène non mi pronuncio, la sua lunga assenza rimane per me un mistero, è probabile una grave malattia, ma con tutto il rispetto per il Sudafrica, penso che in Francia ci siano fior di Ospedali, a Parigi e Lione soprattutto, così come a Londra, località molto più vicine a Monaco di Johannesburg.
    Anche l’ipotesi del periodo di riflessione, a mio parere, fa abbastanza acqua, lasciare dei bambini senza mamma per così tanto tempo, e così lontano, è del tutto inusuale, perfino tra i reali, come ci ha dimostrato la stessa Lady Diana, e pure Sarah Ferguson, che mi pare avessero tenuto i figli con loro.
    Come dici giustamente tu, carissima Lady, soltanto il tempo ci farà capire qualcosa in più.
    Una ultima piccola annotazione: che foto stranissima quella di Charlène che videochiama i figli, avete notato che si trova in una sartoria?

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    • Cara Maria Teresa, sospendendo ogni giudizio davanti a quello che potrebbe essere un serio motivo di salute, a lasciare perplessi è proprio la modalità dell’allontanamento; anch’io infatti mi sono chiesta se in Sudafrica ci fossero medici tanto migliori che in Europa, o negli Stati Uniti. La cosa poi che personalmente mi genera il dubbio è il fatto che di malattia si sia iniziato a parlare solo di recente, diciamo dopo che l’assenza di Charlène alle più importanti manifestazioni del Principato, F1 in testa, ha probabilmente reso necessaria una spiegazione di qualche genere. La principessa però è assente da marzo, che per andare a salvare i rinoceronti mi sembra un periodo lunghetto. Il periodo di riflessione lontano anche dai bambini, se questo fosse il caso, sarebbe dovuto agli accordi prematrimoniali che ovviamente sono riservati, ma di cui si parlò all’epoca delle nozze: nel caso di separazione, si disse, la madre avrebbe dovuto lasciare a Monaco i figli. D’altro canto, senza voler essere cinici, la prima ragione di quel matrimonio che non è mai sembrato troppo ben assortito, è sempre sembrata la necessità di un erede legittimo, in assenza del quale il territorio monegasco tornerebbe alla Francia. Quanto alle mise che ti devo dire, l’impressione che il Principato non sia più la patria del lusso elegante ormai ce l’abbiamo da un po’.

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  2. Cara Lady Violet, l’unica coppia all’altezza della situazione mi pare quella formata da Pierre e Beatrice. Siete a Montecarlo, no? E tirateli fuori un po’ di lustrini! Passino Caroline e Albert, che ai tempi loro hanno abbondantemente dato, ma i giovani non mi piacciono. Queste arie vagamente scocciate, queste mise al limite tra ridicolo e trasandato, rovinano l’atmosfera. Peccato! Per Charlène non saprei cosa dire, chiaramente non sta bene e i parenti, come la signora Christa, potrebbero, almeno loro, farsi gli affari propri e non aggiungere commenti e particolari non richiesti.

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    • Cara Lisa, parto dal fondo; sarebbe interessante capire chi sia davvero Christa e che rapporti abbia davvero coi Grimaldi Perché se fosse una millantatrice lascerei perdere, e se fosse una lontana parente che vuole attirare l’attenzione su di sé, lascerei perdere lo stesso. Ma se invece fosse davvero di famiglia si potrebbe anche pensare che le sue uscite siano concordate; siamo però – e restiamo – nel campo delle ipotesi, perché una delle poche certezze è che il Palazzo è imperscrutabile, sempre. Sui membri della famiglia io ormai penso che forse siamo noi a voler continuare ad attribuire ai Grimaldi quell’allure di charme, lusso, ed eleganza, che secondo me non c’è più da parecchio. Personalmente, i figli maschi di Caroline mi sembrano, come dire, un po’ rarefatti, Tatiana ha sicuramente una sua dimensione, personale ed estetica, ben definita, e come dici tu non mi sembra che le interessi più di tanto. Beatrice studia molto da principessa, ne ha anche i numeri, ma in fondo non ha un vero ruolo all’interno della Famiglia così come nel Principato, per cui è difficile che possa diventare una protagonista. Per cui sì, sembrano sempre un po’ passati per caso. Almeno però fateci sognare!

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  3. Su Charlene. Ho letto questo breve articolo in cui dicono che (cit.) ” in un’intervista al magazine sudafricano News24, ha dichiarato di aver subito un’operazione chirurgica per il rialzo del seno mascellare, un innesto osseo propedeutico a degli impianti nella zona dei molari. Purtroppo, dopo l’intervento è subentrata un’infezione otorinolaringoiatrica che ha reso necessaria una seconda operazione.” https://www.iltempo.it/esteri/2021/07/18/news/alberto-di-monaco-e-charlene-gravi-motivi-salute-verita-operazione-denti-mistero-matrimonio-figli-28010406/

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