Breaking News! – Arrivi e partenze

Tra tre settimane i Granduchi Ereditari di Lussemburgo festeggeranno i dieci anni di matrimonio, e lo faranno nel più allegro dei modi: la Corte ha appena annunciato la seconda gravidanza di Stéphanie. Il piccolo Charles diventerà fratello maggiore ad aprile, e a maggio compirà tre anni.

(Ph: Maison du Grand-Duc/Sophie Margue)

Guillaume e Stéphanie si sono sposati il 20 ottobre 2012 nella Cathédrale Notre-Dame de Luxembourg-Ville appena due mesi dopo la morte della madre di lei, la Contessa Alix de Lannoy, e devo dire che per un periodo discretamente lungo la coppia sembrava piuttosto triste e quasi dimessa, ben lontana dall’impeccabile eleganza del Granduca padre e dalla rutilante personalità della Granduchessa madre. Poi, il 10 maggio 2020, è arrivato Charles e l’atmosfera è cambiata; da allora, complice anche la simpatia del bambino, sono apparsi sempre allegri e sorridenti, e anche il loro aspetto modesto, le mise prive di charme, sono diventi simbolo di un modo di essere semplice e alla mano. Ora la prole raddoppia, e probabilmente anche la felicità.

La seconda notizia viene dal Regno Unito: sono stati resi noti ora e causa della morte di Sua Maestà, deceduta giovedì 8 settembre alle ore 15.10 a Balmoral. La causa però è una non notizia in quanto, come già avvenne per Philip, l’unica spiegazione è “old age” età avanzata. Il documento mette la parola fine a ipotesi e speculazioni; così è, mettiamo il punto e andiamo avanti.

C’è un pasticcio in Danimarca

Non sarà il marcio di shakespeariana memoria, ma ciò che sta accadendo alla Corte danese sembra davvero un pasticcio, quanto meno per come viene comunicato.

(Ph: Hanne Juul/Aller/MEGA)

I fatti. Ieri, 28 settembre, viene diffuso un comunicato con un annuncio piuttosto scioccante: a partire dal prossimo 1 gennaio i figli del principe Joachim, secondogenito della regina, pur restando nella linea di successione al trono verranno privati del titolo di principe e principessa e del predicato Sua Altezza, e manterranno solo quello di conte/contessa di Monpezat, ereditato dal defunto principe consorte. Nel 2008 Margrethe II aveva stabilito che i discendenti del marito ne portassero il titolo; nel 2016 la decisione che tra tutti gli otto nipoti solo il principe Christian, secondo nella successione dopo il padre Frederik, ricevesse un appannaggio pagato dai contribuenti. Con un’ardita operazione aritmetica, la sovrana ha dunque realizzato che uno più uno fa meno quattro, e stabilito che tra tre mesi Nikolai, Felix, Henrik e Athena saranno conosciuti solo come Sua Eccellenza il Conte/la Contessa di Monpezat. Una mossa che ha lasciato i più senza parole, perché se la ragione – rendere più snella la casa reale e contenere le spese, decisione che stanno prendendo anche altri sovrani – è comprensibile e persino apprezzabile, la modalità lascia quanto meno perplessi a causa del valore retroattivo insito nella norma che declassa seccamente i quattro ragazzi, nati principi di Danimarca.

Non ha tardato a far arrivare la sua protesta la Contessa di Frederiksborg, nata Alexandra Manley, prima moglie di Joachim e madre dei suoi figli maggiori, il ventitreenne Nikolai e Felix, 20 anni. Da madre di due principi reali diventerebbe madre di semplici conti; non si fa! Oggi alla sua si è unita la voce sdegnata dello stesso Joachim; al giornale B.T. ha smentito quanto dichiarato dalla portavoce della Casa reale, secondo cui egli era al corrente della decisione materna. Raggiunto a Parigi dove vive con la famiglia, il principe ha affermato che lo scorso gli era stato presentato un piano secondo cui i figli avrebbero perso il titolo regale al compimento dei 25 anni, per consentire loro di scegliere in libertà stile di vita e professione. Insomma, un bel pasticcio. Non v’è dubbio che la gestione dei figli cadetti sia un problema per molte famiglie reali – negli anni c’erano state voci sull’insoddisfazione di Joachim, che non è probabilmente estranea alla decisione di trasferirsi in Francia, assumendo un incarico presso l’ambasciata danese – ma Lady Violet ha qualche dubbio sull’efficacia di operazioni del genere. Harry, non sei solo!