Confesso che quando ho letto la notizia sono rimasta leggermente sorpresa. sia perché noi in questo blog trattando di solito degli aspetti più “leggeri” della monarchia tendiamo a volte a tralasciarne l’aspetto istituzionale, sia soprattutto perché proprio questo ruolo istituzionale è solitamente formale, ed è abbastanza raro incontrare un sovrano, specie se europeo, che prenda una chiara posizione politica, per giunta su fatti che non riguardano il suo Paese. È quanto ha fatto il Principe Albert II de Monaco, che è appunto una delle poche teste coronate che oltre a regnare governa pure.
In un’intervista esclusiva a People di qualche giorno fa, il Principe Albert II si è espresso senza mezze misure contro il comportamento dell’ormai quasi ex Presidente Trump, affermando la necessità di evidenziarne tutta la responsabilità nei fatti di Washington dello scorso 6 gennaio. Il sovrano si trovava con la famiglia nella casa di campagna di Roc Angel, da solo dopo che la moglie era andata a riposare, quando si è reso conto di cosa stava accadendo a Capitol Hill. Incredulità e shock le prime reazioni del Principe davanti alle scene di violenza, ma in fondo non una particolare sorpresa, convinto com’è, e non da ora, che verso una cosa del genere si stesse andando. Ciononostante shock e incredulità si sono rapidamente trasformate in disgusto e rabbia per il modo con cui Trump ha incitato e alimentato la rivolta. Albert non ha mai nascosto le sue critiche nei confronti di Mr. President, né i timori che la violenza esplodesse, ed è stato chiarissimo nell’attribuirne la responsabilità.
Figlio dell’americana Grace Kelly, il sovrano ha avuto alla nascita la cittadinanza statunitense, cui ha rinunciato, mantenendo solo la monegasca, al compimento dei 21 anni. Ha frequentato l’Amherst College in Massachussets, e la sua prima figlia naturale, Jazmine Grace, è nata e vive negli States. “Non è l’America che conosco, quella in cui sono parzialmente cresciuto e ho studiato; il Presidente deve essere ritenuto responsabile dell’attacco alle istituzioni, e dei morti che ne sono stati tragica conseguenza”. Chapeau.
Il 10 gennaio 1971 muore nell’appartamento al Ritz che occupa da trent’anni Coco Chanel, la donna che ha inventato la femme moderne.
Nata il 19 agosto 1883 a Saumur, cittadina nella valle della Loira, cresciuta in un orfanotrofio dove impara a cucire, diventerà la sovrana assoluta di un impero costruito letteralmente con le sue mani: prima modista, poi magliaia, sarta, stilista. Rivoluziona l’immagina delle donne liberandole dalla rigidità dei corsetti e donando loro comodità e semplicità, raggiunte grazie a linee e materie mai viste né utilizzate prima di lei. Inventa uno stile preciso, pulito, riconoscibile, e la moda diventa improvvisamente fuori moda. È amica, amante, musa, fidanzata degli uomini più notevoli di un’epoca che non sarebbe stata la stessa senza di lei: Stravinskij Picasso Diaghilev Visconti Cocteau Fulco di Verdura e il ricchissimo Hugh Grosvenor, il secondo Duca di Westminster che avrebbe voluto sposarla.
Non sono solo rose e fiori: alla fine della seconda guerra mondiale è accusata di collaborazionismo e vive alcuni anni da esiliata in Svizzera; quando torna a Parigi ricomincia da capo. Tutto quello che crea diventa un’icona: il bianco&nero, il jersey, il tweed, la camelia, il quadrifoglio, la testa di leone (il suo segno zodiacale), il numero 5 – suo portafortuna, che dà il nome al suo profumo più famoso – le scarpe bicolore, e naturalmente la borsa matelassée, la celeberrima, desideratissima 2.55. Non si è mai sposata e curiosamente, pur essendo amatissima dalla gran parte delle royal ladies, nessuna ha mai indossato un suo capo per andare all’altare. Diverse invece hanno scelto Chanel per le nozze civili, anche l’ultima sposa reale del 2020 il cui matrimonio a causa della pandemia è passato praticamente sotto silenzio.
Quatro settimane fa, sabato 12 dicembre, il trentaquattrenne Philippos, figlio minore di Costantino e Anne-Marie di Grecia, ha sposato in un’intima cerimonia a Sankt Moritz la fidanzata Nina Flohr. La sposa era nel più classico tailleur Chanel in tessuto bouclé avorio, calze coordinate così come le scarpe slingback, cioè aperte dietro (in montagna?) e fiocco aggrappato ai capelli scompigliati (resto sempre colpita da chi si presenta spettinata al proprio matrimonio, ma non è questo l’argomento del post).
Scelta simile a quella fatta dalla belga Contessa Stéphanie de Lannoy per la cerimonia civile con cui si è unita a Guillaume del Lussemburgo il 19 ottobre 2012. Quel tailleur così bello ed elegante, le scarpe color peltro, ci avevano fatto ben sperare. Poi Stéphanie si è rivelata piuttosto disinteressata sia gli abiti sia al parrucco, noi ce ne siamo fatti una ragione, e oggi ci godiamo le guanciotte del loro bambino, il piccolo Charles.
Quando pensiamo al binomio Chanel-royal, la prima immagine che balza alla mente è quella di Caroline de Monaco, splendida ambasciatrice della Maison. Se i primi due matrimoni erano firmati Dior, per sposare il terzo marito Ernst August e diventare così S.A.R. la Princesse de Hanovre – titolo che ancora mantiene, non avendo mai divorziato – Caroline ha scelto Chanel. E pur avendo a disposizione qualunque mise ha riciclato un tailleur azzurro chiaro, già visto in varie occasioni. Capo scoperto, una bella spilla appuntata sulla spilla sinistra, un’aria rilassata e serena: i dettagli delle nozze sono quelli visibili nell’unica fotografia che testimonia l’evento. È il 23 gennaio 1999, Caroline compie quel giorno 42 anni e aspetta già la quarta figlia Alexandra, l’unico frutto di questo matrimonio che sembra avere delle chances di felicità, e invece no.
Dodici anni più tardi il Principato è in festa per un matrimonio tutt’altro che riservato: il sovrano, Albert II, sposa la nuotatrice sudafricana Charlene Wittstock. Venerdì 1 luglio 2011 nella Sala del Trono del Palais Princier la cerimonia civile che, come accade nei Paesi cattolici che contrariamente al nostro non hanno un accordo specifico col Vaticano, precede quella religiosa. Anche questa sposa è in azzurro, una tonalità che secondo quanto riferito sarebbe quella dei suoi occhi; per lei la Maison ha disegnato un completo con leggeri pantaloni palazzo orlati di pizzo. Una mise très chic e altrettanto originale, e anche in questo caso avevamo ben sperato; poi l’originalità è mutata in incostante eccentricità, e vedremo cosa ci riserverà il futuro.
L’ultima delle signore monegasche a indossare Chanel per il suo matrimonio è Charlotte Casiraghi, che il primo giorno di giugno del 2019 ha sposato Dimitri Rassam. In effetti per la cerimonia civile Charlotte ha indossato un miniabito Saint Laurent, e per le nozze religiose, celebrate quattro settimane dopo a Saint-Rémy-de-Provence era in Giambattista Valli; ma per la grande festa la sera del 1 giugno la scelta è caduta sulla Maison Chanel, e su un abito-tributo a nonna Grace (qui trovate il post Scene da un matrimonio).
Quest’anno Charlotte è testimonial Chanel e Lady Violet è assai curiosa di conoscere i frutti di questa collaborazione; continueremo a indagare i rapporti tra Mademoiselle Coco e le teste coronate nella seconda parte di questo post.
La Regina e il Duca di Edimburgo sono stati vaccinati contro il covid.
Uno scarno comunicato da Buckingham Palace ha dato la notizia senza fornire ulteriori dettagli sulle modalità di somministrazione del vaccino alla coppia reale, che trascorre insieme il lockdown a Windsor Castle, e naturalmente a causa dell’età fa parte della categoria massimamente a rischio. Lady Violet – e voi con lei sicuramente – può tirare finalmente un sospiro di sollievo, dato che la situazione pandemica nel Regno Unito sembra veramente fuori controllo, e i numeri del contagio e delle vittime francamente tragici: si parla di 1035 decessi nelle ultime 24 ore e più di ottantamila contagi da ieri. Sospiro di sollievo per i reali, che purtroppo non alleggerisce il dolore per quanto sta accadendo. Sia questo un piccolo segno di speranza.
Compiono oggi 10 anni i gemelli Vincent e Josephine, figli minori dei Principi Ereditari di Danimarca.
Arrivando per ultimi, dopo Christian (che seguirà il padre sul trono) e la secondogenita Isabella, the heir and the spare, di loro si parla sempre poco per cui sicuramente si meritano un post, tanto più che oggi ai due principini è stato assegnato il monogramma personale: una V stilizzata per lui, un’elegante J per lei, entrambe sovrastate dalla corona di Christian V. La corona, creata nel 1670 e non più usata dal 1849, quando il Paese passò dall’essere una monarchia assoluta a una costituzionale, compare ora solo in morte del sovrano, quando viene deposta sul suo catafalco; resta però come simbolo della monarchia danese.
I due gemelli sono nati al Rigshospitalet, il policlinico universitario di Copenaghen, sabato 8 gennaio 2011; lui alle 10.30, lei 26 minuti più tardi. Sono stati battezzati il successivo 14 aprile, e probabilmente è stato proprio il loro arrivo a impedire che i genitori partecipassero a uno dei tre royal wedding di quell’anno: quello dei Duchi di Cambridge, celebrato il 29 aprile a Westminster Abbey (parteciparono invece a quello dei Principi di Monaco, in luglio. In ottobre fu poi la volta dei sovrani del Bhutan, ma lì reali occidentali non ce n’erano proprio).
Seguendo la tradizione, il nome dei due bambini fu rivelato solo al fonte battesimale – Vincent Frederik Minik Alexander e Josephine Sophia Ivalo Mathilda – ma subito dopo la nascita l’emozionato padre non poté trattenersi dal dire alla stampa che nel frattempo avrebbe chiamato il figlio Elvis, dato che anche il re del rock era nato un 8 gennaio. Ma noi lo perdoniamo: è quello stato di lieta ebetudine che spesso si accompagna a una grande felicità.
Sin dal primo istante che l’ho visto, Vincent mi è sembrato il più bello dei quattro bellissimi figli di Frederik e Mary, sempre tranquillo e sorridente. Josephine, l’unica a non aver ereditato gli occhi azzurro cielo del padre, ha spesso mostrato un certo caratterino; ora, complice il delizioso completino anni ’60, sembra aver dimenticato bronci e capricci della prima infanzia, pronta a diventare una it-princess.
Archiviando questo doppio compleanno, restiamo in argomento cadetti, perché proprio un anno fa i Duchi di Sussex annunciarono a sorpresa (e pure un po’ a tradimento) l’intenzione di rinunciare al ruolo di senior royals. Serata indimenticabile per lady Violet: a Londra con una carissima amica, dopo un pomeriggio di shopping eravamo pronte a sederci davanti a una cenetta indiana (una delle mie passioni). Il ristorante che avevo in mente però era strapieno, con un’attesa media di tre quarti d’ora. Che avremmo anche potuto attendere, non fosse stato che il mio ginocchio destro ci stava lasciando. Non volendo rinunciare alla cucina indiana, impossibilitata a camminare molto oltre, cercavo nervosamente un posto dove potermi appoggiare per cercare qualche soluzione al nostro problema. Raggiunta una fermata d’autobus su Regent Street, appollaiata sulla sbarra generosamente offerta ai viaggiatori in attesa – più che a una seduta, pensate al trespolo del pappagallo – il mio telefono comincia a suonare come l’allarme dei pompieri: tutti gli amici avevano scelto quel preciso istante per notificarmi la notizia bomba , che per le vie londinesi iniziava allora a diffondersi. Capii allora che con i Sussex avremmo avuto bisogno di tanta, tanta pazienza. Sic transit gloria Ducum.
Qualcuno forse avrà notato il low profile tenuto ultimamente dai sovrani olandesi; anche la loro Christmas card è stata diffusa senza particolare enfasi il 24, quasi fuori tempo massimo.
Per i loro auguri Willem-Alexander e Máxima hanno scelto una foto con le tre figlie, affacciati a un balcone della loro residenza, il palazzo Huis ten Bosch a L’Aja. La fotografia risale al 27 aprile scorso, giorno del cinquantatreesimo compleanno del Re; in quella data avrebbe dovuto essere celebrata anche la festa nazionale, ma a causa della pandemia ogni festeggiamento era stato annullato.
L’immagine è sicuramente poco natalizia, il glicine in fiore splendido, ma non è questo il punto; sembra infatti che ai sovrani non sia ancora stata del tutto perdonata l’intemerata di ottobre quando, mentre il Governo invitava gli Olandesi a rimanere a casa, loro pensarono bene di partire per un weekend nellaloro villa in Grecia, Seguì valanga di polemiche, precipitoso rientro in patria e pubbliche scuse televisive con facce opportunamente contrite (Le foto del giorno – Coppie reali). Willem-Alexander e Máxima erano già stati criticati in precedenza per l’atteggiamento non abbastanza rigoroso in merito alla pandemia; in agosto pubblicarono su Instagram una fotografia in compagnia di un ristoratore di Mykonos, in assenza di mascherine e di stanziamento. Decisamente la Grecia non porta loro troppa fortuna.
Non va meglio nel vicino Lussemburgo, dove a essere oggetto di serrate critiche sono i Granduchi Henri e Maria Teresa, che hanno trascorso le feste di fine anno a Biarritz, cittadina basca della Francia atlantica, dove hanno un buen retro. Non che abbiano commesso qualcosa di strettamente irregolare, ma non hanno dato il buon esempio, cosa che dei sovrani proprio non possono permettersi. Somma caduta di stile, la legge che stabiliva le nuove restrizioni dovute al covid è stata controfirmata dal sovrano proprio nell’appartamento-vista-mare di Biarritz, quelle horreur! Ci è voluto l’intervento di Xavier Bettel, Primo Ministro del Granducato, per cercare di metterci un’elegante pezza. Ah, les vacances!
Accompagnato come pochi altri da speranze e buoni auspici dai popoli del mondo intero, finalmente è arrivato l’attesissimo 2021. E come potremmo noi iniziarlo se non con gli auguri delle royal families? Alcune delle quali – e mi riferisco principalmente a quelle orientali – scelgono proprio il Capodanno per gli auguri al loro popolo, visto che ovviamente non celebrano il Natale.
Belli come sempre i sovrani del Bhutan con i due figli: il Principe Ereditario che compirà cinque anni in febbraio, e il piccolino, che a marzo spegnerà la prima candelina (o qualunque cosa si faccia nel regno himalajano), in posa per il mese di gennaio del calendario che viene loro dedicato ogni anno. Un paio di settimane fa la Regina Jetsun Pema ha annunciato la nascita di un’organizzazione, con linea telefonica gratuita, strutture d’accoglienza e personale specializzato, per fronteggiare l’emergenza della violenza domestica, che durante il lockdown ha assunto numeri e aspetti preoccupanti. A dimostrazione del fatto che per certe cose, purtroppo, tutto il mondo è paese.
(Ph: Imperial Household Agency via Jiji, Mainichi)
Indubbiamente meno charmant gli Imperatori del Giappone, che nel loro messaggio hanno ringraziato tutto il personale sanitario, ed espresso pensieri di solidarietà e speranza. Registrato il 28 dicembre nella residenza di Akasaka, e diffuso alle 5:30 del mattino del 1 gennaio, questo messaggio televisivo sostituisce in un sol colpo sia il tradizionale testo scritto dall’Imperatore, di norma pubblicato a capodanno, sia la cerimonia pubblica per lo scambio degli auguri. Perfettamente abbinati i sovrani, alle cui spalle spicca un bellissimo bonsai, augurio di lunga vita. E Lady Violet sempre più innamorata delle perle dell’Imperatrice.
Da questa parte del mondo, glissando sugli auguri di rami cadetti (no, non sto pensando agli esuli californiani) o di pretendenti a troni non più esistenti, anche la Regina Margrethe II rivolge ai Danesi gli auguri a capodanno piuttosto che a Natale. Auguri che quest’anno hanno un significato speciale: la sovrana, che ha compiuto ottant’anni nel 2020, ha iniziato il 2021 ricevendo la prima dose di vaccino contro il covid.
Non sappiamo ancora se la Royal Family abbia a sua volta iniziato a vaccinarsi, ma da Clarence House arriva comunque una bella notizia per iniziare l’anno. La Duchessa di Cornovaglia è un’appassionata lettrice, e senza sosta promuove la lettura: durante il lockdown ha spesso consigliato i libri che stava leggendo, consigli molto graditi da un’ampia platea. Ora è pronta per un nuovo progetto The Reading Room, una piattaforma di lettura dove offrirà consigli di stagione in stagione, con informazioni e curiosità su libri e autori; una community che gli appassionati di lettura ameranno sicuramente.
In conclusione lasciatemi dire una cosa, che è superfluo dire a voi ma la dico lo stesso. L’account twitter di Charles e Camilla ha dovuto escludere i commenti, onde evitare la valanga di offese e cattiverie che la messa in onda di The Crown sembra aver rinfocolato. Ecco, se questa gente leggesse più libri avrebbe probabilmente un atteggiamento meno violento, magari imparerebbe qualcosa in più su ciò di cui pensa di sapere tutto, e forse vivrebbe anche meglio.
I Duchi di Sussex hanno lanciato il sito della loro fondazione, Archewell. Io avrei aspettato qualche ora, ma evidentemente non sono superstiziosi, meglio così. Per noi una certezza; il 2021 si annuncia ricco di materie di cui chiacchierare. Buon anno!
Per salutarvi, ringraziarvi, e darvi appuntamento sul suo sofà nell’anno nuovo, Lady Violet ha scelto due immagini.
La prima ritrae Lady Pamela Hicks, la minore delle due figlie di Lord Mountbatten. Lady Pamela, che compirà 92 anni il prossimo 19 aprile, ha ricevuto la prima dose del vaccino anticovid, somministrata da un medico del NHS il servizio sanitario nazionale. La fotografia è stata pubblicata dalla figlia India col permesso della madre, con l’auspicio che possa contribuire a creare un clima di speranza. Madre e figlia, Pamela e India, sono molto unite e accomunate da una singolare circostanza: entrambe hanno avuto il ruolo di damigella al matrimonio di un futuro monarca: Pamela a quello dell’allora Principessa Elizabeth, che il 20 novembre 1947 sposò suo cugino Philip; India a quello dei Principi di Galles, il 29 luglio 1981. E a proposito di matrimoni e di speranza nel futuro, India sposerà a breve David Flint Wood, suo compagno da un quarto di secolo e padre dei suoi cinque figli.
Pamela è la seconda da destra; India è accanto a Diana, davanti a Philip.
Il secondo protagonista è il piccolo Charles del Lussemburgo, con le sue guanciotte irresistibili la sua allegria e lo sguardo incantato. Rappresenta tutti i bambini che sono nati quest’anno; con loro la speranza è già realtà. Inutile dire che non vediamo l’ora di conoscere quelli che nasceranno nell’anno che arriva, che siano di sangue reale o no.
Nel salutarvi, faccio mia la frase che India Hicks cita come una delle preferite di sua madre: “face the sun and the shadows will fall behind you”, dunque mostriamo il viso al sole (senza dimenticare la protezione 50, mi raccomando) e ci lasceremo le ombre alle spalle.
Qualche giorno prima di Natale la Maison Chanel ha annunciato di aver scelto la nuova testimonial: Charlotte Casiraghi.
Testimonial che ha l’incarico di passare definitivamente il testimone da Karl Lagerfeld, scomparso ormai quasi due anni fa (Adieu Karl) a Virginie Viard, che ha sostituito Kaiser Karl come direttore creativo Chanel. Charlotte non porta in dote solo la bellezza, ma una lunga consuetudine familiare con la maison, sigillata dalla grande amicizia tra sua madre e lo stilista tedesco.
E tutta vestita Chanel, ormai il suo marchio di fabbrica, declinato nel classico black&white, è comparsa la madre principessa sei settimane fa alla festa nazionale del Principato, un’uscita che ha fatto parlare soprattutto per i capelli, insolitamente grigi.
Poi non l’abbiamo vista più, ma oggi non possiamo fare a meno di dedicarle un pensiero, nel giorno che sarebbe stato il trentasettesimo anniversario del matrimonio con Stefano Casiraghi. Me lo ricordo bene quel giorno, quindici mesi dopo lo shock dell’improvvisa morte di Grace sulla Rocca tornava a splendere il sole; una grande felicità che finì in tragedia pochi anni dopo. Sarà per la giornata grigia e un po’ triste, ma ci penso da stamattina. Se anche voi oggi vi sentite un po’ così, questo è il post A Royal Calendar – 29 dicembre 1983.
Prima che la giornata passi, Lady Violet ha il piacere, e in fondo l’obbligo, di celebrare il SUO compleanno, quello della vera Lady Violet, dal cui humour è nato tutto.