Ecco la prima fotografia diffusa per il quarantesimo compleanno della Duchessa di Cambridge!
(Ph: Paolo Roversi)
Si tratta del primo dei tre ritratti di Catherine che con l’occasione entrano a far parte della collazione permanente della National Portrait Gallery, di cui la duchessa ha il patronage.
Confesso, la trovo un po’ funerea, vedremo le altre due.
Catherine indossa un abito di Alexander McQueen, sua maison di fiducia, e oltre all’anello di fidanzamento porta gli orecchini di perle a goccia appartenuti a Diana, che le abbiamo già visto in altre occasioni.
Intanto vi annuncio che domani vi aspetto sul sofà per uno speciale sulla splendida quarantenne: 40 anni in 40 mise. Non mancate!
Oggi i due gemellini monegaschi compiono 7 anni. Sono costretti a festeggiare senza la mamma, ricoverata chissà dove a curare chissà che, ma sembra che siano riusciti a godersi l’atmosfera allegra e festosa che si meritano tutti i bambini.
Tre le foto diffuse da Palazzo nelle quali Jacques e Gabriella compaiono in pigiama elegantemente coordinati, evidentemente appena alzati; davanti a loro su un gran vassoio d’argento una torta a forma di 7 con 14 candeline, metà rosa e metà azzurre, così ciascuno può soffiare sulle sue (più o meno).
L’allestimento è interessante, mischiando gli elementi propri di una casa lussuosa: il bel parquet, il bellissimo tappeto, con gli ingredienti classici di un compleanno infantile: palloncini, festoni, e il tavolino (o quel che è) foderato di rosso.
L’account Instagram di Charlène ha rilanciato le foto con un messaggio in inglese: Happy birthday my babies. Thank you God for blessing me with such wonderful children. I’m truly blessed. Love mom (“Buon compleanno piccoli miei. Ringrazio Dio per avermi benedetta con questi figli meravigliosi. Mi sento davvero benedetta. Con amore, Mamma”).
Naturalmente le speculazioni sulla situazione, che Lady Violet evita accuratamente, non mancano neppure oggi, ma i bambini sembrano sereni e allegri, ed è probabile che l’essere gemelli sia per loro sostegno e conforto. Buon compleanno!
È la seconda a diventare maggiorenne tra le fanciulle che un giorno siederanno su metà dei troni europei.
Prima di lei la ventenne Elisabeth del Belgio, tra un mese e mezzo, il prossimo 21 gennaio, toccherà a Ingrid Alexandra di Norvegia, poi verranno la sedicenne Leonor di Spagna e la più giovane, Estelle di Svezia, che di anni ne ha solo nove ma sarà l’unica a ereditare a sua volta il trono da una donna, sua madre, attuale Principessa Ereditaria Victoria.
Catharina-Amalia Beatrix Carmen Victoria è nata a L’Aja il 7 dicembre 2003, figlia maggiore dei sovrani olandesi Willem-Alexander e Máxima. Dal 30 aprile 2013, giorno dell’ascesa al trono di suo padre, ha il titolo di Prinses van Oranje, in qualità di principessa ereditaria. Finora di lei si è saputo abbastanza poco, gli studi regolari – concluso il liceo questo è il suo anno sabbatico – e la passione per il canto, l’equitazione, il tennis. Tutto sommato la vita di una ragazza come tante. Domani però, diversamente dalle sue coetanee, verrà presentata dal padre al Consiglio di Stato – dove da oggi siede di diritto – e terrà il suo primo discorso ufficiale.
Un atto pubblico di una certa importanza lo ha compiuto già a giugno, quando ha scritto al premier del suo Paese, dichiarando la volontà di rinunciare al ricco appannaggio – un milione e seicentomila euro annui – che le spetterebbe di diritto, sostenendo di non averlo ancora meritato, e di voler così essere solidale con i suoi coetanei e tutti i giovani che a causa della pandemia stanno affrontando molti sacrifici, anche di tipo economico.
Non sappiamo cosa le abbiano regalato in famiglia – conoscendo l’amore di Máxima per gli addobbi immagino qualche brillocco molto sbrilluccicante – e speriamo in qualcosa di più adatto e piacevole per una ragazza dei particolari doni ricevuti dal padre: le insegne di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Leone dei Paesi Bassi e quelle di Cavaliere dell’Ordine della Casa del Leone d’Oro di Nassau, cui si aggiunge uno stendardo personale.
Il campo arancione è diviso in quattro quarti da una croce blu, con al centro lo stemma reale. Nel riquadro in alto a sinistra c’è lo stemma della Casa d’Orange, un corno da caccia blu con dettagli rossi e bianchi; in basso a sinistra lo stemma Zorreguieta, la famiglia materna: un castello rosso trimerlato. Quando le due sorelle minori di Amalia, Alexia e Ariane, compiranno diciotto ani, lo stendardo verrà assegnato anche a loro.
A questa giovane donna che inizia un percorso di formazione quanto meno insolito auguriamo equilibrio, serenità, un po’ di forza e tanta allegria.
Pensavamo di accoglierli finalmente questa settimana in viaggio ufficiale nel nostro Paese, speravamo di vedere un po’ di abiti da gran sera e almeno la Reine Mathilde con uno dei suoi (pochi) diademi in testa, e invece ci siamo dovuti accontentare di una rapida visita di Roi Philippe: un salto al Quirinale da Mattarella, uno in Campidoglio dal neosindaco Gualtieri, un incontro col Premier Draghi e in serata il ritorno a Bruxelles.
(Ph: Bas Bogaerts)
A parziale risarcimento possiamo goderci oggi la bella foto diffusa da Palazzo in occasione dell’anniversario di nozze dei sovrani, che si sposarono il 4 dicembre 1999 in quello che fu l’ultimo royal wedding del secolo e del millennio.
Le Roi, un po’ impacciato e simpaticamente stazzonato, dimostra più dei suoi 61 anni – e i capelli pettinati nel classico stile leccata di mucca non aiutano – ma lo splendore della sua regina lo riscatta ampiamente. La Regina Consorte ricicla un abito plissé che mischia il fucsia all’arancione, colore che sembra amare particolarmente e le sta veramente bene. Se vi state chiedendo chi sia il creatore dell’allegra mise, ipotizzando (sperando?) che possa trattarsi del giapponese Issey Myake – che colpo di inusitata modernità sarebbe! – Lady Violet vi darà forse una piccola delusione ma no, l’abito è Natan, suo couturier del cuore da quando la vestì quel giorno di 22 anni fa la bella Mathilde d’Udekem d’Acoz affrontò con la grazia e la fermezza che abbiamo imparato a conoscere e ad ammirare il freddo dell’inverno belga e la complessità di uno sposalizio reale.
Oggi Aiko, unica figlia degli imperatori del Giappone, compie vent’anni e diventa maggiorenne secondo la legge del suo Paese.
(Ph: The Jiji Press, Ltd.)
Da oggi dunque la fanciulla – che studia Letteratura Giapponese alla Gakushuin University, prestigioso ateneo privato frequentato da molti membri della famiglia imperiale – potrà avere incarichi ufficiali a supporto dell’attività dei suoi genitori. Nonostante sia figlia del sovrano, come sappiamo Aiko non è nella linea di successione, che in Giappone non è aperta alle donne, e il suo ruolo istituzionale è senz’altro molto diverso da quello, ad esempio, di Catarina Amalia d’Olanda, che la settimana prossima diventerà a sua volta maggiorenne (nel suo caso a 18 anni, come è norma in Occidente) e avrà il suo posto nel Consiglio di Stato.
Domenica 5 Aiko sarà festeggiata a Palazzo, riceverà dalle mani del padre le insegne dell’Ordine della Corona Preziosa e come accade per tradizione alle principesse giapponesi anche una tiara da indossare nelle occasioni più formali. Il suo sarà però un diadema di seconda mano: quello della zia, la principessa Nori, sorella minore dell’Imperatore, che nel 2005 ha sposato un commoner, e da allora si chiama semplicemente Sayako (suo nome di nascita) Kuroda (cognome del marito).
La scelta è motivata dalla necessità di economizzare dati i tempi difficili, e sembra che la tiara sia stata comunque rimaneggiata per adattarla alla giovanissima Aiko. Creata da Mikimoto negli anni ’20 del Novecento, sembra appartenesse in origine a una principessa giapponese che aveva sposato il Principe Ereditario di Corea, Paese all’epoca assoggettato al Giappone così come la sua famiglia reale a quella imperiale nipponica.
Insomma, per la dolce Aiko niente corona, niente tiara nuova, e per di più nelle foto ufficiali del compleanno me la vestite in un modo che non riesco a definire, non si fa!
A questo punto non possiamo che augurare a questa fanciulla, che fu pure bullizzata alle elementari – tanto da dover essere ritirata da scuola per alcune settimane, e poi accompagnata dalla madre – un futuro radioso e felice, alla faccia della Imperial Household Agency e delle sue regole.
Sono passati 74 anni da quel giovedì di novembre, quando il Regno Unito e il mondo intero, appena usciti da una guerra terribile, tornavano a sognare e a sperare nel futuro con le nozze di una giovanissima principessa e del suo bel marinaio.
Dopo 73 anniversari festeggiati insieme lei oggi è sola, ma se la conosciamo un po’ avrà imparato a convivere col dolore e con l’assenza, senza lasciarsi abbattere. E probabilmente continuerà a fare progetti per il futuro: secondo la stampa britannica, la Regina è intenzionata a non mancare al doppio battesimo previsto per domani a Windsor. Due delle sue nipoti, Eugenie e Zara, battezzeranno infatti insieme i loro bambini, August e Lucas, nella Royal Chapel of All Saints, dove lo scorso anno un’altra nipote, Beatrice, sposò Edoardo Mapelli Mozzi. Il secondo nome di entrambi i bambini è Philip in onore del bisnonno, che in qualche modo sarà ancora tra loro, in famiglia.
E siccome tradizionalmente i reali inglesi vengono battezzati con l’acqua del Giordano, il principe Charles, appena rientrato da un tour in Egitto e Giordania ha fatto scorta, e ha riportato in patria “cinque o sei dozzine” di bottiglie. Che è sempre un gran bel modo di pensare al futuro.
Qui trovate i post dedicati al royal wedding di Elizabeth&Philip:
Come pensavamo (e temevamo) la festa nazionale monegasca è stato un evento improntato a massima sobrietà – per non dire mestizia – culminato con i gemelli affacciati col padre al balcone di palazzo, che mostrano i loro messaggi per la madre: we miss you (ci manchi) quello di Gabriella e we love you quello di Jacques.
La giornata era iniziata prestissimo e in maniera inattesa: alle tre del mattino sull’account Instagram di Charlène è comparso un post con bandiere del Principato sventolanti sulle note dell’inno nazionale, e questa è stata la partecipazione della principessa, che prosegue la convalescenza in un luogo non lontano da Monaco, che non è stato reso noto.
Alle nove e trenta è iniziata la cerimonia ufficiale con il Te Dum in cattedrale, presenziato da Albert II accompagnato dalle due sorelle: Caroline in tailleur Chanel nero, guanti bianchi e cerchietto con piccola veletta, e Stéphanie con un ampio, e un po’ informe, cappotto grigio chiaro.
Le due principesse si sono prese grande cura dei nipotini che sono sembrati un po’ disorientati; in particolare Jacques, nella sua piccola uniforme da carabinier.
Una cosa che mi ha dato da pensare è la presenza di entrambi i fratelli di Charlène; non solo Gareth, che vive e lavora nel Principato e spesso appare in occasioni formali insieme con la famille princière, ma anche il minore, Sean, che invece risiede in Sudafrica, e a Monaco si vede meno.
Per fortuna ci hanno pensato i giovani Grimaldi ad alleggerire un po’ l’atmosfera, soprattutto i più piccoli: i tre bimbi di Andrea e Tatiana, Max India e Sasha; Raphaël, il figlio maggiore di Charlotte nato dall’amore con l’attore Gad Elmaleh; poi Francesco e Stefano, i due biondissimi e bellissimi bambini di Pierre e Beatrice Borromeo.
Beatrice, vestita Dior dalla testa ai piedi in uno stile che evoca il new look inventato dal couturier nel 1947, è senza dubbio la più chic delle signore presenti. Va sul sicuro la cognata Alexandra di Hannover con un cappottino Chanel adatto all’occasione, alla stagione e alla sua giovanissima età. Non mi piace invece Tatiana con la gonna di pizzo sotto la giacca piuttosto pesante, l’acconciatura da casalinga americana degli anni ’50 e le scarpe col laccetto che taglia la caviglia.
L’unico tocco di allegria lo porta lei, Charlotte, che sceglie Chanel come la madre e la sorella: un cappottino nel classico matelassé della maison in un’inedita tonalità oro, maxiorecchini e capelli al vento. Anche lei indossa scarpe con laccetto alla caviglia, ma essendo posto sotto il malleolo non taglia la linea della gamba (e questa è una lezione di mia madre).
Al termine della giornata, l’impressione di Lady Violet può sintetizzati con: anche questo impegno ce lo siamo tolto; ora non possiamo che restare in attesa di migliori notizie dal Principato. Speriamo.
E se oggi parlassimo di un royal wedding? Lo so, a novembre i matrimoni non sono frequenti, e se la Royal Family britannica compie questa scelta ben due volte – nel 1947 la futura regina Elizabeth sposa, il 20 del mese, Philip Mountbatten, e nel 1973, il 14, la loro unica figlia Anne va all’altare col capitano Mark Phillips – anche in Danimarca un principe sceglie novembre per sposare la sua bella. Nonostante la nascita di due (bellissimi) figli però il matrimonio non dura neanche dieci anni, ma quel giorno di ventisei anni fa noi romanticone assistiamo deliziate a quella che sembra una vera favola.
Lo sposo è Joachim, figlio cadetto della Regina Margrethe e di suo marito, Henrik. Durante un viaggio a Hong Kong nel gennaio del 1994 conosce a una cena tra amici la bella Alexandra Manley e se ne innamora. Lei ha cinque anni più di lui, un padre anglocinese e una madre austriaca. È una manager, e unisce il piglio della donna in carriera alla delicata bellezza delle donne con sangue orientale nelle vene; un mix esplosivo evidente nelle prime fotografie ufficiali, con la futura principessa in tailleur viola scuro con dettagli neri, più adatto forse a una dark lady che a una tenera fidanzata,
L’annuncio viene dato il 31 maggio 1995 e sorprende i Danesi, che nulla sapevano di questo amore vissuto tra due continenti e restano incantati sentendo la futura sposa parlare la loro lingua, che Alexandra – che parla correntemente inglese tedesco e un po’ di cantonese – ha imparato con relativa rapidità. Il romantico Joachim rivela di aver chiesto l’amata in moglie inginocchiandosi davanti a lei durante un viaggio nelle Filippine; rivela anche di aver chiesto prima il permesso ai genitori della fanciulla, che dunque non è la prima a conoscere le intenzioni del giovanotto. Un gesto un po’ old fashioned, ma in fondo assai principesco. All’anulare sinistro di Alexandra brilla un diamante tra due rubini cabochon da entrambi i lati: bianco e rosso, i colori della bandiera danese. Non è il solo, ma Joachim è proprio fissato con questi anelli ispirati alle bandiere; alla povera Marie, che ha sostituito Alexandra nel suo cuore e al suo fianco, ha propinato un anello con zaffiro diamante e rubino in sequenza, come nella bandiera francese di rara bruttezza (Marie è infatti francese, come lo era il padre di lui).
Le nozze sono fissate per sabato 18 novembre, nella cappella del Frederiksborg Palace a Hillerød, poco lontano da Copenaghen; ; sono precedute da un gala nella capitale, nel palazzo di Christiansborg. Purtroppo sulla Danimarca infuria una tempesta di neve che costringe a rinviare di un’ora la serata per consentire ai 300 ospiti di arrivare; Felipe di Spagna e sua cugina Alexia di Grecia, cugina anche dello sposo, non arrivano proprio. La sposa indossa un voluminoso abito rosso da ballo del couturier danese Jørgen Bender, e per la prima volta la fascia celeste dell’Ordine dell’Elefante. Sul capo porta il dono di nozze dei suoceri, la tiara Alexandrine.
Alle 16.30 di sabato 18 Alexandra al braccio del padre – opportunamente corredato della fascia dll’ordine di Dannebrog – fa la sua comparsa sotto la struttura montata in fretta e furia per proteggere dal tempo inclemente l’ingresso di sposi famiglie e ospiti, molti dei quali non sono però ancora arrivati, bloccati dal maltempo.
La sposa indossa un abito creato anch’esso da Jørgen Bender, che aveva già vestito da sposa Margrethe, le sorelle Anne Marie di Grecia e Benedikte e una delle figlie di questa, Alexandra von Sayn-Wittgenstein-Berleburg. Un modello in pesante seta pura punteggiata da novemila perle che sottolineano il collo montante, le lunghe maniche e lo strascico di quattro metri che parte dalla ricca gonna; la vita è segnata da un’alta fascia, un tema questo che rimanda non solo all’abito dell’altra royal bride dell’anno, Marie Chantal Miller – che il 1 luglio aveva sposato il diadoco Pavlos, cugino dello sposo – ma anche quello di Grace, paragone inevitabile praticamente di ogni sposa reale da 65 anni a questa parte.
Assai notevole l’imponente pettinatura, sottolineata da un velo in tulle di seta, fermato dalla pièce de résistance dell’intera mise; il diadema Alexandrine. Un gioiello dalla luminosità unica, data dai diamanti che, seppur non grandissimi, ondeggiano ad ogni movimento e sono dunque in grado si cogliere e rifrangere ogni raggio di luce. L’Alexandrine di cui porta il nome è Alexandrine Auguste von Mecklenburg-Schwerin, la principessa tedesca che nel 1898 sposa il principe ereditario di Danimarca, che salirà al trono nel 1912 come Christian X; sono i nonni paterni dell’attuale sovrana, Margrethe. La tiara è stata creata nel momento in cui la fanciulla entra in famiglia, dunque tra gli anni finali dell’Ottocento e i primi del Novecento. Alexandrine muore nel 1952; la tiara viene ereditata dal figlio, Re Frederik IX, che sei anni dopo la regala alla primogenita per il diciottesimo compleanno. Margrethe, che via via la indossa sempre meno, la regala alla nuora, compiendo un po’ un azzardo.
Perché il matrimonio tra Joachim e Alexandra dura meno di nove anni, e il 16 settembre 2004 viene annunciata la separazione; il divorzio arriva sette mesi dopo. Alexandra riceve il titolo di Contessa di Frederiksborg e divide con l’ex marito la custodia dei due figli: Nikolai non ha ancora sei anni, Felix deve compierne tre. La tiara ormai le appartiene, e lei continua ad indossarla quando partecipa a qualche evento a corte, come i festeggiamenti per i 40 di regno della regina, o il cinquantesimo compleanno dell’ex cognato Frederik. A gennaio Margrethe celebrerà il mezzo secolo sul trono, e vedremo cosa accadrà, ma una conseguenza c’è già stata: Mary Donaldson, che proprio nel 2004 sposa il fratello maggiore di Joachim, il principe ereditario Frederik, riceve in dono dai suoceri un diadema acquistato per l’occasione. Meglio non rischiare.
Dopo il divorzio, Joachim sposa Marie Cavallier che gli dà altri due figli: Henrik e Athena. Alexandra sposa nel 2007 il fotografo Martin Jørgensen, ma anche questo matrimonio finisce in un divorzio otto anni e mezzo più tardi.
L’erede al trono del Granducato, Sua Altezza Reale il Principe Guillaume Jean Joseph Marie, Principe del Lussemburgo, Principe di Nassau e di Borbone Parme, oggi entra negli anta.
(Ph: Maison du Grand-Duc/Sophie Margue)
È nato esattamente nove mesi dopo il matrimonio dei genitori – 270 giorni precisi – primo dei cinque figli della coppia. Ha frequentato le migliori scuole del suo Paese, per poi approfondire i suoi studi all’estero, cui sono seguiti stage in varie istituzioni e aziende, come ogni futuro sovrano che si rispetti. Seguendo la tradizione di famiglia, si è anche addestrato nella più prestigiosa scuola militare del Regno Unito, la Royal Military Academy Sandhurst, come già suo padre e suo nonno. Ha diciannove anni nel 2000 quando, a seguito della di azione del Gran Duca Jean, suo padre Henri ascende al trono, e lui diventa Principe Ereditario.
(Ph: Maison du Grand-Duc/Sophie Margue)
Nel 2012 viene annunciato il suo fidanzamento con la giovane contessa belga Stéphanie de Lannoy; si sposano il 20 ottobre dello stesso anno nella cattedrale del Granducato. Il loro royal wedding, che resta indimenticabile soprattutto per alcune mise e un certo cappello (A Royal Calendar – 20 ottobre 2012), è forse il primo momento in cui si accendono i riflettori sul giovanotto, che ahimé non sembra avere ereditato né la fiammeggiante personalità materna né l’austero charme paterno. Dopo quasi otto anni di attesa i futuri Granduchi accolgono il loro primogenito, Charles, una delizia di bambino così simpatico da rallegrare anche noi che possiamo solo guardarlo in fotografia.
(Ph: Maison du Grand-Duc/Sophie Margue)
Anche oggi, nelle immagini diffuse dalla Cour Grande-Ducale il protagonista è lui, coi capelli biondi, il cardiganino Tartine et Chocolat e l’irresistibile sorriso. Stéphanie, che già non è famosa per travolgenti scelte di stile, si sta lentamente adeguando a quello delle sovrane del BeNeLux, e sceglie un completo bianco Natan, che non sorprendentemente non le dona molto. Ma alla fine, che importa? Bastano la serenità e l’allegria che sempre mostra questa famigliola.
Al poliglotta Guillaume, i nostrei auguri nelle cinue lingue che parla: lussemburghese, francese, tedesco, inglese e spagnolo: Alles Guddes Fir De Gebuertsdag! Bon anniversaire! Alles Gute zum Geburtstag! Happy birthday! Feliz cumpleaños!
Compie oggi vent’anni questa incantevole creatura.
(Ph: Bas Bogaerts)
Elisabeth, Duchessa di Brabante, è la maggiore dei quattro figli dei sovrani belgi, Philippe e Mathilde, e un giorno siederà sul trono al posto di suo padre. Nell’eterno gioco delle somiglianze, molti ritrovano nei suoi lineamenti la delicata bellezza della bisnonna Astrid; qualcuno la avvicina alla splendida nonna Paola, che secondo me ricorda solo nei colori. Nelle sue vene scorre sangue belga italiano polacco svedese tedesco danese, e devo dire che il mix ha dato frutti interessanti.
Anche solo per ragioni anagrafiche, sarà la capofila dell’onda rosa che in futuro occuperà i troni di mezza Europa: Norvegia, Svezia, Olanda, Spagna formeranno col Belgio di Elisabeth la stella a cinque punte di una monarchia tutta al femminile.
Intanto è stata lei la prima a frequentare l’Atlantic College, scuola superiore gallese dove al momento studiano la futura Reina Leonor, e Alexia, Principessa cadetta d’Olanda.
Elisabeth ora prosegue i suoi studi a Oxford, al Lincoln College, dove studia Storia e Scienze Politiche, discipline fondamentali per un monarca. E chissà se qualche professore la definirà con le parole usate a Cambridge per il povero Charles, Principe di Galles: uno studente lento ma accanito. Considerando il piglio sicuro e l’atteggiamento volitivo della giovane duchessa, penso proprio di no.