A Royal Calendar – 31 luglio 1920

franca valeri

Il royal calendar di oggi non è dedicato alla regalità del sangue ma a quella dell’intelligenza, del talento, della cultura, dello humour, del garbo, dell’eleganza.

Il 31 luglio 1920 nasce a Milano Franca Maria Norsa, per tutti Franca Valeri, nome nato per caso, suggerito da un libro di Paul Valéry. Signora del teatro, regina della commedia, imperatrice dell’umorismo intelligente raffinato e un po’ crudele, Franca appartiene a una famiglia della buona borghesia meneghina, madre cattolica e padre ebreo. Nella sua biografia il Liceo Parini e le leggi razziali, gli amici intellettuali e la passione per la recitazione, i primi spettacoli coi Gobbi, il matrimonio con Vittorio Caprioli e la relazione col maestro Maurizio Rinaldi, due grandi seduttori che l’hanno abbondantemente tradita. E i cani, tanti cani, amatissimi, che non l’hanno tradita mai. Senza dimenticare l’amore per la musica – a quattro anni e mezzo, vestita di fucsia, la sua prima volta alla Scala per Il Trovatore di Verdi – nella sua lunga e multiforme carriera è stata anche regista di opere liriche.

franca giulia sofia

Franca non solo attrice ma autrice teatrale, Franca e suoi mille ritratti femminili. Uno su tutti la signorina snob, creata da ragazza guardando con occhio perfidamente divertito le sciure milanesi e le loro figlie. Consegnata al piacere della lettura – Il Diario della Signorina Snob è il libro delizioso scritto a quattro mani con Colette Rosselli, l’immortale Donna Letizia regina del saper vivere – e consacrata al cinema nel mitico ruolo di Giulia Sofia, la proprietaria della villa caprese che in Totò A Colori racconta all’amica Maria Giorgia: «c’è la Patrizia che è una ragazza piuttosto bene. sai, non è nobile ma ha il cane scozzese!» e «abbiamo un francesone, che bello! ce l’hanno mandato da Cap d’Antibes, un tipo molto Napoléon»

franca lady eva

O Lady Eva, baronessa Bolasky, “polacca per parte di madre” – in realtà Filomena Cangiullo – che nel film Piccola Posta narrava alle lettrici della rivista Adamo ed Eva delle sue visite al mercatino rionale come una promenade al Bois de Boulogne dove il carretto della spazzatura diventa il tiro a quattro di Olga Alexandrovna, la sirena vestita da cosacco, come ebbe a chiamarla scherzosamente lo Zar il motofurgone del veterinario di cui si invaghisce, la sua Hispano-Suiza in cui il cuoio della sorella Bulgaria si intrecciava alla renna della cugina Finlandia.

Sublime Franca, che porta con soave eleganza anche la pesantezza degli anni e della malattia, con l’eterno caschetto creato per lei dai Vergottini nel ’64 e il favoloso guardaroba firmato Capucci, senza perdere un grammo di quello charme con cui regna su questo paese senza corona praticamente da quando Elizabeth salì sul trono di San Giacomo.

Che meraviglia, queste ragazze degli anni ’20!

A Royal Calendar – 21 luglio 2013

A seguito dell’abdicazione del padre Albert II, il Duca di Brabante Philippe diventa il settimo Re dei Belgi. La cerimonia è molto semplice: un giuramento davanti alle Camere riunite. Infatti in Belgio non esiste fisicamente nessuna corona da indossare, e lo stesso titolo del sovrano, Re dei Belgi e non Re del Belgio sembra alludere al concetto di primus inter pares piuttosto che quello di signore di un territorio.

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Quando nasce, il 15 aprile 1960 – nove mesi esatti dopo il matrimonio dei genitori – Philippe Léopold Louis Marie è “solo” un principe belga, figlio di Albert di Liegi, fratello minore del re, e della sua bellissima, giovanissima, italianissima moglie, Paola Ruffo di Calabria. Il giorno in cui il bimbo compie otto mesi re Baldovino sposa Fabiola de Mora y Aragón, e tutti si aspettano che presto avrà la sua discendenza. Purtroppo, com’è noto, la coppia non riesce ad avere dei figli e Philippe comincia a studiare da re sotto la guida dello zio, che lo considera il suo naturale successore.

philippe baldovino

Carriera militare, laurea in scienze politiche a Oxford, specializzazione a Berkeley, le immancabili attività sportive, la formazione del giovane principe procede su binari definiti quando il re, affetto dal morbo di Barlow, muore improvvisamente durante una vacanza in Spagna, e il trono passa al fratello Albert. Philippe ha 33 anni ed è ufficialmente il Principe di Brabante, titolo che spetta all’erede al trono belga. È un giovane uomo serio, educato, colto, sportivo, ma è solo, e tale resta ancora per qualche anno finché sulla scena non compare Mathilde d’Udekem d’Akoz.

belgian wedding

Lei è più giovane di 13 anni, è alta bionda e molto graziosa e fa la logopedista. Oltre al sangue blu – sua madre è una contessa polacca, il padre un barone poi promosso conte, che ha anche ricoperto vari incarichi politici – ha l’innegabile vantaggio di essere nata in Belgio, unica finora tra tutte le regine consorti, ed è una dote importante in un paese composto da due etnie, Fiamminghi e Valloni, che non sempre sono in armonia. I due si sposano il 4 dicembre del 1999, Philippe indossa l’uniforme della Regia Aeronautica Militare e la fascia viola dell’ordine di Leopoldo, Mathilde inaugura la lunga e non sempre felice collaborazione con la belga Maison Natan, che la seppellisce dentro un vestito con soprabito in stile medioevale-tendenza-gotico, corredato da quello che più che un bouquet sembra proprio un cespuglio. La salva lo splendido velo antico in pizzo, tesoro della famiglia Ruffo, trattenuto dalla tiara della compianta regina Astrid, la nonna di Philippe morta giovanissima. E, naturalmente, il dolcissimo sorriso. Nascono quattro figli: Elizabeth, Gabriel, Emmanuel ed Eleonore.

belgian family

La famiglia sembra molto affiatata e serena, i sovrani sono spesso fotografati coi quattro ragazzi, che hanno tutti i capelli biondi e i lineamenti delicati dei genitori, anche se nessuno sembra avere ereditato la raffinata bellezza della nonna Paola.

belgi padre figlia

La primogenita Elizabeth, diciassette anni a ottobre, un giorno succederà al padre grazie all’abolizione della legge salica che interdiva alle femmine l’ascesa al trono. Anche nelle fotografie ufficiali diffuse in questi giorni sembra una ragazza equilibrata e volitiva, per nulla spaventata dalla prospettiva di essere la prossima Regina Elizabeth. Regnerà magari per un tempo più breve ma con la stessa capacità dell’illustre omonima?

Un dubbio che speriamo di tenerci ancora a lungo, perché, come si dice in questi casi, lunga vita al re!

 

A Royal Calendar – 20 luglio 1999

caroline-alexandra

Nasce a Vöcklabruck, in Alta Austria, Alexandra Charlotte Ulrike Maryam Virginia von Hannover (non vi fermate, la parte difficile è finita!). Unica figlia nata dall’unione tra Caroline de Monaco e il suo terzo marito, il principe Ernst August von Hannover, Alexandra ha due fratelli da parte del padre più due fratelli e una sorella da parte della madre. Una vera royal family allargata!

alexandra in famiglia

Quando nonna Grace cercava un partito coronato per la primogenita Caroline, Ernst August era uno dei papabili. Poi lei sposò Junot (lo raccontiamo qui A Royal Calendar – 28/29 giugno 1978 ), lui sposò la miliardaria svizzera Chantal Hochuli e il capitolo sembrava chiuso. Invece qualche decennio dopo i due tornano a frequentarsi, lei è una vedova (di Stefano Casiraghi) giovane e infelice; il vecchio amico le sta vicino riportando un po’ di serenità nelle sue giornate e un po’ di sorriso sul bel viso, ed è un valido sostegno quando la principessa perde i capelli, e tutti temono il peggio.

caroline ernst wedding

Le nozze arrivano il 23 gennaio 1999, Caroline quel giorno compie 42 anni, è già incinta di Alexandra, e ricicla un tailleur Chanel color glicine. Il rapporto sembra stabile nonostante le intemperanze del principe, che gli costano qualche guaio con la legge e il biasimo generale. Come dimenticare Caroline partecipare sola e sconsolata alle nozze del Principe delle Asturie con Letizia Ortiz? Allora si disse che Ernst aveva esagerato in libagioni alla festa prenuziale, e non era stato in grado di accompagnare la moglie alla cerimonia in chiesa (quel matrimonio è rimasto nella memoria anche per il paggetto Frolian – figlio dell’Infanta Elena – che prendeva a calci un altro paggetto, mentre il Principe di Napoli Vittorio Emanuele sferrò un pugno al cugino Amedeo Duca d’Aosta, reo di essersi seduto in posizione di maggior prestigio, a causa dei legami di parentela con la madre dello sposo, Sofia).

Il matrimonio dura ancora qualche anno, lei sempre più algida ed elegante, sul capo le tiare di famiglia, – la Floral Hannover e la più geometrica Brunswick – lui sempre più scarmigliato, le gote sempre più rosse. A un certo punto la coppia si separa ma non divorzia, e infatti Caroline è ancora Sua Altezza Reale la Principessa di Hannover.

Contrariamente ai suoi fratelli Casiraghi, Alexandra ha il titolo di Principessa e il trattamento di Altezza Reale, diversamente da loro è battezzata e cresciuta nella fede luterana del padre. In quanto discendente di re George III è nella linea di successione al trono britannico (ma in posizione un po’ arretrata, oltre il 400° posto) ed è tredicesima nella linea di successione monegasca. Ragionevolmente non la vedremo su nessun trono, ma la vediamo sempre con piacere affacciata alla loggia del Palazzo di Monaco il giorno della festa nazionale del Principato. Messa sempre a confronto con la madre e la sorella Charlotte, cui francamente somiglia poco, e con la bellissima nonna Grace, cui somiglia ancor meno, Alexandra è di solito considerata un po’ il brutto anatroccolo di famiglia. Lady Violet l’ha incontrata – o, meglio, ci si è quasi scontrata – qualche estate fa a Capri, e ricorda con piacere una ragazzina bionda che scorrazzava in monopattino a Marina Grande, sorridente, spigliata e molto più simpatica dell’imbronciatissima sorella maggiore.

alexandra pattini

Nell’attesa di diventare il cigno della favola – ormai manca poco! –  si è costruita una solida reputazione come pattinatrice, ed è sempre presente agli eventi del principato scortata dal suo boyfriend, conosciuto a scuola da bambina. Lui si chiama Ben-Sylvester Strautmann, famiglia di banchieri con residenza nel principato a Montecarlo, che gioca a basket e fa il DJ. Scommettiamo che venerdì prossimo al Gala de la Croix Rouge saranno loro i protagonisti?

A Royal Calendar – 18 luglio 1918

Nasce a Mvezo, British South Africa, Nelson Rolihlahla Mandela.

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Va bene che oggi il mondo festeggia il centenario della sua nascita, ma che c’entra Mandela coi royals, vi starete chiedendo? E invece c’entra! Suo padre apparteneva al clan Madiba, discendente dalla famiglia reale Thembu dunque alla fine era royal pure lui (e Madiba è rimasto il suo soprannome).

Per approfondire la sua vita straordinaria – gli anni intensi della formazione, l’attività politica, la lunghissima detenzione, la fine dell’apartheid, il Nobel per la Pace, la presidenza della Repubblica Sudafricana, la filantropia – non basterebbero mille post. Pochi uomini hanno inciso così profondamente con le azioni nella storia del proprio paese, e con le idee nella definizione della contemporaneità. Questo però non è un blog di storia ma di chiacchiere, e dunque perdonerete Lady Violet se riserveremo la nostra attenzione ai rapporti di Madiba con le teste coronate.

In un video del 2002 definiva il principe Charles “a fine chap” una brava persona, apprezzandone la passione per l’architettura e la tutela dell’ambiente, ed era rimasto molto impressionato dal fatto che invitato a Buckingham Palace, la sovrana gli aveva servito personalmente il tè.

nelson & lilibet

Nei numerosi incontri con sviluppò un legame piuttosto stretto con Her Majesty, che chiamava per nome. La sua assistente personale Zelda la Grange, nel suo memoriale Good Morning, Mr Mandela, pubblicato su The Sunday Times Magazine, ricorda di aver assistito a un incontro in cui Madiba si era rivolto alla Regina chiamandola per nome: Oh, Elizabeth. E lei aveva risposto Hello Nelson. E in un’altra occasione l’aveva apostrofata con un “Oh, Elizabeth, you’ve lost weight!” Insomma puoi essere padre della patria quanto ti pare, ma se ti trovi davanti una signora un’occhiata gliela dai sempre.

È noto che Mandela apprezzasse molto il ruolo che la principessa Diana aveva avuto nel cambiare la percezione dei malati di AIDS, incontrandoli, abbracciandoli e stringendo le loro mani. Diana andò a trovarlo in Sud Africa pochi mesi prima della tragica morte, e lui cinque anni dopo visitò la sua tomba durante un viaggio in Inghilterra.

Ottimi rapporti anche con Charlene, la principessa consorte di Monaco di origine sudafricana.

 

E Charlene ha presenziato alle celebrazioni del centenario, a Johannesburg, con un cappottone di montone rovesciato nero. Evidentemente in Sud Africa – dove ora è inverno – faceva così freddo che neanche il sorriso di Barack Obama è bastato a scaldarla.

A Londra invece in onore di Madiba c’è una mostra, alla Southbank’s Queen Elizabeth Hall, visitata dai neo Duchi di Sussex. Meghan ha confermato i capisaldi del suo stile: chignon sfasciato, abito oversize pieno di bottoni, stazzonature.

Ora voi mi direte che questo trench senza maniche (di House of Nonie) non è brutto, e infatti non lo è, ma è troppo lungo e un po’ informe, e la nostra Meg è sempre assai lontana dall’impeccabilità richiesta a un royal. Ma non ho dubbi che migliorerà.

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Se siete interessate alla borsetta abbinata al trench – perfettamente direi, è proprio la stessa nuance – sappiate che è una Mulberry Clifton e la trovate in saldo sul sito del brand a 752 euro, nei colori black, clay, oak, oxblood and orchid.

 

P.S. oggi è anche l’anniversario, il 104°, della nascita di Gino Bartali, che oltre ad essere il grande ciclista che sappiamo, è stato anche dichiarato Giusto tra le nazioni per l’attività in favore degli ebrei. Sembra proprio che il 18 luglio sia un buon giorno per i diritti umani!

 

A Royal Calendar – 17 luglio 1947

Nasce a londra Camilla Rosemary Shand, poi Parker Bowles, poi HRH The Duchess of Cornwall.

Della moglie di Charles – che ha preferito non farsi chiamare Princess of Wales per non rinfocolare l’antagonismo con Diana – si è detto tutto e il contrario di tutto. Lady Violet la apprezza perché invece lei non ha mai aperto bocca e soprattutto perché sceglie copricapi favolosi!

Diamo un’occhiata dunque, e partiamo dai diademi. Camilla ne usa tre: uno è la Cubitt-Shand tiara, di proprietà della sua famiglia, che indossò il giorno del primo matrimonio, il 4 luglio 1973, con Andrew Parker Bowles.

È una tiara di diamanti dal classico disegno floreale che s’impenna all’improvviso sulla parte centrale, creando un elemento un po’ dissonante col resto. Certamente nulla di paragonabile ai due importanti diademi che la Regina le assegnato dopo le nozze con Charles.

camilla grenville tiaraLa prima è la Greville Tiara, una delle preferite della Queen Mom. Si tratta di un gioiello di straordinaria raffinatezza, una sorta di bandeau il cui motivo geometrico richiama lo schema dei favi . Lo realizzò il celebre Boucheron nel 1921 per Margaret Greville, signora di controversi natali (era figlia illegittima di un produttore di birra miliardario), immense fortune e conseguente prestigioso matrimonio (con uno dei figli del barone Greville). Vedova dal 1908 la signora Greville si dedica alle opere pie e diventa amica della Duchessa di York, poi Regina Consorte per le note vicende. Alla sua morte nel 1942 lascia in eredità alla sovrana il favoloso diadema, che viene rimaneggiato da Cartier con l’aggiunta di alcuni diamanti sul bordo superiore, e dal 1953 compare regolarmente sul capo della Regina Madre.

camilla delhi durbar tiara

L’altro prestito reale è la Delhi Durbar Tiara, che la Regina Mary, grande amante e collezionista di gioielli, si fece realizzare per indossarla durante l’incoronazione che avrebbe reso suo marito e lei Imperatori dell’India.

Più che una tiara è una vera corona, alta e imponente ma alleggerita da un gioco di volute ed elementi circolari che si rincorrono per tutto il perimetro. Una serie di accorgimenti tecnici consente di arricchire la tiara con l’aggiunta di altre pietre.

Sono due diademi perfetti per la Duchessa di Cornovaglia: estremamente importanti, adatti quindi alla moglie del futuro sovrano, ma abbastanza lontani dalla memoria dei sudditi da evitare confronti e sovrapposizioni.

La regina delle piume

Chi non ricorda Camilla il giorno delle sue nozze con Charles? Dopo il riservatissimo rito civile, alla presenza soltanto di figli fratelli e qualche nipote, il pomeriggio la coppia si presenta nella St. George Chapel di Windsor (sì, dove si sono sposati anche Harry e Meghan) per una benedizione, comprensiva di mea culpa.

camilla piume wedding

La sposa continua con la politica della sobrietà mostrata al mattino, indossando un lungo abito di seta leggera completato da uno spolverino damascato, ma corona la sua mise con una favolosa acconciatura di piume dorate, quasi delle moderne spighe di grano. Lady Violet ha avuto l’opportunità di vederla dal vivo, e l’ha trovata davvero magnifica. Né poteva aspettarsi di meno dal genio del creatore Philip Treacy.

Lo stesso modello viene ripetuto in seguito varie volte, sia in un semplice total white, sia in una versione grafica, bicolore, sia nella versione dea dei fiori, indossato alle nozze di Zara Phillips, figlia della principessa Anne.

Quanto ai cappelli veri e propri, un pezzo veramente clamoroso l’abbiamo visto al royal wedding tra Harry e Meghan. camilla piume rosaUna girandola di piume rosa capace di attrarre di tutti gli sguardi (anche quelli ironici, critici o francamente malevoli) e di dare carattere all’anonimo soprabitino rosa baby.

È esattamente questa la chiave dello stile di Camilla, cappelli importanti, estremamente scenografici, in grado di definire e dare personalità alle mise della duchessa, classiche e lineari al limite dal banale. Suo parter in crime il più originale, geniale, immaginifico dei milliner britannici: il fido Philip Treacy. Che crea per lei una serie di copricapi piumati di ogni foggia, colore e pennuta provenienza.

Chapeau Your Highness and happy birthday!

A Royal Calendar – 16 luglio 1999

jfk jr carolyn

Un Piper Saratoga scompare nell’Oceano Atlantico, al largo di Martha’s Vineyard, Massachussets. Ai comandi del piccolo aereo John F. Kennedy Jr, con lui sua moglie Carolyn e la sorella di lei Lauren Bessette. Se mai gli USA hanno avuto una famiglia reale, è la famiglia Kennedy, e John Jr è l’erede designato a percorrere le orme del padre e a far rivivere il sogno di Camelot. È nato sotto i riflettori, due settimane dopo l’elezione di John Sr alla Presidenza, e impara a camminare tra i corridoi e i saloni della White House.

 

È il bambino col cappottino azzurro e le scarpette rosse che fa il saluto militare al feretro del padre. Quel giorno è il 25 novembre 1963, e quel giorno quel bambino compie tre anni.

jfk jr e onassisDopo la tragedia sua madre Jackie decide di lasciare Washington per trasferirsi a New York; nel 1968, scioccata dall’omicidio del cognato Bob e temendo di essere in pericolo, sposa il tycoon Ari Onassis, che le garantisce protezione – oltre a un favoloso tenore di vita – e la possibilità di far crescere i figli lontani dall’America.

Dopo la morte di Onassis la famiglia rientra a New York, nel grande appartamento al 1040 della 5th Avenue. John vorrebbe fare l’attore ma Jackie lo convince a iscriversi al college per diventare avvocato. La carriera legale del giovane Kennedy procede tra alti e bassi, fallisce per ben due volte l’esame di abilitazione e quando alla fine lo supera va a lavorare come New York City Assistant District Attorney. Vorrebbe prendere lezioni di volo, ma la madre si oppone strenuamente. Non potendo recitare, John si consola frequentando attrici e protagoniste dello showbiz; come nel famoso film della famosa amante del padre preferisce le bionde: Brooke Shields, Madonna, Sarah Jessica Parker e soprattutto Daryl Hannah, con cui resta per cinque anni e mezzo e sembra stia per sposare, quando Jackie si ammala. jfk jr daryl hannah

La ex First Lady ha solo 64 anni quando si scopre un linfoma Non-Hodgkin che in sei mesi la porta alla morte. Il figlio le sta accanto fino alla fine, per poi annunciare al mondo che Jackie è scomparsa «surrounded by her friends and her family and her books, and the people and the things that she loved». John ha 33 anni, è bello, simpatico, pieno di charme e pure ricco, avendo diviso con la sorella i 43.7 milioni di dollari lasciati in eredità dalla madre. È arrivato il momento di lanciarsi in un’altra impresa, che porta il nome di George, un mensile di politica e lifestyle che all’inizio sembra destinato al successo ma che invece inizia rapidamente a declinare. Nel frattempo conosce la donna della sua vita, e della sua morte. Lei si chiama Carolyn Bessette, è anche lei bionda, altissima, sofisticata. Viene dall’elegante provincia del New England, e sogna New York e il mondo della moda. Forse sogna anche il principe azzurro, e non sa che il destino ha in serbo per lei il più azzurro di tutti, lo scapolo d’oro par excellence. Comincia a lavorare come commessa da Calvin Klein, che secondo i rumors un giorno la incontra, la trova troppo chic per servire i clienti, e la promuove al dipartimento comunicazione. Ed è così che Carolyn incontra John. Si conoscono, si innamorano e decidono di sposarsi.

jfk jr wedding

Le nozze sono fissate per il 21 settembre 1996 a Cumberland Island, in Georgia, al riparo dagli occhi indiscreti; gli invitati sono solo cinquanta. La giornata del matrimonio è un mezzo disastro: la sposa ha chiesto a uno stilista emergente, Narciso Rodriguez l’abito perfetto, e lui ha disegnato un semplicissimo modello di raso con spalline, lunghi guanti e una stola di tulle a coprire le spalle. La perfezione sta nel fatto che l’abito sia un unico pezzo, senza bottoni o cerniere; purtroppo Carolyn non riesce a infilarlo e va nel panico. Ci vorranno due ore per risolvere la situazione, alla fine la sposa è perfetta ma gli ospiti sono stremati dalla lunghissima attesa, e quando la sposa alla fine compare arranca sui sottilissimi tacchi dei sandali, che sprofondano nel terreno morbido. Sia come sia i due finalmente si sposano e partono per la luna di miele in Turchia. Al ritorno vanno a vivere nel loft di lui a Tribeca, che a lei non piace, e tutti impazziscono per la golden couple.

jfk jr carolyn belli

Inizia una vita ricca di mondanità, a cui lui non vuole e non può rinunciare, sempre in giro per il mondo ad affascinare possibili finanziatori per George che non sta avendo il successo sperato. Carolyn va presto in crisi, non sopporta l’attenzione ossessiva dei media e non riesce a trovare il suo spazio.

jfk litigio

Anche tra loro le cose cominciano a incrinarsi: lui vorrebbe un figlio ma lei si rifiuta, preferendo al marito i vecchi amici del mondo della moda – e, pare, la loro cocaina –  sembra non manchi neanche qualche scontro violento, ed è lui a ricorrere alle cure mediche. Dopo meno di tre anni la coppia è sull’orlo del divorzio, John è andato a vivere allo Stanhope Hotel, non sopportando il fatto che Carolyn ha dato le chiavi di casa ai suoi amici, che entrano ed escono a piacimento. A luglio del ’99 l’atmosfera è tesissima, ma bisogna partecipare insieme al matrimonio della cugina Rori Kennedy, l’ultimogenita di Bob nata quando il padre era già morto, che sabato 17 si sposa nella tenuta di Hyannis Port. Si decide di raggiungere il luogo della cerimonia in aereo: piloterà John, anche se non è espertissimo e sta guarendo da una frattura alla caviglia sinistra.

lauren bessette

Insieme a loro volerà Lauren, sorella maggiore di Carolyn, che lavora a Wall Street e forse si è offerta di far da paciere tra i due. Il decollo, previsto per le 18.00, avviene invece alle 20.39, mezz’ora dopo il tramonto. L’inesperienza di John come pilota farà il resto. L’America e il mondo restano col fiato sospeso per alcuni giorni, finché la mattina del 20 luglio uno dei natanti della Marina Militare messi a disposizione dal Presidente Clinton individua la fusoliera dell’areo. Nel pomeriggio del giorno seguente vengono recuperati i tre corpi; dopo le autopsie verranno cremati, e le ceneri sparse nell’oceano.

jfk & anthony

Un’ultima nota tragica: John era angosciato dalle condizioni di suo cugino Anthony Radziwill, suo migliore amico e testimone di nozze, malato terminale di cancro. Anthony sopravviverà all’amato cugino  ma morirà meno di un mese dopo.

Come disse qualcuno all’epoca, è questa la meravigliosa maledizione di essere un Kennedy.

 

A Royal Calendar – 14 luglio 1977

victoria con cane

Nasce a Stoccolma Victoria Ingrid Alice Désirée, primogenita dei sovrani Carlo Gustavo e Silvia.

La famiglia reale svedese discende da Jean-Baptiste Jules Bernadotte, Maresciallo di Francia vicinissimo a Napoleone, che salì al trono di Svezia (e Norvegia, allora i due paesi erano uniti in un solo regno) nel 1818 come Carlo XIV.  Il fatto che la futura Regina di Svezia, discendente da un generale napoleonico, sia nata nell’anniversario della Rivoluzione è uno di quegli scherzi che la Storia ogni tanto si diverte a fare.

 

Victoria è l’erede al trono per quasi due anni, poi arriva il fratellino Carl Philip che le passa davanti. Pochi mesi dopo però il Parlamento approva il nuovo Atto di Successione, e ripristina l’ordine di nascita. Victoria, di nuovo erede, cresce naturalmente sotto i riflettori e ne soffre un po’.

victoria anoressica

Le sue immagini di ventenne mostrano una sofferenza visibile a tutti, e le condizioni della scheletrica principessa preoccupano il mondo intero.

Victoria viene allora allontanata dall’occhio vorace del pubblico e spedita a studiare negli Stati Uniti. Quando rientra in patria la crisi è superata, ma è necessario che la principessa ritrovi l’armonia col proprio corpo e la propria immagine. Come parte di questo processo si iscrive in palestra, scegliendo quella più in di Stoccolma, il Master Training, e si sceglie come personal trainer il proprietario, Daniel Westling.

È l’incontro della vita.

I due si innamorano, Victoria rifiorisce, ha la serenità della donna innamorata e riamata. Il padre re all’inizio è contrario, ma come in tutte le favole che si rispettino l’amore trionfa e il 19 giugno 2010 la coppia si sposa nella Cattedrale di Stoccolma.

Dopo otto anni Victoria e Daniel sono amici, complici e sembrano ancora innamorati come il primo giorno. Sono gli orgogliosi genitori di Estelle, sei anni. e Oscar, due.

Insieme hanno formato una famiglia solida, armoniosa e piena d’amore, e il loro motto potrebbe davvero essere true love lasts forever.

victoria sweden children

Lady Violet per ora si ferma qui, non volendo correre il rischio di diventare troppo sdolcinata, ma confessa di non vedere l’ora di vederli sul trono, e di poter scrivere un pezzo su Sua Maestà la Regina Victoria di Svezia.

 

A Royal Calendar – 6 luglio 1918

Re George V e la Regina Mary festeggiano le nozze d’argento.

george mary wedding 25 anniversary

Nel ritratto ufficiale i sovrani sono circondati da quattro dei loro sei figli: Albert – il futuro George VI, padre di Elizabeth – David, futuro Duca di Kent, Henry, futuro Duca di Gloucester e l’unica femmina Mary. Assenti il primogenito Edward e il figlio minore, John, che morì l’anno seguente, dopo una vita trascorsa lontano dalla Corte. Affetto da una grave forma di epilessia e forse anche da altre patologie neurologiche, il bambino fu tenuto lontano dall’occhio curioso del pubblico, e visse la sua breve esistenza nella tenuta reale di Sandringham, accudito dall’amorevole tata Lala Bill e godendo dell’amicizia dei bambini del villaggio.

L’anniversario cade durante la prima guerra mondiale, per cui il re si fa ritrarre in uniforme così come i suoi figli, con l’eccezione del quindicenne David. Notevolissimo il pennacchio sul cappello della Regina. (e pure un po’ crudele, visto che era più alta del marito).

george mary wedding 1893I due si erano sposati quando regnava ancora la nonna di lui, la grande Victoria, e il padre era ancora Principe di Galles. George era solo Duca di York, in quanto secondo figlio di maschio dell’erede al trono, e Mary era stata promessa al fratello maggiore. Poi quello morì, lui divenne il futuro re e lei sua moglie.

george mary wedding invitationSull’invito al matrimonio, celebrato nel Palazzo di St. James, vi invito a leggere il dress code. Per le signore è richiesto l’abito da giorno (ma il matrimonio  che ora era? non c’è scritto!) per gli uomini il Levée Dress, cioè l’abito di corte. Il nome deriva dal Levée, cioè quell’antico uso del sovrano di ricevere i più intimi tra i suoi cortigiani appena alzato, preparandosi per la giornata. Quella che prima era una semplice pratica, divenne con Louis XIV una vera cerimonia, e arrivò in Gran Bretagna nella seconda parte del Seicento, durante il regno di Charles II. Dal mattino, la cerimonia del Court Levé scivolò lentamente verso il mezzogiorno, fino a identificare i ricevimenti formali tenuti durante il giorno nel Palazzo di St. James, appunto.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale la cerimonia fu abbandonata, e con essa il Levée Dress, in favore del morning suit, che noi chiamiamo, quelle poche volte che qualcuno se lo mette, tight.

A Royal Calendar – 29 giugno 1967

Nel giorno del Santo di cui porta il nome viene battezzato nella Cattedrale di Atene Pavlos, secondogenito e primo figlio maschio dei giovani sovrani degli Elleni, Costantino e Anne Marie.

battesimo pavlos

La Famiglia Reale greca al completo: da sinistra la Regina Madre Federica, la principessa Sofia, moglie di Juan Carlos e futura regina di Spagna, la regina Anne Marie, Pavlos, la principessa Irene, davanti a lei suo fratello il re Costantino II che tiene per mano la primogenita Alexia.

Il bimbo, nato il 20 maggio nella residenza reale di Tatoi, oltre ad essere l’erede al trono porta i titoli di Principe di Danimarca (sua madre è la figlia minore del re Federico IX) e Duca di Sparta. E’ ufficialmente il Diadochos, dal greco antico διάδοχος, successore, ma la sua successione è già compromessa. Un mese prima della sua nascita, il 21 aprile, i colonnelli hanno preso il potere ad Atene.

 

Sono le ultime immagini felici in patria, poco dopo la Famiglia Reale è costretta all’esilio. Prima a Roma, dove nel 1969 nasce il terzo figlio Nikolaos, poi brevemente in Danimarca, paese d’origine della Regina, e infine a Londra. Solo da pochi anni i sovrani sono rientrati in Grecia, e vivono per lunghi periodi in una villa dell’elegante Porto Heli, nel Peloponneso.

Pavlos, come molti principi senza più regno, fa carriera nella finanza. Conosce e sposa Marie-Chantal Miller, che non ha un titolo nobiliare, e in effetti nemmeno uno accademico, ma ha un padre che si chiama Robert e nel mondo del business è noto per aver creato i Duty Free Shop negli aeroporti. Il che vuol dire che se mai avete fatto shopping in un duty free aspettando il vostro volo, di fatto avete contribuito anche voi alle spese per il matrimonio di Marie-Chantal e delle sue due sorelle.

matrimonio pavlos

La cerimonia si tiene a Londra, nella Cattedrale Ortodossa di Hagia Sofia, il 1 luglio 1995, alla presenza di una pletora di teste coronate, capitanate da Her Majesty the Queen.

matrimonio pavlos 2

La graziosa sposa indossa un abito di Valentino Couture, che Lady Violet ha visto dal vivo senza trovarlo entusiasmante. Da allora Marie-Chantal recita con convinzione il ruolo di moglie&principessa perfetta, scodella ben cinque pupi, tutti belli e biondi, e presenzia adeguatamente abbigliata incappellata e supergriffata ai numerosi eventi royal che i legami familiari del marito le assicurano. In tanta perfezione simpatia ahimé non pervenuta, e invero qualche mese fa la principessa è stata protagonista di una gaffe incresciosa. Ha infatti commentato pesantemente il comportamento che la Reina (e cugina acquisita) Letizia ha tenuto con la suocera Sofia nell’ormai famigerata messa di Pasqua a Palma de Mallorca; contravvenendo così a una delle regole d’oro di Lady Violet: la famiglia non deve essere oggetto di conversazione.

Imperdonabile. Ma in fondo sua cognata Theodora recita in Beautiful.

A Royal Calendar – 28/29 giugno 1978

Va a nozze la principessa più bella e famosa, sua Altezza Serenissima Caroline Louise Marguerite de Monaco.

caroline junot balcone

caroline charles

Caroline è giovanissima, libera, spensierata. Non ha la bellezza algida di sua madre, ma una più carnale e mediterranea. Per lei i genitori non hanno mai fatto mistero di desiderare un matrimonio importante, e nel 1977 i giornali di mezzo mondo impazziscono davanti alle foto che la ritraggono con lo scapolo d’oro del Gotha: il Principe di Galles. Charles probabilmente non resta indifferente davanti a cotanta grazia ma lei, già insofferente delle regole di casa Grimaldi, non ci pensa proprio a diventare una Windsor. E poi ha il cuore già impegnato. Si è infatti innamorata alla follia di un uomo d’affari parigino che ha quasi il doppio dei suoi anni e tracce impercettibili di sangue blu: Philippe Junot. Ranieri e Grace dapprima negano loro consenso, ma nel pieno dell’estate una provvidenziale paparazzo si trova a passare vicino allo yacht  dove la giovane principessa amoreggia in topless col maturo innamorato.

caroline junot fidanzamentoPer stroncare ogni possibile scandalo il fidanzamento ufficiale viene annunciato il 25 agosto. Caroline è deliziosa, il viso ancora tondo dell’adolescenza, e sembra una bambina accanto al fidanzato e alla splendida mamma (che per la cronaca indossa un abito Yves Saint Laurent, uno dei capi di punta di quell’anno).

 

 

caroline junot civilePreceduto da una serata di gala con gli immancabili fuochi pirotecnici, il matrimonio civile si tiene il mercoledì 28 nel Palazzo del Principe. La sposa e sua madre si sono affidate alla Maison Dior, all’epoca retta saldamente dalle mani classiche ed eleganti di Marc Bohan. Per le nozze civili la sposa indossa un semplicissimo abito color azzurro ghiaccio con pillbox coordinato.

Il giorno dopo nella Cattedrale di Notre-Dame-Immaculée le nozze religiose.

 

La sposa arriva dal vicino Palazzo al braccio del padre; l’abito bianco, accollato e virginale, ha maniche al polso e una ricca gonna in pizzo. Un velo leggero nasconde il viso della giovane sposa, una volta sollevato rivelerà l’elemento che è rimasto nella memoria generale: un’acconciatura di fiori (opera del mitico Alexandre) che ci porta dritti dritti nella saga di Star Trek in compagnia della principessa Leia.

caroline junot grace

La Principessa Sovrana Grace, una delle donne più chic della sua epoca, appare un po’ ingoffata da un abito giallo canarino con cappellone, inutile sciarpa, e una lunghezza che ammazzerebbe qualunque caviglia.

Il matrimonio, come forse ricorderete, durò pochissimo. Nel giro di due anni la coppia era già scoppiata e il divorzio arrivò rapido, sull’onda di un’altra paparazzata che ritraeva Junot a bordo piscina con la it-girl del momento, la costaricana Gianina Facio, oggi signora Ridley Scott.

Altri due anni e la luce di Grace si spegne sul principato, poi per Caroline verrà Casiraghi, la felicità e tragedia, ma questa è un’altra storia. Anzi, molte.