A Royal Calendar – 31 luglio 1920

franca valeri

Il royal calendar di oggi non è dedicato alla regalità del sangue ma a quella dell’intelligenza, del talento, della cultura, dello humour, del garbo, dell’eleganza.

Il 31 luglio 1920 nasce a Milano Franca Maria Norsa, per tutti Franca Valeri, nome nato per caso, suggerito da un libro di Paul Valéry.  Signora del teatro, regina della commedia, imperatrice dell’umorismo intelligente raffinato e un po’ crudele, Franca appartiene a una famiglia della buona borghesia meneghina, madre cattolica e padre ebreo. Nella sua biografia il Liceo Parini e le leggi razziali, gli amici intellettuali e la passione per la recitazione, i primi spettacoli coi Gobbi a Parigi, il matrimonio con Vittorio Caprioli e la relazione col maestro Maurizio Rinaldi, due grandi seduttori che l’hanno abbondantemente tradita. E i cani, tanti cani, amatissimi, che non l’hanno tradita mai.

franca giulia sofiaFranca e i suoi mille ritratti femminili, uno su tutti la signorina snob, creata da ragazza guardando con occhio perfidamente divertito le sciure milanesi e le loro figlie. Consegnata al piacere della lettura – Il Diario della Signorina Snob è il libro delizioso scritto a quattro mani con Colette Rosselli, l’immortale Donna Letizia regina del saper vivere – e consacrata al cinema nel mitico ruolo di Giulia Sofia, la proprietaria della villa caprese che in Totò A Colori racconta all’amica Maria Giorgia: «c’è la Patrizia che è una ragazza piuttosto bene. sai, non è nobile ma ha il cane scozzese!» e «abbiamo un francesone, che bello! ce l’hanno mandato da Cap d’Antibes, un tipo molto Napoléon»

franca lady eva

O Lady Eva, baronessa Bolasky, “polacca per parte di madre” – in realtà Filomena Cangiullo – che nel film Piccola Posta narrava alle lettrici della rivista Adamo ed Eva delle sue visite al mercatino rionale come una promenade al Bois de Boulogne dove il carretto della spazzatura diventa il tiro a quattro di Olga Alexandrovna, la sirena vestita da cosacco, come ebbe a chiamarla scherzosamente lo Zar il motofurgone del veterinario di cui si invaghisce, la sua Hispano-Suiza in cui il cuoio della sorella Bulgaria si intrecciava alla renna della cugina Finlandia.

Sublime Franca, che porta con soave eleganza anche la pesantezza degli anni e della malattia, con l’eterno caschetto creato per lei dai Vergottini nel ’64 e il favoloso guardaroba firmato Capucci, senza perdere un grammo di quello charme con cui regna su questo paese senza corona praticamente da quando Elizabeth salì sul trono di San Giacomo.

Che meraviglia, queste ragazze degli anni ’20!

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