La foto del giorno – 12 anni

Dodici anni fa il principe William sposava a Westminster Abbey la fidanzata di lungo corso Catherine Middleton.

Oggi sono Principi di Galles, e celebrano l’anniversario così.

Potremmo dire molto, sui tre figli nati ad arricchire la coppia, sulle migliaia di mise di lei, sull’impegno di lui, ma la verità è che basta questa fotografia, immagine che illustra e sintetizza più di mille parole.

A volerlo cercare, un aspetto curioso c’è: evidentemente la foto è stata scattata da Matt Porteous ad Anmer Hall, residenza di campagna della famiglia, nella stessa seduta che ha prodotto le due fotografie usate per la festa della mamma (nel Regno Unito si celebra a marzo Le foto del giorno – Auguri a tutti) e quella con cui William e Catherine con i loro figli hanno inviato gli auguri di Natale La foto del giorno – Christmas is coming. Insomma belli, innamorati e pure economi! Auguri a loro.

A Royal Calendar – 26 aprile 1923

Quella mattina di cento anni fa Londra è in festa, magari senza la frenesia dei giorni nostri: si sposa uno dei figli del Re.

Albert, che in famiglia chiamano Bertie, è il secondogenito di King George V e Queen Mary. A 13 anni entra nel Royal Naval College di Osborne, dove si fa notare per grinta e tenacia. Inizia la carriera come Guardiamarina a Malta, due anni dopo diventa pilota nella Royal Naval Air Service. Appassionato di sport, è un ottimo tennista. Ha quattordici anni quando il padre diventa re, alla morte del nonno. Da quel momento il fratello maggiore Edward e lui sono the heir and the spare. Ne ha 22 di anni quando gli accade una cosa singolare; cambia cognome. L’Europa è scossa dalla Grande Guerra, il sentimento antigermanico cresce e il Re decide di abbandonare il troppo teutonico cognome Saxe Coburgh and Gotha: dal 17 luglio 1917 la casa reale britannica sarà The House of Windsor.

La sposa, Elizabeth Bowes-Lyon, è figlia di Lord Glamis futuro Conte di Strathmore and Glinghorne. Nasce in Scozia il 4 agosto 1900, e come era uso all’epoca viene educata in casa, dividendo infanzia e adolescenza tra la residenza scozzese, la casa di campagna nell’Hertfordshire e quella a Londra a Mayfair, al numero 17 di Bruton Street. Gli sposi si sono conosciuti da bambini, nel 1905, si rincontrano a un ballo londinese durante la season del 1920; lui è stato appena creato dal padre Duke of York e si innamora all’istante. Inizia una corte lunga e serrata, che lei accoglie tiepidamente; preferisce la sua vita semplice e libera agli obblighi e alle complicazioni che l’ingresso nella Royal Family le imporrebbe. Intanto partecipa a un importante evento reale: il 28 febbraio 1922 è una delle damigelle della principessa Mary, che a Westminster Abbey sposa il Visconte Lascelles, poi Conte di Harewood. All’inizio del 1923 Bertie torna alla carica, raggiunge Elizabeth nella casa di campagna di St Paul’s Walden Bury e finalmente lei dice di sì.

Il fidanzamento viene annunciato ufficialmente il 15 gennaio e il giorno dopo in una lettera alla madre lui scrive tutta la sua felicità. Il matrimonio è fissato dopo tre mesi di distanza; Elizabeth inizia a studiare da Duchessa di York, viaggia col fidanzato attraverso il Paese e con lui viene ritratta da John Sargent. Iniziano ad arrivare i doni di nozze; molti sono preziosi gioielli, ma c’è anche altro: i sovrani di Norvegia inviano dodici cucchiaini da tè in argento smaltato completi di colino, mentre The Worshipful Company of Needlemakers fornisce alla sposa mille aghi da cucito con la cruna d’oro.

Il giorno delle nozze lo sposo indossa l’alta uniforme della RAF, con fascia e stella dell’Order of the Garter; indossa anche la stella dell’Order of the Thistle, ricevuto proprio quel giorno in omaggio all’origine scozzese della sposa. Che raggiunge l’abbazia al braccio del padre a bordo di uno State Landeau, rivelando alfine il segreto meglio custodito di ogni matrimonio: il suo abito.

Non sappiamo se (o quante) sopracciglia si siano alzate al suo ingresso a Westminster Abbey: il modello scelto da Elizabeth più che ispirato alla moda degli anni ’20, che pure ricorda, sembra abbia preso spunto da non meglio precisati abiti del Medio Evo italiano. La creatrice, Madame Handley-Seymour, sarta della buona società che firmerà anche l’abito per l’incoronazione del 1937, utilizza una seta color avorio con cui realizza una tunica con scollatura quadrata e maniche corte, il corpino è percorso da una ricca decorazione in lamé argento, perline varie e filo d’oro, che si allunga fino all’orlo.

(Ph: National Portrait Gallery)

L’abito ha un doppio strascico: uno parte dalla vita, l’altro, più leggero, dalle spalle. Il Times lo definisce il più semplice mai visto in un royal wedding, per me anche uno dei meno belli. In testa un velo in pizzo di Fiandra, prestito della Regina, che la sposa decide di fermare con un diadema di mirto e fiori d’arancio intrecciati con le rose bianche di York; nessuna tiara dunque, anche se ne riceve in dono una dal padre e una dalla suocera.

Uscendo dall’abbazia Elizabeth compie un piccolo gesto che entrerà nella storia della Royal Family: lascia il suo bouquet sulla tomba del milite ignoto, in memoria di un fratello Fergus, caduto sul fronte francese; da quel giorno la imiteranno tutte le royal brides.

Dopo una colazione a Buckingham Palace a base di salmone e agnello, e dopo aver tagliato la sontuosa torta realizzata da McVitie’s (quelli dei biscotti digestive), 3 metri per 365 chili, la coppia parte per il viaggio di nozze a Polesden Lacey, ospite di quella Mrs Greville che tanti splendidi gioielli lascerà in eredità alla Royal Family.

Nel 1926, cinque giorni prima di celebrare il terzo anniversario, Elizabeth dà alla luce la prima figlia, cui viene dato il suo stesso nome. È uno di quei momenti in cui le storie personali incrociano la Storia; quella bimba che sembra essere solo la terza nipote di sovrani è destinata a diventare il monarca che resterà più a lungo sul trono di St James.

Il caffè del lunedì – Tre matrimoni e un errore

Oggi è lunedì in mezzo a un ponte piuttosto lunghetto, dunque il caffè si può prendere con calma.

Il primo dei tre matrimoni è quello appena celebrato in Lussemburgo, che ha perplesso molti di noi per una semplicità che sfiorava la sciatteria. Perplessità che non ha naturalmente risparmiato le mise delle signore presenti, per cui vi annuncio un Royal chic shock e boh appositamente dedicato, che comprenderà anche la cerimonia religiosa di sabato. Miglioreranno tono e stile? Non ci resta che attendere. Allo stesso matrimonio appartiene anche l’errore, che non è della famiglia granducale ma di Lady Violet. Perché osservando sposi e famiglia raggiungere il municipio, e poi venire via a cerimonia avvenuta, ho notato che il corteo veniva chiuso da una coppia di mezz’età che ho presunto essere i genitori dello sposo, visto anche un certo disorientamento e qualche imbarazzo.

Nella fotografia li vedete alle spalle di Felix e Claire, e davanti ai due ufficiali in uniforme: la signora castana in blu e il signore di profilo. Sennonché, nella pur generale parsimonia delle fotografie che ritraggono i Bagory, ce n’è qualcuna con una signora che evidentemente è la madre dello sposo, il quale ha probabilmente perso il padre.

Per cui chiedo venia, correggo il testo del post che contiene l’errore, ma il dubbio rimane: chi sono quei due? Con un’affezionata lettrice del blog abbiamo ipotizzato che fossero due imbucati, o magari due che avevano sbagliato matrimonio, il che giustificherebbe le esitazioni… Scherzi a parte, Lady Violet ha scatenato uno dei suoi segugi, ma se qualcuno di voi avesse notizie ce le dia!

Secondo matrimonio, più vicino a noi e moooltooo più chic; nel fine settimana si sono sposati a Venezia Viola Arrivabene Valenti Gonzaga e Charlie Siem, violinista di fama mondiale – suona un Guarneri del Gesù del 1735 – che per di più è figlio di un miliardario norvegese. Madre della sposa è Bianca di Savoia, figlia del defunto Duca d’Aosta, Amedeo, e della sua prima moglie Claudia di Francia. Viola lavora nella moda con sua sorella Vera, del cui matrimonio avrei dovuto parlarvi già un anno e mezzo e fa. Non perdete le speranze, a un certo punto faremo una serie sui matrimoni vintage; intanto Vera sta diventando mamma.

Il terzo matrimonio deve ancora essere celebrato, ma già si profila come uno dei grandi eventi della stagione. Hugh Grosvenor VII Duca di Westminster, trentaduenne con un patrimonio di una decina di miliardi di sterline, si è fidanzato con Olivia Henson, sua girlfriend da un paio d’anni. Il giovanotto ha ereditato titolo e patrimonio alla morte del padre, ucciso da un infarto nel 2016. Non è un reale in senso stretto, anche se sua madre è imparentata con la famiglia imperiale russa e, cosa per me ancora più interessante, discende direttamente da Aleksandr Puškin. Hugh è anche uno dei padrini di battesimo del principe George, per cui questo matrimonio promette bene assai. E non vi dico le tiare di famiglia…

Scene da un matrimonio, atto primo

Sposa bagnata sposa fortunata! Si sarà consolata così Alexandra di Lussemburgo, che ha sposato oggi civilmente il fidanzato Nicolas Bagory?

(Ph: Dana Press/Bestimage)

Alle 15.03 gli sposi insieme sono usciti dal palazzo granducale e sotto un cielo denso di nuvole grigie hanno attraversato Place Guillaume II per raggiungere l’hôtel de Ville. La diretta su Instagram, dal funzionamento decisamente migliorabile, ha mostrato il piccolo corteo: avanti gli sposi, lui in blu con cravatta azzurra, lei in pantaloni, definitivamente sdoganati per le nozze. Bianchi, naturalmente: pantaloni di cady ampi a vita alta, completati da una blusa nello stesso tessuto e una fusciacca, più una cappa di Valentino a proteggere la sposa dal tempo incerto. All’andata Alexandra tiene in mano una clutch Chanel, poi compare con due differenti bouquet, uno di mughetti e uno con le peonie, che non saprei dire quando ha impugnato, retti da due bambine. La signora in lilla è Lydie Polfer, sindaco della capitale lussemburghese, che ha officiato il matrimonio.

Pantaloni anche per la madre Maria Teresa, in un colore che a seconda della luce appare a volte rosa a volte fucsia a volte corallo, abbinati a una blusa in tinta addobbata con fiori svolazzanti, che non mi sembra ne migliorino l’aspetto (Natan, temo). In mano – o sulle spalle – una stola aranciata.

Bleu royale – fatemelo dire, uno dei colori più sopravvalutati di sempre – per la neomamma Stéphanie in Emporio Armani, con una pochette etnica che con la sua mise sta come il proverbiale cavolo a merenda, ma ha almeno il merito di essere un prodotto solidale: il brand turco Turquoise Tassel impiega donne in difficoltà, cui offre una speranza attraverso il lavoro.

(Ph: Dana Press/Bestimage)

Conclude il poker di donne del Granducato Claire, consorte di Felix, secondogenito dei granduchi e fratello maggiore della sposa. Per lei un abito color senape di Diane von Furstenberg; una mise in linea col suo stile, che la fa sembrare sempre pronta per una sagra.

(Ph: Dana Press/Bestimage)

Per ultima una coppia di mezz’età, probabilmente i genitori dello sposo, tutto sommato piuttosto spaesati. Per tutti bagnetto di pubblico, non numerosissimo ma caloroso.

(Ph: MGD/K.Barthelmey, S.Margue)

La cerimonia è stata tenuta giustamente riservata, poi sposi sono usciti, attesi sulla scala del municipio da alcuni ragazzi incaricati di lanciare petali di rose (o riso, o entrambi). I quali si erano appena resi protagonisti di un inatteso siparietto: vista la pioggia che si stava intensificando, sono stati raggiunti dal personale del municipio che voleva coprirli con orrendi impermeabili trasparenti. Rifiutata con sdegno l’offerta, i ragazzi hanno portato a termine l’importante incarico con impeccabile precisione, bravi! Poi il gruppo si è un po’ sciolto, ogni coppia andava per fatti suoi a salutare i presenti; sarebbe stato meglio se i Granduchi invece che stringere mani si fossero preoccupati degli ormai consuoceri. Prima di rientrare a Palazzo, dove questa sera è previsto un ricevimento, Nicolas e Alexandra hanno fatto una sosta nella vicina cattedrale di Notre-Dame.

(Ph: MGD/S.Margue)

A sabato per il secondo atto, la cerimonia religiosa.

A Royal Calendar – 12 aprile 2003

Vi ricordate che tra soli dieci giorni ci aspetta un bel royal wedding in Lussemburgo? La principessa Alexandra sposerà civilmente il fidanzato Nicolas Bagory nella capitale del Granducato sabato 22, e una settimana dopo la coppia si unirà col rito religioso celebrato in Provenza.

Per ingannare l’attesa oggi festeggiamo i vent’anni di matrimonio di Laurent e Claire. Lui è Principe del Belgio, figlio e fratello di Re; lei, nata Claire Louise Coombs a Bath da padre inglese e madre belga, è una geometra. Si sono conosciuti a una cena a casa di amici comuni, e hanno iniziato a chiacchierare lavando i piatti. Nel pomeriggio del 20 dicembre 2002 i sovrani Albert II e Paola annunciano il fidanzamento poi tutti, fidanzati e rispettive famiglie, presenziano al tradizionale concerto di Natale.

Il matrimonio viene celebrato il 12 aprile 2003: alla cerimonia civile all’hôtel de ville di Bruxelles segue il rito religioso nella cattedrale dei Santi Michele e Gudula. È il primo royal wedding del millennio in terra in belga, e l’ultimo prima di quello della principessa Maria Laura lo scorso settembre (Sposa bagnata sposa fortunata). Lo sposo, 39 anni, indossa l’uniforme da Capitano di Fregata della Marina, con la fascia e la stella dell’Ordine di Leopoldo. La sposa di anni ne ha 29, e indossa un bellissimo abito disegnato per lei da Eduard Vermeulen, stilista della Maison Natan, profondamente amato dalle royal ladies belghe, e di tutto il BeNeLux (amore non sempre corrisposto, visto come spesso le concia). Dieci giorni prima del matrimonio la sposa riceve dal suocero il titolo di Princesse de Belgique, che diventa ufficiale il giorno delle nozze

(Ph: BELGA)

Nel suo gran giorno Claire copre il capo col famoso velo della famiglia Ruffo, fermato da una piccola tiara di diamanti, dono di nozze dei suoceri; alle orecchie ha delle perle donate dalla famiglia Ruffo. Che almeno nella nostra tradizione non andrebbero regalate perché portano lacrime, e di momenti da piangere questa sposa in questi vent’anni ne ha vissuti più d’uno. Laurent è nelle parole della madre il più fragile dei suoi figli, coinvolto in qualche scandalo (economico) di troppo, una salute (anche psichica) non solidissima e i conflitti con la famiglia reale tipici di ogni spare.

Claire però ha sempre condotto con mano ferma la sua famiglia, ha avuto tre bei figli – la diciannovenne Louise e i gemelli diciassettenni Nicolas e Aymeric – sostiene con efficacia il marito e non ha mai perso il sorriso. A me è molto simpatica e mi piace moltissimo.

E poi, come dimenticare la pagoda in testa a Mathilde?

Le foto del giorno – Nuziali particolari

Per scivolare nel weekend vi propongo qualche dettaglio in più sul royal wedding giordano di domenica scorso, quei particolari che nel tempo rapido della cronaca rischiano di sfuggire, o si scoprono più tardi.

Nella foto con tutta la famiglia reale giordana, terza da sinistra in prima fila è la nonna paterna della sposa, la principessa Muna, elegantissima in grigio e verde oliva. In seconda fila, al secondo e terzo posto da destra una coppia di cui abbiamo parlato qualche mese fa, protagonista di un amore romantico quanto inatteso: Ghazi bin Muhammad, cugino del re, e la moglie Maryam al Ghazi, nata Miriam Ungría y López, già Principessa vedova di Tărnovo (il post dedicato a loro lo trovate qui Che fantastica storia).

Se vi interessa qualcosa sulla famiglia dello sposo, ecco l’incontro tra consuoceri; direi che Rania ha trovato – letteralmente – qualcuna alla sua altezza: la madre dello sposo, Corina Hernández, fotografa e proprietaria di una galleria d’arte a Miami dove, tra gli altri, espone i suoi lavori. Lo sposo proviene da una ricchissima famiglia greco-venezuelana; il nonno, Dimitrios Thermiotis emigrò da Andros, isola delle Cicladi, alla volta di Caracas, iniziò a farsi chiamare Jimmy e si dedicò all’importazione di beni di lusso nel Paese latinoamericano. Tra i brand importati c’era anche Dior; e si racconta che il divino Christian nel 1952 venisse accolto proprio da Jimmy al suo arrivo all’aeroporto della capitale venezuelana.

La scelta di Dior per le mise della sposa e di sua madre è forse un delicato omaggio a questa storia familiare? Sia come sia, il nipote di Dimitrios/Jimmy, nelle cui vene scorre sangue greco ebraico spagnolo e pure italiano, chiamato come il nonno, ha trasformato il proprio nome in Jameel convertendosi all’islam, conversione necessaria per sposare la principessa giordana.

Quanti di voi sono rimasti affascinati dalla clutch della madre della sposa, proprietaria tra l’altro di una collezione di borse da far invidia a chiunque? È il modello Le 8 di Jennifer Chamandi, giovane designer di accessori britannica di origine libanese, le cui collezioni sono rigorosamente made in Italy. La clutch, che a me era sembrata argento, è invece in satin color baby blue ed è stata realizzata su misura per la regina sostituendo la fibbia a goccia rovesciata (la cruna dell’ago, simbolo della maison) del modello standard con elementi calligrafici arabi a formare la parola Imany, cioè “la mia Iman”. La stessa designer ha fornito anche le scarpe per madre e sorella della sposa: le Lorenzo 105 per Rania e Lorenzo 65 in pelle dorata con tacco largo per Salma. Ho scoperto che questo brand, che non conoscevo, chiama i diversi modelli delle sue scarpe con nomi maschili italiani: Vittorio, Roberto, Renato.

Last but not least, la tiara. Iman ha fermato il suo velo di tulle ricamato con un piccolo diadema di diamanti, mai visto in precedenza. Ciò che si sa è che si tratta di una creazione Chaumet, e probabilmente arriva da nonna Muna; non è noto però se la tiara sia stata realizzata per l’occasione, o fosse già nei forzieri della ex sovrana. Nella sua delicatezza la trovo molto adatta ad una ragazza così giovane e a un matrimonio di non primissimo piano. Personalmente non amo particolarmente i disegni così stilizzati ma – senza velo, of course – un giro ce lo farei volentieri. Se l’idea di curiosare tra i diademi che Chaumet mette a disposizione diverte anche voi seguite il link https://www.chaumet.com/fr_fr/haute-joaillerie/diademes

Scene da un matrimonio

Questa domenica è dedicata al primo royal wedding dell’anno, quello tra la principessa giordana Iman bint Abdullah II E Jameel Alexander Thermiotis.

Alcune immagini non sono eccezionali, essendo tratte dalla ripresa video della TV giordana; le altre vengono dal profilo IG della regina Rania. Tutte però raccontano di un bel matrimonio semplice (nei limiti del possibile per la figlia di un re) e romantico, perfetta sintesi tra oriente e occidente, secondo lo stile della Corte hashemita. Tema della decorazione il bianco: fiori candele cuscini in un allestimento curato dalla società giordana ADegrees.

La sposa è arrivata al luogo delle nozze, all’interno della residenza reale, al braccio del fratello maggiore, accompagnata solo da due piccole damigelle.

Deliziosa, indossa un abito di linea molto semplice, con dettagli in un tessuto semitrasparente arricchito da leggeri tocchi di pizzo, creato esclusivamente per lei da Dior. In testa un bellissimo velo di tulle ricamato, fermato da una piccola tiara di diamanti a me sconosciuta, che non è quella appartenente alla madre con cui Iman era stata fotografata in un recente ritratto, troppo importante per una sposa così giovane e un matrimonio intimo.

Fedele a sé stessa la bella madre della sposa, commossa come da copione, in un lungo abito plissé della collezione Dior Haute Couture 2022/23, con una clutch color argento. Maria Grazia Chiuri, direttore creativo della storica maison francese, piazza dunque un doppio colpo vestendo le due signore più in vista della giornata. Complimenti e un pizzico di italico orgoglio.

La sorella minore della sposa, la ventiduenne Salma, osa uno dei colori più di moda della stagione, il fucsia intenso, per un abito Andrew GN. Scelta bold anche per Rajwa, prossima sposa alla Corte giordana, che punta sul giallo acceso di un cape dress firmato Roksanda, secondo me un mezzo scivolone perché rischia di distogliere l’attenzione dalla sposa, unico peccato capitale in una cerimonia nuziale.

Mi è piaciuto molto il saluto tra il re e sua madre, la principessa Muna. Nata Antoinette Avril Gardiner, suo padre era un alto ufficiale britannico di stanza in Medio Oriente. Sposò il defunto re Husayn – si dice che i due si fossero conosciuti durante le riprese di Lawrence d’Arabia – il 25 maggio 1961 ma il matrimonio non fu ben accolto dai giordani, che non apprezzavano una regina occidentale che per di più aveva ascendenze ebraiche. La coppia ebbe quattro figli: oltre all’attuale sovrano, il principe Faysal e le principesse gemelle Aisha e Zain. Nonostante il divorzio del 1971, Muna è rimasta in Giordania, dove si è occupata principalmente della formazione delle infermiere.

Non è mancata la torta piramidale, che lo sposo, leggermente imbarazzato, ha tagliato con una sciabola che evidentemente, fortunatamente, non è abituato a maneggiare; in definitiva una bella festa di famiglia.

Auguri agli sposi! L’appuntamento ad Amman è per giovedì 1 giugno.

Le foto del giorno – Bella come una sposa

Ieri la Regina Rania ha ospitato la cerimonia dell’henné in onore della figlia Iman, che domenica si unirà in matrimonio con Jameel Alexander Thermiotis.

La sposa è arrivata vestita di bianco, in un abito ispirato alla tradizione del suo Paese creato da Reema Dahbour stilista Giordana d’origine palestinese, come Rania. La regina ha aggiunto un tocco pieno di significato dando alla figlia la cintura del suo abito da sposa, disegnato dal britannico Bruce Oldfield (probabile creatore dell’abito dell’incoronazione di Camilla).

A festeggiare Iman c’era anche la futura cognata Rajwa Al Saif che come la futura suocera ha scelto una mise di ispirazione tradizionale – saudita l’una, giordana l’altra – nelle tonalità del magenta con tocchi di arancione odi rosa cipria. Una visione di grazia, bellezza, eleganza veramente rare.

L’uso dell’henné a scopo medicinale e per decorare la pelle in occasione di feste o eventi sacri è attestato in tempi antichissimi tra le popolazioni sahariane, in Mesopotamia in Egitto e tra gli Ebrei; in testi assiri del VII secolo a.C. si parla della decorazione con l’henné delle mani di una fanciulla che si prepara al matrimonio. La cerimonia dell’henné celebra il momento in cui la sposa dice addio alla casa paterna, festeggiata dalla madre e dalle donne di famiglia, e probabilmente fino a qualche decennio serviva anche a istruire la fanciulla sulla vita coniugale, cosa che francamente oggi mi sentirei di escludere.

Mi ha un po’ sorpreso la presenza di fotografi uomini in quello che avrebbe dovuto essere un gineceo, ma in fondo è la testimonianza di come sia possibile mantenere il fascino delle tradizioni adattandole a uno stile di vita contemporaneo. Un’altra cosa che non manca mai di colpirmi è la relazione che la regina Rania riesce a stabilire con le donne del suo Paese, così diverse da lei. Un Paese (come tutti quelli dell’area) organizzato in un sistema tribale dal tempo dei Nabatei, se non prima. L’identità araba è cosa assai più complessa di quanto si pensi e di quanto io sappia dire.

Non ci resta che aspettare domenica, godendoci questi giorni di preparazione, chissà se porteranno altre sorprese.

Breaking News! – Gli sposi? Pronti.

Qualche tempo fa si era sparsa la notizia che la principessa Iman di Giordania, desiderando vivere una vita riservata – più normale che reale – avesse già sposato in una cerimonia blindata e privatissima il fidanzato Jameel Alexander Thermiotis. La notizia mi sembrava abbastanza incredibile, e infatti non era vera.

Oggi la Corte hashemita ha annunciato che i due giovani si sposeranno domenica prossima 12 marzo. Sono certa che questa scelta darà a Iman il matrimonio che desidera, senza rischiare sovrapposizioni con quello del fratello ed erede al trono, sicuramente più sontuoso, che si celebrerà il 1 giugno. E noi non possiamo che sperare in tante belle foto!

A corredo dell’annuncio ufficiale l’account IG della madre della sposa, Queen Rania, pubblica una serie di foto e video privati di Iman in famiglia. Ve lo consiglio assolutamente. Parte il conto alla rovescia!

C’è un’altra data!

L’annuncio degli eventi royal del prossimo anno ha messo il turbo, e oggi arriva una nuova data. Il royal wedding par excellence, quello di un principe ereditario si svolgerà giovedì 1 giugno. Questo è il giorno in cui Hussein bin Abdullah, Principe Ereditario di Giordania, sposerà ad Amman la fidanzata saudita Rajwa Al Saif.

Grande attesa per le mise – della sposa e naturalmente della madre dello sposo, la regina Rania – e una certa curiosità per vedere una cerimonia non cristiana. Hussein è il primo erede al trono della sua generazione a sposarsi, vedremo quanti dei suoi futuri colleghi saranno presenti. Nulla si sa invece delle nozze della sorella Iman, che ha annunciato il suo fidanzamento prima del fratello maggiore, ma naturalmente passa un po’ in secondo piano.

La prossima primavera si annuncia piena di eventi: il secondo parto di Stéphanie del Lussemburgo, che immagino avverrà prima delle nozze della cognata Alexandra fissate il 22 e il 29 aprile, e il 1 giugno il royal wedding giordano. Senza dimenticare – e come si potrebbe? – l’incoronazione di King Charles III (e Queen Camilla), il 6 maggio. Al mio segnale scatenate le agende!

Un felice, sereno, appagante, divertente, soddisfacente, anno nuovo a voi tutti.