La foto del giorno – Al lavoro!

Charles e Camilla sono a Balmoral per la settimana di lutto in cui la Royal Family si è chiusa dopo i solenni funerali della Regina, ed ecco che viene diffusa questa immagine.

Ritrae per la prima volta il Re con la famosa red box, la valigetta che contiene documenti di stato (e relativi ai Paesi del Commonwealth) da esaminare quotidianamente, compresi weekend e giorni festivi, con la sola eccezione di Natale. La fotografia è stata scattata la scorsa settimana a Buckingham Palace, nella Eighteenth Century Room, e non si può fare a meno di notare i genitori Elizabeth e Philip sorridere da una cornice d’argento, in un ritratto donato al padre di lei King George VI nel 1951, negli ultimi mesi del suo regno. Lady Violet non può inoltre evitare di notare anche una certa somiglianza del nuovo re con il padre; certo non ugualmente bello ma insomma, niente male.

Penso che questa immagine si leghi idealmente a quella della sovrana scomparsa pubblicata lo scorso 6 febbraio, nel giorno che celebrava il suo settantesimo anno di regno (La foto del giorno – Una giornata particolare)

Un ideale passaggio del testimone che assicura la permanenza della monarchia Windsor, e un chiaro messaggio: man at work, stiamo lavorando per voi!

We’ll meet again

Il 5 aprile 2020, nel pieno della pandemia da covid-19, Her Majesty fece un bellissimo discorso alla nazione, il quinto del suo lungo regno al di fuori dalle occasioni canoniche (La foto del giorno – The Queen’s speech). La Regina concluse dicendo “we’ll meet again”, ci rivedremo, e questa espressione è stata usatissima nei giorni dell’addio, protagonista di titoli di giornali, messaggi e meme.

La particolare efficacia della lingua inglese rende questa espressione perfetta nella sua sinteticità, ma ciò che non tutti fuori dal Regno Unito conoscono è la sua origine, che altro non è se non il titolo di una canzone, una delle più celebri della Seconda Guerra Mondiale. Scritta da Ross Parker e Hughie Charles nel 1939, fu portata al successo dalla cantante britannica Vera Lynn (che morì a 103 anni due mesi dopo il discorso della sovrana); nel 1943 Lynn fu anche la protagonista del musical omonimo. Durante gli anni del conflitto la cantante, definita forces sweetheart (cioè la fidanzata delle truppe, ma in inglese suona senz’altro meglio) fu particolarmente attiva, sia portando al fronte spettacoli con cui cercava di allietare e consolare i soldati (qui trovate un filmato dell’epoca https://www.youtube.com/watch?v=T5C4meGkNyc), sia visitando le tante vittime dei bombardamenti negli ospedali.

We’ll meet again
Don’t know where
Don’t know when
But I know we’ll meet again some sunny day

Ci vedremo ancora, non so dove né quando, ma so che ci rivedremo in un giorno di sole è la speranza di quanti andavano in guerra sperando di tornare dalle persone amate. Che per estensione diventa l’auspicio che comunque andrà – anche nel più tragico dei modi – ci si ritroverà da qualche parte oltre le nuvole, con la certezza che l’amore sia più più forte anche della morte.

Secondo la BBC nessuna canzone rappresenta meglio lo strazio e l’ottimismo con cui i Britannici affrontarono il conflitto, tanto da inserirla in una playlist di 20 brani da diffondere per 100 giorni dopo un eventuale attacco nucleare durante la guerra fredda.

Per i cinefili, la canzone è usata da Stanley Kubrick per i titoli di coda del suo Dottor Stranamore, fantastica satira sulla Cold War e sul paradosso della bomba atomica (https://youtu.be/bV-P7TBU4ZM).

Due settimane

Due settimane fa Her Majesty moriva peacefullly, serenamente, a Balmoral dopo una vita lunga 96 anni 4 mesi e 18 giorni; con lei al momento del trapasso erano i figli maggiori, Charles e Anne.

Due settimane, un tempo breve ma denso (anche per noi, data la copertura mediatica tanto ipertrofica quanto imprecisa). In due settimane molte cose sono cambiate: innanzi tutto il Regno Unito ha un nuovo re, che contrariamente ad ogni previsione si è tenuto il suo nome, diventando Charles III, anche se i due omonimi che lo hanno preceduto hanno avuto vite travagliate (e uno, Charles I, anche la morte, essendo stato l’unico sovrano britannico a finire decapitato).

C’è una Regina Consorte, fatto assolutamente non scontato fino al messaggio con via libera della defunta Queen Elizabeth nel giorno del settantesimo anniversario del suo regno. Gli otto nipoti della defunta l’hanno vegliata durante un quarto d’ora che avrà un suo piccolo posto nella storia e tra riti e miti della monarchia (Le foto del giorno – La vegliano i nipoti); i pronipoti hanno intenerito col la dolcezza e il dolore controllato al meglio possibile.

(Ph: WPA Pool/Getty Images)

I due corgi sopravvissuti, Muick e Sandy, sono stati adottati dal Duca di York, che li aveva donati alla madre dopo la scomparsa dei suoi.

(Ph: REUTERS/Peter Nicholls/Pool)

L’amato cavallo Emma ha offerto il suo omaggio durante la cerimonia finale a Windsor, indossando elegantemente sulla sella uno dei foulard tanto amati dalla sua padrona, che li preferiva al tradizionale cap per evitare di guastarsi la messa in piega.

Gli ormai non più giovaniI figli hanno commosso con gli occhi lucidi e la sofferenza non celata. Tra tutti, va detto, ha giganteggiato Anne, di solito raramente in primo piano a causa della lontananza dal trono – alla nascita era terza nella linea di successione, ora è sedicesima – e del carattere poco incline a ingraziarsi la stampa. In molti mi avete chiesto di conoscere meglio la Princess Royal, lo faremo presto.

(Ph: Chris Jackson/Getty Images)

Se intanto volete rinfrescarvi la memoria sui nuovi sovrani, qui trovate dei post che Lady Violet ha dedicato loro in occasione di importanti compleanni Charles at 70 – A Royal Alphabet (parte prima) Charles at 70 – A Royal Alphabet (parte seconda) È il giorno di Camilla

Che gaffe!

Fino a qualche anno fa il gaffeur ufficiale della Royal Family era il principe consorte Philip: alcune delle sue uscite sono ormai leggenda. Ma forse nemmeno lui sarebbe riuscito a combinarne una come quella che ha coinvolto l’incolpevole Mary di Danimarca in occasione dei solenni funerali di stato di Queen Elizabeth II. Andiamo con ordine.

(Ph: Ole Jensen/Getty Images)

La sovrana britannica muore giovedì 8 settembre; Margrethe II, legata a lei da rapporti di parentela e da grandi affetto e stima, invia subito le proprie condoglianze a King Charles e il giorno dopo ordina che le bandiere sui quattro palazzi di Amalienborg sventolino a mezz’asta. In onore della regina scomparsa vengono apportati dei cambiamenti ai festeggiamenti per il giubileo d’oro della monarca danese, già rinviati a causa della pandemia. Passata la festa ci si prepara al funerale reale, e viene reso noto che la delegazione di Copenaghen comprenderà Sua Maestà La Regina accompagnata dai principi ereditari (e Lady Violet già pregustava la mise che avrebbe sfoggiato l’elegante Mary). Arriva lunedì 19, in mondovisione gli ospiti giungono a Westminster Abbey. Mary non c’è. Si pensa – o almeno Lady Violet pensa – che l’assenza dipenda da un imprevisto; poi si scopre la verità. Frederik, che scorterà la madre, riceve l’invito personale che prevede la presenza di un ospite; la sua ospite è naturalmente sua moglie. Il punto è che lui non avrebbe avuto diritto a un invito personale, essendo considerato l’ospite di sua madre; no invitation no funeral Mary resta a casa, dopo essere stata uninvited disinvitata. L’ufficio responsabile dell’organizzazione si è profondamente scusato, ma ormai la frittata è fatta la figuraccia irrecuperabile.

Se vi state facendo delle domande su come sono stati fatti gli inviti, direi che erano riservati al monarca (regnante, ma anche emerito, come Juan Carlos o Beatrix d’Olanda) che poteva essere accompagnato da una persona, di solito il coniuge. Infatti erano presenti molte coppie sovrane – tra cui gli Imperatori del Giappone, che di solito non partecipano a funerali – ma non principi ereditari, con l’eccezione appunto di Frederik e del Diadoco e Marie-Chantal, in compagnia della ex regina di Grecia Anne-Marie. Anzi no, ripensandoci, c’era pure il principe ereditario di Giordania con entrambi i genitori.

Insomma un pasticcio, altro che la lotta di Charles con le penne!

Breaking News! – Speriamo bene

La Corte danese ha appena diramato un comunicato per informare che Sua Maestà Margrethe II ieri sera è risultata positiva al covid.

La regina al momento si trova nel palazzo di Fredensborg e tutti gli impegni previsti per questa settimana sono stati cancellati.

(Ph: Buckingham Palace)

Margrethe aveva già contratto e superato la malattia lo scorso febbraio, e speriamo che anche questa volta guarisca rapidamente e completamente. Non possiamo però fare a meno di pensare che solo due giorni fa la sovrana ha partecipato con altre duemila persone a Westminster Abbey ai solenni funerali di Elizabeth II. Speriamo bene.

Unforgettable

Intervistata dalla BBC Camilla, Queen Consort per grazia di Dio e volontà della suocera, ne ha ricordato gli splendidi occhi blu, che le illuminavano il viso quando sorrideva con quel sorriso meraviglioso, gentile e spesso venato di una leggera ironia.

Ce la ricorderemo così, con quel sorriso. Continueremo a parlare di lei, ma non oggi. Oggi no.

E magari la penseremo appuntandoci una spilla. A sinistra, mi raccomando.

Ladies in black

Mentre continua l’omaggio dei sudditi, che restano in fila per molte ore pur di porgere l’ultimo saluto alla sovrana, ci si prepara ai solenni funerali di stato di lunedì. Nell’attesa torniamo indietro di qualche giorno, a quello della processione che ha portato il corpo della Regina da Buckingham Palace a Westminster Hall, per esaminare brevemente le mise delle royal ladies; potrebbero essere un anticipo di ciò che vedremo. Come sapete, la tradizione britannica vuole che siano gli uomini a seguire il corteo funebre, e così è stato anche questa volta, con l’eccezione della Princess Royal, che ha accompagnato sua madre accanto a fratelli e nipoti.

Il resto della Royal Family, schierata e in gramaglie, ha accolto il feretro.

La Regina Consorte

Camilla indossava uno dei vari abiti realizzati su misura per lei da Fiona Clare; semplice, elegante, accessoriato con scarpe scollate – abbastanza comode da accogliere il dito che la neoregina si è fratturato nei giorni scorsi – e un cappello nero che non le avevo mai visto. Ad attirare l’attenzione è però la spilla appuntata sul vestito, particolare per soggetto e dimensioni.

(Ph: Getty Images)

Non è di provenienza reale ma un dono che il defunto padre Bruce Shand le fece prima ancora che lei entrasse a far parte della Royal Family. Rappresenta un insetto stecco, molto comune alle nostre latitudini; contrariamente a quanto accade per altri – farfalle, api, libellule – non ha per noi una particolare valenza simbolica, ma per Camilla deve avere un significato particolare, probabilmente legato all’idea di vita dopo la morte o di rinascita. Infatti ha spesso indossato questa spilla in altre occasioni legate al ricordo (di suo padre ma non solo), o funebri, come il funerale di Lady Soames, la più giovane dei cinque figli di Winston Churchill morta nel 2014.

La contessa di Wessex

(Ph: Getty Images)

Sophie era particolarmente legata alla Regina, un legame probabilmente divenuto più stretto dopo la morte di sua madre, e il suo dolore in questi giorni è composto ma palpabile. Mercoledì ha indossato un vestito midi Chloé che sembra quasi un abito talare, impressione rafforzata dalla sobria calottina in crêpe di JT Millinery, e soprattutto dalla piccola croce al collo che dal giorno della morte della sovrana non si è mei tolta. Una scelta imitata il giorno dopo a Sandringham dalla nipote acquisita Catherine, quando col marito Wiliam ha incontrato le persone radunate fuori dalla residenza reale del Norfolk.

La principessa di Galles

(Ph: Mark Stewart/Avalon)

Molto compresa nel suo dolore e nel suo nuovo ruolo, Catherine ha optato per un cappotto nero Catherine Walker, un modello che ha già indossato più corto e color crema (Le foto del giorno – 7 giugno). Alle orecchie gli orecchini di perle che il gioielliere Collingwood donò in occasione delle sue nozze a Diana, cui apparteneva anche il braccialetto di perle che si intravvedeva al suo polso destro. Sulla spalla un gioiello di dimensioni importanti, la spilla a forma di foglia con tre grandi perle che risaltano sul pavé di diamanti. Un prestito della Regina, che l’ha indossata poche volte, una delle quali la visita nella Corea del Sud, nel 1999. Un giusto equilibrio tra l’omaggio alla sovrana e quello alla precedente Princess of Wales.

(Ph: Fiona Hanson/PA Images/Getty Images)

Interessante la scelta del cappello, un, pillbox di JT Millinery con veletta. Sembra che le royal ladies al funerale di stato copriranno il viso con un velo, come accadde settant’anni fa per la cerimonia di addio a George VI. Allora si trattava del classico velo da lutto, vedremo lunedì se la tradizione sarà rispettata, o se verrà interpretata in modo più moderno e, passatemi il termine, vezzoso.

La Duchessa di Sussex

(Ph: Tim Rooke/Shutterstock)

Veletta anche per Meghan, che indossa un berretto di Stephen Jones, decano dei modisti inglesi chic – suoi molti di cappelli di Diana – cui la duchessa si è rivolta per le ultime uscite inglesi, scelta che ha tutta la approvazione di Lady Violet, per quello che vale. Il cappotto invece è Givenchy Couture riciclato; lo ha indossato la prima volta al Remembrance Sunday del 2018.

(Ph: Ray Tang/Getty Images)

Alle orecchie piccoli orecchini di diamanti e perle, che la Regina le donò nel giugno 2018, qualche settimana dopo le nozze. Molto brava a non aggiungere altro (unica eccezione, probabilmente l’orologio e/o il bracciale, entrambi Cartier, appartenuti a Diana) e a portare i guanti.

Le foto del giorno – La vegliano i nipoti

Se finora non vi eravate commossi, se le vicende che dalla morte di Her Majesty si susseguono senza sosta vi hanno un po’ sopraffatto (se siete su questo blog diamo per scontato che “non mi interessa” non sia un’opzione), questa sera sono certa che una lacrima si sia affacciata anche agli occhi di quello tra voi meno facile alla commozione.

Perché la breve veglia che quegli otto nipoti – uomini e donne adulti da un bel po’, ma anche una ragazzina e un adolescente da poco uscito dall’infanzia – è una delle cose più belle che mi sia capitato di vedere quest’anno.

In Italia sono appena passate le sette di sera, quando si sentono i tre colpi di sciabola conto il pavimento marmoreo di Westminster Hall, ed ecco arrivare il piccolo corteo. Primo viene William, nella bella uniforme dei Blues and Royals. Poi Harry, stessa divisa del fratello, indossata per concessione del padre re in riconoscimento della carriera militare. Seguono la principesse York, Lady Louise e il fratello, il quindicenne Viscount Severn, e i Phillips. Le ragazze vestite di nero portano tutte un cerchietto sui capelli, Zara caracolla un po’ sui tacchi troppo alti, il giovane James intenerisce nella sua giacca con le code, la sorella Louise ha una catenina con un ciondolo, la silhouette di un cavallo, amore che la legava ai nonni. Sulla balconata i Conti di Wessex seguono i figli con sguardo tenero e un filo di apprensione.

(Ph: Sky News)

L’intero omaggio dura un quarto d’ora, come sono arrivati gli otto nipoti se ne vanno, il passo scandito interrotto da Zara che inciampa sulla scala (ah, i tacchi!).

Lady Violet resta seduta sul suo sofà, consapevole di aver visto qualcosa di unico, in cui la complessa coreografia della rappresentazione regale si mischia con la naturalezza del dolore. Pomposità e semplicità, una sintesi tra “alto” e “basso” che è forse l’ultimo dono della Regina. E lo fa anche a noi.

Se ve lo siete perso, lo trovate qui https://twitter.com/i/status/1571194664991997954

Le foto del giorno

A Londra sono le 19.35 quando la diretta BBC inquadra tre auto che si avvicinano a Westminster Hall, dove il feretro di Queen Elizabeth II riceve l’omaggio dei suoi sudditi (c’è stato anche David Beckham, in lacrime, dopo aver fatto ben 13 ore di fila, insieme a tutti gli altri).

(Ph: Sky News

Tredici minuti dopo tre colpi scandiscono l’arrivo di quattro persone. Sono il Re, la Princess Royal, il Duca di York, il Conte di Wessex. È l’ormai famosa Vigil of the Princes, la veglia al corpo della sovrana defunta, che già abbiamo visto a Edimburgo. Rispettando le previsioni, anche Andrew è in uniforme, per concessione del re; non vuol dire null’altro che questo, la possibilità di indossare di nuovo l’uniforme in una occasione particolare.

(Ph: Eddie Mulholland)

Sulla balconata laterale è schierata la Royal Family allargata: ci sono Camilla, Sophie con i figli, Tim Laurence, tutti nipoti della defunta sovrana tranne i Wales e i Sussex, molti pronipoti: la bimbe bionde, coi capelli fermati da fermagli o cerchietti di velluto nero. I cugini Kent e Gloucester, con figli e nipoti.

(Ph: Eddie Mulholland)

Domani si replica, a vegliare la nonna saranno tutti gli otto nipoti, insieme. William sarà in uniforme, e anche Harry. I quindici minuti della veglia sono passati, all’interno dell’edificio l’omaggio continua. Da fuori giungono gli applausi al Re. Long live the King!

Un sobrio compleanno

Compie oggi cinquant’anni la Reina Letizia, nata a Oviedo, capoluogo delle Asturie, il 15 settembre 1972.

Quando vede la luce, figlia del giornalista Jesús José Ortiz (figlio a sua volta di una nota giornalista) e dell’infermiera Paloma Rocasolano – entrambi poco più che ventenni – nessuno potrebbe immaginare che la bimba un giorno assumerà proprio il titolo di Princesa de Asturias, prima di diventare Reina, eppure…

Una trentina di anni dopo viene scelta da Felipe che lei, prima di conoscerlo, chiamava ironicamente Felipito. È una donna emancipata, è repubblicana, è persino divorziata, ma alla fine sul trono della cattolicissima Spagna si siede lei, anche grazie alle improbabili fidanzate collezionate dall’erede al trono, per cui alla fine Letizia sembra il meglio, o almeno il meno peggio (ma il suocero non la accetta mai davvero).

Un compleanno importante che per forza di cose passa in secondo piano, ma che comunque era stato già pensato assai sobrio: niente celebrazioni ufficiali, niente auguri pubblici, nemmeno un nuovo ritratto; solo una festa in famiglia. Assai ridotta pure quella, visto che la suocera è a New York per l’imperdibile quarantesimo anniversario del gemellaggio tra Madrid e la Grande Mela, il suocero nel buen retiro di Abu Dhabi, e delle cognate non parliamo proprio.

Lunedì Letizia sarà col marito ai funerali della cara zia Lilibet, come la chiamava lui, ma questi sono giorni di business as usual; ieri ad esempio i sovrani hanno inaugurato la nuova ala dell’ospedale di Guadalajara. Per l’occasione la Reina ha rubato la camicia alla figlia Leonor, abbinandola a pantaloni bianchi. In fondo parte del suo fascino sta anche nella capacità di stupire: da un lato mostra orgogliosamente i (pochi, invero) capelli grigi dall’altra – potendo permetterselo – si veste da adolescente. Chi può dimenticare gli shorts indossati questa estate? Ma in fondo l’età cos’è se non un numero? Ai prossimi cinquanta!

Con Letizia compiono oggi gli anni altri due royal: sono 49 per Daniel, consorte della Principessa Ereditaria di Svezia, e 38 per il Duca di Sussex. Il primo lo aspettiamo al varco l’anno prossimo, per il mezzo secolo. A Harry, in mezzo alla tempesta, buon vento. Ma anche pace e bene.