Due settimane

Due settimane fa Her Majesty moriva peacefullly, serenamente, a Balmoral dopo una vita lunga 96 anni 4 mesi e 18 giorni; con lei al momento del trapasso erano i figli maggiori, Charles e Anne.

Due settimane, un tempo breve ma denso (anche per noi, data la copertura mediatica tanto ipertrofica quanto imprecisa). In due settimane molte cose sono cambiate: innanzi tutto il Regno Unito ha un nuovo re, che contrariamente ad ogni previsione si è tenuto il suo nome, diventando Charles III, anche se i due omonimi che lo hanno preceduto hanno avuto vite travagliate (e uno, Charles I, anche la morte, essendo stato l’unico sovrano britannico a finire decapitato).

C’è una Regina Consorte, fatto assolutamente non scontato fino al messaggio con via libera della defunta Queen Elizabeth nel giorno del settantesimo anniversario del suo regno. Gli otto nipoti della defunta l’hanno vegliata durante un quarto d’ora che avrà un suo piccolo posto nella storia e tra riti e miti della monarchia (Le foto del giorno – La vegliano i nipoti); i pronipoti hanno intenerito col la dolcezza e il dolore controllato al meglio possibile.

(Ph: WPA Pool/Getty Images)

I due corgi sopravvissuti, Muick e Sandy, sono stati adottati dal Duca di York, che li aveva donati alla madre dopo la scomparsa dei suoi.

(Ph: REUTERS/Peter Nicholls/Pool)

L’amato cavallo Emma ha offerto il suo omaggio durante la cerimonia finale a Windsor, indossando elegantemente sulla sella uno dei foulard tanto amati dalla sua padrona, che li preferiva al tradizionale cap per evitare di guastarsi la messa in piega.

Gli ormai non più giovaniI figli hanno commosso con gli occhi lucidi e la sofferenza non celata. Tra tutti, va detto, ha giganteggiato Anne, di solito raramente in primo piano a causa della lontananza dal trono – alla nascita era terza nella linea di successione, ora è sedicesima – e del carattere poco incline a ingraziarsi la stampa. In molti mi avete chiesto di conoscere meglio la Princess Royal, lo faremo presto.

(Ph: Chris Jackson/Getty Images)

Se intanto volete rinfrescarvi la memoria sui nuovi sovrani, qui trovate dei post che Lady Violet ha dedicato loro in occasione di importanti compleanni Charles at 70 – A Royal Alphabet (parte prima) Charles at 70 – A Royal Alphabet (parte seconda) È il giorno di Camilla

2 pensieri su “Due settimane

  1. Sei stata molto buona nello scrivere che la copertura mediatica è stata “imprecisa”…. meno male che noi, che seguiamo il tuo blog, ce ne rendiamo conto!!
    Io avrei una curiosità che solo tu puoi soddisfare: i fiori che c’erano sui prati di Windsor (che si vedono qui nella foto del cavallo e che nelle riprese dall’alto si potevano ammirare nel loro disegno coreografico) sono i fiori che hanno portato in omaggio la gente e sono stati distribuiti in questo modo (e non ammassati davanti all’ingresso), o sono proprio stati appositamente acquistati e disposti così?
    E’ un particolare che ha attirato la mia attenzione. In entrambi i casi penso che sia un ulteriore e delicato omaggio alla Regina.
    Grazie Lady Violet! Se non ci fossi tu….

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    • Direi proprio che i fiori sono gli omaggi portati dalla gente e poi sistemati con ordine, sia per questioni estetiche sia per la sicurezza (considera che lo staff a Windsor è composto da centinaia di persone, per cui persone per fare il lavoro non mancano). Quanto ai programmi televisivi, non è che mi stupisca più ormai dell’arronzamento, anche perché di esperti veri nelle redazioni ce ne sono pochi, e perché a un certo tipo di trasmissione (penso alla D’Urso, ma non ho idea se e come se ne sia occupata) interessa più il gossip su Kate e Meghan che la realtà. Quello che è veramente inaccettabile è lo spazio concesso alla vicenda anche nei momenti in cui non accadeva nulla, considerando altri argomenti più vicini a noi come le imminenti elezioni o la tragedia delle Marche. Poi è ovvio che se dilati così lo spazio per riempirlo vengano invitate persone che non hanno competenza, e magari sono lì per farsi vedere (o piazzare un proprio libro). Peccato perché questo tipo di comunicazione distrae da una serie di aspetti, ad esempio quelli simbolici, che sono la parte veramente interessante.

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