News – Royal visit in Cheshire

E’ ufficiale, Givenchy è sbarcato alla Corte di San Giacomo. Dopo l’abito da sposa Meghan sceglie di nuovo la Maison francese (il cui direttore artistico al momento è la britannica Clare Waight Keller da Birmingham così anche il patriottismo è servito).

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Nella visita odierna nella contea di Cheshire (sì, quella del gatto) la Duchessa di Sussex indossa ancora la griffe fondata da Monsier Hubert per accompagnare Sua Maestà. In Givenchy dalla testa ai piedi (anzi, ai piedi no, le scarpe sono firmate Sarah Flint) Meghan sfoggia un cape dress di una bellissima tonalità di greige chiaro, che la illumina assai. Gli accessori neri definiscono graficamente il tutto. Confesso, l’abito non mi convince fino in fondo perché il coprispalle la ingoffa un po’ (e il tessuto si stropiccia veramente troppo) ma sono convinta che siamo sulla strada giusta e avremo grandi soddisfazioni.

 

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Sorridente e rilassata Elisabetta sembra abbia anche aiutato la neonipote con le regole del protocollo, dal canto suo la moglie di Harry ha già imparato il duchess slant, cioè il modo di sedere in pubblico incrociando le caviglie. Purtroppo non ha ancora imparato a non mostrare la fodera dell’abito, ma temo non sia colpa sua.

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Un capitolo a parte si merita il parrucco. Meghan era senza cappello, evidentemente il dress code non glielo imponeva, ma i capelli così sciolti finiscono per diventare un problema perché tendono a perdere la loro forma, e lei ci si mette le mani troppo spesso il che, oltre a non essere particolarmente igienico, fa pure un po’ nevrotico.

Sublime as usual Her Majesty in verde lime, con la fida Launer questa volta a due manici e decorata da un vezzoso fiocchetto.

 

Long live the queen!

 

A Royal Calendar – 14 giugno 1894

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Nasce nel Castello di Berg in Lussemburgo, durante il regno del nonno Adolfo I – primo granduca indipendente dai  Paesi Bassi – la Granduchessa  Marie-Adélaïde. E’ la prima di sei femmine, e la legge viene cambiata per consentirle di regnare. Ha appena diciotto anni quando diventa la prima donna a salire sul trono del granducato e il primo sovrano nato in terra lussemburghese. E’una  cattolica devota ed è decisa a dare al suo regno un’impronta forte, sostenuta dalle profonde convinzioni politiche e sociali, che la portano a rifiutarsi di firmare, il giorno stesso dell’incoronazione una legge volta a ridurre l’influenza del clero nell’istruzione.

sei principesse lussemburghesi

E’un sovrano molto attivo ma nel giro di due anni cambia tutto :  a pochi giorni dallo scoppio della prima guerra mondiale la Germania invade il granducato. L’atteggiamento della sovrana nei confronti dell’invasore non è chiaro; si racconta del suo tentativo di bloccare l’invasione bloccando la strada con la propria auto, ma al termine della guerra Marie-Adélaïde è accusata di essere stata troppo compiacente con l’invasore.

Stretta tra le spinte repubblicane di parte dei suoi sudditi e il rischio di annessione da parte della Francia o del Belgio nel 1919 abdica in favore della sorella Charlotte (nonna dell’attuale sovrano) salvando così sia l’indipendenza del paese sia la monarchia e la casa regnante.

A soli 25 anni Marie-Adélaïde, che non si è sposata, decide di entrare in convento e  viene in Italia. Prima  a Modena  tra le Carmelitane di Modena e poi a Roma, tra le Piccole Sorelle dei Poveri.  La sua fragile salute non le lascia scampo, e muore per un’influenza a nemmeno trent’anni. Dal 1947 riposa nella cripta dei granduchi nella cattedrale di Lussemburgo.

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Maria Teresa, consorte dell’attuale Granduca, con la Marie-Adélaïde Tiara

Durante il breve e travagliato regno il gioiello che Marie-Adélaïde preferisce è la tiara ereditata dalla nonna di cui porta il nome : un disegno classico in cui tralci di foglie e bacche di diamanti portano al grande zaffiro centrale di taglio cushion, removibile. Un modello che, non vi sorprenderà, qualcuno chiama «ciclope».