Diamanti che vengono, diamanti che vanno. Soprattutto vanno.

Nel corso di una notte insonne Lady Violet cercava disperatamente di ricordarsi dove avesse potuto mettere un certo anello, di cui si sono perse le tracce da un po’ insieme a una certa scatolina di velluto verde contenente altre cosucce. Avendo perso la speranza di prendere sonno rapidamente, e ancor di più di rivedere presto i suddetti gingilli decideva di farsi nuovo un giretto sul web. E la prima notizia in cui si imbattè la svegliò definitivamente : martedì sera è scomparsa la celebre Portland Tiara. portland tiara Realizzata da Cartier nel 1902 su commissione del VI Duca di Portland, la tiara fu creata in occasione dell’incoronazione di Re Edward VII; la duchessa consorte, Winifred, era una delle quattro ladies incaricate di reggere il baldacchino sulla testa della Regina Alexandra (nell’opera di Laurits Tuxen è la prima sulla sinistra). Alexandra_at_the_Coronation_of_Edward_VII Un gioiello di grande importanza, perfetto per le acconciature alte di primo ‘900: una serie di volute di diamanti che si susseguono in forme circolari con al centro diamanti briolette o taglio cuscino, tra cui il famoso diamante Portland.

Estinto il ramo principale della famiglia, molti gioielli furono venduti nel 2010. Il diadema si era salvato (allora) ed era in mostra nel Nottinghamshire – a Welbeck Estate – pezzo clou della Portland Collection Gallery che è parte della Harley Gallery, fondata nel 1978 dalla nuora di Winifred, Ivy (che a sua volta lo aveva indossato all’incoronazione di Elizabeth II nel ’53). Insieme alla tiara è stata rubata una grossa spilla, che dalla foto diffusa dalla polizia sembra un dévant de corsage.

I ladri sono arrivati a bordo di una Audi S5 color argento, e hanno sottratto i due gioielli tra le 21.45 e le 22.00 di martedì scorso, riuscendo a dileguarsi nonostante la sirena del sistema d’allarme. L’auto è stata ritrovata bruciata poco lontano. Il timore è che la tiara possa venire smontata e le pietre vendute singolarmente, sarebbe una grande perdita non solo per la storia della gioielleria, ma un po’ anche per quella del paese.

(per l’anello di Lady Violet invece si spera basti invocazione a Sant’Antonio)

La foto del giorno – 24 novembre

Lady Violet confessa, questa volta ha quasi bucato una notizia. E la royal news del giorno è il prossimo trasferimento dei Duchi di Sussex a Frogmore Cottage, che avrebbero appena ricevuto in dono dalla Regina. frogmore cottage La notizia era già uscita ieri, uno scoop di Emily Andrews, Royal Correspondent del Sun, ma dato che da queste parti non siamo esattamente estimatori di Murdoch e dello stile sensazionalistico del suo tabloid abbiamo preferito attendere. La conferma è arrivata immediatamente, forse proprio a causa dello scoop: i Sussex lasceranno Kensington Palace – che rimarrà la sede della loro segreteria – per stabilire la loro residenza ufficiale a Frogmore Cottage all’interno del parco di Windsor, nei pressi dell’elegante Frogmore House dove organizzarono il ricevimento privato la sera del loro matrimonio, lo scorso 19 maggio. Sin dall’annuncio del fidanzamento Harry e Meghan hanno vissuto nel Nottingham Cottage, nel condominio reale di Kensington Palace; una casa sicuramente troppo piccola per una famiglia. Era previsto il trasloco in un ampio appartamento che i Duchi di Gloucester intendevano lasciare, accanto a quello di William e Catherine, invece oggi la notizia del trasferimento a Windsor, che alcuni attribuiscono anche a recenti frizioni tra i fratelli. La futura residenza, che dagli anni ’80 ha ospitato membri dello staff della Royal Household, ha una decina di stanze per cui, finita la necessaria ristrutturazione, ci sarà ampio spazio per la nursery e magari anche per una saletta yoga dedicata a nonna Doria. Nell’area sorge anche il mausoleo dove riposano la Regina Victoria e il Principe Albert, e il Royal Burial Ground dov’è sepolta un’altra americana divorziata che entrò nella Royal Family: Wallis Simpson. Accanto a lei il marito Edward VIII poi Duca di Windsor, colui che fece per amore il gran rifiuto.