La regina Margrethe, ottant’anni oggi, è senza dubbio la star della giornata ed è pure in buona compagnia, dato che festeggiano con lei un altro sovrano e due principi.
L’altra birthday girl è la deliziosa Eléonore, la minore dei quattro figli dei sovrani del Belgio Philippe (che a sua volta ha celebrato ieri il compimento dei sessant’anni) e Mathilde. Eléonore è nata ad Anderlecht nel 2008 e frequenta una scuola primaria in lingua fiamminga. Suona il violino, va in bicicletta, nuota, scia e va in barca a vela. E naturalmente adora gli animali.

(Ph. Cour grand-ducale/Lola Velasco)
Doppio compleanno anche nel vicino Lussemburgo; il Granduca Henri festeggia sessantacinque anni in compagnia del figlio minore Sébastien, che ne compie ventotto. Per il Granducato sono mesi complicati: lunedì scorso è morto a causa del Covid-19 Victor Batista Falla, zio materno della Granduchessa, la quale nonostante notoriamente ami essere al centro della scena (come in questa foto) qualche mese fa avrebbe probabilmente preferito destare meno attenzione. All’inizio di quest’anno si è infatti sfiorata la crisi istituzionale in seguito alla pubblicazione del Rapporto Waringo. Commissionato dal Primo Ministro Xavier Bettel a Jeannot Waringo per verificare la congruità della gestione economica della Court, finanziata direttamente dal Ministère d’État, il rapporto ha messo in luce lo strapotere di Maria Teresa, che occupa spazi non suoi prevaricando il ruolo del marito. Il quale non è solo il sovrano ma anche capo della Court, da cui dunque dipende tutto il personale. Il continuo tourbillon di impiegati assunti, spesso con operazioni poco trasparenti, licenziati o che hanno dato le dimissioni ha svelato i comportamenti della Granduchessa, spesso eccessivi quanto le sue mise. Il marito è intervenuto con una bizzarra perorazione in cui ha lamentato la mancanza di rispetto per le donne (?); ora sembra si sia trovato una via d’uscita con l’istituzione di una struttura che supporti l’organizzazione della Court senza la necessità di intervenire sulla costituzione. Insomma, alla fine scopriremo che la Granduchessa Joséphine-Charlotte che non nutriva una passione sfrenata per la nuora, forse non aveva tutti i torti. Come accade spesso l’algido ed elegante Henri, stretto tra due donne, tende ad apparire leggermente rarefatto, ma sempre con molto charme. Una dote – lo charme intendo – che non sembra abbia trasmesso ai figli, dotati di solida struttura e guance rubizze più vicine alla natura della moglie, la cubana Maria Teresa.
Ma a giorni arriverà anche per loro l’erede dell’erede, e siamo certi che un tenero sole tornerà a splendere sul Granducato.
La giornata per Margrethe è iniziata con lo staff di Palazzo riunito, mantenendo le debite distanze, a cantarle gli auguri – non la classica Happy Birthday ma una canzone tradizionale danese – che la sovrana ha accolto con gioia soddisfatta.
Affacciandosi dalla balaustra Sua Maestà ci ha donato la visione della sua robe de chambre: un ampio indumento – camicione da notte? vestaglione? abito da casa della bisnonna? – completato da un’ampia fascia per capelli che ha fatto sentire meno sole tutte le donne del mondo (almeno quello occidentale) che in questi giorni di romitaggio forzato si dividono tra ricrescita e maschere per il viso, anche quelle più improbabili, allo yogurt o all’avocado, alimenti che sembrano nati per finire spiaccicati sulla faccia.
Breve succinto e compendioso, per un sovrano che ci ha abituati a una piacevole sobrietà.


Poi vi siete sedute a tavola, e lì vi siete sentite delle vere regine: timballi, casatielli, pastiere, invece delle scandinave polpette e patate, volete mettere?
Per la seconda volta in sei giorni Her Majesty torna a parlare al suo popolo, rivolgendo via social un augurio accorato e sentito. Per il nostro dispiacere la Regina non compare, ma la sua voce danza alla luce di una candela.
Ma l’intraprendente Sarah ha trovato subito un sostituto, nella persona dell’ex marito Andrew. Al quale non può fare che bene trovarsi un’occupazione, meglio ancora se benefica, hai visto mai che aiutare chi ha bisogno aiuti anche lui a migliorare la sua immagine pubblica, appannata dall’affaire Epstein.
Ed eccolo dunque nel giardino del Royal Lodge – la sua residenza a Windsor, dove lui (e probabilmente anche lei) trascorre questo periodo di lockdown – alle prese con la preparazione dei pacchetti da recapitare al vicino Thames Hospice. Le fotografie sono state pubblicate sul proprio account Instagram da Antonia Marshall, collaboratrice della duchessa, e riprese da alcuni tabloid.
E naturalmente i lettori si sono divisi tra chi ha apprezzato e chi l’ha considerata un’operazione cinica per ripulirsi l’immagine, e forse la coscienza.
Per completare la mise firmata Robinson Valentine – composta da abito in chiffon grigioazzurro con pardessous in seta pesante nella stessa tinta, punteggiato di tocchi d’oro – il geniale Philip Treacy pensa a un serto di piume dorate che sembrano spighe, a incoronare con classe la testa bionda, degno sostituto della classica tiara che tocca a ogni royal bride. La prima uscita di Camilla come Her Royal Highness è quasi un manifesto di quello che diventerà il suo stile da Duchessa di Cornovaglia: abiti e soprabiti di linea piuttosto semplice, adatti per fisico ed età, abbinati a cappelli di grande effetto, quasi sempre splendidi, quasi sempre firmati Philip Treacy.
Uno stile che si ritrova anche nei diademi abbinati alle mise di gala: se a volte l’abbiamo vista indossare la piccola tiara di famiglia, la Cubitt Shand, molto più spesso sfoggia una di quelle che le sono state assegnate dal forziere reale:
la Honeycomb, creata da Boucheron e lasciata in eredità alla Queen Mother dalla ricchissima e generosissima Lady Greville, e l’importantissima Delhi Durbar, commissionata al gioielliere Garrard da Queen Mary: una creazione degna di una Imperatrice dell’India.
Per tacere dei moltissimi splendidi choker di perle che ne adornano il collo.
La fotografia è stata scattata oggi nella residenza scozzese di Birkhall, e dimostra due cose: il Principe di Galles si è rimesso perfettamente (da due giorni è finito l’isolamento imposto ai due, che ora si sono riuniti); e anche lui a volte scivola sugli accessori. Da dove escono quei mocassini color crema? Va bene che è la Settimana Santa, ma perché mi volete far soffrire così?
Re Jigme Khesar Namgyel Wangchuck nei giorni scorsi ha viaggiato per il Paese per verificare che le strutture sanitarie siano pronte ad affrontare l’emergenza e che le varie filiali della Food Corporation of Bhutan siano rifornire di derrate alimentari. Ha anche visitato negozi e laboratori di artigianato, per rendersi conto dei danni all’economia. Nel piccolo e appartato Bhutan il Covid-19 è arrivato lo scorso marzo, portato da un turista statunitense.
Il sovrano ha rapidamente deciso di chiudere le frontiere, preoccupato soprattutto dalla rapida diffusione dell’epidemia nella vicina India; la quarantena è stata fissata in 21 giorni, e coloro non in grado di autoisolarsi (a oggi circa tremila persone) sono ospitati in alberghi a spese dello stato. 