Royal chic shock e boh – Domenica 6 novembre

Sembra che dopo una lunga pausa dovuta alla pandemia, ma non solo, i royal si siano scatenati con visite di stato eventi e manifestazioni di arte varia, per cui tenere traccia di tutte le mise sfoggiate è praticamente impossibile per una Lady Violet sola. Proviamo dunque a rimetterci in pari.

La Principessa di Monaco

Giovedì sera i Principi Sovrani hanno partecipato alla soirée de gala della Princess Grace Foundation USA e premiato i vincitori, giovani talenti scelti dalla fondazione che offre anche un sostegno economico ai loro progetti nel mondo del cinema, del teatro e della danza. Charlène indossa un lungo abito di Terrence Bray altro stilista vicino al suo cuore che non sempre ci indovina, cui probabilmente l’accomuna anche l’origine sudafricana e la residenza monegasca. L’abito non mi fa impazzire ma neanche mi dispiace, anche perché col suo fisico la princesse evita tranquillamente il rischio sempre presente in mise del genere, quello di sembrare il divano dell’amica di nonna Speranza. A voler essere gozzanianamente didascalici restano gli acquerelli un po’ scialbi, ma non è questo il punto, e nemmeno la tavolozza di colori che non esalta particolarmente l’incarnato eburneo, già penalizzato dai capelli platinum blonde. Il punto secondo me è la straordinaria abilità di Charlène di indossare un collier da sogno senza farlo notare; cioè, immagino che dal vivo lo splendore di quei diamanti si notasse eccome ma purtroppo in fotografia scompare. Il collier si chiama la vie en rose, dato che al centro del pendente è incastonato lo splendido Grace diamond, dal raro color rosa.

Il gioiello è una creazione di Lorenz Bäumer, gioielliere francotedesco installato a Place Vendôme, già autore della meravigliosa tiara Écume de diamants, uno dei favolosi doni di nozze ricevuti dalla bionda nuotatrice, che la indossò al ballo la sera del matrimonio e in pochissime altre occasioni. Con grande dispiacere di Lady Violet, che la considera la più bella tra le tiare moderne, e se la metterebbe pure per lavarsi i denti. Collier meraviglioso, ma boh.

La Regina dei Paesi Bassi

(Ph: RVD)

Restiamo in tema fiori con Máxima e il suo cappotto tapisserie firmato Oscar de la Renta. La regina lo ha indossato piuttosto spesso e vi confesso che a me non dispiace affatto; è piuttosto difficile da portare e lei lo fa con la solita allegra sicurezza, ma rispetto a ciò con cui la vediamo il più delle volte questo ha abbastanza carattere da reggere l’esuberanza di chi lo indossa. Immagino che non piaccia quasi a nessuno, ma a me in fondo sì. Direi chic meno meno. I sovrani olandesi erano ad Amsterdam in visita alla mostra De eeuw van Juliana (il secolo di Juliana) dedicata alla nonna del Re. La visita è stata l’occasione per un nuovo ritratto di famiglia con loro le tre figlie: l’erede al trono Catharina Amalia in completo pantaloni verde, la diciassettenne Alexia accanto alla madre e la piccola Ariane, che ha solo 15 anni ma è la più alta di tutte, e penso diventerà la più rock. Una nuova generazione si prepara a riempire questa rubrica!

La settimana per Willem-Alexander e Máxima era iniziata con la visita di tre giorni in Grecia. La sovrana evidentemente arriva ad Atene con un doppio obiettivo: sminuire la fama planetaria di Philip Treacy e attentare alle coronarie di Lady Violet. Inizia subito con un abito del brand greco Zeusndione – pregevole forma di omaggio al Paese ospitante – in un colore che probabilmente vuole evocare l’arancione degli Orange ma a me sembra quel ruggine spento che negli anni ’70 godette di rapida e moderata popolarità. I dettagli crema riprendono il colore del cappellino con veletta, che fonte autorevole attribuisce al genio Philip Treacy (una défaillance in fondo non si nega a nessuno) talmente assurdo da farci rimpiangere il mai dimenticato fagiano nuziale. La coppia reale non si è negata la tradizionale visita all’Acropoli, e Maxima ha prudentemente sostituito i tacchi con delle ballerine; purtroppo ha anche aggiunto degli occhiali da sole, che con la veletta sono la morte sua. E la nostra. Shock.

La prima sera è quella della cena di stato ospiti della Presidente della Repubblica Ellenica Katerina Sakellaropoulou. Il dress code evidentemente richiedeva l’abito scuro (i signori non sono in smoking ma indossano un semplice completo, un abito scuro, appunto). Máxima sceglie di nuovo di omaggiare il Paese che la ospita scegliendo il giovane stilista Christos Costarellos. L’abito che alterna il velluto al pizzo guipure (cioè a intaglio) secondo me è bellissimo e trasforma la regina in una moderna Era, dea della melagrana, ma l’insieme è troppo. Non rinuncia a fare Máxima – e come potrebbe? – per cui abbina la sontuosa tiara Mellerio e ci aggiunge pure un devant de corsage en parure. Un giorno faremo un discorso sull’indossare o meno il diadema quando si visita una repubblica, oggi ci fermiamo al fatto che non basta indovinare la mise, bisogna anche adattarla all’occasione. Boh.

Secondo giorno, classico giro di incontri di lavoro, alla ricerca di temi comuni e possibili cooperazioni, che poi sarebbero la vera ragione dei viaggi di stato. Maxima ricicla un cape dress firmato Claes Iversen che le avevamo visto il giorno in cui il marito aveva fatto il suo ingresso nell’Order of the garter (It’s Garter Day!). Ma perché riciclare una mise indossata in un’occasione formalissima e utilizzarla per quella che è comunque una giornata di lavoro? E ancora, giusto evitare di replicare anche il vezzoso cappellino, ma perché quel cerchietto fiorito (Fabienne Delvigne) quando i quindici anni, e pure i venti, sono passati da un po? Boh, ma per me è più shock.

La sera del secondo giorno gli ospiti ringraziano per l’accoglienza i padroni di casa, di solito con un concerto o uno spettacolo musicale. Willem-Alexander e Máxima rispettano la tradizione e offrono alla Presidente greca la performance del Nederlands Dans Theater. la compagnia nazionale di balletto, al Megaron Mousikis. La sovrana sceglie ancora l’olandese Claes Iversen e il suo Apollonia. Il monospalla è uno dei modelli che donano di più a Maxima, il colore è splendido e a me piacciono molto anche i capelli pettinati così. Per tacere dei diamanti che brillano alle orecchie e sulla spalla. Chic e chiudiamo in bellezza.

La Principessa di Galles

Last but not last Catherine, che prima di diventare sovrana sta diventando la regina del total color. Per la visita a Scarborough giovedì punta sul cammello, e indossa IL cappotto di cammello, quello di Max Mara (in questo caso Max&co) con un abito in maglia a collo alto di Gabriela Hearst e scarpe di vitello Ralph Lauren. Vi segnalo la borsa, la Nano Montreal di DeMellier, brand britannico supercool, amatissimo dalle royals e non solo, e perfino abbordabile. Gli orecchini di Accessorize da sette sterline non ve li segnalo perché esauriti da quel dì. Potrei mai deludervi? Chic.

A questo punto qualcuna si chiederà che fine abbia fatto la Reina Letizia. La verità è che siccome gira come una trottola, peggio pure di Máxima, sto meditando di dedicarle uno speciale con le ultime mise. Che ne dite?