Le foto del giorno – The long goodbye

Oggi mi sono collegata tardi al sito BBC NEWS – che vi consiglio caldamente, anche se non conoscete l’inglese; vi eviterete imprecisioni sciocchezze e signore di mondo chiamate a dare il loro improbabile parere – erano le 18:42 e un aereo militare lasciava l’aeroporto di Edimburgo.

A bordo il feretro di Elizabeth II che rientrava a Londra. La regina lascia per sempre l’adorata Scozia ma la sua ultima immagine, con quella gonna tartan che tanto ci aveva incuriosito, rimarrà per sempre.

Ad accompagnarla in questo viaggio c’è l’unica figlia Anne, devastata ma ferma, con il marito Tim Laurence a sostenerla con discrezione, sobrio e solido. “Le  cose della morte sono cose di donne” recita un detto, e Anne lo conferma in questa sua presenza accorata e costante.

Anne, che ieri a Edimburgo ha seguito il feretro della madre lungo il Royal Mile in uniforme, e poi ha fatto una cosa da uomo: con i tre fratelli le ha reso omaggio con la Vigil of the Princes, una breve veglia di dieci minuti con i quattro figli disposti ai quattro lati del catafalco.

(Ph: Jane Barlow)

Ieri la capitale scozzese ha offerto un assaggio del funerale reale, il feretro accompagnato dal palazzo di Holyroodhouse alla cattedrale di St Giles dai figli (e dal genero), scortato dagli uomini del Royal Regiment of Scotland e dagli arcieri della Royal Company of Archers – per tradizione le guardie del corpo del monarca in Scozia – con la lunga penna d’aquila sul berretto. Tra chi gridava il suo rispetto per la defunta regina e il sostegno al nuovo re, un uomo ha urlato frasi contro il Duca di York. L’urlatore è stato prontamente bloccato dalla polizia; Andrew, notoriamente dotato di una discreta faccia di bronzo, ha fatto finta di nulla e la processione ha proseguito senza ulteriori intoppi.

Oggi la Princess Royal ha rilasciato un comunicato nel quale, ringraziando tutti per la partecipazione, confida di avere avuto la fortuna di vivere con la madre le sue ultime 24 ore, e il privilegio di accompagnarla in questi ultimi viaggi. Anche in questa occasione tra le parole attentamente scelte della dichiarazione formale traspare una commozione vera, non sorprendente ma nemmeno scontata. Penso che questa manifestazione di emozioni e sentimenti, così inusuale per la Royal Family, abbia l’effetto di consentire agli altri di sentirsi davvero parte di questo lutto. È un dolore in qualche modo accogliente, e credo sia qualcosa che la società contemporanea apprezzi. Se mi permettete una piccola digressione personale, guardando ieri i quattro fratelli durante la breve processione, ho provato quel senso di comprensione e partecipazione che unisce tutti quelli che hanno camminato dietro il feretro dei propri genitori. E non ho potuto non ricordare le candele accese a St Giles in memoria dei miei.

Intanto Her Majesty è arrivata a Londra, e questa notte riposa a Buckingham Palace prima di essere trasferita domani a Westminster Hall. Se però volete sapere qual è l’immagine di oggi che preferisco, eccola.

I cavalieri scozzesi salutano il passaggio dell’amata e rispettata regina come a lei sarebbe piaciuto di più. In sella.

Le foto del giorno – ‘A livella

Sono giorni così, ciascuno fa del suo meglio e anche questo piccolo blog va avanti come può, fedele al principio se ha fatto quello che potevi hai fatto quello che dovevi. Intanto Her Majesty lascia l’amata Balmoral alla volta di Edimburgo e del palazzo di Holyroodhouse, la residenza reale ufficiale in Scozia.

(Ph: Ian Forsyth/WPA Pool/Getty Images)

Con lei in rappresentanza della famiglia c’è la Princess Royal – Anne, l’unica figlia – che ora di quella famiglia è la matriarca, ruolo bello e oneroso. La lunga strada è orlata di migliaia di persone che danno l’addio alla sovrana offrendo il loro omaggio e il proprio rispetto. A un certo punto c’è schierata una guardia d’onore composta da trattori; tempi normali l’avremmo trovato ridicolo, ora solo tenero. Ognuno partecipa con quello che è, con quello che ha. Tanti bambini; assistono a un momento storico per il loro Paese che non dimenticheranno.

La bara di quercia che accoglie le spoglie della sovrana è avvolta dallo stendardo reale scozzese, con una semplice corona di fiori bianchi. Per comporla sono stati scelti alcuni dei suoi fiori preferiti – dalia, pisello odoroso, flogo, erica bianca, abete – tutti raccolti nel parco di Balmoral. Il giorno del funerale di stato il suo corpo verrà accompagnato a Westminster Abbey su un affusto di cannone; oggi viaggia come tutti, su un’auto funebre. Che sul finestrino laterale reca il nome dell’agenzia di pompe funebri, il signor William Purves, destinatario di una pubblicità planetaria.

Abbiamo più volte commentato come in questi giorni la Royal Family stia manifestando sensazioni ed emozioni in un modo raramente abbiamo visto in precedenza. La Regina era famosa anche per il feroce controllo delle proprie lacrime, che solo raramente si sono affacciate da quegli occhi azzurri, e comunque dopo una certa età. Una di quelle rare volte ha un particolare legame con la data di oggi, scoprite quale qui A Royal Calendar – 11 settembre 2001.

The (once) Fab Four

Mentre il feretro di Queen Elizabeth lascia per sempre Balmoral alla volta di Edimburgo, noi facciamo brevemente il punto sulle ultime ventiquattr’ore. Nonostante l’importanza della cerimonia con cui sabato mattina Charles è diventato King Charles III, ciò di cui tutti hanno finito per parlare è rappresentato in questa foto: i due figli del nuovo sovrano e le loro mogli nuovamente insieme, a Windsor.

(Ph: Chris Jackson/Getty Images)

Le due coppie sono uscite dai cancelli del maniero per salutare i presenti e ammirare i fiori lasciati in omaggio alla regina scomparsa. Catherine, neo Principessa di Galles, dritta come un fuso e affilata come un rasoio, procede con passo da bersagliere. La cognata Meghan, che rimane Duchessa di Sussex – e rimane overseas, come ha amabilmente sottolineato il suocero nel suo discorso – appare meno sicura, infagottata nel vestitone nero. Non è strano, in fondo l’una è nel suo ambiente, l’altra no. Tra loro i rispettivi mariti, vicini e distanti. Bravi, un gesto che andava compiuto, anche se non credo che cambi qualcosa, almeno per il momento. Confesso che guardandoli più che i Fab Four mi vengono in mente i Neri per caso.

(Ph: Jonathan Brady/POOL/AFP/ Getty Images)

Come di diceva, l’evento clou della giornata è stata la proclamazione del nuovo Re in una cerimonia dal sapore antico per la prima volta trasmessa in televisione. King Charles non ha nascosto né l’emozione né la tensione, evidenti soprattutto al momento della firma, ostacolata dall’improvvida presenza di un paio di oggetti da scrittoio che hanno impavidamente sfidato le ire reali. D’altronde il primo discorso del sovrano ha fatto cadere il velo di impeccabile, algido controllo che era stato la cifra della monarchia britannica finora. Bisogna marcare da subito le differenze col monarca precedente, e la comunicazione è il primo passo; non credo che si tornerà indietro.

(Ph: Victoria Jones/PA)

King Charles ha anche mostrato per la prima volta – in forma di spilla appuntata sulla cravatta – il suo monogramma, che reca l’iniziale del nome intrecciata alla R di Rex, in latino. Lo vedremo presto sostituire ER (Elizabeth Regina) su passaporti, banconote, monete, francobolli, cassette postali, alcune livree e uniformi.

(Ph: Jeff J Mitchell/Getty Images)

Stessa evidente commozione a Balmoral, dove la sorella e i fratelli del re, con coniugi e figli, hanno partecipato ad una funzione privata nella vicina Crathie Kirk fermandosi poi a salutare e a ringraziare i presenti per la vicinanza, il rispetto, l’affetto, i fiori. Mai li avevamo visti manifestare così apertamente le proprie emozioni; commossa la solitamente controllata Anne, contrito l’arrogante Andrew – molto affettuoso con le figlie – angosciato il tenero Edward, sconvolta la moglie Sophie. Guardate il video; vederli allontanarsi insieme, abbracciati (minuto 3’30) è davvero toccante. https://videos.dailymail.co.uk/video/mol/2022/09/10/2970358429742485038/480x270_MP4_2970358429742485038.mp4

Confermate data e ora dei solenni funerali di stato di Queen Elizabeth II; saranno celebrati lunedì 19 alle 11:00 (le 12:00 in Italia) a Westminster Abbey, alla presenza dei potenti della terra.

Il calendario completo lo trovate qui: The day after

Sposa bagnata sposa fortunata

Mentre tutta l’attenzione era concentrata su Londra, dove un’antica cerimonia ha sancito la nascita del regno di King Charles III a qualche centinaio di chilometri di distanza si celebrava un royal wedding. Sotto il cielo già autunnale di Bruxelles, poi sciolto in pioggia, Maria Laura d’Asburgo-Este, principessa del Belgio, ha sposato il fidanzato William Isvy.

(Ph: BelgaImage)

Come si pensava la sposa ha indossato l’antico velo della famiglia di nonna Paola; un po’ a sorpresa ma non troppo (l’avevamo citata come possibilità Auguri alla sposa!) ha scelto la tiara Savoia Aosta che appartiene alla famiglia paterna per completare l’abito che Vivienne Westwood ha creato per lei.

(Ph; Mathieu Golinvaux)

Prima della solenne cerimonia religiosa in cattedrale, gli sposi si erano detti sì all’hotel de ville, davanti al borgomastro di Bruxelles e a pochi selezionatissimi invitati, con Maria Laura in una mise anni ’60 che sembra uscita dal guardaroba di una giovane nonna Paola.

Lady Violet dedicherà presto un Royal chic shock e boh a questo matrimonio; riprenderemo la nostra rubrica domenicale e magari servirà anche a distrarci dalla tristezza di questi giorni.

Qui trovate la nostra rubrica di stile dedicata a questo matrimonio Royal chic shock e boh – Special edition

Il discorso del Re

A Londra sono le 18.00 quando da Buckingham Palace (il discorso è registrato)King Charles parla al suo popolo, che sa da meno di 24 ore di essere rimasto orfano dell’adorata sovrana. Parla come un figlio, e un fratello maggiore dei suoi concittadini. Alla fine del periodo di lutto ne diventerà il padre, e vedremo se sarà un buon padre, ché in fondo i genitori non devono essere perfetti, devono essere affidabili.

Da padre annuncia che William sarà Prince of Wales; Catherine avrà dunque il titolo che fu di Diana, e speriamo che questo aiuti a chiudere una storia dolorosa e troppo, troppo lunga. A Harry e Meghan tanto amore e facessero quello che vogliono. Ok, non ha usato proprio queste parole; ma “express my love for them as they continue to build their lives overseas” (esprimo il mio amore per loro mentre continuano a creare le loro vite all’estero). All’amata Camilla, sul cui amorevole sostegno conta in questa fase di transizione, la conferma che sarà la sua Regina Consorte. Alla sovrana scomparsa, la cara mamà che ora è insieme a papà (il francesismo con cui aristocrazia e upper class British hanno sempre chiamato i genitori) soprattutto grazie. Grazie per la per l’esempio, la devozione e l’impegno fino alla fine dei suoi giorni. Stesso impegno e stessa devozione che caratterizzeranno il suo regno, per tutta la vita (quindi no, non abdicherà in favore di William). A me è parso pacato, deciso, e in giusto equilibrio tra serenità ed emozione. E naturalmente chic come pochi, rigorosamente in nero con camicia bianca e il tocco della pochette a scacchi.

The Queen is dead, long live the King!

Le foto del giorno – Back to school!

Lo sapevamo e ora abbiamo anche la prova fotografia: i Cambridge si sono trasferiti nel piccolo Adelaide Cottage, all’interno del parco di Windsor, così potranno stare più vicini alla Regina (appena tornerà da Balmoral). Tra i grandi cambiamenti che la scelta comporta, c’è una nuova scuola per i principini, così George e Charlotte hanno detto addio alla Thomas’s Battersea nel centro di Londra e ieri hanno fatto il loro ingresso alla Lambrook, nel Berkshire, non lontano dalla nuova casa. Con loro anche il piccolo Louis, che a quattro anni inizia la carriera scolastica. All’ingresso bambini e genitori sono stati accolti dal preside Jonathan Perry; a lui William ha detto che i figli sono contenti e curiosi, e hanno molte domande sulla nuova scuola.

Com’è tradizione nel Regno Unito, i bambini indossano la divisa dell’istituto: scarpe e calzini blu per tutti e per i maschietti bermuda blu e camicia bianca a riquadri. Un po’ punitiva quella della povera Charlotte che, nonostante l’allegria dei quadretti di Vichy bianchi e blu, la fa sembrare un’orfanella uscita dalle pagine di Oliver Twist. La cui versione cinematografica che vidi da bambina – benché fosse un musical peraltro premiatissimo agli Oscar – fu all’origine di molti miei incubi (soprattutto la scena in cui il povero Oliver/Mark Lester chiede un altro po’ di zuppa). Mi permetto di dire che nemmeno Charlotte sembra entusiasta ma cara, tranquilla, non hai idea delle tiare che ti aspettano tra qualche anno!

Contrariamente al solito, Catherine non si è vestita in nuance con la famigliola, optando per un abito a pois color crema su fondo rame del brand britannico Rixo. A questo punto, vista la recente passione della duchessa per i pois, si rende necessario un apposito post.

A margine, molta della stampa non ha evitato una piccola polemica con i Sussex, visto che Meghan aveva recentemente dichiarato che rimanendo nel Regno Unito non avrebbe potuto accompagnare e riprendere i figli a scuola a causa del continuo assalto dei paparazzi. Che non ci sono se non convocati in occasioni speciali, tipo appunto il primo giorno di scuola.

A questo punto ai tre piccoli Cambridge direi in bocca al lupo ma dato che in inglese si dice break a leg cioè “rompiti una gamba eviterò”. Viva il lupo!

Le foto del giorno – Lilibet meets Liz

La foto c’è, inizia ufficialmente il premierato di Liz Truss, quarantasettenne ex Ministro degli Esteri nel Governo Johnson, eletta ieri leader del partito conservatore e da oggi Prime Minister del Regno Unito. È la terza donna a ricoprire la carica dopo Margaret Thatcher e Theresa May, ed è stata la seconda a guidare il Foreign Office.

(Ph: Jane Barlow/PA)

Come sapete, a causa dei problemi di mobilità della Regina, Truss ha ricevuto l’investitura a Balmoral piuttosto che in una sede istituzionale come Buckingham Palace (o il castello di Windsor), nell’elegante Drawing Room, arredata in una delicata tonalità di verde. Quanto a ciò che ci interessa davvero – cioè la salute di Sua Maestà, mai più fotografata da quando è arrivata nella residente scozzese, il 21 luglio – devo dire che non mi sembra troppo diversa da come l’abbiamo vista le ultime volte: molto dimagrita, si appoggia al bastone ma il caldo sorriso è quello di sempre. Piuttosto mi stupisce l’abbigliamento, letteralmente come stava per casa; non manca però la borsetta, un modello vintage con cui veniva fotografata già negli anni ’70.

(Ph: Jane Barlow/PA)

La formula ufficiale recita “Ms Truss accepted Her Majesty’s offer and kissed hands upon her appointment as Prime Minister and First Lord of the Treasury” (la Signora Truss ha accettato l’incarico di Sua Maestà e ha baciato le mani al momento della sua nomina a Primo Ministro e primo Lord del Tesoro) ma ci assicurano che il baciamano non c’è stato, è bastata una stretta di mano. Prima di Liz Truss, la regina aveva ricevuto il dimissionario Boris Johnson, che ha rimesso il mandato.

(Ph: Andrew Milligan/PA)

Entrambi i Prime Minister, entrante e uscente, erano con i rispettivi coniugi ma mentre Hugh O’Leary, marito di Liz, ha tenuto un profilo basso lasciando la scena alla moglie, Carrie Johnson ha pensato bene di accompagnare Boris con un abito lungo fucsia, con profondo spacco sulla schiena, adattissimo alla mattina, a un incontro con la Regina e alla giornata piovosa. Dobbiamo commentare?

Nei settant’anni di regno Her Majesty ha avuto quindici Prime Minister, compresa Liz Truss; in basso trovate l’elenco dei nomi. Quando Elizabeth salì sul trono guidava il governo Winston Churchill, che era un buon amico del padre George VI e fu fondamentale per lei, sostenendola nei primi passi da sovrana. Nell’elenco però compare un’altra persona che ha avuto rapporti stretti con un royal, e forse non ve lo aspettate. Gordon Brown in gioventù ebbe una relazione con Margareta di Romania, quando studiavano all’università di Edimburgo. Una relazione che entrambi hanno più volte ricordato con tenerezza e durò cinque anni. Più di quanto lui è rimasto a Downing Street. Perché si sa il potere è volatile, più dell’amore.


Winston Churchill (Conservative) fino al 1955
Anthony Eden (C) 1955/57
Harold Mcmillan (C) 1957/63
Alec Douglas-Home (C) 1963/64
Harold Wilson (Labour) 1964/70
Edward Heath (C) 1970/74
Harold Wilson (L) 1974/76)
James Callaghan (L) 1978/79)
Margaret Thatcher (C) 1979/90
John Major (C) 1990/97
Tony Blair (L) 1997/07
Gordon Brown (L) 2007/10
David Cameron (C) 2010/16
Theresa May (C) 2016/19
Boris Johnson (C) 2019/22
Liz Truss (C)

Che fantastica storia

La Giordania sta diventando la terra dei royal wedding! Oltre ai due annunciati questa estate, quello del principe ereditario e quello della sorella Iman, ne è arrivato uno a sorpresa che vi delizierà sia se siete accaniti royal watcher sia se invece siete semplicemente romantici. Gli sposi si chiamano Ghazi e Miriam.

Per raccontare questa storia però dobbiamo fare un lungo passo indietro, e passare dalla Giordania alla Spagna, terra d’esilio di Simeon, Zar dei Bulgari. Figlio di Boris III e di Giovanna di Savoia, l’improvvisa (e forse non naturale) morte del padre lo mette sul trono a soli sei anni; un referendum popolare ce lo toglie quando ne ha nove, e da allora comincia l’esilio. Prima ad Alessandria d’Egitto dai nonni materni Vittorio Emanuele III ed Elena, poi in Spagna su invito di Francisco Franco. Qui Simeon vive gran parte della sua vita fino al 2001, quando il suo partito vince le elezioni, e lui diventa Primo Ministro di quello che era stato il suo regno.

Il 20 gennaio 1962 Simeon aveva sposato a Madrid la spagnola Margarita Gómez-Acebo y Cejuela, e a Madrid il 2 dicembre dello stesso anno nasce il primo dei cinque figli della coppia: Kardam, Principe di Tărnovo. Sarebbe l’erede al trono, se ce ne fosse ancora uno; ma il giovanotto ha i piedi per terra, studia e si laurea in economia agraria negli USA, alla Penn University. Nel luglio del 1996 sposa la sua fidanzata spagnola, Miriam Ungría y López, figlia del presidente onorario del Collegio Araldico di Spagna e delle Indie. Miriam è laureata in storia dell’arte, poi ha seguito corsi di gemmologia e gioielleria, ed è diventata designer di gioielli.

Nascono due figli, Boris e Beltrán; pur onorando gli obblighi legati al rango la coppia conduce un’esistenza tutto sommato semplice a Madrid. Purtroppo certe storie non hanno lieto fine: come nel film Il sorpasso, il giorno di ferragosto del 2008 i Principi di Tărnovo restano vittime di un gravissimo incidente nella capitale spagnola. Lei viene ricoverata con un gomito fratturato e varie contusioni, ma lui ha subito un trauma cranico. A gennaio 2009, pur rimanendo seria, la sua situazione sembra migliorata e viene dimesso. Kardam affronta complesse terapie convenzionali e sperimentali che sembrano funzionare, ma si aggrava nuovamente ed entra in coma. Non si sveglierà più. Muore il 7 aprile 2015, poco meno di sette anni dopo l’incidente. Miriam ha cinquantadue anni e due figli adolescenti; tutti e tre hanno passato un lungo periodo tra il limbo e l’inferno.

Si trasferiscono a Londra, lei si butta nel lavoro con rinnovata energia. Nel 2017 le sue creazioni sono protagoniste di due mostre; una per la prima volta in terra bulgara, l’altra in Giordania, alla Jordan National Gallery of Fine Arts, col supporto della famiglia reale hashemita. Non sappiamo se la scintilla sia scoccata in quella occasione, né sappiamo alcunché di questa love story, vissuta nel riserbo più assoluto e venuta alla luce solo ieri, quando un comunicato ufficiale della Corte ha dato l’annuncio. Miriam, Principessa vedova di Tărnovo è ora Maryam al Ghazi. In un’intima cerimonia ad Amman, alla presenza del Re di Giordania, ha sposato il Principe Ghazi bin Muhammad. La sposa ha compiuto 59 anni il 2 settembre, lo sposo ne ha tre di meno, è divorziato e ha quattro figli. Suo padre era il Principe Muhammad bin Talal, fratello minore del compianto Re Hussein, padre dell’attuale sovrano, che è dunque suo primo cugino. Ghazi varie volte ha esercitato le funzioni di reggente per il re, ed è una persona davvero interessante. Laureato in filosofia, ha studiato a Princeton e a Cambridge. Ha ricevuto il dottorato in filosofia islamica all’università egiziana di Al-Azhar con una tesi sull’amore nel sacro Corano, e nel 1993 aveva ricevuto il PhD in letteratura medioevale e moderna con una tesi dal titolo What is Falling in Love? A Study of the Literary Archetype of Love (Che cos’è l’innamoramento? Uno studio sull’archetipo letterario dell’amore. E noi siamo ancora fermi ad Alberoni…)

Ghazi è noto anche in Occidente per il grande impegnato dedicato al dialogo interreligioso; è l’autore di A common word, documento sottoscritto da 138 leader religiosi islamici che è diventato la pietra miliare del dialogo tra cristiani e musulmani. Conferma di questo impegno è forse anche il fatto che la sposa non si è convertita all’Islam.

Insomma ci è già simpatico, simpatia che ci fa perdonare i pantaloni con l’orlo à la Albert (de Monaco) e i sottostanti stivaletti. Semplice ed elegante la sposa con un abito color madreperla, il modello Valentina della maison spagnola Cortana. Un classico della maison; in seta blu e in versione cocktail, lo ha indossato anche la Reina Letizia nel 2016, alla festa per i quarant’anni del quotidiano El Pais.

Lady Violet confessa, da quando è arrivata la notizia continua a sentire la voce di Venditti che canta che fantastica storia è la vita!

Festeggiare con stile

Per me la giornata è iniziata con una brutta notizia poi rivelatasi infondata, per cui oggi ho deciso di dare la precedenza alle notizie belle. Compie 52 anni la Regina di Giordania, e festeggia pubblicando una splendida fotografia che la ritrae tra sei giovani, il futuro della monarchia hashemita. Oltre ai quattro figli Hussein, Iman, Salma e Hashem ci sono i fidanzati dei due maggiori: Jameel promesso sposo di Iman e Rajwa futura sposa di Hussein e dunque futura sovrana.

Prego notare la perfetta disposizione, con i due nuovi ingressi accanto a Rania. Tutti in abiti casual ma accuratamente coordinati, in una palette di tinte neutre accesa da tocchi blu (indossati dai due personaggi più importanti, l’attuale regina e il futuro re). Per essere precisi, quello della sovrana è “Aegean Blue”, colore della blusa Triora, della colombiana Silvia Tcherassi, mentre la futura regina sceglie la semplicità di uno chemisier écru (Rosetta Getty). Confesso, sono sempre più affascinata dal simbolismo di alcune mise, e non escludo di dedicare all’argomento qualche post.

Nei giorni scorsi la Corte aveva pubblicato alcuni ritratti della bella sovrana, presentata più come una donna impegnata che come figura istituzionale ieratica e distante. E tanto per confermare quanto appena detto Rania ricicla tutte le mise: dall’abito blu a quello rosso e nero ispirato alla tradizione, al completo Erdem color senape, tonalità rischiosa che porta con classe. Peccato per la posa da giornale di moda, ma d’altro canto io non amo nemmeno le foto a braccia conserte che – sarà il periodo – mi ricordano tanto i santini elettorali.

Va detto che il doppio fidanzamento in famiglia è stato gestito molto bene, dando la precedenza a Iman, il cui matrimonio per forza di cose avrà minore risonanza di quello del fratello. Le nozze dei futuri dovrani dovrebbero svolgersi – secondo quanto la stessa Rania ha anticipato – la prossima estate, e sarà interessante vedere come Rajwa gestirà il suo ruolo da crown-princess-in-coming, una novità in Giordania. A due settimane dall’annuncio è ancora alta l’attenzione per questo fidanzamento inatteso, arrivato come quegli spettacoli pirotecnici che illuminano il cielo d’estate D’altronde il matrimonio di un erede al trono è sempre un evento speciale, soprattutto quando gli altri sono tutti accasati, o troppo giovani per pensarci.

Se Rania ha deciso di includere la futura nuora nelle celebrazioni per il suo compleanno può farlo anche Lady Violet; a gentile richiesta ecco dunque una breve rassegna delle mise sfoggiate nel gran giorno dalla neofidanzata e dalla futura suocera.

Per la cerimonia ufficiale Rajwa ha optato per la tradizione indossando un abaya, quella sorta di caftano lungo con le maniche, spesso nero, con cui le donne mediorientali coprono gli abiti. Quello scelto è della collezione 2013 del brand libanese Orient499, specializzato in prodotti artigianali. La cintura dorata sembra proprio quella vista sulla Regina alla Festa dell’Indipendenza giordana nel 2019, un prestito o un regalo alla futura nuora? Ai piedi di Rajwa delle Chanel che decisamente non la slanciano. Qui apriamo una piccola parentesi; si è già iniziato a discutere garbatamente sull’altezza dei due sposi. Lei sembra leggermente più alta di lui, ma i sovrani hashemiti non sono noti per l’altezza: Hussein, nonno dello sposo, veniva chiamato il piccolo re, e nemmeno il padre Abdullah II svetta. La moglie è più alta di lui e porta i tacchi senza problemi, confermando dunque ciò che si diceva quando io ero ragazzina, che cioè gli uomini davvero sicuri di sé non si sentono umiliati dall’altezza delle loro compagne e anzi amano i tacchi alti che ne sottolineano la bellezza. Rania ha dunque scelto delle scarpine in pelle argentata, le Dior D, e la borsa Darling di Bottega Veneta in lucertola grigio chiaro, ad accessoriare l’abito in crêpe nero firmato Andrew GN, il cui punto focale sono le tre luminose decorazioni sul corpetto. Il nero è una scelta insolita per questa occasione, che ha però il merito di far risaltare la giovane promessa sposa.

Molte delle lettrici di questo blog hanno amato particolarmente l’abito blu plissé indossato da Rajwa in un’altra foto. È il modello Brennie di Costarellos, un modello midi in georgette lurex di poliestere, che trovate in vendita a circa 900 euro. Sarebbe interessante una immagine a figura intera, ma sicuramente la fanciulla lo indossa con grazia.

Furbetta la terza mise: anche qui un abito midi, bianco, accollato con maniche gonfie e cintura gioiello. Non che mi piaccia alla follia, ma non si può non notare che sia dello stesso stilista scelto dalla futura suocera: Andrew gn, couturier di origine sinogiapponese che ha studiato alla prestigiosa Central Saint Martins a Londra e alla Domus Academy a Milano, e ha lavorato a Parigi per Emmanuel Ungaro. I lettori più attenti – o dotati di migliore memoria – ricorderanno forse un’altra sua creazione, l’abito color corallo indossato da Mary di Danimarca alla cresima della figlia Isabella, a fine aprile (Le foto del giorno – Scene di famiglia). Neanche in quel caso avevamo gridato al miracolo, ma è evidente che si tratti di un royal must have, almeno per quest’anno.

La mise preferita da Lady Violet è la più informale, utilizzata per le foto dei due fidanzati nello stile noi due verso il domani. Una semplice camicia bianca di cotone (c’è qualcosa di più eternamente chic?) con una bella gonna lunga in seta in una fantasia astratta che sembra dipinta ad acquerello. Entrambi i capi sono di Sara Roka, brand made in Italy che prende il nome dalla sua designer, di origine canadese. Le sue creazioni mi danno una grande allegria, mi ricordano un po’ i tessuti di Positano e i camicioni che belle signore abbronzate con grandi collane di corallo portavano in estate. Made in Italy anche le scarpe, delle slingback Valentino, il modello Vlogo, che non solo hanno un colore splendido, ma mi sembrano molto più chic delle Chanel.

Queste fotografie hanno attirato una grande attenzione; più che per la mise, per gli orecchini che brillano alle orecchie della futura sposa. Sono i favolosi Plumage della linea Magnipheasant del gioielliere londinese Stephen Webster. Realizzati con diamanti bianchi e gialli per la Regina Rania, che li ha prestati alla futura nuora. E non sono i soli, anche gli orecchini che Rajwa indossa oggi – due diamanti montati su cerchi di oro rosa – sono un prestito della futura suocera.

Ladies&Gentlemen, ho l’impressione che ci aspettino mesi assai interessanti.

La foto del giorno – Un compleanno dolceamaro

Venerdì ha compiuto 49 anni, sabato è stato reso noto che la principessa Mette-Marit, consorte dell’erede al trono di Norvegia Haakon, è risultata positiva al covid.

(Ph: NTB/Lise Åserud)

La principessa manifesta i sintomi classici della malattia da coronavirus, ed è sotto il controllo dei medici di fiducia. La situazione richiede un minimo di attenzione in più, in quanto Mette-Marit soffre di fibrosi polmonare cronica (Breaking News – Grave diagnosi per Mette-Marit di Norvegia), una patologia che causa un progressivo ispessimento del tessuto polmonare; non è dunque la condizione migliore per affrontare una malattia che colpisce principalmente l’apparato respiratorio. Ci sono tutte le ragioni per confidare in una rapida ripresa della futura regina, ma Lady Violet non può nascondere una piccola inquietudine di fondo. La fotografia scelta dalla Corte per farle gli auguri sui social, con Mette-Marit in un abito di plumetis color mandarino (l’Ollie Dress di Rachel Gilbert), appoggiata a un albero, è di due anni fa. È stata scattata durante una vacanza con la famiglia nell’isola di Dvergsøya nel luglio 2020, e usata già per il quarantasettesimo compleanno (Le foto del giorno – Anniversari, anniversari). Spero che questa scelta sia motivata da banali ragioni di praticità, e mi auguro di rivedere presto questa bella signora al suo posto.