The people’s Queen

Alle 14.22 Her Majesty lascia Buckingham Palace e va incontro al suo popolo, che potrà renderle l’ultimo omaggio lungo i quattro giorni e la cinque notti in cui la salma resterà esposta a Westminster Hall, l’edificio più antico del complesso che ospita il Parlamento (e il Big Ben).

Il corteo passa sotto il balcone da cui la si è affacciata per l’ultima volta al termine del Platinum Jubilee; era lo scorso 5 giugno, le restavano 95 giorni.

Sulla bara avvolta dallo stendardo reale è posata una corona di fiori bianchi, la terza che vediamo; è composta da rose e lavanda che vengono dal parco di Windsor, con rami di pino raccolti a Balmoral. Su un cuscino di velluto viola è stata deposta la Imperial State Crown, le cui perle ondeggiano al movimento del feretro, trasportato su un affusto di cannone tirato da cavalli neri.

Il corteo avanza, il passo dei soldati che a lei e non al Parlamento hanno giurato fedeltà è ritmato, scandito dalla musica – tra cui la Marche Funèbre di Chopin – suonata dalla banda militare coni tamburi “imbustati” in drappi neri. Secondo la tradizione sono gli uomini ad accompagnare Elizabeth loro madre, nonna, zia, cugina, suocera; sola eccezione, la Princess Royal, che ripete il gesto fatto per il funerale della nonna, vent’anni fa. Molti di voi sono rimasti affascinati dalla principessa e dal suo comportamento; abbiamo parlato poco di lei ma rimedieremo al più presto.

(Ph: MOD)

In prima fila ci sono i figli in ordine d’età Charles Anne Andrew e Edward, Dietro di loro i nipoti, William Harry e Peter Phillips (manca il visconte di Severn, figlio di Edward, che non ha ancora 15 anni). In terza fila il Conte di Snowdon, figlio della Principessa Margaret; il Duca di Gloucester, cugino della sovrana e Tim Laurence, marito di Anne. Il corteo compie il tragitto (meno di un chilometro e mezzo) nei 38 minuti previsti, al secondo. Elizabeth è puntuale anche nei suoi ultimi appuntamenti. Prima di entrare a Westminster Hall il corteo passa davanti alla statua di Winston Churchill, in Parliament Square; fu l’ultimo a ricevere l’onore di un funerale di stato nel gennaio del 1965 ed era stato il primo Prime Minister di Elizabeth regina.

Funerali di Stato per Winston Churchill (Ph: Channel 5)

Mentre ieri atterrava l’aereo che da Edimburgo riportava a Londra il corpo della defunta sovrana, pensavo come il suo regno fosse iniziato proprio così, scendendo da un aereo. Era il febbraio di settant’anni fa, e la giovane Elizabeth tornò in fretta e furia dal Kenia, dove era in visita, alla notizia della morte del padre che la rendeva regina. Ad accoglierla c’era il Prime Minister, Churchill, che durante il viaggio in auto fino all’aeroporto aveva dettato il discorso che avrebbe tenuto ai Comuni alla segretaria. La quale in seguito raccontò al figlio che in quell’auto piangevano tutti: lei, Churchill, la sua guardia del corpo, l’autista. Quella segretaria era Jane Portal, ora Lady Williams, e il figlio Justin Welby, l’Arcivescovo di Canterbury che oggi a Westminster Hall ha benedetto la salma, e pregato per la sua anima.

E lì, nell’antico edificio c’era tutta la famiglia ad attendere Elizabeth.

C’è qualcuno che, guardando il corteo funebre che accompagna il feretro della sovrana da Buckingham Palace a Westminster, non abbia pensato solo per un attimo a quello di venticinque anni fa, per Diana?Non so voi, ma io lo trovo molto diverso. In quel caso il sentimento principale era la disperazione; questa volta ci sono dolore e tristezza ma c’è anche la speranza. Rappresentata proprio da quei due ragazzi disperati, ora due uomini; l’uno pronto ad assumere le responsabilità che lo attendono, l’altro a organizzarsi la vita in un modo che forse non avrebbe immaginato.

Ora so che avete due obiezioni. La prima: perché solo Andrew e Harry, che in effetti sono gli unici ad avere una cartiera militare, non hanno potuto indossare la divisa? Perché l’uniforme non è un abito qualsiasi, dunque la facoltà di indossarlo rispetta alcune regole fondamentali, in assenza delle quali non è concesso, e basta. Mai sentito parlare dell’affaire Dreyfus?

Seconda: Avrete senz’altro notato che dopo la preghiera i Sussex erano mano nella mano. È grave? No. È corretto? Non particolarmente, avrei evitato. Ma loro sono così, se li inviti per il tuo compleanno e chiedi di portare la torta, sanno che ami il profiterol, ma portano la cheesecake perché piace a loro.

Nel prossimo post continueremo a parlare delle royal ladies, come le abbiamo viste a Westminster, con un occhio anche alle mise e soprattutto ai gioielli.

Se vi siete persi il corteo di oggi potete rivederlo a questo link https://www.youtube.com/watch?v=pKNXu5n70bs

Le foto del giorno – The long goodbye

Oggi mi sono collegata tardi al sito BBC NEWS – che vi consiglio caldamente, anche se non conoscete l’inglese; vi eviterete imprecisioni sciocchezze e signore di mondo chiamate a dare il loro improbabile parere – erano le 18:42 e un aereo militare lasciava l’aeroporto di Edimburgo.

A bordo il feretro di Elizabeth II che rientrava a Londra. La regina lascia per sempre l’adorata Scozia ma la sua ultima immagine, con quella gonna tartan che tanto ci aveva incuriosito, rimarrà per sempre.

Ad accompagnarla in questo viaggio c’è l’unica figlia Anne, devastata ma ferma, con il marito Tim Laurence a sostenerla con discrezione, sobrio e solido. “Le  cose della morte sono cose di donne” recita un detto, e Anne lo conferma in questa sua presenza accorata e costante.

Anne, che ieri a Edimburgo ha seguito il feretro della madre lungo il Royal Mile in uniforme, e poi ha fatto una cosa da uomo: con i tre fratelli le ha reso omaggio con la Vigil of the Princes, una breve veglia di dieci minuti con i quattro figli disposti ai quattro lati del catafalco.

(Ph: Jane Barlow)

Ieri la capitale scozzese ha offerto un assaggio del funerale reale, il feretro accompagnato dal palazzo di Holyroodhouse alla cattedrale di St Giles dai figli (e dal genero), scortato dagli uomini del Royal Regiment of Scotland e dagli arcieri della Royal Company of Archers – per tradizione le guardie del corpo del monarca in Scozia – con la lunga penna d’aquila sul berretto. Tra chi gridava il suo rispetto per la defunta regina e il sostegno al nuovo re, un uomo ha urlato frasi contro il Duca di York. L’urlatore è stato prontamente bloccato dalla polizia; Andrew, notoriamente dotato di una discreta faccia di bronzo, ha fatto finta di nulla e la processione ha proseguito senza ulteriori intoppi.

Oggi la Princess Royal ha rilasciato un comunicato nel quale, ringraziando tutti per la partecipazione, confida di avere avuto la fortuna di vivere con la madre le sue ultime 24 ore, e il privilegio di accompagnarla in questi ultimi viaggi. Anche in questa occasione tra le parole attentamente scelte della dichiarazione formale traspare una commozione vera, non sorprendente ma nemmeno scontata. Penso che questa manifestazione di emozioni e sentimenti, così inusuale per la Royal Family, abbia l’effetto di consentire agli altri di sentirsi davvero parte di questo lutto. È un dolore in qualche modo accogliente, e credo sia qualcosa che la società contemporanea apprezzi. Se mi permettete una piccola digressione personale, guardando ieri i quattro fratelli durante la breve processione, ho provato quel senso di comprensione e partecipazione che unisce tutti quelli che hanno camminato dietro il feretro dei propri genitori. E non ho potuto non ricordare le candele accese a St Giles in memoria dei miei.

Intanto Her Majesty è arrivata a Londra, e questa notte riposa a Buckingham Palace prima di essere trasferita domani a Westminster Hall. Se però volete sapere qual è l’immagine di oggi che preferisco, eccola.

I cavalieri scozzesi salutano il passaggio dell’amata e rispettata regina come a lei sarebbe piaciuto di più. In sella.

Le foto del giorno – ‘A livella

Sono giorni così, ciascuno fa del suo meglio e anche questo piccolo blog va avanti come può, fedele al principio se ha fatto quello che potevi hai fatto quello che dovevi. Intanto Her Majesty lascia l’amata Balmoral alla volta di Edimburgo e del palazzo di Holyroodhouse, la residenza reale ufficiale in Scozia.

(Ph: Ian Forsyth/WPA Pool/Getty Images)

Con lei in rappresentanza della famiglia c’è la Princess Royal – Anne, l’unica figlia – che ora di quella famiglia è la matriarca, ruolo bello e oneroso. La lunga strada è orlata di migliaia di persone che danno l’addio alla sovrana offrendo il loro omaggio e il proprio rispetto. A un certo punto c’è schierata una guardia d’onore composta da trattori; tempi normali l’avremmo trovato ridicolo, ora solo tenero. Ognuno partecipa con quello che è, con quello che ha. Tanti bambini; assistono a un momento storico per il loro Paese che non dimenticheranno.

La bara di quercia che accoglie le spoglie della sovrana è avvolta dallo stendardo reale scozzese, con una semplice corona di fiori bianchi. Per comporla sono stati scelti alcuni dei suoi fiori preferiti – dalia, pisello odoroso, flogo, erica bianca, abete – tutti raccolti nel parco di Balmoral. Il giorno del funerale di stato il suo corpo verrà accompagnato a Westminster Abbey su un affusto di cannone; oggi viaggia come tutti, su un’auto funebre. Che sul finestrino laterale reca il nome dell’agenzia di pompe funebri, il signor William Purves, destinatario di una pubblicità planetaria.

Abbiamo più volte commentato come in questi giorni la Royal Family stia manifestando sensazioni ed emozioni in un modo raramente abbiamo visto in precedenza. La Regina era famosa anche per il feroce controllo delle proprie lacrime, che solo raramente si sono affacciate da quegli occhi azzurri, e comunque dopo una certa età. Una di quelle rare volte ha un particolare legame con la data di oggi, scoprite quale qui A Royal Calendar – 11 settembre 2001.

The (once) Fab Four

Mentre il feretro di Queen Elizabeth lascia per sempre Balmoral alla volta di Edimburgo, noi facciamo brevemente il punto sulle ultime ventiquattr’ore. Nonostante l’importanza della cerimonia con cui sabato mattina Charles è diventato King Charles III, ciò di cui tutti hanno finito per parlare è rappresentato in questa foto: i due figli del nuovo sovrano e le loro mogli nuovamente insieme, a Windsor.

(Ph: Chris Jackson/Getty Images)

Le due coppie sono uscite dai cancelli del maniero per salutare i presenti e ammirare i fiori lasciati in omaggio alla regina scomparsa. Catherine, neo Principessa di Galles, dritta come un fuso e affilata come un rasoio, procede con passo da bersagliere. La cognata Meghan, che rimane Duchessa di Sussex – e rimane overseas, come ha amabilmente sottolineato il suocero nel suo discorso – appare meno sicura, infagottata nel vestitone nero. Non è strano, in fondo l’una è nel suo ambiente, l’altra no. Tra loro i rispettivi mariti, vicini e distanti. Bravi, un gesto che andava compiuto, anche se non credo che cambi qualcosa, almeno per il momento. Confesso che guardandoli più che i Fab Four mi vengono in mente i Neri per caso.

(Ph: Jonathan Brady/POOL/AFP/ Getty Images)

Come di diceva, l’evento clou della giornata è stata la proclamazione del nuovo Re in una cerimonia dal sapore antico per la prima volta trasmessa in televisione. King Charles non ha nascosto né l’emozione né la tensione, evidenti soprattutto al momento della firma, ostacolata dall’improvvida presenza di un paio di oggetti da scrittoio che hanno impavidamente sfidato le ire reali. D’altronde il primo discorso del sovrano ha fatto cadere il velo di impeccabile, algido controllo che era stato la cifra della monarchia britannica finora. Bisogna marcare da subito le differenze col monarca precedente, e la comunicazione è il primo passo; non credo che si tornerà indietro.

(Ph: Victoria Jones/PA)

King Charles ha anche mostrato per la prima volta – in forma di spilla appuntata sulla cravatta – il suo monogramma, che reca l’iniziale del nome intrecciata alla R di Rex, in latino. Lo vedremo presto sostituire ER (Elizabeth Regina) su passaporti, banconote, monete, francobolli, cassette postali, alcune livree e uniformi.

(Ph: Jeff J Mitchell/Getty Images)

Stessa evidente commozione a Balmoral, dove la sorella e i fratelli del re, con coniugi e figli, hanno partecipato ad una funzione privata nella vicina Crathie Kirk fermandosi poi a salutare e a ringraziare i presenti per la vicinanza, il rispetto, l’affetto, i fiori. Mai li avevamo visti manifestare così apertamente le proprie emozioni; commossa la solitamente controllata Anne, contrito l’arrogante Andrew – molto affettuoso con le figlie – angosciato il tenero Edward, sconvolta la moglie Sophie. Guardate il video; vederli allontanarsi insieme, abbracciati (minuto 3’30) è davvero toccante. https://videos.dailymail.co.uk/video/mol/2022/09/10/2970358429742485038/480x270_MP4_2970358429742485038.mp4

Confermate data e ora dei solenni funerali di stato di Queen Elizabeth II; saranno celebrati lunedì 19 alle 11:00 (le 12:00 in Italia) a Westminster Abbey, alla presenza dei potenti della terra.

Il calendario completo lo trovate qui: The day after

Sposa bagnata sposa fortunata

Mentre tutta l’attenzione era concentrata su Londra, dove un’antica cerimonia ha sancito la nascita del regno di King Charles III a qualche centinaio di chilometri di distanza si celebrava un royal wedding. Sotto il cielo già autunnale di Bruxelles, poi sciolto in pioggia, Maria Laura d’Asburgo-Este, principessa del Belgio, ha sposato il fidanzato William Isvy.

(Ph: BelgaImage)

Come si pensava la sposa ha indossato l’antico velo della famiglia di nonna Paola; un po’ a sorpresa ma non troppo (l’avevamo citata come possibilità Auguri alla sposa!) ha scelto la tiara Savoia Aosta che appartiene alla famiglia paterna per completare l’abito che Vivienne Westwood ha creato per lei.

(Ph; Mathieu Golinvaux)

Prima della solenne cerimonia religiosa in cattedrale, gli sposi si erano detti sì all’hotel de ville, davanti al borgomastro di Bruxelles e a pochi selezionatissimi invitati, con Maria Laura in una mise anni ’60 che sembra uscita dal guardaroba di una giovane nonna Paola.

Lady Violet dedicherà presto un Royal chic shock e boh a questo matrimonio; riprenderemo la nostra rubrica domenicale e magari servirà anche a distrarci dalla tristezza di questi giorni.

Qui trovate la nostra rubrica di stile dedicata a questo matrimonio Royal chic shock e boh – Special edition

The day after

Nel fiume di fotografie di Her Majesty che hanno inondato il web questa mi è piaciuta tanto. La ritrae il giorno dell’incoronazione, il 2 giugno 1953, mentre ride divertita, come il bellissimo Philip in feluca.

Sembra che la regina avesse dimenticato the orb, il globo che ora tiene saldo in mano. Il mondo in mano all’inizio del regno, e il mondo in mano alla fine. Mentre questo mondo parla di lei scrive di lei piange per lei prega per lei canta per lei per le ultime volte God Save The Queen, lei infine riposa, avvolta nello stendardo reale simbolo di quel ruolo di quell’impegno che ha onorato sino all’ultimo giorno, come promesso. Ora il suo corpo si trova nella sala da ballo di Balmoral dove tante volte ha danzato.

(George Washington Wilson 1823-1893)

Sin da ragazzina ha amato il Ghillies Ball, la festa dedicata allo staff di Balmoral per ringraziarlo del lavoro svolto. Una tradizione istituita nel 1852 da Victoria e Albert, e proseguita fino ai giorni nostri (ne abbiamo parlato qui, e non perdetevi il video! Quattro salti al castello). Oggi è lo staff ad avere la sovrana tutta per sé, per l’ultimo saluto, mentre il resto del Paese (e del mondo) ha ascoltato il primo discorso ufficiale di King Charles III (Il discorso delRe). Lui, che è diventato re nel momento in cui la madre è spirata, sarà proclamato ufficialmente sabato mattina dall’Accession Council, composto da personalità di Corte e autorità politiche e religiose. Poi il primo incontro con la Prime Minister Liz Truss, seguito dal giuramento di fedeltà da parte dei decani del Parlamento. Domenica, mentre il feretro raggiungerà il palazzo reale di Holyroodhouse a Edimburgo, la proclamazione sarà letta nei Parlamenti di Scozia, Galles e Irlanda del Nord; sono curiosa di vedere se saranno anche loro vestiti a lutto come i colleghi del Parlamento di Westminster, un gesto certo non spontaneo ma di grande eleganza.

(Ph: Jessica Taylor/UK Parliament)

Lunedì mattina il feretro della sovrana sarà portato in processione lungo il Royal Mile – la strada principale di Edimburgo – fino alla cattedrale di St Giles, dove verrà celebrata una funzione di suffragio alla presenza di membri della Royal Family.

Martedì la salma lascerà per sempre la Scozia alla volta di Buckingham Palace; da mercoledì a domenica si potrà portare il proprio omaggio alla Regina scomparsa a Westminster Hall, l’edificio più antico del complesso del Parlamento.

Lunedì 19 i solenni funerali di stato.

Questo dovrebbe essere il programma dei prossimi giorni, che naturalmente potrebbe essere variato in ogni momento; sarà mia cura informarvi.

Intanto il Re e la Regina Consorte sono arrivati a Londra, e dopo aver salutato la folla in attesa sono entrati a piedi a Buckingham Palace.

(Ph: Reuters)

Il futuro è iniziato.

Il discorso del Re

A Londra sono le 18.00 quando da Buckingham Palace (il discorso è registrato)King Charles parla al suo popolo, che sa da meno di 24 ore di essere rimasto orfano dell’adorata sovrana. Parla come un figlio, e un fratello maggiore dei suoi concittadini. Alla fine del periodo di lutto ne diventerà il padre, e vedremo se sarà un buon padre, ché in fondo i genitori non devono essere perfetti, devono essere affidabili.

Da padre annuncia che William sarà Prince of Wales; Catherine avrà dunque il titolo che fu di Diana, e speriamo che questo aiuti a chiudere una storia dolorosa e troppo, troppo lunga. A Harry e Meghan tanto amore e facessero quello che vogliono. Ok, non ha usato proprio queste parole; ma “express my love for them as they continue to build their lives overseas” (esprimo il mio amore per loro mentre continuano a creare le loro vite all’estero). All’amata Camilla, sul cui amorevole sostegno conta in questa fase di transizione, la conferma che sarà la sua Regina Consorte. Alla sovrana scomparsa, la cara mamà che ora è insieme a papà (il francesismo con cui aristocrazia e upper class British hanno sempre chiamato i genitori) soprattutto grazie. Grazie per la per l’esempio, la devozione e l’impegno fino alla fine dei suoi giorni. Stesso impegno e stessa devozione che caratterizzeranno il suo regno, per tutta la vita (quindi no, non abdicherà in favore di William). A me è parso pacato, deciso, e in giusto equilibrio tra serenità ed emozione. E naturalmente chic come pochi, rigorosamente in nero con camicia bianca e il tocco della pochette a scacchi.

The Queen is dead, long live the King!

Breaking News – Sotto controllo medico

Buckingham Palace ha appena emesso un comunicato sullo stato di salute della Regina.

Il testo recita:

Following further evaluation this morning, The Queen’s doctors are concerned for Her Majesty’s health and have recommended she remain under medical supervision.

The Queen remains comfortable and at Balmoral.

(In seguito a nuove valutazioni nella mattinata, i medici i della Regina sono preoccupati per la salute di Sua Maestà e hanno raccomandato che rimanga sotto controllo medico. La Regina resta tranquilla a Balmoral)

Le foto del giorno – Back to school!

Lo sapevamo e ora abbiamo anche la prova fotografia: i Cambridge si sono trasferiti nel piccolo Adelaide Cottage, all’interno del parco di Windsor, così potranno stare più vicini alla Regina (appena tornerà da Balmoral). Tra i grandi cambiamenti che la scelta comporta, c’è una nuova scuola per i principini, così George e Charlotte hanno detto addio alla Thomas’s Battersea nel centro di Londra e ieri hanno fatto il loro ingresso alla Lambrook, nel Berkshire, non lontano dalla nuova casa. Con loro anche il piccolo Louis, che a quattro anni inizia la carriera scolastica. All’ingresso bambini e genitori sono stati accolti dal preside Jonathan Perry; a lui William ha detto che i figli sono contenti e curiosi, e hanno molte domande sulla nuova scuola.

Com’è tradizione nel Regno Unito, i bambini indossano la divisa dell’istituto: scarpe e calzini blu per tutti e per i maschietti bermuda blu e camicia bianca a riquadri. Un po’ punitiva quella della povera Charlotte che, nonostante l’allegria dei quadretti di Vichy bianchi e blu, la fa sembrare un’orfanella uscita dalle pagine di Oliver Twist. La cui versione cinematografica che vidi da bambina – benché fosse un musical peraltro premiatissimo agli Oscar – fu all’origine di molti miei incubi (soprattutto la scena in cui il povero Oliver/Mark Lester chiede un altro po’ di zuppa). Mi permetto di dire che nemmeno Charlotte sembra entusiasta ma cara, tranquilla, non hai idea delle tiare che ti aspettano tra qualche anno!

Contrariamente al solito, Catherine non si è vestita in nuance con la famigliola, optando per un abito a pois color crema su fondo rame del brand britannico Rixo. A questo punto, vista la recente passione della duchessa per i pois, si rende necessario un apposito post.

A margine, molta della stampa non ha evitato una piccola polemica con i Sussex, visto che Meghan aveva recentemente dichiarato che rimanendo nel Regno Unito non avrebbe potuto accompagnare e riprendere i figli a scuola a causa del continuo assalto dei paparazzi. Che non ci sono se non convocati in occasioni speciali, tipo appunto il primo giorno di scuola.

A questo punto ai tre piccoli Cambridge direi in bocca al lupo ma dato che in inglese si dice break a leg cioè “rompiti una gamba eviterò”. Viva il lupo!

Notizie & dettagli

Iniziamo con la notizia, da prendere senza ansia: su richiesta dei medici che la seguono Her Majesty ha cancellato la riunione col Privy Council prevista per questa sera. L’incontro sarebbe avvenuto online, ma la Regina ieri ha avuto una giornata piena e si è stancata, per cui le è stato raccomandato il riposo; la riunione verrà riorganizzata.

(Ph: Jane Barlow/PA)

Ieri la sovrana ha ricevuto prima Boris Johnson e poi Liz Truss, l’uno ha rimesso l’incarico da Prime Minister, l’altra lo ha ricevuto e ha formato il nuovo governo. Lei non si è sottratta – né saprei dire se avrebbe potuto – e ha ripetuto i gesti compiuti già per tredici volte, consapevole che uno dei ruoli della monarchia è assicurare la continuità, e rassicurare il Paese mostrandosi, facendosi vedere. L’abbigliamento di Sua Maestà ha colpito molti, compresa Lady Violet, che si sarebbe aspettata la sua classica mise; abito – magari in lana pesante dato il clima scozzese – una bella spilla e l’immancabile borsetta. La borsa c’era, il resto no; allora ho fatto una piccola ricerca, da cui è emerso che anche in precedenti occasioni – ad esempio udienze di capi di governo del Commonwealth – la Regina indossava cardigan di cashmere e gonna in tartan. Che ovviamente non è un tartan qualunque, ma il Balmoral (Original): su un fondo color grigio granito linee nere e rosse si intrecciano a formare gli scacchi.

(Ph: Scottish Register of Tartans)

Questo tartan compare a metà dell’Ottocento; secondo la tradizione sarebbe stato disegnato nel 1853 dal Principe Albert, consorte di Queen Victoria, ma The Scottis Register of Tartan sottolinea che la sua origine è ancora oggetto di ricerca. Il suo indosso è riservato alla Regina, e solo lei può autorizzarne l’uso al suo entourage

Il 1853 è anche la data della posa della prima pietra da parte di Victoria per l’ampiamento del castello, voluto dal Principe Consorte, che trasformò Balmoral in una delle residenze più amate dalla coppia, e dopo la sua morte dalla regina vedova. Victoria è presente dappertutto, ma non pensavo di trovarla anche sulla parete della Drawing Room. Soprattutto non pensavo di trovare quel quadro: alla destra del camino, nonostante il riflesso si vede uno dei dipinti che la ritraggono in compagnia di John Brown; sembra l’opera di Sir Edwin Landseer Queen Victoria at Osborne, che dovrebbe trovarsi appunto a Osborne House, sull’isola di Man; questa dunque potrebbe essere una copia, che rende la cosa ancora più interessante.

Brown, già gillie di Albert (cioè una sorta di attendente che accompagnava il principe e i suoi ospiti nelle battute di caccia e di pesca) dopo la sua morte divenne un sostegno irrinunciabile per Victoria, tanto che questo insolito rapporto fece nascere varie voci. Gli stessi figli della sovrana disapprovavano, e a quanto si sa il figlio Edward VII, una volta divenuto Re, avrebbe fatto sparire le tracce della presenza di Brown. Che a sorpresa è riuscito nella più importante delle occasioni.