Breaking News! – Lutto in Liechtenstein

Il piccolo Principato è in lutto: è scomparsa oggi la Principessa Consorte Marie, moglie del sovrano Hans Adam II.

Mercoledì scorso la principessa aveva avuto un ictus, ed era ricoverata nell’ospedale della città svizzera di Grabs, nel Cantone San Gallo.

Marie era nata a Praga il 14 aprile 1940, figlia del Conte Ferdinand Carl Kinsky von Wchinitz und Tettau; dopo gli studi all’estero per perfezionare inglese e francese, aveva studiato grafica e lavorato presso un tipografo di Dachau fino al matimonio.

Lei e Hans Adam, suo lontano cugino, si sposarono il 30 luglio 1967 nella cattedrale di Vaduz. La coppia ha avuto quattro figli: il principe ereditario Alois – cui il padre nel 2004 ha affidato la reggenza – il principe Maximilian, il principe Constantin e la principessa Tatjana, che li hanno resi nonni di ben quindici nipoti.

Come molte consorti reali ha presieduto a lungo, dal 1985 al 2015, la Croce Rossa del Liechtenstein ed è stata sempre molto attiva nel mondo della solidarietà. Con il marito hanno mantenuto sempre un profilo sobrio e riservato, per cui probabilmente non è particolarmente conosciuta.

Questa sera, dalle 20;15 alle 20:30, le campane del Principato hanno annunciato ai cittadini la sua scomparsa; nessun’altra notizia è stata diffusa finora.

Le foto del giorno – Una piccola rivoluzione bhutanese

Non pubblicavo da un po’ immagini dei reali bhutanesi ma diciamoci la verità, sono sempre un gran bel vedere.

Ieri il Re del Bhutan, accompagnato dalla sua splendida regina e dal delizioso principe ereditario, ha presenziato ad una cerimonia militare: il giuramento dei nuovi cadetti dell’esercito, il Royal Bhutan Army. Un evento che segna una piccola rivoluzione per il minuscolo regno himalayano; per la prima volta nella sua storia l’esercito ha aperto le porte alle donne, e così 150 ragazze hanno completato l’anno di addestramento previsto insieme a 151 coetanei, e ora sono pronte a servire il loro Paese.

Che può sembrare una sciocchezza ma non lo è, se è vero come affermava Simone de Beauvoir, che sarà sufficiente una crisi politica, economica o religiosa perché i diritti delle donne siano rimessi in discussione. Questi diritti non sono mai acquisiti. Qualcuno potrebbe obiettare sull’opportunità di sposare la vita militare, ma il riconoscimento dell’uguaglianza dei sessi è sempre un passo avanti.

Anche nei momenti più marziali, il Bhutan appare comunque sempre il Paese attento più che al PIL, alla Felicità Nazionale Lorda, come lo ha voluto il Quarto Re Drago, padre dell’attuale sovrano: relativamente distante da crisi e drammi, avvolto in un clima incantato. Incanto cui contribuisce notevolmente Sua Maestà la Regina, la più giovane regina consorte del mondo e direi anche la più bella. La cui perfetta, impeccabile bellezza pur non essendo particolarmente comunicativa e intrigante – come ogni forma di perfezione – sembra in grado di toccare chiunque con la propria grazia squisita.

E pure la banda militare, magari non avrà il fascino rarefatto della sovrana, ma con le caleidoscopiche uniformi tradizionali ha sicuramente il suo perché.

Le foto del giorno – Harry l’afghano

Penso che in questi giorni il pensiero della situazione afghana lasci con difficoltà le nostre menti, e la paura per ciò che potrebbe accadere in particolare alle donne alle ragazze alle bambine sia palpabile, e vada di pari col senso di una disperata impotenza.

Sovrani e membri delle famiglie reali al momento non si sbilanciano, al dramma umanitario si accompagnano complesse questioni politiche e i capi di stato devono – o sono costretti – a mantenere un atteggiamento necessariamente distaccato, perché naturalmente più di un governo ha le sue responsabilità.

C’è però un royal che con l’Afghanistan ha un rapporto diretto, ed è il Duca di Sussex, che nella sua decennale carriera militare è stato due volte in missione nel Paese asiatico. Harry ha rilasciato una dichiarazione nella sua qualità di fondatore degli Invictus Games – dedicati ai veterani feriti in servizio – insieme con Lord Allen of Kensington e Dominic Reid, rispettivamente presidente e CEO dei giochi. Un messaggio molto opportuno, secondo me, che invita tutti i soldati e i partecipanti agli Invictus Games ad aiutarsi e supportarsi.

Poteva forse bastare così, invece i Duchi di Sussex non hanno resistito alla tentazione di rilasciare un’ulteriore dichiarazione sul sito della loro fondazione, Archiewell. Dichiarazione che ha un po’ il sapore del minestrone, visto che mette insieme la situazione afghana, la pandemia e il terribile terremoto che tanta morte e distruzione ha portato ad Haiti. Dichiarazione di una certa banalità; meglio sarebbe stato forse dare qualche indicazione chiara su associazioni da sostenere, o magari organizzare direttamente una raccolta fondi.

O forse è solo Lady Violet he non ama troppo la retorica sulle tragedie.

Non volendo emulare i Sussex, mi permetto invece di segnalarvi due organizzazioni che lavorano direttamente in Afghanistan, e hanno la possibilità di portare aiuti concreti alla popolazione.

Particolarmente impegnata nella condizione femminile, ora particolarmente a rischio, è Pangea: https://pangeaonlus.org/contributo/emergenza-afghanistan/

Restano sul campo i medici di Emergency, che su questa pagina forniscono anche aggiornamenti sulla situazione: https://www.emergency.it/cosa-facciamo/afghanistan/

Ancora presenti in Afghanistan anche i Medici Senza Frontiere: https://www.medicisenzafrontiere.it/news-e-storie/news/afghanistan-violenza-dilaga/

Diamond and pearl, best friend for a girl.

Ora è agosto e godetevi le vacanze, o almeno un po’ di riposo, ma se a settembre vorreste darvi allo shopping ho una proposta per voi.

Se amate i gioielli con una storia – meglio se royal – o le perle, o lo stile déco, o Cartier, o magari tutte queste cose insieme, il 14 settembre potreste partecipare all’asta di gioielli che si terrà a Londra da Dix Noonan Webb.

Con un valore stimato tra le 30.000 e le 40.000 sterline, uno degli oggetti proposti è questo bracciale: un doppio filo di perle intervallato da piccoli diamanti taglio brillante, chiuso da un notevole fermaglio di platino tempestato di diamanti con due grandi perle. La linea ad un tempo geometrica e opulenta del fermaglio ne rivela l’origine Déco; si tratta infatti di una classica creazione Cartier che risale al 1925.

Oltre al valore, alla raffinatezza della manifattura e al pregio storico artistico, il bracciale ha una dote in più: viene dalla collezione privata di un importante membro della Royal Family. La principessa Margaret, sua proprietaria, lo indossava nel ritratto che le fece Cecil Beaton per il suo diciannovesimo compleanno, nel 1949.

In questo famoso ritratto, in cui il bracciale brilla al suo polso sinistro, Margaret indossa un romantico abito rosa pallido cosparso di farfalle, che la rende una vera jeune fille en fleur, con lo sguardo malinconico e il vitino di vespa (secondo le cronache dell’epoca era di soli 45 centimetri) perfetta interprete di quell’estetica romantica che, al di là degli anni della guerra, contrraddistingue il regno del padre, con Beaton e il couturier Norman Hartnell incaricati di far rivivere lo stile della regina Victoria com’era nei ritatti di Franz Xaver Winterhalter.

L’immagine, l’abito, il bracciale e il collier di perle hanno ispitato i costumisti di The Crown, che hanno vestito Vanessa Kirby di un abito vagamente simile, ma molto più contemporaneo e sensuale, ben lontano dallo spirito virginale incarnato dalla giovanissima Margaret.

Dunque save the date: martedì 14 settembre, che è pure il compleanno di un’amica mia.

Le foto del giorno – Balmoral in pink

La tenuta di Balmoral, nell’Aberdeenshire, era forse la residenza preferita di Prince Philip, che si godeva la libertà concessa dalla magione scozzese dedicandosi agli amati sport e deliziando la famiglia col barbecue, altra sua passione.

Questa è la prima estate senza di lui e lei, moglie e regina, nel giorno che segna i quattro mesi dalla scomparsa dell’amato sposo ha indossato una mise shocking pink, il suo rossetto e il suo miglior sorriso, e ha passato in rassegna la guardia d’onore del Royal Regiment of Scotland, dando così inizio ufficiale alle vacanze nelle Highlands. Appuntato sulla spalla il badge del reggimento, ricco di simboli: il leone rampante dello stendardo reale scozzese si staglia contro la X della croce di Sant’Andrea, patrono della Scozia, e il cartiglio sottostante reca scritto in latino Nemo me impune lacessit (“nessuno può sfidarmi impunemente”), motto sia del Royal Regiment sia dell’Order of the Thistle, il più antico e prestigioso di Scozia.. Che mi sembra anche monito perfetto per i protagonisti di alcune recenti vicissitudini familiari.

Momento sempre molto gradito da Sua Maestà l’incontro con la mascotte, uno Shetland pony dal marziale nome Lance Corporal Cruachan IV, che ha il diritto di indossare tutte le onorificenze assegnate al reggimento, cosa che fa con autorevole nonchalance.

A proposito di famiglia, durante questo periodo di vacanza la Regina riceverà la visita di figli e nipoti: il principe di Galles con la moglie Camilla, i Conti di Wessex con i figli Louise e James, i Cambridge con i tre bambini. Silenzio totale invece sul Duca di York, che potrebbe presto avere nuovi problemi dalla sua relazione pericolosa col finanziere Jeffrey Epstein, morto – domani saranno esattamente due anni – in un carcere dov’era detenuto per le accuse di violenze e abusi su minori. Sta infatti per scadere il tempo utile a trovare un accordo riservato con Virginia Roberts, che accusa Andrew di avere avuto con lei rapporti sessuali quando era ancora minorenne, il che potrebbe trascinare il principe in una causa civile in USA per il risarcimento; in novembre inizierà poi il processo a Ghislaine Maxwell, compagna di Epstein e sua complice, che potrebbe coinvolgere spiacevolmente il duca, che pure non è per ora indagato.

Tra dolori e preoccupazioni, Her Majesty sembra mantenere un invidiabile equilibrio; chissà, magari al motto cui si è sempre ispirata, never complain never explain ne ha aggiunto uno nuovo: when in trouble go pink.

Le foto del giorno – La vispa Charlotte

La vispa Carlotta
avea fra l’erbetta
dal volo interrotta
gentil farfalletta,

e tutta giuliva,
stringendola viva,
gridava a distesa:
“L’ho presa! L’ho presa!”.

Ma a lei supplicando
l’afflitta gridò:
“Vivendo, volando
che male ti fo’?

Tu sì mi fai male
stringendomi l’ale!
Deh, lasciami! Anch’io
son figlia di Dio!”.

Confusa, pentita,
Teresa arrossì,
dischiuse le dita
e quella fuggì.

Messer Luigi Sailer buonanima perdonerà Lady Violet se ha osato rimaneggiare leggermente il suo immortale componimento, per adattare la rima a Carlotta invece che a Teresa, ma anche lui concorderebbe: cosa c’è di più estivo e gentile di una bambina che rincorre le farfalle?

Ebbene, il Regno Unito oggi celebra la Big Butterfly Count, una giornata dedicata alla protezione delle farfalle con una sorta di censimento delle specie presenti sul territorio. La piccola di casa Cambridge – calzoncini rosa a fiori e maglietta color fiordaliso sullo sfondo di quello che sembra un campo di lavanda – partecipa alla campagna, tenendo delicatamente tra le mani una farfalla Red Admiral, che credo sia la nostra Vanessa Atalanta ma non essendo un’esperta entomologa non potrei giurarlo.

Al momento la deliziosa Charlotte con genitori e fratellini è in vacanza nelle isole Scilly, arcipelago di selvaggia bellezza al largo della Cornovaglia, ma è assai plausibile che la fotografia sia stata fatta qualche settimana fa in Norfolk, dove i Cambridge hanno la loro residenza di campagna, Anmer Hall. Probabile autrice dello scatto mamma Catherine, ormai fotografa quasi ufficiale della Royal Family e non solo.

I suoi ritratti di Steven Frank e Yvonne Bernstein, sopravvissuti all’Olocausto, questa estate saranno visibili all’interno della mostra Generations: Portraits of Holocaust Survivors, appena inaugurata all’Imperial War Museum, dove resterà in cartellone fino al 7 gennaio prossimo.

Meghan 40×40

Il suo compleanno è un po’ oscurato da quello di Barack Obama, che inizia anche lui un nuovo decennio con un criticato megaparty, ma lei è la prima di quelli che per un breve istante furono i royal Fab Four a raggiungere gli anta. E com’era ampiamente prevedibile – come in fondo è giusto che sia – Meghan Duchessa di Sussex ha acceso i riflettori su di sé, in un modo che delizierà gli estimatori, perplimerà i detrattori e lascerà sostanzialmente indifferenti tutti gli altri, che immagino in abbondante maggioranza.

In un video appena pubblicato sul sito della fondazione Archewell, istituita dai Sussex per veicolare le loro campagne umanitarie e i prodotti del loro ingegno, la neoquarantenne duchessa presenta la sua nuova iniziativa: 40×40, che si pone il nobile scopo di aiutare le madri a rientrare nel mondo del lavoro, e lo fa coinvolgendo 40 personaggi di successo del suo entourage perché dedichino 40 minuti del loro tempo al progetto. Meghan duetta con una delle sue amiche, l’attrice Melissa McCarthy, che si produce in alcuni siparietti tra cui la non particolarmente originale evocazione di una English lady che sorbisce l’inevitabile tea con l’altrettanto inevitabile cavolfiore in testa.

L’attrice due volte nominata all’Oscar (Melissa, non Meghan) non riesce poi a trattenere l’ilarità quando dalla finestra sullo sfondo fa capolino il Duca di Sussex che, evidentemente preoccupato dal sembrare troppo serio ed autorevole, pensa bene di rallegrare gli spettatori con giochetti d’abilità e facce buffe. Il che ci consente almeno di dare un’occhiata alla stanza della magione di Montecito scelta da Meghan per il suo messaggio: molto bianco, dalle rose al tavolo di legno sbiancato, al grande cristallo di quarzo, molte (troppe!) copie del suo libre The Bench, una di quelle pareti in pietra piuttosto frequenti nelle case americane, in questo caso arricchita da un camino; francamente avrei evitato l’ostensione del plaid Hermès, che piazzato sullo schienale della sedia sembra messo così proprio per farlo vedere.

Total white anche per la duchessa, in quello stile effortless chic che fa tanto finto Kennedy: canottiera, un cardigan avvolgente e quella che sembra una gonna di seta, più un paio di Gianvito Rossi di suède, dotate di quei tacchi assassini che le signore Kennedy non hanno mai indossato in società, figuriamoci a casa. Al collo brillano due piccoli collier di Logan Holloway, con le costellazioni dei segni zodiacali dei due figli: Toro per Archie e Gemelli per Lili. Alle sue spalle, comodamente assiso su un cuscino en pendant, un delizioso canetto; pure lui piuttosto en pendant, ma per fortuna non più di tanto. .

Cosa pensa Lady Violet? I gesti di solidarietà sono sempre i benvenuti, anche quando venissero usati per una forma di promozione personale, che è peraltro pratica diffusissima in molti ambienti, anche squisitamente repubblicani. L’importante ovviamente è far seguire alle parole l’azione, col rispetto per le persone come stella polare, onde evitare ogni forma di condiscendente magnanimità. Il mio problema, che confesso squisitamente personale, è che io non riesco a prendere Meghan sul serio, trovo che la sua chiave comunicativa sia molto spesso forzata, probabilmente condizionata dal suo passato di attrice. Dunque mi sembra che il suo modo di porsi sia spesso “recitato”; il problema è che non è Meryl Streep.

Anyway, happy birthday a lei, auguri alle persone che ama e che la amano. E un po’ pure a noi, sperando dii non dover essere troppo a lungo spettatori di una soap opera che ha perso di interessa da un bel po’.

Qui trovate il video del progetto 40×40: https://archewell.com/40×40/

La foto del giorno

Il prossimo saranno 70.

Il 5 febbraio 2022, mentre ricorderà il padre adorato e i lunghissimi sette decenni vissuti con la sua assenza, Her Majesty The Queen celebrerà anche un traguardo che ha dell’incredibile: settant’anni di regno. Il giubileo di platino, raggiunto da pochissimi sovrani nella storia: giusto Louis XIV, Roi Soleil dei Francesi per 72 anni e 110 giorni; Rama IX, padre dell’attuale re di Thailandia (71 anni e 126 giorni) e Johann del Liechtenstein, sul trono del piccolo principato per 70 anni e 101 giorni, tra il 1858 e 1929.

Quello che verrà sarà dunque un anno ricco di feste ed eventi, che avranno il loro culmine il primo weekend di giugno, col tradizionale Trooping the Colour che anticipato di una settimana sarà celebrato il 2, sessantanovesimo anniversario dell’incoronazione.

Nella speranza che questa speciale occasione possa segnare anche il momento della rinascita dopo il lungo sonno pandemico, i preparativi sono già iniziati; appena presentato il logo che comparirà su tutti i prodotti ufficiali del giubileo, e sugli account social della Royal Family

Come accaduto anche in precedenza, il simbolo è stato selezionato attraverso una competizione tra giovani e giovanissimi designer – di età compresa tra i 13 e i 25 anni – organizzata da Buckingham Palace in collaborazione col Victoria&Albert Museum.

Ha vinto il progetto di Edward Roberts, diciannovenne del Nottinghamshire che studia graphic design all’università di Leeds, e vi lascio immaginare la gioia di Lady Violet nel vedere che è stato scelto un solo colore, il viola! Composto dal rosso materico e dal blu eterico, sta tra l’umano e il divino e rappresenta l’unione di due nature (la definizione è di Jung) per questo tradizionalmente associato alla regalità. La tonalità scelta è quella più vicina al Robe of Estate, il mantello di velluto viola indossato dal monarca durante l’incoronazione.

Di forma circolare, come si trattasse di un sigillo reale, il disegno rappresenta la St Edward’s Crown; interessante la scelta del font: il Perpetua – potenza di un nome! – già usato per il programma dell’incoronazione di Sua Maestà. Edward Roberts ha dichiarato di aver voluto reinterpretare in chiave moderna gli elementi iconici della St Edward’s Crown, perciò ha pensato alla linea continua, che simboleggia bene anche la contiuità del regno della Regina. E chissà se nei suoi studi il giovane designer ha mai incrociato Osvaldo Cavandoli e il suo omino, Linea.

Particolarmente parco il premio per il vincitore: 1500 sterline e un anno di membership del V&A.

Non è un trono per donne

Nonostante in questi giorni molti occhi siano puntati sul Giappone questa notizia non ha avuto grande risalto eppure, nonostante il successo di tante atlete olimpiche, non è un bel segnale per le donne.

Il panel incaricato dal Governo di indagare la possibilità di cambiare la linea di successione al Trono del Crisantemo, ha dato parere negativo sulla possibilità di inserire anche le principesse, sostenendo la necessità di rispettare innanzi tutto storia e tradizione,

Dunque dopo l’attuale Imperatore Naruhito il suo posto non spetterà all’unica figlia Aiko, ma al fratello minore del sovrano, Fumihito Principe Akishino, e dopo di lui al figlio ora quindicenne, Hisahito.

Dato che la successione è esclusivamente maschile, aperta cioè solo ai maschi figli di maschi, al momento comprende tre persone: i già citati Fumihito e Hisahito, oltre allo zio paterno dell’Imperatore, Masahito Principe Hitachi, che avendo 85 anni difficilmente siederà sul trono.

Siccome però la natura ha un senso della giustizia non scevro da una certa perfidia, da molti anni nella famiglia imperiale nascono femmine. Per cui, se questo gruppo di esperti ha preferito lavarsi pilatescamente le mani, c’è il rischio concreto che il problema si riproponga nella prossima generazione, perché se Hisahito avesse solo figlie femmine un ripensamento sarà necessario.

Col limite di lasciare i sudditi in una sostanziale insicurezza sul futuro dell’Impero, che è esattamente quello che una monarchia non dovrebbe fare.

Senza Charlène

Quando Lady Violet era una ragazzina, le lunghe pigre estati adriatiche subivano un’impennata glamour all’inizio di agosto, con le riviste che si riempivano delle immagini del ballo della Croce Rossa monegasca. Abiti sontuosi, gioielli da favola, lusso e opulenza raccontavano una serata fiabesca, su cui regnava prima l’eleganza un po’ barocca della Grace degli ultimi anni, poi lo chic più contemporaneo della figlia Caroline.

Nei saloni dello Sporting passava di tutto: attori hollywoodiani e imprenditori brianzoli, bei ragazzi in cerca di fortuna, belle ragazze in cerca di contatti, vecchie glorie in cerca di un altro red carpet, come la Norma Desmond di Viale del tramonto. Crescendo, i ragazzi Casiraghi hanno portato un po’ di freschezza, poca, perché il Bal de la Croix Rouge è un rito più che un party per giovani, celebrato dal Principe Sovrano: prima il vecchio, ieratico Rainier III, poi Albert II, più giovane e easy, ma manco tanto.

Negli ultimi decenni entrambi hanno potuto contare sull’allure regale di Caroline, che tra grandi felicità e altrettanto grandi tragedie ha smesso i ridotti abiti della principessa ribelle che era in gioventù, per abbracciare quella dedizione alla causa ereditata dalla madre americana e svolta con impeccabile professionalità. Poi è arrivata Charlène, la nuotatrice olimpica che veniva dal Sudafrica, la cui vaghissima somiglianza con Grace aveva fatto sperare qualcuno in un ritorno ai giorni gloriosi del tempo che fu. Caroline abbandonò dunque il ruolo fino allora esercitato di first lady – e alla nascita del piccolo Jacques, erede del padre, anche l’idea di vedere un giorno sul trono il figlio Andrea – ma a dirla tutta Charlène non ha mai assunto fino in fondo il suo. Comunque le due cognate – i cui rapporti si dice non siano particolarmente stretti – avevano raggiunto un accordo sui due principali appuntamenti benefici, e mondani, del Principato: a Caroline il Bal de la Rose, a Charlène quello della Croix Rouge.

Nel 2020 è andata com’è andata, ma quest’anno si cerca di tornare timidamente alla normalità, e Monaco non fa eccezione. Per cui si è pensato di organizzare ugualmente una manifestazione per la Croix Rouge; non il tradizionale ballo, ma un concerto, più sobrio e più facile da gestire.

Ed ecco che venerdì sera la piazza del Casinò si è riempita di ospiti per ascoltare il jazz di Jamie Cullum. Un evento un po’ ibrido, in cui ognuno si è vestito come voleva: uomini in abito scuro, ad eccezione del sovrano che ha preferito una tenuta ispirata ai colori dell’ente: camicia e pantaloni bianchi più cravatta rossa. Completati da una giacca nera, in un look da yachtman anni settanta. Elegantissima, pure troppo, Caroline, con una mise nei toni del marrone disegnata dal mai troppo rimpianto amico Karl Lagerfeld per la collezione Chanel Primavera Estate 2016. Sicuramente chic, ma Lady Violet ha l’impressione che la principessa non abbia ancora chiarissimo quali colori donino di più ai capelli grigi che ha adottato da poco. Chanel anche per Charlotte Casiraghi – che della maison è testimonial – senza il marito Dimitri Rassam. Per lei un abito corto molto rock; d’altronde la fanciulla, nonostante i due figli e i quasi trentacinque anni, sembra un’adolescente.

Tatiana, moglie di Andrea Casiraghi, ha riproposto il suo classico stile boho chic, in un abito lungo e fluttuante nella fantasia ramage rose di Giambattista Valli, e sandali flat Gianvito Rossi. Una mise che può sembrare troppo semplice, ma lo spezzato del marito non consentiva troppo di più

Al contrario la cognata Beatrice Borromeo, moglie di Pierre, il minore dei fratelli Casiraghi, apparecchiatissima in Dior, sempre bella ed elegante. L’abito è forse eccessivo per l’occasione, tutto tempestato di elementi brillanti e ulteriormente arricchito dal collier Buccellati, ma lei è talmente un bel vedere che la perdoniamo (purtroppo però le foto che la ritraggono non sono granché).

Tutto ciò premesso, arriviamo al clou: Charlène. Che naturalmente non c’era, essendo ancora in Sudafrica Ma il punto è: tornerà a Monaco? E nel caso, quando? Per rispondere dovremmo naturalmente sapere con certezza perché la principessa riluttante sia tornata in patria. Le ipotesi sono principalmente tre: una malattia preesintente che possa essere trattata con successo in Sudafrica, godendo di assistenza e vicinanza della famiglia d’origine. Oppure la famosa infezione otorinilaringoiatrica di cui si parla senza approfondire, evento sempre possibile, anche se questa missione per il salvataggio dei rinoceronti cominciata addirittura a marzo, ben prima che si parlasse di infezione, sembra piuttosto lunghetta. O infine quello che ormai pensa la maggioranza, che si tratti cioè di prove tecniche di separazione; o come si dice tra comuni mortali, una pausa di riflessione. Confesso che pur non essendo madre mi chiedo quanto sia difficile vivere lontano dai propri figli, per giunta così piccoli, e quanto grandi debbano essere la sofferenza e il disagio se portano a un gesto del genere, ove questa si rivelasse la verità. Certo, Charlène non è mai sembrata troppo a proprio agio nei panni principeschi, né nei confini angusti del Principato; basti pensare che dopo tanti anni si esprime ancora con difficoltà in francese. E d’altra parte è noto che la corte monegasca – nonostante le dimensioni ridotte, o forse proprio per quello – non sia un luogo semplice. La stessa Grace ebbe i suoi problemi, nonostante avesse altro temperamento e altro uso di mondo della nuora che non ha mai conosciuto. Alle critiche montanti – e sempre odiose – sul non essere una buona madre, Charlène ha risposto qualche giorno fa postando su Instagram delle foto in videochiamata con i figli, senza che questo ovviamente abbia risolto alcunché.

Ora poi gira – anche in Italia, su Oggi, ripresa da vari siti – l’intervista di Christa Mayrhofer-Dukor, un’aristocratica austriaca che afferma di essere cugina della compianta Grace, e in effetti le somiglia un po’, anche se francamente non sono riuscita a trovare la linea di tale parentela. La signora, che in altre occasioni ha avuto per Charlène parole sia belle sia meno, afferma che la principessa per ora non intende tornare, e non è detto che lo faccia in futuro, avendo ormai compiuto il principale dei suoi obblighi: partorire l’erede. Ora, è vero che questo è pensiero diffuso, ma non potendo verificare vi invito a prendere con cautela questo genere di dichiarazioni; il mondo è pieno di millantatori.

Fermo restando il rispetto per condizioni di salute che possono non essere buone, Lady Violet pensa che al momento tutto sia in divenire, e la presenza al concerto, insieme alla famille princière, di Gareth Wittstock e moglie – la signora in abito verde petrolio, che poco educatamente, mostra un po’ di spalle a Caroline – indichi che al momento la versione ufficiale resta quella della malattia, negando ogni ipotesi di rottura. Vedremo il futuro cosa ci porterà.

Edit: non c’era Charlène ma c’era Nicole Coste, ex di Albert e madre di Alexandre, che compirà 18 anni il mese prossimo. Anche il giovanotto, riconosciuto dal padre nel 2005 ma fuori dalla successione al trono del Principato, ha partecipato alla serata. La Principessa Consorte non sarà contenta.