Eccoli, insieme e vestiti anche uguali. William e Harry nei giardini di Kensington Palace, davanti alla tanto attesa statua della madre, che oggi avrebbe compiuto 60 anni.
Diana è e per sempre sarà fissata nel tragico splendore dei suoi 36 anni, il che la rende ormai più giovane dei suoi figli (William ne ha 39, Harry ne compirà 37 a settembre). Ad ascoltare le parole di Mario Calabresi, quando un figlio che ha perso presto un genitore supera l’età raggiunta da chi non c’è più inizia a sviluppare nei suoi confronti un rapporto che è ad un tempo filiale e paterno, o materno. Vedremo se e come evolverà il rapporto dei due principi con quella madre così amata e ingombrante, ragazza per sempre. Intanto sono apparsi tra loro in buona armonia – né francamente pensavamo che si ignorassero – mentre usciva la notizia di un intenso scambio di messaggi in occasione della partita Inghilterra-Germania, vinta dai Three Lions per 2 a 0. Potere del calcio!
Inevitabilmente accompagnato dall’ultima polemica – i Sussex avrebbero rifiutato per il figlio Archie il titolo scozzese di Earl of Dumbarton temendo futuri dileggi al pargolo a causa del prefisso Dumb che vuol dire stupido; circostanza che ha comprensibilmente innervosito gli abitanti della ridente cittadina delle Highlands – il principe Harry è tornato a calpestare il suolo patrio, e ora si trova in quarantena a Frogmore Cottage, dove sembra sia stato visitato da Sua Maestà la nonna. La ragione del suo viaggio è la statua dedicata a Diana che i figli presenteranno al mondo giovedì 1 luglio, giorno in cui la sventurata avrebbe compiuto sessant’anni.
Le movimentate vicende britanniche stanno oscurando un altro evento: proprio il 1 (e il 2) luglio i Principi di Monaco festeggiano i dieci anni di matrimonio: il primo giorno le nozze civili, il secondo le religiose. Per meglio dire, festeggerebbero, ma in realtà non ci sarà alcun festeggiamento, e la responsabilità non è né del covid, né tanto meno – ovviamente – dei Windsor. Il punto è che Charlene non è a Monaco, e non si vede nel Principato da mesi.
Il 25 gennaio ha compiuto 43 anni in famiglia, due giorni dopo ha partecipato alle celebrazioni per la patrona di Monaco, Sainte Dévote (Le foto del giorno – La Fête de Sainte Dévote). Il 10 febbraio col marito ha presentato ufficialmente il torneo di rugby Monaco Sevens 2021, per poi ricomparire il 18 marzo ai funerali del Re Zulu Goodwill Zwelithini (Le foto del giorno – Dolori e speranze). Dunque in quella data Charlène era in Sudafrica, e potrebbe non essere mai tornata in Europa.
La famiglia ha fatto gli auguri di Pasqua con un’allegra foto, che potrebbe essere stata scattata ovunque,priva com’è di riferimenti. Poi la principessa scompare, è assente da tutti gli eventi primaverili del Principato – alcuni anche assai prestigiosi, come la Formula 1 – Albert è sempre presente, come suo dovere, spesso accompagnato dai figli Jacques e Gabriella.
Il 18 maggio, e nei giorni seguenti, appaiono sui social immagini che mostrano Charlène impegnata in una campagna per la protezione dei rinoceronti. La principessa sembra pronta al rientro, ma colpo di scena! Viene annunciata un’infezione otorinolaringoiatria che le impedisce il viaggio. Molti naturalmente pensano al covid, non si può far altro che aspettare altre notizie, che arrivano il 4 giugno.
Charlène festeggia il compleanno della nipotina Aiva, figlia del fratello minore Sean che vive in Sudafrica; sono con lei marito e figli. Albert e i gemelli hanno evidentemente raggiunto Charlène, per poi tornare nel Principato, ma senza di lei. Ora è stato reso noto che la non meglio chiarita infezione otorinolaringoiatria ha richiesto un intervento chirurgico cui ne è seguito un secondo il 23 giugno. Per cui per ora la principessa resta dov’è, e non si sa quando (o se) tornerà. Lady Violet si astiene da ogni commento e illazione, spera solo che il bizzarro taglio di capelli sfoggiato negli ultimi mesi da Charlène, che la rendeva pericolosamente simile a Adso del Nome della rosa, non sia dovuto a problemi di salute e a interventi chirurgici al capo.
(Ph. Dan Kitwood/Getty Images)
Per celabrare l’anniversario nuziale il Palazzo ha realizzato dei brevi video con la storia degli sposi e quella del loro amore. Charlène ha pubblicato il primo (e unico, per ora) sulla sua pagina IG con la più sobria delle dediche “Happy anniversary Albert. Thank you for the blessing of our beautiful children” (buon anniversario Albert. Grazie per la benedizione dei nostri splendidi bambini).
…arriva Lei, a illuminare di grazia regale l’ultima giornata delle corse di Ascot, che quest’anno hanno riaperto i cancelli al pubblico (nel 2020 le gare si erano tenute a porte chiuse) resistendo strenuamente alle limitazioni imposte dal covid, e pure alla pioggia che è caduta inclemente.
L’appuntamento del sabato è il meno mondano dei cinque giorni, ed è frequentato soprattutto dagli appassionati come Sua Maestà, che anche quest’anno aveva alcuni cavalli in gara.
Questa volta non è andata benissimo per la sua scuderia, ma siamo certi che la sovrana si sarà goduta appieno la giornata, lontana dagli affari di Stato, da quelli di famiglia (presente alle corse oggi solo il maggiore dei suoi nipoti, Peter Phillips) e immersa in un mondo che ama tanto, in compagnia dal fido John Warren, il suo racing manager.
Anche Her Majesty si è adattata al dress code proposto quest’anno: mise vintage o second hand, comunque non nuove. Lei ha riciclato un completo color acquamarina: soprabito e cappello, con decorazione a contrasto formata quattro rose in diverse tonalità su un abito con una delicata fantasia floreale. Come sempre, una scelta tutt’altro che casuale: ricordate dove l’abbiamo già vista così abbigliata? No? Ve lo dice Lady Violet. Era il 17 luglio scorso, e l’adorata nipote Beatrice di York sposava in una cerimonia privata il fidanzato Edo (Breaking News – Mr. & Mrs. Mapelli Mozzi). Quel giorno è stata l’ultima volta in cui è apparsi in pubblico col marito Philip.
Molto significativa anche la spilla che oggi brilla sulla spalla sinistra: è la Palm Leaf Brooch, creata nel 1938 da Cartier per sua madre. Elegantissima, ripete il disegno del boteh, l’elemento vegetale di origine persiana della fantasia paisley (che da noi si chiama anche disegno cashmere). La Queen Mother amava molto questa spilla e la portava spessissimo; la indossò anche il giorno del funerale del marito George VI.
Lo diciamo sempre e lo ripetiamo: la capacità della Regina di mischiare simboli e quotidiano, eventi ufficiali e affetti familiari lascia sempre stupefatti; ma Lady Violet ormai si ritrova a leggere mise e gioielli della sovrana come sfogliasse un libro di storia.
PS nella terza immagine la sovrana chiacchiera con uno dei suoi fantini che indossa i colori reali: rosso e viola. Of course.
Avevamo pensato – e sperato – di poter festeggiare oggi i cento anni del Principe Philip, anche se lui aveva detto spesso di non desiderare girare l’impegnativa boa, nonostante fosse un fior di marinaio. E nel caso, di non volere festeggiamenti pubblici.
Due mesi fa se n’è andato, come voleva lui, ma penso che in molti oggi gli dedicheranno almeno un pensiero. Un pensiero bellissimo l’ha avuto la Royal Horticultural Society che ogni anno, pandemie e altri disastri permettendo, organizza il celebre Chelsea Flower Show. Cioè la più prestigiosa rassegna al mondo dedicata a fiori e piante che inaugura la Season la stagione degli appuntamenti imperdibili per reali, aristocratici, e borghesi appartenenti all’upper class.
La Regina – che della RHS ha il patronage – qualche giorno fa ha ricevuto in memoria dell’adorato consorte scomparso una rosa di nuova creazione, la Duke of Edinburgh. I suoi petali di un intenso rosa scuro rallegreranno dell’East Terrace Garden a Windsor Castle, dove è stata interrata.
La rosa può essere anche acquistata online sul sito della società: i proventi serviranno a finanziare i progetti di The Duke of Edinburgh’s Award Living Legacy Fund. Philip fondò nel 1956 il DofE, e per sessantacinque anni ha sostenuto milioni di persone, progetti e imprese.
Assai leggiadra Sua Maestà in una rilassata mise da giornata quasi estiva in giardino: abitino bianco e azzurro e cardigan abbinato, en pendant perfetto coi suoi begli occhi e la chioma candida. Più un filo di perle e un filo di rossetto, come ogni signora elegante della sua generazione.
Penso che Sua Maestà abbia gradito questo omaggio, che parla di bellezza e di vita. Più che fiori recisi, donare piante vive in memoria di qualcuno è secondo me un gesto bello. Mi ha riportato alla mente che l’anno scorso con alcune amiche facemmo lo stesso per una di noi che aveva perso il marito, e che noi non potevamo raggiungere: le abbiamo mandato alcune piante di rose che lei ha piantato nel suo giardino, sperando che le fosse di conforto e ricordasse a chiunque quell’uomo speciale e la grazia del loro amore.
È nata, è nata! Non è nata oggi, ma venerdì 4 giugno, alle ore 11:40 del mattino. È venuta alla luce non in casa, come s’era detto, ma al Santa Barbara Cottage Hospital nella omonima città californiana. Mamma e bambina, che alla nascita pesava 3 chili e 225 grammi, stanno bene e sono già tornata nella residenza dei Duchi, a Montecito.
E ora la notizia che tutti stavamo aspettando: come si chiama la pupa? Lilibet Diana Mountbatten-Windsor!
Ove Lilibet è il nome con cui Her Majesty è nota in famiglia. Bisogna ammettere che si tratta di una mossa notevole; fermo restando che era praticamente scontato che ci fosse anche Diana, Lady Violet confessa di aver temuto per un attimo che alla fine alla tenera creaturina sarebbe stato imposto il nome di Doriana, sintetizzando quelli delle due nonne. Sembra comunque che la bimba verrà chiamata Lili.
Nasce una nuova vita, si apre un nuovo capitolo della favolosa storia dei Windsor.
Una notizia bella e una brutta arrivano da casa Windsor.
La bella è che la principessa Beatrice di York e il marito Edoardo Mapelli Mozzi hanno annunciato di aspettare il primo figlio. La creatura, che nascerà in autunno, sarà il dodicesimo pronipotino della sovrana, dato che nel frattempo sarà arrivata anche la bimba di Harry e Meghan. I signori Mapelli Mozzi penseranno a un nome italiano per il loro bebè, in modo da armonizzarlo col cognome? Vedremo. Quel che è certo è he la coppia ha festeggiato due giorni fa i dieci mesi di matrimonio, e Lady Violet non può fare a meno di chiedersi come mai il lieto annuncio non sia stato dato appunto l’altro ieri. Incidentalmente, oggi è il terzo anniversario delle nozze dei Duchi di Sussex, che annunciarono di aspettare Archie al matrimonio di Eugenie, amatissima sorella di Beatrice. Non sono straordinarie queste coincidenze?
La notizia brutta – che non è stata confermata da Buckingham Palace ma viene data per certa dalla stampa – è la morte di uno dei due cuccioli arrivati a marzo ad allietare Sua Maestà in uno dei periodi più difficili della sua vita. I due cagnolini erano stati chiamati Fergus e Musk, in onore della Queen Mom e del retaggio scozzese di famiglia. Fergus, un dorgi (cioè un incrocio tra un bassotto e un corgi), è quello che è mancato nello scorso weekend ad appena 5 mesi; il suo nome era quello del fratello della Regina Madre morto in battaglia durante la prima guerra mondiale (in sua memoria la sorella lasciò il bouquet da sposa sulla tomba del Milite Ignoto a Westminter Abbey, dando origine a una delle più delicate tradizioni dei royal wedding). Alla sovrana resta un cucciolo di corgi che si chiama Muick, dal Loch Muick, nella tenuta di Balmoral. Speriamo che le sia di conforto, insieme ai pronipotini in arrivo.
Il giorno dopo la tristezza e la commozione è il momento di dedicare la nostra attenzione ai dettagli. A partire da quelli che non abbiamo visto: sembra che la Regina avesse con sé in borsa una fotografia dei tempi felici: lei e Philip giovani, all’inizio di quel viaggio straordinario che è stato il loro matrimonio. E sembra che abbia usato come fazzoletto una delle pochette bianche che il principe portava nel taschino realizzate per lui dai suoi sarti di Savile Row, Kent & Haste.
La Regina e la Richmond Brooch
È una delle domande che si sono posti tutti, perché Sua Maestà abbia scelto una spilla che, al contrario di altre, non ha un legame diretto col marito scomparso. Provo a dare una risposta: alcune di quelle più strettamente legate a Philip, come la Sapphire Chrysanthemum, indossata in viaggio di nozze e spesso negli anniversari del matrimonio, o magari la Grima Ruby, che lui le donò per i 40 anni, hanno pietre colorate – zaffiri l’una, rubini l’altra – e il lutto non ne consente l’uso (la seconda poi è in oro giallo, totalmente inadatta). Altre, come la Six Petal Diamond Flower, indossata per l’annuncio del fidanzamento ufficiale, sarebbero andate bene, ma io penso che Her Majesty abbia voluto onorare il consorte scomparso con un pezzo indossato sempre in occasioni di grande importanza, molte delle quali legate alle forze armate come il Festival of Remebrance, ma anche la cerimonia per i suoi 90, l’udienza con Papa Giovanni Paolo II nel 2000 o il matrimonio dei Sussex. La spilla è composta da diamanti con una perla centrale (che può essere sostituita da un altro diamante) più una perla a pera come pendente che può essere rimosso, come in questo caso. Fu donata dalla città di Richmond a Mary di Teck, che andava sposa all’allora Duca di York, all’epoca secondo nella successione. Un gioiello che celebra un riuscito matrimonio reale e il ruolo di consorte del sovrano, ma porta con sé un dettaglio particolarmente significativo.
Quel 6 luglio 1893, il giorno in cui sposò George, Mary aveva dieci damigelle; una delle quali era Alice di Battenberg, la madre di Philip (è la prima bambina as inistra, in seconda fila, seduta su una sedia). Ed ecco che il cerchio si chiude.
Catherine e il choker di perle
Perle e diamanti anche per la Duchessa di Cambridge, che ieri ha incantato un po’ tutti, per l’aspetto – bello il cappottino, il modello Beau Tie di Catherine Walker fermato da un nodo obliquo, e il cappellino che dava alla sua mise un’aria vagamente anni ’40 – ma soprattutto per il comportamento, da vera futura regina. Al suo collo brillava un choker: quattro fili di perle coltivate, dono del Governo giapponese, fermati da una favolosa chiusura di diamanti. Il collier appartiene alla Regina, che lo ha indossato poche volte, non amando particolarmente questo modello; molti lo ricordano indosso a Diana nel novembre 1982, alla gala dinner offerto da Beatrice d’Olanda, in visita nel Regno Unito insieme al marito Claus. Ma anche Catherine lo ha già indossato, nel 2017, per i 70 anni di matrimonio tra Elizabeth e Philip. Perle e diamanti anche per gli orecchini, i Bahrain Pearl Drop. Per il matrimonio di Elizabeth e Philip arrivò in dono dal Bahrein una madreperla contenente ben sette perle; due furono usate per questi orecchini, che la Regina ha prestato spesso sia a Catherine sia a Sophie di Wessex. E altri cerchi si chiudono.
Camilla e il badge militare
Per la Duchessa di Cornovaglia né perle né diamanti; lei ha onorato il suocero indossando un badge militare in argento. La spilla evoca il corno che nel XIX secolo sostituì il tamburo per dare ordini sul campo di battaglia. È uno dei simboli della fanteria leggera e del corpo dei fucilieri, The Rifles, di cui Camilla è diventata Colonel-in-Chief la scorsa estate al posto di Philip, che in quella occasione comparve in pubblico per l’ultima volta. Tutti i fucilieri presenti indossavano lo stesso badge, come la duchessa. Un omaggio che il vecchio soldato avrebbe gradito sicuramente.
Le calze!
Scivolata delle sorelle York, che alle canoniche hanno preferito delle calze chiare. Molto chiare, troppo! Ragazze, superati i 30 dovet stare più attente. Menzione d’onore per i due mariti, Edoardo e Jack, affettuosamente impeccabili. Calze chiare anche per la signora in alto a destra, che dovrebbe essere la Contessa Mountbatten of Burma. Pazienza.
Quercia o lana?
Il corpo di Philip riposa in una bara di quercia foderata di piombo, come deciso da molti anni, secondo l’uso reale britannico. La quercia è l’albero che rappresentala sovranità, terrestre e celeste, e il suo legno è particolarmente resistente, tanto che l’origine del termine “robusto” si fa risalire a quercus robur, la specie di quercia più diffusa in Europa. Prima del funerale però, si è diffusa la voce che le spoglie del principe potessero venire custodite recuperando un’altra vecchia tradizione inglese: la bara di lana. Un sistema che sta tornando attuale in ossequio alla moda che ricerca prodotti biodegradabili, e sembra che uno dei principali fornitori sia la stessa fabbrica che fornisce il panno per le uniformi, almeno quelle reali. La tradizione delle sepolture nella lana risale a una legge del 1660, che per favorirne il mercato, così tipicamente British, imponeva che le salme fossero avvolte in sudari di questo materiale, pena multe pesanti. Naturalmente l’aspetto ecologico in questo caso sarebbe inutile, dato che Philip verrà sepolto con Elizabeth all’interno della St George’s Chapel, ma come potete immaginare ha già destato l’attenzione del futuro re, Charles, appassionato sostenitore di cause ambientali, dunque nel caso sappiamo già cosa potremmo aspettarci.
P.S. a tutte le amiche tricoteuses segnalo che esiste già una bella produzione di bare in lana handmade, con la possibilità di ricamare le iniziali del defunto. Una possibilità da tener presente coi tempi che corrono.
Tutto è pronto, e tra poche ore sarà tutto finito.
Terminate le esequie, il Duca di Edimburgo verrà sistemato nel Royal Vault, la camera sepolcrale sotto la St George’s Chapel a Windsor; quando sarà, verrà sepolto insieme alla Regina nella King George VI memorial chapel, all’interno dello stesso edificio sacro, dove giacciono i genitori di Sua Maestà e sua sorella Margaret. Gli onori militari sono stati predisposti e verranno presentati nel breve tragitto – otto minuti – tra l’uscita dal castello e l’ingresso in chiesa. La salma sarà trasportata su un mezzo Land Rover che Philip stesso aveva contribuito a ridisegnare; secondo il suo desiderio, è dipinto di verde militare.
Come sapete, le regole anticovid impongono che al funerale partecipi un numero ristretto di persone, solo 30, per cui è stata necessaria una cernita accurata. Ci saranno i quattro figli e i loro consorti, cioè Camilla, Sophie e Tim Laurence; mancherà naturalmente Sarah Ferguson, che pur vivendo sotto lo stesso tetto è divorziata dal Duca di York. Presenti tutti e otto i nipoti, accompagnati dai consorti in carica – Catherine, Mike Tindall, Jack Brooksbank ed Edoardo Mapelli Mozzi – oltre a Meghan, assente per gravidanza, resta a casa Autumn, separata da Peter Phillips. Ci saranno i figli di Margaret, Lady Sarah col marito Daniel Chatto, e David Snowdon, anche lui da solo in quanto anche lui separato di fresco. Completeranno la Royal Family Alexandra di Kent, suo fratello maggiore il Duca di Kent (ma non il minore, Michael) e il Duca di Gloucester, entrambi senza le mogli. La famiglia d’origine del Duca di Edimburgo sarà rappresentata da Bernhard, Principe Ereditario di Baden – sua nonna era Theodora, sorella di Philip – il Principe di Hohenlohe-Langenburg, nipote della sorella Margarita, e il Langravio Donatus von Hessen (imparentato non solo col principe ma anche con i Savoia, essendo sua nonna la sventurata Mafalda). Chiude la lista la Contessa Mountbatten of Burma, cara amica di Philip e nuora di sua cugina Patricia (figlia di Lord Mountbatten).
La Regina raggiungerà la St George’s Chapel a bordo di una Bentley, accompagnata da una delle sue ladies-in-waiting; in chiesa dovrebbe sedere a un banco da sola. E il cuore di Lady Violet è già in pezzi.
Tutti i presenti indosseranno la mascherina, mentre il dress code prevede per le signore abito nero da giorno, per gli uomini mourning suits, cioè tight con panciotto nero, o più semplicemente abito scuro; in entrambi i casi con camicia bianca e cravatta nera. La scelta si è resa necessaria per evitare imbarazzi a Harry, che non avrebbe più diritto a indossare l’uniforme, e a Andrew, che avrebbe voluto indossare quella da Ammiraglio. Credo che questo dettaglio sottolinei in maniera macroscopica l’abisso tra lo stile del defunto e quello dei suoi eredi.
Se volete seguire la cerimonia in diretta, dovrebbe essere trasmessa sia su Rai News 24 (canale 48) sia su Sky Tg 24 (canale 50); finalmente oggi sono stati decisi due speciali: su Rai Uno alle ore 15:45 e su La7 alle 15:30.
Confesso, non lo sapevo, ma quando l’ho scoperto qualche giorno fa l’anima abrubritish di Lady Violet ha avuto un brivido.
Accade che nell’autunno del 1970 il Parco Nazionale d’Abruzzo – dopo quello del Gran Paradiso il secondo più antico d’Italia, istituito con regio decreto in data 11 gennaio 1923, ad appena un mese dall’altro – stava affrontando una serie di difficoltà che ne mettevano a rischio la stessa sopravvivenza. Partì una richiesta di aiuto internazionale, e arrivò in soccorso un principe vero, senza sfolgorante armatura ma con la fama di paladino della natura e il titolo di Presidente del WWF UK.
Lo storico Presidente del Parco, Franco Tassi, ha raccontato che Philip prese a cuore la situazione e si fece portatore delle sue istanze direttamente con l’allora Presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat. Accompagnato da un solo uomo del suo staff, il Duca di Edimburgo stupì tutti quando, in ossequio alla sua naturale frugale, piuttosto che al Grand Hotel del Parco preferì alloggiare nel vicino Motel Agip. Che era gestito da Inglesi, increduli di poter ospitare il consorte della loro regina.
Della partita era anche Fulco Pratesi, che quattro anni prima aveva fondato il WWF Italia; il gruppetto, dopo un’arrampicata, incrociò due orsi marsicani, che il principe entusiasta fotografò con la macchinetta che si portava dietro. Non è nota la reazione degli orsi, i sovrani del Parco, ma tra reali ci si sarà intesi.
A Lady Violet piace soprattutto quest’ultima immagine, col principe nelle cui vene scorreva il sangue più blu d’Europa perfettamente a proprio agio – e col tipico ironico sorriso – tra i volti silvani degli autoctoni.
Quando la suocera raggiunse la boa del secolo, disse che non poteva immaginare niente di peggio che arrivare a cento anni. Ed è stato di parola, se n’è andato due mesi prima; il vecchio marinaio ha ammainato le vele a modo suo.
Nato il 10 giugno 1921 a Corfù, su un tavolo di cucina nella villa Mon Repos, Philip, Duca di Edimburgo, nato principe di Grecia e Danimarca è morto in pace questa mattina a Windsor.
Inizia ora per Sua Maestà il più difficile dei tempi.