Jackie, la donna che visse tre volte (parte prima)

Compirebbe novant’anni oggi Jacqueline Lee Bouvier, poi Kennedy, poi Onassis, per sempre Jackie. JackieNasce a Southampton, sobborgo chic di New York affacciato sull’oceano. Il padre, John Vernou Bouvier III è un fascinoso agente di cambio detto Black Jack per l’abbronzatura perenne e le numerose eccentricità; discende da un ebanista di Pont-Saint-Esprit, nel Sud della Francia, giunto a Philadelphia dopo aver combattuto nelle guerre napoleoniche. La madre, Janet Norton Lee, viene da una famiglia d’origine irlandese che fonda il suo benessere sulle proprietà immobiliari; nutre la ferma convinzione che ogni ragazza abbia bisogno di un marito, naturalmente il più ricco possibile. Nonostante la nascita di una seconda bambina, Caroline Lee (morta quest’anno, ne abbiamo parlato qui A Royal Calendar – 3 marzo 1933 ) il matrimonio non dura: Jack è un uomo dalle grandi passioni: donne, alcool, cui si aggiunge l’amore per il rischio, che gli fa rischiare anche il patrimonio in investimenti avventati, e nel 1940 arriva il divorzio.

Per la piccola Jackie, legatissima al padre – che la chiama la più bella bambina che un uomo abbia mai avuto – è un brutto colpo, ma ne rafforza il carattere e lo spirito indipendente. Fedele ai propri principi, Janet si risposa due anni dopo; questa volta lui è il petroliere Hugh Auchincloss; madre e figlie lasciano New York e vanno ad abitare in Virginia, nella grande tenuta di famiglia. Una famiglia allargata: Hugh ha tre figli da un precedente matrimonio e con Janet ne avrà altri due, una femmina e un maschio. Jackie, intelligente e sportiva, è un’ottima amazzone e un’ottima studentessa; è anche molto graziosa, anche se non bella in senso classico, ha fascino e classe. jackie debutanteNel 1947 entra in società – e viene incoronata debuttante dell’anno – poi si iscrive a Vassar, esclusivo college femminile; orgogliosa delle sue origini va a studiare un anno in Francia, tra la Sorbona e l’Università di Grenoble, poi torna negli USA e si laurea in Letteratura Francese alla George Washington University. È il 1951. Vince uno stage di un anno nella redazione di Vogue: sei mesi nella sede di New York e sei in quella di Parigi, ma rinuncia; secondo la sua biografa Barbara Leaming il direttore sarebbe contrariato dal fatto che a 22 anni non è ancora sposata: un problema in società. Oppure c’entra il fidanzamento con John G. W. Husted Jr, un giovane agente di cambio figlio di amici di famiglia; si parla di un matrimonio a giugno, ma poi Jackie ci ripensa, e mette fine all’idillio. Di nuovo nella capitale federale, trova un impiego al Washington Times-Herald dapprima è solo una receptionist part-time, ma poi ottiene un incarico da fotocronista. jackie reporter

A maggio del 1952 è a un dinner party quando Charles Bartlett, che è amico di entrambi, le presenta un giovane politico del Massachussets, John Fitgerald Kennedy. Si piacciono subito; lui è alto bello, simpatico, affascinante; si prepara a correre per un seggio al Senato e a novembre viene eletto. La storia tra loro in quei mesi è diventata seria, e probabilmente già in quella occasione Jackie riceve una proposta di matrimonio. Non saprei dirvi se lui cercasse moglie, aspetto che per un politico nell’America degli anni ’50 ha la sua importanza; sicuramente suo padre Joseph, cerca una First Lady. Il patriarca ha le idee chiare: il suo primogenito un giorno vivrà alla Casa Bianca. Poi il primogenito Joseph jr muore in guerra, e allora si concentra sul secondogenito John, che tutti chiamano Jack; cambia il figlio, non l’ambizione. Jackie prende tempo, non è sicura, poi la sua vita si incrocia con un’altra icona del Novecento (e non solo). Da questo lato dell’Atlantico, il 1952 è l’anno della morte di Re George VI, al suo posto sul trono siede ora la figlia Elizabeth. La giovane regina viene incoronata a Londra il 2 giugno 1953, e Jackie viene inviata dal suo giornale a seguire l’evento; mentre è in Inghilterra riceve una telefonata da Jack, che le rinnova la sua proposta. Questa volta accetta, e il fidanzamento viene annunciato il 25 giugno.

Riceve un anello Van Cleef&Arpels composto da un diamante di 2,88 carati abbinato a uno smeraldo di 2,84 carati, con piccole baguettes; a un certo punto verrà rimaneggiato, con l’aggiunta di altri piccoli diamanti a navette. jackie weddingLe nozze del’anno si tengono a Newport sabato 12 settembre 1953; cerimonia religiosa  nella cattolica di St.Mary’s Church con 800 invitati, che diventano 1200 al ricevimento nella tenuta di Hugh Auchincloss, il patrigno di Jackie, che l’accompagna all’altare. jackie wedding dressIn effetti anche John Bouvier è a Newport, ma non è chiaro se sia la ex moglie a proibirgli di svolgere il suo ruolo di padre della sposa, o se è lui ad essere troppo ubriaco (morirà quattro anni dopo per un tumore al fegato, probabilmente favorito dall’alcolismo). Janet sceglie anche l’abito da sposa, e impone alla figlia una creazione di Ann Lowe, famosa sarta afroamericana di New York, che non le piace e non la rispecchia: 45 metri di taffetà di seta, un corpino aderente con maniche accennate su un’ampia gonna a ruota realizzata con uno speciale plissé – specialità della Lowe – e riccamente decorata con festoni e cerchi, plissettati anche loro, scanditi da piccoli fiori di cera. jackie wedding veilIl velo antico, appartenuto alla nonna della sposa, è trattenuto sul capo da una piccola cuffietta in pizzo, un’acconciatura tipica degli anni ’50.

I primi anni di matrimonio non sono semplici, tra problemi di salute, difficoltà a concepire e i continui tradimenti di lui. Nel 1955 Jackie ha un aborto, l’anno dopo dà alla luce una bimba morta, che viene chiamata Arabella; finalmente il 27 novembre 1957 nasce Caroline (e sembra che in questa occasione si consumi il più imperdonabile dei tradimenti, tra John e Lee, sorella di Jackie). jackie jack carolineIntanto nel 1956 Jack vorrebbe affiancare come vice Adlai Stevenson nella corsa alla casa bianca, ma il partito gli preferisce il senatore del Tennessee Estes Kefauver. jackie&jackSi sa come finisce: il Presidente Eisenhower viene riconfermato; ora i Democratici hanno tre anni per trovare il candidato ideale. Il due gennaio 1960 Jack lancia la sua corsa alla Casa Bianca, ottiene la nomination e l’otto novembre, dopo un finale al cardiopalma in cui saranno decisivi i voti dell’Illinois, John Fitgerald Kennedy diventa il trentacinquesimo Presidente degli Stati Uniti. Due settimane dopo Jackie, che lo ha seguito e sostenuto durante tutta la faticosa campagna elettorale, partorisce un maschietto che viene chiamato come il padre. Dal suo letto d’ospedale la futura First Lady inizia a pianificare il suo ruolo. Negli anni il suo buon gusto innato si è evoluto in uno stile raffinato; Micol Fontana raccontava di aver avuto come cliente la moglie del giovane senatore, che aveva l’abitudine di selezionare gli abiti preferiti per poi lasciar scegliere al marito cosa acquistare. Ora farà da sola, Jackie diventerà l’immagine di una presidenza che si propone come New Frontier. Ha bisogno di uno stilista americano, e lo trova in Oleg Cassini, che la trasformerà in un’icona. jackie jack paradeIl mito di Jackie sta nascendo.

 

 

 

 

Le foto del giorno – 22 luglio

Tutte per lui le foto del giorno, tutte per lui che oggi compie sei anni. IMG_20190722_000236In vacanza con genitori e fratellini a Moustique nei Caraibi il piccolo principe viene festeggiato da entrambi i lati dell’Atlantico con la pubblicazione di tre nuovi ritratti: cresciutissimo con pantaloni a righe e polo verde scuro (l’ha scelta Catherine sicuro). IMG_20190722_000245Con la maglietta dei Three Lions, la Nazionale inglese, mentre sorride all’obiettivo di mamma Kate nei giardini di Kensington Palace. IMG_20190722_000251E alla fine ci scappa una bella risata, che mette in evidenza la presenza di un bel buchetto tra gli incisivi inferiori. Happy birthday!

Un weekend di feste e celebrazioni

Questo è senza dubbio il weekend della luna, ma anche sulla terra si è celebrato parecchio!

Ha cominciato Alexandra von Hannover – figlia minore di Caroline de Monaco, l’unica nata dal matrimonio col principe tedesco Ernst August – che venerdì ha compiuto vent’anni.

alexandra grand prix 2019

(Ph. SGP)

L’abbiamo vista di recente al Gran Prix del Principato, sempre mano nella mano con l’altissimo fidanzato Ben-Sylvester Strautmann, figlio di ricchi industriali tedeschi, che non sorprendentemente gioca a pallacanestro (ma fa anche il dj). Non sappiamo come la fanciulla abbia festeggiato, magari a Saint Tropez coi fratelli come l’anno scorso; sicuramente non è sullo yacht di famiglia, il Pacha III, i questi giorni a Capri con a bordo la sorella Charlotte e il marito Dimitri. Ed escluderei anche che sia rimasta a Monaco a per il Palace Day 2019, evento dell’Associazione delle Residenze Reali Europee, che si celebra lo stesso giorno, e quest’anno era dedicato ai giardini.

Compleanno anche per Haakon, principe ereditario di Norvegia, che sabato ha compiuto 46 anni, una ventina dei quali trascorsi con Mette-Marit, la ragazza madre sposata nel 2001. haakon 45Un matrimonio che fece storcere molti nasi e alzare più di quattro sopracciglio, e invece dura e sembra felice. Vuoi vedere che l’amore eterno esiste davvero?

Festa nazionale oggi in Belgio, e sesto anniversario del regno di Philippe. Tre i momenti clou: prima la registrazione del discorso del re, cui per la prima volta ha partecipato anche la Duchessa di Brabante. philippe elisabethElisabeth compirà 18 anni il 25 ottobre ed è sempre più coinvolta nelle attività della corona, come ogni erede al trono che i rispetti. A me piace moltissimo, non solo la trovo sempre più graziosa, ma dimostra un equilibrio e una sicurezza che non sono scontate a quell’età e con quel ruolo. fete nationale 2019 concert 2Una volta pronto il discorso, il re ha partecipato a un concerto al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles; non c’era la figlia ma c’era la moglie, Mathilde, paludata in un abito a fiori Erdem di linea vagamente ottocentesca, o figlia dei fiori anni ’70. In entrambi i casi la regina non era ancora nata. fete nationale 2019 concertC’era anche la sorella del re, Astrid, col marito Lorenz d’Asburgo-Este. Non è la prima volta che la bionda principessa ha quest’aria sconsolata, forse non ama esser fotografata (in tal caso avrebbe tutta la mia comprensione). Suggerirei però alle due cognate di scambiarsi il bouquet, giacché quello rosa si armonizzerebbe con l’abito di Mathilde, e quello giallo rallegrerebbe un po’ l’insieme da mezzo lutto di Astrid. fete nationale 2019 te deumGran finale questa mattina col Te Deum in Cattedrale, con la regina in pizzo di un colore indefinibile – arancio/ruggine/salmone scuro – naturalmente Natan, su cui troneggia un cappello di Fabienne Delvigne, in tinta come la clutch. La deliziosa Elisabeth porta – senza balza finale – praticamente lo stesso abito che la madre portava ieri, con una fantasia se possibile ancora più moscia, per fortuna accesa dal blu elettrico degli accessori.

Per ora è tutto, ma non andate via; tra qualche ora il piccolo George compirà sei anni, e scommetto che mamma Catherine ha già scattato una nuova foto del su primogenito. Stay tuned!

La foto del giorno – 17 luglio

La foto di oggi è stata scelta non non per la ben nota devozione che Lady Violet nutre per i prossimi sovrani britannici ma per una ragione davvero buona, anzi due. La prima è che oggi la Duchessa di Cornovaglia festeggia il compleanno – il settantaduesimo – e come accade a molti trascorre la giornata lavorando. camilla & donkeysLa seconda ragione è che Lady Violet adora gli asini (saranno le origini abruzzesi?), e dunque capirete che davanti a questa scena non è riuscita a resistere.

Nel Regno Unito sono numerose le associazioni che si occupano del benessere degli animali da lavoro, e la duchessa dal 2006 è patronessa di The Brooke, impegnata nel migliorare le condizioni di vita delle creature più fragili: cavalli, asini e muli, e delle loro comunità di riferimento. Così oggi, in visita nel Devon, è andata a celebrare il Donkey Sanctuary Sidmouth, che da cinquant’anni lavora per proteggere questi deliziosi animali, spesso sfruttati al limite delle forze e lasciati morire di fatica e di stenti. Le sono state presentate due graziosissime bestiole e possiamo solo immaginare la sua reazione quando ne ha scoperto i nomi. Sì, perché certe volte il caso ci mette lo zampino, e tra i tanti nomi possibili per una coppia di maschietti – Romolo e Remo, Stanlio e Ollio, Gianni e Pinotto – come si chiamano questi due? William e Harry! E meno male che non sono due femmine…

A fine giornata, con l’ultimo impegno è arrivata anche la torta, happy birthday! https://twitter.com/i/status/1151553730942255104

 

Lo scorso anno abbiamo celebrato il compleanno di Camilla con una rassegna dei suoi più straordinari copricapi, il post lo trovate qui A Royal Calendar – 17 luglio 1947

Three ladies

Tre signore, più o meno royal, oggi al centro dell’attenzione generale. Crown-Princess-Victoria-birthdayCompleanno per Victoria di Svezia, il quarantaduesimo, che come da tradizione la futura regina ha festeggiato in famiglia nella residenza estiva di Solliden. Con lei il marito Daniel, i figli Estelle e Oscar, e naturalmente i genitori: Silvia sempre piacevole in rosa carico e Carl Gustav nelle vesti di intrattenitore, che con quella abbronzatura, la giacca bleu marine e i pantaloni bianchi sembra appena arrivato dall’Anema e core di Capri. Ma non temente non cantava canzoni napoletane; faceva gli auguri alla figlia e ringraziava i sudditi, che come ogni anno sono andati a festeggiare la principessa. Victoria, che non è ancora sul trono ma è senz’altro la regina del floreale, non si è smentita: fiancheggiata dai due bimbi in total white, con abito lungo leggero e fluttuante, è apparsa bella semplice e sorridente come sempre. E questa sera concerto!

Ma oggi è il 14 luglio, e messa da parte la sorprendente coincidenza che la futura regina svedese, discendente da uno degli uomini di Napoleone – il Maresciallo Bernadotte – sia nata proprio il giorno della presa della Bastiglia, si va a Parigi per la Fête de la République. brigitte macron fete republique 2019La Première Dame sfida il pavé con passo deciso nonostante il tacco a spillo delle scarpe con puntale assassino en pendant con l’argento delle stringhe che decorano l’abito candido aggiungendo quel tocco fetish che è proprio l’ideale per una parata militare. Perché si sa, à la guerre comme à la guerre.

Attraversiamo la Manica; mentre Catherine dopo la combattuta, entusiasmante ma anche lunghissima finale a Wimbledon sarà andata a riposarsi, Meghan ha lasciato il pupo a casa e attraversato il red (anzi yellow) carpet mano nella mano con Harry per la prima della milionesima versione di The Lion King nel West End. sussexes the lion kingUna uscita quasi a sorpresa, che non mancherà di riattizzare polemiche dato che la duchessa in maternity leave partecipa tranquillamente ad eventi legati agli USA o alle sue amicizie, evitando quelli più formali e più tipicamente British. E probabilmente qualcuno censurerà anche la foga con cui ha, con gesto piuttosto irrituale, abbracciato Beyoncé, star del cast. meghan beyonceLady Violet si limita tristemente a notare quanto poco doni alla neomamma l’abito nero di Jason Wu, che comprime ferocemente il seno e sottolinea impietosamente la temporanea assenza di punto vita.

Cinquant’anni da Principe di Galles

Il 1 luglio 1969 Charles Philip Arthur George, primogenito ed erede della Regina Elizabeth II, viene ufficialmente investito del titolo di Prince of Wales, e chissà se quel giorno gli sia balenato in mente quanto a lungo sarebbe durato in quella carica come figlio del longest reigning monarch, il sovrano britannico più a lungo sul trono.

pow investiture

(Ph. Anwar Hussein/Getty Images)

Luogo dell’investitura il castello gallese di Caernarfon, denso di storia e valori simbolici: è infatti qui che la tradizione dell’investitura dell’erede al trono è nata, nel 1301. Re Edward I, dopo aver conquistato l’intero Galles, secondo la tradizione avrebbe promesso ai gallesi che avrebbe fatto suo erede principe nato nel paese, che non parlasse la lingua inglese. E il re mantenne la promessa ma a modo suo, nominando Prince of Wales il figlio Edward, nato nel castello e che naturalmente appena nato non parlava inglese (e nessun’altra lingua, ovviamente). pow investiture 1911Che si tratti di storia o di leggenda, la verità è che l’investitura di Edward si tenne davvero qui nel 1301; e sette secoli dopo ancora qui un altro Edward – il futuro Edward VIII re per qualche mese prima dell’abdicazione e delle nozze con Wallis Simpson – celebra la sua nel castello.

A quasi sessant’anni di distanza bisogna immaginare una cerimonia che mantenga tutto il fascino del rito ma con un tocco d’innovazione. E a Palazzo c’è l’uomo gusto per l’incarico: Anthony Armstrong-Jones Lord Snowdon, il cognato della Regina. Benché nato a Londra la sua famiglia è originaria proprio di quella zona, e lui dal 1963 è Constable of Caernarfon Castle (lo rimarrà fino alla morte, e verrà sepolto a  St Baglan’s Church, nei pressi del castello).

lord snowdon

(Ph. Rolls Press/Popperfoto via Getty Images/Getty Images)

Lord Snowdon si mette al lavoro per modernizzare la cerimonia che considera all as bogus as hell (fasulla come l’inferno): disegna le sedute per la cerimonia, e per il suo ruolo una nuova uniforme: abito verde bottiglia e sul colletto alla coreana le tre piume dello stemma del Prince of Wales; negli anni finirà col trovarlo un po’ ridicolo, invece a me pare deliziosamente swinging London.

Moderno anche il coronet (dato che Edward VIII si portò quello usato per la sua investitura, appartenuto al padre, nell’esilio) disegnato da Louis Osmon e realizzato con una tecnica talmente innovativa che a un certo punto si ruppe e fu necessario ricostruire il globo della sommità intorno a una pallina da ping pong (che è rimasta dentro). Preview Of Fashioning A Reign: 90 Years Of Style From The Queen's Wardrobe Summer ExhibitionOggi è custodito a St James Palace; io ho avuto la possibilità di vederlo in occasione della mostra Fashioning a Reign: 90 Years of Style from The Queen’s Wardrobe, allestita a Buckingham Palace nel 2016, era esposto nella vetrina con la mise indossata dalla Regina. pow investiture queen's miseHer Majesty era nella sua fase Tudor, per cui l’insieme abito+soprabito di seta giallo pallido, creazione di Norman Hartnell, era completato da una sorta di cuffietta ricamata di perline. Più un ombrello in tinta, che non si sa mai. pow investiture ladiesColori brillanti e cappelli fantasiosi anche per le altre royal ladies: mini azzurra e toque per Anne (con una decorazione rigida che sembra la coda di un pavone), rosa con turbante per Margaret, e un favoloso giallo chartreuse per The Queen Mother.

E se le loro scelte di stile vi fanno sorridere – o inarcare un sopracciglio – permettetemi di ricordarvi che nel ricevimento tenuto a marzo per ricordare i cinquant’anni dall’evento, una delle nuore del festeggiato era in camicia da notte,pow investiture 50 kate l’altra aveva un buco nelle calze. meghan hole

Non perdete il video di quella giornata particolare!pow investiture 2 https://www.youtube.com/watch?v=Eb68uewyYmM

A Royal Calendar – 1 luglio 1961

Nasce a Sandringham Diana Frances Spencer, quarta figlia dei Visconti Althorp. I genitori avevano già due bambine e desideravano un maschio, ancora di più dopo che il terzogenito John, venuto alla luce un anno e mezzo prima, era vissuto solo poche ore. Questo per dire che la nascita di un’altra bambina fu presa con un certo disappunto, diciamo così. L’infanzia agiata economicamente ma molto travagliata emotivamente è senz’altro alla base di molte delle fragilità, delle insicurezze e dei comportamenti irrituali della fanciulla divenuta Principessa di Galles. Per ricordare la nascita di una donna che sicuramente, nel bene e nel male, ha segnato la fine del Novecento vorrei evitare di tornare su discussioni e polemiche che ancora l’accompagnano, ma fermare l’attenzione sul momento del suo massimo splendore, e del massimo potere: il giorno del revenge dress. diana revenge dressEsattamente 25 anni fa, in un giorno di fine giugno in cui il marito Charles confessava in un’intervista alla BBC la sua relazione clandestina con Camilla Parker-Bowles, lei partecipava all’annuale Serpentine Summer Party con un abito nero di Christina Stambolian che teneva nell’armadio da un po’ senza decidersi a indossarlo: scollato abbastanza da evidenziare spalle e décolleté, corto abbastanza per valorizzare le splendide gambe. E a completare l’opera le perle, legate al suo segno zodiacale, il Cancro: gli orecchini a goccia che abbiamo visto di recente alle orecchie della Duchessa di Cambridge, e il celeberrimo collier a sette fili con zaffiro monstre sul fermaglio.

E per un giorno lasciamo stare la principessa triste, celebriamo la forza delle donne, principesse e no.

La storia dell’abito la trovate qui Style file: Diana Principessa di Galles (terza parte) Gli altri post sullo stile della principessa sono qui Style file: Diana Principessa di Galles (prima parte) e qui Style file: Diana Principessa di Galles (seconda parte)

 

A Royal Calendar – 28 giugno 1491

henry viii barberini

Hans Holbein il giovane, Ritratto di Enrico VIII. Roma, Palazzo Barberini

Nasce a Greenwich Henry, figlio del Re d’Inghilterra Henry VII (discendente dai Lancaster) e della regina Elizabeth di York. È il terzogenito dei sovrani – e il secondo maschio – dunque alla nascita lo aspetta un futuro da cadetto; ma il destino decide diversamente, il Principe di Galles Arthur muore a quindici anni e lui ne prende il posto e la moglie, salendo al trono nel 1509 come Henry VIII. Per tutto ciò che è accaduto durante la sua vita e il suo regno, pochi sovrani rinascimentali – o di qualunque altra epoca – godono della stessa popolarità: oltre ad essere l’archetipo del monarca assoluto, dell’uomo instabile e spietato, Henry dilaga in molte branche dello scibile: storia, arte, letteratura, cinema. Sterminata la bibliografia, abbondantissima la cinematografia, numerosi e variamente distribuiti i ritratti, condensare la sua vicenda in un post o due è praticamente impossibile.

Il punto però è che io ho un legame particolare con i Tudor – grazie a loro ho persino preso 30 e lode all’esame di Storia Moderna all’Università – e non vorrei che questa data passasse senza ricordarla, dunque provo a raccontarvi cinque cose del re che forse non sapete.

  1. Era alto 6 piedi e 2 pollici – circa un metro e 90 – esattamente la stessa altezza di William, Duca di Cambridge. In gioventù doveva essere bellissimo, ed era famoso per la straordinaria prestanza fisica; con l’età prese molto peso, e il girovita arrivò a misurare poco meno di un metro e mezzo, come testimoniato dalle sue armature.
  2. Può essere considerato un autore di best seller: la sua opera Defense of the Seven Sacraments, a difesa della Chiesa Cattolica contro le tesi di Lutero, ebbe 20 edizioni in tutta Europa, e considerando il livello di analfabetismo del Cinquecento è un risultato davvero notevole. L’opera guadagnò al Re il titolo di Defensor Fidei da parte di Papa Leone X; ancora oggi è uno dei titoli di Elizabeth II.
  3. A proposito di libri, il British Museum ne conserva uno dove il re registrava i rimedi con cui si curava da sé, tormentato dalla salute declinante e evidentemente non soddisfatto dei medici di corte.
  4. Autentico uomo del Rinascimento, Henry suonava e componeva musica. Nella sua collezione di strumenti musicali c’erano 78 flauti dolci, 78 traversi, cinque cornamuse e un arpicordo. A lungo gli si è attribuita la paternità della canzone popolare Greensleeves, oggi smentita; incerta anche quella di Helas Madame, suonata alla sua corte. Sono invece pochi i dubbi che sia l’autore di Pastime with Good Company, il che ne fa l’unico sovrano inglese autore di un brano proposto dai Jethro Tull.
  5. Sicuramente la caratteristica che più facilmente si ricorda della sua vita è il numero di volte che si sposò: sei. Ebbe come moglie tre Catherine, due Anne e una Jane; per ricordare il destino di ciascuna i bambini inglesi imparavano una filastrocca: Divorced, Beheaded, Died – Divorced, Beheaded, Survived (Divorziata, Decapitata, Morta – Divorziata, Decapitata, Sopravvissuta)

A Royal Calendar – 22 giugno 1949

Cara Meryl, meryl-streepoggi è uno di quei giorni un po’ stupidi in cui, siccome si gira la boa del decennio, si fanno bilanci. Io non voglio sottrarmi, e farò il bilancio di questi quarant’anni passati con te. La prima volta ti ho vista in tv, eri una sposa ebrea con splendidi capelli biondi che danzava, gli occhi innamorati e pieni di una speranza presto tragicamente delusa. Era una miniserie, si intitolava Holocaust. E nella storia della narrazione dell’olocausto tu hai un posto speciale, tu e la tua Sophie, costretta a una scelta impossibile. L’ho visto una volta sola, Sophie’s Choice, troppo dolore che tu instillavi in noi con chirurgica disperazione. Vincesti un Oscar, il secondo; il primo era arrivato per Kramer vs Kramer, dove tu eri la madre snaturata che abbandona il figlioletto per andare alla ricerca di sé. Invece Linda, la tua Linda, voleva andare alla ricerca del suo amore disperso in Vietnam, ne Il Cacciatore, uno di quei film che ha segnato la mia generazione. Di pari passo con l’amore e la morte andò per te quel film, perché c’era il tuo uomo,m John Cazale, che recitava mentre moriva. Che dolore dev’essere stato vederlo tramontare mentre tu sorgevi. E però John ti lasciò con un regalo, perché quando lui se ne andò tu lasciasti la vostra casa e ne trovasti un’altra, e ad affittartela fu un amico di tuo fratello, uno scultore, con cui vivi da allora: sposi, genitori, nonni da qualche mese, intellettuali del New England senza la spocchia. meryl falling in love

Come faccio a dirti quale dei tuoi film, quale dei tuoi ruoli amo di più? In fondo non importa, perché in questi 40 anni sono passata da adolescente a donna matura, e tu ci sei sempre nello sfondo, tu e le tue donne – giovani o no, innamorate, disperate, felici, perfide; casalinghe, attiviste, donne in carriera – un prontuario femminile da consultare per bisogno o per piacere. Però voglio dirti che dopo Innamorarsi tutte le volte che sono passata davanti alla Libreria Rizzoli sulla cinquantasettesima sono entrata, e sfogliando i volumi preziosi ho alzato gli occhi incontrando magari quelli di un commesso che pareva dirmi no Molly, oggi Frank non c’è, forse domani… Intendiamoci, hai fatto cose che non mi sono piaciute: devo essere l’unica persona al mondo a non amare La mia Africa (però i capelli da Robert Redford me li farei lavare volentieri, e confesso che quella scena ha inciso profondamente sul mio concetto di intimità). Ovviamente adoro Il Diavolo veste Prada, ed è colpa sua – cioè tua – se in primavera non indosso più i fiori (giusto un piccolo foulard Flora di Gucci, ereditato da mia madre, ma sono certa che Miranda me lo passerebbe). the queen and MerylTi ho venerata come Iron Lady, terzo Oscar per uno di quei ruoli che così potevi fare solo tu, e mi sono chiesta se Her Majesty ti avesse vista, e nel caso quale fosse la sua opinione. Ecco, ora che ci penso sullo schermo non sei mai stata una regina. Ma sei l’unico vero sovrano del regno della decima Musa, l’attrice migliore della sua generazione. Anzi, l’attore, perché per me sei la più brava di tutti, donne e uomini. Ed è a te, mia sovrana, che oggi mi inchino nel curtsy più profondo che mi consenta il mio malandato ginocchio repubblicano.

tua da sempre e per sempre

Lady Violet

La foto del giorno – 21 giugno

Oggi William compie 37 anni, e l’account twitter dei Duchi di Cambridge lo festeggia con questa foto – francamente non mi sembra una delle più riuscite – che lo ritrae in quello che sembrerebbe un viaggio in Africa, continente che ama quanto il fratello minore.IMG_20190621_122515L’account del Principe di Galles invece fa una scelta più sentimentale: padre e figlio in giardino, a Kensington Palace, nel 1984, quando il duenne William salutò l’arrivo di Harry. Confesso che ciò che mi dà più il senso del tempo che è passato è Charles, impeccabile in doppio petto anche per giocare in giardino col suo bambino. IMG_20190621_122939Il futuro re nacque di sera, alle 21.03 per la precisione, e siccome non c’erano i social noi in Italia lo sapemmo il giorno dopo. All’epoca io stavo seguendo il corso da Infermiera Volontaria di Croce Rossa, e in quei giorni ero in Pediatria all’ospedale San Camillo di Roma, un reparto dedicato alla cardiochirurgia pediatrica; pensare a quel bambino che nasceva sotto i migliori auspici e subito dopo accudire altri bambini che soffrivano mi fece uno strano effetto, ma per fortuna quei bambini guarirono tutti – tranne uno, Andrea, che non ho mai dimenticato – avranno fatto la loro vita, avranno le loro famiglie, i loro bambini. e sappiamo che anche la vita di William non è stata immune dalla sofferenza, come per tutti su questa terra. william diana charlesLo vedemmo poco dopo, tra le braccia della giovanissima mamma, il padre commosso e un po’ imbarazzato. Poi sapemmo che che si sarebbe chiamato William – e Arthur Philip Louis – in memoria di un cugino del padre, il primogenito del Duca di Gloucester, morto tragicamente dieci anni prima (la sua storia la trovate qui A Royal Calendar – 28 agosto 1972 ).

Non sappiamo se festeggerà il compleanno in famiglia o magari con una capatina ad Ascot, ma i nostri auguri glieli facciamo di cuore.