Never seen before!

Stanno per andare all’asta alcune foto inedite della royal family, scattate tra la fine degli anni ’40 e i primi anni ’50 dal Generale Sir Frederick Browning, che oltre ad essere stato un collaboratore di Lord Mountbatten era anche il marito di Daphne du Maurier (l’autrice del celebre Rebecca la prima moglie, di cui Hitchcock fece un film). daphne du maurier yachtApparteneva proprio alla scrittrice lo yacht da cui la giovane Elizabeth – non saprei dire se ancora principessa o già regina – scruta il mare, talmente glamourous da mettere in ombra anche il fascinoso marito. charles anne boatYacht? Abbiamo detto yacht? Ecco Charles e Anne, ciascuno sul suo yacht personale, con cappellino da marinaretto d’ordinanza e ufficiali di marina a fare da scorta. E non mi dite che voi non avevate la vostra barchetta personale a bordo di una nave della Marina Militare!

Io la barchetta non ce l’avevo, però ho il corgi, proprio come la Queen Mom. E ho anche il cappello floscio, la giacca di tweed e le brogue shoes. La gonna tartan al momento mi manca, ma per un invito a Balmoral me la posso procurare. balmoral picnicEcco a voi un royal picnic nella tenuta scozzese: lei impeccabile con giacca abbottonata e doppio filo di perle, lui in tweed con calzoni alla zuava. Ora, considerando che gli Zuavi erano Berberi algerini, che i reggimenti zuavi appartenevano principalmente all’esercito francese, che altri zuavi famosi erano quelli pontifici, capite bene che gli Inglesi si sono premuniti di dare un nome diverso a tali pantaloni. philip balmoral picnicE li hanno battezzati plus fours dato che la loro lunghezza supera il ginocchio di quattro pollici, four inches.  Ma quanto somigliano William e Harry al nonno?

La foto del giorno – 11 marzo

Come sapete oggi è il Commonwealth Day, e dato il loro ruolo – Presidente e Vice del Queen’s Commonwealth Trust – oltre alla cerimonia a Westminster Abbey con tutta la royal family questa mattina i Duchi di Sussex hanno visitato la Canada House a Trafalgar Square. sussex canada houseUn impegno che deve essere stato piacevole per la duchessa che in Canada, a Toronto, ha vissuto durante i sei anni in cui ha girato Suits; e naturalmente non è mancato l’omaggio per baby Sussex di un body col simbolo nazionale, la foglia d’acero. Canadese anche la sua mise, un insieme abito più cappotto in verde bosco firmato Erdem. Ho trovato deliziosa Meghan col modello che ricorda gli anni ’60, molto adatto anche al suo stato. Poi ho visto quelle decorazioni nere luccicanti sparse in ogni dove, e tornarmi in mente l’episodio che sto per raccontarvi è stato un attimo.

Quando ero bambina, la regina delle giornaliste di costume e sovrana delle buone maniere era Donna Letizia, al secolo Colette Rosselli in Montanelli. sussex canada house 2Scriveva su alcune riviste che comprava la mia mamma, e fu leggendo la sua posta del cuore su Grazia che sviluppai una passione per lei, il suo garbo, l’intelligenza, lo humour. Era la metà degli anni ’70 quando ricevette la lettera di una promessa sposa che le chiedeva un parere sull’abito da indossare nel gran giorno. Non essendo più illibata, la fanciulla escludeva il bianco e si era orientata su un completo gonna a ruota più gilet (assai di moda dopo la leggendaria collezione russa di Saint Laurent del 1976) da realizzare in panno verde chiaro. Grazie all’abilità di una cugina, la nubenda pensava di movimentare la sua mise facendo ricamare sparse qua e là delle note musicali nere, che avrebbero alluso alla professione del promesso sposo, che suonava in un’orchestrina. «Cosa ne pensa?» domandava l’incauta «che effetto farebbe?» «L’effetto di un’ecatombe di mosche su un gelato al pistacchio» fu la lapidaria risposta.

Capite? Maledetta memoria!

 

Commonwealth Day 2019

Oggi è il Commonwealth Day, una celebrazione che impegna l’intera Royal Family. queen commonwealth dayIl momento clou della giornata è la funzione a Westminster Abbey, dove Sua Maestà è arrivata scortata dal figlio Andrew, The Duke of York ma senza il principe consorte Philip. queen in purple-whiteSfolgorante in deep purple la regina dà la consueta lezione di stile e ce ne aggiunge pure una di stilosissimo riciclo: cappotto con profili in velluto, il tocco di una spilla diamanti e ametista (parte della Kent Demi-Parure) e l’immancabile cappello in tinta. Un insieme visto la prima volta il 24 novembre 2016, sempre a Westminster Abbey, al Thanksgiving per il sessantesimo anniversario del Duke of Edinburgh Award, e più di recente il primo giorno della visita dei reali d’Olanda (ricordate? Date un’occhiata qui Royal chic shock e boh ). In quel caso il cappello con alta corona squadrata era stato decorato dalla fida Angela Kelly – autrice del total look – con un mazzolino di fiori bianchi coi petali bordati da una leggera sfumatura di viola, e la nota vezzosa delle foglioline verdi affacciate sul rigido rialzo della tesa. Oggi i fiori bianchi sono stati sostituiti da violette dal colore scuro e intenso. Voi quale versione preferite?

camilla commonwealth dayLa Duchessa di Cornovaglia ha scelto l’indaco: pardessous di velluto con grandi alamari e in testa un casco rigido dello stesso velluto con piume svolazzanti, una specie di Anna Karenina in motocicletta. Brutta e sbagliata la borsa, non brutti ma ugualmente sbagliati i guanti con quel motivo di rombi sul polsino. Camilla, ma che hai combinato?

catherine commonwealth dayLa Duchessa di Cambridge va sul sicuro – pure troppo – col cappottino rosso Catherine Walker già indossato in precedenza, accessoriato con un cappellino nuovo che fa un po’ effetto pizza, saldamente in bilico nonostante il forte vento. Molto chic l’abbinamento con borsa e scarpe tortora, ma in definitiva manca l’effetto wow.

meghan commonwealth dayLa Duchessa di Sussex ha optato per il bianco come l’anno scorso, alla sua prima uscita con la Royal Family. L’abito con stampa a catene (sarà un metamessaggio?) è di Victoria Beckham, ed evidentemente pure il cappotto, dato che sembra foderato nello stesso tessuto del vestito; scelta chic nonostante la damascatura del pardessous, che stona un po’ pure col tocco rock delle catene. Non mi piacciono gli accessori verde scuro – men che meno la forma della borsa – ma ogni considerazione impallidisce quando si arriva all’altezza del bel viso della duchessa. Meghan mia, ma che ti passa per la testa? Non si vedeva un copricapo del genere dalla caduta dell’impero ottomano.

E ve lo dico, protesto formalmente per l’assenza di guanti sulle mani di entrambe le cognate.

Mini Meghan

Oggi la Duchessa di Sussex ha ricevuto un grande onore dalla Regina: è stata nominata Vice Presidente del QCT, il Queen’s Commonwealth Trust di cui il Duca è Presidente e la sovrana stessa ha il patronage. Il Trust ha lo scopo di imprimere un cambiamento positivo nella società attraverso una rete di giovani, provenienti da tutto il mondo, impegnati nelle loro comunità. meghan miniMeghan, partecipando al panel promosso dal QCT per l’International Women’s Day, ha ringraziato dell’onore mostrando le sue doti migliori.

La foto del giorno – 8 marzo

Oggi è o non è la giornata internazionale della Donna? È o non è la giornata della mimosa? E allora mimosa sia! Lilibet mimosasMimosa royal style, of course, Mimosa come il nome dell’abito indossato da Her Majesty nel ritratto di Sir William Dargie, custodito nel National Museum of Australia.

Nel 1954 Elizabeth è sul trono da due anni, ed è impegnata in un tour di sei mesi nei paesi del Commonwealth, compiendo finalmente quel viaggio interrotto bruscamente il 6 febbraio 1952, il giorno in cui muore suo padre e lei diventa regina (raccontiamo qui tutta la storia A Royal Calendar – 6 febbraio 1952 ). Sbarca in Australia il 3 febbraio, primo sovrano regnante a mettere piede nel paese dove resta per otto settimane visitandolo in lungo e in largo, accolta ovunque da grande entusiasmo (si calcola che almeno il 75% degli australiani riuscì a vederla).

lilibet mimosas australiaLa sera del primo ricevimento ufficiale a Sidney indossa quest’abito, opera del couturier di fiducia Sir Norman Hartnell, che aveva creato anche il suo romantico abito da sposa e quello sontuoso per l’incoronazione. La mimosa (Acacia dealbata), così frequente nei nostri giardini, è una pianta originaria proprio dell’Australia, di cui è uno dei simboli. L’abito, metri e metri di tulle giallo pallido coi rametti di mimosa che si rincorrono sulla gonna e si arrampicano sulla spalla destra, riesce nella sua doppia missione: esaltare la fresca bellezza della giovane regina con un omaggio al paese ospitante. La perfezione.

Buon 8 marzo a tutte!

Se vi interessa la figura di Sir Norman Hartnell ecco un breve post che lo riguarda A Royal Calendar – 12 giugno 1901

 

 

Breaking News – Ricevimento a Buckingham Palace per The Prince of Wales

Direttamente da Buckingham Palace le immagini del ricevimento offerto da Sua Maestà per celebrare i cinquant’anni dall’investitura di Charles a Prince of Wales. prince of walesEleganza delle royal ladies presenti proporzionale alla loro età: sublime Her Majesty in abito di seta bianco/viola con giacca in tinta, sobria e chic Camilla con un tailleur verde bosco già da noi adeguatamente apprezzato, ridicole – per essere buona – Catherine e Meghan, l’una in camicia da notte verde menta (deve aver saputo che avevate tanto ammirato l’abito di Missoni la scorsa settimana, che ha deciso di replicare col fratello povero); l’altra con un abitino damascato lamé a mezzogiorno e il cappottino bianco già visto altre volte, i cui lembi ormai distano mezzo metro. Godetevi il video!

A Royal Calendar – 3 marzo 1933

Don’t let it be forgotten,
that once there was a spot,
for one brief shining moment
that was known as Camelot.

Con la morte di Lee Radziwill, la sorella minore di Jackie Kennedy scomparsa lo scorso 15 febbraio, se ne va un altro pezzo di quel sogno che fu Camelot, e un altro componente dell’unica vera royal family americana. Lee jack jackie bobOggi avrebbe compiuto 86 anni, lei nata a Southampton – sobborgo chic di New York affacciato sull’oceano – quattro anni dopo Jackie, il 3 marzo 1933. Il padre è John Vernou Bouvier III, detto BlackJack per la pelle eternamente abbronzata e la passione per la vita spericolata; la madre è Janet Norton Lee, figlia di un immigrato irlandese che si è fatto da sé creando un impero immobiliare. Janet cresce le figlie con un solido principio: nella vita ci vuole un matrimonio prestigioso con un marito ricco. Più ricco è, meglio è.lee jackie as children Fedele lei stessa a tale principio quando divorzia da Bouvier, alcoolista e donnaiolo, sposa il ricchissimo Hugh Auchincloss. Jackie in questo senso compie un capolavoro, entra in un delle famiglie più importanti e abbienti del paese, e va a vivere direttamente alla Casa Bianca. Lee va meno bene, però comincia prima: la sorella non è ancora fidanzata quando lei, appena ventenne, sposa Michael Temple Canfield. lee jackieChe è il figlio adottivo dell’editore Cass Canfield, ma si dice che in realtà sia figlio naturale di George, Duca di Kent (morto in un incidente aereo nel 1942). La giovane coppia si trasferisce a Londra, dove lui rappresenta Harper&Row, la casa editrice di famiglia. Non ottenendo dalla vita matrimoniale ciò che sperava – né emotivamente né economicamente – Lee riprende rapidamente a guardarsi intorno, e posa gli occhi anche dove non dovrebbe: sembra che nel 1957, con Jackie che ha appena partorito Caroline, si conceda una breve relazione addirittura col cognato e futuro presidente, premunendosi graziosamente di informarne il marito. Diciamolo, in un libro sulla rivalità tra sorelle alle Bouvier toccherebbe un capitolo intero. lee stasIl divorzio arriva rapidamente, ma il sostituto è già pronto: è il polacco Stas Radziwill, e porta in dote un titolo di principe (di cortesia, perché dopo la guerra ha preso la cittadinanza britannica, ed è diventato semplicemente Mr. Radziwill). Si sposano il 19 marzo 1959, Lee è già incinta di Anthony, che nasce in agosto, seguito l’anno dopo da Anna Christina. Stas è arrivato a Londra fuggendo dalla Polonia allo scoppio della seconda guerra mondiale, dopo che il governo ha privato la famiglia dei suoi beni (ma in effetti pare che fosse stato lui a depredare la Croce Rossa polacca prima di scappare) costruendosi una piccola fortuna nel mercato immobiliare. Troppo piccola purtroppo, perché ora Lee deve competere addirittura con una First Lady, e il lusso al quale è abituata – come la famosa casa a un tiro di schioppo da Buckingham Palace, decorata dal principe degli interior designer dell’epoca, Renzo Mongiardino – Stas non può permetterselo. lee mongiardinoC’è però qualcuno che può, può questo e molto altro: un certo armatore greco, di nome Aristotele Onassis. Che Lee, ancora “principessa” inizia a frequentare. Ed è a questo punto che compie l’errore peggiore della sua vita: nell’agosto del ’63 Jackie partorisce un bimbo che vive poche ore; per distrarla la sorella convince Onassis a invitare la First Lady per una crociera a bordo del panfilo Christina, dove tra i due nasce, diciamo così, una simpatia. lee ariIl resto è storia: il 22 novembre di quell’anno il Presidente viene ucciso a Dallas, Jackie diventa la vedova più famosa (e ambita) del mondo e va a vivere coi suoi bambini a New York, dipendendo dalla generosità del suocero. L’assassinio del cognato Bob fa precipitare le cose: Jackie teme che tutti i Kennedy siano nel mirino, e accetta di sposare Onassis, mettendo al sicuro il futuro suo e quello dei suoi figli; Lee resta a Londra, principessa senza corona. lee mickTenta senza successo la carriera di attrice, poi si ricicla brevemente come interior designer, e diventa famosa per aver seguito il tour dei Rolling Stones del ’72. Una groupie quarantenne e scicchissima, grande amica non solo di Mick, ma di signori che si chiamano Andy Warhol, Rudolph Nureyev, Truman Capote. 019-lee-radziwill-theredlistIl 28 novembre 1966 partecipa anche lei al celeberrimo Black and White Ball, organizzato al Plaza dall’allora suo migliore amico Capote coi proventi del libro A sangue freddo. La scelta di Lee è estremamente sofisticata: un abito bianco e argento, favoloso nella sua semplicità, firmato Mila Schön, la sarta delle signore milanesi chic.

Nel ’74 divorzia da Stas, l’anno dopo muore anche Onassis, Jackie è di nuovo vedova ma stavolta non dipende da nessuno e se ne torna a New York, dove recuperando una vecchia passione lavora come editor. Il tempo passa, e Lee finisce con l’impalmare il regista Herbert Ross, che è gay ma può offrirle un adeguato tenore di vita. Jackie muore per un linfoma non-Hodgkin nel ’94; nel suo testamento lascia alla sorella null’altro che la frase: ho fatto già abbastanza in vita. lee jackie figliLa morte salva Jackie dall’ultima grande tragedia familiare, che tocca a Lee affrontare: nel 1999 Anthony Radziwill, figlio dell’una, è malato terminale di cancro e John Kennedy Jr, figlio dell’altra, è stravolto dal dolore per la perdita che si annuncia imminente. lee carolineIl 16 luglio si mette alla cloche del suo piper con moglie e cognata, per andare al matrimonio della cucina Rory; come sapete già l’aereo precipita e si inabissa, i tre occupanti muoiono. Il 4 agosto Anthony compie quarant’anni, il 10 muore anche lui. Restano Lee, la figlia Tina e la nipote Caroline, cui la zia si avvicina sempre di più, finendo per fare discretamente da nonna ai suoi figli.

Fin qui la storia, e io vi vedo cari lettori, col sopracciglio alzato ad interrogarvi sul perché siamo qui a ricordare una donna così, diciamo, controversa e volendo pure relativamente inutile. Direi che se un giudizio su di lei deve essereci non può prescindere dal fatto che in fondo fosse un prodotto del suo tempo, qullo che raccomandava a tutte le ragazze la conquista di un buon partito; più alto il ceto sociale, più forte il condizionamento. Per fortuna le cose non sono più così, e forse in piccola parte lo si deve anche a donne come lei, che si sono prese ciò che volevano senza chiedere permesso. Ma ciò che spiega meglio il suo personaggio è un dettaglio che riguarda la sua morte: l’annuncio è stato dato, primo tra tutti, da WWD Women’s Wear Daily, la bibbia del fashion. Dove tutti i grandi della moda, da Valentino a Massimo Ferragamo agli stilisti americani, si sono affrettati a testimoniare quanto Lee fosse naturalmente elegante, ricca di charme, piena di classe, e come ciascuno desiderasse vestirla, o ne traesse ispirazionelee giorgio richardGiorgio Armani, di cui è stata a lungo testimonial e ambasciatrice negli USA, oltre ad ammirarne lo chic la trovava l’esempio perfetto e pieno di ironia dell’aristocrazia americana, assai difficile da definire: una combinazione di semplicità e sofisticatezza, spontaneità, rigore e rispetto delle regole. lee-e-jackie-a-new-york-792649Quando la sorella Jackie arriva alla White House ribalta tutti i canoni della First Lady sin dal giorno del giuramento, unica signora sul palco a non indossare la pelliccia ma un cappottino color crema. Col suo stile fatto di linee semplici, l’uso dei tessuti monocromi e i gioielli importanti – spesso anche etnici o bigiotteria – più alcuni accessori divenuti icone, come i grandi occhiali da sole o i foulard, inventa un’immagine contemporanea ancora attuale. Lee ne è l’immagine speculare, una sorta di alter ego che ne raddoppia l’impatto: pensate a quando le due sorelle camminavano per le vie di Capri (o i vicoli di Ravello, ancora più chic) in tshirt e pantaloni, con sandali flat o addirittura scalze. Prive della bellezza perfetta di Grace o di quella voluttuosa di Marilyn le Bouvier se ne sono inventata una nuova, moderna, in cui sembra più facile identificarsi. Sperando di avere un po’ di quella classe, di quello charme. O almeno coltivando l’amore per il bello. lee jackie sisters

 

F is for Fashion

Duello a distanza tra due royal ladies di primissimo piano. Due donne, una lettera, due stili. Voi quale preferite?

F come Fatina kate irlanda missoniVisita di due giorni in Irlanda del Nord per i Duchi di Cambridge, che mercoledì sera hanno partecipato a un party in un famoso locale della capitale, il Belfast Empire, dove hanno spillato birra per gli ospiti e incontrato Dame Mary Peters, campionessa olimpica di pentathlon nel 1972, appena ammessa a far parte dell’Ordine della Giarrettiera. Catherine ha affrontato la fredda sera di febbraio con un leggerissimo abito Missoni in maglina laminata in una delicata tonalità menta/acquamarina che avrebbe fatto felice anche la fatina di Pinocchio. Il colore francamente non mi fa impazzire, mentre il tessuto mi piace molto, e mi ha riportato alla mente una memoria familiare: mia madre – che non era magra come Kate, ma quasi – negli anni ’70 ha avuto un abito da sera Missoni in questo stesso tessuto, ma a fiori su fondo grigio.  kate irlanda mulberryGiovedì mattina la duchessa, in visita alla cittadina di Ballymena, ha smesso i panni da fatina indossando quelli da Mary  Poppins: cappottino pervinca di Mulberry con tanto di mantellina. Certo, mancano l’ombrello con testa di pappagallo e il borsone che contiene l’universo mondo, ma per il resto è veramente una mise supercalifragilistichespiralidosa. Un pensiero diabolico mi attraversa la mente: e se tirassi fuori dall’armadio il mio cappotto blu da crocerossina? Quella sì che è una mantellina come si deve, non questa cosetta risicata.

F come Fetish

letizia leather kimono

(Ph. Fernando Junco)

A Madrid invece prosegue la visita ufficiale del Presidente del Perù che giovedì mattina insieme coi sovrani ha inaugurato ARCO, la fiera dell’arte contemporanea. Importante la presenza di artisti peruviani, ma tutti parlano solo di Ninot, opera di Sierra y Merino, un fantoccio di Re Felipe alto più di 4 metri esposto nello stand della gallerista Ida Pisani e in vendita a duecentomila euro con la clausola che l’acquirente lo bruci entro due mesi. Davanti al rischio di passare inosservata Letizia è corsa ai ripari, ed essendo una che sa come attirare l’attenzione su di sé, ha scelto l’opzione fetish: abito-kimono in pelle nera (& Other Stories) e stiletto assassino (Prada) in color carne, la sua. Wow. Perfetti anche i capelli, pettinati all’indietro in una semicoda con quel bandeau laterale che scende come una lama. E diciamolo, una cosa del genere la può fare solo lei.

Insomma, per me questa volta Grimilde batte Biancaneve.

La foto del giorno

Foto del giorno senza testo. Chi è? evening gownComplimenti alle signore che hanno indovinato! La royal lady che mostra le belle spalle è lei, alla cena di gala offerta in onore del Presidente del Perù Martín Vizcarra accompagnato dalla consorte Maribel. letizia visita presidente perùL’abito che avete tanto ammirato è il motivo per cui l’ho riconosciuta, essendo stato indossato il 28 aprile 2011 al ricevimento offerto al Mandarin Oriental Hotel da Her Majesty, la sera prima delle nozze di William e Catherine. W&K prewedding spanish royalsLo ha creato per lei il suo couturier di fiducia Felipe Varela (che diciamo la verità, non è che indovini sempre), ed è veramente splendido, uno dei più belli mai indossati da Letizia.

La tiara floreale fu donata da Francisco Franco a Sofía da parte del popolo spagnolo in occasione del matrimonio con Juan Carlos, e dopo la fine del regime è stata indossata con parsimonia finché non se ne è ricostruita la storia: fu commissionata da Alfonso XII al gioielliere britannico J.P. Collins nel 1879 come dono di nozze alla seconda moglie Maria Cristina d’Austria. Il diadema fu in seguito venduto al gioielliere madrileno Aldao, dove lo acquistò il Caudillo.

P.S. ma quanto sta bene su quel vestito la fascia viola dell’Orden al Mérito per Servicios Distinguidos della Repubblica del Perù?

Chic shock e boh – Oscar edition (parte seconda)

LA VIE EN ROSE oscar 19 helenSe avevate dubbi sul colore della prossima stagione, la risposta arriva chiara da Los Angeles: il rosa. Non solo il living coral scelto da Pantone come simbolo dell’anno ma ogni sfumatura, dal ciclamino al cipria fino al lilla. Tonalità che si ritrovano tutte nella mise di Dame Helen Mirren; l’abito in chiffon è Schiaparelli, la maison che inventò lo shocking pink; favoloso, le dona moltissimo e lei lo indossa con divertita eleganza, che vogliamo di più? Chic oscar 19 juliaArriva, premia e chiude. Tocca a Julia l’onore di incoronare la pellicola regina degli Oscar, Green Book, e quello di dimostrare che Elie Saab sa fare anche abiti senza usare il pizzo. Risultato banalotto ma piacevole. Chic oscar 19 Marie-KondoCon grazia, senza disturbare e senza mettere in disordine ha attraversato il red carpet Marie Kondo-san, che a furia di buttare probabilmente ha buttato via anche le curve. Anche per lei, in Jenny Packham, vale la prima regola del drappeggio, tenendo magari presente anche che l’incarnato orientale non splende con questo rosa polveroso. Boh oscar 19 angelaTemendo di non essere notata Angela Bassett sceglie un abito fucsia fosforescente di Reem Acra – che se noi non sappiamo chi sia una ragione ci sarà – caratterizzato da un’enorme propaggine sulla spalla destra, con uno spacco che sale sulla coscia fino a incrociare la massa di capelli a stento trattenuti in una pony tail bassa. Che dire, quando spiegavano che less is more Angela probabilmente era a casa malata. Shock oscar-19-maya.jpgQuest’abito, indossato da Maya Rudolph, ha ricevuto molte critiche, spesso accompagnate dal commento eh, ma la moda italiana… Eh, ma questa è moda italiana, Giambattista Valli per la precisione, che crea con una seta bella ma rischiosa un abito impossibile, che richiederebbe fisico e attitude – meglio entrambi, ma almeno uno è indispensabile – così no, sorry. Shock oscar-19-gemma-e1551218065988.jpgUna delle mise che mi sono piaciute di più: Gemma Chan in Maison Valentino; tipico abito che si ama o si odia, eccessivo senza eccessi (ma con tasche, dove sembra l’attrice avesse messo dei biscotti!); impagabile l’aria imbronciata. Chic oscar-19-sarah.jpgSenza dubbio Brandon Maxwell vince l’oscar per gli abiti più brutti del red carpet. Dopo aver mortificato Melissa McCarty infierisce su Sarah Paulson, che abbiglia con un gonnellone azalea agganciato a una mantellina buona per la tinta dal parrucchiere, che per di più fa sparire le spalle della malcapitata, e per contrasto la testa diventa enorme. Ignobile. Shock

DEMONI E DEIoscar 19 lisa jasonIn rosa cipria anche la coppia LisaBonet-Jason Momoa, divisi da 12 anni e 40 centimetri ma uniti dall’amore, da due figli e dalle scelte di stile. Entrambi indossano Fendi, per lei un abito che mischia tessuti e colori esaltando l’unicità della sua esotica bellezza, per lui uno smoking in nuance, creato appositamente. Cool oscar 19 serenaSerena Williams non recita (almeno per ora), gioca a tennis, ma interpreta bene l’abito da sera Armani Privé: la gonna è splendida, il volant verticale dona movimento e il taglio le fa una vita sottilissima. Il bustino ha il suo punto focale nel luminoso inserto amaranto, peccato che sia veramente troppo stretto, e si veda. Goddess oscar-19-ashley.jpgE a proposito di dee, l’arrivo di Ashley Graham sul red carpet deve aver fermato qualche pacemaker, oltre a riempire di sacro orgoglio ogni signora curvy sulla faccia del pianeta. Zac Posen ha creato il perfetto abito a sirena che scolpisce ed esalta ogni curva. 48 is the new 38 oscar-19-billy-1.jpgSe Ashley ha sfidato le convenzioni esibendo la bellezza del suo corpo pieno, Billy Porter è andato oltre, prendendo di petto un altro dei grandi tabù di Hollywood, l’identità sessuale. E lo ha fatto presentandosi in abito da sera, nel senso di un’immensa gonna di velluto nero sotto un rigoroso tuxedo; non un uomo vestito da donna, ma un uomo con la gonna, una sorta di creatura fantastica, un favoloso centauro. LBD Large Black Dress oscar 19 selma-blair-Menzione d’onore per Selma Blair, che ha partecipato al party di Vanity Fair indossando un abito Ralph & Russo Couture a teli di chiffon di diversi colori con un accessorio insolito, un bastone. È la prima uscita pubblica dell’attrice dopo che le è stata diagnosticata una forma aggressiva di sclerosi multipla. Braveheart oscar 2019 charlizeLa bionda d’oro di Hollywood Charlize Theron si è presentata con un inedito bob castano che esalta il colore freddo dell’abito Dior Couture. Una linea semplice, quasi monacale, con l’unico dettaglio della linea acuta delle spalle, svela sul dietro la schiena completamente nuda con l’abito che si allunga in uno strascico, come se il tessuto che manca sul dorso fosse dolcemente scivolato a terra. Non solo couture, anche  architecture. Back to perfection

91st Annual Academy Awards - ArrivalsStessa pettinatura e stesso modello per un’altra divina, Irina Shayk il cui abito nero Burberry non ha la stessa costruzione rigorosa del Dior di Charlize motivo per cui, per evitare che l’abissale scollatura dorsale se ne vada per i fatti suoi, è stato necessario inserire una cinturina, che ha il vantaggio di rendere l’abito più intrigante (però le frange dorate sul nero fanno funeral home). Insomma, l’uno è più elegante, l’altro più piccante. Spice girl oscar 19 gagaConcludiamo questa lunga rassegna con Miss Germanotta, Lady Gaga, la quale ha cambiato varie mise nere tenendo però sempre salde due cose: il total black e il collier Tiffany col favoloso diamante fancy da 128 carati allacciato al collo. Sul red carpet veste Alexander McQueen, un abito anni ’50 col dettaglio dei fianchi arricchiti da una particolare sagomatura, guanti lunghi stile Gilda e il tocco personale della pettinatura a banana sulla sommità della testa. La mise non è eccezionale, lei lo è. Diva

P.S. la coppia, forse solo immaginaria, Bradley-Gaga, separata dalla donna di lui guardingamente seduta tra loro mi ha ricordato questo: https://www.youtube.com/watch?v=8U5EcoyWUAw

Qui la prima parte del post Chic shock e boh – Oscar edition (parte prima)