La foto del giorno – 11 marzo

Come sapete oggi è il Commonwealth Day, e dato il loro ruolo – Presidente e Vice del Queen’s Commonwealth Trust – oltre alla cerimonia a Westminster Abbey con tutta la royal family questa mattina i Duchi di Sussex hanno visitato la Canada House a Trafalgar Square. sussex canada houseUn impegno che deve essere stato piacevole per la duchessa che in Canada, a Toronto, ha vissuto durante i sei anni in cui ha girato Suits; e naturalmente non è mancato l’omaggio per baby Sussex di un body col simbolo nazionale, la foglia d’acero. Canadese anche la sua mise, un insieme abito più cappotto in verde bosco firmato Erdem. Ho trovato deliziosa Meghan col modello che ricorda gli anni ’60, molto adatto anche al suo stato. Poi ho visto quelle decorazioni nere luccicanti sparse in ogni dove, e tornarmi in mente l’episodio che sto per raccontarvi è stato un attimo.

Quando ero bambina, la regina delle giornaliste di costume e sovrana delle buone maniere era Donna Letizia, al secolo Colette Rosselli in Montanelli. sussex canada house 2Scriveva su alcune riviste che comprava la mia mamma, e fu leggendo la sua posta del cuore su Grazia che sviluppai una passione per lei, il suo garbo, l’intelligenza, lo humour. Era la metà degli anni ’70 quando ricevette la lettera di una promessa sposa che le chiedeva un parere sull’abito da indossare nel gran giorno. Non essendo più illibata, la fanciulla escludeva il bianco e si era orientata su un completo gonna a ruota più gilet (assai di moda dopo la leggendaria collezione russa di Saint Laurent del 1976) da realizzare in panno verde chiaro. Grazie all’abilità di una cugina, la nubenda pensava di movimentare la sua mise facendo ricamare sparse qua e là delle note musicali nere, che avrebbero alluso alla professione del promesso sposo, che suonava in un’orchestrina. «Cosa ne pensa?» domandava l’incauta «che effetto farebbe?» «L’effetto di un’ecatombe di mosche su un gelato al pistacchio» fu la lapidaria risposta.

Capite? Maledetta memoria!

 

7 pensieri su “La foto del giorno – 11 marzo

  1. Le applicazioni non sono il massimo (“less is more” quasi sempre). Nel complesso la mise mi sembra (finalmente!) azzeccata: colore, modello, misura, perfino l’acconciatura. Brava Meghan!
    Io non sono una fanatica della perfezione e a volte trovo la cognata un po’ noiosa; bisogna però essere adeguati al ruolo e all’occasione. La sfida, che forse la duchessa di Sussex ha maggiore libertà di cogliere, è quella di innovare mantenendosi comunque adeguata. Mi aspetterei un approccio un po’ anticonvenzionale sullo stile della regina Maxima: secondo me, a volte è esagerata, ma raramente fuori luogo.

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    • Concordo, e penso che Meghan in fondo non ha avuto, rispetto ad altre royal brides, troppo tempo per adattarsi, qualche imperfezione ci sta e non ho dubbi che col tempo perfezionerà il suo stile.

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