Edizione speciale della vostra rubrica preferita, dedicata alla Festa della Repubblica. Con una piccola riflessione iniziale. Quanti di voi sono convinti che la moda italiana non abbia uguali nel resto del mondo? E quanti che comunque gli Italiani sono i più eleganti sulla faccia della terra? Sul primo punto sono piuttosto d’accordo, ma sul secondo… e voi siete proprio sicuri sicuri?
L’invito al Palazzo del Quirinale prevedeva alle ore 17.50 il concerto in onore del Corpo Diplomatico, e alle 19.00 il ricevimento delle Alte Cariche nei Giardini; dunque un invito formale di pomeriggio, non è un cocktail e non ci si va vestiti come a un cocktail, thanks.
Triste il colore, banale il modello, troppo corto l’orlo, inutile la stola di voile nero, brutte le scarpe spuntate, la padrona di casa Laura Mattarella è un grande boh.
Gli occhi di tutti erano però puntati sulle attuali fidanzate dei dioscuri, i due Vice Presidenti del Consiglio; la bruna Francesca Verdini è una graziosa fanciulla, e avrebbe delle potenzialità se non avesse scambiato la Festa della Repubblica per la Feria di Siviglia optando per un vestitino in stile flamenca sexy, scosciato e scollato (sulla schiena). I piedini sono infilati nelle solite Valentino Rockstud, talmente viste e riviste che ormai non le taroccano manco più e se proprio le volete le dovete prendere direttamente da Valentino (€720, ma quelle di Francesca sono metallizzate dunque costano di più, come le macchine: €740). Shock. Stazzonato, spiegazzato, slabbrato as usual il suo accompagnatore: davanti a quel completo vorrei sapere quanti sarti napoletani (e quanti tra quelli di Penne) hanno chiuso bottega e sono andati al Bingo. Shock.
La bionda Virginia Saba è anche lei graziosa ma meno sofisticata, e conferma le peggiori previsioni con un abito da bella di paese che avrebbe impupazzato pure Audrey Hepburn (che però non l’avrebbe messo mai). Brutto, dozzinale, chiffon sopra e pizzo sotto, un disastro peggiorato dalle scarpette brillantinate. Shock. Sicuramente meglio l’abito del suo accompagnatore rispetto a quello del di lui collega – anche perché fare peggio sarebbe difficile – ma il giovanotto comunque è ancora lontano dall’essere impeccabile, quindi boh. La signora che precede la coppia invece è perfetta, ma quella è Carla De Gennaro, di nota eleganza. Chic.
A parte gli exploit in robe de soirée al Teatro dell’Opera, qualcuno ha mai visto Virginia Raggi con qualcosa di diverso dal tailleur pantaloni nero? Boh (però belle le scarpe).
In bianco Mara Carfagna, con un abito un po’ da sciura che a me non dispiace, e mi sembra uno dei look migliori della giornata, almeno ci ha risparmiato il completo nero. Chic. La signora dietro di lei, in mini e calze velate è shock, senza pietà.
De signore diversissime scelgono scarpe simili: nere, spuntate, con plateau importante. Geppi le abbina a una borsetta firmatissima e un po’ scontata, con un vestitone dalla fantasia vagamente (molto vagamente) giapponesizzante che mischia fiori e grafismi. L’idea poteva non essere male ma la sua realizzazione? Boh. Bebe punta su uno stile più rock, in total black. A parte che i pantaloni tirano sul pancino, d’accordo che lei è una superwoman ma perché quella canotta da camallo? Anche qui, boh.
Stefania Sandrelli non è mai stata una donna particolarmente elegante: prima non le serviva, e dopo, tutto sommato, nemmeno. L’idea del completo leggero con pantapalazzo è buona – personalmente detesto quel colore, opinione del tutto soggettiva – ma perché la padella al collo? Boh.
La signora Zingaretti sarà tifosa della Roma? Secondo me conciata così non sarebbe adatta manco per la curva sud, figuriamoci per il Quirinale. Shock. 
Sì, si può. Si può essere agée, aver passato le pene d’inferno (letterale, purtroppo), non vestire di nero, non vestire da sciura, ed essere la più elegante. Bello il kimono, bella la tshirt morbida e candida come i capelli, bellissima la collana. Liliana Segre, chic come nessuna.
(Ph. ANSA e Lapresse)
Che dirvi, visti così non mi entusiasmano. Restiamo in attesa di altri aggiornamenti?
Maggio è ricchissimo di royal wedding: oltre a Lady Gabriella e Tom Kingston lo hanno scelto Sofia di Grecia e Juan Carlos, Mary e Frederik di Danimarca, Letizia e Felipe di Spagna, i Duchi di Sussex, ma forse vi sorprenderà scoprire che nella Roma antica i matrimoni erano sconsigliati durante questo mese, che si apriva con i Floralia. Erano le feste dedicate a Flora, che veniva celebrata insieme con altre divinità femminili: Maia (che potrebbe aver dato il nome al mese), Fauna, Bona Dea. Se Flora era la dea della natura orgiastica che rifiorisce sulla terra, le altre erano divinità che onoravano la castità e presiedevano ai riti del mese, dedicato alla purificazione, cui in segreto le Vestali offrivano sacrifici. È sul culto di queste dee della castità e della purificazione che in epoca medioevale si innestò il culto della Madonna e la devozione mariana, ed è nel rispetto della loro castità che si evitavano i matrimoni nel mese a loro dedicato. Qual era allora nella Roma antica il mese propizio ai matrimoni? Giugno, dedicato alla moglie per eccellenza, la sposa del re dell’Olimpo: Giunone. E noi siamo pronti per i royal wedding di giugno!
Roskilde è una città non lontana da Copenaghen, nota per la Cattedrale che ospita le tombe dei reali danesi e il Museo delle navi vichinghe. Oggi scopro che è anche sede di una manifestazione chiamata Dyrskue che è la più importante fiera dell’agricoltura del paese, e dato che quest’anno si festeggia la cinquantesima edizione la futura regina consorte è stata spedita lì a rappresentare la Corona. Come non apprezzare lo sforzo di Mary che accarezza la mucca sfoderando un sorriso appena un tantino forzato? Brava, lo stile regale si coglie in queste occasioni, che a fare la principessa con la tiara in testa sono buone tutte!
Ricordate i Duchi di Sussex nel tour in Oceania, con Meghan e i suoi millemila cambi d’abito? Uno di più belli nella sua semplicità (e portabile da chiunque) è il prendisole a righe, rigorosamente verticali, indossato a Fraser Island, al largo della costa orientale del Queensland, in Australia. Il capo è di Reformation, brand californiano di moda sostenibile, non proprio low cost ma neanche troppo pricey. L’abito indossato da Meghan è andato sold out subito, ora però a quelle che sono rimaste senza pensa H&M, che magari non sarà esattamente un brand etico ma è sicuramente low cost. Nella collezione appena uscita trovate questo, in lino a righe verticali con cinturina e spacco proprio come quello della duchessa, in vendita online a 49,99 euro. Certo è un po’ più corto, ma considerate che la modella è sul metro e 80; se la vostra altezza è più simile a quella della duchessa diventa tranquillamente longuette.
Che dite, vi fate tentare?
Il Principe di Venezia ha voluto dare lui stesso la notizia del suo ricovero per rimuovere un tumore dal setto nasale, due giorni fa. La notizia di oggi è che l’intervento è stato eseguito, è andato tutto bene, ed Emanuele Filiberto è già rientrato a casa, per cui pubblichiamo volentieri.
È stato reso che noto che Sua Maestà negli ultimi 31 anni ha partecipato (non lei in persona, i suoi cavalli) a più di 3200 corse, vincendone ben 534. E le vittorie le hanno fruttato la bella sommetta di 7.768.448 sterline, quasi nove milioni di euro! L’anno migliore il 2016, con una vincita che supera le 560 mila sterline; considerando che quell’anno Her Majesty ha girato la boa dei 90, senz’altro un buon modo di festeggiare.
Andiamo con ordine, l’evento clou della prossima settimana, e non solo per noi royal watcher, sarà la visita del Presidente Trump nel Regno Unito; attesa, rinviata, forse non particolarmente gradita da qualche membro della Royal Family. È tuttavia sicura la presenza del Principe di Galles, che da paladino delle cause ambientali non apprezza molte delle posizioni sul tema del presidente USA; mentre la Duchessa di Sussex, che da cittadina statunitense si è apertamente schierata contro Trump al tempo dell’elezione, sarà molto opportunamente in maternity leave e dunque assente giustificata. Nell’attesa di inchinarsi a Sua Maestà, o più prosaicamente nella speranza che eviti le gaffe dell’anno scorso, il presidente, accompagnato dalla moglie, ha compiuto un breve viaggio in Giappone, primo capo di stato ad essere ricevuto dal nuovo imperatore.
Al suo arrivo la First Lady indossa un abito Carolina Herrera, bellissimo. Mi piacciono molto la semplicità del modello, il ricamo vagamente orientaleggiante, le scarpe rosse. Molto sorridente e a proprio agio l’Imperatrice, ed è una gioia vederla così, dopo gli anni bui della depressione, la mise però è un po’ troppo punitiva. Da quando si è seduta sul Trono del Crisantemo, il 1 maggio scorso, Masako è comparsa sempre vestita di bianco, il che potrebbe essere una scelta stilistica interessante, ma non è immune da rischi. In questo caso in particolare scarpe e calze sono terribili, oltre alla bombetta, modello prediletto.
Per la cena a Palazzo Imperiale altro tailleur bianco per Masako, con gonna lunga e una giacca in pizzo veramente ma veramente brutta. Bianco anche per Melania, che da un po’ ha adottato queste palandrane col probabile intento di sembrare una dea greca e il risultato di sembrare spesso una tenda da doccia.
Il giorno dopo i sovrani raggiungono gli ospiti al loro hotel per salutarli prima della partenza; terzo tailleur bianco per l’Imperatrice, senz’altro il migliore dei tre. E nonostante l’ennesima bombetta mi piace più lei della First Lady, che non resiste alla tentazione di piazzare un cinturone bianco su un soprabito bianco e ocra di Dries van Noten, che se nel modello originale non ha messo una cintura una ragione ci sarà. Signore ricordatevi: cintura su tessuto rigido fa effetto uovo di pasqua (o peggio, molto peggio).
Le due si erano conosciute da ragazze, negli anni ’40, durante una visita dell’allora Princess Elizabeth a Porthsmouth (Ms Baxter è la prima a sinistra in questa foto d’epoca).
Dopo aver incontrato a Palazzo – insieme col Duca di Sussex – i capitani delle squadre di cricket che da domani si contenderanno la coppa del mondo Her Majesty, di rosa vestita con un cappello che più primaverile non si può, è scesa in giardino accompagnata dalle due nipoti York, anch’esse in nuance del rosa, entrambe con in testa uno di quegli headband all’ultima moda (incidentalmente, Lady Violet ne ha appena ricevuto uno in regalo. Però non è rosa, thanks God).
Presenti anche i cugini Gloucester, molto attivi in questo periodo, e i Kent quasi al completo, nel senso che mancava la Duchessa, che ormai compare raramente. Quello di oggi è l’ultimo dei tre garden parties previsti per questa stagione, ora non resta che prepararsi per giugno, il mese a più alta densità di eventi alla corte di St,James.
Lei è senz’altro pronta!