Settantatre anni, verso l’infinito e oltre

Settantatre anni sono passati da quando Elizabeth Alexandra Mary Windsor, Principessa Ereditaria del Regno Unito, unì la sua vita a quella di Philip Mountbatten, nato Principe di Grecia e Danimarca e diventato in seguito a quelle nozze Duca di Edimburgo.

Ricorrenza straordinaria che i due trascorrono insieme a Windsor Castle, dove si sono ritirati in attesa che passi l’emergenza sanitaria, e dove lei continua con le amate passeggiate a cavallo (è stata vista ancora ieri).

La bellissima fotografia diffusa per l’occasione, scattata da Chris Jackson, ritrae la coppia nella Oak Room del castello osservare divertita un biglietto d’auguri speciale: è quello inviato per posta dai piccoli Cambridge e disegnato da loro.

Dite la verità, immaginate anche voi i tre bambini intorno al tavolo della cucina, in ginocchio sulle sedie, con George che fa quei cerchi col bicchiere, Charlotte sceglie e abbina i colori da usare, e Louis impegnato a colorare dentro i bordi.

Quanto alla Regina, non si può non notare l’eleganza dell’abito grigiazzurro in crêpe di lana (del fedele Stewart Parvin) e soprattutto la spilla. Che naturalmente non è stata scelta a caso. Ricevuta in dono nel 1946 per il varo della petroliera British Princess ha la forma di un crisantemo in platino diamanti e zaffiri (il crisantemo è solo per noi fiore dei morti).

Elizabeth la indossa nella fotografia che la ritrae col marito durante la loro luna di miele a Broadlands, la villa in stile palladiano nell’Hampshire residenza dello zio di lui, Lord Mountbatten. E nell’immagine che celebra i sessant’anni di matrimonio, nel 2007, in cui gli sposi ripropongono la stessa posa di tanti anni prima.

Dopo settantatre anni insieme, quattro figli, otto nipoti, otto pronipoti (più uno in arrivo), felicità e drammi, problemi domestici e questioni di stato, gli occhi del mondo sempre puntati addosso, Elizabeth e Philip, 94 anni e mezzo lei, 99 e mezzo lui, sono quanto di più vicino all’infinito io conosca.

Se volete leggere qualcosa in più sul loro matrimonio, questo è il post Something old, something new, something borrowed, something blue

Settantatre!

E sono 73! Settantatre anni da quel giovedì di novembre, il giorno in cui gli Inglesi si resero conto che la guerra era davvero finita, e iniziava un nuovo ciclo.

E il mondo si innamorò di quella graziosa principessa, delicata e volitiva, e del suo affascinante sposo.

Qui trovate il post dedicato a questo anniversario Settantatre anni, verso l’infinito e oltre

Breaking News

Una notizia fantastica che mi ha riempita di allegria, da condividere assolutamente.

Questa mattina è stato reso noto che nel Regno Unito il primo weekend di giugno 2022 sarà un lungo weekend di festeggiamenti, da giovedì 2 a domenica 5. Sì, avete letto bene, il 2022 non 2021. Che cosa si festeggerà? Semplice, il Platinum Jubilee di Sua Maestà che avrà raggiunto, prima nella storia, i 70 anni di regno.

Una notizia strardinaria almeno per due ragioni:

  1. Nel momento di massima incertezza c’è qualcuno che fa progetti per il futuro. E questi sono il valore e la forza del simbolo di cui spesso parliamo.
  2. Her Majesty progetta di restare sul trono e tra noi ancora a lungo. God save the Queen! Lady Violet inizia già ad organizzarsi, che per il Diamond Jubilee si divertì moltissimo.

Remembrance Sunday 2020

Lady Violet chiede venia, aveva capito che ogni cerimonia fosse stata sospesa nel Regno Unito in lockdown.

Invece oggi la Regina accompagnata da una parte significativa della Royal Family è comparsa al Cenotaph per celebrare solennemente Remembrance Sunday, nel rispetto del social distancing: presenti le massime autorità del Paese, assenti gli spettatori.

Adeguatamente distanziata dalla sua Lady in waiting, Her Majesty ha seguito la cerimonia dal balcone del Foreign Office su Whitehall. In total black come durante la visita all’Unknown Warrior (Le foto del giorno – Remembrance days) ma con alcune significative differenze. Per Sua Maestà una mise completamente diversa da quella: cappotto a doppio petto invece che a un petto solo, altro cappello, e soprattutto altre spille.

Quella di brillanti è la Dorset Brow Brooch, dono di nozze della nonna Queen Mary che l’aveva a sua volta ricevuta (dalla Contea del Dorset of course) andando sposa nel 1893 al futuro George V. Oltre a evocare grazie alla sua forma ogni legame – con gli antenati, il Paese. la famiglia – è un gioiello indossato spesso in occasioni importanti come il battesimo del figlio Charles e il funerale dello zio Duca di Windsor, e altrettanto spesso per fermare i rossi poppies indossati in questi giorni. Che oggi, per un’occasione ufficiale, sono cinque, mentre l’altro giorno uno solo. Il che avvalora l’ipotesi che ciascuno rappresenti un diverso Corpo militare: esercito, marina, aviazione, difesa territoriale e ausiliarie.

Distanziate sul balcone accanto le future regine Camilla (qualunque sarà il titolo che assumerà) e Catherine.

La Duchessa di Cornovaglia, che a luglio ha sostituito il suocero come Colonel-in-chief dei Rifles, porta il badge del reggimento a fermare il Remembrance poppy, appuntato sull’ampio rever del colletto decorato da una una dentelle. Francamente non mi fa impazzire, una mise un po’ troppo vecchio stile, bottoni gioiello compresi. Il cappello Philip Treacy, che è un riciclo del 2014, non è il modello che le dona di più, ma svecchia un po’ l’insieme. Thanks God ci sono certi collier di perle!

Quanto alla Duchessa di Cambridge: bellissima lei, allure perfetta e quasi regale, ma il cappotto no dai. Catherine fa spesso lo stesso errore (grave, per la mia generazione) che è quello di vestirsi in stile militare in occasioni incentrate sui militari veri. Non si fa! Così come non ci si veste da ammiraglio in crociera. Come non bastasse, in questo caso alla maison Catherine Walker hanno deciso di eccedere, e oltre al rigore della linea, le grandi tasche e il colletto coreano hanno aggiunto anche una coppia di spalline con frange ton-sur-ton. Dimenticando che da generalissimo a portiere d’hotel è un attimo (commento ispiratomi da una fedele lettrice). Il bellissimo cappellino di Philip Treacy fa quel può, ma in questo caso neanche lui può.

Poi certo fa sempre la sua figura, anche mascherata e accompagnata.

Affacciati all’ultimo dei tre balconi altri due consorti: l’Ammiraglio Tim Laurence, marito della Princess Royal, e la Contessa di Wessex. Sophie mi è sembrata in tono un po’ minore, con mantella a bottoni dorati e un cappello che sarebbe piaciuto alla Queen Mary cui sarebbe stato assai meglio. Almeno siamo felici di vederla essere uscita indenne dal periodo di quarantena, reso necessario dal contatto con un positivo.

Ovviamente assenti (per ragioni notoriamente diverse) il Principe Philip e il Duca di York, a deporre le corone di papaveri rossi sono stati gli alti tre figli della sovrana: il Principe di Galles, il Conte di Wessex e la Princess Royal, oltre che il nipote Duca di Cambridge. Il Times riporta che dalla California Harry, con una decennale carriera militare alle spalle, avrebbe chiesto a Buckingham Palace che venisse deposta anche una corona in suo nome, ricevendo un rifiuto che lo avrebbe addolorato molto. Il Duca di Sussex ha però partecipato con un breve messaggio a un podcast militare diffuso oggi in onore della giornata. Misera consolazione.

Come da tradizione, altre corone sono state deposte dai protagonisti della politica, in testa il Prime Minister Boris Johnson e il leader dell’opposizione Sir Keir Starmer. BoJo, accompagnato dalla solitamente fidanzata Carrie Symonds – délabrée quanto lui, quando si dice trovarsi – è sembrato di ottimo umore.

Lady Violet pensa d’altro canto sia uno di quelli che ridono ai funerali.

Le foto del giorno – Remembrance days

E alla fine arrivarono le immagini.

Quelle del giorno in cui una donna tutta sola non mancò di osservare i suoi impegni di sovrana nonostante l’emergenza sanitaria la ponesse tra quelli a massimo rischio. E ricordandoli riconfermare i valori che tengono insieme una massa di gente diversa trasformandola in un Popolo, in una Nazione. L’avevamo vista uscire da Windsor Castle, sobriamente in nero e senza annunci ufficiali (Le foto del giorno – Giorni di tristezza e ricordi), tanto da ritenere andasse privatamente al funerale della cugina. Poi abbiamo scoperto la vera meta: Westminster Abbey, per l’omaggio al centenario di uno dei simboli nazionali, l’Unknown Warrior, deposto nell’abbazia cento anni fa.

Oggi l’ammiriamo ancora una volta in tutto il suo regale seppur sobrio splendore, e per la prima volta in pubblico anche con mascherina (meglio, perché la sua recente uscita in pubblico in cui non la indossava nessuno aveva suscitato più di una critica (La Queen en rose). Mascherina nera – en pendant con la mise total black – profilata di bianco, probabile creazione della fida Angela Kelly. Sulla spalla sinistra, a trattenere il tradizionale Remembrancepoppy la Jardine Star Brooch, una stella a otto punte incrostata di diamanti (che con le perle sono le uniche gemme compatibili col lutto, oltre a quelle nere), che risale alla fine dell’Ottocento, eredità di una non meglio identificata Lady Jardine.

Caso mai ce ne fosse stato bisogno – ma non c’era – la Regina ha sottolineato la sua eccezionale capacità di comprendere la forza del simbolo e di applicarla; il suo omaggio all’ignoto combattente caduto durante la Prima Guerra Mondiale è stato un bouquet di orchidee bianche e lilla, mirto e rami verdi, come quello con cui andò all’altare proprio nell’abbazia 73 anni fa. E che anche allora depose sulla tomba dell’Unknown Warrior, ripetendo il gesto compiuto dalla madre, che sposando a Westminter Abbey l’allora Duca di York lasciò sulla tomba il proprio bouquet in memoria del fratello Fergus, morto nella battaglia di Loos, il cui corpo non è stato mai ritrovato. In un solo gesto ha onorato preziose memorie familiari e nazionali, sottolineando così il fatto che la sua famiglia, lei in testa, incarnano il Paese tutto, sono la Nazione.

E il suo attendente, il Tenente Colonnello Nana Kofi Twumasi-Ankrah, appartiene pure a una minoranza. Questa donna sfiora la perfezione.

Due anniversari e una correzione

Ieri, guardando Her Majesty vestita di nero in uscita da Windsor Castle, Lady Violet ipotizzava che stesse andando ai funerali della cugina Lady Elizabeth Shakerley. Ci sbagliavamo, e una circolare di Corte ha chiarito il mistero.

Sua Maestà ha visitato in privato Westminster Abbey, per celebrare i cento anni dalla deposizione del Milite Ignoto. Il centenario vero e proprio sarà mercoledì 11, ma immagino che essendo oggi scattato il lockdown per tutta l’Inghilterra, la sovrana abbia anticipato il suo omaggio. Se volete conoscere tutta la storia dell’Unknown Warrior la trovate qui Remembrance Day 2019.

Oggi è anche il giorno di un piccolo, delizioso anniversario. Il 5 novembre 1981 Buckingham Palace lietamente annunciava che la Principessa di Galles era incinta del primo figlio, la cui nascita era prevista per il giugno seguente. William infatti è nato il 21 giugno, e Lady Violet ricorda lo stupore di un annuncio dato nelle prime settimane di gravidanza, ben prima dei canonici tre mesi. A cento giorni dalle nozze iniziavamo a conoscere lo stile Diana, che molte altre sorprese ci avrebbe riservato negli anni a venire.

Dal punto di vista del look invece la giovanissima principessa era assai lontana dall’icona planetaria che sarebbe diventata. Quel giorno i Principi di Galles erano ospiti del Lord Mayor per un pranzo alla Guildhall; Diana indossava una delle sue mise peggiori di sempre: un cappotto in tweed ruggine con dettagli sfrangiati di Bellville Sassoon, incomprensibilmente abbinato ad accessori royal blue e le scarpe in una sfumatura ancora più chiara. Il cappellino di John Boyd era in una foggia che mia madre chiamava alla Robin Hood, e non era ahimé nuova per lei (lei Diana, non mia madre, che difficilmente si sarebbe coronata di piume). Come non fosse già abbastanza, il video del ricevimento rivela trattarsi di un completo, composto da gonna e gilet di tweed su camicia blu con maniche enormi. E no, la colpa non è dei famigerati anni ’80, vi assicuro che era brutto anche allora. https://www.youtube.com/watch?v=XjzuKEPM5S8

Belville Sasson era un brand assai di moda all’epoca nel beau monde anglosassone; che Diana amava molto. Anche la sera prima, per l’inaugurazione della mostra Splendours of the Gonzaga al Victoria&Albert Museum la principessa aveva scelto un abito da sera della maison, (e alla fine si addormentò pure, ma questa è un’altra storia).

Belleville Sassoon è passato alla storia del fashion anche per una favolosa gaffe, fatta proprio con Diana, da far impallidire quelle pur fenomenali del suocero. In vista dell’annuncio urbi et orbi del fidanzamento, la fanciulla decise di cercare la mise da indossare nella boutique londinese del brand. Qui però una vendeuse – francese, perciò per sua natura ostile agli Inglesi, da boicottare ove possibile – non avendo idea di chi fosse la invitò a cercare in un negozio più cheap; il famoso tailleur azzurro da hostess attempata fu acquistato di corsa da Harrods, stabilendo un ideale legame che non le avrebbe portato nessuna fortuna.

Le foto del giorno – Giorni di tristezza e ricordi

Nel Regno Unito i primi giorni di novembre sono dedicati al ricordo di chi non c’è più, e di tutti coloro che hanno offerto la propria vita per la patria. Alla loro memoria è dedicato il Remembrance Day ogni 11 novembre nell’anniversario dell’armistizio della prima guerra mondiale, e la domenica più vicina a questa data si tiene una solenne cerimonia militare al Cenotafio, alla presenza della Regina e di tutta la Royal Family. Quest’anno non ci sarà a causa della pandemia in corso, e dalla mezzanotte l’Inghilterra andrà in lockdown, mentre Galles e Scozia seguiranno norme locali.

Dunque, quando oggi Her Majesty è stata vista uscire da Windsor Castle a bordo di una Range Rover, la circostanza ha attirato l’attenzione ancor più del solito, dato che si tratta dell’ultima volta in cui compare in pubblico prima di questa ulteriore chiusura. L’auto era decorata con dei papaveri, i poppies che i Britannici indossano in questi giorni in memoria dei caduti.

Sua Maestà è rientrata un paio d’ore più tardi, ma dov’è andata? Non è stato reso noto, ma un indizio viene dalla sua mise: la sovrana era vestita di nero, colore che indossa solo appunto per la cerimonia al Cenotafio o per i funerali. E dato che come si diceva ogni cerimonia è stata annullata, è probabile che abbia partecipato al funerale della cugina scomparsa due giorni fa, Lady Elizabeth Shakerley.

Non sono giorni facili, neanche per lei.

Due regine, due lutti

Ieri i sovrani di Svezia hanno partecipato ad una cerimonia nella Cattedrale di Uppsala, in memoria dei cittadini defunti nel corso dell’anno. La Regina Silvia ha sempre un atteggiamento consono all’occasione, però il dolore che le si leggeva sul viso composto non era dovuto alla sua capacità di comportarsi impeccabilmente in ogni situazione, ma a un dramma privato che sembra aver colpito molto anche il Re.

Il 23 ottobre è scomparso il fratello Walther, malato da tempo. Walther Sommerlath era il secondo dei tre fratelli maggiori della regina, cui era legatissimo. Dall’inizio dell’anno l’ottantaseienne Walther si era ritirato a vivere con la moglie in una piccola proprietà all’interno della tenuta che circonda la residenza reale di Drottningholm, ed è venuto a mancare nell’ospedale di Huddinge, dov’era ricoverato.

La seconda regina in lutto altri non è che la nostra amata Queen Elizabeth, che oggi piange la scomparsa di una cugina a lei molto cara, Lady Elizabeth Shakerley, figlia di una cugina di Sua Maestà, Anne Bowes-Lyon (il cui padre era un fratello maggiore della Queen Mother). Lady Elizabeth, nata nel 1941 a Windsor Castle, è stata una celebre party planner e ha organizzato molte delle feste più importanti del regno, incluso il ricevimento al Mandarin Oriental offerto da Her Majesty agli ospiti reali la sera prima delle nozze di William e Catherine (Royal chic shock e boh – 2011 Royal wedding edition (parte prima)). Non ci sono dichiarazioni ufficiali dalla Corte, ma possiamo solo immaginare il dolore di chi, nella fase finale della propria esistenza, vede andare via un’altra compagna di strada.

La Queen en rose

L’ultima volta che l’abbiamo vista in pubblico (più o meno) era il 17 luglio, giorno del matrimonio della nipote Beatrice con Edoardo Mapelli Mozzi, quando aveva anche ricevuto nel cortile di Windsor Castle l’eroe di guerra e filantropo Capitano Tom Moore, per investirlo del titolo di Sir.

Temevamo di non vederla ancora a lungo, e di doverci accontentare di qualche fotografia rubata, magari durante una delle amate cavalcate nel parco di una delle sue residenze, e invece Her Majesty oggi ha sorpreso tutti, comparendo scortata dal nipote William per una visita al Defence Science and Technology Laboratory (Dstl), dove ha inaugurato il nuovo Energetics Analysis Centre.

Social distancing rispettato più o meno rigorosamente, ma con sorpresa di tutti nessuno portava la mascherina. Buckingham Palace ha precisato che tutti i presenti erano stati sottoposti a test covid e risultati negativi, ma le critiche sono piovute abbondanti. Dall’alto delle sue royal connections ha voluto generosamente offrirci il proprio illuminato parere anche Omid Scobie, autore di Finding Freedom storia del gran rifiuto che fecero i Sussex: secondo lui vedere la sovrana mascherata avrebbe avuto un “forte impatto”. Lady Violet confessa la propria perplessità ma ormai è fatta, magari capiremo di più nei prossimi giorni; intanto godiamoci l’espressione di divertito interesse con cui Sua Maestà ha osservato la dimostrazione di uno dei cani antiterrorismo.

Per la sua rentrée la Regina si dimostra una vera trend setter, con un cappottino di Stewart Parvin in quel rosa polvere che è proprio uno dei colori della stagione, con cappellino en pendant di Rachel Trevor Morgan, decorato con un mazzolino di assai autunnali fiorellini. Il tutto già indossato, perché lei è troppo avanti!

Se pensate che questa mise abbia un che di romantico, date un’occhiata alla spilla appuntata sul soprabito; è la Grima Ruby Brooch, creata dal gioielliere Andrew Grima, nato a Roma da famiglia italomaltese e cresciuto nel Regno Unito, autore di molti lavori per la Royal Family. Realizzata in oro, rubini e diamanti, è un dono che il marito Philip le fece nel 1966. Tra cinque settimane esatte la coppia reale festeggerà insieme, a Windsor, 73 anni di matrimonio; direi che Sua Maestà è già pronta. Troppo avanti!

Two queens and their earrings

Oggi vi va un po’ di leggerezza?

Come probabilmente avrete capito, oltre alla passione per i royals – che nel caso di Her Majesty assume i toni della venerazione – Lady Violet nutre un profondo interesse per molte di quelle donne che con la loro storia, il loro lavoro, il loro stile hanno contribuito a definire i nostri. Come dunque non adorare la divina Iris Apfel?

Con la sublime irriverenza che la contraddistingue lei si definisce starlet geriatrica, ma il resto del mondo considera questa interior designer, consulente di molte First Ladies una volta arrivate alla White House, l’ultima vera icona di stile. La si ami o la si odi – noi la adoriamo – non si può comunque fare a meno di apprezzarne lo humour, l’energia, e perché no il coraggio nel creare quei mix-and-match unici. Né evitare di chiedersi come faccia a portare quella quintalata di bijoux che sono il suo marchio di fabbrica, lei così minuta e pure coetanea del Principe Philip.

Bene, una decina di giorni fa mi trovavo su una delle sue pagine social, quando mi sono imbattuta in loro.

Diavolo di una Iris, ho pensato, si è fatta fare addirittura degli orecchini col suo ritratto, questa donna è un genio. Naturalmente ho cercato di saperne di più, e alla fine ho trovato un link.

Ora sedetevi perché diventa interessante. Dove mi porta il link? In Italia! E più precisamente a Torino, chez Flavia, un’artigiana che lavora il plexiglas con una creatività che incanta e diverte, molto. La cosa incredibile è che a tutt’oggi Flavia non ha ancora capito come i suoi orecchini siano arrivati sulle pagine della divina Iris; potenza del caso, della legge di attrazione o del Made in Italy? Nel frattempo Lady Violet ha iniziato a spulciare tra le sue creazioni, finché non si è imbattuta in loro.

Ora dite la verità, voi che cosa avreste fatto? Il divino Oscar (Wilde) diceva “resisto a tutto tranne che alle tentazioni” poteva dunque Lady Violet ignorare il suggerimento di uno dei suoi autori preferiti, e resistere alla tentazione di avere Sua Maestà in persona a sussurrare delicatamente alle orecchie God Save The Queen? Converrete con me che l’unica risposta possibile è NO. Restava solo un piccolo dubbio: non è che per caso si può rendere questi orecchini un pochino più violet? Si può.

I’m over the moon, voi cosa ne dite?

Per conoscere Flavia e il suo lavoro: https://www.instagram.com/arkyfly/