Royal chic shock e boh – Sfida tra Duchesse

Tutta di verde mi voglio vestire, tutta di verde per Santo Giovanni. cambridges in eireHo i miei dubbi sul fatto che la Duchessa di Cambridge sia un’appassionata di D’Annunzio e del suo dramma pastorale La Figlia di Iorio, però pure lei tutta di verde s’è voluta vestire, nel suo caso per Santo Patrizio. E nel primo dei tre giorni di visita in Irlanda, la scorsa settimana, s’è presentata così: cappotto verde bosco (Catherine Walker, molto bello), scarpe in suède verde oliva Gianvito Rossi, clutch verde bandiera (è il modello Dora di LK Bennet). Solo il bandeau che trattiene i capelli è nero, si vede che verde non l’ha trovato. Catherine in Alessandra RichUna volta tolto il soprabito, ecco la pièce de résistance: abito Alessandra Rich in fantasia green on green. C’è di tutto: colletto a listino, corpino a pieghe, bottoni gioiello, maniche a sbuffo, polsino monstre. Sostituite la gonna con un paio di jodhpurs et voilà, pronta l’uniforme per il Palio di Siena del fantino di una nuova contrada: il ramarro. Catherine in The Vampire-s-WifePer il ricevimento serale la scelta cade su questo abitino in lamé color coleottero, con vezzosi volant, che rende inutilmente eleganti le Manolo di velluto (verde, of course). Eppure il brand avrebbe dovuto metterla sul chi va là: si chiama The Vampire’s Wife. Chic il cappotto, ma tutto il resto è shock, senza speranza.meghan in greenVerde semaforo per la Duchessa di Sussex alla cerimonia del Commonwealth Day, che di fatto dà il via alla sua nuova vita lontano dalla Corte. Metà Robin Hood metà Poison Ivy, la nemica di Batman, Meghan si è fatta infilare dalla perfida Emilia Wickstead in un abitino pieno di grinze che le evidenzia non solo l’underwear ma anche i difetti che non ha, e culmina in una mezza mantella avvoltolata al collo tipo Isadora Duncan (che per l’appunto finì strangolata). In testa un baschetto con orgia di tulle rigido di William Chambers, che sarebbe stato meglio lasciargli. Si prega notare la fodera della giacca di lui, en pendant con la mise di lei. Shock

Nel blu dipinto di blu

È molto amato e ricchissimo di tonalità, è anche il colore dell’anno, dunque non è strano che le due cognate abbiano scelto mise in blu, sebbene nuance e modelli non potrebbero essere più diversi. Tubino turchese Victoria Beckham per Meghan alla prima uscita ufficiale nel Regno Unito après le déluge (ma sotto il diluvio). Ne abbiamo già parlato ( Le foto del giorno – Meg is back ) l’abito non è male ma non la valorizza, è troppo stretto e muovendosi si arriccia e sale, oltre ad essere una scelta abbastanza strana per l’occasione, gli Endeavour Fund Awards, in pieno inverno. Insomma, non mi convince.

Concluso il Commonwealth Day Service, Catherine è stata la padrona di casa del ricevimento per Place2be, associazione che si occupa del benessere mentale dei ragazzi. Un gala a Buckingham Palace, per il quale la duchessa ha riciclato un abito royal blue di Jenny Packham, già indossato durante il viaggio in India nel 2016. Il colore è bello e le dona moltissimo, ma preferivo la versione originale (a destra) con stola ricamata sulle spalle. Il modello gonna fluttuante con corpetto ricamato è banalotto, nonostante il tocco glam delle Romy Jimmy Choo (gliele abbiamo viste qualche giorno fa La foto del giorno – 26 febbraio ). Le duchesse pareggiano: boh e boh.

Rosso di sera bel tempo si spera

Il popolare detto si adatta perfettamente alla terza mise di Meg, indossata alla Royal Albert Hall per il Mountbatten Festival of Music, anche qui en pendant con la giubba del consorte, alla sua ultima uscita come Captain General dei Royal Marines. Sembra davvero che l’idea che ha ispirato la duchessa in questi ultimi impegni sia stata dress to impress: colori brillanti (finalmente) e abiti sicuramente scenografici. Che non vuol dire eleganti né, soprattutto, di gran linea. Questo, del brand londinese Safiyaa, è l’ennesimo con cappa incorporata – un modello che ormai sopporto solo nelle arciconfraternite della processione del Venerdì Santo (se ci sarà) – ha una mantellina dalla forma interessante che purtroppo finisce in una inutile striscia di tessuto sulla schiena. Didascalico l’uso di accessori in tinta, eccessivo e non raffinatissimo il trucco. Che dirvi? Boh. catherine in redRosso, più profondo e meno squillante, anche per Kate, che al a cerimonia a Westminster Abbey per il Commonwealth Day ricicla il cappotto indossato alla messa di Natale del 2018 ( Christmas at Sandringham ). La linea princesse le dona molto, il  colore pure, e gli accessori in una nuance più scura sono perfetti. Tutto come avevamo già visto, con due importanti differenze. La prima è il cappellino che sostituisce il bandeau (brava, comincia ad annoiare) e le calze, nella tonalità della sua carnagione (bravissima! quindi ci leggi!). Anche William fa un piccolo sforzo e abbina la cravatta alla mise della moglie, e nel farlo cita i colori della bandiera. Assolutamente chic

Il meglio del meglio

Splendido il colore, bellissima la forma, delizioso il tocco di viola. Molto bello lo chignon, perfetto l’indosso inclinato sull’occhio destro. Il cappellino sfoggiato al Commonwealth Day è pura perfezione e Sally Ann Provan, che ne è la creatrice, si è appena piazzata tra i modisti del mio personale empireo.

Il peggio del peggio

Ma benedetta ragazza che t’è saltato in testa? come t’è venuto in mente di paludarti con questo coso?  Totalmente informe il modello che quell’orrendo colore (color tanè pare e non è avrebbe detto mia madre, e mio padre color can che fugge) riesce perfino a peggiorare. Il brand da cui esce cotanto orrore è Preen by Thornton Bregazzi; ignoro come (e soprattutto perché) sia stato scelto, a meno che l’attività di testimonial dei Sussex sia già iniziata.

Pratically perfect in every way the queen in blockCome e più di Mary Poppins. Lei che distribuisce decorazioni per una volta ne ha ricevuta una, la prima Medaglia d’Oro per Servizio del Most Venerable Order of the Hospital of St. John of Jerusalem, di cui peraltro è Sovrano; la medaglia le è stata consegnata a Buckingham Palace dal Lord Prior dell’ordine, il professor Mark Compton. E lei l’ha ricevuta con un abito pazzesco, un color block amaranto e violetto. Tre fili di perle, una duette déco di diamanti alta sulla spalla sinistra e pedalare. Notare il dettaglio della stufetta elettrica piazzata dentro il camino, un classico delle residenze reali. Sipario. Anzi, curtain.

 

Ladycameron giorno 3 – Il cardo di Scozia

Ogni royal watcher sa che il mese di giugno è il più ricco di manifestazioni per la famiglia reale britannica. Si comincia il secondo sabato del mese con il Trooping the Colour, in cui Sua Maestà festeggia ufficialmente e pubblicamente il compleanno. Poi ci si trasferisce nel Berkshire per la settimana delle corse di Ascot, preceduta dalla cerimonia annuale del Most Noble Order of the Garter, il principale ordine cavalleresco del Paese, nella St George’s Chapel a Windsor. order of the thistleGiugno si chiude – e luglio si inaugura – con la Settimana Scozzese che la sovrana trascorre a Edimburgo nel palazzo di Holyroodhouse. È in questa occasione che spesso si tiene la cerimonia dell’Order of the Thistle.  Dame e cavalieri impiumati e ammantati come a Windsor – qui il velluto del mantelli è verde, là invece blu – con lo splendido collare in oro che alterna cardo e germogli di ruta, da cui pende il medaglione con Sant’Andrea, patrono dell’ordine e della Scozia, che regge la croce decussata, quella del suo martirio.

A istituire l’Ordine fu James VII – II come re d’Inghilterra – nel 1687, ma le origini di un’istituzione cavalleresca simile si fanno risalire addirittura all’anno 809, ad opera di Re Eochaid (latinizzato in Achaius), alleato di Carlo Magno. Già all’epoca il cardo era emblema regale, ma la sua definitiva consacrazione come simbolo nazionale avvenne nel 1503, quando il poeta William Dunbar scrisse l’allegoria The Thrissil and the Rois (Il Cardo e la Rosa) per le nozze tra Re James IV e Margaret Tudor, sorella maggiore di colui che sarebbe diventato Henry VIII. cardo di scoziaIl cardo, con le sue brattee acuminate sistemate a raggiera, è un simbolo del sole, e il rimando è rafforzato dal fatto che se ne ricavava un olio usato in cucina o come combustibile per le lampade. La pianta, che rappresenta bene la natura aspra e selvaggia delle Highlands, nell’iconografia cristiana rappresenta la sofferenza del martirio, che è viatico alla salvezza.

Ladycameron giorno 2 – I mughetti di Grace

Giovedì 19 aprile 1956 il Principato di Monaco è in festa: Rainier III, che regna da sette anni, quel giorno sposa Grace Patricia Kelly da Philadelphia, professione star hollywoodiana. È il primo royal wedding ad essere trasmesso in televisione, e Grace è la prima americana a sedere su un trono europeo. Non è la prima sposa a raggiungere l’altare stringendo tra le mani dei mughetti, ma è senz’altro la più famosa, e la sua scelta avrà vastissima eco e altrettanto vasto seguito. cfb_760226Le spose del ventesimo secolo davano la preferenza a bouquet dalla struttura importante, ricchi di rose e orchidee, o di forma particolare, come quelli composti di lunghe calle, così adatti alla moda degli anni venti. L’attrice che sta per mutarsi in principessa invece completa il romantico abito creato per lei dalla costumista premio Oscar Helen Rose con rametti di mughetto tenuti insieme da un nastro di raso, che si appoggiano sul piccolo messale ricoperto di seta su cui Grace segue la cerimonia.

Nel linguaggio dei fiori il mughetto rappresenta l’Amore Puro, come le lacrime versate dalla Madonna ai piedi della Croce da cui, secondo un’antica leggenda cristiana, sarebbe nato. È perciò simbolo anche della Salvezza portata dal Cristo. Royal Albert May TrioÈ il fiore di maggio; il nome botanico Convallaria majalis deriva dal Lillium convallium, il giglio delle valli (lily ofthe valley è infatti il nome inglese), e l’aggettivo majalis rimanda al quinto mese dell’anno. Il francese muguet sembra invece derivi da noix musquette, la noce moscata, a causa del profumo così intenso da diventare intossicante. E il mughetto è il protagonista di una delle fragranze femminili più famose e amateq, Diorissimo, creata nel 1956 dal celebre profumiere Edmond Roudnitzka per Christian Dior, che adorava questo fiore e lo considerava il suo porte-bonheur. 

Dior Muguet

Christian Dior Couturier du rêve, Paris Musée des Arts et Métiers

Il grande couturier disegnò degli splendidi abiti da sera decorati da mughetti, esposti nella mostra Christian Dior Couturier du rêve, allestita a Parigi nel Musée des Arts et Métiers, poi replicata a Londra al Victoria&Albert Museum. Ma anche chi non può permettersi un Dior può indossare un ramo di mughetti, come per tradizione  antica fanno i Francesi a Calendimaggio, per festeggiare la primavera e propiziarsi la fortuna.

Dior Muguet 2

Christian Dior Couturier du rêve, Paris Musée des Arts et Métiers.

Ladycameron giorno 1 – La violetta dei Bonaparte

Nei momenti di crisi ciascuno deve fare il proprio dovere, e quello di Lady Violet è offrirvi qualche momento di leggerezza. Dunque Messer Boccaccio mi perdonerà se prendo indegno ma rispettoso spunto dalla sua opera immortale per raccontarvi ogni giorno, per i canonici dieci giorni, la storia di una pianta legata in modo simbolico o reale a personaggi, famiglie, dinastie. La prima, la violetta, è una scelta obbligata ma  Lady Violet non c’entra, giuro! violetteIl 9 marzo 1796 Napoleone Bonaparte sposa Josephine Beauharnais. Lui ha 27 anni e grazie al successo ottenuto nel reprimere l’insurrezione del 13 vendemmiaio IV (5 ottobre 1795) è già generale. Lei di anni ne ha 33, è vedova e ha due figli. Lui sta per iniziare la trionfale campagna d’Italia, lei è una delle donne più eleganti, raffinate e affascinanti del tempo. Quando avviene il primo incontro tra i due, solo pochi mesi prima delle nozze, lei porta sull’ampia scollatura dell’abito un mazzolino di violette, che regala a lui salutandolo. Josephine adora le violette, ne ama le tenere foglie a forma di cuore e il delicato profumo, le indossa spesso e le vuole ricamate sull’abito da sposa. Da quel giorno ogni 9 marzo, per i tredici anni che durerà il loro matrimonio, Napoleone offrirà alla moglie un mazzolino di violette. 69d49c190304089e05cd1855814f2268Poi si sa, l’uomo è volubile quanto impetuoso e nel 1807, ancora sposato con Joséphine, inizia un’appassionata relazione con Maria Walewska; cambia la dama, non il fiore: “Maria dolce Maria, accetta questo mazzolino di violette che possa diventare un misterioso legame fra noi, un vincolo segreto nel mezzo alla folla che ci circonda. Esposti agli sguardi altrui potremo così capirci: quando porrò la mano sul cuore, saprai che esso è tutto pieno di te e per rispondere tu premerai al seno i tuoi fiori. Amami dolce Maria e che la tua mano non si stacchi mai più da queste violette”. Maria WalewskaTanto forte è il legame tra il fiore e l’imperatore che spesso questi viene chiamato Caporal violette, e non mancano le stampe d’epoca che lo ritraggonao in forma di viola. Così la timida violetta diviene il simbolo dei bonapartisti, contrapposta al regale giglio dei Borbone.

Nel 1810 Napoleone divorzia da Joséphine e il 10 marzo, esattamente duecentodieci anni fa, sposa la diciottenne Maria Luisa d’Asburgo Lorena, nella speranza di avere da lei un erede col sangue più blu d’Europa. Il quarantenne Napoleone corteggia la giovanissima e golosissima fanciulla con un costante invio di deliziosi bonbon e romantiche violette, oltre alle immancabili lettere appassionate e a doni di gran pregio, degni di cotanta schiatta. Quattro anni dopo il luminoso astro sta già tramontando, e quando l’imperatore dei Francesi parte per l’Elba promette di rientrare a Parigi «nella stagione delle viole». Che semina in quantità nei prati dell’isola toscana nei dieci mesi che dura l’esilo. Napoleone torna davvero in Francia nella stagione delle viole; Joséphine nel frattempo è scomparsa, e la tradizione vuole che lui deponga delle viole sulla sua tomba. Cento giorni dura la nuova avventura, ma la sconfitta a Waterloo (18 giugno 1815) è la fine di tutto.Maria Luisa Asburgo LorenaNon finisce invece la storia del fiore dei Bonaparte; mentre Napoleone parte per l’ultima meta, l’isola di Sant’Elena, Maria Luisa prende possesso del Ducato di Parma Piacenza e Guastalla, assegnatole nel Congresso di Vienna. Con sé la nuova Duchessa porta anche il fiore che ama tanto; lo monda da ogni significato politico e ne mantiene quelli di eleganza, modestia, amore puro.

A Parma Maria Luisa diffonde le viole (e il viola, ma di questo parleremo prossimamente) e grazie a lei e al suo sostegno i frati del Convento dell’Annunciata riescono a distillarne l’inconfondibile profumo.

È nata la Violetta di Parma.

Le foto del giorno – La più grande

Questa donna è un gigante. 25692406-8088465-Wearing_a_pair_of_sunglasses_the_Queen_looked_excited_to_see_her-a-9_1583671575641Questa mattina – lo sguardo celato da un paio di occhialetti da sole, poi sostituiti dai soliti – Her Majesty è andata a messa alla Royal Chapel of All Saints, Windsor Great Park. Qui si è fatta raggiungere dai Duchi di Sussex, temporaneamente nel Regno Unito come reali a pieno servizio. Mostrandosi nonna affettuosa che desidera la felicità dei nipoti e ne supporta la scelta, e sovrana magnanima ma autorevole, perfettamente in grado di fare concessioni pur tenendo la monarchia al riparo da ogni problema (e glissando su qualche sgarbo di troppo, nella mia opinione). 25694216-8088465-image-a-61_1583674931928Sempre scontrosetto Harry, sorridente e soddisfatta Meghan, con l’espressione del gatto che ha mangiato il canarino. Sempre che abbia capito chi è davvero il canarino. lilibet-mimosasQuale migliore augurio oggi a tutte le donne di un’immagine di questa donna straordinaria, trionfante nel meraviglioso Mimosa Dress creato da Sir Norman Hartnell per il viaggio ufficiale della giovane regina in Australia nel 1953? Auguri, donne. 

Le foto del giorno – Meg is back

Rispettando il calendario degli impegni diffuso qualche giorno fa, questa sera i Duchi di Sussex hanno partecipato agli Endeavour Fund Awards, e tutto si può dire della duchessa tranne che non sappia how to dress to impress. 25593526-8079797-image-a-177_1583437667642Meghan è arrivata in tubino turchese firmato Victoria Beckham, non particolarmente adatto all’occasione ma adattissimo a farla risplendere, dunque direi che di scelta vincente si tratta (e questa foto sotto la pioggia è favolosa). 25592286-8079797-image-m-73_1583435485707Pesantino ma piuttosto hollywoodiano il trucco, personalmente a me non piace granché, mentre i commentatori si stanno dividendo in due fazioni sulla silhouette della duchessa: gli uni ammirati dal recupero post parto, gli altri insospettiti dalla presenza da un accenno di panino. Che Archie stia per diventare un big brother? I Duchi – che oggi hanno pranzato all’hotel Goring, vicino a Buckingham Palace, dove la Regina di solito invita il suo staff per il party natalizio e Catherine trascorse l’ultima notte come Miss Middleton – sono apparsi felici e molto sorridenti.  25596386-8079797-The_royal_appeared_radiant_at_the_award_s_ceremony_in_the_Victor-a-353_1583443426586In definitiva mi sembra che la transizione da royal a celeb sia già a buon punto, come dimostra questa foto: lui con la mano tra quelle di lei, che tiene le gambe elegantemente, ma poco regalmente, accavallate. Siamo solo all’inizio, in my humble opinion. 

 

Le foto del giorno – Corone e corona(virus)

Prima è toccato all’imperatore del Giappone annullare i festeggiamenti pubblici per il sessantesimo compleanno a causa del coronavirus. Oggi il Presidente Mattarella ha proposto di rinviare la visita dei sovrani del Belgio, prevista nel nostro Paese dal 23 al 25 marzo. eae0352d56ad5c0d9312cd2f5b3f5622--visit-sweden-swedish-royaltyE sempre oggi i reali svedesi (con loro in questa immagine di repertorio) avrebbero dovuto ospitare un gala dinner con 150 prestigiosissimi invitati da tutto il mondo, ricontattati uno ad uno da quando lunedì anche questo evento è stato rimandato per timore del contagio. IMG_20200304_231827Varcando la Manica, se ieri abbiamo visto Sua Maestà presiedere una cerimonia di investitura con le mani guantate per la prima volta in 68 anni di regno, oggi giunge la notizia che ieri, incontrando degli operatori sanitari durante il viaggio che sta compiendo in Irlanda con sua moglie, il Duca di Cambridge se n’è uscito con una battuta non particolarmente felice sul fatto di essere lì con Catherine a «spargere il coronavirus». Evidentemente ha pensato che lo spirito di patata sarebbe stato gradito agli Irlandesi, la cui cucina si basa sull’uso di tale tubero. IMG_20200304_232254Sempre oggi, nel corso di una breve visita al London Transport Museum, è stata la Duchessa di Cornovaglia a scherzare sul fatto che pensa di auto quarantenarsi. Ad ogni buon conto Camilla ha pensato bene di imitare la suocera, e non si è sfilata i guanti. Che il marito Charles invece non indossava. Nelle Isole Britanniche insomma al momento la regola sembra essere business as usual. 

Le foto del giorno – Times change

I tempi cambiano, cambiano anche per una delle istituzioni più tradizionalmente immutabili com’è la corte di St James. E così è accaduto che per la prima volta in 68 anni di regno oggi Her Majesty abbia presieduto una cerimonia di investitura indossando un bel paio di guanti, in ossequio non solo alla corona, ma anche al corona(virus). the queen gloves investitureGuanti che la sovrana porta sempre tranne appunto per le investiture quando deve appuntare le onorificenze, gesto sicuramente più facile con le dita en deshabillé. I guanti che ricoprono le regali mani sono prodotti nell’East Sussex da Cornelia James, maison fondata da una signora di origine ebraico-austriaca arrivata nel Regno Unito nel 1939; dopo la sua morte è la figlia Genevieve a portare avanti il brand, coinvolto anche nella produzione di The Crown. E a proposito di Sussex, domenica la sovrana ha ricevuto il duca Harry per un pranzetto durato fino all’ora dell’afternoon tea; quattro ore di chiacchiere a cuore aperto tra nonna e nipote, in cui Sua Maestà avrebbe confermato l’amore e il sostegno della famiglia per i Sussex, per i quali le porte restano aperte.

I Duchi di Cambridge sono invece in Irlanda per una missione di grande importanza politica, dato che la Brexit potrebbe aver innescato un processo di riunificazione, che finirebbe col privare il Regno Unito dell’Ulster. cambridges & varadkarI duchi sono stati ricevuti al Government Building dal Primo Ministro Leo Varadkar, in compagnia dello scravattato partner Matthew Barrett. I tempi cambiano anche nella cattolicissima Irlanda, che ha un premier dichiaratamente gay e ufficialmente fidanzato. Primi ad incontrare i Cambridge, come da protocollo, erano stati il Presidente e la First Lady. Michael Higgins è un politico e un poeta – che è una combinazione meravigliosa – ed è sposato con l’attrice Sabina Coyne.

Sono una coppia adorabile, e la deliziosa travolgente Sabina ha preso sotto braccio la futura regina, che ha risposto con entusiasmo. Della verdevestita Catherine parleremo, non temete, oggi desidero farvi notare come la First Lady, dotata di charme brio e presenza scenica, non sfiguri affatto accanto alla più giovane, più alta, più magra duchessa, anzi. Per cui sarebbe cosa buona e giusta rendersi finalmente conto che il fascino di una signora non si misura né in anni, né in centimetri, né men che meno in chili. I tempi cambiano, a volte siamo noi che abbiamo paura di cambiare. Convincimenti, idee e comportamenti.

Le foto del giorno – Happy birthday Oscar!

Del figlio minore di Victoria di Svezia ci siamo abituati ad amare l’irresistibile espressione imbronciata; ma oggi Oscar Carl Olof, Principe di Svezia, Duca di Skåne, compie quattro anni, e ci regala uno di quei simpatici sorrisi che da un po’ vanno comparendo sul suo faccino. oscar at 4 2Vestito come uno scandinavo lord e pettinato come un piccolo Daniel, il suo papà. Che un giorno dopo l’altro si dimostra un uomo solido e sembra un ottimo marito e padre, però mantiene un aspetto piuttosto elegante ma vagamente inquietante per via degli occhialetti severi e della rigida scriminatura che divide e ordina i capelli immobili in qualunque situazione e condizione meteorologica.

Per ragioni personali ho un debole per il nome Oscar, che penso sia stato dato al piccolo principe – insieme con quelli dei due nonni – in memoria del secondo e del quarto re della dinastia Bernadotte, Oscar I e Oscar II; se così fosse dividerebbe questo privilegio col più celebre degli Oscar, il divino Wilde. Che sembra (non sono riuscita a ritrovare la fonte, ma l’informazione ci fu data all’università) fu chiamato così dal padre, illustre medico che aveva tra i suoi pazienti la Regina Victoria, George Bernard Show e appunto i sovrani svedesi.oscar at 4Nella seconda fotografia diffusa oggi per l’occasione (immagino presa nella stessa sessione di quelle per Estelle, pubblicate una settimana fa Le foto del giorno – 24 febbraio ) lui e sua sorella mi ricordano tanto Jane e Michael Banks, i due bambini curati dalla nannie per eccellenza, Mary Poppins, nel primo storico film. Praticamente perfetti sotto ogni punto di vista.

La foto del giorno – It’s St David’s Day

Oggi, 1 marzo, si festeggia San Davide; che non è il celebre Re d’Israele (quello si celebra il 29 dicembre), ma un monaco gallese vissuto nel VI secolo. Questo St David gallese è ovviamente il patrono del Galles, e oggi in suo onore in ogni dove daffodil, il narciso giallo che è simbolo del Paese. È un giorno che viene particolarmente onorato da Charles, l’uomo che da più tempo porta il titolo di Prince of Wales nella storia della monarchia britannica. prince charles daffodilQuest’anno è stato il primo a firmare il grande petalo del Great Big Daffodil Tour, una raccolta fondi per i malati terminali e le loro famiglie che toccherà varie città del Regno Unito durante tutto marzo.

Oggi inizia anche l’ultimo mese di royal engagements per i Duchi di Sussex prima dell’autoesilio canadese (o quello che è). Come sapete Harry è già in patria da alcuni giorni mentre Meghan lo raggiungerà in settimana. In molti si chiedono (ci chiediamo) se Archie arriverà insieme alla mamma per rivedere – ed essere rivisto da – nonno bisnonni zii e cuginetti, ma in molti pensano di no, a partire dal Sunday Times.

Lady Violet, che ad onta della fama è dotata di un animo romantico spera davvero che Archie possa muovere i primi passi sul suolo natìo, giocando coi daffodil d’oro come quelli cantati da William Wordsworth

I wandered lonely as a cloud
that floats on high o’er vales and hills,
when all at once I saw a crowd,
a host, of golden daffodils;
beside the lake, beneath the trees,
fluttering and dancing in the breeze.
Continuous as the stars that shine
And twinkle on the milky way,
They stretched in never-ending line
Along the margin of a bay:
Ten thousand saw I at a glance,
Tossing their heads in sprightly dance.
The waves beside them danced; but they
Out-did the sparkling waves in glee:
A poet could not but be gay,
In such a jocund company.
I gazed – and gazed – but little thought
What wealth the show to me had brought:
For oft, when on my couch I lie
In vacant or in pensive mood,
They flash upon that inward eye
Which is the bliss of solitude;
And then my heart with pleasure fills,
And dances with the daffodils.