A royal engagement

Chiedo venia, ho confuso le date ma avrei dovuto pubblicare ieri questo post, perché è il 9 luglio 1947 che viene annunciato il fidanzamento ufficiale tra la ventunenne Principessa Elizabeth, futura Regina del Regno Unito, e il Tenente Philip Mountbatten, nato Principe di Grecia e Danimarca e naturalizzato britannico.

Gli sposi discendono dalla Regna Victoria, trisavola di entrambi, e si sono incontrati la prima volta il 29 novembre 1934 al matrimonio tra il Duca di Kent, zio di lei, e la Principessa Marina di Grecia e Danimarca, cugina di lui, dove la piccola Elizabeth è una delle damigelle. Il 12 maggio 1937 Philip partecipa all’incoronazione di Re George VI ma non ci sono notizie di un contatto tra i due; la scintilla scocca due anni più tardi, quando i sovrani accompagnati dalle figlie visitano il  Royal Naval College a Dartmouth.

Per Elizabeth è amore a prima vista nonostante abbia solo 13 anni, Philip in quel momento più che all’amore pensa alla guerra che scoppia di lì a poco. Lui parte, si scrivono, e al suo ritorno si scopre innamorato anche il bel tenente, che nell’estate del ’46 chiede al re la mano della figlia. George vuole aspettare che Elizabeth compia i ventun anni il 21 aprile 1947, dopo neanche tre mesi arriva l’annuncio del fidanzamento. La futura regina mostra al mondo la sua felicità e un anello con un diamante da tre carati proveniente da una tiara della madre dello sposo, Alice, fiancheggiato da pietre più piccole.

Da quel giorno la donna che ha a disposizione i gioielli più belli e preziosi del mondo all’anulare sinistro indosserà praticamente solo questo, simbolo perfetto di un matrimonio a un tempo normale e straordinario.

In questo video le immagini della seduta fotografica con i sovrani e la sorella Margaret https://www.youtube.com/watch?time_continue=48&v=Mhpn4Eg-1AQ&feature=emb_logo

Le foto del giorno – A proposito di working royals

Bisogna dire le cose come stanno: in questo periodo di crisi, che ha colpito con particolare violenze il loro Paese, il comportamento dei sovrani spagnoli è stato esemplare.

Elegantemente semplici, rigorosamente armati delle indispensabili mascherine – del tipo chirurgico, modello base senza fronzoli – da quando è stato loro consentito Felipe e Letizia, quasi sempre insieme, hanno preso ad attraversare la Spagna in lungo e in largo per rendersi conto di persona delle condizioni dei concittadini e delle difficoltà della ripartenza. Che si tratti della formale riapertura della frontiera col Portogallo, o di prepararsi alla vendemmia, hanno ripreso a pieno ritmo a fare il loro lavoro, e lo fanno bene.

Ieri poi a Los Reyes si sono aggiunte le due figlie, l’erede Leonor e l’Infanta Sofía, e tutti e quattro hanno assistito alla cerimonia di suffragio per le vittime della pandemia nella Cattedrale di Madrid, La Almudena.

Impeccabilmente vestite a lutto la Reina e le sue figlie, in equilibrio perfetto tra serietà e sobrietà senza scivoloni e senza strafare. Brave, devo dire una bella lezione di stile regale. La Reina non sarà Miss Simpatia Ibiza ma quando s’impegna – e s’impegna spesso, a volte pure troppo – incarna davvero il vecchio adagio “la pratica rende perfetti”.

Le signore del quattro luglio

Oggi è l’Independence Day, la festa nazionale degli USA, e il Presidente e la First Lady hanno dato il via alle celebrazioni in South Dakota, dove si erge il Mount Rushmore con i volti di quattro grandi presidenti (Washington, Jefferson, Lincoln e Theodore Roosevelt). Immagino che Trump gradirebbe diventare il quinto, e in una posizione tale da soddisfare il suo ego, sempre che esista.

Melania per l’occasione ha scelto un Alexander McQueen della collezione Spring Summer 2020 (costo $2450) che ha scatenato i commenti sul web: te l’ha scarabocchiato Donald sull’Air Fore One? Ora, fermo restando che Lady Violet istintivamente evita di immaginare qualunque privata attività tra POTUS e FLOTUS, possiamo rivelarvi che gli “scarabocchi” sono stati creati dagli studenti della prestigiosa Central St Martins durante una sessione di disegno live, e poi riprodotti sul tessuto.

Personalmente, siccome la First Lady spesso esibisce una di quelle espressioni non ne posso più che neanche Magda con Furio, penso che l’abto sia una sottile punzecchiata al consorte: vuoi un ritratto a Mount Rushmore? beccati sto scarabocchio! Questo aiuterebbe a comprendere la scelta di un abito unflattering come pochi, che ricorda un po’ un lenzuolo avviluppato in vita.

Intanto in Europa c’è oggi un altro Paese in festa, la Norvegia, stretta intorno all’amata Regina Consorte Sonja che compie 83 anni col garbo, lo stile e la grazia che le sono proprie.

Grande appassionata di arte, per l’ottantesimo compleanno ha ricevuto dal marito un regalo davvero originale: un nuovo museo intitolato a lei: Dronning Sonja KunstStall, alloggiato nelle restaurate scuderie del Palazzo Reale. E in suo onore oggi è stata inaugurata una mostra di opere grafiche del pittore nazionale, Edvard Munch. Insomma, due donne diversissime per un giorno unite dalla grafica.

Sonja è stata protagonista di una delle più belle storie d’amore reali del secolo corso, la trovate qui: Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte prima) e qui Harald e Sonja, una favola a lieto fine (parte seconda)

Calendari e anniversari

Portando con sé ciò che massimamente detesto: il caldo afoso (ma pure secco, io il caldo lo odio proprio, in ogni forma), è arrivato luglio. Forse sapete che prende il suo nome da Caius Julius Caesar, nato secondo la tradizione il 12 o il 13 del mese; l’omaggio gli fu reso dopo la morte da Marco Antonio, in considerazione del fatto che – oltre a tutte le altre imprese – Giulio Cesare riformò anche il calendario. 

Nel febbraio 46 a.C. abbandonò quello lunare, che generava un progressivo allontanamento dal reale ciclo delle stagioni introducendo quello solare egizio. Secondo Plinio si avvalse degli studi di Sosigene d’Alessandria, che tanto per fare un po’ di royal gossip d’antan gli era stato presentato da Cleopatra, di cui l’astronomo era consigliere. Nasce così il calendario giuliano, che inizia non più a marzo ma a gennaio, il mese di Giano, custode di quel passaggio. Nonostante fosse basato su calcoli molto più accurati dei precedenti, anche il calendario giuliano finì col generare uno sfasamento: un giorno in eccedenza ogni 128 anni, per cui nel 1582 Papa Gregorio XIII ne decise la riforma, istituendo il calendario gregoriano, che è quello che seguiamo ancora oggi.

Il mese è iniziato con una notizia che non riguarda strettamente il mondo delle famiglie reali, ma per qualcuno potrebbe rivelarsi disastroso: l’FBI ha arrestato Ghislaine Maxwell, socialite figlia del famoso (e famigerato) editore e politico Robert, ma soprattutto sodale di Jeffrey Epstein, e accusata di procacciare – a lui e a chissà chi – ragazze giovanissime. Senza essere melodrammatici ho l’impressione che la morsa si stia stringendo intorno al Duca di York, vedremo come andrà a finire questa brutta storia.

Per fortuna luglio abbonda anche di royal wedding, e di conseguenti anniversari da celebrare (in rigoroso ordine cronologico). Era il 2 luglio 1959 quando Donna Paola Ruffo di Calabria dei Principi di Scilla, Palazzolo e Licodia Eubea sposa a Bruxelles Albert Félix Humbert Théodore Christian Eugène Marie, Principe di Liegi, fratello minore del re. La giovanissima Paola (quel giorno non ha ancora compiuto 22 anni) incanta tutti con la delicata bellezza, un po’ soffocata da un pesante abito di satin con cinque metri di strascico. Sul capo non ha una tiara; indossa però lo splendido velo di pizzo ereditato dalla nonna Laura Mosselman du Chenoy, che per felice coincidenza era belga. La Corte non ha diffuso nuove fotografie degli ex sovrani, che immagino si trovino ad affrontare qualche problema di salute e uno scandalo: la paternità extramatrimoniale di Albert, inequivocabilmente confermata dall’esame del DNA. (https://ladyvioletsofa.com/2020/01/27)  

Nozze d’argento per il diadoco Pavlos e Marie-Chantal Miller, sposi il 1 luglio 1995 nella cattedrale greco-ortodossa Hagìa Sophìa a Londra, al cospetto di Her Majesty e di una marea di teste coronate, parenti di lui. E alla presenza di vari tycoon, colleghi del padre di lei, il miliardario angloamericano Robert, che è quello che si è inventato i duty free negli aeroporti. Per celebrare i 25 anni insieme una foto “casalinga” col dettaglio del fotografo – immagino uno dei loro cinque figli – riflesso nello specchio alle spalle della coppia. Una citazione del celeberrimo Las Meninas di Velazquez? In fondo Felipe e Pavlos sono cugini di primo grado! Nel suo messaggio sui social Marie-Chantal ci fa sapere di aver amato ogni secondo passato con this Gem of a man, questa perla d’uomo. Caso mai interessasse, la sontuosa composizione di peonie, rose e ortensie è opera di Rob van Helden, celebre fiorista che realizzò anche l’addobbo nuziale venticinque anni fa.

Doppio anniversario – e tre fotografie – per i Principi di Monaco, per loro nozze civili il 1 luglio 2011 e cerimonia religiosa il giorno seguente nella corte d’onore del Palais Princier.

Una versione più formale, con i gentlemen vestiti da cumenda, e le ladies in bianco e nero: piuttosto lugubre Charlène, che ha scoperto la passione per le trecce; stile piccola-invitata-al-matrimonio-forse-damigella-ma-non-si-sa per l’adorabile Gabriella, che si conferma la migliore della famiglia.

Seguono due scatti informali, genere felici al tramonto, col principe sovrano che sembra tinto (e forse lo è) nella sfumatura più chiara del celebre color menopausa, in blusa similhawaiana stile pensionato in Florida. Ma il cocktail con l’ombrellino dove l’avrà lasciato?

Anyway, auguri a tutti.

Non proprio un battesimo, ma quasi

FB_IMG_1593546524176I sovrani del Bhutan hanno scelto il giorno in cui si celebra la nascita di Guru Rimpoche – fondatore del Buddhismo tibetano, veneratissimo anche in Bhutan – per rendere noto il nome del loro secondogenito, nato lo scorso 19 marzo. FB_IMG_1593546513449Il bimbo è ora ufficialmente Jigme Ugyen Wangchuck;  verrà chiamato Gyalsey (principe reale) Ugyen Wangchuck. FB_IMG_1593546490970Nel corso di una complessa cerimonia il piccolo ha ricevuto l’omaggio del popolo – rappresentato dal Primo Ministro e dalle autorità religiose civili e militari – attraverso il Medrel Ku Sung Thukten, una delle offerte rituali buddhiste. FB_IMG_1593546551813Celebrato anche l’annuale Trelda Tsechu, con le preghiere per tutti gli esseri senzienti della terra. Incantevoli come sempre le immagini, e veramente irresistibili le scarpette di pelle bianca del piccolo festeggiato. FB_IMG_1593546500369

È festa in Lussemburgo

Oggi il Granducato celebra la sua Festa Nazionale, con la misura e il low profile richiesti dal momento. Fête nationale 2020 - Cérémonie officielle au Monument nationIl Granduca Henri – con ministri parlamentari e amministratori – ha partecipato a una sobria cerimonia presso il Kanounenhiwwel, monumento dedicato alla Solidarietà Lussemburghese. Ma se la celebrazione della giornata è stato un esempio di moderazione, il Paese e la famiglia regnante hanno ben altro da festeggiare con grande allegria: la nascita sei settimane fa del petit Charles, erede dell’erede, di cui ieri sono state diffuse nuove immagini. petit charlesLasciatemelo dire, questa creatura è incantevole, uno più bei royal babies che abbia visto; e tutte le fotografie del piccolo sono per me fonte di gioiosa serenità.

Anche le immagini con i genitori che l’hanno aspettato tanto trasmettono un’impressione di pace, di normalità, d’amore. Uno di quei momenti incantati che a volte capitano.petit charles 2 parentsPoi certo, il futuro del principino sembra già scritto, ma per ora tutto quello che deve fare è mangiare dormire e godersi le coccole. petit charles henri guillaumeNaturalmente non può mancare la foto con i sovrani di ieri oggi domani e dopodomani, e mi piace particolarmente in questa immagine il contrasto tra l’austerità del defunto Jean e la tenerezza di Henri e Guillaume, nonno e papà felici. Ora aspettiamo il battesimo!

(Ph. Sophie Margue/SIP/Cour grand-ducale)

 

Breaking News!

Questa volta non c’è veramente bisogno di alcun commento. Vi dico solo che questa deliziosa foto è stata scattata dalla Duchessa di Cambridge lo scorso dicembre, ed è stata pubblicata oggi dall’account del Principe di Galles in considerazione del fatto che oltre al compleanno di William oggi nel Regno Unito si celebra anche la festa del papà. charles and williamPerò confesso che davanti ai mezzi guanti di Charles mi sono quasi commossa: li porto anch’io quando in inverno esco col cane (cioè praticamente sempre). Li adoro, it’s official. E Catherine, se un giorno vuoi cambiare lavoro puoi senz’altro fare la fotografa.

Le foto del giorno – 21 giugno

È il primo giorno d’estate, il Duca di Cambridge compie 38 anni e nel Regno Unito è anche la festa del papà. Ecco dunque le prime due fotografie del birthday boy, nei vesti di papà con tutti e tre i pargoli. william bdayScattate da Catherine in giardino – immaginiamo quello della residenza di campagna di Anmer Hall nel Norfolk – sono una più bella dell’altra. C’è quella con la banda dei quattro stesa sul prato, tutti addosso a daddy in rigoroso ordine d’età. william bday 2E quella tutti insieme appassionatamente sull’altalena, con Louis che cresce a vista d’occhio e Charlotte vezzosissima in una salopette di jeans a calzoncino. Bellissimi, l’immagine della famiglia felice. Siete pronti a scoprire le prossime immagini? Intanto happy birthday a William.

Glad Midsommar!

Non vi spaventate non parlo svedese! Il titolo l’ho rubato al post di un’amica di Stoccolma perché oggi in Svezia è un giorno speciale: si festeggia la mezza estate, anche se il solstizio in effetti è domani, e dunque a voler essere proprio precisi l’estate non è ancora neanche iniziata. Da piccola ero innamorata di Astrid Lidgren – l’autrice di Pippi Calzelunghe, per intenderci – e mi rimase impresso che in uno di quei libri che leggevo con tanto avido piacere si parlasse di una festa di mezza estate la notte di San Giovanni; evidentemente gli Scandinavi amano anticipare? (scherzi a parte, credo che dipenda dall’intensità della luce che nei Paesi del Grande Nord influisce sulla vita molto più che da noi, ed è certamente vero che da domani le ore di luce inizieranno lentamente a ridursi). Terminata la premessa etnometeorologica, arriviamo al cuore del post, incentrato sulle celebrazioni odierne. Perché oggi, oltre alla tradizione di Midsommar, si celebrano ben due anniversari di nozze. Raggiunge la doppia cifra il matrimonio della Principessa Ereditaria Victoria col suo Daniel; e tra le tantissime fotografie scattate quel giorno di giugno del 2010 ho sempre adorato questa. Sweden Royal Wedding - Jun 2010La commozione di Victoria nel compiere un gesto certamente inedito e quasi spiazzante mi fece guardare con occhi diversi quel giovanotto sempre controllato al limite della rigidità, coi capelli impomatati e gli occhiali da Clark Kent, che si è rivelato un marito, un padre e un principe consorte solido e affidabile. Non un gesto di sottomissione ma di amore e forse di sollievo a sciogliere la tensione del momento, nel loro caso sicuramente aggravata dalle condizioni di salute di lui, che tre mesi dopo il fidanzamento ufficiale fu sottoposto al trapianto di un rene, donato dal padre Olle.

I reali svedesi solitamente abbondano coi ritratti in occasioni ufficiali, ufficiose e varie, e anche stavolta non ci deludono; ecco gli sposi felici fotografati in varie mise nella residenza di Haga, sia nei giardini sia nel Padiglione di Gustav III. (Tutte le foto: Elisabeth Toll/Kungl. Hovstaterna)victoria&daniel 10 yearsDaniel è in frac con decorazioni, mentre Victoria in Elie Saab; non un abito qualunque ma quello che la principessa indossò al concerto organizzato la sera prima delle nozze. victoria&daniel 10 years 2Lui non si è cambiato, lei invece sì, e sfoggia un abito in tulle nero di Conscious Exclusive Collection, la linea couture di H&M (che come sapete è un brand svedese). victoria&daniel 10 years 3Daniel lascia il frac e mette lo smoking, mentre Victoria torna alle amate fantasie floreali con l’abito della stilista, svedese anche lei, Frida Jonsvens, dall’insolita base taupe.

C’è anche una versione in abito da giorno: lui  disinvoltamente (per quanto gli è possibile) appoggiato a un’abbondante consolle settecentesca, lei in bianco su bianco e nero, bella e regale. A ricordarci elegantemente che a regnare sarà lei. silvia carl gustav weddingL’anniversario del decennio ha messo un po’ in ombra quello dei sovrani, convolati a nozze sempre il 19 giugno ma del 1976. Allora incantarono il mondo, bellissimi – lei veramente splendida, in Dior – e innamorati. Quarantaquattro anni dopo lui è un po’ appannato da qualche rumor di troppo, lei sempre bella nonostante un pessimo lifting, sempre impeccabile e straordinariamente consapevole del suo ruolo.

silvia carl gustav 44 years

(Ph. Pernilla Klintberg/Sollidens slott)

Nella foto di oggi hanno deciso di non celebrare il proprio anniversario, ma la festa che unisce tutti gli svedesi. Glad Midsommar!

Silvia e Victoria sono andate entrambe all’altare con la favolosa Cameo Tiara, un’eredità che arriva da Joseséphine Beauharnais; qui sono loro stesse a presentarcela Tiaras are a Queen’s best friends

 

Celebrando Charles con Charles

Il 10 giugno 1940, ottant’anni fa, l’Italia dichiara guerra a Francia e Gran Bretagna (ricordate? un’ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria!).

Il 14 giugno 1940, ottant’anni fa, la Francia invasa è costretta ad assistere allo spettacolo dall’esercito tedesco che marcia sugli Champs-Élysées.

Il 18 giugno 1940, ottant’anni fa, il Generale de Gaulle – è lui il primo Charles del titolo – è a Londra, dov’è arrivato il pomeriggio precedente. Entra in un grande edificio nei pressi dello Strand: Bush House, allora sede della BBC. de gaulle bbcDa lì pronuncia un discorso che verrà considerato il testo fondante e il simbolo stesso della Resistenza francese: l’Appel du 18 juin. Il messaggio è la risposta a quello diffuso il giorno prima dal Maresciallo Pétain che annuncia l’armistizio con l’invasore e la nascita del Governo collaborazionista; de Gaulle chiama a raccolta i soldati francesi che si trovano – o stanno per arrivare – sul suolo britannico, perché si uniscano a lui nella lotta alla Germania nazista. L’uno è un ufficiale piuttosto giovane, relativamente sconosciuto, nominato generale in via provvisoria 12 giorni prima; l’altro è le vainqueur de Verdun, l’eroe della Prima Guerra Mondiale: è praticamente un monumento nazionale, ed è popolarissimo. Quella sera il messaggio di de Gaulle lo sentono in pochi, il giorno dopo compare su qualche giornale, su entrambi i lati della Manica. Ma è in quella sera di giugno, dall’alleanza con Churchill che nasce France Libre e la Storia cambia il suo corso.

Oggi, a ottant’anni di distanza, il Presidente francese Macron è a Londra per celebrare quel messaggio. Prima dell’incontro bilaterale col Prime Minister Boris Johnson a Downing Street, Monsieur le Président – senza la Première Dame, rimasta a Parigi per un piccolo intervento agli occhi – è stato ricevuto dal Principe di Galles e consorte, appena rientrati dalla Scozia dove hanno trascorso una lunga quarantena. Sempre rispettando la distanza di sicurezza, of course.macron wales clarence houseTra le numerose decorazioni sfoggiate, spiccava al collo di Charles l’insegna da Commandeur de l’Ordre du mérite agricole, un onore che divide con poche selezionatissime personalità, tra cui Caroline de Monaco.

Dopo l’incontro a Clarence House, residenza londinese dei futuri sovrani, il gruppetto si è spostato sul Mall, dove Macron ha deposto una corona tricolore alle statue di George VI e della consorte Elizabeth, sul trono durante la Seconda Guerra Mondiale; poco lontano, a Carlton Gardens, lo stesso omaggio è stato presentato alla statua di de Gaulle. wales macron khan londonLa visita è stata l’occasione per consegnare la Legion d’Honneur alla città di Londra, rappresentata dal sindaco Sadiq Khan. Un tocco particolarmente scenografico è stato offerto dal volo combinato delle pattuglie acrobatiche dei due Paesi – si chiamano Red Arrows e Patrouilles de France – che hanno sorvolato insieme i cieli delle due capitali, insomma, una sorta di A Tale of Two Cities in versione aeronautica.

Una volta raggiunta la residenza del Prime Minister, Boris Johnson ha mostrato a Macron un reperto d’epoca: un grosso gallo Lalique, donato da de Gaulle a Lady Clementine Churchill proprio in quegli anni difficili. macron johnson laliqueNon saprei dire se i capelli di BoJo abbiano preso quell’aspetto al cospetto dell’impegnativo omaggio, certo le espressioni dei due rivelano la verità: prima o poi, un pennuto di cristallo in regalo tocca a tutti.