Le foto del giorno – 11 settembre

A settembre di solito riaprono due cose: le scuole e i Parlamenti, con l’eccezione dei paesi scandinavi, dove l’anno scolastico riprende in anticipo. E infatti oggi sono tornati sui banchi i principi di due dinastie mediterranee: i Grimaldi di Monaco e le Borbone Spagna, anche se nel caso di Jacques e Gabriella non si tratta proprio di banchi, dato che i due gemelli non hanno ancora cinque anni. monaco back to schoolCompleto azzurro da giovane yuppie per l’erede al trono, in blu scuro la sorella, con gonna a pieghe e abbondante polo. In tinta con i figli Charlène, con caftano dalle spalle cut-out, parzialmente foderato a mitigarne la trasparenza; una scelta bizzarra per un primo giorno di scuola, a meno che non sia una scuola di salsa, claro. Non vi sorprenderà sapere che il viso gonfio e un vago arrotondamento della figura stanno già facendo parlare di una nuova gravidanza, o di qualche chilo in più con eccesso di botox. Giacca che tira e pantalone appeso per Albert, ma con lui si va sul sicuro.

Troppo corti invece i pantaloni di Felipe VI – colpa dell’altezza? – che con Letizia ha accompagnato le due figlie. spain back to schoolLeonor e Sofía con l’uniforme del loro istituto sembrano ancora più giovani di quanto siano (la Princesa de Asturias, a sinistra, compie 14 anni a fine ottobre); le trovo graziosissime e approvo incondizionatamente i capelli legati in una pony tail ma ve lo dico, sui miei polpacciotti quei calzettoni a 3/4 non sarebbero stati mai su. Mi piace molto anche la Reina in versione casual, poco trucco, sneakers e pantaloni skinny; avesse evitato quella giacca avrebbe sfiorato la perfezione che però, si sa, non è di questa terra.

A Stoccolma, dove i bambini sono tornati sui banchi già da qualche settimana, oggi sono tornati ai loro scranni i membri del Parlamento; alla solenne cerimonia di riapertura ha partecipato come sempre la famiglia reale, con l’eccezione della figlia minore Madeleine, che è rimasta in Florida dove abita con la famiglia (in compenso è coi tre pupi sulla copertina di un magazine, e per questo mese le attività pubbliche probabilmente devono considerarsi esaurite).

Swedish-Royals-Parliament 2019

(Ph. SPA)

Signori in blu con cravatta in tinta, e il principe Carl Philip che non resiste alla tentazione di vestirsi da mejo figo der bigoncio con abito attillato (ed è fortunato che la giacca del Presidente della Camera Andreas Norlén sia più stretta della sua). Le signore sono – o dovrebbero essere – in bianco e nero (la ragione la trovate qui La foto del giorno – 25 settembre ), e infatti la Regina Silvia e la Principessa Ereditaria Victoria osservano la regola: l’una impeccabile in nero con cappello bianco, l’altra con tailleur nero con gonna che sbecca e giacca con inutile fiocchetto e profili bianchi, in testa un’acconciatura composta da tre candide fasce che in origine erano fermate da un grosso fiore in tinta, sostituito da alcuni fiocchi con scarso miglioramento. Poi c’è Sofia, moglie di Carl Philip, che rinuncia al bianco protocollare, e alla mise nera abbina scarpe e un’acconciatura di rara bruttezza declinati in burgundy. Ora delle due l’una: o le regole sono cambiate e dunque mi taccio, o ha deciso di testa sua, inscrivendosi nel gruppo delle ultime arrivate che vogliono cambiare le cose, senza che nessuno glielo abbia chiesto. Sarà un caso se Silvia è sempre una spanna sopra le altre?

A Royal Calendar – 11 settembre 2001

Chi è nato quel giorno oggi compie 18 anni e festeggia la raggiunta maggiore età; gli altri  si fermeranno un attimo a pensare, con un dolore ancora venato d’incredulità, a ricordare cosa stavano facendo quel giorno, a quell’ora, dov’erano quando hanno saputo, quando hanno visto le immagini incredibili degli aerei schiantarsi contro le torri, prima uno, poi l’altro. E le torri crollare, prima una, poi l’altra. E tutta quella gente che cercava una via di fuga, trovando alla fine solo quella di un volo e una morte rapida. E qualcuno oggi ricorderà anche un’altra tragedia accaduta nello stesso giorno, 28 anni prima a Santiago del Cile, dove a morire era stato uno che rappresentava tutti: il presidente Salvador Allende.

9-11

(Ph. AP/Marty Lederhandler)

Quella di New York è probabilmente più grande tragedia dell’età contemporanea: 2974 morti, comprese le vittime del Pentagono e quelle sui quattro aerei di linea coinvolti, esclusi i 19 dirottatori; le guerre ai quatto angoli del globo ne fanno annualmente molti di più, ma nulla ha avuto lo stesso impatto per la modalità, le conseguenze nella nostra vita quotidiana, e anche il meccanismo di identificazione che scatta quando a morire sono donne e uomini simili a noi. 9-11 mychal judgeE forse qualcuno anche di qua dall’oceano conosceva qualcuno dei caduti: io ad esempio durante le vacanze americane ho spesso accompagnato una carissima amica a messa, nella St. Francis of Assisi Church sulla 31st St, e spesso ad officiare era Padre Mychal Judge, la vittima numero 0001; accorso per assistere i feriti e benedire i morti, fu colpito alla testa dai detriti causati dal crollo della prima torre.

In tanta tragedia – forse per esorcizzarla e ricondurre le cose sul binario di una leggera, rassicurante normalità – ricordo che una delle cose che mi aveva incuriosito all’epoca era la vicenda dei principi ereditari di Norvegia, Haakon e Mette-Marit, che si erano sposati il 25 agosto e si trovavano negli USA in viaggio di nozze. Dopo aver passato qualche giorno a New York, quella mattina si trovavano a Montauk, località di mare negli Hamptons. Haakon and Mette-Marit weddingPoche ore dopo la tragedia la Corte rese noto che i principi erano si trovavano in una località sicura, e rientrarono in patria domenica 16. Sarah Duchessa di York si salvò per miracolo: stava raggiungendo l’ufficio della sua associazione Chances for Children al 101° piano della Torre Nord ma era in ritardo di 20 minuti a causa del traffico. Il suo ex marito, il principe Andrew, e Re Abdallah di Giordania erano in volo verso gli Stati Uniti, ma i loro aerei tornarono indietro.

andrew abdallah

(Ph. PA Images via Getty Images)

Il principe Laurent era a Boston e riuscì a rientrare in Belgio sabato 15, lo stesso giorno in cui Sarah tornò a Londra.

L’eco dell’attacco fu fortissima in Europa, ovunque si tennero cerimonie di commemorazione cui parteciparono sovrani e capi di stato, e molte visite e occasioni festose furono annullate. Qualche giorno dopo in Olanda si celebrava il Prinsjesdag, con la riapertura del Parlamento; la carrozza su cui viaggiava la regina Beatrice con i figli fece una sosta davanti all’Ambasciata americana in segno di rispetto. Il 12 settembre davanti a Buckingham Palace si tenne un cambio della guardia speciale, in onore delle vittime, con l’esecuzione dell’inno nazionale statunitense; venerdì 14 la regina, tornata apposta da Balmoral, presenziò a una cerimonia nella cattedrale di St.Paul; ero appena arrivata a Londra con la mia nipote più grande, quando in televisione vedemmo Her Majesty in lacrime.9-11 london memorial

Abbiamo iniziato questo post pensando ai bimbi nati in quel giorno di settembre, che oggi compiono 18 anni. Probabilmente non lo sanno, e sicuramente non gli interesserebbe granché, ma dividono il compleanno con due royal ladies di primissimo piano: la principessa Kiko, moglie del principe Akishino, fratello minore dell’attuale Imperatore del Giappone e Principe Ereditario, nata nel 1966 a Tokio,

 

e Paola, Regina Emerita dei Belgi, nata Ruffo di Calabria a Forte dei Marmi nel 1937. A lei, che venerdì è diventata bisnonna per la seconda volta, auguri particolari.

Le foto del giorno – 10 settembre

Oggi le foto del giorno arrivano più presto del solito, ma siccome ormai vi conosco e so che molti (soprattutto molte) ne saranno deliziate, perché farvi attendere oltre? kate rhs wisley 3La Duchessa di Cambridge continua con la sua attività green, quella che l’ha vista progettare un apprezzatissimo giardino per il Chelsea Flower Show lo scorso maggio, ed eccola oggi a Wisley, nel Surrey, per il festival Back To Nature organizzato dalla Royal Horticultural Society. kate rhs wisleyPer completare l’opera s’è vestita da giardino fiorito pure lei, con un abitino azzurro chiaro cosparso di mazzi di roselline (di Emilia Wickstead); in fondo è o non è la regina delle rose inglesi? kate rhs wisley 2Con lei Mary Berry, cioè la controparte britannica di Clelia D’Onofrio, giudice garbato ma inflessibile di Bake Off.kate rhs wisley 4Tutto bello bellissimo, ma le calze con quel vestito e quelle scarpe no dai, veramente troppo nonnesche. O granny, che fa più chic.

Le foto del giorno – 9 settembre

Oggi sono scomparsa per alcuni problemi, ma sono certa di recuperare in corner. DA movieQuesta sera a Londra, Leicester Square, prima mondiale di Downton Abbey, che sarà nei cinema britannici da venerdì 13, mentre noi dovremo aspettare il 24 ottobre. DA movie ladiesMa quanto sono belle le signore Crawley? DA movie mr carterMr. Carson, al secolo Jim Carter, è arrivato in compagnia della moglie, la straordinaria Imelda Staunton (nomination all’Oscar e Coppa Volpi a Venezia nel 2004 per Il segreto di Vera Drake). DA movie lady violetLast, but absolutely not least, lei. Lady Violet.

Che inizi il countdown!

News! Aggiornamento sulla principessa Haya

Lo scorso 2 settembre il Re di Giordania Abdallah II ha conferito alla sorella Haya l’incarico di Deputy Chief of Mission (Vice Capo Missione) della delegazione diplomatica giordana nel Regno Unito. haya abdallahLa decisione fa seguito al respingimento della richiesta di asilo presentata al Governo britannico dagli avvocati della principessa giordana, che si trova a Londra con i figli da quando ha lasciato il marito Mohammed Bin Rashid Al Maktoum, ricchissimo e potentissimo governatore di Dubai.

In questa brutta storia l’aspetto privato si mischia inevitabilmente con quello pubblico, e non sorprende che il Regno Unito non abbia voluto rischiare di inimicarsi la potente famiglia reale degli Emirati concedendo l’asilo. Questa mossa ha l’obiettivo di garantire l’immunità ad Haya e ai suoi figli secondo la Convenzione di Ginevra, ma se non vado errata la prassi richiede comunque che il paese ospitante accetti il diplomatico indicato del paese ospitato.

A muoversi più decisamente in difesa di Haya, in patria e all’estero, è suo fratello Ali Bin Al Hussein (i due hanno in comune entrambi i genitori, mentre il Re è figlio di una donna diversa), secondo alcuni organi di stampa mediorientali il principe starebbe cercando appoggio tra Paesi e comunità del Golfo, e avrebbe già ottenuto il sostegno del Qatar. Una vicenda assai complicata, che rischia di avere un notevole impatto negli equilibri della regione.

Le foto del giorno – 8 settembre

Questa mattina l’Imperatrice Emerita Michiko è stata operata per un cancro al seno all’Ospedale Universitario di Tokio, mentre i sovrani in carica sono in visita alla prefettura di Akita per il 39th National Sea Enrichment Festival.

masako akita

(Ph. Jiji, Kyodo, Sankei, FNN)

Tra i vari impegni, Naruhito e Masako hanno visito un ricovero per cani, dove non sorprendentemente sono ospitati parecchi cani di razza Akita; hanno anche partecipato a una sessione di addestramento canino dimostrando una certa abilità, appena inferiore a quella di trattare con i bambini.

In serata ricevimento in loro onore: lei splendida in total white, lui oggettivamente meno splendido ma con elegantissima cravatta lilla,

naruhito masako akita

(Ph. asahi.com)

hanno mostrato un aplomb veramente regale – anzi imperiale – anche davanti all’ospite intervenuto con in testa un cappello a forma di pesce.

Probabilmente grati che il signore non si sia vestito da sirena.

Le foto del giorno – 7 settembre

Ieri i Principi di Monaco con i loro due bambini hanno partecipato a U Cavagnëtu  il  tradizionale picnic di fine estate che si tiene al Parc Princesse Antoinette, dove i sovrani incontrano i Monegaschi in una piacevole atmosfera conviviale. monaco picnicDeliziose le bambine nel grazioso costume tipico con la gonna a righe bianche e rosse, i colori del Principato; versione sobria dello stile bollywood per Charlène, in un insieme caftano e pantaloni molto bello, ma magari un po’ eccessivo per l’occasione (però i pantaloni seduti per terra assolutamente no). monaco picnic 2Veramente mozzafiato Albert, e non mi dite che non vi si è fermato il respiro alla sua vista; guardando i sul’orlo dei suoi pantaloni, ho capito che i sarti di Palazzo devono esse ancora in ferie, speriamo che rientrino rapidamente.

Quanto ai gemelli, Jacques sembra un po’ innervosito (comprensibile, in fondo non ha neanche cinque anni), più a suo agio Gabriella, con prendisole da spiaggia; io questa cosa dei genitori in maniche lunghe e dei figli sbracciati faccio un po’ fatica a comprenderla, sarà un limite mio. I principini sono simpatici, disinvolti e molto affettuosi, ma il modo in cui li vestono non mi piace quasi mai; in questo caso adoro i mocassini “da grande” di Jacques, ma detesto i completini firmatissimi da fighetti che spesso indossano. A me piacciono i bambini vestiti da bambini – lo so, sono un po’ old style – i pupetti griffati sono una cosa che veramente non sopporto.

E restando in tema bambini, la Corte belga ha annunciato la nascita di un maschietto, figlio di Amedeo – primogenito della principessa Astrid e maggiore tra i nipoti della regina Paola – e  della moglie Elisabetta Maria Rosboch von Wolkenstein, che ad onta del notevole nome teutonico è italiana. La coppia si è sposata a Roma cinque anni fa, e ha già una bambina. Il piccolo è venuto alla luce ieri sera a Bruxelles; ancora qualche ora e avrebbe diviso il giorno di nascita col prozio re Baldovino, che oggi avrebbe compiuto 89 anni. Non conosciamo ancora il suo nome, ma sappiamo che un giorno sarà il capo della Casa Asburgo Este.

Le foto del giorno – 6 settembre

Royal ladies impegnate in eventi culturali, con sorpresona finale. Mathilde, Regina dei Belgi, ha visitato oggi alla Biennale di Venezia il padiglione del suo Paese, che ospita la mostra Mondo Cane degli artisti Harald Thys e Jos de Gruyter. Mathilde biennale 2019Forse condizionata dall’idea nordeuropea dell’Italia perennemente assolata, si è presentata con ampio cappello di paglia e abito di organza bianco con ricami (del solito Natan) già indossato lo scorso anno a Windsor in visita a Her Majesty, dove era senz’altro più adatto; e non è mancata neanche la pioggia a guastare tanto romantico candore. Mathilde biennale 2019 2 La regina ha visitato anche il padiglione giapponese, in omaggio al nuovo imperatore, alla cui intronazione parteciperà col marito Philippe e una pletora di teste coronate, il 22 e 23 ottobre prossimi.

mary video bbNiente organza ma un abito chic as usual in nero a pois per Mary, futura regina consorte di Danimarca, che nell’ambito del Golden Day Festival ha incontrato una vera leggenda del Novecento. Guardate fino in fondo il video esclusivo del giornale danese Billed-Bladet e scoprirete chi è l’anziano signore salutato per primo. https://www.youtube.com/watch?v=MnOsprOEAlI

Le foto del giorno – 5 settembre

Sono i giorni in cui riaprono le scuole, e i piccoli royal non fanno eccezione, dato che non sono più i tempi in cui i bambini delle classi elevate studiavano a casa, per fortuna. Oggi i protagonisti non possono essere che loro, anzi lei: George e Carlotte di Cambridge, accompagnati dai genitori, questa mattina hanno varcato i cancelli della  Thomas’s Battersea School, che il piccolo futuro re frequenta già da due anni. cambridges at schoolDeliziosi entrambi nelle uniformi, blu con dettagli rossi; gonna a pieghe e cardigan per lei, calzoncini e pullover per lui, per entrambi il simbolo della scuola sul petto: un unicorno rosso che legge un libro. Perfettamente en pendant con i figli Catherine, che ha riciclato un abito di Michael Kors a fiorellini bianchi rossi e blu, ma scommettiamo che ad attirare l’attenzione più che l’abito siano stati i capelli, più, corti, lisci, e illuminati da un’insolita tonalità di biondo. cambridges at school 2E immaginiamo la sua emozione oggi, che anche per lei in fondo è una prima volta: quando George cominciò il suo percorso scolastico infatti fu accompagnato dal solo William; lei aspettava Louis, ed era predi dei violenti malesseri dovuti all’iperemesi gravidica di cui ha sofferto nei primi mesi di tutte e tre le gravidanze. charlotte george back to school

Prima di uscire i due principini hanno posato per la fotografia ufficiale sui gradini di casa; guardate Charlotte che espressione, e con quale sicurezza cinge col braccio la vita del fratello. Irresistibile, degna pronipote della sua bisnonna.

Lo giuro.

Questa mattina ha giurato il secondo governo Conte, secondo della legislatura, sessantaseiesimo della Repubblica. governo conte III ministri sono ventuno, di cui quattordici uomini. Per loro colore più gettonato il blu marine, orli dei pantaloni a singhiozzo, cravatte declinate in tutte le tonalità dell’azzurro; l’unico che ha scelto il rosso Roberto Speranza, Ministro della Salute, che indossa anche uno degli abiti migliori (ed è l’unico a recitare il giuramento a memoria).

Veniamo alle signore, con una necessaria premessa. Si tratta di un’occasione estremamente formale, di mattina, peraltro in un palazzo storico di maestosa, regale bellezza. Ve lo dico subito, le occasioni formali richiedono le maniche – se non al polso, comunque oltre il gomito – e le gonne, naturalmente a coprire il ginocchio. I pantaloni no, sbagliati comunque; se proprio non se ne può fare a meno, solo di gran taglio (tipo Armani, per intenderci). Non sono invece obbligatori – anzi – il nero, il blu, il bianco e nero, il bianco e blu; sono tante le possibilità tra cui spaziare: evitando magari le tinte più accese ci sono il grigio, il lavanda, il beige, il greige, i cipriati, le fantasie piccole e geometriche, il bianco perfetto in estate. E poi il verde, e tutte le tonalità dal magenta al viola, of course.ministrePaola Pisano, Ministro per l’Innovazione Tecnologica, in pantapalazzo a disegno grafico con blusa bianca dallo scollo di rara bruttezza, è chiaramente una di quelle signore che pensano che il bianco e nero sia sempre chic. Si sbaglia. E nessuna innovazione potrà sovvertire la regola che sotto il bianco ci vuole l’underwear color carne sennò, come si diceva a casa mia, fa Poveri ma belli.

Paola De Micheli, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, va sul sicuro col tailleurino blu da signora per bene degli anni ’60. Corretta la lunghezza della gonna, ma le bande bianche sulla giacca a sacchetto le tagliano a metà la figura non altissima. Non è la prima a cercare conforto nello stile Jackie, purtroppo l’effetto OVS è sempre in agguato.

Luciana Lamorgese, Ministro dell’Interno. È una donna che tra le prime ha assunto una carica tradizionalmente dedicata agli uomini, e si vede; la scelta del severo tailleur pantaloni rivela l’abitudine a (l’ansia di?) farsi accettare e riconoscere in ambienti maschili, e il tocco inutilmente femminile delle décolleteés peggiora il tutto. Il top bianco illumina il viso, ma l’orlo che sporge dalla giacca è quanto di meno formale ci sia, e pure brutto.

Teresa Bellanova, Ministro delle Politiche Agricole e del Turismo, evidentemente informata all’ultimo ha tirato fuori l’abito indossato a un matrimonio nella sua Ceglie Messapica. Manica ampia con taglio, modello a uovo (o a melanzana, in fondo è all’Agricoltura) percorso da tesserine svolazzanti come tanti post-it, il tutto declinato in uno chiffon bluette alla terzultima moda.

Elena Bonetti, Ministro delle Pari Opportunità e della Famiglia. È lombarda, insegna analisi matematica all’università, non è che mi aspettassi di vederla con una traje flamenca, ma neanche con questo abitino dall’orlo danzante completo di bolerino. Approvo il colore nude delle scarpette, ma una donna adulta e autorevole dovrebbe evitare troppi diminutivi quando si veste.

Nunzia Catalfo, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Non la conoscevo ma mi è già simpatica; come da manuale le crolla la piega, e a noi le braccia davanti al completo beige chiaro, la cui giacca è un compendio di errori madornali: manica troppo lunga, giromanica troppo stretto, un modello che la ingoffa e un colore che la sbatte. I pantaloni invece non sono malissimo: a volerli indossare per forza, con una giacca guru in colore scuro sarebbero andati quasi bene. Insomma, c’è da lavorarci parecchio.

Fabiana Dadone, Ministro della Pubblica Amministrazione. Vorrei proporre al nuovo governo un decreto legge che proibisca l’uso di giacche da smoking, soprattutto se con rever sciallato in raso lucido, prima delle ore 20.00. Forse presa in contropiede dalla designazione, si ispira istintivamente allo stile di chi l’ha preceduta, incupendolo: nere le scarpe, nero il tailleur, nero il top, neri gli occhiali, neri i capelli; mia cara, se il nero fosse sempre chic la fama di Lord Brummel toccherebbe a Zorro.

In sintesi, affiderei il mio parere su queste mise a Roberto Gualtieri, Ministro dell’Economia e delle Finanze:giuramento gualtieri