Royal Fashion Week

Siete pronti per la prima Royal Fashion Week by Lady Violet? Si parte!

Lunedi 11

La Contessa di Wessex è a Leeds e partecipa a un ricevimento benefico. Per l’occasione indossa un abito che riporta alla mente gli chemisier tanto popolari negli anni ’70 e tanto cari alle nostre mamme. Inutile la clutch argento, imperdonabile la pashmina con il segno della piegatura. Ma c’è una ragione al mondo per cui una donna adulta si debba ricoprire di pupazzetti? Boh

 

 

 

 

 

 

 

12 giugno

martedi 12 giugno

A Monaco la principessa riluttante Stéphanie accompagnata dai figli e dalla futura nuora (in giallo) partecipa a un evento sponsorizzato da Tag Heuer a Fontvielle, dove è esposta la collezione di auto d’epoca del Principe. Inutile il fascino del testimonial Patrick Dempsey: la principessa guarda altrove. Tra i giovani sempre deliziosa Pauline, Camille è ancora la cicciottella di casa, Louis non ha ereditato il gusto del nonno. Una cosa però è certa: quest’anno a Monaco il ginocchio sinistro si porta piegato.

 

Mercoledi 13

mercoledi 13 giugno

La principessa ereditaria di Norvegia Mette Marit in visita a un centro di protezione per l’infanzia sceglie un… un… un cappotto senza maniche? un gilet lungo? insomma un coso rosso sopra un abitino bianco troppo corto che mostra un ginocchiotto un po’ così. Consideriamolo un omaggio alla Croce Rossa e chiudiamola qui.

 

Giovedì 14

14 giugno cork

In Irlanda col marito Principe di Galles, chic as usual, la Duchessa di Cornovaglia sceglie per la visita a Cork un abito turchese. Un po’ scontato ma bello il colore, brutto il modello, bruttissimo l’orlo, ma soprattutto, Your Highness, urge una drastica revisione dell’underwear.

 

Venerdi 15

15 giugno

Primo giorno della visita dei sovrani spagnoli negli USA. Per la sua giornata a New Orleans Letizia opta per un abito senza maniche di un intenso color corallo. Il taglio è perfetto e il modello vagamente anni ’50 le dona molto. Minor entusiasmo per gli accessori in camoscio rosa: mixare varie tonalità di rossi e rosa è uno dei trend di stagione, ma l’abbinamento scelto non mi convince, così come la forma delle scarpe. Le braccia ipertoniche avrebbero destato l’invidia di Michelle Obama.

News – Visita dei sovrani di Spagna negli USA

Mentre voi vi organizzate per il weekend i sovrani di Spagna, Felipe e Letizia – abito rosso Hugo Boss e scarpe nude Prada – hanno iniziato il viaggio di cinque giorni negli Stati Uniti. 

reyes new orleans

Impazienti di assistere all’incontro a Washington con il Presidente e la First Lady, godiamoci l’imperdibile sbarco de los Reyes a New Orleans, accompagnati da tipica band che esegue When The Saints Go Marching In, accoglienza che sono certa avrà deliziato la Reina.

Il royal designer della settimana: Giambattista Valli

Settimana very royal per Giambattista Valli.

Venerdì 8 la principessa Madeleine di Svezia ha scelto il couturier romano per il battesimo della terzogenita Adrienne.

Un abito chiaro e leggero con gonna a doppio strato, in una delicata fantasia di fiori e farfalle, particolarmente adatto all’occasione, che compare anche nel ritratto ufficiale per il trentaseiesimo compleanno della principessa, festeggiato due giorni dopo.

 

Giovedì pomeriggio a Londra grand opening della quarta boutique monomarca in Europa. Dopo Milano Parigi e St. Tropez il nuovo spazio nella supercool Sloane Street (se volete andarci, è al numero 29). Parterre de princesses, tra cui Tatiana Santo Domingo in Casiraghi, nuora di Caroline de Monaco e sacerdotessa del neo hippy chic, che ha nascosto il corpo reduce dalla terza maternità sotto un abbondante abito a piccoli fiori.

 

Giovedì sera a Stoccolma è ancora Madeleine a scegliere Valli per il Polar Prize, un importante premio musicale che viene assegnato annualmente. La principessa questa volta sceglie una tonalità di verde che la mortifica un po’, ma lo stile da Primavera botticelliana non regge il confronto con la più aggressiva cognata.

amal in valli

A questo punto vi chiederete se lo stilista dia il proprio meglio con le puerpere. Assolutamente no! Come non ricordare le lunghissime gambe di Amal che sbucavano dal delizioso abito in uno degli innumerevoli cambi del lungo weekend matrimoniale a Venezia che fece di lei la signora Clooney?  Giambattista Valli anche quello.

 

News – Royal visit in Cheshire

E’ ufficiale, Givenchy è sbarcato alla Corte di San Giacomo. Dopo l’abito da sposa Meghan sceglie di nuovo la Maison francese (il cui direttore artistico al momento è la britannica Clare Waight Keller da Birmingham così anche il patriottismo è servito).

cheshire

Nella visita odierna nella contea di Cheshire (sì, quella del gatto) la Duchessa di Sussex indossa ancora la griffe fondata da Monsier Hubert per accompagnare Sua Maestà. In Givenchy dalla testa ai piedi (anzi, ai piedi no, le scarpe sono firmate Sarah Flint) Meghan sfoggia un cape dress di una bellissima tonalità di greige chiaro, che la illumina assai. Gli accessori neri definiscono graficamente il tutto. Confesso, l’abito non mi convince fino in fondo perché il coprispalle la ingoffa un po’ (e il tessuto si stropiccia veramente troppo) ma sono convinta che siamo sulla strada giusta e avremo grandi soddisfazioni.

 

cheshire 2

Sorridente e rilassata Elisabetta sembra abbia anche aiutato la neonipote con le regole del protocollo, dal canto suo la moglie di Harry ha già imparato il duchess slant, cioè il modo di sedere in pubblico incrociando le caviglie. Purtroppo non ha ancora imparato a non mostrare la fodera dell’abito, ma temo non sia colpa sua.

cheshire capelli

Un capitolo a parte si merita il parrucco. Meghan era senza cappello, evidentemente il dress code non glielo imponeva, ma i capelli così sciolti finiscono per diventare un problema perché tendono a perdere la loro forma, e lei ci si mette le mani troppo spesso il che, oltre a non essere particolarmente igienico, fa pure un po’ nevrotico.

Sublime as usual Her Majesty in verde lime, con la fida Launer questa volta a due manici e decorata da un vezzoso fiocchetto.

 

Long live the queen!

 

A Royal Calendar – 14 giugno 1894

Marie-Adélaïde_Grand_Duchess_of_Luxembourg-359x381

Nasce nel Castello di Berg in Lussemburgo, durante il regno del nonno Adolfo I – primo granduca indipendente dai  Paesi Bassi – la Granduchessa  Marie-Adélaïde. E’ la prima di sei femmine, e la legge viene cambiata per consentirle di regnare. Ha appena diciotto anni quando diventa la prima donna a salire sul trono del granducato e il primo sovrano nato in terra lussemburghese. E’una  cattolica devota ed è decisa a dare al suo regno un’impronta forte, sostenuta dalle profonde convinzioni politiche e sociali, che la portano a rifiutarsi di firmare, il giorno stesso dell’incoronazione una legge volta a ridurre l’influenza del clero nell’istruzione.

sei principesse lussemburghesi

E’un sovrano molto attivo ma nel giro di due anni cambia tutto :  a pochi giorni dallo scoppio della prima guerra mondiale la Germania invade il granducato. L’atteggiamento della sovrana nei confronti dell’invasore non è chiaro; si racconta del suo tentativo di bloccare l’invasione bloccando la strada con la propria auto, ma al termine della guerra Marie-Adélaïde è accusata di essere stata troppo compiacente con l’invasore.

Stretta tra le spinte repubblicane di parte dei suoi sudditi e il rischio di annessione da parte della Francia o del Belgio nel 1919 abdica in favore della sorella Charlotte (nonna dell’attuale sovrano) salvando così sia l’indipendenza del paese sia la monarchia e la casa regnante.

A soli 25 anni Marie-Adélaïde, che non si è sposata, decide di entrare in convento e  viene in Italia. Prima  a Modena  tra le Carmelitane di Modena e poi a Roma, tra le Piccole Sorelle dei Poveri.  La sua fragile salute non le lascia scampo, e muore per un’influenza a nemmeno trent’anni. Dal 1947 riposa nella cripta dei granduchi nella cattedrale di Lussemburgo.

maria adelaide tiara

Maria Teresa, consorte dell’attuale Granduca, con la Marie-Adélaïde Tiara

Durante il breve e travagliato regno il gioiello che Marie-Adélaïde preferisce è la tiara ereditata dalla nonna di cui porta il nome : un disegno classico in cui tralci di foglie e bacche di diamanti portano al grande zaffiro centrale di taglio cushion, removibile. Un modello che, non vi sorprenderà, qualcuno chiama «ciclope».

 

 

 

News – Diventa esecutiva la condanna di Iñaki Urdangarin

inaki condannato

Compleanno amaro per l’Infanta di Spagna Cristina. Dopo aver perso il ricorso presso la Suprema Corte, il Tribunale di Palma di Maiorca ha comunicato a suo marito Iñaki Urdangarin che ha cinque giorni di tempo per entrare in carcere di sua scelta e scontare la condanna a cinque anni e dieci mesi di reclusione. E’ l’atto finale dell’intricato affare dell’Istituto Nóos: Urdangarin avrebbe emesso false fatturazioni e stornato fondi pubblici. L’inchiesta ha toccato anche l’Infanta poi assolta.

Per cercare di limitare le ripercussioni dello scandalo sulla Casa Reale, re Felipe VI ha allontanato la coppia e l’ha privata del titolo di Duchi di Palma di Maiorca; e in merito alla condanna l’unico commento diffuso dalla Zarzuela è stato «Rispetto assoluto per l’indipendenza del potere giudiziario».

Dopo i trionfi olimpici con la Nazionale di pallamano, dopo le nozze regali, dopo la nascita di quattro splendidi figli la vita di questo bel giovanotto di origine basca che aveva aveva ammaliato la Spagna e la sua principessa ha imboccato una discesa brutta e disonorevole.

Una storia senza lieto fine.

(foto El Pais)

A Royal Calendar – 13 giugno 2015

Il principe Carl Philip sposa Sofia Hellqvist. wedding carl sofia

Con il matrimonio la borghese Sofia diventa principessa di Svezia e Duchessa di Värmland, ma ha rischiato di diventare addirittura regina.

Quando nasce, nel 1979, Carl Philip Edmund Bertil, è il secondogenito dei sovrani ma diventa principe ereditario scavalcando la primogenita Victoria. Pochi mesi dopo però entra in vigore il nuovo Atto di Successione approvato dal Parlamento e Victoria recupera i suoi diritti di nascita. Retrocesso da futuro re a figlio cadetto Carl Philip cresce bello come sua madre e sciupafemmine come suo padre, alternando gli impegni reali alla passione per le auto veloci e a un certo interesse per grafica e design. Trova anche la ragazza giusta, Emma Pernald, graziosa, beneducata, di buona famiglia e grande amica della sorella minore Madeleine. Il legame dura dieci anni, ma non regge quando sulla scena arriva Sofia. Starlette televisiva, modella fotografica ma non esattamente di moda, un mix vincente di capelli scuri e occhi azzurri. È il grande amore. Sofia mette in atto la sua strategia di avvicinamento a palazzo, allunga gli orli, copre i tatuaggi e si dedica alle opere pie, che si sa, a una probabile futura suocera è una cosa che fa sempre piacere. La fanciulla dimostra intelligenza e tenacia e alla fine vince la sua partita. Il fidanzamento è annunciato a giugno del 2014 e il matrimonio celebrato esattamente un anno dopo nella Cappella del Palazzo Reale a Stoccolma. E sono nozze realpopolari, in cui la colonna sonora di Sister Act sostituisce Händel.

scarpe sofiaNel giorno in cui entra nella famiglia reale la sposa dichiara quello che sarà il suo manifesto stilistico da principessa: chignon bassi e pesanti, trucco che enfatizza gli occhi, abiti classici da rasentare la noia, poca innovazione, nessun guizzo, tranne che nelle scarpe. Quelle delle nozze rivelano un plateau a forma di cuore, quelle romantique!

Più interessante invece la scelta della tiara con pietre colorate, anche se piazzata singolarmente male sul regal capino: palmette di diamanti sovrastate da smeraldi . È il regalo dei sovrani alla nuora; una collana, dono thailandese alla regina, che viene rispedita a Bangkok perché sia trasformata in diadema in tutta segretezza.

sofia tiara

Ritorno agli anni ’80 per il bouquet, con rose crema evidentemente coordinate all’orgastica decorazione floreale, ma che con abito e tiara ci azzeccano poco o niente. Nota romantica, la presenza di un rametto di mirto, sacro a Venere, che viene dal famoso cespuglio piantato in origine dalla Regina Vittoria, presente nei bouquet di tutte le royal brides inglesi. Quando Margaret di Connaught, nipote della grande regina, va sposa a Gustavo di Svezia (sono i nonni dell’attuale sovrano) porta con sé una talea del cespuglio della nonna, e trasferisce la tradizione alle spose reali svedesi.

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Menzione d’onore alle Case Reali Scandinave che organizzano i matrimoni nel pomeriggio con un dress code che prevede uniforme o frac per gli uomini, abiti da sera e tiare per le signore, decorazioni per tutti.

A Royal Calendar – 12 giugno 1901

 

Nasce a Londra Norman Hartnell. Non appartiene ad alcuna famiglia reale, ma è l’uomo che ha inventato  il royal style più iconico che c’è.

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Completati gli studi inizia una brillante carriera realizzando per signore e signore della high society favolose creazioni ispirate alle opere d’arte studiate a Cambridge. Suo l’abito da sposa di Barbara Cartland, ma suo soprattutto l’abito con cui nel 1935 Alice Montagu Douglas Scott  va a nozze col Duca di Gloucester. Oltre a quello della sposa, disegna anche i vestiti per le damigelle, tra cui due bambine di nome Elizabeth e Margaret, figlie dei Duchi di York.

La regina Mary apprezza molto e il sarto viene incaricato di creare alcuni degli abiti per l’incoronazione di Giorgio VI, tra cui quelli per le due principesse. Per fornirgli l’ispirazione necessaria re Giorgio VI gli fa visitare la galleria dei ritratti eseguiti da Winterhalter, ed lì che nasce l’idea di tornare a usare le crinoline, che caratterizzano lo stile della Regina Madre prima e di sua figlia Elisabetta II poi.

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La giovane regina Vittoria ritratta da Winterhalter nel 1843

Nel 1938 arriva un incarico particolarmente importante: Elizabeth, moglie di Giorgio VI deve accompagnare il marito in un viaggio in Francia. Il nazismo è in espansione, tirano venti di guerra, e il viaggio ed è necessario per cementare le relazioni tra le due nazioni. Tutto è pronto, ma cinque giorni prima della partenza la madre della sovrana muore.

Il viaggio viene posticipato di tre settimane ma non può essere cancellato. Gli abiti pronti non sono adatti alla regina in lutto, ma nemmeno il nero lo è.

 

 

portrait-of-Queen-Mother-in norman hartnell by cecil beaton

Ed ecco il colpo il genio, la sovrana vestirà di bianco, alla moda delle regine francesi. In pochi giorni viene preparata una serie di lunghi abiti bianchi leggeri, eterei, romantici, capaci di far sembrare Elizabeth, piccolina e paffutella, più sottile e slanciata. La regina sale a bordo del treno reale in nero, quando ne scende in terra francese è in bianco, e regge tra le mani un vezzoso parasole per proteggersi dal sole di luglio.

Successo planetario e nascita di un legame che durerà quarant’anni, tutto il tempo che a lui resta da vivere. Fino al giorno della morte, a Windsor nel 1979, Hartnell è il responsabile del guardaroba della Regina Madre. Ma suoi sono anche gli abiti da sposa di entrambe le principesse, e soprattutto il sontuoso vestito con cui Elisabetta viene incoronata il 2 giugno 1953, ricamato con i simboli della Gran Bretagna e del Commonwealth.

norman hartnell incoronazione

Per i suoi servigi alla Corona verrà creato cavaliere nel 1977. Noto principalmente per il suo ruolo nella definizione del royal style del XX secolo,  va ricordato anche come creatore di prêt-à-porter ante litteram. Negli anni ’40 infatti disegna varie collezioni da vendere nei department stores, oltre alle uniformi per British Red Cross  e Women’s Royal Army Corps.

 

A Royal Weekend – Trooping the Colour

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Come ogni anno Her Majesty, nata il 21 aprile, ha festeggiato il compleanno ufficiale il secondo sabato di giugno nella cerimonia del Trooping the Colour. Presente la famiglia reale al completo, con l’eccezione del principe consorte Filippo ormai in pensione, non c’è dubbio che tutti gli occhi fossero puntati oltre che sulla festeggiata  – che in azzurro cielo stava d’incanto – sulla neoroyal  Duchessa di Sussex.

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E Meghan non ha deluso. Seduta accanto all’innamorato marito era deliziosa in un abito rosa polvere, firmato Carolina Herrera. Chiariamo subito, era troppo scollata? Sì. Però questo stile un po’ Francia un po’ America un po’ Audrey, già suggerito dall’abito da sposa, potrebbe essere la scelta vincente. Bellissimo il cappello-disco volante Philip Treacy ma deludente la scelta, causa eccessiva somiglianza per forma e colore a quello indossato solo due settimane fa per un garden party a Buckingham Palace. Rimandati i capelli sciolti in onde. Bocciatissimo il rossetto, di una tonalità di rosa che la sbatteva più di una traversata in traghetto col mare mosso.

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Stessa tonalità di azzurro chiaro per suocerastra& nuora, che si sono divise anche la carrozza dato che entrambi i mariti accompagnavano a cavallo la regina. Camilla in Bruce Oldfield, con un cappello Philip Tracy riciclato ma sempre notevole. La Duchessa di Cornovaglia con l’intelligenza e l’understatement che la contraddistinguono ha saputo crearsi un suo stile che me la fa piacere sempre di più. Di Catherine che vi devo dire, il colore le dona molto, lei è sempre bella e sempre più royal, ma due maniche arricciate così non le vedevo dalla mia laurea, e c’era ancora il muro di Berlino.  Nello stesso colore dell’abito firmato Alexander McQueen il cappellino della poco nota Juliette Botterill. Bene il colore, le dona, bene pure la forma, ma la decorazione no dai. Passi il doppio fiocco, passi il doppio fiore, ma quella inutile retina mi ha fatto venire in mente quando  vai dal fioraio, scegli ogni singola rosa tra le più belle e quello ci mette la nebbiolina.

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È arrivata una carrozza carica carica di… principesse! In un colpo solo ben quattro royal ladies: la Contessa di Wessex, sua figlia Louise e le sorelline York, Beatrice e Eugenia.  La solitamente elegante Sophie stavolta ricicla un abito di Emilia Wickstead  rosa azalea con collo rialzato e piccola scollatura sulla schiena già visto l’anno scorso ad Ascot e lo completa con un fascinator bianco che non aggiunge nulla all’insieme ma parecchi anni a lei. La futura sposa Eugenie di York (non prendete impegni per il 12 ottobre, altro royal wedding in arrivo!) col suo bel viso porta bene il delizioso il cappello stile abat-jour anni ’60. Unfortunately non si può dire lo stesso dell’abito, con uno scollo che penalizza il suo florido décolleté. Sua sorella Beatrice interpreta uno dei  trend di stagione abbinando il rosa dell’abito al rosso del cappello. L’abito non si vede bene ma il cappello sì, ahimé Troppo grande come pillbox, troppo rigido, piazzato troppo indietro. Mia madre questo modello lo chiamava “tamburello”, e oggi capisco perché. Completa il poker la giovanissima Louise, Windsor dalla testa ai piedi, che a quattordici anni compiuti lascia il tavolo dei bambini e finalmente arriva tra i grandi. In questo tripudio di colori delicati, colori pastello, colori sorbetto, la più giovane si presenta tutta in un blu scuro che ne mortifica un po’ la freschezza da English rose. Se i bottoni margherita dovevano servire a svecchiare il tutto io ve lo dico, non sono serviti.

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A Royal Weekend – Battesimo di Adrienne

Fine settimana ad altissimo tasso royal quello appena trascorso.

Venerdì mattina, nella Cappella Reale del Palazzo di Drottningholm a Stoccolma, è stata battezzata Adrienne Josephine Alice, Principessa di Svezia, Duchessa di Blekinge. La bimba è la terzogenita della principessa Madeleine – a sua volta terzogenita dei sovrani – e del marito, il finanziere angloamericano Chris O’Neil.

Dress code che più primaverile non si può: stampe floreali in abbondanza, cappelli in minoranza, purtroppo sostituiti da acconciature varie e non sempre indovinate.

battesimo adrienne famiglia

La bella mamma in Giambattista Valli, come una matura Primavera del Botticelli, ha fermato i lunghi capelli biondi con un cerchietto di fiori di seta (spero), senz’altro più adatto alla primogenita quattrenne Leonore, che tanto se lo sarebbe tolto subito come ha fatto con le scarpe. Scelta sbagliata IMHO, i cammei che Madeleine sfoggiava, parte della favolosa parure di Josephine, si meritavano una compagnia alla loro altezza.

Scatenati i bimbi, soprattutto Leonore, distratto as usual il marito Chris, che ha sempre quell’aria da che ce so venuto a fa’.

battesimo adrienne madeleine

Elegante la nonna regina, Silvia, molto stile Jackie con pillbox d’ordinanza, accompagnata dal sonnacchioso nonno e re Carl Gustaf in alta uniforme. Nonostante il pessimo lifting che ne ha devastato il bellissimo viso Sua Maestà è sempre adeguata, mai fuori luogo, mai sopra le righe, perfetta per ruolo ed età.

battesimo adrienne sovrani

Inutilmente punitiva la principessa ereditaria Victoria, con marito Daniel e imbronciato figlio Oscar, ma senza la deliziosa figlia ed erede Estelle, assente perché  malata.  Abito troppo anni ’70, troppo scuro, troppo accollato, di lunghezza incerta, accessoriato con un’acconciatura per nulla donante, bianca come scarpe (Gianvito Rossi)  e clutch (Miu Miu). Ma perché?

battesimo adrienne victoria

Banale come sempre la principessa Sofia, moglie dell’aitante Carl Philip e madre dei due adorabili puponi Alexander e Gabriel.  L’abito non è brutto ma la struttura con troppe cuciture non valorizza la fantasia a grandi rose. I capelli, acconciati in uno chignon basso e morbido, sono addobbati da un inutile fiore bianco, che avrei visto meglio per un chiringuito a Formentera.

battesimo adrienne sofia cp

Da Stoccolma è tutto, vi aspetto a Londra per il Trooping the Colour!