La foto del giorno – 24 novembre

Lady Violet confessa, questa volta ha quasi bucato una notizia. E la royal news del giorno è il prossimo trasferimento dei Duchi di Sussex a Frogmore Cottage, che avrebbero appena ricevuto in dono dalla Regina. frogmore cottage La notizia era già uscita ieri, uno scoop di Emily Andrews, Royal Correspondent del Sun, ma dato che da queste parti non siamo esattamente estimatori di Murdoch e dello stile sensazionalistico del suo tabloid abbiamo preferito attendere. La conferma è arrivata immediatamente, forse proprio a causa dello scoop: i Sussex lasceranno Kensington Palace – che rimarrà la sede della loro segreteria – per stabilire la loro residenza ufficiale a Frogmore Cottage all’interno del parco di Windsor, nei pressi dell’elegante Frogmore House dove organizzarono il ricevimento privato la sera del loro matrimonio, lo scorso 19 maggio. Sin dall’annuncio del fidanzamento Harry e Meghan hanno vissuto nel Nottingham Cottage, nel condominio reale di Kensington Palace; una casa sicuramente troppo piccola per una famiglia. Era previsto il trasloco in un ampio appartamento che i Duchi di Gloucester intendevano lasciare, accanto a quello di William e Catherine, invece oggi la notizia del trasferimento a Windsor, che alcuni attribuiscono anche a recenti frizioni tra i fratelli. La futura residenza, che dagli anni ’80 ha ospitato membri dello staff della Royal Household, ha una decina di stanze per cui, finita la necessaria ristrutturazione, ci sarà ampio spazio per la nursery e magari anche per una saletta yoga dedicata a nonna Doria. Nell’area sorge anche il mausoleo dove riposano la Regina Victoria e il Principe Albert, e il Royal Burial Ground dov’è sepolta un’altra americana divorziata che entrò nella Royal Family: Wallis Simpson. Accanto a lei il marito Edward VIII poi Duca di Windsor, colui che fece per amore il gran rifiuto.

 

La foto del giorno – 23 novembre

Quest’anno il Regno Unito celebra il centenario del voto alle donne per il quale, va ricordato, in Italia si dovette attendere altri trent’anni. Cuore testa gambe e braccia del movimento per il suffragio femminile furono le Suffragette, capitanate dall’indomita Emmeline Pankhurst, col fondamentale contributo di Millicent Fawcett e Emmeline Pethick-Lawrence. suffraggette lse Per celebrare il centenario la London School of Economics ha rinominato tre edifici su Clement’s Inn, finora noti come The Towers, che d’ora in poi si chiameranno Pankhurst House, Fawcett House e Pethick-Lawrence House. È un’area di Londra ricca di echi del movimento suffragista: qui sorgeva la sede Londinese della Women Social and Political Union, fondata dalla prima Emmeline e sostenuta dalla seconda; in questa zona sorgeva Tea Cup Inn dove le attiviste si incontravano, e la St Clement Press che pubblicava Votes for Women, e poco lontana è London Opera House, che ospitava i meeting più affollati.

Oggi la cerimonia alla presenza della Contessa di Wessex, che ha scoperto una targa; insieme con lei la dottoressa Helen Pankhurst (seconda da sinistra), pronipote di Emmeline. Molte delle donne presenti hanno indossando i colori simbolo del movimento suffragista, ispirati allo slogan Give Women the Vote; dall’acronimo GWV: G per green, verde: W per white, bianco; V per violet, viola chiaro. Lady Violet non potrebbe essere più orgogliosa!

La LSE ha organizzato anche una mostra e vari eventi; maggiori e più dettagliate informazioni le trovate qui http://www.lse.ac.uk/library/suffrage18

Quel tailleur rosa

Quest’anno, il 2019, Jackie avrebbe compiuto novant’anni. Dalla sua morte ne sono passati già venticinque, e venti da quella del figlio John, il principe ereditario d’America. Il ricordo dei Kennedy pian piano si allontana, ma quel tailleur rosa resta nella memoria.

La First Lady non può saperlo quando lo indossa la mattina di quel venerdì 22 novembre, ma nel giro di qualche ora lei sarà una giovane vedova con due bambini piccoli, il sogno di Camelot svanito per sempre, e il suo tailleur rosa consegnato alla storia. jackie dallas arrival Jackie chiedeva spesso l’approvazione di Jack per le sue mise; le sorelle Fontana raccontavano che una volta, quando lui era solo un senatore di belle speranze in trasferta a Roma con la deliziosa giovane moglie, lei volle che fosse il marito a decidere quale tra gli abiti selezionati in atelier avrebbe dovuto acquistare. In una intervista dopo la tragedia lei rivelò che lui le aveva detto: pranzeremo con tutte queste ricche signore repubblicane, con pellicce di visone e braccialetti di diamanti, e tu sarai meravigliosa quanto loro. Sii semplice, mostra a queste Texane cosa sia davvero il buon gusto. jackie pink suit india E Jackie, la giovane First Lady che all’insediamento del marito si fa notare per essere l’unica signora a indossare un cappotto (color crema, creato per lei da Oleg Cassini) e non il visone, accontenta Jack.  La scelta cade su un tailleur rosa, o meglio raspberry pink, cioè lampone, già indossato in altre occasioni. Uno Chanel in tessuto bouclé, gonna dritta e giacca a scatoletta con colletto di seta blu. Stessa seta per la blusa senza maniche e per bordare i polsi e le quattro taschine; profili in smalto blu per i sei bottoni dorati che chiudono il doppio petto, e per i due su ciascuna manica. chanel fall winter 1961 Il tailleur (il primo a sinistra nella foto) è un modello della collezione Autunno Inverno 1961, ma a lungo si è discusso se quello indossato da Jackie fosse uno Chanel originale o una copia. Il dubbio è stato risolto definitivamente nel 2010 da Justine Picardie nella biografia Coco Chanel: The Legend and the Life. Kennedy padre aveva consigliato alla nuora – lei che era così europea, così francese per aspetto, modi, cultura, e pure per il cognome, Bouvier – di indossare abiti made in USA per evitarsi critiche dalle patriottiche massaie americane. JFK & Jackie At Love Field (11-22-63) E dunque il tailleur fu effettivamente cucito negli USA da Chez Ninon, sartoria specializzata nelle repliche di capi Haute Couture ma con materiali – tessuti, bottoni, anche la catenella cucita all’interno della giacca secondo l’uso della Maison francese –  arrivati direttamente da Rue Cambon. Il completo fu realizzato seguendo il procedimento “line to line” messo a punto da Chanel, e completato da un pillbox dello stesso tessuto bouclé più scarpe e borsa blu e guanti bianchi al polso.

jackie dallasI Kennedy a bordo dell’Air Force One atterrano a Dallas alle 11.40 e salgono su una  Lincoln Continental con il Governatore John Connally e sua moglie Nellie; l’auto sta attraversando Dealey Plaza quando si sentono degli spari. Il Presidente è colpito alla testa, anche il governatore viene colpito ma meno gravemente. Nel caos generale l’auto raggiunge rapidamente l’ospedale Parkland Memorial, dove alcuni giornalisti riferiscono di aver visto la First Lady stringere a sé la testa del marito, come a proteggerlo; altri riferiscono che Jackie ha tra le mani materia cerebrale di Jack, che vuole consegnare ai medici. Il Presidente viene dichiarato morto alle 13.00. jackie johnsons Un’ora dopo la salma viene imbarcata sull’aereo presidenziale, salgono a bordo anche Jackie e il nuovo presidente, Lyndon B. Johnson, che alle 14.38 giura fedeltà alla Costituzione nelle mani di Sarah Hughes, un giudice donna nominata da Kennedy. Al suo fianco la moglie Lady Bird e una sconvolta Jackie, l’abito e le gambe imbrattate del sangue del marito. Il cappello indossato dalla First Lady, che era tenuto fermo da uno spillone, è scomparso. jackie stained suit Jackie si terrà addosso il tailleur insanguinato fino al giorno dal dopo quando la sua cameriera personale, Providencia Paredes infila tutto in una scatola – comprese calze scarpe e borsa – che invia alla made di Jackie, Janet Auchincloss perché la conservi. Il tailleur, mai ripulito dal sangue del presidente, è stato in seguito donato ai National Archives in Maryland, dove è conservato in una teca sottovuoto, di cui non si conosce l’esatta ubicazione. Per desiderio degli eredi, cioè della figlia Caroline, non sarà mostrato in pubblico prima del 2103. Una scelta opposta a quella di Jackie, che a chi cercava di persuaderla a togliersi quell’abito così tragicamente rovinato, rispose Oh, no … I want them to see what they have done to Jack.

 

 

La foto del giorno – 22 novembre

Oggi è il Thanksgiving Day, la festa più sentita negli USA, e la domanda del giorno è: festeggerà anche la più americana delle royal ladies in circolazione, la californiana Meghan Markle? La risposta probabilmente è sì, dato che i Duchi di Sussex non hanno impegni ufficiali. meghan-markle-turkey-z Molti siti hanno pubblicato una foto di due anni fa in cui la bruna fanciulla, allora nota solo come la Rachel di Suits e la dispensatrice di consigli di lifestyle attraverso il blog The Tig (da Tignanello, vino rosso di grande reputazione e costo adeguato prodotto nelle Cantine Antinori), presentava la propria opera culinaria: un enorme tacchino da lei stessa definito “a pretty perfect Thanksgiving turkey”. D’altra parte è noto che Meg ami cucinare, tanto che la proposta di matrimonio da parte di Harry secondo quanto hanno raccontato è avvenuta durante una cenetta romantica nella cucina del Nottingham Cottage, per la precisione davanti un pollo al forno, il che sembrerebbe testimoniare una certa abilità della duchessa nell’arrostire pennuti.

E le altre signore della Firm come se la cavano in cucina? Si sa che l’adorata mamma del duca, la defunta Diana, fosse una cuoca pessima, veramente terribile, mentre la cognata Catherine sembra cavarsela bene, tanto che un Natale ha pure regalato vasetti di marmellata homemade. Durante i primi tempi del matrimonio, quando viveva col marito elicotterista sull’isola di Anglesey, in Galles, la duchessa di Cambridge conduceva un’esistenza comune a molte giovani spose, facendo la spesa e cucinando. E spesso preparava a William il suo piatto preferito che, indovinate, è il pollo arrosto; ma allora è un vizio di famiglia! Anche Camilla sembra essere una discreta cuoca, purtroppo penalizzata dall’avere un figlio chef e critico gastronomico, che non le fa mancare i suoi commenti e poi si lamenta che lei lo caccia dalla cucina. Ma benedetto ragazzo, ringrazia che tua madre è una signora, ed è pure dotata di britannico aplomb; ti presenterei certe mamme che conosco io, vediamo se hai il coraggio di criticare i loro piatti, sento già roteare il mattarello (in inglese rolling pin)!

Ma la curiosità maggiore che abbiamo tutti, ammettiamolo, riguarda una sola signora: Sua Maestà. Come se la cava in cucina? O meglio, ci ha mai messo piede? In assenza di notizie precise, è ipotizzabile che negli anni passati a Malta come “semplice” moglie di un ufficiale di Marina, all’inizio del matrimonio, abbia imparato e in momenti strettamente privati prepari – o abbia preparato –  qualcosa per i suoi cari. Invece si sa che il principe Philip spesso si è dato da fare al barbecue, e quando la sovrana era distratta dagli affari di stato si è preoccupato dei pasti dei figli e del breakfast della moglie, cui più di una volta ha preparato le sue famose omelette o le scrambled eggs (che non sono altro che uova strapazzate, ma detto così sembra un piatto esotico). Voi mi direte che non è esattamente Master Chef, ma in fondo manco Cannavacciuolo saprebbe portare con eleganza un kilt. A ognuno il suo!

La foto del giorno – 21 novembre

La Duchessa di Sussex è tornata a trovare le donne della Hubb Community Kitchen, insieme alle quali ha pubblicato un libro di ricette, Together (ne abbiamo parlato qui Cucinare, insieme ) i cui proventi sono destinati alle vittime dell’incendio della Grenfell Tower, in cui morirono in 72, tra cui Gloria Trevisan e Marco Gottardi. Meghan hubb community kitchen Oggi la duchessa ci piace assai, in abito bordeaux con colletto di velluto più cappotto viola, che è un abbinamento originale e non scontato. Entrambi i capi, abito e cappotto, sono firmari Club Monaco, brand che fa parte della galassia Ralph Lauren, e che Meghan ha indossato in altre occasioni, decisamente meno esaltanti.

Perfetti gli stivaletti v-neck, che stanno bene solo a chi ha caviglie sottilissime come le sue, e perfette anche le calze coprenti nere, che nonostante le gambe filiformi trovo le donino di più delle calze chiare.

E a proposito di libri dedicati alla tragedia della Grenfell Tower, la madre di Marco Gottardi ha scritto una fiaba, Il cavaliere e la principessa, dedicata al figlio e alla sua fidanzata. Nato innanzi tutto per ricordare i due ragazzi, il libro è stato tradotto in inglese e distribuito nelle scuole italiane del Regno Unito e una copia a Sua Maestà. Forse ricorderete che quest’anno, nel primo anniversario della tragedia, la regina – in visita nel Cheshire accompagnata proprio dalla duchessa di Sussex – ricordò la tragedia con una mise verde, ispirata al nome dell’edificio.

La foto del giorno – 20 novembre

Se state celebrando anche voi il settantunesimo anniversario delle nozze tra Elizabeth e Philip, se avete gradito la descrizione della mise della sposa e ora siete curiosi di vedere le scarpe che calzavano i regali piedini, eccole qui. queens-wedding-shoes-and-boxNonostante il matrimonio fosse in novembre, la giovanissima principessa attraversò la navata con ai piedi un paio di sandali di satin identico a quello dell’abito. Il modello ha un doppio incrocio sul collo del piede e sulle dita, con cinturino posteriore fermato da una piccola fibbia d’argento decorata con microscopiche perline che rimandano al ricamo dell’abito.

Create da Rayne Shoes – che fornì le scarpe da sposa anche alle principesse Margaret (nel 1960) e Anne (nel 1973) – sono custodite in una deliziosa scatola imbottita e decorata con l’iniziale del nome sormontato dal coronet. Ma di che misura saranno? Si sa che Sua Maestà calza il 4 inglese, che da noi sarebbe il 37.

(la descrizione della mise nuziale la trovate qui Something old, something new, something borrowed, something blue )

Something old, something new, something borrowed, something blue

Giovedì 20 novembre 1947, alle 11.30, le campane di Westminster Abbey suonano a festa: si sposa Elizabeth, figlia del re ed erede al trono. Lo sposo ha anche lui sangue reale, ma per una complicata situazione politica e familiare è noto solo come Tenente Philip Mountbatten, della Royal Navy; in occasione delle nozze però il re lo crea The Duke of Edinburgh, Earl of Merioneth e Baron Greenwich of Greenwich in the County of London.

Gli sposi si sono conosciuti da bambini, a un altro matrimonio celebrato a Westminster; il 29 novembre 1934 lo zio di lei, George Duca di Kent aveva sposato Marina di Grecia, cugina di lui. Philip aveva 13 anni, Elizabeth ne aveva otto ed era tra le damigelle della sposa. duke kent wedding Si rincontrano tre anni dopo, nel 1937, all’incoronazione del padre di lei, ma la regina confesserà poi di non averlo notato né nella prima né nella seconda occasione. La terza è quella giusta: nel luglio del ’39, poco prima che scoppi la guerra, Lord Mountbatten, zio di lui e ufficiale della Royal Navy organizza la visita dei sovrani al collegio navale di Dartmouth, e il cadetto Philip Mountbatten è incaricato di scortare le principesse. È l’incontro fatale.Phil&Lilibet first meetingScoppia la guerra, i rapporti tra i due sono principalmente epistolari; poi la guerra finisce, Elizabeth compie 21 anni e il re dà il suo consenso: il 9 luglio 1947 viene annunciato il fidanzamento. Per l’abito ci sirivolge a Sir Norman Hartnell, sarto di fiducia della regina consorte, che propone vari modelli; quello definitivo si decide a metà agosto, e dunque ci sono solo tre mesi per realizzarlo. Hartnell confida di essersi ispirato alla Primavera di Botticelli; Lady Violet confessa a sua volta che grandi somiglianze non ne vede, ma il significato simbolico del ritorno della primavera è particolarmente adatto al momento postbellico.

Il risultato è un abito con corpino aderente, scollatura a cuore, vita naturale definita da un triangolo rovesciato e gonna a pannelli, con un piccolo strascico che parte dalle spalle; lo completa un velo ricamato di quattro metri e mezzo. Ma la sposa avrà rispettato la tradizione del vecchio nuovo blu prestato?

Something old queen wedding pearls Il giorno del matrimonio al collo della giovane Elizabeth splendono due fili di perle. Si tratta di due collane distinte, la Queen Anne e la Queen Caroline, e sono il dono di nozze dei genitori. La più corta, di 46 perle, si ritiene sia appartenuta alla Regina Anne, l’ultima sovrana Stuart; l’altra è composta da 50 perle provenienti probabilmente dai gioielli della consorte di re George II. La prima collana dovrebbe dunque risalire all’inizio del ‘700, l’altra al secolo seguente; sicuramente old.

Something new queen wedding dress A causa del razionamento i tessuti necessari per la realizzazione dell’abito dell’abito vengono acquistati con le tessere annonarie. Moltissime persone dai quattro angoli del regno inviano alla giovane principessa le loro tessere per aiutarla, ma essendo tale pratica illegale viene rispedito tutto indietro. La seta duchesse egli altri materiali sono espressamente realizzati da manifatture britanniche, mentre le 10.000 perline e i cristalli usati nei ricami arrivano dagli Stati Uniti.

Something borrowed queen wedding tiara Il velo in tulle ricamato, che Elizabeth preferisce al più classico pizzo, è tenuto fermo dalla Fringe Tiara, avuta in prestito dalla madre, che l’aveva ricevuta in dono dalla suocera nel 1936. La tiara era stata creata dal gioielliere Garrand nel 1919, ispirandosi all’imperante stile russo, allora molto di moda. Gran parte dei diamanti utilizzati veniva dalla tiara/collier acquistata dalla regina Victoria come dono di nozze per Mary, che la indossò nel giorno del suo matrimonio col futuro George V il 6 luglio 1893. Sua Maestà ha ereditato la tiara alla morte della Regina Madre, nel 2002. Le cronache raccontano che il giorno delle nozze con Philip la tiara, maneggiata male, si spezzò e fu risaldata sul momento: bisognerebbe avere sempre un gioielliere a portata di mano!

Something blue elizabeth philip wedding Sir Norman Hartnell dichiarò di avere inserito per buona fortuna, nella ricca decorazione dell’abito, un piccolo quadrifoglio sul lato sinistro della gonna, così che la sposa potesse sfiorarlo con la mano durante la cerimonia. Per il resto, non è mai stato reso noto se la giovane Elizabeth indossasse qualcosa di blu; magari le bastava il blu profondo dell’uniforme dello sposo.

 

Se vi interessa la figura di Sir Norman Hartnell: A Royal Calendar – 12 giugno 1901

 

 

 

 

 

Monaco, Fête Nationale

Oggi Festa Nazionale nel Principato di Monaco, con la Famille Princière schieratamonaco 2018 il Te Deum in Cattedrale monaco 2018 cattedrale  e una nidiata di bambini, quasi tutti nipotini di Caroline, a rallegrare la giornata.  Monaco 2018 bambini

Charlène monaco 2018 charlene Pietrificata la Princesse Charlène, in una delle sue mise più incomprensibili firmata Akris, I presume. Anche tralasciando gli stivaloni di camoscio con punta imbarcata restano il vestitone nero (notare le maniche a punta che scendono sul polso) con arricciatura zigzag e il giaccone oversize in panno double. Il cappello, dalla classica forma a pagoda schiacciata in voga negli anni ’50, avrebbe richiesto tutt’altro outfit. E Charlène pure.

Caroline monaco 2018 caroline  In Chanel d’ordinanza con un completo robe + pardessus dall’orlo perfetto, nel più classico dei tweed. Se invece del borsalino avesse scelto uno di quei cappelli rigidi modello gondoliere sarebbe sembrata Mademoiselle Coco in persona.

Stéphanie monaco 2018 stephanie Vestita da ragazza la ribelle di casa, che non porta un cappello da secoli, e avrà pure un viso segnato, ma indossa un cappottino rosso doppiopetto che in poche potrebbero permettersi alla sua età (53 anni), e pure prima. A me la principessa piace, porta con naturalezza i segni di una vita turbolenta con cui sta facendo pace.

Beatrice monaco 2018 beatriceSe c’è qualcuno della famiglia Grimaldi che studia da Grace, è senza dubbio lei. Cappotto di cammello con profili di velluto Armani Privé, fascinator in tinta e occhiali da diva. Elegante sì, entusiasmante no.

Girls&Shoes monaco 2018 scarpe Tatiana Santo Domingo in Casiraghi, miliardaria colombiana e fashionista (giuro) in queste occasioni è spesso vestita da Marion Cunningham, la mater familias di  Happy Days. Oggi ha un cappotto redingote blu, una piccola acconciatura sui capelli sciolti e delle scarpine con cinturino alla caviglia, letali e non solo per scomodità. Le fa da contraltare Pauline Ducruet, figlia di Stéphanie e fashionista pure lei, che risponde con stivali bassi di vernice grigia che sembrano un paio di wellies da pioggia, temerariamente abbinati a un paio di guanti da guida. Chissà dove ha parcheggiato.

I bambini

Monaco 2018 gemelli

Deliziosi i gemellini della coppia sovrana, Jacques e Gabriella, che compiranno quattro anni il prossimo 10 dicembre. Lui è tutto sua madre, mentre lei più passa il tempo più rivela i geni Grimaldi-Kelly e penso che crescendo ci farà qualche bella sorpresa.

Concludiamo in bellezza; questa meraviglia col cappottino dal colletto di velluto che abbiamo portato tutti da piccoli è il primo figlio della coppia Pierre-Beatrice, ha poco meno di due anni e si chiama come il nonno che non ha mai conosciuto, Stefano Casiraghi. E anche qui buon sangue non mente.monaco 2018 stefano

La foto del giorno – 19 novembre

Visita di stato francese in Belgio, il che vuol dire stasera gala dinner con tiara (Mathilde) e abiti Haute Couture (si spera pure Brigitte). Macron-Mathilde Intanto Monsieur le Président gratifica la Reine di un perfetto baciamano (nel quale, va da sé la mano non si bacia) che lei riceve con la solita grazia. Non è dato sapere se anche re Philippe abbia ricambiato il gesto con la Première Dame Brigitte, ma è interessante vedere inchinarsi a una regina l’attuale capo del popolo che decapitò la propria.

Beatrice innamorata?

Fermi tutti! Qui comincia ad aleggiare di nuovo un leggero profumo di fiori d’arancio. Questa volta la notizia riguarda Beatrice di York, che è l’unica tra i nipoti adulti di Sua Maestà ancora su piazza. chic wow beatrice Bea, che era rimasta sola dopo la fine del suo rapporto con l’americano Dave Clark – che non solo non ci piaceva per niente, ma essendo un manager Uber rischiavi pure una bella causa sindacale prima o poi – potrebbe avere trovato il suo Mr Right. E il nome del fortunato suona particolarmente dolce alle nostre italiche orecchie: Edoardo Mapelli Miozzi. Scarne finora le notizie biografiche su di lui: 34 anni, multimilionario (che fa sempre comodo), un bambino di due anni da un precedente matrimonio, il nostro Edo in realtà di italiano dovrebbe avere solo il nome e le origini, per il resto è inglesissimo, gioca pure a cricket! Edo MM Ha una società di consulenza immobiliare a nome Banda, che secondo i giornali britannici significherebbe capannone, ma sono incerti se in lingua indiana o swahili (no comment). Ed è pure carino, lo vogliamo dire? I due si sarebbero conosciuti a settembre; colpo di fulmine, serate romantiche, e sembra che lui abbia già incontrato i genitori di lei, che avrebbero approvato. Se la cosa andasse in porto, Beatrice sarebbe il primo membro della Royal Family a sposare qualcuno che è già padre (tanto per capirci su chi è anticonformista e innovatore). Insomma Bea, noi non vediamo l’ora di vederti sull’altare,  e scoprire quale delle favolose tiare di nonna ti toccherà.