Sposa bagnata sposa fortunata

Mentre tutta l’attenzione era concentrata su Londra, dove un’antica cerimonia ha sancito la nascita del regno di King Charles III a qualche centinaio di chilometri di distanza si celebrava un royal wedding. Sotto il cielo già autunnale di Bruxelles, poi sciolto in pioggia, Maria Laura d’Asburgo-Este, principessa del Belgio, ha sposato il fidanzato William Isvy.

(Ph: BelgaImage)

Come si pensava la sposa ha indossato l’antico velo della famiglia di nonna Paola; un po’ a sorpresa ma non troppo (l’avevamo citata come possibilità Auguri alla sposa!) ha scelto la tiara Savoia Aosta che appartiene alla famiglia paterna per completare l’abito che Vivienne Westwood ha creato per lei.

(Ph; Mathieu Golinvaux)

Prima della solenne cerimonia religiosa in cattedrale, gli sposi si erano detti sì all’hotel de ville, davanti al borgomastro di Bruxelles e a pochi selezionatissimi invitati, con Maria Laura in una mise anni ’60 che sembra uscita dal guardaroba di una giovane nonna Paola.

Lady Violet dedicherà presto un Royal chic shock e boh a questo matrimonio; riprenderemo la nostra rubrica domenicale e magari servirà anche a distrarci dalla tristezza di questi giorni.

Qui trovate la nostra rubrica di stile dedicata a questo matrimonio Royal chic shock e boh – Special edition

The day after

Nel fiume di fotografie di Her Majesty che hanno inondato il web questa mi è piaciuta tanto. La ritrae il giorno dell’incoronazione, il 2 giugno 1953, mentre ride divertita, come il bellissimo Philip in feluca.

Sembra che la regina avesse dimenticato the orb, il globo che ora tiene saldo in mano. Il mondo in mano all’inizio del regno, e il mondo in mano alla fine. Mentre questo mondo parla di lei scrive di lei piange per lei prega per lei canta per lei per le ultime volte God Save The Queen, lei infine riposa, avvolta nello stendardo reale simbolo di quel ruolo di quell’impegno che ha onorato sino all’ultimo giorno, come promesso. Ora il suo corpo si trova nella sala da ballo di Balmoral dove tante volte ha danzato.

(George Washington Wilson 1823-1893)

Sin da ragazzina ha amato il Ghillies Ball, la festa dedicata allo staff di Balmoral per ringraziarlo del lavoro svolto. Una tradizione istituita nel 1852 da Victoria e Albert, e proseguita fino ai giorni nostri (ne abbiamo parlato qui, e non perdetevi il video! Quattro salti al castello). Oggi è lo staff ad avere la sovrana tutta per sé, per l’ultimo saluto, mentre il resto del Paese (e del mondo) ha ascoltato il primo discorso ufficiale di King Charles III (Il discorso delRe). Lui, che è diventato re nel momento in cui la madre è spirata, sarà proclamato ufficialmente sabato mattina dall’Accession Council, composto da personalità di Corte e autorità politiche e religiose. Poi il primo incontro con la Prime Minister Liz Truss, seguito dal giuramento di fedeltà da parte dei decani del Parlamento. Domenica, mentre il feretro raggiungerà il palazzo reale di Holyroodhouse a Edimburgo, la proclamazione sarà letta nei Parlamenti di Scozia, Galles e Irlanda del Nord; sono curiosa di vedere se saranno anche loro vestiti a lutto come i colleghi del Parlamento di Westminster, un gesto certo non spontaneo ma di grande eleganza.

(Ph: Jessica Taylor/UK Parliament)

Lunedì mattina il feretro della sovrana sarà portato in processione lungo il Royal Mile – la strada principale di Edimburgo – fino alla cattedrale di St Giles, dove verrà celebrata una funzione di suffragio alla presenza di membri della Royal Family.

Martedì la salma lascerà per sempre la Scozia alla volta di Buckingham Palace; da mercoledì a domenica si potrà portare il proprio omaggio alla Regina scomparsa a Westminster Hall, l’edificio più antico del complesso del Parlamento.

Lunedì 19 i solenni funerali di stato.

Questo dovrebbe essere il programma dei prossimi giorni, che naturalmente potrebbe essere variato in ogni momento; sarà mia cura informarvi.

Intanto il Re e la Regina Consorte sono arrivati a Londra, e dopo aver salutato la folla in attesa sono entrati a piedi a Buckingham Palace.

(Ph: Reuters)

Il futuro è iniziato.

Il discorso del Re

A Londra sono le 18.00 quando da Buckingham Palace (il discorso è registrato)King Charles parla al suo popolo, che sa da meno di 24 ore di essere rimasto orfano dell’adorata sovrana. Parla come un figlio, e un fratello maggiore dei suoi concittadini. Alla fine del periodo di lutto ne diventerà il padre, e vedremo se sarà un buon padre, ché in fondo i genitori non devono essere perfetti, devono essere affidabili.

Da padre annuncia che William sarà Prince of Wales; Catherine avrà dunque il titolo che fu di Diana, e speriamo che questo aiuti a chiudere una storia dolorosa e troppo, troppo lunga. A Harry e Meghan tanto amore e facessero quello che vogliono. Ok, non ha usato proprio queste parole; ma “express my love for them as they continue to build their lives overseas” (esprimo il mio amore per loro mentre continuano a creare le loro vite all’estero). All’amata Camilla, sul cui amorevole sostegno conta in questa fase di transizione, la conferma che sarà la sua Regina Consorte. Alla sovrana scomparsa, la cara mamà che ora è insieme a papà (il francesismo con cui aristocrazia e upper class British hanno sempre chiamato i genitori) soprattutto grazie. Grazie per la per l’esempio, la devozione e l’impegno fino alla fine dei suoi giorni. Stesso impegno e stessa devozione che caratterizzeranno il suo regno, per tutta la vita (quindi no, non abdicherà in favore di William). A me è parso pacato, deciso, e in giusto equilibrio tra serenità ed emozione. E naturalmente chic come pochi, rigorosamente in nero con camicia bianca e il tocco della pochette a scacchi.

The Queen is dead, long live the King!

Farewell Ma’am

No, non eravamo preparati, intimamente pensavamo – speravamo – che fosse eterna. Sì, in fondo un po’ ero preparata, per quanto è possibile prepararsi a una scomparsa. Sì un po’ me lo aspettavo, anche per ragioni personali (ho visto mia madre dopo la morte di papà, è sopravvissuta ventitre mesi). No, non ho scritto un coccodrillo, scriverò quello che sentirò, quando lo sentirò.

Oggi restiamo in silenzio.

No, we weren’t prepared, we intimately thought – hoped – that she was eternal. Yes, after all I was a little prepared, if it is possible to prepare for a passing. Yes, I expected it a little, also for personal reasons (I saw my mother after my father died, she survived for 23 months). No, I have not written a pre-obit, I will write what I feel, when I’ll feel. Silence now.





Breaking News – Sotto controllo medico

Buckingham Palace ha appena emesso un comunicato sullo stato di salute della Regina.

Il testo recita:

Following further evaluation this morning, The Queen’s doctors are concerned for Her Majesty’s health and have recommended she remain under medical supervision.

The Queen remains comfortable and at Balmoral.

(In seguito a nuove valutazioni nella mattinata, i medici i della Regina sono preoccupati per la salute di Sua Maestà e hanno raccomandato che rimanga sotto controllo medico. La Regina resta tranquilla a Balmoral)

Le foto del giorno – Back to school!

Lo sapevamo e ora abbiamo anche la prova fotografia: i Cambridge si sono trasferiti nel piccolo Adelaide Cottage, all’interno del parco di Windsor, così potranno stare più vicini alla Regina (appena tornerà da Balmoral). Tra i grandi cambiamenti che la scelta comporta, c’è una nuova scuola per i principini, così George e Charlotte hanno detto addio alla Thomas’s Battersea nel centro di Londra e ieri hanno fatto il loro ingresso alla Lambrook, nel Berkshire, non lontano dalla nuova casa. Con loro anche il piccolo Louis, che a quattro anni inizia la carriera scolastica. All’ingresso bambini e genitori sono stati accolti dal preside Jonathan Perry; a lui William ha detto che i figli sono contenti e curiosi, e hanno molte domande sulla nuova scuola.

Com’è tradizione nel Regno Unito, i bambini indossano la divisa dell’istituto: scarpe e calzini blu per tutti e per i maschietti bermuda blu e camicia bianca a riquadri. Un po’ punitiva quella della povera Charlotte che, nonostante l’allegria dei quadretti di Vichy bianchi e blu, la fa sembrare un’orfanella uscita dalle pagine di Oliver Twist. La cui versione cinematografica che vidi da bambina – benché fosse un musical peraltro premiatissimo agli Oscar – fu all’origine di molti miei incubi (soprattutto la scena in cui il povero Oliver/Mark Lester chiede un altro po’ di zuppa). Mi permetto di dire che nemmeno Charlotte sembra entusiasta ma cara, tranquilla, non hai idea delle tiare che ti aspettano tra qualche anno!

Contrariamente al solito, Catherine non si è vestita in nuance con la famigliola, optando per un abito a pois color crema su fondo rame del brand britannico Rixo. A questo punto, vista la recente passione della duchessa per i pois, si rende necessario un apposito post.

A margine, molta della stampa non ha evitato una piccola polemica con i Sussex, visto che Meghan aveva recentemente dichiarato che rimanendo nel Regno Unito non avrebbe potuto accompagnare e riprendere i figli a scuola a causa del continuo assalto dei paparazzi. Che non ci sono se non convocati in occasioni speciali, tipo appunto il primo giorno di scuola.

A questo punto ai tre piccoli Cambridge direi in bocca al lupo ma dato che in inglese si dice break a leg cioè “rompiti una gamba eviterò”. Viva il lupo!

Notizie & dettagli

Iniziamo con la notizia, da prendere senza ansia: su richiesta dei medici che la seguono Her Majesty ha cancellato la riunione col Privy Council prevista per questa sera. L’incontro sarebbe avvenuto online, ma la Regina ieri ha avuto una giornata piena e si è stancata, per cui le è stato raccomandato il riposo; la riunione verrà riorganizzata.

(Ph: Jane Barlow/PA)

Ieri la sovrana ha ricevuto prima Boris Johnson e poi Liz Truss, l’uno ha rimesso l’incarico da Prime Minister, l’altra lo ha ricevuto e ha formato il nuovo governo. Lei non si è sottratta – né saprei dire se avrebbe potuto – e ha ripetuto i gesti compiuti già per tredici volte, consapevole che uno dei ruoli della monarchia è assicurare la continuità, e rassicurare il Paese mostrandosi, facendosi vedere. L’abbigliamento di Sua Maestà ha colpito molti, compresa Lady Violet, che si sarebbe aspettata la sua classica mise; abito – magari in lana pesante dato il clima scozzese – una bella spilla e l’immancabile borsetta. La borsa c’era, il resto no; allora ho fatto una piccola ricerca, da cui è emerso che anche in precedenti occasioni – ad esempio udienze di capi di governo del Commonwealth – la Regina indossava cardigan di cashmere e gonna in tartan. Che ovviamente non è un tartan qualunque, ma il Balmoral (Original): su un fondo color grigio granito linee nere e rosse si intrecciano a formare gli scacchi.

(Ph: Scottish Register of Tartans)

Questo tartan compare a metà dell’Ottocento; secondo la tradizione sarebbe stato disegnato nel 1853 dal Principe Albert, consorte di Queen Victoria, ma The Scottis Register of Tartan sottolinea che la sua origine è ancora oggetto di ricerca. Il suo indosso è riservato alla Regina, e solo lei può autorizzarne l’uso al suo entourage

Il 1853 è anche la data della posa della prima pietra da parte di Victoria per l’ampiamento del castello, voluto dal Principe Consorte, che trasformò Balmoral in una delle residenze più amate dalla coppia, e dopo la sua morte dalla regina vedova. Victoria è presente dappertutto, ma non pensavo di trovarla anche sulla parete della Drawing Room. Soprattutto non pensavo di trovare quel quadro: alla destra del camino, nonostante il riflesso si vede uno dei dipinti che la ritraggono in compagnia di John Brown; sembra l’opera di Sir Edwin Landseer Queen Victoria at Osborne, che dovrebbe trovarsi appunto a Osborne House, sull’isola di Man; questa dunque potrebbe essere una copia, che rende la cosa ancora più interessante.

Brown, già gillie di Albert (cioè una sorta di attendente che accompagnava il principe e i suoi ospiti nelle battute di caccia e di pesca) dopo la sua morte divenne un sostegno irrinunciabile per Victoria, tanto che questo insolito rapporto fece nascere varie voci. Gli stessi figli della sovrana disapprovavano, e a quanto si sa il figlio Edward VII, una volta divenuto Re, avrebbe fatto sparire le tracce della presenza di Brown. Che a sorpresa è riuscito nella più importante delle occasioni.

Le foto del giorno – Lilibet meets Liz

La foto c’è, inizia ufficialmente il premierato di Liz Truss, quarantasettenne ex Ministro degli Esteri nel Governo Johnson, eletta ieri leader del partito conservatore e da oggi Prime Minister del Regno Unito. È la terza donna a ricoprire la carica dopo Margaret Thatcher e Theresa May, ed è stata la seconda a guidare il Foreign Office.

(Ph: Jane Barlow/PA)

Come sapete, a causa dei problemi di mobilità della Regina, Truss ha ricevuto l’investitura a Balmoral piuttosto che in una sede istituzionale come Buckingham Palace (o il castello di Windsor), nell’elegante Drawing Room, arredata in una delicata tonalità di verde. Quanto a ciò che ci interessa davvero – cioè la salute di Sua Maestà, mai più fotografata da quando è arrivata nella residente scozzese, il 21 luglio – devo dire che non mi sembra troppo diversa da come l’abbiamo vista le ultime volte: molto dimagrita, si appoggia al bastone ma il caldo sorriso è quello di sempre. Piuttosto mi stupisce l’abbigliamento, letteralmente come stava per casa; non manca però la borsetta, un modello vintage con cui veniva fotografata già negli anni ’70.

(Ph: Jane Barlow/PA)

La formula ufficiale recita “Ms Truss accepted Her Majesty’s offer and kissed hands upon her appointment as Prime Minister and First Lord of the Treasury” (la Signora Truss ha accettato l’incarico di Sua Maestà e ha baciato le mani al momento della sua nomina a Primo Ministro e primo Lord del Tesoro) ma ci assicurano che il baciamano non c’è stato, è bastata una stretta di mano. Prima di Liz Truss, la regina aveva ricevuto il dimissionario Boris Johnson, che ha rimesso il mandato.

(Ph: Andrew Milligan/PA)

Entrambi i Prime Minister, entrante e uscente, erano con i rispettivi coniugi ma mentre Hugh O’Leary, marito di Liz, ha tenuto un profilo basso lasciando la scena alla moglie, Carrie Johnson ha pensato bene di accompagnare Boris con un abito lungo fucsia, con profondo spacco sulla schiena, adattissimo alla mattina, a un incontro con la Regina e alla giornata piovosa. Dobbiamo commentare?

Nei settant’anni di regno Her Majesty ha avuto quindici Prime Minister, compresa Liz Truss; in basso trovate l’elenco dei nomi. Quando Elizabeth salì sul trono guidava il governo Winston Churchill, che era un buon amico del padre George VI e fu fondamentale per lei, sostenendola nei primi passi da sovrana. Nell’elenco però compare un’altra persona che ha avuto rapporti stretti con un royal, e forse non ve lo aspettate. Gordon Brown in gioventù ebbe una relazione con Margareta di Romania, quando studiavano all’università di Edimburgo. Una relazione che entrambi hanno più volte ricordato con tenerezza e durò cinque anni. Più di quanto lui è rimasto a Downing Street. Perché si sa il potere è volatile, più dell’amore.


Winston Churchill (Conservative) fino al 1955
Anthony Eden (C) 1955/57
Harold Mcmillan (C) 1957/63
Alec Douglas-Home (C) 1963/64
Harold Wilson (Labour) 1964/70
Edward Heath (C) 1970/74
Harold Wilson (L) 1974/76)
James Callaghan (L) 1978/79)
Margaret Thatcher (C) 1979/90
John Major (C) 1990/97
Tony Blair (L) 1997/07
Gordon Brown (L) 2007/10
David Cameron (C) 2010/16
Theresa May (C) 2016/19
Boris Johnson (C) 2019/22
Liz Truss (C)

Che fantastica storia

La Giordania sta diventando la terra dei royal wedding! Oltre ai due annunciati questa estate, quello del principe ereditario e quello della sorella Iman, ne è arrivato uno a sorpresa che vi delizierà sia se siete accaniti royal watcher sia se invece siete semplicemente romantici. Gli sposi si chiamano Ghazi e Miriam.

Per raccontare questa storia però dobbiamo fare un lungo passo indietro, e passare dalla Giordania alla Spagna, terra d’esilio di Simeon, Zar dei Bulgari. Figlio di Boris III e di Giovanna di Savoia, l’improvvisa (e forse non naturale) morte del padre lo mette sul trono a soli sei anni; un referendum popolare ce lo toglie quando ne ha nove, e da allora comincia l’esilio. Prima ad Alessandria d’Egitto dai nonni materni Vittorio Emanuele III ed Elena, poi in Spagna su invito di Francisco Franco. Qui Simeon vive gran parte della sua vita fino al 2001, quando il suo partito vince le elezioni, e lui diventa Primo Ministro di quello che era stato il suo regno.

Il 20 gennaio 1962 Simeon aveva sposato a Madrid la spagnola Margarita Gómez-Acebo y Cejuela, e a Madrid il 2 dicembre dello stesso anno nasce il primo dei cinque figli della coppia: Kardam, Principe di Tărnovo. Sarebbe l’erede al trono, se ce ne fosse ancora uno; ma il giovanotto ha i piedi per terra, studia e si laurea in economia agraria negli USA, alla Penn University. Nel luglio del 1996 sposa la sua fidanzata spagnola, Miriam Ungría y López, figlia del presidente onorario del Collegio Araldico di Spagna e delle Indie. Miriam è laureata in storia dell’arte, poi ha seguito corsi di gemmologia e gioielleria, ed è diventata designer di gioielli.

Nascono due figli, Boris e Beltrán; pur onorando gli obblighi legati al rango la coppia conduce un’esistenza tutto sommato semplice a Madrid. Purtroppo certe storie non hanno lieto fine: come nel film Il sorpasso, il giorno di ferragosto del 2008 i Principi di Tărnovo restano vittime di un gravissimo incidente nella capitale spagnola. Lei viene ricoverata con un gomito fratturato e varie contusioni, ma lui ha subito un trauma cranico. A gennaio 2009, pur rimanendo seria, la sua situazione sembra migliorata e viene dimesso. Kardam affronta complesse terapie convenzionali e sperimentali che sembrano funzionare, ma si aggrava nuovamente ed entra in coma. Non si sveglierà più. Muore il 7 aprile 2015, poco meno di sette anni dopo l’incidente. Miriam ha cinquantadue anni e due figli adolescenti; tutti e tre hanno passato un lungo periodo tra il limbo e l’inferno.

Si trasferiscono a Londra, lei si butta nel lavoro con rinnovata energia. Nel 2017 le sue creazioni sono protagoniste di due mostre; una per la prima volta in terra bulgara, l’altra in Giordania, alla Jordan National Gallery of Fine Arts, col supporto della famiglia reale hashemita. Non sappiamo se la scintilla sia scoccata in quella occasione, né sappiamo alcunché di questa love story, vissuta nel riserbo più assoluto e venuta alla luce solo ieri, quando un comunicato ufficiale della Corte ha dato l’annuncio. Miriam, Principessa vedova di Tărnovo è ora Maryam al Ghazi. In un’intima cerimonia ad Amman, alla presenza del Re di Giordania, ha sposato il Principe Ghazi bin Muhammad. La sposa ha compiuto 59 anni il 2 settembre, lo sposo ne ha tre di meno, è divorziato e ha quattro figli. Suo padre era il Principe Muhammad bin Talal, fratello minore del compianto Re Hussein, padre dell’attuale sovrano, che è dunque suo primo cugino. Ghazi varie volte ha esercitato le funzioni di reggente per il re, ed è una persona davvero interessante. Laureato in filosofia, ha studiato a Princeton e a Cambridge. Ha ricevuto il dottorato in filosofia islamica all’università egiziana di Al-Azhar con una tesi sull’amore nel sacro Corano, e nel 1993 aveva ricevuto il PhD in letteratura medioevale e moderna con una tesi dal titolo What is Falling in Love? A Study of the Literary Archetype of Love (Che cos’è l’innamoramento? Uno studio sull’archetipo letterario dell’amore. E noi siamo ancora fermi ad Alberoni…)

Ghazi è noto anche in Occidente per il grande impegnato dedicato al dialogo interreligioso; è l’autore di A common word, documento sottoscritto da 138 leader religiosi islamici che è diventato la pietra miliare del dialogo tra cristiani e musulmani. Conferma di questo impegno è forse anche il fatto che la sposa non si è convertita all’Islam.

Insomma ci è già simpatico, simpatia che ci fa perdonare i pantaloni con l’orlo à la Albert (de Monaco) e i sottostanti stivaletti. Semplice ed elegante la sposa con un abito color madreperla, il modello Valentina della maison spagnola Cortana. Un classico della maison; in seta blu e in versione cocktail, lo ha indossato anche la Reina Letizia nel 2016, alla festa per i quarant’anni del quotidiano El Pais.

Lady Violet confessa, da quando è arrivata la notizia continua a sentire la voce di Venditti che canta che fantastica storia è la vita!

Di pari passo con l’amore e la morte

Da ragazzina vidi un film, una storia d’amore e morte durante la guerra dei cento anni, con Anjelica Huston – figlia di John, che del film era regista – e Assi Dayan, figlio del generale Moshe (che invece col film non c’entrava nulla). Più della trama mi è rimasto in mente il titolo, Di pari paso con l’amore e la morte, e si è riaffacciato scrivendo queste poche righe. In questa fine estate ci sono alcuni importanti anniversari di morti reali – il 31 agosto erano 25 anni dalla scomparsa di Diana, il 14 settembre saranno 40 da quella di Grace – e c’è quello di oggi, altrettanto reale. Dove l’aggettivo reale non deriva da rex, relativo al re e a ciò che gli gira intorno ma da res, ciò che esiste davvero.

E nella nostra storia è esistito davvero il 3 settembre 1982, quando a Palermo morirono sotto i colpi di un agguato mafioso il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e sua moglie Emanuela Setti Carraro. L’agente di scorta Domenico Russo si spense giorni dopo, per le ferite riportate. I Dalla Chiesa erano a bordo dell’auto di lei, e ricordo che all’epoca molti giornali stranieri sottolinearono come il Generale avesse cercato di difendere la moglie col suo corpo. Ultimo gesto eroicamente naturale di un uomo che aveva vissuto con rigore e sobrietà un eroismo che a tutti pareva tale tranne che a lui. Mio padre lo aveva conosciuto, e ricordo durante i funerali trasmessi in televisione una lacrima che scivolava sotto i suoi occhiali e rotolava lenta sulla sua guancia. Il Generale e la crocerossina, come in un romanzo, di pari passo con l’amore e la morte. Al netto degli aspetti storici politici e criminali, tragicamente intrecciati, mi piace pensare che dopo tanti anni sia rimasta splendente la memoria di un amore. Quell’amore che abbiamo raccontato qui (La foto del giorno – 3 settembre)