A Royal Calendar – 21 agosto 1930

Se avesse ereditato anche lei la forte fibra materna, oggi la Principessa Margaret compirebbe 90 anni. Invece una salute fragile, probabilmente compromessa da uno stile di vita non propriamente sano, l’ha portata alla tomba nello stesso anno della madre, e con sette settimane di anticipo.

Margaret Rose – che il padre chiamava “la mia gioia” mentre la sorella maggiore Elizabeth era “il mio orgoglio” – nasce il 21 agosto 1930 a Glamis Castle, prima royal baby dopo più di 300 anni a venire alla luce in Scozia. Il maniero è dal 1372 residenza dei Conti di Strathmore and Kinghorne, il casato cui appartiene la madre della piccola, Elizabeth Bowes-Lyon, all’epoca Duchessa di York. Sorge a nord di Dundee, e secondo la tradizione avrebbe ispirato a Shakespeare il celeberrimo Dramma Scozzese. Alcune fonti citano il fatto che la sua nascita fu registrata nel registro parrocchiale con qualche ritardo, per evitare che le fosse assegnato il numero 13, la scaramanzia che non ti aspetti!

Alla nascita è quarta nella linea di successione dopo lo zio David, il padre e la sorella maggiore; i genitori avrebbero voluto chiamarla Ann, ma il nonno George V impone il nome di Margaret, che in famiglia per tutti diventa Margot. Nel giro di sei anni cambia tutto e la principessa diventa seconda dopo Elizabeth, the heir and the spare; con la sorella avrà un rapporto spesso conflittuale, sempre molto stretto.

Piccolina e graziosa, a diciassette anni è damigella d’onore alle nozze di Elizabeth e Philip, in un abito del sarto preferito dalle royal ladies, Norman Hartnell, che la veste anche per i primi ritratti ufficiali. A ventun anni però Margaret sceglie Dior, un abito splendido, protagonista della mostra Dior Designer of Dreams, al Victoria & Albert Museum, versione British della mostra organizzata a Parigi per i 70 anni dal New Look (Lady Violet ha avuto la fortuna di vederle entrambe).

La principessa intanto si è innamorata; lui è Peter Townsend, colonnello della RAF, eroe della Battle of Britain e scudiero del Re. Peter ha sedici anni più di lei, e soprattutto è già sposato e ha due figli. All’inizio non lo sa nessuno, poi qualche voce inizia a girare, presto eclissata da altre più gravi notizie: il 6 febbraio 1952 George VI muore, e la figlia Elizabeth gli succede sul trono. Arriva il giorno dell’incoronazione, il 2 giugno 1953, e qui succede qualcosa di clamoroso. Margaret viene vista togliere un pelucco dall’uniforme di Peter, che nel frattempo ha divorziato; un gesto così intimo è la prova di un’affettuosa consuetudine.

È una love story che incanta tutte le ragazze degli anni ’50, ma finisce male: secondo il Royal Marriages Act del 1772, che regola il matrimonio dei membri della Royal Family, le nozze devono essere autorizzate dalla sovrana. Che è giovane e all’inizio del suo regno, e non se la sente di avallare una unione non accettata dalla Chiesa Anglicana, di cui è il capo. Si decide di aspettare che Margaret compia i 25 anni; a quell’età il consenso regale non è più necessario e potrà decidere autonomamente. Alla fine la principessa rinuncia. Per senso di responsabilità, o per non perdere i suoi privilegi; probabilmente per entrambe le ragioni. Townsend è già stato spedito all’ambasciata di Bruxelles, Margaret resta a Londra dove diventa la regina della jeunesse dorée.

Incontra Tony Armstrong-Jones, un fotografo con poche gocce di sangue blu, belloccio affascinante e assai creativo (sarà lui a organizzare la cerimonia che incoronò Charles Principe di Galles). Decide di sposarlo quando Townsend le scrive annunciandole le sue nozze con una giovanissima fanciulla belga. Quello tra Margaret e Tony – creato nel frattempo Conte di Snowdon – è il primo royal wedding ripreso dalle telecamere della BBC; se duemila ospiti affollano Westminster Abbey, 300 millioni si godono lo spettacolo da casa.

La sposa arriva al braccio del cognato Philip, con un abito d Norman Hatnell, sontuoso nella linea ma sobrio nella decorazione. Se l’abito è semplice, la tiara è davvero sfarzosa: sulla testa di Margaret brilla la favolosa Poltimore. Creata da Garrand negli anni 70 dell’ottocento per Florence, moglie del Barone Poltimore, smontabile in modo da ottenere un collier e 11 spille, la tiara ha ornato varie teste prima di finire all’asta nel 1959. Qui è stata acquistata dalla principessa – o dalla Regina, o dalla Regina Madre, come di dono di nozze – che l’ha indossata molto spesso su complesse acconciatura in grado di donare svariati centimetri al suo modesto metro e 55. Principessa e tiara sono protagoniste di una delle fotografie più iconiche dell’epoca: Margaret a mollo nella vasca da bagno, con addosso solo la Poltimore. In una foto scattata da Tony, of course.

Nascono due figli, David nel 1961 e Sarah nel 1964; il matrimonio va avanti tra alti e bassi – soprattutto bassi – costellato di eccentricità, bevute, tradimenti, la probabile bisessualità di lui; nel 1976 arriva la separazione e nel 1978 il divorzio. Margaret inteccia una relazione con il biondo e capelluto Roddy Llewellyn, e questa volta è lui ad essere più giovane, di 17 anni.

Come spesso accade alle signore agée che frequentano giovanotti col ciuffo lui a un certo punto si innamora di una coetanea e la sposa. Lei intensifica le stranezze, i capricci, e una serie di comportamenti poco educati e per niente regali. I problemi di salute si aggravano, il viso è gonfio, i piedi infilati in sandali ortopedici sempre più simili a ciabatte; resta lo sguardo impertinente dei begli occhi azzurri.

Il 6 settembre 1997 è un giorno rimasto nella memoria collettiva; Londra e il Regno Unito si fermano per i funerali di Diana. La Royal Family è schierata davanti i cancelli di Buckingham Palace, lo stendardo reale è a mezz’asta. Al passaggio del feretro la Regina, e altri con lei, chinano il capo. Margaret no, un gesto né regale né pietoso. Certo, le cronache parlano di un rapporto tra le due che si è andato deteriorando fino al collasso dopo l’improvvida intervista televisiva della Principessa di Galles che Margaret aveva condannato duramente, considerandolo un comportamento non adatto a una reale (materia su cui pare desse spesso molti consigli). Sfortunatamente non lo fu neanche il suo, in un momento in cui era richiesto ben altro che una ripicca personale.

La fine è una lunga agonia: due ictus che la lasciano cieca a un occhio e semiparalizzata. Il 9 febbraio 2002 la morte.

Essendo una ragazza degli anni ’60 ho molti ricordi diretti della vita di Margaret, regina dei rotocalchi spesso suo malgrado. Mi ha sempre dato l’idea di una figura tragica, come se davvero la nascita nel castello di Macbeth l’avesse segnata con una maledizione.

Le foto del giorno – Anne at 70

Il 15 agosto in Italia è una giornata di festa, che riunisce quella romana detta Feriae Augusti – il riposo di Augusto, istituita nel 18 d.C. dall’imperatore che diede il suo nome al mese – e quella cristiana dell’Assunzione di Maria in cielo. È il culmine dell’estate, che da questo momento accelera la sua corsa dell’autunno, e come tale è diventata la festa dello sbraco magno, per cui Lady Violet non si aspetta che in questa giornata vi ricordiate di fare una sosta sul suo sofà, ma oggi non può esimersi dal ricordarvi che in terra albionica, abitualmente estranea al culto del ferragosto, oggi si celebra un importante compleanno: i settant’anni della Princess Royal, Anne. Ecco dunque le fotografie ufficiali della festeggiata, scattate nella sua residenza da John Swannell, nel febbraio scorso.

Si parte con Anne sorridente in abito da sera bianco – tre fili di perle al collo e orecchini en pendant, chiaramente ispirati allo stile materno – seduta su una poltroncina dorata, in stridente contrasto col pavimento di pietra e il tavolo fratino sullo sfondo. Bene, ora andate a riportare la poltroncina dove l’avete presa.

Verde bosco per il primo piano, illuminato da una delle spille più amate dalla principessa: un nastro in oro giallo con piccoli brillanti (secondo qualcuno in verità più simile a un serpente), vista per la prima volta appuntata sulla sua spalla nel febbraio 1969, durante la visita di Frank Borman, comandante dell’Apollo 8, a Buckingham Palace.

Il bosco c’è davvero come sfondo a un’immagine meno formale – e tutto sommato più aderente al personaggio – in campagna con pantaloni e una camicia a scacchi, piuttosto rischiosa per chiunque non abbia la struttura esile di questa sportivissima e dinamica signora.

In questi giorni la Royal Family ha diffuso moltissime fotografie della Princess Royal, ad ogni età e in ogni occasione. Questa, con Anne abbracciata al protettivo big brother Charles, è la preferita di Lady Violet, che vi rassicura: sta scrivendo un post tutto dedicato alla Princess Royal, a breve sul sofà.

Le foto del giorno – Happy birthday Signora Mapelli Mozzi!

È il destino di tutti quelli nati nel pieno dell’estate: da piccoli niente torta coi compagni a scuola né festicciola con tutta la classe, e anche crescendo temo che gli auguri arrivino a singhiozzo, perché magari non tutti si ricordano in tempo. Noi invece ricordiamo bene e siamo pronti per festeggiare il primo compleanno da sposata di HRH Princess Beatrice of York, Mrs. Mapelli Mozzi.

Deliziosa la foto, finora inedita, pubblicata da mamma Sarah e accompagnata da un messaggio pieno d’amore, con Beatrice bambina in giardino con un leggero abito bianco. Immaginiamo che il padre Andrew avrà fatto i suoi auguri in privato, dato che il suo account twitter è fermo al novembre scorso, dopo il disastro dell’intervista alla BBC sul suo coinvolgimento nell’affaire Epstein.

Anche una delle due immagini scelte dalla sorella Eugenie mostra loro due piccole e adorabili in abitoni a fiori, in contrasto col rigore della mise materna; nell’altra invece le due fanciulle in versione nature mostrano il grande affetto che le lega.

Quanto all’augusta nonna, il suo account oggi è stato il primo a fare gli auguri alla nipote con una foto che le ritrae durante la cerimonia reale del Maundy Thursday il giovedì santo del 2012 nella cattedrale di York. Dopo il matrimonio di tre settimane fa di Beatrice non si hanno ulteriori notizie oltre a quelle del viaggio di nozze in auto nel sud della Francia. Quanto a Her Majesty, ha raggiunto qualche giorno fa Balmoral accompagnata dal Principe Philip, ma la reintroduzione del lockdown nella vicina Aberdeen spinge alla massima cautela. Per questo domani la Regina non parteciperà come tradizione alla messa a Crathie Kirk, e non è detto che possa tornare a farlo nelle prossime settimane.

A Royal Calendar – 4 agosto

Una giorno ad alta densità royal!

Il 4 agosto 1900 nasce Elizabeth Angela Marguerite Bowes-Lyon; sorprendentemente, il luogo non è certo. Ufficialmente è Londra, come lei stessa ebbe a dichiarare nel 1980 in occasione delle celebrazioni per l’ottantesimo compleanno; e la capitale risulta anche su un passaporto risalente agli anni ’20. Sembra però che il suo certificato di nascita riporti la contea di Hertfordshire, dove i Bowes-Lyon avevano una casa di campagna nel villaggio di St. Paul’s Walden. Possibile che l’equivoco sia nato perché il padre Claude non era presente alla nascita della nona figlia; la bimba fu registrata solo a fine settembre, ma fu sicuramente battezzata nella chiesa del villaggio. Ed è sempre qui che il 23 gennaio 1923 l’allora Duca di York arrivò al volante della sua auto sportiva per chiedere in moglie Elizabeth, e ne ottenne l’agognato sì. Una volta ascesa al trono a fianco del marito George VI, la Queen Consort inaugurò a St. Paul’s Walden una targa che ne ricordava la nascita nel villaggio. Episodio curioso di una donna fuori dall’ordinario, bellissima nei ritratti fotografici di Cecil Beaton.

Il 4 agosto 1906 nasce a Ostenda Marie José Charlotte Sophie Amèlie Henriette Gabrielle, terza figlia di Albert e Elisabeth, Principi Ereditari del Belgio, che tre anni dopo diverranno sovrani. La sua vita come Regina Consorte d’Italia fu brevissima e movimentata, e anche da Principessa di Piemonte ebbe i suoi problemi in famiglia, col marito e col Capo del Governo. Lady Violet confessa di non essere una grande fan dei Savoia, e di non aver approfondito più di tanto la vicenda dell’affascinante Maria José. Da crocerossina, però, non può non ricordarla nel ruolo di Ispettrice Generale del Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana, incarico che le fu conferito il 1 settembre 1939, giusto in tempo per la guerra, in cui si distinse notevolmente.

Il 4 agosto 1961 nasce a Honolulu Barack H Obama, avvocato e 44° Presidente USA. Naturalmente non è un royal e sì, lo so, nel corso di un ricevimento a Buckingham Palace sua moglie Michelle fece inarcare più di un sopracciglio cingendo con un braccio le spalle della Regina. Her Majesty ricambiò il gesto e tacitò ogni commento dicendo si era trattato di un comportamento assolutamente naturale e reciproco – né ci saremmo aspettati nulla di diverso – ma c’è da dire che ogni volta che si è trovata insieme a Obama la Regina ha sfoggiato sempre un gran sorriso, che sembra assai più convinto e spontaneo di quelli riservati al 45° Presidente. E del cavalluccio a dondolo regalato al piccolo George in pigiama e vestaglia ce ne vogliamo scordare?

Il 4 agosto 1981 nasce a Los Angeles Rachel Meghan Markle, Duchessa di Sussex a fasi alterne. Questa è l’immagine con cui l’account della Royal Family le ha fatto gli auguri, e curiosamente Sua Maestà indossa lo stesso cappellino della fotografia precedente. Meghan invece ritenne di non dover imitare la nonna acquisita nella visita che insieme compirono a Chester e si presentò a capo scoperto. Purtroppo la sua coiffure si decompose nel corso della giornata, peccato. La coincidenza della sua nascita nel giorno dell’amatissima Queen Mother non è passata inosservata: un’amica di Lady Violet esperta di astrologia spiegava quanto sia forte il Leone all’interno della Royal Family: segno di nascita della Queen Mom delle principesse Margaret e Anne e luna di nascita sia della Regina sia del marito Philip. Vedremo se tutto ciò avrà un’evoluzione; da parte sua, Lady Violet ha Marte in Leone, meglio di niente!

Infine non un compleanno ma l’anniversario di un battesimo: il 4 agosto 1942 viene battezzato Michael di Kent alla presenza della nonna Mary, dei sovrani e della futura regina, la sedicenne cugina Elizabeth. Forse perché nato un mese prima, il 4 luglio, Independence Day negli USA, i suoi padrini figurava anche – rappresentato dal padre del piccolo – il Presidente americano Roosevelt (il nome completo del principe è Michael George Charles Franklin). A tre settimane esatte da questa fotografia la tragedia: il Duca di Kent, muore in un incidente aereo a soli 39 anni; Michael aveva 52 giorni, il fratello Edward quasi sette anni, la sorella Alexandra cinque e mezzo.

Bea & Bea spose d’estate

Hanno lo stesso nome, hanno più o meno la stessa età, festeggiano entrambe il compleanno in agosto, e entrambe hanno scelto di andare all’altare in piena estate.

La prima, Beatrice di York, è diventata Mrs Mapelli Mozzi da appena due settimane, e qualche giorno fa è stata avvistata col neomarito a zonzo nel sud della Francia a bordo di una piccola auto stipata di valigie, una giovane coppia innamorata come tante. Non ci sono fotografie, per fortuna, ma quella ancora inedita usata per i ringraziamenti ha attratto l’attenzione perché nascosto dietro lo sposo e padre si intravvede il piccolo Wolfie, calzoncini azzurri al ginocchio e camicia chiara. Anche in questo apprezzabile sobrietà nei confronti di un piccino che si troverà comunque sotto i riflettori; senza fretta, si spera.

L’altra Beatrice, Borromeo Taverna Arese, è da poco testimonial di Buccellati, collaborazione partita ovviamente un po’ sottotono causa pandemia. Un’immagine tutto sommato speculare a quella di Kitty Spencer testimonial di Bulgari, simbolo del glamour internazionale, mentre la Borromeo incarna meglio tradizione e raffinatezza dell’artigianato artistico (signore rassegnamoci, le grandi maison di gioielleria del nostro Paese puntano su bionde ed eteree fanciulle).

Questa Beatrice qui oggi festeggia i cinque di matrimonio con Pierre Casiraghi, allietati da due bambini – Stefano e Francesco, nomi de famille – biondi e bellissimi come i genitori. Contrariamente alla sua omonima britannica però, le sue nozze furono tutto tranne che low profile: una settimana di festeggiamenti tra le due cerimonie: il 25 luglio le nozze civili a Monaco nel Palais princier chez lo zio di lui, il 1 agosto quelle religiose alle Isole Borromee, proprietà della famiglia di lei. Pronti per un ripasso? A Royal Calendar – 1 agosto 2015

Sarò Franca

Sarò franca, Lady Violet considera Franca Valeri la più grande attrice italiana – più grande anche della Magnani – un caposaldo della cultura del Novecento, con un ruolo speciale nella storia delle donne e della loro evoluzione nel nostro Paese.

Lo scorso 8 maggio ha ricevuto il David Speciale, dato che incredibilmente non solo non era stata mai premiata, ma neanche mai candidata. Il suo commento alla notizia: «Che lusso!»

Che lusso per noi goderci Franca, il suo humour e la sua splendida mente da un secolo!

Uno dei primi post del blog Lady Violet, innamorata e fedele, lo ha dedicato a lei A Royal Calendar – 31 luglio 1920

E un piccolo regalo per voi, Franca e la moda https://patrimonio.archivioluce.com/luce-web/detail/IL5000038245/2/italia-franca-valeri-e-moda.html&jsonVal=

Diana the bride

L’anno prossimo saranno 40 anni tondi tondi da quel mercoledì di luglio in cui andò in scena quello che veniva presentato come il royal wedding del secolo. E finì per esserlo, anche se forse non nel senso sperato.

C’è ancora qualcosa che non sappiamo degli sposi? O meglio, della sposa, poiché è noto che nei matrimoni lo sposo è poco più di un accessorio? Lady Violet prova a raccontarvi qualcosa che forse non conoscevate, altrimenti potreste comunque trovare piacevole il ripasso. Quando la giovanissima Diana uscì da Clarence House – nei mesi precedenti le nozze era stata ospite della Queen Mother che immagino avrebbe dovuto addestrarla al ruolo che l’aspettava – si svelò il segreto meglio custodito dell’epoca: il suo abito. Una enorme meringa di taffetà che spinta a forza nella Glass Coach dove entrava a fatica finì molto poco elegantemente per stazzonarsi. Gli autori di cotanta creazione, i coniugi David e Elizabeth Emanuel (anche loro divorziarono, e prima dei Principi di Galles), avevano preparato una seconda versione dell’abito, nel caso la prima fosse stata scoperta. Come sappiamo il cambio non fu necessario, in compenso l’altro abito a un certo punto scomparve dall’atelier e se ne è persa ogni traccia.

In ossequio alla tradizione something old something new, something borrowed, something blue, l’abito rappresentava il nuovo e i preziosi pizzi antichi che lo decoravano il vecchio. Per il blu, un fiocchetto navy era stato cucito all’interno del vestito; in segno di buon augurio David Emanuel aveva appuntato anche un piccolo ferro di cavallo in oro e brillantini, che evidentemente non ha funzionato granché. Ma prima di scagliarci contro il potere di talismani e amuleti – conoscete la differenza? i primi attirano la fortuna, i secondi proteggono dal male – e contro gli sprovveduti che ci credono, sarebbe necessario sapere il verso in cui era stato cucito il ferro di cavallo, dato che per un agire positivamente le punte devono stare all’insù. Vuoi vedere che hanno sbagliato? O la sventura fu causata dalla spilla da balia inavvertitamente lasciata appuntata? Poiché Diana dimagriva a vista d’occhio l’abito le fu praticamente rimodellato addosso il giorno stesso delle nozze.

Quanto al qualcosa di prestato, sicuramente si trattava dei gioielli di famiglia (la sua), e se della Spencer Tiara ormai si sa praticamente tutto, gli orecchini sono meno noti, anche perché su Diana non li abbiamo più visti. Di proprietà della madre Frances, sono dei pendenti composti da un diamante a goccia circondato da pietre più piccole. Devo dire che non mi fanno impazzire ma mi piace molto che la sposa abbia voluto indossare qualcosa di ciascuno dei due genitori, divisi da un feroce divorzio. Diana aveva portato gli orecchini in un’altra importante occasione: la prima uscita ufficiale da fidanzata – alla Goldsmith’s Hall il 9 marzo, per una raccolta fondi in favore della Royal Opera House – evento che più per i gioielli resterà nella memoria per l’abito esageratamente scollato e per l’incontro con la comprensiva Grace (in calce al post un video della soirée). Gli orecchini hanno continuato ad ornare le orecchie di Frances in momenti particolarmente importanti: il battesimo del nipote Harry, e poi il funerale della figlia Diana; alla sua morte nel 2004 sono stati ereditati dalla figlia maggiore Sarah.

E i sixpence in her shoe? Chissà se Diana aveva infilato una monetina in una delle sue scarpine di satin e pizzo ricamate di perline; con solo un accenno di tacco, per evitare che l’altissima sposa sovrastasse lo sposo. In compenso la suola era decorata, con le loro iniziali separate da un cuore (e qui temo che qualcuno potrebbe far notare che in fondo simbolicamente trattavasi di unione che veniva calpestata).

Una cosa che all’epoca mi colpì molto fu la presenza di fiori colorati non solo per le damigelle, che avevano anche una fascia giallo oro in vita, ma nel bouquet della sposa. Nel suo caso però erano dei boccioli della rosa gialla dedicata a Lord Mountbatten, scomparso due anni prima, e tutto si spiega.

Nella ricca composizione oltre alle rose c’erano gardenie, orchidee, fresie, mughetti, stephanotis, e poi edera e l’immancabile mirto. Pesava ben due chili, e superava il metro di lunghezza. La forma a cascata fu una scelta obbligata non solo per l’importanza del’evento e dell’abito, ma per una regola allora in voga: abito con lo strascico=bouquet a cascata, abito senza strascico=mazzolino rotondo. Ciò che ho scoperto qualche anno fa da un’intervista a David Longman, responsabile con la sua compagnia degli allestimenti floreali, è che furono realizzati due bouquet. Il primo, scortato da poliziotti in motocicletta, fu recapitato a Palazzo alle otto di mattina, mentre un altro uguale fu preparato durante la cerimonia. La ragione di questa doppia realizzazione va ricercata nel royal wedding del 1947 che unì l’allora Princess Elizabeth a Philip. Nel ritratto di famiglia la sposa ha le mani vuote: sembra che nel caos della giornata il suo bouquet sia andato perduto. Secondo Longman gli sposi furono richiamati dal viaggio di nozze, vestiti di nuovo con gli abiti della cerimonia e fotografati con un nuovo bouquet, naturalmente da soli. Il sito internet della Royal Family non fa alcuna menzione di questa storia, citando solo il fatto che come il giorno dopo la cerimonia il bouquet fu deposto sulla tomba del Milite Ignoto a Westmister Abbey, ma è indubbio che nelle fotografie di gruppo Elizabeth al contrario delle sue damigelle non tiene in mano il bouquet, che riappare nelle immagini in cui è sola con Philip.

In fondo l’Inghilterra è non è la patria del mistery?

Qui il video della prima uscita ufficiale dei royal fidanzati https://www.youtube.com/watch?v=XAvzNouZYvY

Qui invece il post sulle invitate Invitate al matrimonio del secolo

Royal chic shock e boh – 1986 Royal wedding edition

Un piccolo divertessement – davvero piccolo, le foto disponibili sono pochissime – per ricordare il matrimonio dei Duchi di York, celebrato il 23 luglio 1986 e concluso con un divorzio dieci ani dopo, anche se il legame tra i due non sembra essersi mai davvero interrotto.

Sarah la fidanzata

Il 16 marzo Buckingham Palace annuncia il fidanzamento del ventiseienne Andrew – terzogenito della sovrana, ufficiale della Royal Navy ed eroe della guerra delle Falklands – con la coetanea Miss Sarah Ferguson. Lei è figlia dell’istruttore di polo del fratello maggiore di lui Charles, dunque gravita intorno alla Royal Family da sempre, ma è un invito di Diana a innescare la scintilla tra i due. Sarah si presenta al mondo con la massa di capelli rossi trattenuti in un semiraccolto, poco o niente trucco, una blusa viola sotto un pesante tailleur blu stile esercito della salvezza con delle spalline talmente enormi che scivolano verso gli omeri. Chiariamo subito un punto, è vero che erano i favolosi anni ’80, ma Lady Violet c’era, e non si è mai vestita da quarterback. Quanto alle calze chiarissime, quelle erano davvero di moda insieme a quelle colorate. Anyway, shock.

Poi è la volta di una sessione fotografica più formale, all’interno del Palazzo: lui in alta uniforme, lei in abito da sera bicolore (non è chiaro se composto da uno o due pezzi) con un’abbondante gonna in lucido taffetà blu notte – sembra pure questa in due tonalità – e corpetto con maniche lunghe e scollatura bardot (ma ve la immaginate BB a Saint Tropez vestita così?) in una sfumatura di bianco che valorizza molto poco la sua pelle chiara da rossa. A corredo, i capelli supercotonati in un gonfio chignon. Difficile trovare qualcosa che la invecchi di più, e mi riferisco non solo all’aspetto ma anche alla posa imbalsamata e all’espressione fissa dei volti: pietrificata lei, vacuo lui, a stento trattenendo il riso entrambi. Rishock.

Sarah la sposa

Il matrimonio passa alla storia principalmente per due ragioni: la sceneggiata del bacio al balcone di Buckingham Palace – aggravata dalla damigella Zara con dita nel naso – e la sposa che arriva a Westminster Abbey col velo fermato da una corona di fiori, soprattutto gardenie, le preferite dello sposo. La sostituisce poi con la tiara d’ordinanza – dono dei suoceri, acquistata per l’occasione – una volta diventata principessa.

La robe de mariée, creata dalla stilista britannica Lindka Cierach, fu in fondo una piacevole sorpresa. Il modello è tipico del decennio; fortunatamente non abbonda in spalline imbottite o maniche super gonfie, ma purtroppo cade sui fiocchi, piccoli – e inutili – sulle spalle, enorme sul fondoschiena, da cui parte il lungo strascico, che in un abito da principessa non manca mai. Il fiocco però è un segno distintivo della sposa, il così detto Fergie Bow. Dimenticabili seppur principesche le maniche 3/4 che terminano a punta.

Tre i punti di forza: inanzi tutto il tessuto, un morbido satin avorio scelto per evitare che l’abito si stropicciasse come accaduto a quello di Diana; poi il corpino, quasi un bustino vittoriano che delinea benissimo la silhouette di Sarah (che per entrarci perse una dozzina di chili) e infine i ricami. Perline e fili d’argento disegnano il cardo scozzese e la vespa (in effetti un bombo), simboli dello stemma di lei, più onde e ancore a evocare il ruolo di lui.

Pezzo forte di tutta la decorazione la grande A di Andrew ricamata sullo strascico e intrecciata con la S di Sarah. La S si ripete anche nell’insolita forma del bouquet della sposa.

All’epoca mi piacque, in fondo non tutto ha, né deve avere, l’afflato dell’eternità, dunque chic.

Elizabeth la sublime

Di questa mise abbiamo parlato spesso come di una delle più eleganti della regina, soprattutto perché mette fine a un’epoca di stile non particolarmente felice durata per tutti gli anni ’70 e parte degli ’80.

Bello il modello, un soprabito 7/8 che si apre su una gonna plissé, splendido il colore, un intenso fiordaliso, favoloso il cappello di Philip Somerville, in una forma che Sua Maestà non aveva ancora indossato, e imprime davvero una svolta al suo stile. Lady Violet ha parlato più diffusamente di questa mise qui The Queen: dressing for wedding 3. Regalmente chic.

Susan la solare

Detta the bolter per la rapidità con cui aveva mollato il primo marito, il Maggiore Ronald Ferguson. per il secondo, l’affascinante argentino giocatore di polo Hector Barrantes, Susan Wright è la bella e sorridente madre della sposa.

Purtroppo non ci sono immagini a figura intera, e la sua mise va indovinata, ma da qual poco si intuiscono bellezza e una classe che non ha interamente trasmesso alla figlia.

Susan Barrantes morirà in un terrificante incidente stradale a soli 61 anni, ma Sarah troverà un modo tenero e bellissimo per ricordarla e averla vicina in un momento importante per la famiglia: la clutch che completa la sua mise alle nozze della figlia Eugenie è la Manolo Blahnik che la madre portava il giorno in cui lei sposò Andrew. E chissà se avrà fatto lo stesso la scorsa settimana alle nozze di Beatrice. Chic.

Diana la piratessa

La Principessa di Galles ha venticinque anni e due figli. Ha già acquisito la splendida figura per cui è universalmente nota, ma non ha ancora acquisito né l’allure della maturità né lo chic che le regaleranno i grandi couturier, Gianni Versace in testa. Per lei un abito in raso cangiante (come potete notare confrontando questa immagine con quella in cui segue il suocero e la Señora Barrantes) tra l’azzurro intenso e l’ottanio, inondato da bolli neri. Nero anche l’alto bustier che segna la vita. E siccome non bastava, si è piazzata in testa un cappello che avrebbe fatto la gioia di Iolanda la figlia del Corsaro Nero. Shock.

Nancy la copiona

Nonostante sia il matrimonio del cadetto, tra gli invitati c’è anche la First Lady Nancy Reagan. La quale durante la presidenza del marito è spesso vestita Valentino. Stavolta per essere sicura di non fare errori si ispira all’abito della madre dello sposo. Del royal wedding precedente però. E, cappello a parte, si veste esattamente come Her Majesty per le nozze di Charles e Diana. Ma non è che l’ha rubato? Boh.

William il marinaretto

Nei matrimoni con lo sposo in alta uniforme spesso i paggetti indossano abiti a lui correlati, magari ispirati alle uniformi storiche. In questo caso, con Andrew tenente della Royal Navy, al quattrenne nipotino William tocca di vestirsi da marinaretto. Lui comunque adorabile, gigioneggia con la sua partner in crime, la cuginetta Laura Fellowes (figlia di una delle sorelle di Diana, Lady Jane Fellowes). Irresistibile.

Ecco la foto di famiglia: anche Anne in giallo, qualche tocco di rosso scuro, gettonatissimo il blu in tante sfumature, dall’azzurro al violetto.

Ci sono anch’io!

Sul fatto che la monarchia britannica sia la più popolare d’Europa (del mondo?) ci sono pochi dubbi, e dunque l’attenzione di tutti i royal watchers si è concentrata sul piccolo George, che oggi compie sette anni.

Ma c’è un altro principe che festeggia il compleanno, raggiungendo la pietra miliare di magici diciotto. Stiamo parlando di Felix, secondo figlio di Joachim di Danimarca e della sua prima moglie, l’anglocinese Alexandra Manley, che dopo il divorzio è rimasta a vivere a Copenaghen col titolo di Contessa di Frederiksborg.

Il giovanotto al momento studia scienze sociali in un istituto danese, ma data la prestanza fisica si farà tentare anche lui dalle passerelle come il bellissimo fratello maggiore Nikolai? Staremo a vedere, intanto gli auguriamo la più allegra festa possibile, senza che debba essere necessariamente presente tutta la sua allargata famiglia.

Tillykke med 18 års fødselsdagen Prins Felix!

Due giovanotti

Giornatona oggi per due dei gentlemen Mountbatten-Wisdsor.

Come sapete il biondo George oggi compie sette anni, e li festeggia nello splendore degli scatti di mamma Catherine. Qui è in versione combat con tshirt camouflage, ciuffo ribelle e diastema d’ordinanza. Che seduttore!

Pure lui però tende a scomparire – e diciamolo, nessuno riuscirebbe ad raggiungere la stessa vertiginosa altezza – davanti al bisnonno, che ora mi sa che ha preso gusto nelle uscite a sorpresa.

L’occasione di oggi: il trasferimento del ruolo di Colonel-in-Chief del reggimento The Rifles alla nuora Camilla. Che in ossequio al necessario distanziamento si trovava direttamente a Highrove, più o meno centocinquanta chilometri di distanza da Windsor, dove ancora si trovano i suoceri (che raggiungeranno presto l’amata residenza scozzese di Balmoral).

Basta guardarlo, e ogni altro commento è francamente superfluo.